Considerazioni generali
"Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice nella miseria", diceva Dante.Infatti, se leggevi questo forum, ma anche Facebook, persino in quell'irripetibile momento dell'estate 2019 in cui eravamo campioni d'Europa in carica in tutte e tre le categorie giovanili, sprizzava altro che felicità: "a che servono questi oretti se poi non ne caviamo nulla con la Nazionale senior?", "vinciamo perché siamo più furbi tatticamente ma le ragazze sono alle aste, come c... lavorano i nostri vivai?", "ci sono giocatrici col posto fisso in nazionale anche se fanno cagare" (come a dire che con le presunte snobbate avremmo battuto di 30 o 40 la Francia e la Spagna, visto che con le presunte "raccomandate" ce la giocavamo alla pari e a volte le battevamo pure; tu pensa che adesso ce ne danno 50).
Converrebbe quindi dimenticarci delle vacche grasse, dopo l'estate più deprimente da 20 anni a questa parte. Ma è doveroso, invece, ricordarsi del passato recente, altrimenti finiamo fuori strada chiedendoci "perché andiamo così male?" invece di "perché fino a ieri avevamo costruito un sistema in grado di produrre 17 medaglie in 16 estati e oggi questo sistema si è inceppato?".
Il problema è che tu vedi un prato che improvvisamente si è rinsecchito (cioè l'effetto) ma non riesci a vedere la causa, altrimenti sarebbe facile intervenire. Di sicuro non possono essere rincitrullite di colpo le stesse persone che fino a ieri producevano qualità e risultati, ovvero da un lato i club che crescono le giocatrici e dall'altro gli allenatori delle nazionali che gestiscono le competizioni. Se da un anno all'altro Piazza fa meno 10 posizioni nella stessa categoria e Lucchesi meno 8, tutto si può dire tranne che abbiamo sostituito geni con capre.
E dato che le società di provenienza delle giocatrici sono più o meno le solite, nemmeno loro possono essersi dimenticate di botto come si lavora.
Che le mamme italiane prima partorissero fenomeni e ora solo mediocri, non ci crederò mai. Chiaro, a tutti capitano annate di talento e altre meno, ma prima vincevamo medaglie anche con annate senza fenomeni, o alla peggio facevamo settimo-ottavo posto.
La fotografia migliore l'ha probabilmente offerta Moscovini, coach della malcapitata Nazionale U15 che ha preso 3 scoppole al Torneo dell'Amicizia: "Ci siamo confrontati con squadre più avanti di noi sotto tutti i punti di vista" (compresa la Polonia in amichevole).
E dire che, fino a qualche anno fa, veniva quasi sempre da dire il contrario, vedendo le nostre a confronto con le altre nazionali: eravamo più avanti, magari non sul piano fisico visto che le marcantonie, salvo qualche annata beata ('99, ad esempio), non le avevamo nemmeno prima; ma erano ragazze, le nostre, che parevano già ben dotate di esperienza di gioco, scaltrezza, know how; quelle di quest'anno sembravano... bagnanti buttate in acqua fredda di punto in bianco, dopo aver conosciuto finora solo l'acqua calda: tant'è che abbiamo perso malamente tutte le partite di esordio, tranne con le U18 che non a caso erano il nostro gruppo più pronto.
Per cui è possibile che abbia ragione chi individua come principale causa del nostro repentino calo una diminuzione delle occasioni formative a livello nazionale per le azzurrine di oggi rispetto a quelle di ieri.
Suggestiva la spiegazione dell'individualismo serpeggiante a causa delle profferte Ncaa e in generale dello svincolo (oggettivamente fattori nuovi rispetto a pochi anni fa), per cui ognuna giocherebbe per fare promozione di se stessa più che per aiutare il collettivo; tuttavia ci sarebbe da capire perché le sirene Ncaa, che suonano per tutta l'Europa, danneggino noi e non le altre nazionali.
Potremmo anche buttare via le teorie catastrofiste e aggrapparci all'ipotesi che sia stata solo un'estate in cui tutto è girato storto, e che l'anno prossimo torneremo a mietere medaglie o almeno salvezze tranquille. Però ci sono almeno tre dati di fatto che inducono al pessimismo:
- chi è andato peggio sono le più giovani, quindi salvo miglioramenti netti rischia di attenderci un periodo di magra, che so, 5 o 6 anni;
- non abbiamo perso per casualità sfortunate in finali punto-a-punto: sconfitte nette, se non umilianti, nelle partite che ci hanno eliminato (22, 28, 48 e 54 punti di scarto); ineccepibili anche la maggior parte delle altre sconfitte, di stretta misura invece la maggior parte delle vittorie. In sostanza la ruota degli episodi ha girato più a favore che a sfavore nostro;
- tutte le nostre squadre di quest'estate erano carenti di centimetri (anche se non di rimbalzi, grazie alle due Zuccon e a Perini; ma i tanti rimbalzi offensivi sono dovuti anche alle nostre percentuali pessime): rischiamo di ripiombare tra qualche anno nel pre-Cubaj e socie, cioè il vuoto sotto canestro. Se almeno trovassimo una, due, tre Toyounon italianizzabili, anziché beffardamente crescerle da noi senza poterle impiegare in azzurro, lo scenario sarebbe diverso.
