giovedì 31 maggio 2007

Aggiornamenti playoff B2 e A2

Il San Gabriele Milano batte Mariano Comense 55-48 e va alla "bella" nei playoff di B2 lombarda. Su Webbasket oggi si scannavano riguardo all'arbitraggio. Come al solito c'è chi vaneggia di complotti, arbitri prevenuti, lamentele del Sanga post-gara 1 che avrebbero sortito i loro effetti, ecc. Secondo me si sopravvalutano gli arbitri, ai quali nella massima parte dei casi non gliene frega assolutamente nulla delle due squadre, figuriamoci se pensano a far vincere una o l'altra. Ma è un'opinione personale che lascia il tempo che trova.
Per quanto riguarda ieri sera, l'impressione è semplicemente che mentre in gara-1 gli arbitri han fischiato tanto e ciò ha avvantaggiato Mariano (come ha riconosciuto coach Porta), in gara-2 sono stati permissivi e di ciò ha tratto più vantaggio il Sanga.

Esiti interessanti dalle gare-3 di finale in A2. Vincono entrambe le squadre in trasferta: Bologna 53-62 a Reggio Emilia (5 punti per la nostra Madda Ntumba che nei playoff ha visto ridursi il suo contributo realizzativo) e Pozzuoli 57-58 dopo un supplementare a Umbertide.
In realtà non si tratta di esiti così sorprendenti. Sfiga vuole, per le vincitrici, che quest'anno ci sia un solo posto per l'A1, sicchè giocano sabato a Pescara lo spareggio in gara secca.

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(aggiornamento del 2/6)

In A2 Pozzuoli suona Bologna nello spareggio promozione.

In B1 Chieti e Firenze già promosse dopo 2 giornate del concentramento a Civitavecchia.

lunedì 28 maggio 2007

Peluche League - bilanci squadra per squadra (2)

Riprendiamo l'analisi con la fascia di medio-bassa classifica.

6) PUNTELLO. Dopo un girone d’andata modesto (penultimo), è stato uno dei più convincenti nel ritorno (quarto), mettendo insieme anche un paio di vittorie di tappa, di cui una con uno strepitoso punteggio di 104. Squadra piuttosto giovane, ha saputo evidentemente lavorare bene durante l’anno (non a caso il nickname è “Hard Workers”...), raccogliendone i frutti soprattutto nelle ultime giornate, quando alla crescita di Gatti si sono affiancate l’esplosione di Ganmal e una maggiore costanza dei talenti principi Zambarda e De Gianni. Avrebbe potuto andare ancora meglio se Filippi avesse trovato più spazio a Carugate, così invece ha alternato exploit occasionali a uscite senza punti. Bandini ha fatto bene all’andata, poi l’arrivo di Caselin a Bologna ne ha tagliato drasticamente l’impiego; utile Freschi anche se spesso ha dovuto marcare visita per il doppio impegno con Venezia. In definitiva una stagione pienamente sufficiente, che avrebbe potuto essere ancora migliore con un po’ di fortuna in più.
Prospettive: solo Filippi esce di categoria, è un gruppo dalle grandi possibilità negli anni a venire. Con due o tre innesti azzeccati potrebbe competere per il titolo. Da verificare però se Ganmal rimane in Italia.

7) POX & ONE. Discreta costanza ma con pochi squilli per le Poxemons, che infatti non hanno conquistato alcuna vittoria di tappa e sono salite poche volte sul podio, facendo registrare inoltre un calo, sia pur non brusco, nel ritorno. Anch’essa squadra giovane, ha pagato la mancanza di realizzatrici affidabili oltre a Crippa, assoluta leader con il suo ottavo posto in classifica generale. Scanzani e Anna Rossi, in tandem, hanno saputo alternarsi in modo da fornire un buon contributo in play, ma il problema sono state le altre esterne (beffardo poi il caso-Pasqualini, la trevigiana presa da Pox nel mercato di metà anno e mai scesa in campo) e l’intero reparto-lunghe, in cui solo De Biase ha fornito un rendimento all’altezza.
Prospettive: l’unica perdita è Anna Rossi, Crippa può essere la Perseu dell’anno prossimo, ma urge rinforzarsi sul mercato per coprire i buchi strutturali.

8) KIKKA 87. Rivelazione dell’andata, con due sorprendentissime vittorie di tappa, la squadra più “baby” del campionato è poi stata ridimensionata nella seconda parte di stagione, in cui è stata la peggiore di tutte. In questo caso non si è verificata una crescita delle giovani, ma al contrario, per vari motivi (vedi Coraducci e Hediger a Bologna dopo il rientro di Mini e l’arrivo di Caselin), una diminuzione del loro minutaggio, e quindi dei punti, mentre altre giocatrici come Zambrini, Cavagni, Schiavon hanno marcato visita più d’una volta. Due note assai positive: Striulli, la miglior ’90 della Peluche League, capace di imporsi subito come un punto fermo di una squadra di vertice come Udine; e Sara Giorgi, che si è persino guadagnata la nazionale per l’amichevole con gli Usa. Il problema è che alla fine erano quasi solo loro ad andare a punti.
Prospettive: non avendo neanche un’85, in teoria resta intatta e “fisiologicamente” più forte, ma più di un elemento sarà ancora troppo giovane per essere protagonista.

9) MIO MAO. Stagione deludente in rapporto agli encomiabili sforzi del patron felino. Tradito da quelle che nei suoi piani dovevano essere le travi portanti, ovvero Sottana (mai scesa in campo) e Zampieri (“aventiniana” dopo meno di metà campionato), :angry: Miao Mao ha fatto di tutto per rimediare sul mercato, quantomeno per rimpiazzare alcune scelte iniziali poco produttive (Mion, Semplici, Putignano, N. Filippi), ma non è riuscito a ottenere effetti positivi, se non occasionali, dalle sue mosse: Maggi è partita forte ma ha finito in calando, l’investimento Vujovic, sicuramente utilissimo in termini di... immagine, ha pagato solo nell’ultima parte della stagione. Se a ciò si aggiunge che l’altro duo di Treviso, Conti-Meneghin, è andato a sprazzi, rastrellando oltretutto ben pochi bonus-vittoria, si può capire come le Kittens siano quasi sempre rimaste confinate nella metà bassa delle varie classifiche di tappa. Apprezzabile tuttavia lo scatto d’orgoglio nell’ultima parte della stagione, quando Codue ha fatto sentire il suo fiato sul collo e, come per incanto, l’encefalogramma piatto della squadra si è mosso e sono arrivati alcuni risultati parziali discreti.
Prospettive: perde Maggi e non è poco; da verificare cosa ne sarà delle trevigiane. Purtroppo Mio Mao rischia di dover lavorare nuovamente sodo per allestire un organico competitivo.

10) CODUE. E’ sembrato prendersela molto a cuore per questo ultimo posto cui è stato confinato fin dall’inizio, e ci dispiace. Perché l’anidridico patron è stato coraggioso a scendere in lizza nonostante dovesse accontentarsi degli scarti delle altre squadre, arrivate prima a iscriversi. Ma gli diciamo di guardare il lato positivo della sua stagione, e cioè che il processo di crescita del suo team c’è stato, e anche notevole: cosa che non tutti gli altri possono vantare (anzi). Nel girone di ritorno, le Anydrides sono state seste, a pari merito con una “big” come Scintilla. Non abbastanza per evitare la maglia nera, d’accordo; ma abbastanza per non fare la figura del “materasso” come sembrava all’inizio. Codue ha trovato in Gorla e Jessica Cergol due leader affidabili, cresciute alla distanza. Peccato per le tante assenze, soprattutto di Catellani che in qualche circostanza ha fatto la differenza, ma ha giocato solo metà campionato.
Prospettive: purtroppo è quasi tutto da rifare, perchè le tre più forti (appunto Gorla, Cergol e Catellani) sono tutte dell’85 e quindi ciao ciao... Decisamente la buena suerte non è qui di casa. :sick: Ma Codue ha già dimostrato tenacia.

domenica 27 maggio 2007

[B2 lomb.] Resoconto di Mariano-S. Gabriele, gara-1

Ieri sera gara-1 dei playoff di B2 lombarda: Varese asfalta un’irriconoscibile Lodi 67-44 (già 25-9 dopo il 1° quarto), Mariano Comense batte in volata il San Gabriele Milano, 72-69. Bella questa seconda partita, vista per metà dal Comitato (del resto la Rai, per giustificarsi del fatto che mandava in onda sempre e solo dal 3° quarto in avanti, non diceva che nel basket il primo tempo non conta un kèz?). Comunque ne trarrà giovamento la cronaca, che sarà più snella.

All’intervallo è 32-39 San Gabriele. A quanto pare con una Palacios puntualmente dominante (già 16 punti) contro una retroguardia brianzola sprovvista, come si sapeva, della “gravidante” Baldo e dell’infortunata Besana, mentre “Piastrella” Conti è tra le dieci ma entrerà solo per un mordi e fuggi. C’è l’atteso rinforzo Marta Ceppi da Valmadrera; la sorpresa, però, con sconforto del Comitato di cui ella è un’idola, è che non c’è Nadia Longoni, che apprendiamo essersi infortunata nell’ultimo allenamento... ‘na traggedia.
Non stupisce dunque il +7 Sanga, che potrebbe essere anche di più se Brusati e Nobis non fossero già state azzoppate dai falli che la coppia bergamasca sifola in gran quantità, soprattutto sulle esterne. Tutto sommato meglio così che le tonnare che si vedono troppo spesso, ma Mariano saprà approfittarne meglio (45 tiri liberi a favore contro 29 per il Sanga).

La sorte prova poi a riequilibrare la contesa, acciaccando Palacios che di fatto non combinerà quasi nulla per tutta la ripresa (2 punti con 0/4 dal campo e una lunga sosta in panchina). Senza di lei il Sanga perde la sua arma offensiva più pericolosa e fa fatica a costruire gioco, anche se lo sprazzo di zona proposto da Mariano è punito da un paio di bersagli di Macchini dall’angolo (uno da 3 e uno da 2): 40-47 al 25’. Ma quando Mariano ritorna a uomo, il Sanga affretta qualche scelta di troppo e, più che sbagliare tiri, ne prende pochi perchè perde tanti palloni.
Mariano, al contrario, sbaglia molto ma prende tanti rimbalzi in attacco a dispetto di quelli che Giesse chiamerebbe “assetti naniformi” (ossia quintetti con quasi tutte piccole...). Napoli e Lupo, poi, sono maestre nell’andar dentro a procurarsi falli, ma è fondamentale anche il contributo di giocatrici che hanno avuto ruoli da comprimarie per tutto l’anno, ovvero Mombrini, Meroni e il nostro incubo binzaghese “Sisa” Scarciello, decisamente volitiva ed efficace (un rimbalzo in attacco e un’entrata).
Dopo il riavvicinamento sul 51-55 di fine 3° quarto, è proprio Sisa a realizzare, all’inizio del 4°, il primo sorpasso su tiro libero (56-55).

In questo frangente il Sanga sembra in bambola: Palacios è costretta in panchina, Nobis già fuori per 5 falli (sicché rimane la ’91 Pastorino a far reparto da sola per le milanesi là sotto), Minervino fa 0/4 in lunetta, il blackout dura 3’ buoni. Ne approfitta Mariano per salire sul +5 (62-57) con un bell’arresto e tiro di Ceppi e poi Napoli e Lupo che sembrano aver voglia di prendere la situazione in mano nel momento decisivo. Ma anche le biancoverdi sciupano parecchio dalla lunetta, sprecando l’occasione di prendere un margine più consistente. Episodio “da moviola” quando Meroni fa ruzzolare Pastorino oltre la linea di metà campo... classica situazione in cui gli arbitri premiano la spinta del difensore fischiando infrazione.

Quando poi Lupo piazza una tripla pesantissima per il +6 (65-59 a –4’), sembra fatta per Mariano. Ma il giovane Sanga dà prova di carattere: e così, se Palacios proprio non ce la fa, c’è Clawdie Junctions (ovvero l’89 Claudia Giunzioni, ma in versione straniera) che segna con un’entratona dal lato sinistro e poi con un taglio ben servito a centro area (65-63 a –3’20”). Mariano replica con una serie in lunetta e si riporta a +6 (69-63 a –2’30”). Ma ecco ancora Junctions: altro taglio in area e canestro, poi 1/2 ai liberi ed è 69-66 a –1’45”, mentre Pastorino fa la sua ottima parte a rimbalzo (8). Lupo fa un inatteso 0/2 ai liberi, Junctions serve un bell’assist per Palacios che però si “magna” l’appoggio da sotto; rimbalzo toccato fuori da Mariano, voglia di riscatto per Palacios che però sbaglia ancora; ma di là Ceppi pesta la linea e ridà palla al Sanga.

