mercoledì 22 novembre 2023

A1: Campobasso respinta dalle potenze. A2: un sereno Costa-Carugate

 - Prima della sosta dell'A1, Campobasso si era candidata ad alternativa numero uno alle tre "super", o meglio a capolista delle umane (perché alternativa vera non c'è), vincendo in casa del Geas. Ma la ripresa delle ostilità ha visto le molisane venire respinte nel doppio esame ravvicinato contro Bologna e Venezia.

Contro la Virtus, nell'anticipo infrasettimanale del turno n° 13 (per il resto da disputarsi nel periodo natalizio), è arrivata una sconfitta di misura, per la compagine della pasta, 54-61, quindi di per sé onorevole (a 3 minuti dalla fine non era ancora chiusa, anche se Bologna sempre avanti nella seconda metà), tuttavia se si considerano le assenze virtussine, Zandalasini-Pasa-André, che senza offesa per le altre possiamo ben definire le migliori 3 italiane delle V nere, è un'occasione persa da Campobasso, tanto più in casa. San Martino, per citare una concorrente diretta, ma anche Faenza, avevano saputo battere o mettere alle corde una Virtus non così rimaneggiata.

- A Venezia, nel regolare match domenicale, la Magnolia ha forse pagato le fatiche di 3 giorni prima, cedendo nell'ultimo quarto (27-11) dopo essere stata in partita nei primi 3 (47-40 al 30'). Ma la Reyer è una macchina, in quest'autunno: 9 giocatrici a segno, nessuna più di 13 punti, nessuna sopra i 25 minuti. Campobasso, quando si alza il livello, paga un deficit di qualità perché alcune giocatrici, ficcanti contro le medio-piccole, scemano d'impatto, sicché contro Venezia sono andate bene le lunghe, Dedic (16) e Kunaiyi-Akpanah (15+14 rimba), contro Bologna era stata Mistinova a farsi sentire di più (17; per Pallas comunque 9+18 rimba) ma Morrison e Quinonez non hanno brillato in nessuna delle due disfide; ed è troppo poco contro quelle corazzate.

- Nota a margine di Campobasso-Bologna: le due ex compagne di epopea giovanile Geas, Barberis Kacerik, si sono calate sin troppo nella classica parte delle italiane che fanno solo umile lavoro di supporto alla squadra: 0 punti in 23 minuti l'una, 0 in 18' l'altra. Del Pero, non ex Geas ma lombarda pure lei? 0 in 24'. Su 12 tiri tentati non ne hanno messo dentro uno. Totale punti italiani nella partita: 7 (di Trimboli) da una parte, 8 (di Orsili) dall'altra. Very exciting. :huh:

- Anche nel resto dell'ultima giornata avresti cercato invano una sorpresa. Quella in cui si è andati più vicino è stata Milano-Sassari, che peraltro sembrava già segnata a inizio ripresa, sul +17 per le nuragiche, e invece s'è riaperta con una botta d'orgoglio del nucleo della promozione pinottiana, Madonna (5/5 da 3)-Toffali-Penz, mentre la canadese Pellington restava a guardarle dalla panchina dove risulta sia stata fatta accomodare per scelta tecnica e non per sopraggiunto malanno. Non confermato né smentito che l'estrosa ma discontinua play-guardia sia in bilico. :o:
Un po' di fatica l'ha fatta anche Ragusa a Brescia, ma poi ha preso il largo con Chidom ira di dio (46 di valutazione).
San Martino, che ha avuto gioco agile con Battipaglia sempre senza le due straniere giubilate, resta dunque insieme a Schio al terzo posto e stacca Campobasso e il riposante Geas.
Ancora molto attardata Roma, che però ora inizia la fase più favorevole del calendario; ci sarà la sfida fra metropoli con Milano (a pari punti) e a quanto annunziato sarà la prima volta per le capitoline al PalaTiziano. Vedremo quanto seguito riusciranno a calamitare, considerando che sono una società creata da zero, la quale non ha avuto tempo di costruirsi un seguito nel territorio.

- Personalmente, domenica, mi sono recato nei ruspanti feudi dell'A2, in quelle lande collinari di Costa dove la volta precedente che m'ero recato erano le ruggenti serate di maggio, per i playoff conclusi con l'appassionante finale "all Longobard" tra le masnaghesi e il Sanga Milano.
Anche stavolta giungevo là per un derby, Costa-Carugate (se clicchi qui c'è un filmatino mio della partita); ma la temperatura era ben più fredda e anche l'atmosfera intorno alla partita non poteva essere elettrica come allora. Purtroppo, se gioca una di testa in casa contro una di coda, e a quella di coda mancano due elementi da quintetto (nella fattispecie Rizzi e Rulli), l'esito è già segnato prima d'iniziare. Puoi solo sperare che la favorita sonnecchi e la seconda imbrocchi un inizio gagliardo. Alla faccia: 31-7 dopo 8 minuti, Allievi e Tibè che fanno quello che vogliono in area, Ravelli che massacra la retina di triple (molto moderna, tra parentesi, la mappa di tiro del 1° quarto di Costa: a parte un paio di tentativi dalla media, obsoleti, tutto da 3 o da sotto, come insegnano gli algoritmi).
Insomma il resto è solo accademia, anche se qualcosa d'interessante si vede sempre, con parecchia gioventù in campo da ambo le parti, per le caserecce in evidenza Bernardi, 2005, un po' meno la coetanea Osazuwa, di più Piatti, 2006; per le visitanti l'ormai protagonista fissa Usuelli (2003) che realizza due volte allo scadere, 2° e 3° quarto (entrata e tripla), anche se finisce con basse percentuali sbagliando i suoi ultimi 5 o 6 tiri; anche l'ex geassina Nespoli (2002) ha fatto cose pregevoli nel frangente in cui Carugate si è riavvicinata a meno 11; di là però troppo arsenale per non riprendere il largo appena rimesso ordine nel gioco e affondato nuovamente i colpi dopo aver perso troppi palloni (26 alla fine), nota negativa in una partita finita comunque a +27 (80-53).

Da notare due cose: a) dopo secoli a Costa non c'è nemmeno una Villa in campo; :woot: b) si affrontavano due squadre senza straniera, leggermente diverso dalla normalità dell'A1, dove è possibile vedere quintetti senza italiane (le 4 straniere canoniche più una straniera formata in Italia).

Domenica prossima si pregusta parecchio sugo per l'arrivo di Giussano per un derby fra Brianza di pianura e Brianza di collina; e soprattutto una sfida d'alta quota visto che la matricola di Aldo Corno è subito dietro la coppia di testa.

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