Analisi evento per evento (in ordine cronologico)
1) Europeo U20 (4-12 luglio, Lituania) - head coach Piazza
Esito: 13° posto (salvezza)
Miglior valutazione: E. Zuccon (18.1) - miglior marcatrice: Giacchetti (15.6)
Sintesi: quando il buon giorno si vede dal mattino... dopo 3 bronzi U20 di fila, crolliamo di 10 posizioni da un anno all'altro, strappando una salvezza risicata che alla fine è persino grasso che cola, considerando che le 3 vittorie sono state tutte sofferte mentre 3 delle 4 sconfitte sono giunte con doppia cifra di scarto. Certo, l'annata 2006 non ci ha mai fatto sognare, dopo i lussi dalle 2002 alle 2005, ma 2 anni fa in U18 solo una tripla assurda dell'Ungheria ci aveva negato i quarti di finale. Insomma ci aspettavamo poco ma non così poco.
Da dimenticare: il -31 all'esordio con la Polonia; la sconfitta con l'Islanda beccando 32 punti dalla bebè prodigio del 2010; il -28 negli ottavi col Belgio; la difesa nelle prime 5 partite (più di 80 subiti di media); il 22% da 3 con 29 tentativi a partita, il che significa una fatica boja a costruire gioco, affidandosi poi a improbabili terni al lotto dalla lunga distanza.
Da salvare: il carattere nel portare a casa le due partite-salvezza (overtime con la Slovenia, +4 in rimonta con la Serbia; la sostanza di Emma Zuccon (12.7 rimbalzi, seconda assoluta dell'Europeo, e 10.1 punti); qualche sprazzo realizzativo di Giacchetti.
2) Torneo dell'Amicizia U15 (10-12 luglio, Spagna) - head coach Moscovini
Esito: 4° (= ultimo) posto
Miglior marcatrice: Zarrillo (9.3)
Sintesi: se questo torneo fosse lo specchio del futuro che ci attende, saremmo spacciati. Meno 48 con la Francia, meno 68 con la Spagna, ma peggio ancora il -23 con la Grecia con 4/32 da 3. Con le due corazzate puoi dire che c'è un abisso, ma con le greche se non solo le pigli ma nemmeno costruisci gioco, sparacchiando da 3, non hai alibi (a meno che si scopra che le elleniche hanno trovato una generazione di fenomeni). Ok, non avevamo le ragazze che poi hanno giocato l'Euro U16 (Marinari in testa), ma le altre erano al completo?
Da dimenticare: tutto.
Da salvare: forse i 17 punti di Zarrillo contro la Grecia; trattandosi di una 2012 ci dà almeno una micro-speranza per il futuro.
3) Mondiale U17 (11-19 luglio, Cechia) - head coach Buzzanca
Esito: 10° posto
Miglior valutazione: S. Zuccon (14.6) - Miglior marcatrice: Magni (10.8)
Sintesi: quando un colpo di fortuna è una sfiga mascherata. Alla notizia della defezione della Serbia e del nostro subentro, avevamo sorriso, perché cancellava la beffa della finale 5° posto dell'Euro U16 dello scorso anno, le lacrime di Diagne ecc. In realtà, anche se idealmente è sempre meglio andare a un Mondiale che stare a casa, all'atto pratico era meglio se non succedeva. Non siamo abbastanza strutturati da reggere 4 competizioni in un'estate. Se Hassan giocava l'Euro U18 anziché venire dirottata qui, e se quelle che han fatto il doppio impegno arrivavano fresche, vincevamo una medaglia in U18? Manca la controprova ma di sicuro abbiamo pagato dazio in quella che poteva essere la nostra carta migliore. Qui al Mundiàl ce la siamo cavata a livello di piazzamento (10° assoluto, terza europea, per il livello che c'è non è male), forse meno sul piano del gioco ma tant'è, sono state ben altre le disgrazie di quest'estate.