Volatone dell’ultimo minuto. Junctions, impagabile, serve Tessitore che fa –1 (69-68 a –50”). Episodio altro che da moviola, da Processo di Biscardi: Pastorino stoppa un’entrata di Napoli, parrebbe buonissima ma viene dato fallo... 1/2 di Naples ed è 70-68 a –40”. In fin dei conti la partita non è dipesa da quello, per fortuna. Finisce il magic moment di Giunzioni che sbaglia di bbrutto un’entrata (cross dall’altra parte del tabellone), fallo obbligato su Napoli a –12” ma anche l’altra veterana marianense fa 0/2. Mischia selvaggia a rimbalzo con Palacios sommersa: contesa. Freccia Sanga a –7”! Pastorino pesca bene Giunzioni che subisce fallo. 2 liberi per il possibile pareggio. Dentro il primo, fuori il secondo. Ancora mischia a rimbalzo, dalla nostra postazione (impiccata nell’angolo opposto delle anguste tribune di Mariano) non si capisce chi l’ha toccata, fatto sta che gli arbitri la danno a Mariano. :o:

Rimessa da metà campo, fallo immediato su Tavecchio che fa 2/2: 72-69 a 4” dalla fine. :B): Giunzioni riceve dalla rimessa, fa coast to coast e tira in corsa per il pareggio (forse a sirena già suonata? Boh), ma è quasi impossibile e infatti esce. Mani nei capelli per Junctions. Ma la serie è ancora aperta. Stefano Fassina imbufalito per l’arbitraggio a fine gara. Luigi Porta ovviamente contento per la prova d’orgoglio della sua infermeria semovente.

sabato 26 maggio 2007

Ancora una disputa su Carugate

Hounidea, la tua...idea secondo cui le classifiche si fanno coi soldi, a mio modesto parere è un po' primordiale, mi stupisce che una persona fine come te la proponga così monoliticamente.
I soldi sono condizione necessaria ma non sufficiente, devo venire io a ricordartelo? A qualsiasi livello, se confronti la classifica dei budget con quella decisa dal campo, trovi discrepanze non da poco. Chiaro, se una squadra ha speso molto ma molto più delle altre, deve proprio fare disastri per non vincere, ma quando ci sono differenze da poco, per fortuna a decidere sono gli attori in campo, oltre che la sorte. E meno male, se no cosa si giocherebbe a fare?
Nel caso concreto, Carugate indubbiamente ha avuto un budget molto superiore all'anno scorso. Infatti è passata da squadra che si salva all'ultima giornata a squadra di prima fascia. Il salto di qualità in termini di risultati c'è stato. o vogliamo negare pure l'evidenza della classifica?
Non ha ottenuto quel che poteva ottenere se avesse vinto alcune partite che poteva certamente vincere. Okay. Ma tu hai i conti precisi dei budget delle 4 squadre che sono andate ai playoff? Io no, ma non credo che Carugate abbia speso il doppio o il triplo di queste. E se non ha speso il doppio o il triplo, e tu dici che questi soldi "li ha spesi male", ne consegue che non ritengo del tutto coerente criticare un allenatore che con soldi mal spesi ha sfiorato i playoff. O i soldi erano spesi bene e l'allenatore ha sprecato tutto, o erano spesi male e allora le colpe dell'allenatore non sono poi così nefande, visto che parliamo di una squadra che, ripeto, ha sfiorato i playoff, non la retrocessione.

Comunque ci faremo dare i conti esatti da tutte, se è così fondamentale secondo te. Ma per fortuna, i soldi non fanno ancora canestro da soli.

Questione piccoli centri. Intanto noto che Priolo (11.785 abitanti) e Ribera (20.186) non sono certo dei villaggi in confronto a Carugate (12.635) in termini assoluti, mentre in termini relativi sono certamente più importanti, dato che 10.000 abitanti nell'area metropolitana di Milano fa ridere i polli, mentre al Meridione significano già essere un centro di una certa rilevanza.
In ogni caso restano piccoli centri, niente da dire. Ed è proprio per questo che la loro presenza nello sport di vertice, sebbene non del tutto inusuale, è un traguardo significativo, lodevole rispetto alla modesta rilevanza del posto. Così come, nel maschile, per Capo d'Orlando, Scafati o Montegranaro in Serie A.
Visto che mi inviti a "decrittare" le parole sul blog di Claudia Biscari (tra parentesi mi fa ridere, non lo dico di te ma in generale, che se una giocatrice spara a zero la si prende come oro colato, mentre se dice cose positive, allora va "decrittata"... ), decritto che, secondo me, lei non voleva certo dire che sarebbe stato un miracolo mai visto, se Carugate fosse andata ai playoff. Nè che Carugate ha perso perchè è un piccolo centro rispetto ad altri. Ma che rispetto a Bologna, Udine, Reggio Emilia e pure Marghera (in pratica Venezia), centri di una certa rilevanza, per l'anonima cittadina di Carugate la presenza di una squadra di alta classifica in A2 femminile era un fatto rilevante...

Per carità, io non considero tutto ciò un elemento così centrale nella querelle Carugate, ma tuttavia utile a capire quello che sto cocciutamente sostenendo (di fronte ad altrettanta cocciuta fissazione che io stia difendendo l'indifendibile), cioè che se Carugate non ha raggiunto ciò che poteva raggiungere, non è uno scandalo, e quanto al brano del blog di Bisca che hai riportato, ritengo che avvalori la mia tesi secondo cui le componenti dei mancati playoff sono state tante, non solo chi viene messo all'indice dai sapientissimi mestatori internettiani.

giovedì 24 maggio 2007

Notizie su Maiorano e Contestabile

Fermi tutti, che devo riferire di due notizie di importanza altrettanto capitale.
La prima in realtà la sa già il mondo intero, e cioè che oggi è il compleanno di Masha Maiorano, prima Musa ispiratrice del Comitato, anche se ormai sono tempi lontani. Fanno 25 anni di cui 3 di A1, ovviamente l'augurio è che il primo conto aumenti di pari passo col secondo (ovverosia, a 40 anni 18 di A1 ecc. ecc.).

In ampio ritardo, ma visto che è il compleanno... riportiamo dalla Gazzetta di Parma del 1° maggio, a firma Andrea Del Bue, questo estratto dal commento di fine stagione sulle giocatrici di Parma: "Maiorano, invece, è partita senza vedere il campo, standosene in silenzio, lavorando sodo. Pian piano ha conquistato la fiducia di Scanzani, ricambiandola alla grande con grinta immensa e il piccolo primato nella classifica dell'EuroCup del tiro da tre".
Posto che evidentemente il Del Bue dev'essere diventato pappa e ciccia con Maiorano, :o: ci sembra che le parole usate la dicano lunga sulle qualità umane (leggi: maroni), più ancora che tecniche, della giocatrice. :yes: Complimenti complimenti. Se non parlasse di calcio*, userei "Una vita da mediano" di Ligabue come commento, visto che parla di un giocatore (Oriali) che, considerato non un talento sopraffino (ovviamente rispetto al livello assoluto con cui deve misurarsi), si conquista tutto con "anni di fatiche e botte".
Adesso comunque non esageriamo con le lodi, visto quello che dovremo annunciare per quanto riguarda il torneo di Binzago...

La seconda notizia, assai meno allegra, è che Antonella Contestabile è stata relegata tra le riserve a casa della nazionale in vista dell'Europeo under 20. E' una decisione indubbiamente... contestabile, anche se lo dico più istintivamente che a ragion veduta
Nella lista delle 16 convocate, da cui ovviamente ne andranno poi eliminate 4, le giocatrici più o meno nel suo ruolo sono Zampieri, De Gianni, Meneghin, Sarni, De Gianni, Silva e una certa Sandri di Schio, che mi si perdoni l'ignoranza ma fino a oggi non l'avevo mai sentita nominare. Ho cercato sue cifre sul sito della Lega ma non risulta nulla nelle ultime 2 stagioni... Chiedo aiuto ai sapientissimi.

[dopo un parere negativo sulla scelta di Contestabile di andare in A1 a Montichiari]
Be', col senno di poi ok, però in teoria in una neopromossa e con un tecnico noto per saper lavorare con le giovani, come Serventi (lo disse anche Fumagalli come motivazione della scelta di Reggio Emilia l'anno prima), poteva essere una buona occasione.

Comunque, parlando invece di chi c'è tra le convocate da società lombarde, non potevano mancare Giuliarturi, Elisa Silva e Martina Fassina nella U20, né il duo Geas Crippa-Gatti nella U18.
Da notare che in entrambe le nazionali c'è un drappello di giocatrici che inizia il raduno il 4 giugno e un altro che le raggiunge il 10, ovvero il giorno dopo la chiusura delle finali nazionali... stakanov! :woot:

Piccola impressione sulla U20, che del resto è quel che dicono tutti: come esterne, con le varie Battisodo, Sottana, Bagnara ma non solo, siamo messi discretamente, ma sotto canestro rischiamo di prenderne un sacco e una sporta contro le più forti... L'unica lunga con esperienza internazionale nella categoria, mi risulta, è Silvia Sarni. E non ne abbiamo manco una sopra l'1.90, anche se mo' ricontrollo il roster.

Già che ci siamo, ricordiamo che gli Europei U20 si disputano a Sofia (Bulgaria) dal 13 al 22 luglio. L'Italia è in girone con Rep. Ceca, Turchia e Lettonia. Quelli U18, invece, in cui siamo neopromossi in fascia A (grazie alle '88, però, che mo' non ci son più), si giocano a Novi Sad (Serbia senza più Montenegro :blink: ) dal 29 giugno all'8 luglio e l'Italia è con Ucraina, Turchia e Germania.

mercoledì 23 maggio 2007

Peluche League - bilanci squadra per squadra (1)

1) DELIO: stagione ovviamente da incorniciare. Ultimo lo scorso anno, ha saputo mantenere quel che c’era da salvare del suo vecchio team – ovvero soprattutto Laura Perseu, diventata MVP assoluta – trasformandolo con un lavoro alla perfezione nel mercato estivo. Pescando bene sul “mercato straniero” con Mezgec (agevolato dalla vicinanza geografica) e sfruttando la crescita di elementi come Buccianti, Scibelli, Margiò, Samantha Cergol e Puidokas, ha costruito la squadra più completa in ogni reparto (utile anche l’acquisto di Vicenzotti a stagione in corso), quella con più elementi in grado di entrare di volta in volta tra le migliori 5, distribuendo alla grande i punteggi, tanto che nessun’altra delle Mules ha fatto meglio del 15° posto individuale. :o:
Forse l’unico punto debole era la mancanza di un’altra “super-esterna” a fianco di Perseu, e infatti un breve periodo di appannamento della bomber di Battipaglia è coinciso con un calo della squadra dopo le 3 vittorie nelle prime 3 tappe. Scavalcato da Back to the Future, Delio ha saputo però mantenersi a breve distanza per poi mettere la freccia nel momento decisivo, a 6 giornate dalla fine, per poi dilagare fino all’”esagerato” +50 conclusivo, grazie al calo delle rivali. 10 vittorie di tappa per le Lady Mules, una ventina di podi... congratulations.
Prospettive: l’addio di Perseu è pesante, Mezgec e Puidokas sono più sostituibili ma non è facilissimo. Per il bis servirà un altro mercato brillante.

2) BACK TO THE FUTURE: è stato a lungo il favorito per la vittoria finale, ma ha pagato una netta flessione nel momento-clou. E’ venuto fuori il problema strutturale della squadra, una fragilità nel settore-lunghe (nonostante un apprezzabile contributo dall’88 Occhipinti) che una Trevisan in salute avrebbe potuto mascherare: ma purtroppo la parmense ha potuto giocare pochissimo per problemi fisici... e quando l’ha fatto, a fine anno, il suo patron l’ha improvvidamente sostituita. :woot: Ma diciamo subito che l’esito finale non sarebbe cambiato.
Le Futures devono comunque guardare il bicchiere mezzo pieno, perchè con una squadra giovane hanno tenuto per 3 quarti di stagione una continuità di rendimento invidiabile, non solo per le 8 tappe vinte ma anche perchè non hanno steccato quasi mai. Strepitosa la coppia Caracciolo-Valerio tra le esterne, ma quando si è infortunata Tarantino ed è calata Corà, sono mancate le alternative, sicché quando le “big two” non facevano miracoli, la squadra si scopriva improvvisamente fragile. In ogni caso, gran bella annata all’esordio nella competizione.
Prospettive: molto buone. Delle giocatrici più importanti, nessuna esce di categoria, salvo Trevisan che però, come abbiamo detto, già quest’anno ha potuto contribuire poco o nulla alla causa. Vista la retrocessione di Vicenza, però, bisogna capire dove giocheranno Caracciolo e Corà.

3) TIGNUZZO. La stagione delle campionesse (anzi, dominatrici) dell’anno passato si divide decisamente in due parti di segno opposto. Deludente l’andata, in cui le Parmesans – complice il tempo perso ad aspettare il “crac” Giauro - hanno stentato a ingranare, rimanendo più volte intruppate nella parte bassa delle classifiche di tappa; brillante il ritorno, in cui si è rivisto, se non proprio il team schiacciasassi della passata stagione (d’altra parte erano troppe le perdite in organico, a partire da Ngo Ndjock), sicuramente una squadra solida e costante, in grado di andarsi a prendere diversi successi di tappa.
Le chiavi? Carlesi è passata da un rendimento modesto a uno quasi sempre oltre la doppia cifra; Chiara Rossi è esplosa come stella assoluta della categoria; e anche Mariani ha finito la stagione in crescendo dopo essere partita così-così. In fondo anche Azzellini, che rischiava di perdere punti dopo il passaggio da Palestrina a Livorno, ha retto bene.
Prospettive: buone perchè l’unica perdita sicura è Mariani; se retrocede Treviso, però, si pone il problema-Rossi.

4) PELUCHE. L’anno scorso terzo su 6 partecipanti, quest’anno quarto su 10: il team milanese si conferma praticamente agli stessi livelli, ovvero appena dietro la fascia d’eccellenza. A ben vedere, però, la passata stagione aveva regalato più soddisfazioni (leggi: più acuti di tappa) agli esigenti tifosi delle Peluchers. D’altra parte due perdite come Arioli e Micovic, in un gioco che si basa solo sui punti, erano praticamente irrimediabili. Tanto più che Arturi, una delle punte designate, ha segnato molto meno del previsto. In pratica Fumagalli era l’unica stella a disposizione (e pure lei qualche partita, come è umano, l’ha steccata). Aggiungete poi che nei vari mercatini di riparazione, patron Meursault si è fatto puntualmente scippare i pezzi interessanti (Vujovic oltretutto era pure un’idola degli ultras), e c’è pure da stupirsi di essere finiti quarti. In effetti qualche menagramo ci aveva pronosticati nei bassifondi.
E dunque? Per fortuna la squadra ha saputo raggranellare piazzamenti utili con poche flessioni significative: insomma poche imprese ma anche pochi disastri. Pianezzola ha saputo spalleggiare “santa Fuma”, :wub: e ogni tanto Marulli, Caccialanza e Bonalumi hanno tirato fuori contributi a sorpresa. Mettiamoci pure che a differenza di altre squadre non ci sono stati infortuni e assenze varie. Per quest’anno chi si accontenta gode...
Prospettive: c’è poco da stare allegri. Fumagalli e Calastri, ovvero le due migliori, salutano. Urge un mercato ben più arrembante.

