venerdì 27 febbraio 2009

About a girl (29)

 Maiorano tiene duro


Dopo le fibrillazioni del duello Maiorano-Frantini, le scorse settimane, mo’ siamo in fase di scarico. Puntata leggera. A proposito, le ultime su Maiorano non sono buonissime: dopo l’infortunio in allenamento 10 giorni fa, e una partita giocata a mezzo servizio a Como (0 punti e 5 falli in 18’), il rischio è di trascinarsi il problema ancora a lungo, visto che di fermarsi lei non ha nessuna intenzione: c’è una serie di scontri-salvezza, ora. Peccato perché il problema arriva proprio mentre era in rampa di decollo. :(
A tal proposito, nel dopopartita di Geas-Venezia, papà Maiorano diceva appunto: «Le fa male ma di saltare la partita non ha nessuna voglia».
Io: «Eh, lo so com’è fatta: anche quando s’è fatta male a Binzago, avrebbe giocato con la mano fasciata se avessero passato il turno».
Pruzzo: «Ma dai, Binzago è solo un torneo».
Io e papà Maiorano, con sguardo di disprezzo: «Allora non hai capito com’è Masha: per lei Binzago o la serie A è la stessa cosa». :lol:
Auguri, ex Divina.

Note su Bisca e Franti jr

Ricordiamo che di Claudia Biscari, eroina della battaglia-salvezza tra Carugate e Rho, s’è già parlato nella cronaca della partita. Ci ha fatto piacere vederla decisiva: dopo un anno sofferto a Rho, nel ruolo da chioccia delle baby di Carugate non la vediamo male. L’unico problema è che il suo blog non è aggiornato dal 15 novembre. Ahòò! :woot: Due righe ogni tanto, dai… Non dico di fare come Chiara Catella, che continua a versare fiumi sul suo blog, ma ci spiace questo blackout.
A proposito di Carugate-Rho, Susanna Frantini ha fatto sapere che l’ipotesi sulle unghie smaltate prima del match era quella giusta. D’altronde, come immaginavamo, smaltandosele dopo rischiava che non si asciugassero in tempo. Grande classe, comunque, giocare con le unghie dipinte. :D Tra l’altro è pure stata la top scorer delle sue: difficile che sia stato un caso… In effetti, lo dico a tutte, un po’ più di trucco e rossetto non sarebbero male, senza bisogno di inventarsi divise da squinziette tipo le pallavoliste. Ma no, che dico: le cestiste sono già abbastanza femminili così. E anche se non sono femminili nel senso maschilista del termine, va bene lo stesso perché non è un’esposizione ma sport serio. -_-

Crippa sottotono, ma Superbasket la premia

Avevamo lasciato in sospeso, nella cronaca di Priolo-Geas, le impressioni sulle italianucce del Geas.
Stranamente abulica Crippa, che dopo la partitona con Venezia fa 0 con 0/3 in 19’. Sembrava un po’ svuotata. Come già detto, leciti sbalzi di gioventù, ma era lecito anche attendersi qualcosina di più del nulla, in una partita delicata, da parte di una che ha appena dimostrato più di qualcosa contro una grande. Tra l’altro, all’andata con Priolo aveva fatto 18 punti. Si consola, la Crippona nazionale, con l’inclusione, da parte dell’insigne Giovanni Lucchesi per Superbasket, nella squadra delle 10 rivelazioni dell’anno. Non male come riconoscimento. :o:

I segreti di Arturi

Lunedì Galli ha usato abbastanza i cambi, specie nella prima metà. Arturi, pur entrata per ultima come ormai di consueto, ha avuto 17’, ha segnato una bella entrata in “arcobaleno” per il +8 a inizio ripresa, poi ha finito con 1/4, ma ha difeso piuttosto bene su Gianolla. La sufficienza ce l’ha. Qualche minuto da sola in regia, senza l'aiuto di Penicheiro, potrebbe anche provarlo, avanziamo timidamente l’idea. Così, giusto un paio, per vedere l’effetto che fa.
Intanto avevamo già anticipato qualcosa della sua recente intervista al sito Geas. Riporto altre domande e risposte, selezionando ovviamente quelle più futili e dilettevoli.

CITAZIONE
- Qual è la tua giocatrice preferita? E il giocatore?
“Ho visto una partita di Candace Parker, sono rimasta a bocca aperta. Il mio giocatore preferito invece è Marco Mordente, ora all’Armani Jeans Milano. Lo vedevo giocare fin da quando ero bambina e lui uno junior”

- Nella tua carriera quali sono le persone che più ti hanno aiutata o sostenuta?
“I miei genitori in primis: mi hanno sempre appoggiata, confortata nei momenti negativi e festeggiata in quelli positivi, senza però mettermi pressione. Poi Natalino, il nostro ex presidente: sono arrivata al Geas per l’impegno che metteva nel creare un forte settore giovanile, ma anche perché era una splendida persona. Mi ha fatta crescere come giocatrice e come persona”

- Come hai iniziato a giocare a pallacanestro?
“Coi trascorsi di mia mamma si potrebbe pensare che sia stata lei a farmi avvicinare a questo mondo: invece è stato grazie alla mia scuola elementare. Ero una bambina vivace, quindi ho intrapreso un’attività pomeridiana. Le alternative erano judo e pallacanestro: a posteriori direi che ho fatto la scelta giusta! Ho fatto anche un po’ di tennis e atletica a suo tempo, e non ero malaccio. Ma con la racchetta in mano mi annoiavo un po’ e correre non mi esaltava, anche se ho vinto diverse campestri da ragazzina”

- Quali sono stati i momenti più belli della tua carriera?
“La promozione dello scorso anno e lo Scudetto Juiniores del 2004. Di quel torneo non scorderò mai che, come era successo già altre volte negli anni precedenti, ci siamo trovate a dover per forza vincere l’ultima partita del girone, quella volta di più di 20 punti. Abbiamo vinto con l’esatto punteggio necessario, è stato bellissimo. La finale a Pescara è una di quelle partite che non dimenticherò mai”

- Abbandoniamo il basket per parlare di vita quotidiana: cosa fai oltre ad allenarti?
“Frequento l’Università Statale di Milano, sono iscritta a Scienze delle Comunicazioni. Ultimo esame, Storia Contemporanea: 29. Il giorno dopo la nostra vittoria di Venezia. Un mercoledì-giovedì mica male.”

