Eurolega
La strampaleria della formula (che ha tratto in inganno più d'un mass media, abbiamo notato: si è letto "Schio eliminata") fa sì che, se Schio batterà Praga nei quarti della F6 di Saragozza, ritroverà nuovamente il Fener in semifinale. E a volte, giocare contro una squadra con cui hai vinto due volte può essere una trappola (dal punto di vista delle turche), ma occhio che alle F6 dovrebbero esserci rinforzi in arrivo per Meesseman e socie: McBride e Nyara Sabally, non due pescetti d'acqua dolce. E tuttavia sono altre due stars, mentre se c'è qualcosa di cui il Fener è carente sono gregarie d'energia, spaccalegna che si sacrifichino per il prossimo. Chiaro però che, come ha scritto qualcuno nei commenti sui social, se hai Meesseman parti in vantaggio contro chiunque...
E' altrettanto chiaro che il percorso di Schio si fa in salita: per diventare campione d'Europa dovrebbe vincere 3 partite di fila al massimo livello di difficoltà (Praga, Fener e chi emergerà dall'altro lato di tabellone, ossia Valencia contro la vincente tra Mersin e Bourges).
- La partita ha due facce; la prima è nettamente a favore del Fener. La spallata turca di metà 1° quarto, con le solite note Gabby Williams e Meesseman, è neutralizzata da Schio all'inizio del secondo (da 24-14 a 27-25) col pacchetto italico Verona-André-Keys, che funziona meglio dell'assetto iniziale, ingessato, con Dojkic in regia. La croata è opaca sia in fase registica che realizzativa, ma non è che Salaun e Juhasz siano più incisive. Per cui, appunto, Schio trova più linfa dalle italiane, almeno in questa fase, compresa Sottana. Però dura poco, perché Charles produce un 9-0 tutto suo (36-25), cui segue un 6-0 dell'ineffabile Meesseman, con 3 canestri uno più di classe dell'altro. In totale è un micidiale 15-1 per un 42-26 all'intervallo che sa già di "game over" per la qualificazione, dato che fa +22 sommando l'andata. Schio paga caro lo 0/7 da 3 nel 2° quarto.
E' però un'altra partita nella ripresa. Mettiamo pure che il Fener si rilassi un po' troppo, sentendo già sbrigata la pratica. Fatto sta che il Famila riesce a mettere la museruola alle punte di diamante istanbulliote. Solo che a sua volta segna col contagocce, sicché lo stitico 8-8 dei primi 7' lascia tutto invariato. Qualcosa cambia nel finale del 3° quarto con uno 0-6 prodotto dal risveglio di Dojkic (rimasto isolato, peraltro) e Juhasz: 50-40 al 30'.
Seguono altri 7' circa di stallo, stavolta intorno ai 10 punti di scarto (ancora parziale di 8-8); per la verità c'è un interessante meno 6 dopo una correzione al volo di Verona su contropiede sbagliato da Dojkic, la quale mostra nervosismo lagnandosi invano per un fallo sia in quell'azione, sia poco dopo su una persa banale portando palla. Male maluccio. In ogni caso, Meesseman e Uzun ricacciano Schio a meno 10 e ormai sul 58-48 a -3'20" è tardi per sognare ribaltoni.
Tuttavia basta una scintilla per riaccendere almeno la partita in poco più di un minuto: tripla di Sottana su doppio rimbalzo offensivo scledense; canestro di Juhasz da sotto; tripla di Laksa: 58-56 a -1'50".
Allemand dà fiato alle turche con due liberi; risponde subito Laksa su assist di Sottana (60-58); poi sbaglia Williams e quindi addirittura palla del pareggio o sorpasso per Schio, ma Sottana arrischia un passaggio in area che viene intercettato; sull'altro fronte Williams segna su taglio in area mal difeso (62-58 a -30"); accorcia Salaun dalla lunetta; Meesseman fa 1/2 ma Laksa manda sul ferro la tripla del pareggio, che comunque valeva solo per l'onore; finisce 64-60 e dunque Fener avanza, Schio rimandata ma non cacciata.
Si hanno: Meesseman 19 (9/14 al tiro)+ 10 rimba, Williams 16+9, Charles 12 per le turchesi; Laksa 25 unica in doppia cifra per le Orange, con 6/6 da 2 e 4/10 da 3, "prova dell'ex" avendo lei militato, seppure da gregaria, in maglia gialloblù; e come detto sottotono Juhasz (seppure in ripresa, 8+10 rimba) e soprattutto Salaun (5 con 1/7), Dojkic (2 con 1/11), mentre André fa il suo con 6+8 rimba. Non bene il 6/30 da 3 per Schio, sia per la percentuale che per il numero di tentativi; anche stavolta si palesa la mancanza di un'animalessa d'area per la nostra portacolori.