5) SCINTILLA. Partite molto bene, le Baby Sparks sono progressivamente calate. Per forza: Mini infortunata per quasi tutta l’andata, Brunetti per 9 partite nel ritorno dopo che si era rivelata una delle principali sorprese, mettiamoci pure Dutrieux che non è praticamente mai scesa in campo... :angry:
Voto positivo, dunque, per Scintilla che ha messo insieme anche quest’anno un team senza superstar (anche se Santonastaso ha fatto ancora la sua ottima parte), ma piuttosto profondo, in grado di volta in volta di tirar fuori qualche sorpresa, tipo Bonetti o anche Pace che in una partita senza Bottaro ha messo un ventello... Poteva andar meglio Barisoni, peccato per l’acquisto di Visconti che non ha dato i frutti sperati.
Prospettive: la perdita di Santonastaso è pesante, ma come detto è una squadra profonda e c’è la possibilità di compensare. Brunetti (’88) può arrivare su livelli assoluti. Il rischio però è che sia Mini che Barisoni cambino categoria.

lunedì 21 maggio 2007

Riassunto del weekend

Il riepilogo del weekend, a parte la notizia che Fiorenzuola ha pareggiato la serie con Lavagna in B1 e che Muggia è 1-0 con Treviso nei playout di A2, e se vogliamo, pure quella che Kathrin Ress ha esordito nella Wnba, non può che concentrarsi sull'ultima giornata di stagione regolare in B2.

Come da tradizione, il Comitato si schiera faziosamente per le squadre di Milano e quindi al grido "bruceremo Cantù" applaude la vittoria decisiva del San Gabriele di Stefano Fassina (gemello di Paolo di Ivrea, se per caso qualcheduno lo ignorasse ancora) in casa delle canturine nello scontro diretto che valeva i playoff. Punteggio finale 44-62, protagoniste l'argentina Palacios in attacco (21 punti) e Brusati in difesa sulla bomber Pini (solo 6).
Dato che Lodi ha sfruttato il turno facile con Canneto, le semifinali playoff sono le seguenti: Mariano Comense-San Gabriele Mi; Varese-Lodi. Da segnalare che Mariano, testa di serie numero 1, rischia grosso perchè si sono infortunate 2 lunghe (tra cui la nostra amica "Piastrella" Conti) e una terza, Baldo, è in dolce attesa... Con la deroga-maternità hanno tesserato Marta Ceppi da Valmadrera, peccato che sia una guardia... un sondaggio per Kuzmaite non ha avuto esito.
In coda si festeggia nuovamente a Milano, perchè l'Idea Sport si salva a spese della Pool Busto Arsizio (alias Bustese): sudore freddo perchè l'Idea sciupava il match point casalingo con Villasanta (54-63 dopo aver condotto per 3 quarti), ma la Bustese, che pure aveva il vantaggio di sapere già della sconfitta delle rivali (infatti la sua partita è iniziata con un'ora di ritardo), ha perso 46-36 con Urago della grande Laura Marcolini (20 punti) e così non ha potuto raggiungere in classifica le milanesi.
Chiudiamo con un appello a "liberare" la guardia dell'87 Viganò (Monza) dalla serie C in cui è retrocessa con la sua squadra: ieri ha battuto Mariano quasi da sola con 37 punti, ovviamente non gioca sempre così ma è stata comunque la terza o quarta marcatrice del campionato.

mercoledì 16 maggio 2007

Peluche League - classifica individuale stagionale

E' Laura Perseu la vincitrice individuale della Peluche League 2006/07. La bomber di Battipaglia fa il paio con la vittoria di squadra del suo Delio Team (e anche, se vogliamo, ma conta assai meno, con la salvezza ottenuta con la sua squadra "reale" all'ultima giornata) e succede nell'albo d'oro all'illustre nome di Benedetta Bagnara.
Netta e meritata la vittoria dell'esterna dell'85, che purtroppo ci lascia per motivi di età (e le auguriamo anche di lasciare l'A2 per l'A1, se ne ha l'intenzione). Dietro di lei si piazza Erica Caracciolo, brava nella tribolata stagione di Vicenza.
Al terzo posto, per un solo punto, Laura Fumagalli sopravanza Chiara Rossi. Anche per "Fuma" è un degno passo di addio alla nostra League; e pensare che qualche "Cassandra", a inizio stagione, profetizzava che sarebbe stata schiacciata dalle ingombranti illustri compagne di Carugate... Da notare che Laura si piazza terza proprio come l'anno scorso.
Chiara Rossi invece è una delle giocatrici maggiormente esplose nel corso della stagione; ed essendo un'88 avrà modo di salire ulteriormente, sempre che Treviso si salvi o che lei trovi un'altra squadra di A2 per il prossimo anno.
Da notare che la stessa Rossi e Sara Giorgi, che la segue immediatamente in classifica, sono le uniche giocatrici a essere andate a punti (ovvero essere state tra le migliori 5 della squadra) in tutte e 30 le giornate della nostra League.
Per quanto riguarda le classi di età, così le migliori: '85: Perseu; '86: Caracciolo; '87: Zambarda; '88: C.Rossi; '89: Crippa; '90: Striulli.

LEGENDA: P = play, E = esterna; L = lunga (i ruoli sono riferiti al nostro gioco); pg = partite giocate (nel nostro gioco); pu = partite utili (quelle in cui hanno portato punti al proprio team); pv = punti validi (punti portati al proprio team nel nostro gioco).

1) Laura Perseu (E, 85, Battipaglia/Delio) pg 30, pu 29, pv 658
2) Erica Caracciolo (E, 86, Vicenza/Back to the Future) pg 30, pu 26, pv 518
3) Laura Fumagalli (E, 85, Carugate/Peluche) pg 30, pu 25, pv 468
4) Chiara Rossi (P-E, 88, Treviso/Tignuzzo) pg 30, pu 30, pv 467
5) Sara Giorgi (L, 86, Livorno/Kikka) pg 30, pu 30, pv 440
6) Jessica Cergol (E, 85, Muggia/Codue) pg 30, pu 27, pv 424
7) Michela Santonastaso (E, 85, Umbertide/Scintilla) pg 29, pu 27, pv 381
8) Martina Crippa (E, 89, Geas Sesto/Pox & One) pg 30, pu 28, pv 360
9) Francesca Mariani (L, 85, Livorno/Tignuzzo) pg 27, pu 24, pv 350
10) Elena Zambarda (P-E, 87, Bolzano/Puntello) pg 30, pu 24, pv 345
11) Erika Striulli (E, 90, Udine/Kikka) pg 27, pu 24, pv 336
12) Laura Gorla (P, 85, Ancona/Codue) pg 29, pu 28, pv 321
13) Lia Rebecca Valerio (E, 87, Marghera/Back to the Future) pg 29, pu 21, pv 320
14) Martina Pianezzola (E, 88, Udine/Peluche) pg 30, pu 25, pv 302
15) Elisa Buccianti (P, 86, Livorno/Delio) pg 30, pu 24, pv 300
16) Louise Ganmal (L, 86, Vicenza/Puntello) pg 23, pu 22, pv 294
17) Valentina Maggi (E, 85, Palestrina/Mio Mao) pg 23, pu 20, pv 275
18) Alessandra Calastri (L, 85, Geas Sesto/Peluche) pg 29, pu 23, pv 267
19) Patrizia De Gianni (L, 88, Udine/Puntello) pg 29, pu 27, pv 266
20) Giulia Occhipinti (L, 88, Reggio Emilia/Back to the Future) pg 29, pu 24, pv 264
21) Elena Bindelli (L, 90, Valdarno/Scintilla) pg 29, pu 24, pv 260
22) Sara Azzellini (P, 86, Palestrina, Livorno/Tignuzzo) pg 30, pu 19, pv 249
23) Serena Conti (P, 86, Treviso/Mio Mao) pg 30, pu 23, pv 246
24) Federica Brunetti (L, 88, Cus Cagliari/Scintilla) pg 20, pu 18, pv 244
25) Teja Mezgec (L, 85, Muggia/Delio) pg 29, pu 19, pv 236
26) Carolina Scibelli (L, 86, Pozzuoli/Delio) pg 30, pu 18, pv 228
27) Elena Chiarella (L, 85, Udine/Back to the Future) pg 28, pu 21, pv 226
28) Sara De Biase (L, 88, Udine/Pox & One) pg 29, pu 23, pv 225
29) Federica Scanzani (P, 86, Reggio Emilia/Pox & One) pg 27, pu 18, pv 224
30) Ilaria Carlesi (E, 86, Livorno/Tignuzzo) pg 28, pu 23, pv 218
31) Valentina Corà (P, 90, Vicenza/Back to the Future) pg 30, pu 21, pv 216
32) Marta Barisoni (E, 88, Treviso/Scintilla) pg 30, pu 19, pv 209
33) Giulia Gatti (P, 89, Geas Sesto/Puntello) pg 30, pu 19, pv 208
34) Giulia Meneghin (L, 87, Treviso/Mio Mao) pg 29, pu 25, pv 189
35) Teresa Freschi (E, 88, Treviso/Puntello) pg 22, pu 17, pv 168
36) Chiara Mini (P, 86, Bologna/Scintilla) pg 20, pu 18, pv 167,5
37) Giulia Arturi (P, 87, Geas Sesto/Peluche) pg 30, pu 21, pv 158
38) Eleonora Catellani (L, 85, Valtarese/Codue) pg 22, pu 14, pv 155
39) Tania Cavagni (P, 88, Valtarese/Kikka) pg 28, pu 20, pv 146
40) Veronica Puidokas (L, 85, Virtus Cagliari/Delio) pg 30, pu 13, pv 145

martedì 15 maggio 2007

Riassunto del weekend

In A1 ci allarghiamo opportunamente fino a lunedì, quando Faenza ha accorciato le distanze, come ognun sa, nella finale scudetto con Napoli: 1-2. Ma ora Napoli ha il match-point in casa (sabato aveva espugnato il terreno avversario). E' noto anche che Faenza è costretta a giocare con Ballardini al 10% causa infortunio al ginocchio, e col play titolare Eric al 50% per una scavigliatura in gara-1. 'Azz che sfiga. Ma uno scudetto a Napoli sarebbe significativo. Da notare che i punteggi delle partite di finale sono bassissimi: stanchezza, tensione o arbitraggi scadenti, visto che il numero di tiri liberi assegnati staziona mediamente sotto i 15 per squadra?? [NB: Napoli ha poi vinto lo scudetto 3-1]

In A2 hanno passato il turno di semifinale Bologna a Nord (2-0 su Marghera: tra parentesi, forse abbiamo capito il motivo della commozione di Michela Cecchinato a fine partita con Carugate: pare che abbia annunciato il ritiro) e Umbertide a Sud (2-0 su Livorno). Vanno a gara-3 Reggio Emilia-Udine e Pozzuoli-Siena. Nei playout Nord siam contenti per Ivrea del milanese Paolo Fassina che fa 2-0 su Treviso; sorprende il 2-0 della Valtarese su Muggia anche se le giuliane paiono in flessione da un po', tanto più che la beffa di aver sciupato la salvezza diretta all'ultima giornata deve farsi sentire.

In B1 si giocano in questi giorni le gare-2 ed eventuali -3 delle finali dei 4 gironi. Le vincenti andranno a disputarsi 2 posti in un concentramento a Civitavecchia, formula "lotta nel fango" ovvero tutti contro tutti in 3 giornate. :alienff: A Nord favorita Lavagna dopo che ha strapazzato Fiorenzuola a domicilio (58-80): ora ha due chances in casa. Domenica si è salvata in extremis la Pall. Torino (gran delusione della stagione, e non lo dico perchè Veronica Lovato, lo ripeto per l'ennesima volta, mi rifiutò una convocazione per il torneo di Binzago :D ), che nello spareggio secco ha battuto Civitanova.

In B2 festa grande per Costamasnaga di Maurizio Frigerio (ex coach Geas) che sbaragliando Monza (così retrocessa) si aggiudica la promozione con una giornata d'anticipo. Nell'ultima giornata, domenica, grande scontro diretto per i playoff tra Cantù e Milano (San Gabriele), nel segno dell'antica rivalità tra la metropoli e la ricca e orgogliosa provincia. :grr: Chi vince è dentro, chi perde è fuori, anche perchè l'altra contendente, Lodi, ha un impegno facile. Già qualificate Mariano Comense e Varese.
In zona retrocessione, clamorosa condanna alla sofferenza per l'Idea Sport Milano, che nello scontro diretto con la Pool Bustese di sabato scorso poteva perdere fino a -4 e sarebbe stata salva: cu' ziu, ha perso di 5. Però ha ancora 2 punti di vantaggio sulla rivale.

Segnaliamo anche la C perchè si sono giocate le Final Four per la promozione, vinte dalla Vertematese (sulla strada tra Milano e Como, uno dei primi comuni della provincia di Como) e da Melzo (hinterland est di Milano).

