mercoledì 15 novembre 2023

In Germania ecco l'Italia più bella quando serve di meno... ma stavolta solo applausi

 - Con 5 mesi di ritardo, o con 19 di anticipo. :(

L’Italia che avremmo voluto vedere lo scorso giugno, e che vorremmo vedere a Eurobasket 2025, si palesa folgorante nel brumoso tardo pomeriggio novembrino d’Amburgo: quando purtroppo serve solo per il fantomatico “ranking” e per lasciarci una sensazione a metà tra il dolce e l’amaro. Se da un lato si può andare fieri di quest’Italia, dall’altro il coltello si rigira nella piaga, perché non è possibile che questo stesso gruppo, in grado di dominare la Germania in casa sua, con autorità assoluta per lunghi tratti, si sia fatto umiliare (non semplicemente battere) dal Montenegro. E purtroppo era là che contava. Ora è come una giornata di sole quando non puoi uscire di casa a godertela fino in fondo, e quindi dici "sì, bella, ma che me ne faccio?". :huh:

- Ecco perché lo scetticismo nei confronti di queste croci & delizie che sono le nostre azzurre non può dissiparsi per un exploit seppur apprezzabilissimo. Che di per sé non va assolutamente sminuito. La Germania non è la Francia, né la Spagna o il Belgio, ma è una potenziale quarta forza del continente (se la gioca con Serbia e Ungheria, direi), avendo fatto i quarti di finale agli Europei e aggiunto, da allora, le sorelle Sabally, cioè due elementi da WNBA, di cui una (Satou) che gioca da protagonista anche laggiù (18.6 punti di media nella stagione 2023, tanto per dire).
La Germania aveva appena demolito in trasferta, 44-85, una Rep. Ceca che ha poi perso, ok, con la Grecia che noi abbiamo battuto, ma se l’è giocata, e non è che noi avessimo dominato, con le elleniche. Frullavi queste premesse insieme all’ingrediente ambientale, 3.400 spettatori ad Amburgo, il clima di entusiasmo che circonda il basket tedesco neo-campione del mondo maschile; insomma non ti aspettavi una vittoria dell’Italia, figurarsi un dominio con una lezione di giuoco collettivo. Il tutto senza almeno un paio di elementi, soprattutto André, che potevano renderci ancora più forti.
La Germania ha avuto una giornata storta? Probabile, ma intanto è stato anche merito nostro, e poi quello che abbiamo fatto tra metà 1° e metà 2° quarto è stato di qualità assoluta. Di fronte ad avversarie soverchianti fisicamente (quintetto con play di 1.78, guardia di 1.92, le due Sabally e la massiccia Guelich ben nota dai trascorsi italici) abbiamo messo la sabbia perfetta nei loro ingranaggi, stordendole col dinamismo di M. Villa in primis, ma in realtà di tutte, perché abbiamo prodotto un gran movimento con e senza palla, tagli, rapidità. Poi è chiaro che se S. Sabally non fa 3/19 dal campo, se loro non tirano 2/21 da 3, è un’altra storia, però noi le soluzioni le abbiamo costruite bene, di squadra, loro no.
Il problema è che nulla, assolutamente nulla, ci garantisce (o perlomeno ci dà fondate speranze) di essere queste, quando conterà davvero. Intanto perché manca un’eternità. Pensa cosa può succedere nell’arco di un anno e mezzo. Bisognerà pregare che non ci siano infortuni, che le giovani emergenti continuino a migliorare, che chi è al top adesso non declini improvvisamente (come purtroppo è successo a qualcuna che un paio d’anni fa era in auge), eccetera.
E poi bisognerà pregare che non succeda il solito psicodramma collettivo quando arriverà il “dentro o fuori”, il “gloria o fiasco”, situazione che in queste “qualificazioni che non qualificano” era del tutto assente. Certo, già vedere tutte remare dalla stessa parte è consolante. Però bisogna essere obiettivi: si era visto anche con Lardo a livello di qualificazioni. E' nel grande evento che dovremo dimostrare tutto da capo.

- Un po' di cronaca , per chi non l'ha vista su Twitch (temo molti). L'inizio pare confermare i favori del pronostico per le teutoniche: 8-4 dopo 4', subendo un paio di canestri di quelli che fanno incazzare (legittimamente) qualsiasi allenatore, ovvero un contropiede su passaggio superficiale intercettato, e una dormita su taglio di N. Sabally.
Nulla di più ingannevole! Comincia proprio lì un frangente di 9-10 minuti ai limiti della perfezione per l'Italia, sia in attacco che in difesa: il parziale di 2-24 dice tutto. :b:
E' Villa ad accendere la scintilla con 3 incursioni a canestro quasi di fila e un assist per Cubaj. La nostra 2004 dorata esibisce il suo pezzo forte, la padronanza magistrale del corpo e dell'attrezzo-palla, ubriacando la più massiccia ma poco mobile Brunkhorst (anello debole della catena teutonica).
Ma è un (capo)lavoro di squadra, al quale forniscono pennellate Zanda, Fassina e, appena entrate, sia Madera che Verona. Dall'altra parte la Germania sbaglia tutto, ed eccoci con una tripla di Zanda sul +18, 10-28, dopo 3' del 2° quarto. Impensato. :wub:

