venerdì 19 giugno 2015

La week en rose (114 - uscito "She Got Game" + Italia fuori dall'Europeo)

Domenica 14/6 - Restiamo in corsa agli Europei battendo la Polonia 66-55. Era indispensabile ma non scontato, dopo la sconfitta fiacca-morale con la Grecia e considerando pure le amichevoli perse con le ex connazionali di papa Giampaolo II. Piccolo vantaggio era che la Polonia con 3 sconfitte sul groppone era già quasi eliminata.

L'inizio ci vedeva in difficoltà in difesa, nel contenere sia la lunga Kobryn, del resto una stella europea, dotata di giuoco interno e tiro da fuori, sia le tiratrici. La naturalizzata McBride (ma pare che abbia un avo polacco, bontà sua) sembrava uno spauracchio anche se alla fine verrà neutralizzata. A fine 1° quarto si era sul 17-22 per le biancorosse. Il nostro attacco, in compenso, pur con basse percentuali (34%) ritrovava continuità di rendimento dopo le spaventose oscillazioni di due giorni prima con la Grecia: abbiamo segnato quasi identico numero di punti nei 4 quarti. :) Grazie a questa produzione, quando la difesa ha trovato le contromisure alle punture polacche, la partita ha preso la nostra direzione. Questo già nel 2° quarto con un parziale di 18-9.
Buona la nostra presenza mentale nella ripresa, evitando appunto le crisi costate il k.o. con le elleniche. La Polonia schiera due torri, Kobryn e Leciejewska, roba fuori portata per noi sul piano fisico; ma reggiamo. Il 3° quarto è il momento più difficile perché, dopo il 47-40 firmato da Sottana con un arresto e tiro, le devote alla Madonna di Czestochowa producono il massimo sforzo per rientrare, ottenendo il pareggio sul 51-51 al 30' (erroraccio di Ress da sotto allo scadere). Ma è più merito della Polonia che demerito nostro.
La difesa nell'ultimo quarto è perfetta; una serie di intercetti con la zona limita il numero di conclusioni polacche, che quando avvengono sono quasi sempre difficili. Scattiamo subito sul 59-53 con Ress e Masciadri. Poi Gatti, buon impatto, con un arresto e tiro fa 61-53. La Polonia non segna veramente più, commettendo cappellate al di là dei nostri meriti difensivi, diciamolo pure. Non che noi segniamo a raffica, in questa frazione; ma è sufficiente per non soffrire alcunché nel finale. McBride si risveglia dopo una lunghissima eclissi ma è solo un canestro; il totale di 4 punti per la Polonia nell'ultimo quarto è miserabile. Dopo un timeout all'uopo, cerchiamo e troviamo il canestro allo scadere per il +11, per un'eventuale differenza canestri che ha lo 0,1% di probabilità di contare qualcosa, ma non era il momento di far calcoli al risparmio. Sottana con 17 e Masciadri con 14 le migliori marcatrici: dopo l'eclissi con la Grecia, le due sono tornate ai livelli della prima partita e non è probabilmente un caso se la squadra oscilla insieme a loro.
In serata la vittoria della Turchia sulla Grecia, sofferta ma non troppo (era +5 per le elleniche all'intervallo ma è finita +11 per le mezzelune), semplifica i calcoli, e cioè con le bronzo-medagliate della scorsa edizione sarà spareggio, con qualche remota possibilità di arrivare seconde in caso di cospicua vittoria nostra e contemporanea sconfitta della Grecia con la Bielorussia, la quale ieri ha battuto 67-52 la Turchia e quindi viaggia verso il primato.

Lunedì 15/6 - Proprio mentre Silvia Gottardi si cimenta in cabina di commento agli Europei, in alternanza con Claudia Corbani, è uscito oggi il "trailer" del suo atteso documentario sul basket femminile, "She Got Game", di cui abbiamo già parlato alcune volte.
Nel rapido turbinio di fotogrammi, accompagnati da un accattivante "rap" le cui parole se abbiamo ben capito sono di Giorgia Sottana, due attirano particolare attenzione. Il primo è un bacio fra due ragazze, che ha suscitato lo sdegno di qualcuno su Facebook, del tipo "Non sono omofobo, ma qualcuno mi spiega cosa c'entra mettere due ragazze che limonano? È questo il basket femminile?"; be', non lo so se è questo, ma se l'ha messo nel film è giusto che compaia nel trailer visto che il trailer deve... trailare, cioè preparare la strada al successo del prodotto. -_- E si sa che il sesso e la violenza sono i due argomenti principi per attirare il pubblico; la violenza immaginiamo che non ci sia nel documentario, quindi è giusto metterci un pizzico di sesso.
Il secondo elemento, più filosofico, lo fornisce la veneranda (anche se l'utente Duepuntozero la demolì) Nidia Pausich che nel trailer dice: "Ai miei tempi c'era la fila di gente fuori dalle palestre dove giocavamo, ora gli spalti sono vuoti, mi spieghi perché?". :o: Eh, ci provo: forse nella parola "palestre" c'è già la spiegazione, visto che oggi si gioca nei palazzetti. Riempire una tazzina da caffè è più semplice che riempire una botte. E poi ai tempi della Pausich mica c'era la concorrenza di Sky e di internet, il basket era una forma di liberazione sessuale perché finalmente si vedevano le cosce delle donne (oggi nemmeno quello è rimasto ai voyeurs, con le divise iper-coprenti), e via dicendo.