Infine, ritorniamo un attimo sugli interzona under 19 perchè non si può non menzionare che Valeria Battisodo ha, praticamente da sola, trascinato Parma alle finali nazionali a spese di un "garibaldino" San Gabriele che aveva messo la museruola a Pozzati e altre quotate compagne; ma la play classe '88 ha segnato 35 punti sui 59 della squadra e così... Milano ci proverà l'anno prossimo.

lunedì 14 maggio 2007

Peluche League - commento alla 30. giornata & classifica finale

Delio 10 e lode. Dopo essersi prese una giornata di mezza vacanza subito dopo la conquista matematica del titolo, le sue Lady Mules tornano a darci dentro per chiudere la stagione nel modo più scintillante, col decimo sigillo di tappa in questa Peluche League. Laura Perseu si congeda dalla competizione (l’anno prossimo è fuori categoria, purtroppo) con una prestazione che le vale la standing ovation del PalaDelio. Utili comunque anche Buccianti, Samantha Cergol ed Elizabeth Ribeiro, perché è servita una volata spalla a spalla per piegare un Tignuzzo a sua volta deciso a togliersi un’ultima soddisfazione dopo aver dovuto cedere lo scettro di campione.
Con un punteggio come questo, le Parmesans sarebbero state prime in quasi tutte le tappe precedenti: super Chiara Rossi, che ci auguriamo trovi un’altra squadra in A2 (se non in A1) nel caso Treviso retroceda; ottima anche Azzellini, discrete Mariani (all’ultima prova prima di uscire di categoria) e Carlesi. Ma purtroppo per loro, “Cannibale” Delio si mette di mezzo… del resto lo stesso Tignuzzo non regalò nulla nel finale della passata stagione, pur avendo stravinto da tempo.
Sull’ultimo podio stagionale sale anche Mio Mao, che chiude con un sorriso una stagione al di sotto delle aspettative (e dei grandi sforzi profusi dal patron): benissimo Serena Conti, incoraggiante per il futuro Vujovic, inspiegabile (o meglio, magari c’erano problemi fisici ma noi non ne sappiamo nulla) il crollo di Maggi in questi ultimi tempi dopo aver sorpreso tutti a inizio anno; ma in ogni caso per la giocatrice di Palestrina è il passo d’addio visto che è un’85.
Esce a testa alta anche Codue, a compimento di un girone di ritorno in cui è stato capace di trovare la competitività che mancava nella prima parte. Purtroppo per lui le trascinatrici Gorla e Jessica Cergol salutano la categoria. Nell’occasione bene anche Lombardo ed Enrica Conti.
Chiusura senza infamia e senza lode per Back to the Future, che mostra ancora il limite che ha causato la decisiva flessione della sua squadra in questo finale di stagione: Caracciolo e Valerio fanno le pentole e i coperchi, ma il resto dov’è?
Subito dietro Scintilla, che tornata quasi al completo (salvo la solita assenza di Visconti) trova una prova discreta di alcuni elementi (Santonastaso, Bonetti) ma senza acuti.
In linea con il suo piazzamento finale Pox & One, che trova buone cose da Scanzani e Consorti, ma è deficitario nelle esterne.
Chiusura grigia per il Peluche Team, che tra l’assenza di Calastri e le sconfitte di Geas e Carugate trova poca linfa per supportare la degnissima uscita di scena di Fumagalli, anche quest’anno la migliore delle milanesi, purtroppo per l’ultima volta. Se non altro, la sua prova serve a battere dopo 3 supplementari (caso inedito: parità nei punti delle migliori 5, parità anche tra le seconde 5, parità anche nei punti reali segnati…: si ricorre così al miglior punteggio individuale e Fumagalli fa 23 contro 18 di Zambarda) Puntello, che non conferma le recenti ottime prove, venendo tradito da Ganmal.
Ultima, a suggello di un girone di ritorno in netto ribasso, la giovane Kikka, il cui team, in assenza di Striulli, ha solo Sara Giorgi come riferimento sicuro.


CLASSIFICA FINALE PELUCHE LEAGUE 2006/07


1) Delio punti 440 - CAMPIONE DEL MONDO
2) Back to the Future 390
3) Tignuzzo 306
4) Peluche 284
5) Scintilla 270
6) Puntello 256
7) Pox & One 242
8) Kikka 214
9) Mio Mao 194
10) Codue 162

venerdì 11 maggio 2007

Precisazione da Annalisa Censini

[Questa l'intervista ad Annalisa Censini uscita pochi giorni prima sulla Prealpina]

Ripercorriamo la stagione del Geas con la sua giocatrice più rappresentativa, Annalisa Censini: «La giudico un’annata positiva, in cui abbiamo fatto pienamente la nostra figura. Onestamente c’erano 5 o 6 squadre superiori a noi: non penso che potessimo davvero puntare ai playoff. Sì, ci sono state alcune sconfitte evitabili, ma compensate da altrettante vittorie a sorpresa. Altre soddisfazioni sono arrivate dalla crescita di giovani come Crippa e Gatti. Forse Arturi ha fatto qualcosina meno delle attese, ma sono convinta che l’anno prossimo sarà il suo. Ponchiroli una bella sorpresa. Quanto a me, è normale che non sia più una giocatrice da 20 punti ogni sera, sia perché il lavoro mi prende sempre più energie, sia perché sono cresciute tante compagne. Ma se c’è da prendere un tiro decisivo, ci sono sempre».
Come è stato vissuto da voi giocatrici il passaggio da Frigerio a Signorini? «Io sono legata a Valerio perché fu lui a farmi esordire a 14 anni in prima squadra. Tecnicamente è uno che vale, devo ammettere però che c’è stato qualche contrasto occasionale tra lui e qualche giocatrice. Ma non bisogna ingigantire questi episodi: i nostri risultati li abbiamo fatti, il gruppo è rimasto forte, tant’è che abbiamo lottato fino alla fine anche quando non avevamo più obiettivi. Questo è l’importante».



Ritengo giusto lasciare l'ultima parola ad Annalisa Censini, che ha seguito i vari dibattiti su questo forum e tramite telefonata ha voluto far sapere quanto segue:
- l'intervista pubblicata sopra rispecchia perfettamente il suo pensiero, compreso il termine "contrasto" per indicare le divergenze capitate talvolta tra le giocatrici e coach Signorini;
- il concetto di quell'intervista che lei vuole sottolineare è che se ci sono stati contrasti, questi non hanno rivestito un ruolo centrale nella stagione del Geas. La centralità è sempre del gruppo delle giocatrici e il gruppo è rimasto solido. Inoltre (questo l'aveva detto già nell'intervista, poi per motivi di spazio non è uscito) ricorda che è normale che ci siano discussioni all'interno di una squadra, specie se ci sono di mezzo dei "caratterini" come lei stessa ammette di avere;
- a completamento dell'intervista, Annalisa evidenzia l'importanza, sia a livello tecnico che umano, di Michela Frantini e Alessandra Calastri;
- deplora infine la tendenza all'attacco personale evidenziata da certi partecipanti al forum.

Nel ringraziare Annalisa, anzi il Generale Censo, per l'intervento e l'attenzione dimostrataci (così come ringrazio chi ha scritto finora, anche chi non è d'accordo con le idee espresse dal sottoscritto), dico però a lei quello che ho detto ad altri che in passato si sono crucciati (= incazzati, sconcertati o depressi) per le cose scritte da alcuni frequentatori: non date a questo e altri forum un'importanza che non hanno.
Su Internet chiunque può registrarsi e, protetto dall'anonimato, divertirsi un mondo a fare il cosiddetto "mestatore", ovvero seminare zizzania, sparare su questo o su quello per vedere l'effetto che fa, e il fatto di sapere che gli viene data importanza ovviamente è un ulteriore stimolo. D'altra parte il gioco funziona così, con i pregi e i difetti del caso: soltanto, non diamogli più importanza che i discorsi fatti da persone reali e concrete, anzichè parvenze virtuali.

giovedì 10 maggio 2007

Sull'operato di Signorini al Geas

[in replica all'utente Hounidea che negava qualsivoglia merito a Signorini nei risultati e nello sviluppo delle giovani]

Trascinata dall'antipatia per i due allenatori in questione, specie Signorini, e dall'ansia di svegliarmi dall'ipnosi alla quale a tuo avviso i suddetti mi avrebbero sottoposto per farmi bere le loro fandonie, sottolinei, tra i fatti, solo ciò che ti fa comodo, e idem fai per quel che scrivo io. E' prassi comune, per carità, ma non pensare di convincermi. Poi non so cosa dovrei dire per non sembrar succube dei due, visto che, nel caso di Carugate, ho detto che le responsabilità vanno divise tra tutti, allenatore compreso. Quello che anche tu dovresti dire, visto che a suo tempo hai fatto notare l'incompatibilità di fondo tra le giocatrici, il che ovviamente chiama in causa anche la dirigenza e le giocatrici stesse.
Ma già, per te Carugate doveva entrare tra le prime 2 e il Geas era da prime 4... Forse Censini, che è una giocatrice, ci capisce abbastanza di basket per dire, come ha detto, che c'erano 5-6 squadre superiori al Geas, e lei non è una che dica così per sgravarsi di responsabilità e mettersi la coscienza a posto...

Comunque, quanto alle questioni di cui sopra, a parte che non sappiamo che tipo di accordi sono intercorsi tra Signorini e la società su chi dovesse seguire la squadra under 19, ovvero chi ha deciso cosa, io ho soltanto detto (dato di fatto) che Signorini è stato il primo a dare 20 minuti a partita in A2 a Gatti e Crippa, e siccome tu mi insegni (ad esempio quando discettavi sulle scelte di Contestabile) che è solo giocando che una giovane migliora, ne consegue che Gatti e Crippa sono migliorate in questo modo. Attenzione: se dico "migliorate" e tu vuoi leggerci "create dal nulla" e mi citi il passato di Crippa, stai forzando le mie parole.
Poi tu potrai dire che Signorini ha fatto questo o quell'altro misfatto e che comunque è Galli ad aver portato la squadra alle finali. Bene, ma io parlavo d'altro.

Su Censini, sai bene che non è un'ipocrita. Avesse voluto dire altro rispetto a quello che è stato riportato là, me l'avrebbe detto, oppure avrebbe rifiutato l'intervista in toto. Lei non ha mai negato che si siano mandati affanculo. Nè ha negato che sia successo con altre. Ovviamente "affanculo" non si può scrivere su un giornale, ma se leggi "contrasto" chiunque può capire che non si tratta di divergenze sul tempo che fa... Ciò è male, ma ohibò, siamo in A2 e quindi non si può ragionare in termini "educativi".
Se la società ritiene che Signorini non sia adatto per il Geas dell'anno prossimo, trarrà le sue conclusioni, ma io devo trarre le mie: gli obiettivi della società erano una classifica dignitosa e lo sviluppo delle giovani. In entrambi i casi per me la sufficienza (e se dico sufficienza non sto dicendo eccellenza) è raggiunta.

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Le sconfitte a Crema e Borgotaro sono state il momento peggiore della stagione del Geas, su questo non ci piove. Però mi sembra un po' poco oggettivo, da parte tua, che quando c'è una sconfitta inopinata dai la colpa a Signorini e quando c'è una vittoria a sorpresa dai il merito solo alle giocatrici... mi sembra molto "italico" come metodo, però, come dicevo, il misuratore di colpe e meriti non è stato ancora inventato, perciò cosa ti posso dire? Dico solo che due settimane fa, Tignuzzo faceva notare che a Reggio Emilia volevano crocifiggere l'allenatore per come, a loro dire, stava buttando via la partita con Carugate con cambi dissennati. Morale? Capita a tutti, o quasi.

Premesso che a me, in linea di principio, le brusche variazioni non piacciono tanto, dico però che, a mio modesto (parere), stai ingigantendo la portata di questi sbalzi. Inoltre la polemica su Bartesaghi è quantomai inutile, perchè stiamo parlando di una giocatrice che è entrata in campo in appena 6 partite e 39 minuti totali. Di queste 6 partite in cui ha giocato, le uniche perse sono state quella famosa con Borgotaro e poi quella con Bologna, nella quale ha giocato 1 minuto... Quindi non utilizziamo lei come ennesimo motivo di attacco. Il ruolo di utilizzo? E be', dopo la partenza di Rovida il "buchetto" era tra le lunghe, cosa doveva fare Signorini? Togliere minuti alle esterne, che ce n'erano già a sufficienza? Poi, appunto, stiamo parlando di 39 minuti totali: vogliamo far credere che abbiano contato qualcosa nell'economia della stagione?
Colombera stessa cosa. A me risulta, se sbaglio corrigetemi, che la ragazza sia un'esterna. Dimmi te come si faceva a trovarle uno spazio decente quando in quei ruoli c'erano già Censini, Frantini e Crippa e a volte pure Ponchiroli.

Il fatto che un allenatore sia confermato o meno non dimostra nulla, di per sè, lo sai benissimo. Nel caso specifico, be', è chiaro che se le ragazze non lo gradiscono più e se la dirigenza non ha gradito qualcosa, lo cambierà se riterrà di avere un'alternativa migliore. Sono cose ovvie. Oppure lui stesso potrebbe non voler continuare, che ne sappiamo?
Ma sugli obiettivi stagionali, o ci si è presi in giro fin dall'inizio, oppure quelli sempre dichiarati dalla società erano una salvezza tranquilla e dare spazio alle giovani. La salvezza è stata tranquilla? Sì. Le giovani hanno avuto spazio? Sì. (non tutte allo stesso modo, ma si gioca in 5 e non è che puoi buttar via Frantini o Censini solo perchè hanno più di 22 anni...).

E infine non capisco ancora perchè il far notare queste cose persino banali debba essere bollato, come nel caso di Carugate, come una difesa a oltranza degli allenatori. Semplicemente non sono d'accordo su certe analisi.

mercoledì 9 maggio 2007

Interzona U19: commentino ai risultati

I risultati finora pervenuti sono:
Gymnasium Napoli-Varese 66-41
Triestina-Geas Sesto 44-75
Udine-Roma 65-53
Dueville-La Spezia 54-67
Venezia-Civitanova 81-53
Comense-Oma Trieste 77-56

Mancano:
San Raffaele Roma-Treviso
Parma-San Gabriele Milano (vittoria Parma dunque?)

Salutiamo con piacere il ritorno del Geas alle finali di cui fu campione nel 2004 con, tra le altre, Ilaria Zanoni e Giulia Arturi.

Abbiamo un 74-58 per San Raffaele e un 59-43 per Parma. Peccato, fosse passato il "Sanga" avremmo avuto ben due arcangeli (non Angela...) alle finali nazionali...
Freddure a parte, sembra proprio che la dinastia di Treviso sia finita. :o: D'altra parte l'armata aveva perso vari pezzi. Ora vedremo se riusciranno a evitare la retrocessione in B1.