- Quali sono le tue prospettive per il futuro, fuori o dentro il mondo del basket?
“Non ne ho la minima idea: per ora gioco e studio, mi concentro sull’oggi. Un domani si vedrà”

- E nelle serate libere, “Grey’s Anatomy” e le puntate in corso Como?
“Quando ho tempo mi piace guardare in tv le serie americane, come Grey’s Anatomy, Lost, ecc. Corso Como è un po’ il ritrovo dei “baskettari” e pallavolisti di Milano e dintorni: una volta alla settimana non posso non andarci. Lì ritrovo tanti amici, si cerca sempre di non parlare di pallacanestro ma poche volte ci riusciamo. Esco spesso coi miei amici di sempre e quando finiamo di allenarci presto anche con le mie compagne: andiamo per un aperitivo, una cena o un cinema”

- Sappiamo che sei una divoratrice di libri: qual è l’ultimo che hai letto?
“La Regine dei Castelli di Carta, l’ultimo episodio della trilogia di Stieg Larsson cominciata col libro “Uomini che odiano le donne”. È un romanzo a metà fra l’azione e il poliziesco in cui si intrecciano varie storie. L’autore è morto come uno dei personaggi del suo romanzo, tra ‘altro prima del grande successo dei suoi scritti. È una trilogia molto complessa e intricata ma è il genere di libri che piacciono a me”

Frantini torna manolesta. "Errori di troppo"?

Michela Frantini è parsa ritrovare le sue mani veloci in difesa: nel 2° quarto toccagnava tutto, ha rubato d’energia a Meneghel lanciando Tillis in contropiede, in precedenza aveva concluso “in proprio”, eludendo Seino, dopo aver intercettato un passaggio. 3 recuperi, 5 punti con 2/5: pur mettendoci dentro un mattonazzo da 3, una persa a mo’ di saponetta e una specie di "tackle scivolato" (così l'ha definito Mascolo) un po' maldestro su Green, non è una brutta produzione in 8 minuti. Tanto che Susanna Bonfiglio, in veste di commentatrice, l’ha lodata per il coraggio, mentre Mascolo l’ha definita “molto tranquilla, ben impostata”. :B): Peccato che dopo l’intervallo non sia più entrata. Perché dico “peccato”? Certo, perché sono fazioso. Infatti ho da ridire su quanto commentato su di lei dal “Giorno”, a proposito della partita in questione:
CITAZIONE
Parte male anche Zanon e così ritrova minuti importanti Frantini: la fiducia che Galli le concede è ricambiata da qualche buona giocata, ma anche da qualche errore di troppo.

Non sono d’accordo, in quanto, egregio, prima cosa “qualche errore di troppo” mi pare eccessivo: ha 1 persa e 3 errori al tiro, ma 5 punti con 5 tiri non sono pochi. Più cose giuste che sbagliate, insomma. Quando ha fatto 0/8 da 3 con la Comense, sarei stato pienamente d’accordo nel parlare di “errori di troppo”, qui un po’ meno. :angry: Così come dissento sui “minuti importanti”, a meno che non s’intenda che tutti i minuti, in A1, sono importanti: perché 8 minutini a cavallo tra 1° e 2° quarto, a mio modesto, non sono così cruciali. Da frantinologo mi pare doveroso mettere le i sui puntini, anche perché ieri mi è arrivata una bolletta della luce... allucinante, sicché ho il naso alla mosca. Però mando la mia solidarietà all’articolista, pur non condividendo civilmente e democraticamente le sue impressioni. In fondo ha parlato anche di "buone giocate", perciò freniamo gli impeti faziosi e attendiamo con fiducia queste due partite con Ribera e Viterbo in cui lei come le altre italianucce potranno avere un ruolo più incisivo. :)

Appendice su Calastri, che dopo l’n.e. con Venezia non ha confermato i buoni spunti delle ultime volte: è parsa in netta difficoltà con Pascalau, che una volta le è andata dentro di fisico, un’altra in velocità, un’altra ha segnato col suo fallo. 3 falli e 1 persa in 7 minuti per “Big Cala” che, già dicevamo giorni fa, deve trovare continuità ed entrare subito pronta. Ma vale per quasi tutte le esordienti del mondo.

Piccole donne di A2 crescono

Ma non parliamo sempre della stessa gente, figa. Tre giovani di A2 la meritano almeno qualche parola.
Due giovanissime, innanzitutto. Caterina Dotto di San Martino di Lupari, classe ’93: 20 punti nella sfida-salvezza con Crema, con 7/8 dal campo e 6/8 ai liberi più 6 rimbalzi in 32 minuti. In media ha 6,8 punti in 18’, ma sta salendo forte, da 4 partite è in quintetto.
Discorso simile per Virginia Galbiati, classe ’92 di Biassono, argento europeo la scorsa estate: contro S. Bonifacio non ha segnato moltissimo, 11 punti, ma è interessante notare che nel girone di ritorno sta viaggiando a 11,5 di media in 26’, col 57% da 2 e il 47% da 3 (in stagione è a 6,1 in 18’). Non esattamente la sedicenne (o diciassettenne) della porta accanto. Anche lei ormai è diventata titolare. Se gioca così, Biassono risolve almeno in parte la carenza di esterne produttive.
Sempre di Biassono, applausi a Lucia Dell’Orto, 16 punti più 15 rimbalzi per 29 di valutazione: ma era a quota 14+12 già all’intervallo. Questa ragazza dell’88 è un misto tra Vera Ponchiroli e... Dennis Rodman per la capacità di calamitare rimbalzi, specie in attacco, a dispetto di una statura non da marcantonia. Sarà 1,75 al massimo. Non ha mani da pianista ma è una guerriera, la quintessenza della giocatrice utile per quanto non da protagonista. :yes:

giovedì 26 febbraio 2009

Il Bollettino Lombardo (24)