Lunedì 15/6 - Abbiamo tirato più a lungo possibile il cazzeggio di cui sopra per rimandare le dolenti note. Tutto è perduto, perduto è tutto. :( Non sovvertiamo il pronostico con la Turchia (50-44) e non entriamo fra le prime 12 dell'Europeo, che significa anche addio alle Olimpiadi. Le quali erano una chimera, ma almeno si poteva sognarle per qualche giorno in più.
Una quindicina di supporters per parte in questo decisivo match: atmosfera meno spettrale che nelle precedenti giornate, ma la prossima volta, per pietà, si cerchi qualche piazza più interessata all'evento. :sick: Lasciamo perdere il contorno e andiamo alla sostanza. L'inizio è incoraggiante; siamo 6-10 per noi dopo 5 minuti. La Turchia si conferma in difficoltà offensiva come nei giorni scorsi, ma resta una solidità di fondo che le dà più margine d'errore rispetto a noi. Torna purtroppo in serata negativa Sottana (8 con 3/14) mentre Masciadri (13 con 3/10 ma 6/6 ai liberi) terrà bene solo per un tempo e Ress nemmeno quello, prosciugata d'energie dopo gli sforzi titanici delle prime 3 partite, più questa in cui si trova un cliente difficilissimo come il totem Yilmaz.
Insomma la coperta è corta e quando la Turchia ingrana, inizia una lunga fase a senso unico, che porta fino al 40-24 del 25', massimo fossato a nostro sfavore. In mezzo, 20 minuti di totale asfissia nostra contro la tignosa difesa turca. Simbolico quando la gazzella Sanders stoppa senza pietà un arresto e tiro di Sottana dalla lunetta. E solo per grazia ricevuta, ovvero lo 0/12 da 3 per le islamiche nei primi due quarti e mezzo, non ci ritroviamo sepolti. In timeout Ricchini esorta a non avere fretta di recuperare, ma di fare 2 punti per volta.
Bene o male è quello che succede, quasi improvvisamente. Dopo quel +16, la Turchia stacca la spina, facendo rotazioni ma non solo per questo: sembra voler risparmiare energie per le prossime partite, considerando già sbrigato il compito di oggi. Ne sappiamo approfittare, con un inatteso impatto di Fassina che segna e recupera palloni. A fine 3° quarto siamo 44-33 ed è già più giocabile.
Nei primi 6 minuti dell'ultimo quarto si vedono.. cose turche: Gorini va di fisico in area contro l'ossigenata Alben, Formica anticipa Yilmaz in post basso e intercetta, Crippa s'inventa una tripla incredibile in faccia a Sanders e poi un arresto e tiro dal mezzo angolo destro: 44-42 con 3'40" da giocare (tra i due canestri crippiani, in realtà, ci sono 3' di blackout totale da entrambe le parti), siamo incredibilmente risorti, la Turchia ha fatto 4 punti negli ultimi 11 minuti.
Normale però che non possa durare così fino alla fine. Fa girare il vento un fallo d'eccessiva foga commesso da Crippa in raddoppio su Yilmaz. La vetusta ma indispensabile centrona fa 2/2 e sveglia la Turchia. Poi Alben trova un varco in entrata: 48-42 a 2' dalla fine. E' finita, non ne abbiamo più. D'altronde lo sforzo era stato bestiale.
Potevamo, e dovevamo, non sprofondare a -16 contro una Turchia non trascendentale (nell'occasione), perché poi è stato come scalare l'Everest. Vero è che non avevamo i mezzi per costringere la Turchia a giocare su ritmi alti anziché sui suoi ritmi passeggiati, ma contro Bielorussia e Polonia avevamo mostrato di poter fare molto meglio a livello non tanto di scelte, ma proprio di esecuzioni: 25% dal campo con 4/25 da 3, e le triple erano cruciali per stappare il bunker ottomano. Adesso però non è l'istante delle analisi ma solo del dolore.

Nella foto: Ress circondata da Yilmaz e Sanders, simbolo delle nostre sofferenze offensive.


lunedì 15 giugno 2015

Il grido d'allarme di Genova

iL SECOLO XIX, 14 giugno 2015

L'articolo di Claudio Paglieri

La società di Sampierdarena pronta a cambiare nome

IL BASKET DONNE CHIAMA FERRERO : "VUOI ADOTTARE LE VIPERETTE?"

Nba Genova senza sponsor rischia di scendere dalla A2 alla C.
II presidente Besana propone un "gemellaggio"

L'ULTIMO APPELLO è per lui, Massimo Ferrero, un romano che ha dato a Genova una scossa di energia.
E arriva da Carlo Besana, un lumbard che ha portato la Nba di basket fino alla Serie A2 femminile, sfiorando la A1.
Ma che ora rischia di ripartire dalla C per mancanza di sponsor.
«A Ferrero l'entusiasmo non manca, e sa cogliere al volo le opportunità - dice Besana - so che vuole rafforzare il legame della Sampdoria con Sampierdarena, dove giochiamo noi. Sarebbe bello se una grande società di calcio maschile decidesse di "adottarne' una di uno sport "minore", femminile, a un costo con cui loro pagano magari un mese di stipendio a un giocatore. Ne parlerebbero tutti. E noi avremmo pronto anche il nome perfetto: "Le Viperette", o le "Vipers"». Pronte a mordere le avversarie, e a tenere Genova nel basket che conta.