- Non possiamo continuare così bene noi e così male loro; è normale che la Germania risalga, anche se qui concediamo qualcosa di troppo; sul 27-33 verso fine 2° quarto rischiamo di andare all'intervallo con tutto da rifare. Riusciamo però a riguadagnare un +9 alla pausa (27-36) e sarà così anche nel resto della gara: ogni volta che si avvicinano le ricacciamo indietro.
Il 3° quarto è di stallo per entrambe le squadre: la Germania continua a litigare col canestro, noi non abbiamo più lo smalto del break ma con una tripla di Panzera e un canestro di Zanda manteniamo immutate le distanze (39-48 al 30').
Nell'ultimo periodo è lecito temere che ci manchino le energie, o semplicemente la consistenza, per resistere al nuovo assalto germanico, supportato da un predominio fisico che si concretizza in 14 rimbalzi offensivi contro 7. Invece facciamo un altro capolavoruccio nel capolavoro, ripartendo definitivamente con due triple di Madera per il +13, poi un assist schiacciato a terra di Villa per Cubaj per il +14 (51-65).
A quel punto loro alzano bandiera bianca e addirittura dilaghiamo fino a 53-70.
L'abbondante folla amburghese, venuta per applaudire le sue, è costretta a rendere omaggio alla nostra prestazione. Chiudiamo con 19/36 da 2 (contro 16/42), 7/26 da 3 (non granché ma molto meglio del loro 2/21), ai liberi poca differenza a favore loro.
Matilde mvp ("Villa shines for Italy", sintetizza il sito Fiba) con 17 punti (8/12 dal campo) e 3 assist; se la famosa prestazione da 21 punti contro il Geas a non ancora 15 anni la rivelò a livello italiano, questa è la partita che la lancia a livello internazionale senior (nel giovanile, ovviamente, ha già provveduto). Gode Venezia che fa doppietta di mvp dopo quello di Cubaj con la Grecia; stavolta Big Lorela fa solo 2/10 al tiro ma arraffa 13 rimbalzoni, insomma bella presenza ancora.
A proposito di lunghe, sorride anche Campisano che grazie alla presenza di domenica diventa italiana: salomonico Capobianco, 4 minuti a lei, 3 a Conti la volta prima, tutti contenti e il risultato lo facciamo lo stesso.
Zanda fa il suo con 16 senza dover strafare; Madera 13 con 4/5, importante dopo lo scarso utilizzo della partita scorsa. Fassina 10 a completare il quadro delle più in evidenza.
Esauriti i doverosi applausi e complimenti, rialimentati i sogni che "la prossima volta sarà quella buona", resta il fatto che per un anno (!) non giocheremo più partite vere, e quindi è difficile dire cosa ci rimarrà di tangibile da questa pur brillante giornata. La lunga attesa che si faccia veramente sul serio è un supplizio che ci siamo meritati sul campo e che ci porterà a guardare in tv per l'ennesima volta le Olimpiadi. :cry: Se pensiamo di essere appagati, bravi, soddisfatti per le due vittorie di questa finestra, sarà l'anticamera per restare i mediocri che non vogliamo più essere.

- Il resto del panorama. Ovvero quelle che stanno giocando le qualificazioni vere. La Spagna ha faticato in Croazia, poi ha fatto pizzette dell'Austria. L'Ungheria, emergente come e forse più della Germania, ha dominato sulla Slovenia. Interessante il gruppo C che, a parte il pittoresco Azerbaigian (-37 con la Lituania e -108 col Belgio...), ha visto le campionesse d'Europa con tanto di Meesseman perdere in casa con la Polonia (protagonista la neo-naturalizzata Mavunga), la quale a sua volta è stata infilzata all'overtime dalla Lituania, trascinatrice l'ex veneziana Petronyte. Girone davvero di ferro questo, una ci lascerà le penne.
Invece il D è scarsino e c'è in testa la Svezia; nell'E due passeggiate per la Francia e il suo serbatoio che offre un ricambio apparentemente infinito; a punteggio pieno anche Turchia, Serbia, Montenegro, Portogallo e, occhio, un Lussemburgo contro cui non si diverte più nessuno, se ha battuto Svizzera e Bosnia con autorità.

Nella foto: avanza la giovane Italia (Villa e Panzera), sognare per il 2025 è lecito ma l'attesa sarà lunga.



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