 Geas, il tour de force finisce con una sconfitta a Priolo


- E’ terminata con un k.o. in volata (73-71) la serie di 5 partite senza respiro per il Geas, che dall’8 al 23 febbraio ha affrontato Taranto, Napoli, Umbertide, Venezia e Priolo. Una striscia veramente bestiale, che si chiude con un bilancio di 1-4. In realtà ci può (in parte) stare: se scambiamo il colpaccio con Venezia e lo scivolone con Umbertide, abbiamo due sconfitte in casa con le “big” e due k.o. su campi difficili, dove sono cadute fior di cabezas illustri.
Certo il confronto con le stesse partite all’andata, che portarono a 4 vinte e 1 persa, dà l’idea del calo che sta attraversando la Bracco. Che peraltro a Priolo non ha demeritato. Sostanzialmente le squadre si sono equivalse. Sesto è andata avanti di 8 sia al 18’ che in avvio di 3° quarto, ma si capiva che era frutto più della contingenza che di una netta superiorità. Lo smalto dell’andata, che consentiva alla squadra di Galli di scappar via con “parzialoni” spaccapartita, non c’è più. Le cotte si alternano alle crude (leggi palle perse anche banali, ad esempio abbiamo in mente una “saponetta” di Machanguana che era sola sotto canestro per due punti importanti nella ripresa) e così non riesce ad affondare i colpi. Merito comunque a Priolo nel rimanere a ruota per poi pareggiare a fine 3° quarto (55-55) e piazzare un minibreak a metà dell’ultimo (68-62 a 6’ dalla fine con bomba di Cirov e arresto e tiro di Green in faccia a Penicheiro), che pure a sua volta non è stato decisivo (il Geas ha avuto la palla per vincere), ma ha portato il match verso le siciliane.
È stato importante che la Bracco, a differenza che a Napoli e con Umbertide, non sia crollato nel momento più difficile, confermando la ritrovata combattività vista con Venezia; l’unico problema, tanto per dire una cosa arguta, è che una sconfitta con onore non fa classifica. -_-

- Dove ha perso la partita il Geas? Non è sbagliato dire “sugli episodi”: Penicheiro che all’inizio dell’ultimo minuto segna il -1 con una splendida entrata dopo giro dorsale, ma sbaglia l’aggiuntivo per il pari. Pascalau che nell’azione successiva sbaglia, ma il rimbalzo è toccagnato da tutti e lo scippa Green, così Priolo guadagna tempo e Gianolla subisce fallo; e infine l’ultima azione con Twehues che ha sì un discreto spazio sul blocco di Tillis, ma tira alla prima occasione, da 7 metri con 11” da giocare: anche se segnava, lasciava parecchi secondi alle avversarie (poi la stessa svizzera ha recuperato il rimbalzo lungo e ha sparato una “preghiera”, a sua volta raccolta da Tillis che però ha pestato la linea di fondo a -2”). E tutto questo solo nell’ultimo minuto; in precedenza c’erano state altre situazioni girate male, soprattutto il 5° fallo di Zanon a 2’45” dalla fine, quando il Geas aveva ricucito da -6 a -1.
Zanon è stata la migliore del Geas. Ha fatto 19 punti con 7/9 al tiro, un martello da fuori. È strano come a volte sia incredibilmente efficace dalla media e dalla lunga, e a volte non segni in una vasca da bagno... Comunque brava stavolta; solo che in compenso c’è stata una Machanguana passata dagli eroismi con Venezia a una partita anonima (6 con 3/6 da 2 in 23’). Tillis (18 con 7/14 in 40’) ha avuto sprazzi di talento clamorosi, d’altronde non una novità; ha perso troppi palloni (6), però, tra cui (ecco un altro episodio) uno pesantissimo fregatole da Seino che poi è andata a segnare in coast-to-coast con tanto di cambio di direzione dietro la schiena: non male la veterana. :o:
Penicheiro è stata marcata duro da Green (pare ormai una strategia, quella di far marcare Ticha da una guardia “fisicata”, mentre il play va sulla meno pericolosa Crippa), e in effetti nella ripresa è calata dopo aver messo 3 triple; però con lei è sempre difficile capire se è merito delle avversarie o è per motivi suoi: l’entrata ricordata sopra, con fallo non convertito, è stata impressionante. In ogni caso 20 di valutazione sia per lei che per Tillis.
Della prestazione delle italianucce del Geas rimandiamo al prossimo “About a girl”: così, tanto per diluire un po’ il brodo. ;)

- Al di là degli episodi, però, c’è sempre la solita storia: il Geas concede percentuali troppo alte agli attacchi altrui. Priolo ha fatto 18/34 da 2 e 9/23 da 3. Ormai è una costante che, con la Bracco arroccata a zona (nell'ultimo quarto, stavolta, è passata a uomo, tuttavia), per le avversarie diventi una questione di metterla da fuori o meno. Cirov è stata il fattore determinante in tal senso nel secondo tempo, indovinando una serie di bombe (4/10 alla fine). Anche Green ha colpito bene da fuori, più dalla media che da 3. La protezione dell’area ha funzionato anche stavolta piuttosto bene, ma non è bastato per impedire a Pascalau e non solo a lei alcuni importanti canestri da sotto, ben costruiti da Priolo. Ecco, l’impressione, ma non da lunedì, è spesso che il Geas trovi canestri anche bellissimi, ma frutto più del talento individuale che di una paziente ricerca della soluzione migliore (anche gli “assistoni” di Penicheiro rientrano nella prima categoria).
L’aspetto-chiave, tuttavia, ci è parso un altro, ossia che dopo un primo tempo in cui il Geas aveva recuperato parecchi palloni, fondamentali nell’allungo, nella ripresa Priolo è riuscita a limitare molto le palle perse, o quantomeno quelle che potevano portare a ripartenze sestesi. Inoltre, sempre nel 2° tempo, ha commesso molti meno falli subendone di più.
Mettendo insieme tutto ciò con una difesa più stretta, e con i 12 rimbalzi in attacco, ecco che la vittoria siciliana è logica... anche se il Geas ha avuto la palla per vincere e non avrebbe rubato nulla. Priolo stava rischiando grosso con il 10/17 ai liberi: un doppio 1/2 per Gianolla, fosse stato trasformato per intero, poteva evitare la volata. Ma meglio così per la sterminata :huh: platea televisiva, che così s’è potuta godere un po’ di suspense fino all’ultimo.