«Lo sponsor Almo Nature, dopo due anni bellissimi, ha purtroppo deciso di lasciare racconta Besana - ho cercato un altro sponsor, ma finora senza fortuna. Se non lo trovo prima del 7 luglio, limite per l'iscrizione alla A2, dovremo rinunciare».
Almo Nature darà il suo nome al campionato femminile di A1, quello che Besana ha inseguito con caparbietà, costruendo una squadra molto forte, senza riuscire a conquistarlo. Ma non è questo il problema. «Il problema è che per disputare la A2 servono 160/170 mila euro l'anno» e che questi soldi erano tutti coperti dagli sponsor.
«Facciamo pure i conti della serva - elenca Besana - 20 mila euro come minimo costano le trasferte, quest'anno abbiamo giocato trenta partite, la metà lontano da Genova; 20 mila euro ci costa il PalaDonBosco per gli allenamenti,le partite e l'attività giovanile; 15 mila sono per le spese federali; 5 mila per abbigliamento, assicurazioni, spese mediche...». Siamo già a 60 mila e bisogna ancora pagare allenatori e giocatrici.
«A Genova non ci sono 12 giocatrici di A2, vanno prese da fuori. Assicurando loro una foresteria dove alloggiare, e un minimo rimborso spese».

Sponsor a parte, altri introiti non arrivano. Praticamente nulla dai biglietti, quasi tutti omaggio, e diritti tv non ce ne sono.

Alla fine dell'ultimo campionato le migliori giocatrici sono andate via: Nene Diene a Lucca in A1,Valentina Costa a La Spezia promossa in A2 (se non altro, la Liguria avrà comunque una squadra di vertice), la Visconti, la Bozic.

Restano per ora la capitana De Scalzi, da sempre legata alla squadra aldilà dei discorsi economici, la Principi, la Carbonell e le ragazze del vivaio (Under 19 e Under 17, più Under 14 e Under 15 in rete con altre società).

«Potrei ridimensionare le ambizioni tecniche - aggiunge il presidente - ma i costi fissi della A2 ci sarebbero comunque. La A3 l'anno prossimo non ci sarà più, la B in Liguria non c'è. Si rischia di passare dalla A2 alla C regionale».

Peccato, perché i numeri del basket ligure sono in crescita, a livello di praticanti. Ma la regione non riesce a tutelare la sua punta, quella che può dare senso e sbocco a tutto il movimento.

Besana le ha pensate e provate tutte, ma anche l'ipotesi dì un trasferimento a Chiavari è tramontata per mancanza di disponibilità del palazzetto. Da qui l'ultimo appello, a uno sponsor che si faccia avanti o al presidente Ferrero.

Le Viperette, dai, non sarebbero male.

domenica 14 giugno 2015

La week en rose (113 - Eurobasket: Italia 0-2 + Venezia scudetto U17)

Giovedì 11/6 - L'Europeo dell'Italia inizia con le best... :alienff: ehm, con qualche pacata imprecazione. L'impresa con la Bielorussia svanisce per un rimbalzo che carambola in mano a Likhtarovich sull'errore da 9 metri di una compagna sul +2 per le nostre, e viene trasformato a fil di sirena nel canestro del pareggio. Bizzarra fotocopia, o quasi, del clamoroso epilogo dei regolamentari di gara-7 dei playoff maschili tra Milano e Sassari: in entrambi i casi c'è un concorso alla pari tra colpa (mancato tagliafuori) e sorte (perché la palla casca in mano a chi poi riesce a deporla nel cesto un attimo prima che il tempo spiri). Ovviamente nulla vietava che poi vincessimo nei supplementari, quindi incolpare la sfiga non vale del tutto.

Peccato perché la prestazione è stata molto buona, al di sopra dei nostri mezzi, contro una squadra che probabilmente finirà tra le prime del girone. Alla prevedibile e schiacciante inferiorità a rimbalzo (più di 20 offensivi per loro) abbiamo opposto rapidità, tagli, triple, sguscianza, insomma come dei topolini che sfrecciano fra le gambe dell'elefante. Il quale però alla fine c'è crollato addosso. Quando ci ricapiterà di segnare 73 punti nei 40' regolamentari, sfiorando il 50% da 2 e il 40% da 3?
Spettrali le tribune a Oradea: togliendo gli addetti ai lavori, credo ci fosse più gente alle finali lombarde U13 che ho visto domenica scorsa. :sick: Primo tempo con batti e ribatti alla pari (33-32); per noi molto bene Masciadri con 3/4 da 3. Poi arriva a 4/5 già a inizio ripresa quando siamo molto bravi a controbattere alla ripartenza forte delle bielorusse, col totem Leuchanka ben arginato nel primo tempo ma che si fa via via incontenibile. Coperta forzatamente corta: se teniamo lei ci bucano l'americana Harding, la talentuosa Verameyenka, le loro varie esterne fisicate; viceversa è Leuchanka a colpirci. Ma a metà 3° quarto siamo 44-44. Poi andiamo un po' in crisi con una serie di rimbalzi offensivi presi dalle bielo e attacchi nostri farraginosi. Loro però ne approfittano solo in parte (48-53 al 30').
Torniamo a giocare molto bene nell'ultimo quarto (25 punti addirittura, +14 carambole) in cui dopo 5' siamo tornati avanti (62-61). A uno 0-5 per loro rispondiamo alla grande con un 6-0 firmato Ress, Dotto e Sottana, tutti canestri di pregevolissima fattura. Ress (11 + 8 rimba) è un'altra rispetto a quella legnosa e protestataria delle ultime finali scudetto: fa reparto da sola, è una muraglia in difesa pur non potendo ovviamente annullare Leuchanka; in attacco sfodera movimenti da manuale e soprattutto fa da leader a tutto tondo. :B): Sottana (21 punti con 8/17) riprende il filo dallo scorso Europeo quando fece la differenza più volte. La Bielorussia sembra accusare il colpo, perde precisione. Ma c'è sempre la piaga dei rimbalzi in attacco; su uno di questi Harding pareggia sul 69-69 a -50".
Giochiamo benissimo i nostri due ultimi possessi, purtroppo male in difesa sui loro ultimi due. Ress con una grande entrata di sinistro fa 71-69. Ma dopo timeout, danno palla dentro a Leuchanka che finta il giro da una parte e appoggia dall'altra: brava ma troppo facile: 71-71 a -30". Giriamo bene la palla e Sottana con una super-penetrazione da destra brucia Leuchanka e batte l'aiuto, che le crolla addosso: possibile fallo non fischiato. Ma siamo 73-71 a -6" e sarebbe vinta, se non capitasse il patatrac sulla sirena.
Nel supplementare andiamo 75-73 ma poi si fa notte dopo un paio di palle perse per frenesia. La Bielorussia, al primo o al secondo colpo, trova canestri su canestri e dilaga sino a un ingiusto 76-85. Leuchanka finisce con 25. Nell'altra partita del girone la Turchia batte la Polonia faticando.