- Le altre partite. Per l'accesso diretto alle semifinali, Valencia dopo il clamoroso +32 su Mersin doveva solo controllare l'assalto fu rioso delle turche, e ci riesce bene per 3 quarti e rotti, poi da 69-65 all'inizio dell'ultimo c'è un 21-3 che porta Mersin financo a +22, ma ormai manca troppo poco; le iberiche rappezzano comunque nel finale (92-77; Johannès 21 e N.Howard 18 per le ottomane; Fiebich 16 per il solito profondissimo collettivo valenciano).
Per l'accesso ai quarti, e quindi per restare in corsa, Praga dopo il +4 all'andata è rullo compressore su Landes in casa: 69-43 (21 di Brionna Jones, spauracchio numero 1 per Schio in vista dello scontro alle F6; 14 di Magbegor).
Sempre per i quarti, dinnanzi a 4.040 spettatori, Bourges dopo aver lucrato un +20 a Saragozza, controlla senza patemi sino a 5' dalla fine (meno 1), poi lascia l'onore delle armi alle iberiche, le quali sprecano l'occasione delle F6 casalinghe non riuscendo a qualificarsi. Okonkwo 17 punti per le francesi; Mané 15 per le sàraghe.
EuroCup
- Baxi Ferrol-Sassari. Che la Dinamo, risicata nelle risorse e logorata nelle energie, potesse allungare la sua epopea continentale ribaltando in trasferta il meno 19 dell'andata, era più improbabile di una nevicata sulle coste sassaresi. E infatti non succede; eppure il gran cuore nuragico è riuscito ad alimentare il sogno, allorché si è andate all'intervallo sul 36-47 per le ospiti con un gagliardo break di 4-15 nel finale del 2° quarto. E non per occasionale bonanza di triple sassaresi, ma per buone esecuzioni per tiri da sotto e dalla media. Si è anche rivista Begic, solo per qualche minuto ma abbastanza per dare una risorsa in più, anche a livello di morale.
Tuttavia il risveglio è stato brutale, sotto forma di un 53-23 per le spagnole nella ripresa, che dopo il sorpasso nel 3° quarto ha portato a un +19 finale (89-70) identico all'andata e ingiusto come all'andata, s'intende nelle proporzioni, giacché nulla da eccepire sul fatto che il Baxi Ferrol sia superiore.
Si hanno: Mataix 19, Pospisilova 15 per le ispaniche; Taylor 26 (con 8/19 dal campo e 9/9 ai liberi), Gonzales 17 ma nessun'altra in doppia cifra per Sassari (strana Carangelo a 0 con 3 soli tiri; Begic 4 in 7'), discreta Natali (8).
- Le altre partite. Sorridiamo per Lione di Frafrà Pasa che passa alla grande, dinnanzi a 2.103 spettatori, ribaltando il meno 5 dell'andata con Girona: arrembante il +18 dopo un quarto e mezzo, le spagnole non si ripigliano più (72-51). Troneggiano ancora i talentoni classe 2005 Malonga (18 + 14 rimba) e Jocyte (15); Pasa ne fa 9 con 3/11 in 27', comunque un ruolo da regista titolare in una semifinalista d'EuroCup, non è poco. Bibby 14 per Girona che fa solo 20/67 dal campo.
Sopron dopo il +27 dell'andata amministra in casa di Lattes, mollando solo nell'ultimo quarto (69-57).
Villeneuve, che aveva infilzato come un tordo il Besiktas con un +19 in Turchia, ha qualche sudor freddo quando a inizio 2° quarto sprofonda a meno 15, ma risale pazientemente sino al pareggio conclusivo (81-81); Zellous 19 per le francesi (si ferma a 9 stavolta il talento del 2004 Leite), 25 di Peterson, 18 di Winterburn e 15 di Kraijsnik per le turche, le quali, se si nota, hanno cambiato pedine rispetto alla fase a gironi in cui incontrarono il Geas: dentro Peterson e Kraijsnik, fuori Evans e Fagbenle.
Le semifinali saranno: Baxi Ferrol-Lione e Sopron-Villeneuve.
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