Il direttore di Superbasket, Claudio Limardi, ha risposto alla nostra lettera collettiva di lamentela per lo scarso rilievo dato alla qualificazione della Nazionale (clicca qui per il testo della lettera e l'elenco dei firmatari). Ringrazio sia il direttore per la risposta che Roberto Lurisi per l'interessamento.
Riporto il testo della risposta:
"Non confondiamo le cose. La poesia di Jaaber o i tatuaggi di Spinelli non devono diventare semplicisticamente delle stupidaggini altrimenti poi è facile spiegare perchè - come dicono fuori del nostro mondo - quelli del basket sono sempre quelli dei numeri e dei canestri e non hanno mai nulla dentro, attorno, non hanno personaggi. Le sei pagine di femminile non sono poche su 82 totali, in rapporto al volume del movimento. Detto questo il risultato della Nazionale ci riempie di orgoglio e soddisfazione, ma non esageriamo. E' stata una bella, netta, brillante qualificazione agli Europei, non una medaglia olimpica. Ma SB accusato di non considerare il basket femminile? Questo, perdonatemi, è troppo! Servire il basket è anche far emergere personaggi come Jaaber. Positivi".
Che dire? Per me non gli costava molto ammettere che sì, una righetta nell'editoriale, se proprio proprio la copertina è tabù, poteva starci, visto che nell'editoriale parlava di mille e mille argomenti. Bastava una riga, così, giusto per far capire di essersi accorto della nazionale femminile, mica si chiedeva la luna. Cosa vuol dire che non è stata una medaglia olimpica? Allora non ne parlerà mai, di femminile, salvo miracoli, perché una medaglia olimpica quando la vinciamo? Per me la nazionale merita un accenno anche se sono solo delle povere donne, razza inferiore, e se erano solo delle qualificazioni. Però il giornalista serio è lui e quindi prendo nota che i tatuaggi di Spinelli e la poesia di Jaaber sono più importanti.
Non ha nemmeno tutti i torti: più d'una volta troviamo in prima pagina sui principali quotidiani sportivi un pettegolezzo sulla Pellegrini, per esempio, anziché una vittoria italiana in Eurolega. A me mi girano quando vedo ciò, ma evidentemente il giornalismo oggi deve puntare sulle "storie", sul "personaggio", se no non vendi. Però strano che ha praticamente segato la rubrica di Velluzzi, che puntava sui personaggi appunto... E in realtà lui, per il resto, ha ridato centralità al basket giocato rispetto alla politica cestistica e al "varietà", cosa che a me non dispiace affatto. In ogni caso, lui è padronissimo di parlare di ciò che vuole e mettere chi vuole in copertina, ci mancherebbe, solo che da lettori del femminile si può essere perplessi.
Se non altro, due risultati li abbiamo ottenuti: Limardi ha parlato di femminile (rispondendoci), e abbiamo capito qual è la sua posizione sul femminile. Credo meno favorevole rispetto al suo predecessore Montorro. Pazienza, tanto la rivista io la compro lo stesso, per il maschile la trovo migliorata.
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