Venerdì 12/6 - Questa fa ancora più male, e non c'è la sorte bieca da incolpare. Cediamo alla Grecia 46-51, e questo era uno scontro diretto. In pratica siamo fuori se non facciamo un miracolo con la Turchia all'ultima giornata.
Grecia combattiva, compatta, anche di spessore tecnico rispettabile nei canestri decisivi di elementi come Dimitrakou e Kaltsidou (peraltro autrici pure di parecchi errori). Rocciosa, se vogliamo, nell'alotta Spanou (9 + 10 rimba), classe '93, ex compagna della nostra Ravelli in Ncaa. Ma insomma, complessivamente non certo irresistibile. Persino più bassa di noi, o quasi; infatti stavolta a rimbalzo non abbiamo sofferto. Ieri ci siamo trovati bene contro una squadra dalle caratteristiche opposte; oggi siamo andati in crisi contro una simile a noi, che ha saputo giocar meglio con le nostre stesse armi. :( Precipitiamo da 73 punti (nei regolamentari) a 46, col 30% dal campo, che diventa poco più del 20% se togliamo la fiammata iniziale.
Nulla infatti avrebbe fatto pensare a un imminente tracollo nei primi 5 minuti e mezzo, in cui volavamo su un favoloso 18-2:woot: Va considerato che la Grecia ieri aveva riposato: e se debutti contro una squadra già rodata rischi la paga iniziale. -_- Ma è stato anche merito nostro, col quintetto Gorini-Dotto-Masciadri-Fassina-Ress). Il suddetto 18-2 veniva firmato addirittura da un "gancio cielo" di Formica. Evidentemente troppa grazia. Si tornava infatti sulla terra.
Da lì all'intervallo segniamo la miseria di 4 punti. Le rotazioni non danno frutto, Sottana stavolta no ghe xè, in difesa subiamo tagli inopinati che danno fiducia alla Grecia. Insomma ci ritroviamo sotto 22-25 a metà.
La sosta ci fa bene. Ritroviamo smalto, questione anche di rientro del quintetto con Masciadri e Ress che suonano la carica. Poi anche Dotto e Crippa pungono. Andiamo anche sul +8 (37-29 al 27'30"). Ma ecco di nuovo il blackout: faremo 9 punti negli ultimi 12' e mezzo.
Iniziamo l'ultimo quarto con un quintetto nanissimo (Fassina e Masciadri da lunghe), non porta bene perché ci superano ma comunque dopo 2' torna Ress sul 37-38 ed è tutta da giocare. Solo che... non ce la giochiamo. In tutto e per tutto, nei successivi 6', troviamo solo 4 liberi di Ress (su 8 tentati), null'altro, contro una vischiosa zona. Come dice Ricchini in un timeout, "non abbiamo coraggio, tutte che fanno partenza e scarico, partenza e scarico". Se Sottana è spenta (2 punti con 1/9; panchinata dopo l'exploit con la Bielorussia, non ha ripreso il filo) e Masciadri forse è stanca alla seconda partita in due giorni (6 con 2/8), non ci sono certezze offensive a cui aggrapparci. Da salvare ancora Ress (13 + 8 rimba anche se con 2/8 al tiro e 9/17 ai liberi), Dotto (10), ma pochissimo d'altro. La Grecia invece fa qualcosa di più (ma neanche tanto) e la chiude sul 42-50 a 2' dalla fine. Molto rammarico ma dovevamo giocarcela meglio, anche se è meglio pensare alle prossime e i discorsi in stile "doveva portare Bestagno e Roberto Baggio" lasciano il tempo che trovano, cioè poco o nulla. :angry:

