Riprendiamo l'analisi con la fascia di medio-bassa classifica.
6) PUNTELLO. Dopo un girone d’andata modesto (penultimo), è stato uno dei più convincenti nel ritorno (quarto), mettendo insieme anche un paio di vittorie di tappa, di cui una con uno strepitoso punteggio di 104. Squadra piuttosto giovane, ha saputo evidentemente lavorare bene durante l’anno (non a caso il nickname è “Hard Workers”...), raccogliendone i frutti soprattutto nelle ultime giornate, quando alla crescita di Gatti si sono affiancate l’esplosione di Ganmal e una maggiore costanza dei talenti principi Zambarda e De Gianni. Avrebbe potuto andare ancora meglio se Filippi avesse trovato più spazio a Carugate, così invece ha alternato exploit occasionali a uscite senza punti. Bandini ha fatto bene all’andata, poi l’arrivo di Caselin a Bologna ne ha tagliato drasticamente l’impiego; utile Freschi anche se spesso ha dovuto marcare visita per il doppio impegno con Venezia. In definitiva una stagione pienamente sufficiente, che avrebbe potuto essere ancora migliore con un po’ di fortuna in più.
Prospettive: solo Filippi esce di categoria, è un gruppo dalle grandi possibilità negli anni a venire. Con due o tre innesti azzeccati potrebbe competere per il titolo. Da verificare però se Ganmal rimane in Italia.
7) POX & ONE. Discreta costanza ma con pochi squilli per le Poxemons, che infatti non hanno conquistato alcuna vittoria di tappa e sono salite poche volte sul podio, facendo registrare inoltre un calo, sia pur non brusco, nel ritorno. Anch’essa squadra giovane, ha pagato la mancanza di realizzatrici affidabili oltre a Crippa, assoluta leader con il suo ottavo posto in classifica generale. Scanzani e Anna Rossi, in tandem, hanno saputo alternarsi in modo da fornire un buon contributo in play, ma il problema sono state le altre esterne (beffardo poi il caso-Pasqualini, la trevigiana presa da Pox nel mercato di metà anno e mai scesa in campo) e l’intero reparto-lunghe, in cui solo De Biase ha fornito un rendimento all’altezza.
Prospettive: l’unica perdita è Anna Rossi, Crippa può essere la Perseu dell’anno prossimo, ma urge rinforzarsi sul mercato per coprire i buchi strutturali.
8) KIKKA 87. Rivelazione dell’andata, con due sorprendentissime vittorie di tappa, la squadra più “baby” del campionato è poi stata ridimensionata nella seconda parte di stagione, in cui è stata la peggiore di tutte. In questo caso non si è verificata una crescita delle giovani, ma al contrario, per vari motivi (vedi Coraducci e Hediger a Bologna dopo il rientro di Mini e l’arrivo di Caselin), una diminuzione del loro minutaggio, e quindi dei punti, mentre altre giocatrici come Zambrini, Cavagni, Schiavon hanno marcato visita più d’una volta. Due note assai positive: Striulli, la miglior ’90 della Peluche League, capace di imporsi subito come un punto fermo di una squadra di vertice come Udine; e Sara Giorgi, che si è persino guadagnata la nazionale per l’amichevole con gli Usa. Il problema è che alla fine erano quasi solo loro ad andare a punti.
Prospettive: non avendo neanche un’85, in teoria resta intatta e “fisiologicamente” più forte, ma più di un elemento sarà ancora troppo giovane per essere protagonista.
9) MIO MAO. Stagione deludente in rapporto agli encomiabili sforzi del patron felino. Tradito da quelle che nei suoi piani dovevano essere le travi portanti, ovvero Sottana (mai scesa in campo) e Zampieri (“aventiniana” dopo meno di metà campionato), :angry: Miao Mao ha fatto di tutto per rimediare sul mercato, quantomeno per rimpiazzare alcune scelte iniziali poco produttive (Mion, Semplici, Putignano, N. Filippi), ma non è riuscito a ottenere effetti positivi, se non occasionali, dalle sue mosse: Maggi è partita forte ma ha finito in calando, l’investimento Vujovic, sicuramente utilissimo in termini di... immagine, ha pagato solo nell’ultima parte della stagione. Se a ciò si aggiunge che l’altro duo di Treviso, Conti-Meneghin, è andato a sprazzi, rastrellando oltretutto ben pochi bonus-vittoria, si può capire come le Kittens siano quasi sempre rimaste confinate nella metà bassa delle varie classifiche di tappa. Apprezzabile tuttavia lo scatto d’orgoglio nell’ultima parte della stagione, quando Codue ha fatto sentire il suo fiato sul collo e, come per incanto, l’encefalogramma piatto della squadra si è mosso e sono arrivati alcuni risultati parziali discreti.
Prospettive: perde Maggi e non è poco; da verificare cosa ne sarà delle trevigiane. Purtroppo Mio Mao rischia di dover lavorare nuovamente sodo per allestire un organico competitivo.
10) CODUE. E’ sembrato prendersela molto a cuore per questo ultimo posto cui è stato confinato fin dall’inizio, e ci dispiace. Perché l’anidridico patron è stato coraggioso a scendere in lizza nonostante dovesse accontentarsi degli scarti delle altre squadre, arrivate prima a iscriversi. Ma gli diciamo di guardare il lato positivo della sua stagione, e cioè che il processo di crescita del suo team c’è stato, e anche notevole: cosa che non tutti gli altri possono vantare (anzi). Nel girone di ritorno, le Anydrides sono state seste, a pari merito con una “big” come Scintilla. Non abbastanza per evitare la maglia nera, d’accordo; ma abbastanza per non fare la figura del “materasso” come sembrava all’inizio. Codue ha trovato in Gorla e Jessica Cergol due leader affidabili, cresciute alla distanza. Peccato per le tante assenze, soprattutto di Catellani che in qualche circostanza ha fatto la differenza, ma ha giocato solo metà campionato.
Prospettive: purtroppo è quasi tutto da rifare, perchè le tre più forti (appunto Gorla, Cergol e Catellani) sono tutte dell’85 e quindi ciao ciao... Decisamente la buena suerte non è qui di casa. :sick: Ma Codue ha già dimostrato tenacia.
Nessun commento:
Posta un commento