1) DELIO: stagione ovviamente da incorniciare. Ultimo lo scorso anno, ha saputo mantenere quel che c’era da salvare del suo vecchio team – ovvero soprattutto Laura Perseu, diventata MVP assoluta – trasformandolo con un lavoro alla perfezione nel mercato estivo. Pescando bene sul “mercato straniero” con Mezgec (agevolato dalla vicinanza geografica) e sfruttando la crescita di elementi come Buccianti, Scibelli, Margiò, Samantha Cergol e Puidokas, ha costruito la squadra più completa in ogni reparto (utile anche l’acquisto di Vicenzotti a stagione in corso), quella con più elementi in grado di entrare di volta in volta tra le migliori 5, distribuendo alla grande i punteggi, tanto che nessun’altra delle Mules ha fatto meglio del 15° posto individuale. :o:
Forse l’unico punto debole era la mancanza di un’altra “super-esterna” a fianco di Perseu, e infatti un breve periodo di appannamento della bomber di Battipaglia è coinciso con un calo della squadra dopo le 3 vittorie nelle prime 3 tappe. Scavalcato da Back to the Future, Delio ha saputo però mantenersi a breve distanza per poi mettere la freccia nel momento decisivo, a 6 giornate dalla fine, per poi dilagare fino all’”esagerato” +50 conclusivo, grazie al calo delle rivali. 10 vittorie di tappa per le Lady Mules, una ventina di podi... congratulations.
Prospettive: l’addio di Perseu è pesante, Mezgec e Puidokas sono più sostituibili ma non è facilissimo. Per il bis servirà un altro mercato brillante.
2) BACK TO THE FUTURE: è stato a lungo il favorito per la vittoria finale, ma ha pagato una netta flessione nel momento-clou. E’ venuto fuori il problema strutturale della squadra, una fragilità nel settore-lunghe (nonostante un apprezzabile contributo dall’88 Occhipinti) che una Trevisan in salute avrebbe potuto mascherare: ma purtroppo la parmense ha potuto giocare pochissimo per problemi fisici... e quando l’ha fatto, a fine anno, il suo patron l’ha improvvidamente sostituita. :woot: Ma diciamo subito che l’esito finale non sarebbe cambiato.
Le Futures devono comunque guardare il bicchiere mezzo pieno, perchè con una squadra giovane hanno tenuto per 3 quarti di stagione una continuità di rendimento invidiabile, non solo per le 8 tappe vinte ma anche perchè non hanno steccato quasi mai. Strepitosa la coppia Caracciolo-Valerio tra le esterne, ma quando si è infortunata Tarantino ed è calata Corà, sono mancate le alternative, sicché quando le “big two” non facevano miracoli, la squadra si scopriva improvvisamente fragile. In ogni caso, gran bella annata all’esordio nella competizione.
Prospettive: molto buone. Delle giocatrici più importanti, nessuna esce di categoria, salvo Trevisan che però, come abbiamo detto, già quest’anno ha potuto contribuire poco o nulla alla causa. Vista la retrocessione di Vicenza, però, bisogna capire dove giocheranno Caracciolo e Corà.
3) TIGNUZZO. La stagione delle campionesse (anzi, dominatrici) dell’anno passato si divide decisamente in due parti di segno opposto. Deludente l’andata, in cui le Parmesans – complice il tempo perso ad aspettare il “crac” Giauro - hanno stentato a ingranare, rimanendo più volte intruppate nella parte bassa delle classifiche di tappa; brillante il ritorno, in cui si è rivisto, se non proprio il team schiacciasassi della passata stagione (d’altra parte erano troppe le perdite in organico, a partire da Ngo Ndjock), sicuramente una squadra solida e costante, in grado di andarsi a prendere diversi successi di tappa.
Le chiavi? Carlesi è passata da un rendimento modesto a uno quasi sempre oltre la doppia cifra; Chiara Rossi è esplosa come stella assoluta della categoria; e anche Mariani ha finito la stagione in crescendo dopo essere partita così-così. In fondo anche Azzellini, che rischiava di perdere punti dopo il passaggio da Palestrina a Livorno, ha retto bene.
Prospettive: buone perchè l’unica perdita sicura è Mariani; se retrocede Treviso, però, si pone il problema-Rossi.
4) PELUCHE. L’anno scorso terzo su 6 partecipanti, quest’anno quarto su 10: il team milanese si conferma praticamente agli stessi livelli, ovvero appena dietro la fascia d’eccellenza. A ben vedere, però, la passata stagione aveva regalato più soddisfazioni (leggi: più acuti di tappa) agli esigenti tifosi delle Peluchers. D’altra parte due perdite come Arioli e Micovic, in un gioco che si basa solo sui punti, erano praticamente irrimediabili. Tanto più che Arturi, una delle punte designate, ha segnato molto meno del previsto. In pratica Fumagalli era l’unica stella a disposizione (e pure lei qualche partita, come è umano, l’ha steccata). Aggiungete poi che nei vari mercatini di riparazione, patron Meursault si è fatto puntualmente scippare i pezzi interessanti (Vujovic oltretutto era pure un’idola degli ultras), e c’è pure da stupirsi di essere finiti quarti. In effetti qualche menagramo ci aveva pronosticati nei bassifondi.
E dunque? Per fortuna la squadra ha saputo raggranellare piazzamenti utili con poche flessioni significative: insomma poche imprese ma anche pochi disastri. Pianezzola ha saputo spalleggiare “santa Fuma”, :wub: e ogni tanto Marulli, Caccialanza e Bonalumi hanno tirato fuori contributi a sorpresa. Mettiamoci pure che a differenza di altre squadre non ci sono stati infortuni e assenze varie. Per quest’anno chi si accontenta gode...
Prospettive: c’è poco da stare allegri. Fumagalli e Calastri, ovvero le due migliori, salutano. Urge un mercato ben più arrembante.
5) SCINTILLA. Partite molto bene, le Baby Sparks sono progressivamente calate. Per forza: Mini infortunata per quasi tutta l’andata, Brunetti per 9 partite nel ritorno dopo che si era rivelata una delle principali sorprese, mettiamoci pure Dutrieux che non è praticamente mai scesa in campo... :angry:
Voto positivo, dunque, per Scintilla che ha messo insieme anche quest’anno un team senza superstar (anche se Santonastaso ha fatto ancora la sua ottima parte), ma piuttosto profondo, in grado di volta in volta di tirar fuori qualche sorpresa, tipo Bonetti o anche Pace che in una partita senza Bottaro ha messo un ventello... Poteva andar meglio Barisoni, peccato per l’acquisto di Visconti che non ha dato i frutti sperati.
Prospettive: la perdita di Santonastaso è pesante, ma come detto è una squadra profonda e c’è la possibilità di compensare. Brunetti (’88) può arrivare su livelli assoluti. Il rischio però è che sia Mini che Barisoni cambino categoria.
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