Sabato 13/6 - Venezia campione d'Italia under 17 a Porto S. Giorgio. Battuta, anzi umiliata Schio nella finalissima, 81-35 con un 28-3 nel primo quarto. Ma era come il Dream Team del '92 contro l'Angola, anzi diciamo la Germania o la Spagna per rispetto delle scledensi. :blink: L'unica possibilità di un minimo di equilibrio era che le reyerine sentissero la pressione, ma un gruppo che ha già vinto di tutto, compresa la Coppa Italia di A3 con partite secche, se n'è fatto un baffo e infatti è stata solo una passerella trionfale. F. Destro con 15 e A. Togliani con 13 le top scorers.
Quasi altrettanto scontata la "finalina" in cui Biassono ha strozzato 55-30 Livorno del gioiello Madera; le labroniche avevano fatto la sorpresa nei quarti eliminando Moncalieri. E' possibile che le brianzole meritassero il secondo posto; ma il tabellone le ha poste in collisione con Venezia in semifinale, incolpevolmente visto che avevano fatto percorso netto sin lì; il risultato di 67-34 indica che Biassono ha fatto un pizzico meglio di Schio ma la sostanza è poco diversa.
In quintetto ideale A. Togliani e la "big girl" Cubaj di Venezia; Pallotta di Schio; la sunnominata Madera; la biassonese Giulietti.
C'è dibattito tra gli addetti ai lavori sull'eccesso di strapotere veneziano: in effetti, finali dominate ne avevamo già viste (qualche Geas, ad esempio) ma mai in maniera così eccessiva. La politica di accumulo di talenti da parte del club di xior Brugnaro non piace ad alcuni; d'altronde ciò si deve anche alla supremazia del Veneto in quelle due annate (al punto che, nella stessa regione, nonostante il dominio lagunare c'è spazio per una Schio finalista) e fortunatamente né in U19 né in U15 la Reyer ha combinato granché, quindi c'è predominio ma non monopolio per il club orogranata, che con questo scudetto, se non erriamo, pareggia a quota 6 il Geas come tricolori nell'epoca recente (dal 2009 a oggi, escluso il Join). Chiaro però che a meno di un allargamento dei roster di A1 a 25 o 30 giocatrici, ci sarà una certa sovrabbondanza di prodotti del vivaio in ottica-prima squadra...

Nella foto: il "Dream Team" di Venezia che ha dominato le finali U17 come mai s'era visto in epoca recente.

sabato 13 giugno 2015

La week en rose (112 - bilancio giovanili Geas + vigilia Eurobasket)

Martedì 9/6 - Conclusa la prima fase alle finali nazionali Under 17Venezia conferma il suo ruolo di favorita unica (il che non significa aver già vinto) avendo fatto pizzette delle sue prime tre avversarie. Gli altri gironi sono stati vinti da Biassono (volata vincente su Parma ieri), da Schio, che ha piegato sempre ieri Livorno della "big 2000" Madera, e da Moncalieri, che ha eliminato il Geas oggi. Giornata triste per le lombarde, che perdono due esponenti dopo partite "dentro-fuori": al fotofinish la sconfitta di Milano Stars con Fortitudo Rosa (1/3 ai liberi sul -3 a 16 secondi dalla fine), mentre Sesto era costretta a un'impresa con le piemontesi, apparse sin qui tra le candidate al podio, ma dopo il +3 nell'intervallo incassa un parzialaccio nel 3° quarto ed è eliminato.

Fa notizia il bilancio complessivamente poco esaltante del Geas nelle 3 finali nazionali di quest'anno. Naturalmente sono risultati che la maggior parte delle società d'Italia pagherebbero per avere, però è logico che se per 6 anni di fila collezioni almeno una finalissima (anzi, due nel 2013, unico anno senza titoli in questo lasso), arraffando 6 scudetti, il fatturato di due quarti di finale e un'eliminazione al primo turno, ottenuto quest'anno, rappresenta un calo da analizzare.
Nel topic sulle finali U17 si leggono curiose spiegazioni: ad esempio un utente sostiene che alla coach dell'U15 (Valentina Canali) mancava l'esperienza mentre a quello dell'U17 (Rota) la fantasia... :wacko: Facezie a parte, bisogna fare un discorso più complesso e premettere, innanzitutto, che il Geas quest'anno ha già vinto 4 titoli regionali e potrebbe incamerare domenica il quinto, anzi sarebbe il sesto contando anche il Join The Game, quindi è ancora il numero 1 in Lombardia come vivaio complessivo; non sta riuscendo però a duplicare i picchi assoluti degli anni scorsi.
E' più una questione di cicli: sia a livello lombardo - dove dopo gli splendori delle '94-95-96 si è evidenziato un riflusso, e quindi primeggiare in Lombardia non è più garanzia di farlo anche a livello nazionale -, sia all'interno della società, nel senso che quando vivi un'epoca sensazionale con un gruppo di giocatrici, è quasi inevitabile che chi viene dopo faccia peggio. E quelli che in condizioni normali sarebbero risultati buoni, dopo 6 scudetti in 6 anni vengono visti come "così così". Forse è anche un peso per le ragazze, dover essere all'altezza di chi le ha precedute.
A mio parere se n'è accorto Rota che in un comunicato di un mese fa sottolineava: "Si corre il rischio di dare per scontato che il Geas debba sempre esserci in queste occasioni, ma non è così. Finita l'era della generazione di fenomeni che ha caratterizzato gli ultimi successi giovanili, è bene rimodulare gli obiettivi sulle reali forze in campo". -_- E in effetti io credo che quasi sempre, alle finali giovanili, le squadre ottengono quello che vale il loro parco-giocatrici: il coach incide ma molto meno di chi va in campo. La categoria dove sono maggiormente possibili le oscillazioni è l'Under 15, e infatti lì il Geas ha fatto meno di quanto poteva fare, se si considera che Costa, battuta nella fase regionale, è giunta in finale travolgendo proprio le sestesi. Ma in U17 e U19 al massimo il Geas poteva arrivare un gradino più in là, cioè quarti di finale e semifinale rispettivamente.
La chiusura del discorso, però, verte proprio sulle giocatrici, questione forse un attimino più preoccupante per il club. E cioè: se mi chiedessero "chi è la prossima giovane del vivaio Geas che potrebbe sfondare ad alto livello?", al momento non saprei cosa rispondere, guardando le annate '97, '98 e '99 (le altre sono troppo piccole per dirlo). :unsure: Forse la lunga del '99 Decortes se matura. Al momento non si vede la nuova Zandalasini né la nuova Gambarini, cioè talenti assoluti, ed è logico; ma neanche una nuova Zanoni, o Colico, o Arturi, o Maiorano, o Crippa, cioè quelle lanciate verso l'A1 nell'epoca di Natalino Carzaniga.
D'altra parte, se non hai la sorte di avere il diamante in casa, o nei dintorni di casa, l'unica soluzione è arraffarlo da più lontano, e visto che la politica del Geas non lo prevede, l'obiettivo è difficile. Tanto più che adesso il club è tornato in A1 e quindi produrre una giocatrice "da prima squadra" è un compito titanico. E' anche, però, una sfida stimolante e quindi vedremo come il club saprà affrontarla.