Da notare che, almeno a giudicare dai punteggi, tutte le partite di finale sono state alquanto scontate nell'andamento... Non benissimo.

martedì 8 maggio 2007

Interzona Under 19: vigilia

oggi e domani ci sono gli interzona Under 19 per scegliere le finaliste nazionali.
Le 4 semifinali con lombarde in corsa sono: San Gabriele Milano-Taranto, Varese-Ivrea, Comense-Napoli, Geas Sesto-Pescara.
In pratica è un "replay" dell'anno scorso, nel senso che l'annata leader è nuovamente l'88, visto l'ampliamento della fascia di età della categoria deciso la scorsa estate.
Rispetto alla passata stagione, per quanto riguarda le milanesi, abbiamo un Geas con Crippa e Gatti divenute protagoniste in A2, e un San Gabriele in cui varie '89-90-91 (Giunzioni in primis) stanno recitando ruoli importanti in un'annata di vertice in B2.
Pare che le campionesse in carica di Treviso saranno solo parenti del "dream team" delle passate stagioni e quindi la loro "dinastia" potrebbe finire. Tra chi non c'è più, oltre alle varie Zampieri e M.Fassina, spicca ovviamente Sottana, la quale purtroppo ha fallito domenica 4 tiri liberi fondamentali nella sconfitta 55-54 di Venezia a Napoli in gara-3 delle semifinali-scudetto. Le auguriamo di rifarsi prontamente, magari con qualche tiro decisivo agli Europei Under 20 di quest'estate.

lunedì 7 maggio 2007

Altre repliche su Carugate

Non condivido [che Carugate non abbia fatto progressi da inizio stagione], o perlomeno non del tutto. La prima partita fu uno strazio totale con Muggia, poi ci fu una vittoria di riffa o di raffa sul campo di una Bologna ancora in rodaggio (49-52), poi una vittoria soffertissima sulla Valtarese solo grazie a una tripla di Fumagalli allo scadere.
In seguito ho visto di meglio, ad esempio una gran bella vittoria su Bologna, ben giocata sia in attacco che in difesa. La difesa di Carugate non era così disastrosa, ma purtroppo spesso vanificava 15-20 secondi di discreta applicazione con colpevoli distrazioni che di quando in quando producevano episodi pesanti a sfavore, e soprattutto col difetto strutturale della fragilità a rimbalzo.
Con tutto ciò, è chiaro che non era una difesa all'altezza delle altre contendenti ai playoff. Ma quel che sto cercando di sostenere da giorni è: vogliamo ripartire correttamente le responsabilità? A fare di Micovic un buon difensore non ci sono riusciti nemmeno a Parma. Sulla questione rimbalzi ho già cercato di argomentare nel resoconto della partita con Marghera. Arcangeli? Colpa (solo) di Bianchi se fa 0 punti in 32 minuti a Reggio Emilia? Dai, una come lei non può fare una cosa del genere in una partita decisiva.
Peraltro io questa voglia di finire la stagione da parte delle big non l'ho vista: qualcuna sì, forse non ha dato tutto quello che doveva dare, ma contro Marghera se la sono giocata fino in fondo, e poteva essere decisiva per passare. Adesso qualcuno salterà su a dire che è amicissimo della tale o talaltra giocatrice, la quale gli ha confidato più volte che ne aveva le tasche piene e non vedeva l'ora che finisse... ma spesso sono esagerazioni.
Che il gruppo non fosse abbastanza coeso è probabilmente vero, ma anche lì non so fino a che punto Bianchi avesse margini di manovra... se esiste uno bravo a mettere insieme tutte quelle forti personalità, che per indole non sono il prototipo giocatrici di squadra, che venga e ci faccia vedere. Io la vedo dura.
Dato che anche tu in precedenza hai fatto notare questi difetti di fabbrica, anzi hai proprio parlato di squadra sbagliata, ti chiedo per l'ennesima volta, Hounidea, come si concilia questa posizione con l'addossare gran parte delle responsabilità a Bianchi.
In generale, voglio sapere come fanno in tanti, dopo aver sentenziato già a ottobre che la squadra sarebbe scoppiata, a dare ora addosso a Bianchi. Se la squadra era malfatta, come fa a essere colpa dell'allenatore se sono usciti dai playoff all'ultima giornata?
Per me la conclusione, provo a sintetizzarla, è che Carugate ha fatto in estate alcune scommesse rischiose, è andata vicina a vincerle, alla fine le ha perse, ma ha comunque lottato fino alla fine per i playoff. C'è chi sta peggio. Budget o non budget.

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Pino Poli [sulla Prealpina] ha solo detto che Arcangeli non è stata leader. Non ha detto che ha giocato male. Ha detto che nel momento della verità non ha trascinato le compagne come ci si aspettava da lei, che era la persona più indicata per farlo. E io credo che abbia centrato il problema (ma del resto lo dicevano già molti a settembre...) dicendo che con tante "gallette nel pollaio" ci voleva una che prevalesse sulle altre a livello di leadership. Così non è stato e le conseguenze si sono viste perchè, come appunto dice Poli, nelle difficoltà (non sempre, ma spesso) ognuna per sé e Dio per tutti.
Nessuno si sogna di dar la colpa ad Arcangeli delle 11 sconfitte... ma quando mai? Però le "controprestazioni" a Broni e Reggio Emilia hanno solo due spiegazioni: o non è più l'Arcangeli di una volta, oppure si è volutamente tirata indietro. In questo secondo caso, l'ha fatto per ripicca contro le compagne e l'allenatore? Se fosse così (mi auguro di no), capisci che non è l'atteggiamento che ti aspetti da una Arcangeli.
Anche in questo caso: tu dirai che è colpa di Bianchi, ma io replico che se pensi che sia facile dire ad Arcangeli come deve comportarsi, sei ottimista.

domenica 6 maggio 2007

Riassunto del weekend

Riepilogo weekend di basket giocato.
In A1, dove vanno in finale Faenza e Napoli (alla fine pronostici rispettati ma col brivido, perché Napoli vince gara-3 di uno mentre Faenza, non si sa come, riesce a ottenere 5 punti da Ballardini che ha il crociato rotto), registriamo con sollievo la salvezza della Comense (2-0 su Maddaloni nell'ultima serie playout). Una retrocessione di quella che resta pur sempre la società regionale di punta sarebbe stata una pessima notizia per il basket lombardo. Per il quale Tignuzzo, nel topic sulla serie B, parla di decadenza. In effetti ci sono stati periodi migliori, è banale dirlo, soprattutto quest'anno in cui la Lombardia è fuori da ogni corsa nei 3 campionati nazionali. Il problema è che da una regione che ha 9 milioni di abitanti (nettamente prima in Italia), ed è pure alquanto sviluppata, sebbene la maggioranza voti Silvio, e che ha pure una certa tradizione, ci si aspetterebbe un po' di più.

Già, perché in B1 le due milanesi Rho e Biassono sono state battute di un soffio in gara-3 di playoff, rispettivamente da Fiorenzuola e Lavagna. Peccato, anche se va ricordato che quest'anno, a differenza dell'anno scorso in cui la finale del girone dava una promozione diretta, c'era poi da superare anche le finali a quattro con le vincenti degli altri gironi (per 2 posti). Comunque una stagione positiva per entrambe, in particolare per Biassono oltre i pronostici. :B):

Intanto, in A2, gara-1 dei playoff va a Bologna, che fa il colpaccio a Marghera in una partita tutta difese (39-47, 9 punti della nostra Madda Ntumba), e a Udine che in casa propria ferma Reggio Emilia.

B2: sempre più vicina alla promozione diretta Costamasnaga, cui basterà battere il fanalino di coda Monza sabato prossimo. E già in vari forum si strologa su come faranno in B1 senza le 3 straniere attualmente in organico. La mia risposta è: boh, chi se ne frega, pensiamo a quest'anno. Mariano e Varese (quest'ultima da ieri) già sicure dei playoff, il San Gabriele Milano ha fatto un gran colpo a Lodi (con 29 punti dell'argentina Palacios e 22 dell'89 Junctions [Giunzioni]) ma si gioca tutto con Cantù all'ultima giornata, presupponendo che Lodi non stecchi le ultime due abbordabili partite. Attualmente le 3 contendenti sono appaiate.
In coda non si muove foglia ma l'Idea Sport è contenta, perchè resta a +4 su Bustese e Monza. Sabato c'è Bustese-Idea ma potrebbe anche non esser decisiva.

sabato 5 maggio 2007

Replica a un utente che contesta la cronaca di Carugate-Marghera

Innanzitutto ringrazio che c'è tanta gente che mi vuol dar lezioni di giornalismo e/o di conoscenza del basket, ma pur non capendo quest'ansia di dimostrare che l'interlocutore non ci capisce di basket, come se il basket fosse ingegneria nucleare, avverto che la porta è sempre aperta a chi ne sa davvero: venga pure, così potrà far vedere quanto sono dilettanteschi e incapaci gli attuali imbrattacarte del giornale citato. No, sul serio, basta contattare la redazione e far vedere di saper mettere insieme due o tre parole, e il gioco è fatto. Comunque io, l'ho già detto al pur bravo Beps, non pretendo che nessuno si convinca che io sappia di basket o di qualsiasi argomento, specialmente per quanto è scritto su questo forum, del quale il titolo, lo ripeto a beneficio di chi non se n'è accorto, è "Basket femminile a ruota libera".

Passando alle argomentazioni del gentile equino, noto che nel suo livore di attaccare Bianchi (se avessi provato a difendere il mostro di Marcinelle, avrei avuto meno problemi, non solo col Cavallo: ma che v'ha fatto quest'uomo, vi ha ammazzato un familiare? Ditemelo perché, se è vero che deve venire ad abitare in casa mia, almeno lo so...), nel suo livore, dicevo, forse gli è andata insieme la vista mentre leggeva la mia pappardella su Carugate-Marghera. Il suo nobile monito finale ("essere obiettivi"!) ne risulta pertanto un attimino auto-svilito.

Dov'è scritto che "Bianchi ha fatto i miracoli con 4 pippe"? Non solo, ma dì un po' dove ho scritto che Bianchi ha fatto un buon lavoro. Io ho avvertito solo, anzi ho provato a spiegare con fin troppe argomentazioni, che è assurdo dar la colpa dell'obiettivo fallito (perché così l'ho giudicato, poi se qualcuno vuol farmi dire che ho parlato di una stagione trionfale, inventi pure; ma ho pure detto che non ho accettato la tesi di Bianchi secondo cui l'obiettivo era una salvezza tranquilla; né me la cavo come fanno altri, dicendo che una stagione da 19 vinte e 11 perse è comunque soddisfacente - vedi Ezio Parisato, che ho già citato perché è "uno che ci capisce") solo a Bianchi.
Le colpe, come sempre, sono da ripartire tra le varie componenti, anche se in questo paese di commissari tecnici, come si suol dire, è un concetto assai impopolare: quando l'Italia di calcio perdeva, era sempre colpa del c.t. di turno (quando non dell'arbitro)... come se l'allenatore potesse manovrare i giocatori come burattini e quelli si comportassero esattamente come stabilisce lui.

Sulle giocatrici, figurati se io le sminuisco. Questa è bella: dopo innumerevoli prove di acritica idolatria spanse a piene mani in questo forum da 2 anni e mezzo a questa parte, esser criticato per averle criticate. :o: Anche qui forse l'equino ha letto male. Io mi sono solo permesso di dire che non si trattava di divinità che giocano contro incapaci totali. Per far ciò ho fatto notare alcune cose, ma gli elogi superano sempre le critiche, il che è un principio alla base di questo forum e anche, se vogliamo, della Preal+Pina, laddove si cerca di parlar bene del lavoro altrui anziché sparargli addosso, pur sapendo che sarebbe molto più divertente fare il contrario.
E, come ho avuto già occasione di sostenere, non basta dire "la tal squadra ha X, Y e Z e quindi deve dominare il campionato", perchè tu mi puoi anche far vedere tutte le classifiche di rendimento che vuoi (che, tra parentesi, nel caso specifico dimostrano che Bianchi non le ha fatte rendere male, quelle giocatrici: ma non è bastato), ma io ti elenco fior di squadre che avevano alcuni singoli in testa alle classifiche ruolo per ruolo, ma non hanno vinto. E non è che l'allenatore andava messo sulla graticola.

Nella mia "guerra e pace", come la definisce il Cavallo, ho cercato di mostrare motivi concreti per cui Carugate ha perso con Marghera così come ha perso tante altre partite che contavano, in primis il fatto che il talento offensivo non basta quando non fai tante piccole cose che alla fine sono determinanti. Ma è inutile insistere. Probabilmente la squadra ideale di Cavallo sarebbe composta da 10 giocatrici con 20 punti nelle mani. E io mi divertirei molto a vederla. Ma dubito che vincerebbe il campionato... :( D'altra parte sono discorsi in cui uno può sostenere una tesi, l'altro quella opposta, e manca la controprova, per cui l'unica cosa che posso ripetere al Cavallo è: guarda quante volte 2 + 2 non ha fatto 4, nel basket come negli altri sport.

Alcune puntualizzazioni:

1) Bianchi l'anno scorso, a detta del Cavallo, era sostanzialmente un burattino. Visto che però Cavallo fa riferimento alla necessità di essere oggettivi, i fatti dicono che Bianchi ha preso in mano Carugate quando era a 0 vinte e 6 perse dopo l'esonero di Zanardi, e sotto la sua gestione è arrivata alla salvezza. Il resto sono opinioni.

2) Sulla gran massa di numeri sciorinati dal Cavallo, vedo che gli ha già risposto Bulli & Pupe nell'altro topic; io confermo che i numeri su Monticelli/Bonalumi tirati in ballo dall'equino sono tratti da non so quale statistica, perchè su quelle della Lega, Monticelli ha 103 minuti nelle ultime 4 giocate, Bonalumi 53, ovvero circa la metà... Poi Monticelli evidentemente doveva essere scontenta, se no non se ne sarebbe andata, però sui numeri o si è confusa lei o si è confuso il Cavallo. In totale, poi, i 230 minuti di Bonalumi, al netto dei 6 "n.e." che alzano la media-partita a 9,6, fanno meno di 8 a partita... non mi sembra molto, per una che nel girone di ritorno era l'unico cambio del play...