Da dimenticare: l'infortunio di Perego; non aver neanche dato fastidio alla Slovenia (che è forte ma non è la Spagna) negli ottavi; la sconfitta con la Nuova Zelanda nel girone e quella finale con l'Egitto, più per il modo che per le conseguenze (tra 9° e 10° cambiava il giusto); le percentuali al tiro di Hassan, che ha chiuso con 8.1 punti di media, pochi per lei (anche se con 7.6 rimbalzi), ma soprattutto col 26% dal campo, tirando 6 volte a partita da 2 e altrettante da 3, il che secondo me per una come lei, che ha talento e fisico per andare più da vicino anche in un Mondiale, è spia di scelte non ottimali (e/o di condizione non brillante che l'ha costretta a rifugiarsi nel tiro da fuori).
Da salvare: la doppietta su Messico e Lettonia nella fase di classificazione, che ci ha portati in "top 10"; i rimbalzi di S. Zuccon (11.7 di media, prima assoluta); la crescita strada facendo di Magni; qualche segnale di Nako Moni che fa sperare per il futuro, vista la penuria di lunghe.
4) Europeo U18 (1-8 agosto, Svezia) - head coach Dall'Ora
Esito: 7° posto
Miglior valutazione: S. Zuccon (16.6) - Miglior marcatrice: Baldassarre (16.3)
Sintesi: la miglior spedizione della nostra estate, ma questo dà la misura del nostro calo. Dei rimpianti per la sovrapposizione col Mondiale U17 s'è già detto. Con Hassan magari evitavi la Spagna nei quarti e potevi giocarti qualche carta per le semifinali. Se non altro, però, qui non abbiamo preso legnate dalla fascia media, pur perdendo due volte col Belgio e una con la Finlandia. E considerando che l'U18 per noi è sempre stata la categoria più complessa (nonostante il mitico oro del 2010), di sicuro la sufficienza piena qui possiamo darla.
Da dimenticare: i 51 punti di scarto in 3 quarti contro la Spagna (anche se più o meno è stata la figura che hanno fatto tutte, contro il dream team iberico); la volata caotica contro il Belgio nel girone (sembrava che ambo le compagini volessero perdere); qualche esagerazione di Baldassarre; il fatto che Obaseki da noi sembri un gigante e invece qui fra le colosse di 1.92-1.95 sembrasse una nana.
Da salvare: la rimonta da meno 15 sull'Ungheria negli ottavi, forse unico momento da incorniciare della nostra estate grigio topo; i rimbalzi, pure qui, di S. Zuccon (10.6 di media, ovvero due volte in doppia cifra in due competizioni di fila); il talento di Baldassarre; qualche sprazzo di Zanetti e Obaseki sotto canestro (vista la carestia); il +14 in chiusura contro la Lettonia; il dato sul tiro da 3, non per la percentuale (21%) ma per il numero di tentativi, 18, indice di un gioco più bilanciato rispetto alle nostre altre selezioni di quest'estate.
5) Europeo U16 (14-22 agosto, Romania) - head coach Lucchesi
Esito: 14° posto (retrocessione)
Miglior valutazione: Perini (14.3) - Miglior marcatrice: Marinari (14.1)
Sintesi: destino crudo. Quante volte Lucchesi aveva firmato le nostre pagine migliori dell'estate, magari cavando dal cilindro una medaglia improbabile (come quella U16 di 3 anni fa)? Stavolta invece gli tocca mettere la firma sulla nostra prima retrocessione in Division B da 21 anni. E sul campo non c'è nulla da obiettare, nulla su cui recriminare. Solo schiaffoni nelle sconfitte (anche le due più strette, con la Turchia e la seconda con Israele, sono frutto di rappezzi tardivi), mentre le due vittorie, entrambe convincenti ma in partite che contavano sostanzialmente zero, lascia il dubbio che oltre al fattore tecnico abbia pesato anche quello mentale.
Da dimenticare: pressoché tutto, ma il -31 all'esordio con Israele - squadra poi retrocessa insieme a noi - è il picco negativo della nostra estate. Il meno 48 con la Francia negli ottavi (0-15 iniziale) è più spiegabile perché c'era un abisso fra noi e loro (anche se poi le gallette sono state ridimensionate dalla Slovenia). La sconfitta che ha pesato di più però è ovviamente quella con la Polonia che ci ha fatti retrocedere. In generale, terribile la nostra fatica in attacco, anche a segnare canestri elementari da mezzo metro; conseguenza quasi inevitabile, lo sparacchìo da 3 (22 tentativi a partita col 19%) come coperta di Linus a cui affidarsi quando non si riusciva a costruire nulla, cioè spesso.
Da salvare: quando non c'è salvezza si salva poco o nulla. Marinari, pur alterna, ha avuto sprazzi notevoli (5^ marcatrice assoluta); rimane il rimpianto di non averla vista in un contesto di squadra più funzionante, che non la costringesse a forzare sovente. Da citare anche il 2° posto di Perini nei rimbalzi, con 20 arraffati contro la Polonia.
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