Mercoledì 10/6 - Ci sono dei momenti in cui si può essere fieri del nostro Paese. Il Mondiale di calcio femminile, da poco iniziato, sta avendo un successo spaventoso in giro. Si parla di oltre 7 milioni di audience in Germania per la prima partita della loro nazionale; il quotidiano spagnolo "Marca" ha dedicato un'intera prima pagina nel giorno del debutto della propria rappresentativa; anche "L'Equipe" francese sta dando ampio spazio. Per non parlare degli Usa, dove il calcio muliebre è già un fenomeno da almeno 15 anni.
E da noi? Una mazza, solo qualche trafiletto. Ma che bellezza. :yes: Qualcuno, cavalcando l'ondata di sdegno per il famoso autogol delle "quattro lesbiche" da parte di quel dirigente federale, lo dipinge come sintomo d'arretratezza culturale italica. Ma tu immagina se la marea calcistica, che qui da noi già sommerge quasi tutto - al punto che le panzane di calciomercato hanno 10 volte più rilevanza di eventi sportivi cruciali di altre discipline - :angry: s'arricchisse pure del lato femminile della faccenda. Dio ne scampi. Anche perché, come m'avvisò il grande Bicio Ranieri di Costa (e da allora non ho più pace), ce ne rapisce quasi di più il calcio, che attrae le ragazze propense a correre e menare, rispetto al volley, dove vanno le femminucce allergiche al contatto fisico e alle corse sfiancanti. E che minchia. Se oltre alle giganti perdiamo pure le nane aggressive, chi mandiamo in campo? :sick:

Giovedì 11/6 - Torniamo al basket. Ultime ore di sfibrante attesa degli Europei. E' stato apprezzato in giro il video promozionale delle azzurrre su Sky, con lo slogan "Impavide". Si apprende che Claudia Corbani e Silvia Gottardi (duello a distanza con Alice Pedrazzi che sta commentando i playoff maschili sulla Rai) saranno le spalle tecniche per due telecronisti di spessore come De Rosa e Trigari. Insomma Sky farà una bella confezione, speriamo di metterci il contenuto. :)
Ma dell'Italia abbiamo già parlato; chi vince l'oro? Sulla carta sono le solite Spagna e Francia in prima fila.
Due anni fa vinsero le mangia-paella. Forse stavolta è la Francia la numero uno. Ha sempre le colonne Dumerc e Gruda e ritrova Yacoubou, italiana d'adozione; solo immaginare il nostro pacchetto-lunghe contro quel mostruoso reparto formato da Isabellona, Gruda, l'emergente Ciak, due alettone come Miyem e Tchatchouang, più volendo Chitiga che è l'ultima della panca ma è una cristona di 1.95, fa piangere. E' come se Valentino Rossi corresse contro un triciclo. :cry:
La Spagna campione in carica, e argento ai Mondiali 2014, è più forte nelle esterne, con Torrens, Dominguez, Palau, ma sotto le manca Sancho Lyttle e non è poco, anche se la senegalese naturalizzata Ndour, del '94, è una stella nascente.
La Turchia, spauracchio del nostro girone, viene da due medaglie di fila e, come tutti i movimenti che funzionano, mescola veterane (Yilmaz, Alben) con una bella batteria di giovani (6 nate negli anni '90) e naturalmente non si fa mancare la naturalizzata (Sanders); obiettivo bronzo, per l'oro non ce la vedrei.
La Russia è la grande incognita. Dopo il fiasco totale di 2 anni fa, costato l'esclusione dai Mondiali, è nuova di zecca; dei grossi nomi del passato è rimasta solo Osipova più le comprimarie Kuzina e Vieru; e la media di centimetri di queste tre è oltre l'1.95 per cui pure qui c'è da piangere se le affrontiamo. C'è ovviamente l'americana (Prince) ma tante nuove stellucce, compresa la 16enne prodigio Vadeeva (lunga di 1.90). Siccome è la prima vera prova per questo gruppo, può saltar fuori sia un fiasco sia una medaglia.
La Serbia è la quinta candidata. Petrovic, le due Dabovic, Milovanovic e altre, tutta gente che gioca da protagonista in Europa. E' una squadra in crescita sin da quando ci negò la semifinale nel 2013. Poi, vergogna delle vergogne per un popolo nazionalista come quello serbo, ha naturalizzato l'americana Page (fatto che ha suscitato polemiche), che comunque fa brodo.
Ma nel mega-calderone delle 20 squadre potrebbe benissimo saltar fuori dell'altro.