Prospettive, Reverberi e Bonamico

- A 7 giornate dalla fine, il Geas ha solo un +2 di margine sul nono posto (+4 sulla zona-playout). Ma le prossime 2 partite per Sesto sono con le ultime della classe: Ribera sabato e Viterbo nell’infrasettimanale di mercoledì. Ovvio che devono tassativamente arrivare 4 punti. Se Priolo o Pozzuoli ne perdono almeno una per strada, vorrebbe dire un +4 a -5 giornate. Non una garanzia, perché poi per la Bracco arriva un 1-2-3 mica da ridere (Schio, Faenza, Como), ma un buon punto di partenza per la volata finale sì.
Questa settimana il Geas ha ritirato un premio speciale per la promozione in A1 nell’ambito dei prestigiosi “oscar” Reverberi del basket.
Intanto è uscita sul sito della società un’intervista a Marco Bonamico in occasione del suo addio ai microfoni Rai per diventare presidente della Legadue maschile. Segnaliamo una risposta interessante, in cui vorrebbe vedere il Geas giocare al Forum in anteprima all’Olimpia Milano. Occhio Bonamì, l’argomento è delicato... Ma da notare anche che parla di crescita del livello del campionato, al contrario dei soliti piagnoni del “si gioca sempre peggio”. :angry:
CITAZIONE
Poi l’approdo nel basket in rosa: quella del Bracco Geas contro Venezia è stata l’ultima partita da lei commentata. Aveva prevenzioni rispetto al basket femminile?
“Nessuna prevenzione, anzi. Saltuariamente qualche anno fa avevo già prestato la mia voce alla Nazionale femminile, devo dire che il campionato è cresciuto in modo esponenziale sotto il punto di vista tecnico, tattico e fisico. Sui campi vediamo giocate impensabili fino a pochi anni fa, frutto del lavoro e della dedizione di queste ragazze. L’unico problema è che a qualche squadra, ad esempio proprio il Geas, manca una grande platea: sarebbe bello poter ammirare la classe di Penicheiro, l’atletismo di Tillis e la voglia di tutte le altre al Forum di Assago, prima delle partite dell’Olimpia Milano”.

Biassono scaccia gli incubi. Crema ci è dentro fino al collo

Biassono rompe la striscia di 5 sconfitte e allontana la paura, respingendo S. Bonifacio a -4 più 0-2 negli scontri diretti. Partenza aggressiva della Pilot, che attacca l’area con efficacia (7/9 da 2 e 7/7 ai liberi nel 1° quarto) sull’asse Rios (9)-Galbiati (11). La musica continua nel 2° periodo con una strepitosa Dell’Orto (16 con 8/9 da 2 e 15 rimbalzi per 29 di valutazione; già a 14+12 all’intervallo) che replica colpo su colpo all’inglese Gamman, unica produttiva per le venete (22+16 rimbalzi). Bene anche Zucchi in regia (9 con 4/7 in 30’) per l’assente Barbieri. Manca solo un po’ di precisione dall’arco, ma ci pensa Zanon (17 con 4/8 da 3) con 11 punti nel solo 3° quarto, respingendo i tentativi di rimonta di S. Bonifacio (58-45 al 30’). Nell’ultimo quarto Biassono deve solo controllare. Sabato derby lombardo a Montichiari con le Leonesse, per credere ancora nei playoff.

- Pochissima trippa per le altre lombarde di A2: k.o. prevedibile, ma certo poco lusinghiero nelle dimensioni (-40), per le Leonesse a Cavezzo. Ancora una sconfitta di misura per Broni: avesse battuto Bolzano, l’avrebbe agganciata in classifica all’ottavo posto (con Biassono), ma ha perso 62-59 nonostante 22 di Vicenzotti. Si fa davvero critica per Crema, piegata con pochi sussulti nello scontro diretto a S. Martino di Lupari: :cry: sul sito della società tutta l’amarezza per la situazione, davvero ardua da accettare dopo essere arrivati, un anno fa, a pochi palloni dall’A1:
CITAZIONE
Dopo tanti anni in cui il Basket Team era riuscito a ritagliarsi un ruolo da protagonista senza con questo volerci riferire solo all’ultima stagione non possiamo fare altro che prendere atto della situazione “tragica” (abusando certamente di una parola da usare per altre cose ben più importanti e gravi) che facciamo molta fatica ad accettare anche se crediamo di comprendere abbastanza bene. Siamo gli “ultimi” della classe e senza più scuse alcune. Non è colpa degli infortuni, dei ritardi di inserimento o di equivoci tecnici ma solamente del fatto che oggi risulta assai difficile vedere con le maglia azzurra una squadra. Non possiamo nascondere la nostra delusione perché ad inizio stagione eravamo convinti, visti i tanti buoni proposti più o meno dichiarati che il gruppo, questo gruppo potesse, se non fare il “fenomeno” perlomeno ritagliarsi un ruolo ben diverso da quello che oggi, senza alibi alcuno, lo vogliamo ribadire, si trova all’ultimo posto, in tutti i sensi di una classifica che si commenta da sola. Se in precedenza avevamo dovuto subire più di una delusione oggi veramente si è toccato il fondo. Lo abbiamo toccato veramente. Sportivamente parlando non riusciamo a capire se si può fare peggio. Dimenticando quanto successo in passato e consapevoli solo della situazione di classifica e dell’opportunità offerta dal calendario ci siamo avvicinati alla trasferta veneta in casa a Lupari. Contro una squadra pur se galvanizzata dagli ultimi risultati ampiamente alla portata di qualsiasi squadra del campionato. La quale però senza “strafare” ma giocando con ordine e la giusta determinazione e concentrazione, consapevole dall’inizio alla fine della posta in pallio ha dimostrato di essere una “squadra” a differenza della nostra che abbiamo visto smarrirsi presto mettendo in mostra solo qualche impennata “d’orgoglio” individuale pur se apprezzabile per certi versi insufficiente per poter raccogliere qualche piccolo frutto. E così è arrivata l’ennesima “umiliante” sconfitta che ha permesso ad una “diretta” concorrente in chiave “retrocessione” di completare una “rincorsa” ed un “sorpasso” da tutti ritenuto impossibile fino a poche giornate fa. E che il tutto sia stato legittimata proprio nello scontro diretto che hanno relegato Barbiero & C. nel ruolo di “Cenerentola” del girone A di Serie A2. Al di là del risultato finale un fin troppo eloquente messaggio che non consente appigli di nessun tipo. [...]