3) Biscari e Polini sono due giocatrici simpatiche al Comitato. La prima, poi, è pure nell'elenco delle Favorite. :B): Ma dire che "hanno salvato Carugate" l'anno scorso è un po' generoso. Di sicuro hanno fatto la loro preziosa parte. Ma, visto che ti piacciono i numeri, ti dirò che difficilmente ti salveresti solo con una giocatrice da 3,1 punti e 3,5 rimbalzi in 17' (Polini) e un'altra da 4,8 punti e 3,7 di valutazione in 24'... Fermo restando il massimo apprezzamento per loro, beninteso.
Su Biscari, poi, aggiungo che a luglio 2006 disse testuali parole: "Ennio Bianchi mi ha restituito la voglia di giocare". :) Quest'anno sentiremo se ha cambiato idea su di lui, però alla luce di quella frase credo sia legittimo dire che qualche merito, nella salvezza dell'anno scorso, Bianchi ce l'ha, contrariamente a quel che vuol far passare il sedicente Cavallo.

4) Broni è fuori dai playoff come Carugate... ha fatto 2 punti in più... il suo allenatore è stato criticato sul topic dell'A2 per aver usato poco la panchina... anche qui siamo nel campo delle libere opinioni. La mia è che Broni è fuori dai playoff appunto per la panchina corta. Sulla panchina di Bologna, faccio notare che Bologna ha faticato all'andata quando ha avuto problemi di infortuni, poi ha inserito "tal" Nicoletta Caselin, e attualmente ha Mini e Cappuccio dalla panchina, più un quintetto che (si può negarlo) è molto più bilanciato di quello di Carugate (Caselin - Bergami - Maranini - Ntunba - Arnetoli). Udine ha 10 giocatrici quasi intercambiabili, e sebbene nessuna di loro sia all'altezza delle "big" di Carugate, avere 10-giocatrici-10, in una stagione da 30 partite, aiuta un pochetto... Marghera, oltre ad avere un tonnellaggio di gran lunga superiore a Carugate nei ruoli dall'ala piccola in su (e quanto conti lo si è visto chiaramente sabato scorso), poteva tirar fuori Valerio e Spegel dalla panca. Con ciò non dico che queste squadre fossero decisamente superiori a Carugate, ma nemmeno inferiori, e quasi tutte meglio bilanciate.

5) Infine faccio notare per l'ennesima volta che il "dream team Carugate" è stato bollato da tanti come "squadra sbagliata", ovvero mal costruita, anche su questo forum. Ergo non è soltanto l'ignorante qui scrivente che dubita sulla potenziale invincibilità di Carugate. Fermo restando, ri-ripeto, che i playoff si potevano raggiungere.
Ma l'ignorante qui scrivente è convinto che, per quanto conti il ruolo dell'allenatore, in campo ci vanno le giocatrici, e quindi quantomeno una piccolissima parte di responsabilità vogliamo darla a loro?

giovedì 3 maggio 2007

[A2] Resoconto di Carugate-Marghera (Carugate fuori dai playoff)

A 6 minuti dalla fine di Carugate-Marghera, Alessandro “Mambro” Mambretti, stella delle minors maschili nonché fidanzato di Milica Micovic, seduto alle spalle del qui scrivente, riferiva la notizia, appresa via sms, della vittoria di Broni a Muggia. :woot: In quel momento in tribuna ci si rendeva conto che quand’anche Carugate avesse vinto di 30 non sarebbe servito a nulla. A quanto ci risulta, però, le ragazze di Bianchi lo hanno saputo solo durante un timeout a 1’ dalla fine; inoltre Marghera, alla luce della vittoria di Broni, doveva vincere a tutti i costi (non solo controllare lo scarto fino a un massimo di 5 punti, come avrebbe potuto fare in caso di sconfitta delle pavesi), altrimenti sarebbe stata fregata dalla classifica avulsa a tre. In sostanza: è stata partita vera fino alla fine, in un clima da playoff, e merita di essere raccontata.

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Che scoop! Ecco, in primo piano, l'espressione di uno spettatore del PalaBCC che ha appena saputo da Alessandro Mambretti della vittoria di Broni che condanna Carugate a star fuori dai playoff

Anche perché questa “ultima spiaggia” con Marghera è stata un perfetto riassunto della stagione di Carugate: il bene e il male in 40 minuti, il tutto però senza che alla fine si potesse dare una risposta certa al grande dilemma: questa squadra ha davvero sprecato un grandissimo potenziale, oppure aveva difetti tali da rendere del tutto logica la sua esclusione dai playoff? E in entrambi i casi, a chi vanno le maggiori responsabilità, fermo restando che stiamo parlando di una stagione da 19 vinte e 11 perse con playoff inseguiti fino all’ultimo e classifica capeggiata a due riprese?

Ognuno ha le sue convinzioni e le sue risposte: in questi ultimi 3 giorni abbiamo sentito giocatrici, allenatore, telecronisti (ovvero i due “mittttici” di Imbecilli.it, Ezio Parisato e il “Panta”, che sembravano Tranquillo e Buffa, lì a bordo campo col microfono...) e spettatori più o meno qualificati dare opinioni di segno opposto. L’impressione è che chiunque può avere una parte di ragione. Perché questa Carugate è destinata a far discutere fin dal giorno in cui è nata, per l’esattezza il giorno in cui si seppe del via libera allo svincolo di Gottardi da Chieti con il suo conseguente arruolamento nelle fila del presidente Mirarchi: e mentre alcuni gridavano al “Dream Team”, tanti altri (tra cui una giocatrice attualmente militante in una categoria superiore alla quale chiedemmo un parere…) profetizzarono che era impossibile che l’ex Comense potesse convivere con Micovic e Fumagalli. Immediatamente dopo, in una delle ultime uscite al vetusto PalaForti di Monza, Carugate disputava un raggelante esordio di campionato facendosi travolgere da Muggia, mentre, in tribuna, la “bandiera” Claudia Biscari non riusciva a trattenere le lacrime per la sua esclusione dal roster (ignara ovviamente che sarebbe stata ripescata a gennaio dopo la partenza di Monticelli). :cry:

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La presentazione di Carugate: la giovane Galbiati è l'ultima a entrare. Poi farà n.e.

Poco meno di 7 mesi dopo, un’ultima delusione chiude l’annata della squadra più discussa che si sia vista dalle nostre parti negli ultimi anni, ma anche la più forte dopo quel Geas che nel 2004/05 arrivò a un passo dalla promozione in A1. Alla fine non è la sconfitta con Marghera a determinare il verdetto finale, ma, ancor più che l’inopinato k.o. con San Bonifacio (compensato da quello di Marghera col Geas la settimana dopo), la lunga serie di big match, ben 6, persi in fotocopia, ovvero andando avanti per poi farsi rimontare e sorpassare nel finale. Quello di sabato sera, per quanto ininfluente, è stato l’ennesimo e significativo “déjà vu” al riguardo.

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All'inizio la difesa di Carugate ha fatto buona guardia

Era logico immaginare che Carugate, vista la necessità di ottenere almeno un +6, partisse a mille e che Marghera puntasse a controllare la sfuriata per poi sfruttare la sua solidità per smantellare con calma i break avversari. Le cose vanno come da copione. Dopo un inizio farraginoso (2-3 al 3’ con un “corri e tira” senza molto costrutto da entrambe le parti), un’accelerazione di Micovic dà inizio al primo parziale pro-PentaMedia: 12-0 con una Fumagalli che fa subito capire di essere in seratissima al tiro mettendo due triple consecutive in transizione, poi bell’assist di Micovic per Gottardi ed è 14-3 al 5’. :clap: Questa è la Carugate “dottor Jekyll”, quella che la vedi e ti chiedi come abbiano fatto a perdere già 10 partite finora… Anche se, come commenta il nostro consulente tecnico per l’occasione, Paolo Ganguzza (coach di Varese in B2), lascia perplessi la scelta di Marghera di partire con una zona 3-2 che consente alle tiratrici avversarie di prendere la mira con relativa calma.

Infatti le venete passano prontamente a uomo (difesa che sanno fare molto bene, vista la loro fisicità) e Carugate inizia subito a faticare: Fumagalli viene francobollata dalla massiccia Pasqualini e non ha più libertà per caricare i suoi missili teleguidati. Nel frattempo cominciano i cambi e questa sarà una delle chiavi della partita. A differenza delle poche risorse estraibili da Bianchi, Giuliani può infatti metter dentro un “armadio” come la tedesca Spegel e un “peperino” come la giovane Valerio: quest’ultima (gran protagonista della nostra Peluche League) si perde ogni tanto in qualche forzatura di troppo (alla fine 2/9 da 2 e 1/5 da 3 più 4/4 ai liberi), ma ha il merito di scuotere, con la sua intraprendenza in uno contro uno (brava a buttarsi dentro anche quando non sembra essercene la possibilità), l’attacco di Marghera, che all’inizio sembrava faticare a trovar spazi contro una uomo carugatese piuttosto concentrata e stava ottenendo poco o nulla dalle guardie titolari Falzari e Mannucci. È proprio Valerio, con una tripla, a riportar sotto le sue: 20-15 che poi diventa 22-17 a fine 1° quarto.

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Una sospensione di Micovic, purtroppo per Carugate in serata-no al tiro

Nel 2° quarto l’andamento è simile, con Carugate a provare lo strappo e Marghera a ricucirlo appena possibile. Dicevamo della differenza di apporto dalla panchina: mentre Giuliani conta appunto su Spegel e Valerio, Bianchi prova Filippi in avvio di secondo periodo, ma è costretto a tirarla fuori dopo 2 minuti perché la prediletta di Dafighter & Paperinik :wub: commette due “bestiate” tremende (passaggio d’apertura spedito direttamente nelle mani dell’unica avversaria rimasta nei paraggi; poco dopo, ricezione spalle a canestro e passaggio indietro che lancia direttamente... il contropiede avversario - peraltro in questo caso sbaglia anche Fumagalli che invece di andare a prendere la palla limitando i danni a un’infrazione di campo, si ferma consentendo a Falzari di involarsi a canestro) e in difesa non ha la minima possibilità di contenere Spegel né le altre lunghe: infatti alla fine avrà 5 falli in 8 minuti (!). Certo, è una scelta azzardata schierare Filippi come centro al fianco di Arcangeli, però se metti Polini sai già che avrai un po’ di difesa in più e qualche blocco granitico, ma poco alla voce “pericolosità offensiva”: e in più anche Alessandra, che non supera l’1.80 (a dispetto dell’1.85 ufficiale), fatica a rimbalzo contro le stazzate avversarie.
Bilancio totale dei punti dalla panchina: Carugate 0 (zero), Marghera 17. Questo per servire chi parla di organico “sontuoso” della PentaMedia: se una squadra si componesse di 4 persone, allora capiremmo; peccato che in 30 partite stagionali da 40 minuti l’una, forse ne serve qualcuna di più...

Con tutto ciò, Carugate, dopo aver subito il primo pareggio (22-22), riparte prontamente con un 9-0: di fatto è sempre la squadra di casa a “fare” la partita. Perché Marghera continua ad avere bassissime percentuali da 2, e perché Angela Arcangeli fa capire di non voler chiudere la stagione in modo indegno di lei, riscattando gli 0 punti in 32 minuti a Reggio Emilia: l’ex nazionale infila in rapida serie 3 canestri dalla media, Fumagalli ci aggiunge un'altra tripla con la sua “manina santa” e il pubblico di casa torna a crederci (31-22 al 16’). È però una partita a strappi: Carugate non riesce a prolungare il suo buon momento, Micovic sbaglia un paio di tiri da fuori facendo capire di non essere in serata, Arcangeli perde un paio di palloni contro la difesa di Marghera che è decisamente salita di colpi... in senso letterale, ovvero volano botte che è un piacere. La panchina e il pubblico di casa protestano vivacemente con gli arbitri, e in effetti guardando la cifra sui tiri liberi all’intervallo (solo 4 per Carugate, già 16 per Marghera) verrebbe da scandalizzarsi. Il problema, però, è quello già visto mille altre volte: e cioè che mentre Carugate si tiene rigorosamente lontana dall’area nel 75% (forse più) delle azioni, Marghera attacca sistematicamente il canestro, e anche se, come detto, sbaglia molto, soprattutto con Spegel (2/8) e Laffi (2/11), ha modo di procurarsi l’abbondante serie di tiri liberi con cui si riporta in parità (31-31 al 19’).

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Micovic supera Valerio ma si trova chiusa dall'aiuto di Cecchinato

Parentesi: i critici potranno dare la colpa all’allenatore del fatto che Carugate non vada mai in area. In parte possono aver ragione, ma temo che si sopravvaluti il ruolo e le possibilità di un allenatore. Qui siamo in A2, mica nelle giovanili dove puoi plasmare una giocatrice a piacimento. È chiaro che il bravo coach fa giocare la squadra nella maniera giusta, ma vi sembra plausibile che un Bianchi potesse rivoluzionare il modo di giocare di una Fumagalli, una Micovic o una Gottardi? E se Arcangeli forse non ha più la forza e l’esplosività per andare sistematicamente in avvicinamento, e quindi pure lei tira la maggior parte delle volte da fuori, è colpa dell’allenatore? È colpa di Bianchi se Ratti e Polini non sono buone attaccanti e quindi non si può dar loro la palla sotto canestro con fiducia? O se Filippi ha un fisico troppo leggero per reggere i contatti in area, e quindi sostanzialmente ha un gioco offensivo da esterna?