Nella foto: le azzurre fanno facce dure, si proclamano "impavide" ma la concorrenza fa paura.

mercoledì 10 giugno 2015

La week en rose (111 - U13: Geas campione regionale)

Sabato 6/6 - Ben più attesa della lista degli Impresentabili di Rosy Bindi, ecco la lista delle Presentabili di Ricchini, <_< cioè le alfiere con cui ci presenteremo all'Europeo in Romania sperando che Dio ce la mandi buona, ovvero che, come 2 anni fa, le nostre sappiano andare oltre i loro limiti e che la sorte (che peraltro alla fine ci tradì sul più bello) dia una mano a passare i primi scogli.

Chi abbiamo dunque? F. Dotto, Gatti, Gorini e Sottana plays (senza distinguere tra chi è regista e chi secondo i puristi non lo è), Consolini, Crippa, Fassina, Zanoni, Masciadri esterne; Formica, Ress e Laterza lunghe. Tagliata Penna, ed era prevedibile, tagliata anche Bestagno, lei che è stata fra le migliori del campionato nel suo ruolo. Banale quanto inevitabile dirlo, affrontare il top d'Europa con quel risicato reparto sotto canestro è arduo: per quanto siano apprezzabili le nostre tre torrette ("torri" è eccessivo), il tutto consta di una Ress apparsa con poco smalto nelle finali scudetto, una Formica che non ha recitato da protagonista a Venezia e una Laterza che protagonista lo è stata, ma in A2. :( Gli altri reparti, invece, pur non da medaglia d'oro, ci paiono competitivi.
Importante notare che ben 9 giocatrici c'erano già 2 anni or sono, quando invece fu il primo Europeo del nuovo corso: se quello fu un momento di semina, questo potrebbe esserlo del raccolto, anche se non bisogna dar per scontato che quando le cose ti vengono bene a sorpresa, poi riesci a ripeterti con gli stessi ingredienti. Con quelle avversarie del girone (Bielorussia, Grecia, Polonia, Turchia) potremmo perderle tutte come vincerne anche 3 su 4; far pronostici è come prevedere se un dado rotolerà sul pari o sul dispari. La fiducia nello staff tecnico c'è, la coesione del gruppo e l'umiltà/combattività (= consapevoli dei propri limiti ma non rassegnati a far da agnelli) anche. :) Qualificarci al Preolimpico per Rio 2016 è il sogno si spera non proibito.

Domenica 7/6 - Sesto posto per il quartetto azzurro al Mondiale 3 contro 3 under 18 in Ungheria. Le nostre, seconde nel girone con 4 vinte e una sola sconfitta con gli Usa (le quali hanno spaccato tutto sino però a perdere in finale con la Francia), hanno superato gli ottavi con la Nuova Zelanda ma si sono infrante nei quarti sulle padrone di casa magiare (5-10 il punteggio).
Vabbè, un evento che si può archiviare senza troppi ricami, ma dato che la volta scorsa parlavamo dell'elaborato processo di selezione delle nostre, è interessante che la statura delle nostre 4 rappresentanti era molto omogenea (tra i 182 di Ciavarella e i 186 di Valente). Ipotizzo che, man mano che il 3 vs 3 prende piede, vi sia un approccio più scientifico e che quindi si sia analizzato che il tipo di giocatrice che funziona meglio in quel particolare basket è un'ala di buona statura ma non troppa. Non so però quanto la disciplina possa crescere sino a diventare realmente seria.

Domenica 7/6 - Il weekend è denso. Sono iniziate le finali nazionali Under 17, ultime di quest'anno. Sembra che lo scudetto sia già prenotato da Venezia, che in effetti ha una batteria di '98-99 (già tricolori chi U15 chi U17 lo scorso anno; alcune ambo) impressionante, per di più con le lunghe "vere" che nel panorama nazionale sono merce rarissima, anche se vedremo la 2000 sensazione Madera con Livorno. Ma la tagliuola dell'eliminazione diretta non è scontata per nessuno. La prima giornata ha prodotto un interessante equilibrio dietro il bulldozer reyerino, ad esempio S. Martino ha piegato in volata il Geas. Buone credenziali per Biassono e Moncalieri.