Milano, 3 giornate per il primato

- Dopo lo stop a Treviso torna prontamente a vincere, in B1, Milano, che con la zona tiene a 42 punti (contro 58) le giovincelle di Venezia. Partita senza grossi squilli, controllata tranquillamente dalla Sea Logistic che ha 20 punti da una pur imprecisa Gottardi, 10 da Brioschi, sottotono Gatti ma non pesa nell’economia della gara. Ora si guarda alla lotta-primato, per la quale sono in corsa anche Treviso e Alpo (quest’ultima con una partita in meno). Milano ha due vantaggi: giocherà 2 volte su 3 in casa, e le due contendenti si devono scontrare tra loro. Non sarà facile battere sia Trieste che Muggia (più agevole dovrebbe essere con Palmanova), ma un 3 su 3 varrebbe molto probabilmente la pole-position nella griglia-playoff, anche se non è detto perché Alpo ha gli scontri diretti pari col Sanga.
Terza sconfitta in fila per Vittuone, battuta in casa dalla lanciata Treviso; bene Canova e De Fiori, ma le altre sono quasi tutte in serata-no. Sconfitta che ci sta, cambia poco in classifica: se batte Palmanova domenica, Vittuone è ai playoff sicura.

- Nella poule retrocessione abbiamo visto il dettaglio del drammatico Carugate-Rho. In classifica ormai è quasi certo che saranno S. Maria di Sala e Sarcedo, a quota 10, a giocarsi la salvezza diretta; Moncalieri, Rho e Carugate, a 6, battaglieranno per avere il fattore-campo in almeno una serie-playout, stando attente, però, a eventuali colpi di coda di Monfalcone (a quota 2), che non è ancora spacciata.

- Nel girone B prosegue la supremazia delle lombardo-emiliane sulle centro-meridionali: en plein, 5 su 5, in questa giornata. Le migliori delle marchigiano-abruzzo-pugliesi nella seconda fase sono Senigallia e Bari… che hanno un bilancio di 2-5. Eloquente. Lodi passa a Trani e s’assicura i playoff. Valmadrera a segno su Senigallia. In classifica conduce Forlì con 24, segue Valma a 22, poi Vigarano (l’unica “nordista” ad aver stentato un po’ nella seconda fase) a 20, indi Borgotaro (7 su 7) e Senigallia a 18, Lodi e Trani a 14, Bari a 12; fuori dai playoff Sulmona (6) e Monopoli (2). In poule retrocessione quarta vittoria in fila per Costamasnaga, che batte Civitanova e spera ancora nella salvezza diretta, visto che Pesaro ha battuto Fiorenzuola e quindi la classifica è: Fiore e Pesaro 10, Costa 8.

Brividi per le leader, ma si salvano

In B2 lombarda Poteva essere una giornata di svolta, con la sconfitta di una delle due battistrada, o anche di entrambe, e invece sia Cantù che Usmate si salvano in volata. Finale tra i più emozionanti della stagione, a Varese, con la VerdeVetture che dopo un lungo testa a testa (12-14 al 10’, 42-41 al 30’) si porta sul +4 a 1’ dalla fine, ma Usmate accorcia con una tripla di Gervasoni dall’angolo (11/37 da 3 di squadra), Sala sorpassa su palla rubata, Catella segna col fallo ma sbaglia l’aggiuntivo, ancora Sala dà il vantaggio decisivo alle brianzole con un’entrata a -6”.
Ma la sconfitta di Villasanta per mano di Fino (dove coach Zonta sembrava in bilico a inizio settimana), trascinata dalle 6 triple di Lupo (decisivo il 13-24 del 1° quarto mantenuto fino in fondo; 40-52 al 30’), fa restare Varese in zona-playoff.
La Pro Patria sfiora l’impresa in rimonta su Cantù: per 3 quarti le lariane sembrano in controllo (45-57 al 30’), ma si scatena la ’91 Masciaga che con 4 triple nell’ultimo periodo confeziona il pareggio insieme a Pelosi (67-67 a -1’); ma su due azioni contestate dai 150 del PalaFerrini, prima Pasqualin guadagna e segna due liberi, poi le bustocche mancano il pareggio.
Vibrante pure il derby vinto da Canegrate su Cerro, che con una strepitosa Pedron (13/20 da 2, 7/10 ai liberi) va anche a +8 a inizio ripresa, ma incassa un “parzialone” che ribalta tutto (57-47 al 30’ ma amche +18 nel 4° periodo), con la squadra di Ferri precisissima contro la zona, anche se il Gso rimonta fino a -5.
In classifica (prime pos.): Cantù 38; Usmate 36; Canegrate 30; Canneto 28; Varese, Villasanta 24.

Under 19, a Como la supersfida

Prova di forza per la Comense under 19: nella supersfida di ieri a Costamasnaga, le vicecampionesse nazionali U17 (nonché quarte U19) hanno vendicato con un 41-61 la sconfitta-beffa dell’andata. Ora le due big sono appaiate al comando con una sola sconfitta cadauna, ma Como ha gli scontri diretti a favore. Non è però finita perché alla penultima c’è un insidioso Broni-Comense. Ricordiamo che arrivare prime non vale solo il titolo regionale, ma anche un interzona molto più abbordabile, visto che Lombardia-2 va con Lazio-1.

mercoledì 25 febbraio 2009

E se c'ero dormivo (20) - B1: Carugate-Rho

Che cosa può spingere a passare nel giro di 3 giorni da una partita di alto livello in A1 (Geas-Venezia) a una tra pericolanti in B1, tenendo anche conto che visti i precedenti stagionali (tra cui un tragicissimo 25-51 già descritto a suo tempo: vedi qui) c’è poco da augurarsi sul piano dello spettacolo? :o:

Embè, a parte che abbiamo visto anche una testa fina come Alessandra Bosio assistere a entrambe le partite in questione, la risposta è che da Carugate-Rho volevamo tutto tranne lo spettacolo: lotta accanita, panico da retrocessione incombente, testa a testa a punteggio radente. L’abbiamo avuto. Mica ci si diverte solo con i “no look” di Penicheiro e i canestronzi di Tillis. E poi queste due squadre sono piene di assidue frequentatrici del torneo di Binzago, per cui è sempre e comunque una festa vederle scontrarsi.
Cioè, “festa” non è proprio la parola giusta. Tanto per ripetere il nostro tormentone celentanesco di questi giorni, «la situazione non è buona», né per Rho né per Carugate, e non da ieri. :cry: E il problema è che nelle ultime settimane è andata peggiorando: Carugate è stata lasciata da coach Agazzi, che pur di soddisfare la sua voglia di maschile è andato giù fino a Sarno, in Campania. Su Rho invece si sentono brutte voci a livello societario; Ceppi se n’è andata in C a Giussano; oltre a Poli out per la stagione c’è Menapace fuori in questo pomeriggio al PalaBCC di Pessano. Si sente un’aria di primavera non lontana, fuori, ma dentro sarà inverno pesto per chi perderà.