Comunque, tornando al discorso sull’arbitraggio di sabato sera, la sostanza è che i colpi proibiti e i falli non fischiati ci sono da entrambe le parti, solo che Marghera si procura molte più occasioni di vedersi fischiato qualcosa a proprio favore. L’unico episodio clamoroso non sanzionato è una “mannaiata” subita da Gottardi in contropiede (arbitro rimasto troppo indietro per vedere); poi c’è un fallo su tap-in di Micovic su cui viene data solo rimessa, ma a detta di chi era a bordo campo non era in evidente azione di tiro. In ogni caso, con la prima tripla a bersaglio (al quinto tentativo) della stessa Micovic e due liberi di Gottardi (andata a fasi alterne in questa partita: nel 2° quarto il suo momento migliore, ma alla fine avrà 3/8 da 2 e 0/4 da 3 più 4/4 ai liberi), Carugate si riguadagna un +5 all’intervallo (36-31).

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Di Polini non si può certo dire che non sappia portare dei blocchi belli tosti...

La sensazione è insomma che Carugate ce la possa fare a raggiungere questo benedetto +6, a patto però di riuscire ancora a tener basse le percentuali avversarie e allo stesso tempo di tirare bene da 3 non soltanto con Fumagalli. Esattamente quello che non succederà nella ripresa... Che comincia con due o tre brutte palle perse di Carugate (saranno 16 alla fine, un altro dato decisivo), ma Marghera non ne approfitta, sbagliando tiri in serie. Le venete si sbloccano su un tiro da 6 metri di Pasqualini che sfrutta un pasticcio difensivo delle milanesi (dalla tribuna l’impressione è che qualcuna non abbia sentito l’ordine di passare a zona...): 38-35. In questo frangente, ma a dire il vero già nel corso del 2° quarto, emerge quella che alla fine sarà la vera chiave della partita: i rimbalzi in attacco. Una vera “tragggedia” per Carugate.
Non solo perché in difesa ne concede una valanga al massiccio trio Cecchinato-Laffi-Spegel, non solo perché con qualche dormita di troppo se ne lascia fregare alcuni pure dalle esterne avversarie (la piccola Bolletta, tanto pe’ gradi’, ne prende 3), ma anche perché non c’è verso che ne prenda uno sotto il canestro avversario. Il che significa, molto banalmente, che Carugate (come già tante altre volte in stagione) è condannata ad avere percentuali altissime, dato che se sbaglia non ha praticamente mai una seconda chance, mentre non si contano le volte in cui Marghera si permette un secondo o terzo tiro, alla facciazza dei “grandi talenti” di Carugate. D’accordo, vai a vedere le cifre e scopri che alla fine Ratti ha preso 13 rimbalzi e Arcangeli 11. Ma quanti ce n’erano a disposizione in totale? Una marea, visto che Marghera ha sbagliato 47 tiri dal campo... E poi Ratti e Arcangeli sono le uniche a prendere rimbalzi con una certa continuità, mentre Marghera va a rimbalzo in cinque!

E qui s’impone un’altra parentesi. Temo che si tenda troppo (dai semplici appassionati fino agli addetti ai lavori) a farsi abbagliare dal mito del “talento”. Tutti a magnificare il “talento”, a prostrarsi ai piedi del “talento”. Certo, quando vedi Laura Fumagalli al suo meglio, come sabato sera, non puoi non innamorartene, per la bellezza di ogni movimento che fa, dallo stile di tiro fino al più banale passaggio a due mani sopra la testa con la caratteristica “smorfietta” a denti digrignati... Quando vedi Milica Micovic in vena (non era il caso di sabato, ma altre volte l’abbiamo vista), non puoi non ammettere che sa fare cose che si vedono di rado sui campi di A2…
Il problema, però, è che troppo spesso si identifica il talento con l’efficacia (ovvero ciò che ti fa vincere le partite) e questo è quanto di più sbagliato ci sia. Si dà il caso, infatti, che una serpentina di Micovic o di Gottardi con 12 cambi di direzione e arresto dalla media in faccia all’avversaria valga esattamente come un’orsesca movenza di Cecchinato o Spegel che con poca grazia ma molta sostanza depositano a canestro da un metro. Il pubblico rimarrà incantato dalla prima e ben poco sedotto dalla seconda, ma alla fine, ahimè, è più probabile che le magie della ragazza serba o di Silvia finiscano, piuttosto che Cecchinato non riesca più a metterla dentro da sotto...

Eppure tanti sentenziano: ma con quattro fenomeni così, che nessun altro ce li ha, come fai a stare fuori dai playoff? A rega’, ma quante volte si sbaglia (anche nel maschile e a tutti i livelli), spesso pure le riviste specializzate quando fanno i pronostici d’inizio stagione, a giudicare una squadra solo dai nomi che ha, col vizio poi di identificare i “grandi nomi” con i grandi attaccanti? Che poi, nel caso delle quattro in questione, stiamo parlando certamente di ottime giocatrici, ma non di aliene che giocano in mezzo alle rimbambite.
I limiti di Micovic sono risaputi, e del resto se non li avesse, una coi suoi mezzi sarebbe già in A1. Idem Fumagalli: grandissimo talento anche lei, e siamo tutti d’accordo, ma pure lei ha difetti evidenti (del resto, a 22 anni può avere margini di crescita anche grossi), in primis la difficoltà a superare i contatti fisici duri, vista la struttura esile, sicché, a parte i contropiedi, il 90% dei suoi canestri viene su tiro dalla media o lunga distanza: ma se non è in serata, o se le mettono la museruola con le “cattive”, fatica a compensare con altro. Micovic e Fumagalli, insomma, dipendono dalla loro vena al tiro da fuori: se entra, sono giocatrici super, altrimenti non sono tantissime le cose che sanno fare, siamo sinceri.
Gottardi: per lei vale in parte il discorso di cui sopra, sebbene sia probabilmente più completa di entrambe le suddette quanto a varietà di soluzioni. Il suo problema quest’anno, però, forse qualcuno non lo sa o non ne tiene conto, è che si è allenata a spizzichi e bocconi perché, ahilei, ha dovuto iniziare a lavorare perché de basket femminile (salvo eccezioni) nun se campa. Sintesi: la Gottardi di quest’anno era ancora una in grado di fare la differenza, ma non come in passato e non con la stessa continuità.
E arriviamo alla quarta delle “big four”, Arcangeli. La quale è sempre un grande nome e una giocatrice di tutto rispetto. Ma vogliamo riconoscere che, alla veneranda età di 36 anni, non è la stessa di qualche stagione fa? Già l’anno scorso, a Montichiari, non andava oltre i 10,2 punti a partita (quindi a Carugate ha fatto pure meglio). Nel finale di stagione ha mostrato la corda in più di un’occasione, vedi i 4 punti a Broni e il clamoroso 0 in 32 minuti a Reggio, partita di fondamentale importanza. Colpa dell’allenatore? Dicono i critici: sì, perché ha spompato Arcangeli facendola giocare troppo a inizio stagione. Già, ma chi era l’unico cambio di Arcangeli? Filippi. Che è un talento, indiscutibilmente. Ma non è ancora affidabile ad alto livello. Può sfoderare buone prestazioni, come contro Bologna, ma difetta di continuità sulla lunga distanza, e soprattutto non è ancora chiaro se sia un’esterna o una lunga, perché, come abbiamo osservato sopra, la mancanza di “spalle larghe” la penalizza in difesa e la costringe in attacco ad affidarsi perlopiù al tiro da fuori. Ovviamente le auguriamo di diventare una giocatrice importante dall’anno prossimo, ma allo stato attuale, pur meritando probabilmente qualche minuto in più, non poteva fornire a Bianchi una garanzia di sostituire Arcangeli senza risentirne, soprattutto nei big match.

D’accordo, uno può dire: okay, ma quanto a singole, le altre squadre erano messe peggio. Allora guardiamo altri dati oggettivi. È davvero così forte una squadra che (almeno contro le grandi) tira sistematicamente meno dell’avversaria perché si fa mettere sotto pesantemente sotto i tabelloni? Una squadra che non sa quasi mai segnare “di rapina” (cioè quei canestri frutto più di combattività e istinto che di talento)? Anche qui c’è chi dice: colpa dell’allenatore che non le dice a fare il tagliafuori e non le sprona ad andare a rimbalzo e non le fa lottare e non le fa difendere come si deve... Ma, per Dio, in A2 l’allenatore deve preoccuparsi di raccomandare il tagliafuori alle sue giocatrici? :ph34r: Poi vediamo: magari l’anno prossimo arriva un nuovo allenatore e improvvisamente Fumagalli diventerà una rimbalzista, Micovic non si addormenterà più sulla diretta avversaria, Ratti prenderà rimbalzi in attacco a raffica (mentre adesso come adesso, per mancanza di mobilità, fa fatica a catturarne). Allora in tal caso, magari, diremo che era colpa di Bianchi se le sue non prendevano i rimbalzi. Però intanto noto che Fumagalli, l’anno scorso a Reggio sotto il quotato Serventi, prendeva 2,5 rimbalzi a partita, quest’anno 2,3 (anvedi che differenza), e che i rimbalzi di Ratti, “tarando” il minutaggio che quest’anno è stato leggermente inferiore, sono praticamente uguali a quelli della scorsa stagione a Torino.

Conclusioni? 1) Dare la colpa all’allenatore se le sue giocatrici non prendono i rimbalzi è un po’ come dare la colpa a un contadino se i suoi meli non producono pere... 2) Nel valutare i giocatori si tende troppo a identificare la forza col talento offensivo, ma questa purtroppo è solo una delle tante componenti che fanno la forza di una giocatrice. 3) Tanti talenti insieme non si sommano ma spesso si limitano a vicenda: in teoria lo ripetono tutti, ma poi magari sono gli stessi che sentenziano che con tutti i suoi talenti, Carugate non poteva non andare ai playoff. 4) A volte le giocatrici “di categoria”, pur garantendoti meno squilli, alla lunga sono più affidabili delle giocatrici “da piano di sopra”. 5) La squadra-cicala ti fa innamorare, ma forse per vincere è meglio avere una squadra-formica. 6) Carugate senza schemi e senza gioco? Può darsi, ma ci sono fattori più importanti di questo; e poi, come fa osservare qualcuno, con tante giocatrici di talento forse non era una brutta idea evitare di imbrigliarle in un gioco controllato. 7) Non pretendo di aver ragione in tutto questo discorso, ma esistono tanti casi analoghi a supportarlo. Finita la parentesi.

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La leggiadria di Laura Fumagalli si esprime anche nel passaggio. Ma purtroppo il bello stile non fa punti sul tabellone.

Pur con tutto questo, Carugate poteva vincere contro Marghera, così come poteva vincere tante altre partite che ha perso. Almeno questa è l’impressione generale quando, nel 3° quarto, la PentaMedia lancia l’ennesimo tentativo di allungo. Non è un caso che questo coincida col momento in cui Arcangeli si mette finalmente ad andare dentro, attaccare il canestro: ecco così una penetrazione a segno e poi 2 tiri liberi per lei. Fumagalli ci aggiunge un’altra splendida tripla frontale: a metà 3° quarto (25’) siamo sul 45-35 Carugate. E già la fantasia di noi pro-Carugate inizia a galoppare verso i playoff, perché i parziali arrivati finora da Muggia danno sempre Broni sotto, anche se di poco…

Ma anche stavolta la mancanza di continuità frena la squadra di Bianchi, che in un frangente in cui le avversarie sono decisamente in confusione, non riesce ad affondare i colpi: e questo perché, ancora una volta, torna a puntare solo sui tiri da fuori. Tornano anche a pesare le palle perse, con Ratti che in un paio di occasioni si fa anticipare su passaggi forse un po’ prevedibili di Gottardi (la nostra “spalla tecnica” Ganguzza osserva che le venete difendono molto bene sul pick-and-roll). Sicché Marghera riprende fiato e vede svegliarsi Laffi: contropiede con fallo per il 45-40 al 27’.

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Uno scambio di vedute tra Eleonora Laffi e l'arbitro. Il quale poco dopo si infortunerà, ma non per colpa della recente Mvp delle finali di Coppa di Lega... Col n°9 apprezziamo le spalle possenti di Cecchinato, che di lì a poco si scatenerà

In quel momento capita l’imprevisto: uno dei due arbitri della coppia di Reggio Calabria, Baccilieri, mette giù male il piede e si infortuna. Necessaria una sospensione che si protrae per parecchi minuti, mentre l’arbitro viene medicato, e le squadre si tengono calde alla bell’e meglio. Alla fine sembra che la collega Pisani debba proseguire da sola (e già si trema in tribuna pensando a indicibili “tonnare” che la poveretta consentirà), ma un paio di azioni dopo, il collega fa segno che può proseguire, pur zoppicante. Sospiro di sollievo generale. In teoria la lunga pausa potrebbe giovare a Carugate, visto che prima della sospensione aveva perso l’inerzia della gara, invece il parziale a favore di Marghera continua con un nuovo, bestiale 0-10 (totale: 0-15) ancora con Laffi ma soprattutto con Cecchinato, che sale in cattedra (peraltro era già a 12 punti all’intervallo) e non sbaglia quasi più nulla. I modi in cui segna la lunga veneta sono di una semplicità elementare (rimbalzi in attacco e tagli in area ben eseguiti e ben serviti, quello che Carugate non riesce mai a fare) quanto inarrestabile per le avversarie. Cecchinato segna 6 punti in rapida serie e il 3° quarto finisce sul 45-50 Marghera, mentre Carugate in attacco ne combina una dopo l’altra (poteva essere una buona idea sfruttare il mismatch di statura tra Gottardi e Bolletta, ma a Silvia viene fischiato un discutibile sfondamento in post basso). L’azione-simbolo è un canestro e fallo di Cecchinato da sotto, con aggiuntivo sbagliato, rimbalzo in attacco di Laffi che si guadagna un fallo e fa 2/2... Gelo tra il pubblico di casa, prendono fiato i numerosi supporter ospiti.