Domenica 7/6 - Quale follia può spingere a fare un'ora di macchina (di sola andata) per seppellirsi nell'infernale canicola della palestra di Pieve Fissiraga, provincia di Lodi, in una campagna frastagliata da capannoni e solcata da autostrade e stradone provinciali che corrono via, saggiamente, verso il sud e il mare? :woot:
Eppure l'impulso era irresistibile. C'era il derby d'Italia, Geas-Sanga, per il titolo regionale Under 13. Le due rivali, più acerrime del Panathinaikos e dell'Olympiacos in Grecia, avevano infatti vinto le rispettive due partite dei primi due giorni di finale. Al torneo di Usmate, la settimana prima, si erano scontrate due volte con esito alterno. Nessuna sconfitta in partite ufficiali per il Geas, una sola per il Sanga.
C'erano insomma i presupposti per una battaglia incerta fra le migliori due squadre dell'anno, anche se bisogna ricordare che Giorgia Balossi e le altre top 2002 di Costa (vice-campioni nazionali al Join) non hanno giocato in questa categoria, e il team lecchese è caduto a sorpresa contro Bresso (una delle due outsiders di questa finale regionale insieme a Usmate) dopo aver stravinto tutte le partite di 50 punti e oltre. Peraltro anche il Geas ha un paio di 2002 quotate, Macalli e Panzera, che non hanno militato in U13.
Curiosamente, il trono era... vacante perché, dopo il titolo del Sanga nel 2013, lo scorso anno, in via sperimentale, le finali regionali non si erano giocate. Ma era piaciuto a pochi, ci pare: giocavi tutto l'anno e poi, puff, finiva lì: nessuno vinceva, nessuno perdeva. Meglio il ripristino.
E quindi siamo qua, "col cuore in pole position" (diceva un'antica pubblicità), per vedere chi di queste ragazze coglierà il primo grande alloro della propria carriera. Le due squadre, allenate da Big Renata Salvestrini l'una e Lorena Villa l'altra (quest'ultima, curiosità, ha in campo la figlia che è anche nipote di quel Fabio Guidoni che allenò il Geas campione d'Europa '78), :o: mostrano caratteristiche ben distinte: Sesto ha una batteria di esterne abbastanza omogenee fra loro, sebbene qualcuna più longilinea e qualcuna più stazzata; il Sanga ha più sbalzi tra l'una e l'altra, con tre torri (di cui una del 2003) già fra l'1.75 e l'1.80 abbondante. La più alta è Carozzi, di cui si sente dire in tribuna che il padre l'ha misurata quel mattino a 1.81: si vede che ogni giorno la cifra va aggiornata. :D Movimenti? Non malaccio, così come la mano, ma non è semplice a 13 anni manovrare un corpo così lungo. Una sua minuscola compagna le arriva al fianco o poco sopra.
Il giuoco è a viso aperto e istintivo com'è normale a questa età; tanti falli, tiri a raffica con raggio massimo intorno ai 3 metri, o meglio ci si prova anche da più lontano ma è quasi sempre ferro; embrioni di giochi di squadra (interessante cogliere l'evoluzione rispetto alle Gazzelle che avevamo visto la settimana prima); energie residue da spendere alla terza partita in 3 giorni, per giunta nella sauna infernale di cui sopra.
E chi più corre più gode, almeno stavolta. Il Geas è più strutturato per farlo. Fatica a difesa schierata contro i centimetri del Sanga, ma in compenso corre, pressa, ruba, s'incunea. Le palle perse diventano rapidamente una piaga per quelle del capoluogo: impossibile contarle, ma 40 non è una cifra per eccesso. :huh: Altro numero che spiega molto: 84 tiri dal campo per il Geas, 44 per il Sanga secondo il nostro conto artigianale, a fronte di tiri liberi quasi pari (36 Geas, 32 Sanga). E se tiri 40 volte più dell'avversario, anche se con peggiori percentuali, è probabile che vinci, e pure di parecchio.
Infatti il vantaggio del Geas si fa subito consistente: 10-2, poi 20-6 al 10' con l'impatto immediato di Merisio, migliore in campo, una playmakeruccia biondina del 2003, che segna i suoi primi 5 tiri e fa 12 punti nel solo 1° quarto. C'è poi una reazione del Sanga, dove si sbatte con generosità la lunga Delihasanovic, figlia d'immigrati bosniaci; nel frangente in cui limita le palle perse, l'attacco "orange" produce un riavvicinamento a -7 (22-15) con l'ala Marcandalli, ma qualche occasione sprecata per il -5 ridà fiato al Geas che riaffonda i colpi, sempre da sotto. Si arriva a 31-13 prima che le lunghe Sanga mettano una pezza con 4 punti nella stessa azione (canestro, aggiuntivo sbagliato, rimbalzo in attacco e canestro). Quindi 31-17 all'intervallo.

In queste categorie, mi spiegano gli esperti del settore, i vantaggi si creano e si distruggono in un amen; quindi lo scarto potrebbe essere recuperabile; ma non avviene. Sul sito Geas, Salvestrini parla di zona del Sanga nella ripresa; dal Sanga smentiscono; a me è parsa una uomo meno appiccicata, soprattutto con le lunghe: schermaglia interessante -_- Il problema è che spesso questa difesa non fa a tempo a schierarsi perché il Geas continua a rubare un pallone via l'altro, e anche se per vari minuti spreca troppo per approfittarne, tiene lontano le avversarie dal proprio canestro. Fossimo nel calcio si registrerebbe un "possesso palla" intorno al 75%. Poi per il Sanga si sblocca Veronesi, una piccola, come acqua nel deserto, ma è tardi: un'ennesima rubata del Geas porta un'altra 2003, Toffali, a segnare da 3, e a fine 3° quarto è 42-26.
Ormai la sorte è segnata. Tanto più che il Geas in un minuto aggiunge un ulteriore 7-0 in avvio di ultimo quarto con una nuova gragnuola di recuperi: 49-26. Il Sanga potrà solo, con orgoglio, rendere onorevole il passivo finale (56-45). Merisio top scorer con 19 punti, Bellini e Matteucci 9 per le neo-campioni; per il Sanga 13 di Veronesi, 12 di Delihasanovic, 9 di Marcandalli. Bello vedere la gioia genuina delle trionfatrici (quarto titolo regionale della stagione per il Geas, compreso il Join U14; e mancano ancora le finali U14...), ma sorridono anche le sconfitte. Qualcuna farà strada, qualcuna no, ma di questa giornata si ricorderanno sempre.

Nella foto: il Geas campione lombardo Under 13.