Saltati per motivi logistici i primi 10’, arriviamo sul 6-12 per Rho in avvio di 2° quarto. Carugate ha perso i primi 3 precedenti stagionali, di cui 2 in modo nettissimo, e sembra avere ancora grossi problemi contro la difesa di Rho. Invece si sblocca proprio in questo frangente con un 10-2 ispirato dalla veterana, ed ex di turno, Biscari con due triple. Si batte bene anche Rigamonti, che notiamo dimagrita dall’ultima volta. In effetti sta salendo di tono in questa seconda fase. Risponde Laura Bonetti per Rho e si viaggia punto a punto. Ogni tanto si vede qualche lampo, ad esempio un arresto e tiro acrobatico di Tessitore, ma nel complesso le due squadre trasmettono un senso di asfissia, di fatica boia a fare canestro. Rho è rigorosamente a uomo, Carugate schiera una zona che, grazie anche all’assenza della corridora Menapace, riuscirà a frenare le classiche corse rhodensi. Si va all’intervallo sul 20-21.

In tribuna c'è un discreto pubblico; notiamo tra gli altri le grandi ex-Carugate Polini (che in teoria era nel roster quest'anno ma non ha mai giocato) e Francesca Brembilla con tanto di pargoletto. :)

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Bassani si prepara a ricevere un blocco da Susanna Frantini; la marca Robustelli, assiste Chiara Bonfanti.

Nel 3° quarto si prosegue allo stesso modo: lotte selvagge, canestri col contagocce, ma il bello è l’incertezza assoluta sull’esito. Si danno sportellate che è un piacere, sotto canestro, le ex compagne Selmi e Rigamonti: entrambe mettono un paio di canestri in avvio di ripresa. Poi è il momento di Frantini, s’intende Susanna, che va in coast to coast da rimbalzo lungo e poi infila una bomba che s’impenna sul ferro, saltella un altro paio di volte sul ferro medesimo e s’infila per una nuova parità (30-30), ritoccata sul 31-30 al 30’ per Carugate che si sbatte molto, guadagna 14 tiri liberi in questo quarto ma ne infila solo 7 e così non allunga nonostante le percentuali polari di Rho (17/55 alla fine più 5/16 in lunetta) che perde anche molti palloni contro la zona.

E così l’ultimo quarto è una volatona lunghissima, più di nervi che di fioretto, com’è logico che sia. Ci prova Rho in avvio, sfruttando un paio di second itiri con Laura Bonetti e Bassani, e poi un canestro in acrobazia di Frantini: 31-36 a 7’ dalla fine. Frantini a quota 10: ormai la cannoniera di famiglia, visti i chiari di luna per Michela, è lei... :P Con un punteggio così, un +5 è un vantaggio quasi abissale, ma Carugate ha il carattere per reagire. Un buon impatto di Tessitore e Chiara Bonfanti (entrata in slalom per l’ex Geas) riporta le padrone di casa sul 35-36 a 5’ dalla fine. Rho va in blackout, paga la giornata-no di Linzola e Colombera, sicché, con Frantini in panchina, quando Selmi e le due Bonetti non trovano più il canestro, non ha alternative. Il rush di Carugate è coronato dal sorpasso quando Chiara Bonfanti pesca un taglio di Tessitore che appoggia il 37-36 a 3’ dalla fine.

E poi tocca a lei, la buona vecchia amica nostra Biscari. :clap: È reduce da un paio di triple sbagliate, ma sa che se non prende in mano la situazione lei, le sue baby-compagne rischiano di non farcela. A fine partita spiegherà: «Per fortuna Rho mi ha tolto dalla marcatura di Bassani mettendomi addosso Chiara Bonetti, così ho potuto batterla in velocità». Solita modesta. Fatto sta che la Bisca segna in entrata un preziosissimo 39-36 a 2’ dalla fine. Risponde Bassani su assist di Selmi: 39-38. Petitti, coach di Rho, manda Frantini sul cubo dei cambi ma poi ci ripensa: a’ Petisso, mi spiace, ma dove vai, se una Frantini non ce l’hai? :woot: In realtà Rho poteva farcela lo stesso, visto che Bassani vola in contropiede per il sorpasso, ma Chiara Bonfanti fa un miracolo stoppandola (clicca qui per il video). Sulla successiva rimessa Selmi prende fallo e mette un libero, però intanto è un punto d’oro salvato da Bonfanti.

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Biscari contro Chiara Bonetti: alla fine le segnerà due penetrazioni decisive

Ed ecco ancora Biscari: entrata in fotocopia della precedente, 41-39 a 1’ dalla fine. Linzola affretta la replica e sbaglia; fallo sistematico su Bonfanti che fa 1/2 (42-39 a -28”), e a Bassani sfugge la palla come una saponetta in contropiede. Robustelli allunga a +4, ma non è finita: Rho segna rapidissima con Chiara Bonetti a -5”, pressa disperatamente ma Carugate, di riffa o di raffa, evade e fa scadere il tempo. Clicca qui per il video dell'ultimo minuto. Finisce 43-41, è la terza volta che Carugate la strappa in questo modo in casa. Merita applausi perché, veramente, cava il sangue dalle rape, senza offesa per nessuna: voglio dire che sta tirando fuori tutto quello che può. Ora le due milanesi sono appaiate a quota 6 (scontri diretti a favore di Rho), e poco dopo arriva la notizia della sconfitta di Monfalcone, il che significa +4 per entrambe sulla retrocessione diretta. In effetti, per come sono messe, sarebbe già buono - pur facendo i dovuti scongiuri - se ne retrocedesse solo una delle due. Non è escluso che la sfida si rinnovi nei playout...