L’azione iniziale del 4° periodo pare dar ragione ai peggiori detrattori del gioco carugatese: Fumagalli rimette da metà campo, nessuna si smarca, nessuna porta un blocco decente, Laura lancia alla bell’e meglio per Filippi che per prendere la palla esce dal campo... ma per fortuna è solo un episodio, perché Carugate non sbanda e torna in parità con un contropiede di Micovic e l’ennesima stupenda tripla di Fumagalli, stavolta dai 45 gradi lato sinistro: 50-50 nel giro di un minuto. Il passaggio a zona sembra una buona idea per la squadra di casa, vista l’impossibilità di arginare 1 contro 1 le lunghe avversarie; peccato però che anche la zona lasci a Marghera bizzeffe di rimbalzi in attacco: tanto per gradire è Cecchinato che ne prende un altro e segna il 51-53 a 6’ dalla fine. È in quel momento che arriva la notizia della vittoria di Broni, ma in campo non lo sanno ancora. E Micovic si sblocca con una fiondata da 3 per il nuovo sorpasso di Carugate (54-53 a 5’ dalla fine).

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Arcangeli cerca di prendere posizione contro la più massiccia Cecchinato, Fumagalli prova a recapitarle la palla dentro. Un gioco riuscito poche volte per Carugate

Si prospetta dunque un vibrante volatone finale, ma ovviamente Carugate non se ne farebbe nulla di una vittoria di 1, deve fare almeno +6 e il traguardo sembra arduo da raggiungere, tanto più che Cecchinato risponde subito a Micovic e fa il 54-55. Il botta e risposta prosegue con uno splendido arresto e tiro di Fumagalli con pochissimo spazio a disposizione, una vera pennellata; ma Pasqualini si sveglia da un lungo letargo e mette una tripla, Arcangeli risponde dalla lunetta e fa 58-58 a 4’ dalla fine. Senza dubbio questi 2 minuti sono i più belli della partita. L’equilibrio si rompe subito dopo. Laffi mette 2 liberi, di là c’è un fallaccio su Arcangeli non fischiato sulla linea di fondo, e la giovane Valerio piazza un arresto e tiro fondamentale sullo scadere dei 24”: 58-62 a -2’30”. È una mazzata perché, che sappia o meno della sconfitta di Broni, Carugate sente che il +6 sta diventando una montagna impossibile da scalare. Poi ci si mette la solita “sindrome da finali” che si traduce in una serie di improvvisazioni “uno contro tutti” dal perimetro (unica cosa riuscita è un canestro in “reverse” di Fumagalli in contropiede). In realtà, almeno a vincere la partita Carugate ce la potrebbe ancora fare, ma sul 60-64 a -1’30” c’è un passi di Polini, a coronamento di un’azione caotica, e poi la stessa Polini non arpiona una palla vagante in difesa: sulla rimessa palla dentro a Cecchinato che segna il canestro della staffa da centro area (60-66). Finish. Ah, no, c’è ancora tempo per vedere Falzari (play di 1,70 sì e no) ciulare un rimbalzo in attacco nell’ultima azione per far chiudere le sue in tripudio con la palla in mano…

La scena finale è molto bella. Marghera fa mucchio per festeggiare la qualificazione ai playoff, e Michela Cecchinato, stra-Mvp della partita (chiude con 27 punti, 11/17 al tiro, 5/10 ai liberi, 17 rimbalzi), viene sommersa di abbracci e complimenti dalle compagne, al punto da scoppiare in lacrime per qualche istante. A qualsiasi livello, vivere un momento come quello ti dà una felicità pazzesca, dà senso a tutta la fatica che hai fatto; certo che riuscirci in una categoria come l’A2 e in una partita decisiva per andare ai playoff non è da tutti... Fatto sta che la delusione per Carugate (già mitigata dalla vittoria di Broni: in fin dei conti questa sconfitta non conta più nulla) viene parzialmente compensata da questa bella scena. In tribuna sentiamo già qualcuno pontificare che Bianchi fa schifo e l’allenatore di Marghera sì che è bravo, e via dicendo. Ai posteri l’ardua sentenza: magari, ripetiamo l’anno prossimo Carugate, avrà un altro manico e vedremo Micovic difendere come un mastino ed eseguire gli schemi come un soldatino, chissà...

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La meritata festa di Marghera a fine partita. Nel mucchio si riconoscono Spegel (all'estrema sinistra), Valerio (l'unica che si vede in faccia) e Pasqualini (all'estrema destra)

Per intanto salutiamo questa squadra che ha fallito il suo obiettivo, ma che perlomeno ci ha fatto sognare di poterlo raggiungere, senza contare che mettere insieme Milica, Fumagalli, Gottardi e Arcangeli sarà una roba da matti, però ci ha fatto divertire di bbbrutto. In fondo, per quel che si era visto in quel tragico esordio stagionale con Muggia, poteva andare anche peggio. Certo, dopo il +16 con Bologna o l’esaltante raid a Udine col canestro di Micovic allo scadere, si poteva sperare di più, però amen. No, non concludo con un “grazie ragazze” perché è patetico (e poi cosa devo ringraziare, che siete profumatamente pagate?), dico solo che ho amato la vostra squadra e avrei voluto che spaccasse tutto, non è stato così ma è meglio essere i più scarsi tra i più bravi che viceversa, ovvero è meglio fallire i playoff che centrare la salvezza, anche se nel primo caso esci a testa bassa e nel secondo festeggi (come ha fatto Crema in casa-Geas sabato scorso).

Ho detto.

PS: Dopopartita. Stazionando nel tunnel degli spogliatoi ho l’occasione di valutare da vicino la stazza di Astrid Spegel, garantisco non indifferente. Considerando che Cecchinato e Laffi non sono molto più minute, può dar l’idea del potenziale fisico di Marghera. Coach Bianchi ha detto sostanzialmente le cose che sono state riportate dalla Preal+Pina, ma aggiungo un paio di retroscena sottaciuti da quei giornalisti servi del regime. Il primo è che Bianchi ha cercato di parlare di “obiettivo salvezza raggiunto con largo anticipo”, frase che abbiamo finto di non sentire perché va bene tutto, però… Il secondo è che, oltre a incazzularsi alquanto alla domanda se la squadra non avesse reso secondo il suo potenziale, “Whites” ha scelto un “no comment” (anzi, ha fatto segno di volersi cucire la bocca) sulla partenza di Monticelli, che alla fine, a mio avviso, è il vero fatto che meriterebbe una discussione.
In effetti è quantomeno strano che una squadra che punta ai playoff indebolisca la squadra nel mercato di gennaio, anziché rafforzarla come han fatto diverse altre. In pratica Carugate ha mandato via l’unica vera play in cambio di nessuna. A quanto risulta, la cessione non fu voluta da Bianchi ma dalla dirigenza. L’ipotesi più probabile è che i dirigenti pensassero di avere un colpo sottomano per sostituire Monticelli, poi è sfumato ma intanto l’avevano già ceduta. Poi han cercato anche una lunga, ma non l’han trovata. O è andata così, oppure non c’è una logica in tutto questo, perché anche a supporre che Monticelli avesse litigato pesantemente (ma non ne so nulla), se l’obiettivo erano realmente i playoff, valeva la pena di ricucire in qualche modo.
Alla fine di questa chiacchierata col coach, le giocatrici di Carugate sono già tutte andate via, e questa era la cosa che al rientro in macchina dà più fastidio al Comitato, che non fa nemmeno a tempo a valutare la tenuta in borghese di una Fumagalli o una Filippi e riesce solo a scorgere Ratti che si siede al volante della sua macchina. Ma per fortuna metà di loro verrà al torneo di Binzago... Arrivedàrci a presto.

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Le gigantografie con slogan sono una specialità della casa, a Carugate. Speriamo che il motto si realizzi l'anno prossimo

martedì 1 maggio 2007

Commento ai bilanci di Bianchi e Signorini sulla Prealpina

Sulla Preal+Pina di oggi Ennio Bianchi commenta così la stagione di Carugate [nel frattempo eliminata dai playoff]:

La notizia della vittoria di Broni a Muggia ha tolto peso alla sconfitta di Carugate con Marghera, sicché con Ennio Bianchi si parla della stagione nel suo complesso: «Non ho grossi rimpianti, se non quello legato alle troppe sconfitte in casa, un fatto che non so spiegarmi. Alla fine però gli sprechi si compensano con le vittorie insperate. Fermarsi a un passo dal traguardo fa male, ma ricordiamoci che partivamo dalla salvezza sofferta dell’anno scorso e che il livello del campionato, a detta di tutti i miei colleghi, si è alzato». Che cosa replica a chi sostiene che la squadra non ha reso secondo il suo potenziale? «Ma chi lo dice? – sbotta. – Guardino piuttosto alla rotazione quasi nulla che ho avuto tra le esterne da quando è andata via Monticelli: le squadre che sono arrivate ai playoff avevano tutte più cambi di noi. Per forza che poi le mie arrivavano stanche ai finali di partita. Ma ci siamo sempre allenati bene, prova ne è l’assenza di infortuni». Il futuro? «Ora penso solo a un po’ di vacanza: è stato un anno faticoso».


Sempre sulla Preal+Pina ecco come Valerio Signorini fa il suo bilancio sull'annata Geas:

Valerio Signorini traccia un bilancio stagionale in attivo per il suo Geas: «Abbiamo fatto un buonissimo girone di ritorno, a parte la sconfitta evitabile a Borgotaro, con una striscia da 7 vittorie in 8 gare e un colpo sfiorato con Reggio Emilia. Con un allenatore nuovo e varie giocatrici provenienti da serie inferiori, direi che non siamo affatto andati male, in rapporto agli obiettivi della società. Anche in alcune sconfitte, come con Carugate all’andata, abbiamo offerto buone prove. La scommessa di giocare con due play “under” è stata vinta, seguendo con coerenza il progetto di sviluppare le giovani, e in particolare Gatti e Crippa sono diventate giocatrici importanti sulle quali costruire in futuro. Problemi con qualcuna? In una squadra è normale che non tutte siano soddisfatte dello spazio ottenuto. Posso sbagliare anch’io, ma ho sempre agito in tutta onestà, premiando chi ritenevo più utile di volta in volta, mai in base a simpatie o antipatie. Del futuro non abbiamo ancora parlato, per ora andiamo in pausa».


Chiarimento su obiezioni dell'utente Hounidea:

1) Confronto Carugate 2006/Carugate 2007: dicono che i ruoli più importanti nel basket siano il play e il pivot: l'anno scorso c'erano una Bosio (più Monticelli da metà stagione) e una Salvestrini che sarà stata anche una vecchia gloria però il suo lo faceva ancora... quest'anno dopo la partenza di Monticelli, nei due ruoli-chiave Carugate era tremendamente fragile, essendo Gottardi un play per forza e non per natura (con l'acerba Bonalumi come unico cambio) e Ratti, almeno in mia umile opinione, non all'altezza di fare il centro titolare in una squadra da playoff.
E' chiaro che nel complesso era più forte Carugate di quest'anno, e non di poco, ma il discorso di Bianchi non era del tipo "con la stessa gente abbiamo fatto 10 volte meglio", ma "è la prima volta che questa società arriva a certi livelli, e inoltre una squadra forte la costruisci negli anni, vedi Marghera". Bologna ha fatto eccezione ma è una piazza che è stata anche in A1. -_-
Poi comunque tu stessa dici all'inizio che la squadra era "sbagliata in partenza": non vedo come ciò si concili con la successiva affermazione che era "tutta la vita da primi 4 posti": tu m'insegni che con una squadra "sbagliata" è dura arrivare davanti, non importa quanto talento tu possa ammassare... :wacko:

2) Impiego Arturi-Gatti: secondo me le volte che sono state panchinate entrambe sono state ben poche, e cito le cifre che mi danno 20,5 minuti a partita per Gatti e 19,6 per Arturi, in totale 40,1...


Altra aggiunta del 3/5:

Tramite messaggio privato, che però in questo caso mi sembra giusto discutere pubblicamente, fermo restando l'anonimato dello scrivente, qualcuno ha criticato la mia opinione secondo cui l'abitudine di un club a frequentare i piani alti della classifica sia determinante nella costruzione di squadre vincenti.
Io resto della mia idea: ci può essere sempre l'eccezione che conferma la regola (ma Bologna di quest'anno non la ritengo del tutto tale, perché è stata anche in A1 in passato), però credo che anche i dirigenti "imparino" a vincere a certi livelli man mano che ne fanno esperienza, un po' come gli allenatori e le giocatrici.
A mio avviso, ad esempio, un club più esperto di lotte per salire in A1 non si sarebbe fatto sfuggire Monticelli nel mercato di gennaio senza alcuna contropartita, privando la squadra dell'unico play "vero". Sebbene dietro al caso Monticelli ci possano essere retroscena che non so.

Sempre tramite messaggio privato, ho ricevuto un'obiezione alla cifra da me presentata sul minutaggio di Gatti e Arturi, facendomi notare che quello di Arturi è vistosamente (e inopportunamente, a detta di chi mi ha scritto) calato nel girone di ritorno. Debbo precisare che la cosa non è sfuggita ai miei infallibili (ehm) sensi, infatti ne chiesi conto a Signorini, il quale sostenne che Arturi risentiva dell'aver tirato la carretta nella prima parte della stagione, mentre Gatti ultimamente era più in forma.
Ovviamente auguriamo ad Arturi di tornare ad avere un minutaggio quanto mai alto nella prossima stagione, tuttavia Gatti non ha certo demeritato, e considerando che il Geas tra le esterne ha anche Crippa, Censini e Frantini, è dura impiegare le due play insieme, e quindi se Gatti merita i suoi minuti perchè rende, è chiaro che il minutaggio di Arturi si riduce.
Ciò non toglie che dare 20 minuti a partita a un play dell'89 sia un fatto significativo, così come il fatto che Crippa sia diventata una giocatrice "vera" quest'anno. Non sarà merito esclusivo di Signorini, ma l'allenatore quest'anno era lui e dunque se lo fa notare a suo vantaggio non ha tutti i torti.
Se poi Signorini fosse sincero quando ha detto che non ha mai fatto le scelte in base a simpatie o antipatie, ma solo per l'utilità della squadra, lo sa solo Iddio...