Nel dopopartita bel capannello di tipe di entrambe le squadre: l’ambiente è lo stesso, gente che ha giocato insieme in passato, varie di loro hanno in programma un'uscita di gruppo anche quella sera, poi a luglio ci si rivede a Binzagh Town... insomma botte e agonismo in campo ma amicizia fuori. :wub: E su questo quadretto che ci fa sperare in un mondo migliore, diamo appuntamento alla prossima, probabilmente per sabato grasso, perché si sa che noi milanès facciamo Carnevale una settimana dopo gli altri, per avere qualche giorno di Quaresima in meno: il divieto di mangiare carne al venerdì, che ovviamente rispettiamo tutti, è davvero duro, di qui l’astuzia di Sant’Ambrogio che ci ha abbonato un venerdì trasformandolo in carnevalesco. Grande Sant’Ambroeus. :yes:
Ma fermi tutti! Divagando, rischiavo di dimenticare l'elemento più glamour. Susanna Frantini in tiro nel dopopartita: tacchi e unghie smaltate. :o: Meurlock Holmes, che s'intende poco di adornamenti femminili, non è riuscito ad appurare se se le è smaltate in spogliatoio o ha giocato così. Supponendo che ci voglia un po' allo smalto per asciugare, si potrebbe dedurre che sia la seconda che ho detto. In ogni caso, davvero un tocco di classe. Grande Susy. :B):

sabato 21 febbraio 2009

About a girl (28)

 SPECIALE POST-DUELLO MAIORANO-FRANTINI


Ebbene sì, ha vinto Maiorano

Bisogna pure tirare le somme di questo duello che ha tenuto incollato il mondo, dall’America al Giappone. Ne abbiamo già visto gli spunti salienti nel resoconto di Geas-Umbertide (clicca qui per rivedere). Dubbi su chi abbia prevalso non ce ne sono. Masha Maiorano 40 minuti, 14 punti, 0/2 da 2 ma 4/10 da 3, 2/2 ai liberi, 1 rimbalzo, 4 perse, 1 recupero, valutazione 2; Michela Frantini 10 minuti, 0 punti, 0/1 da 3, 1 rimbalzo, 1 persa, 1 recupero, valutazione -1. Sì, d’accordo, nella valutazione non c’è molta differenza; e hanno preso un rimbalzo a testa. Però il conto 14-0 nei punti, 40-10 nei minuti, e il lieve dettaglio di aver vinto la partita, mi sa che assegnano la palma all’ex donna immagine del Comitato ai danni dell’attuale, causando le dimissioni del segretario Meurtroni, subissato di critiche. :woot: Al suo posto torna direttamente Meursault.
Brava Maiorano, soprattutto, a gestire le forze sull’arco della partita: intraprendente, anche se imprecisa, all’inizio, poi “silente” a lungo nella ripresa, giocando per le straniere che si erano scaldate di brutto, infine tornata protagonista nel momento che contava.
In realtà la sorpresa è solo per l’esito di squadra, perché individualmente le due hanno proseguito sui binari delle giornate precedenti. Maiorano a Umbertide ha trovato per la prima volta in carriera (a parte l’ultimo scorcio di stagione a Rovereto, nel 2004/05, quando Vicki Johnson se n’era andata e Tamecka Dixon era infortunata) un ruolo da protagonista. Frantini è scivolata progressivamente verso un impiego da panchinara cronica, confermato dai 5 minuti giocati mercoledì con Venezia. Dopo la pausa di gennaio, i 10’ con Umbertide sono il suo massimo, eccettuati i 16’ avuti con Taranto. È una coda che si morde il serpente (ok, ho invertito le parole: era un test d’attenzione), perché chi passa dal giocare tanto al giocare poco, solitamente perde fiducia e nei pochi minuti che ha non fa granché per motivare l’allenatore a farla giocare di più. Una situazione che capita in migliaia di squadre d’Italia, dalla serie A agli scaccabarozzi da Csi. :wacko: Il totale delle ultime 8 partite, per lei, dice 8 punti totali con 3/29 al tiro. A Napoli ci risulta di 6’ discreti, con una tripla, ma né con Umbertide né con Venezia abbiamo notato spunti da urlo: tocca pochi palloni, prova un tiro da 3 magari un po’ forzato, in transizione, e torna in panchina. Contro Taranto avevamo intravisto una ritrovata “pungenza” difensiva, nelle successive no.
Questi sono i fatti, poi sui perché, i percome e i magari, ognuno può dire la propria.

"The wheel's still in spin" (Bob Dylan)

Sia Maiorano che Frantini, insomma, è come se stessero giocando due stagioni in una. Nella prima, come dicevamo già la scorsa settimana, Masha era una comparsa nell’organico deluxe di Schio, non aveva sfruttato bene le occasioni a inizio stagione e quando erano rientrate le assenti era finita con 5 minuti di spazio in cui produceva poco o nulla.
Nello stesso periodo, Michela giocava 20 minuti a partita, andava 3 volte in doppia cifra (compreso l’esordio con Parma, poi cancellato dallo 0-20) e tirava con alte percentuali. Abbiamo sentito Bonamico, durante la telecronaca di Geas-Taranto, stupirsi della serata poco incisiva di Frantini, il che, unitamente alle cifre e agli elogi registrati sui forum di allora, ci conferma che non ci siamo sognati di averla vista dimostrare di poterci stare anche benino, in A1. Ora a lei tocca la situazione che aveva Masha nelle ultime settimane a Schio, mentre la crivellaretine dell’82 è diventata titolare, gioca, si diverte e si toglie lo sfizio di mettere i canestri più importanti contro la sua ex squadra.
Abbiamo parlato a suo padre, visto mercoledì in tribuna, di «vendetta dell’ex», ma lui l’ha detta giusta: «Macché vendetta, se dovesse vendicarsi passerebbe metà delle partite a farlo». :lol: Eh sì, perché tra Parma, Schio, Geas e Viterbo, Maiorano è ex di quasi un terzo dell’A1. Se non falliva Rovereto, magari era una in più. Ma il senso è che dopo molta gavetta sta avendo la sua occasione di essere decisiva per le sorti della squadra. Che è poi l’obiettivo di ogni giocatrice, crediamo; però se vuoi fare la professionista e non sei un fenomeno da Wnba, devi essere pronto ad accettare anche un ruolo da comprimaria a tempo indeterminato. Un insegnamento assolutamente d’oro. Non abbiamo avuto occasione di chiedere a Frantini come viva questa situazione attualmente difficile per lei, ma non abbiamo dubbi che da capitana e da donna-squadra accetti tutto con la massima serenità, giacché l’allenatore decide sempre per il bene del collettivo. E giocare anche solo 5’ in una vittoria come quella di mercoledì con Venezia, riteniamo sia stata una grande soddisfazione per lei. :)

Un atteggiamento che traspare, ad esempio, dall’intervista a Giulia Arturi che è appena comparsa sul sito del Geas. Apprendiamo tra l’altro che il giorno dopo la vittoria con Venezia (in cui lei ha messo una bella triplozza allo scadere del 2° quarto), ovvero ieri, ha dato un esame all’università e ha preso 29. Pensa te che c’è gente che prima di un esame si chiude in casa per un mese... Grandissima anche la risposta sulle sue prospettive per il futuro: «Non ne ho la minima idea». Una risposta esistenzialista, se possiamo dire così. E Meursault, personaggio dello scrittore esistenzialista Albert Camus, non può che apprezzare. :yes:

Tornando a Maiorano, siccome gli anni scorsi abbiamo spesso parlato troppo presto, quando faceva due o tre partite interessanti ma poi tornava nell’anonimato, non diamo giudizi trionfalistici. Ci limitiamo a certificare, a mo’ di notai, la vittoria nel duello tra Favoritissime, e diamo appuntamento al torneo di Binzago per la vera resa dei conti. Evitando di fare come qualcuno che per festeggiare la sua vittoria personale, affibbia aggettivi poco simpatici alla contendente sconfitta. :angry: Rispetto per chi è in un momento difficile. La ruota è già girata una volta, ci si può solo augurare che ora resti fissa dov’è per Masha e giri di nuovo per Michela.
No, ecco, a voler fare un po’ i maliziosi, ci fa piacere per Maiorano, alla quale forse fischiavano le orecchie a ottobre-novembre quando qualcuno sosteneva che certe esordienti di una certa squadra avessero già dimostrato di essere meglio di gente con anni di A1 alle spalle, tra cui lei. :fischia: Ecco, con quegli 8 punti consecutivi nel momento-chiave della partita, ci fa forse riflettere che il valore si misura alla distanza, meglio se sull’arco di più stagioni, non dopo 7-8 giornate.
Purtroppo però mercoledì abbiamo appreso anche che Masha si è scavigliata in allenamento. Non abbiamo avuto aggiornamenti, ma potrebbe essere a rischio la sua presenza a Como domenica. :cry: Cercheremo news. Sarebbe davvero un peccato in questo momento.

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Ecco, questa è la foto migliore che abbiamo del duello tanto atteso... Abbiate comprensione, la macchinetta tremava dall’emozione. È il frangente di 2° quarto in cui Maiorano marcava Frantini

L'emergente

Ma parliamo anche di Martina Crippa, più che mai sotto i riflettori dopo la prova da protagonista con Venezia: senti che musica Bonamico, «Un altro momento importantissimo è la rubata di Crippa su Carson, la dimostrazione che la classe operaia può andare in paradiso». Eh sì, con quel recupero in tuffo ha salvato mezza partita al Geas, poi nell’overtime ha segnato un canestro fondamentale per il +2, da sotto, ricevendo da Penicheiro su rimessa. Notiamo poi che le sue caratteristiche sono alquanto discusse, qui, da certi forumisti d’assalto. Per me si può solo dire: avercene, di ’89 così. Chiaro che poi a volte si può dire che se il Geas deve darle 30-35 minuti non può non pagare dazio, ma solo a volte. Con Venezia ha inciso come e più di una Ballardini, di un’Andrade, di una Carson: questa è la realtà. Colgo l’occasione per dire alla Marticrippa, casomai si sintonizzasse su queste frequenze: è pur vero che sei la principale ragione per cui io ho avuto un calo nelle vendite dei gadget del Comitato, in corrispondenza del crollo del minutaggio di Frantini (si direbbe che il ballottaggio per il posto da guardia titolare, inizialmente alla pari, lo stia vincendo tu con un certo margine :o: ), ma non ce l’ho con te, ci mancherebbe. Anzi, penso che chi ti paragona a un giocatore di football americano dice cazzate, mica devi fare Carla Fracci. Mi è sempre piaciuto il tuo modo di giocare; e non mi dispiace il tuo atteggiamento sempre tranquillo, qualunque cosa succeda.
Per il resto... è chiaro poi che ognuno punta ad affermarsi, ma non tutti ce la fanno. C’è chi ha l’occasione giusta al momento giusto, e chi no. Così va il mondo.

Cala cresce?

Merita qualche riga anche Alessandra Calastri, che ultimamente sta facendo vedere cose discrete, quando impiegata. Contro Umbertide 5 punti con 2/2 al tiro in 17 minuti, ad esempio. Due tiri dalla media presi e segnati con sorprendente naturalezza, poi un buon uso del corpo per guadagnare due liberi. Il problema con Cala è proprio questo: che ne fa due o tre giuste e ci si stupisce. Ma di fatto sarebbe il primo (e unico) cambio per le lunghe del Geas. E a 23 anni non si può guadarla con l'indulgenza riservata alle giovanissime. Il giorno che non si stupirà più nessuno di quello che fa, allora avremo una giocatrice da A1 a tutti gli effetti. In realtà anche con Parma e Taranto aveva fatto vedere discrete cose, però forse in allenamento, o per altri motivi, non convince Galli a impiegarla ogni partita, il che può spiegare perché ultimamente gioca più di 10 minuti una volta e fa "n.e." quella dopo. In stagione ha oltre 12 minuti di media... ma è entrata solo 8 volte su 18. Bizzarro. Anche lei, comunque, nel dopopartita con Venezia stillava soddisfazione per la vittoria di squadra: per dare il suo contributo in campo, sa che c'è tempo, deve solo farsi trovare pronta quando serve. :)