Gottardi, the best in the Big Town
- Silvia Gottardi, alias “Princess” secondo quelli di Imbecilli.it, alias “la Frizzantissima” secondo un comunicato stampa dell’agenzia di eventi Top1, ovvero lei stessa.
Da attaccante di razza. Se andate su Youtube e cercate “silvia gottardi” si trovano attualmente 4 esempi di suoi canestri, sia pur in qualità video artigianale.Le medie stagionali dicono 22,9 punti, 5,4 rimbalzi, 4,3 recuperi a fronte di 4,8 perse, 1,8 assist, 51% da 2, 29% da 3, 82% ai liberi. Abbiamo lodato Penicheiro per come gioca, certo qui bisogna fare le debite proporzioni, soprattutto alla voce “passaggio”, però in comune c’è il modo “old school” di cercare la soluzione più ad alta percentuale, a costo di fare mille uno contro uno e beccarsi contatti e spintoni, anziché la più comoda sparakkiazia dalla lunga. Naturalmente il sogno è che insieme alle compagne porti Milano in A2, anche per riscattarsi da due annate così-così quanto a risultati di squadra (mancata qualificazione ai playoff col Carugate delle stelle, retrocessione di sfiga lo scorso anno). La strada è ancora lunga, però lei a inizio stagione ha detto chiaro e tondo che non vuole starci più di un anno, in B1 (diciamo che se non avesse impegni di lavoro, un posto in A1 ce l’avrebbe ancora, probabilmente), e quindi l’unico modo, se vuol restare a Milano, è portarla su...
«Contestabile rivitalizzabile»
- E così, abbiam visto, Antonella Contestabile è tornata tra noi. Ovvero alle Leonesse, ex Montichiari dov’era stata nel 2006/07 in un’esperienza di A1 con poco minutaggio. Coach Paolo Fassina s’è detto convinto che possa dare un apporto consistente. Non è stato così nella prima partita con la nuova maglia (0/4 al tiro e -5 di valutazione), ma c’è ancora tempo, anche se non moltissimo perché in fondo sono 9 giornate che mancano (più eventuali codazzi playoff o playout). Ci è parso un po’ generoso un passaggio del comunicato stampa delle Leonesse in cui si diceva che Antonella ha avuto cifre significative negli ultimi anni. Non è esattamente così, sono discrete quelle dell’anno scorso (8,1 punti e 3,9 rimbalzi in 22 minuti a Palestrina) e parzialmente quelle al Geas nel 2005/06 (5,3 punti e 5,3 rimbalzi in 19 minuti), certo non quelle di Montichiari nel 2006/07 (1,5 punti in 6,4 minuti) né quelle di Pomezia di quest’anno (1,5 punti in 8 minuti), dov’era chiusa da compagne evidentemente difficili da scalzare quali Cinili, Schiesaro, Georgieva.
Che dire? A 21 anni ha ancora molto futuro davanti, ma restiamo convinti che abbia mezzi di prim’ordine o comunque tali da consentirle una produzione più sostanziosa rispetto a quanto fatto finora.
Milanesi giramondo
- Dall’ennesimo trasferimento di Contestabile, il quinto in 5 anni (Comense, Geas, Montichiari, Palestrina, Pomezia e ancora Montichiari/Leonesse), prendiamo spunto per notare come stia capitando a tante milanesi di A1 e A2 di girare come frullatori. Vedi ad esempio Maiorano (7 squadre in 7 anni: Broni, Ivrea, Rovereto, Viterbo, Parma, Schio, Umbertide), Ntumba (6 in 6 anni: Miami Ohio, Venezia, Siena, Bologna, Cus Cagliari, Virtus Cagliari), Arioli (5 in 4 anni: Cus Cagliari, Pontedera, Chieti, Viterbo, La Spezia), Gorla (3 in 3 anni: Ancona, Viterbo, Alcamo da cui mo’ è andata via e dove finirà?), Colico (3 in 4 anni ma con due trasferimenti a metà stagione: Priolo, Montichiari, Ribera, di nuovo Montichiari/Leonesse)... Insomma, è vero che la mobilità è tipica delle giocatrici di mestiere, e poi i milanesi sono very international per natura, però in questo viavai continuo temo che sia difficile trovare continuità, seppure le varie Arioli, Colico e Ntumba abbiano avuto stagioni individualmente rilevanti. Boh, forse non è un problema (al massimo lo è per noi, se non abbiamo sottomano Internet, ricordarci tutto il loro curriculum recente...), ma mi andava di sottolineare ‘sta curiosità. Ahò, saran contenti i loro procuratori...
Pastore showgirl
- ‘Sta settimana abbiamo chiamato in causa Superbasket, ma è giusto ribadire che è una questione legata all’attenzione data dal neodirettore Limardi alla Nazionale, quindi a un singolo fatto; nessuno dice che SB si disinteressi del femminile in toto, fatto salvo che il taglio delle pagine da 8 a 6 ci è spiaciuto. Però, con Giancarlo Migliola in circolazione, può capitare che s’infili qualcosa in più oltre alla “nicchia” a fondo rivista. Così, sul numero di questa settimana, c’è Migliola che intervista Chiara Pastore, che già sapevamo essere un’istriona, ma qui è proprio l’argomento principale dell’articolo. È definita infatti «prima un personaggio da fiction televisiva e poi una giocatrice». Poi le chiede: «Sulla sua predisposizione verso i calciatori. Cosa manca ai cestisti?». Risposta: «Il fascino dello scarpino e dei tacchetti». Annuncia che si vede bene in futuro a fare la conduttrice "stile Ilaria D'Amico o commentatrice stile Cristina Chiabotto a Controcampo"...
Come vede, egregio Limardi, e pure tu, caro Nikolo, secondo loro era un risultato che valeva la pena di festeggiare. Ci fa piacere tanta allegria, anche se in realtà in futuro vorremmo che una semplice qualificazione non fosse manco festeggiata, in quanto divenuta la norma.
La milite ignota
- Dicevo il mese scorso che il basket femminile mi perseguita: vado da McDonald’s e trovo l’ex-Biassono Claudia Colombo; passo in auto davanti a un centro commerciale e rischio di tirare sotto Stefano Fassina, coach di Milano. Oggi vado in un negozio vicino a dove lavoro. È l’orario di chiusura sicché quando esco io esce pure la commessa e prendiamo lo stesso autobus. Essendo a pochi posti di distanza, sento costei parlare con un collega, e cosa odo? Che lei gioca a basket ma ha grossi problemi con l’allenatore che non la convoca alle partite, e qualche giorno fa il meschino ha fatto un gran discorso in cui ha detto che comanda lui e quindi chi non è contento se ne stia zitto, però lui è una testa di c..., non capisce niente, ecc. ecc. Insomma, un fiume in piena, ha parlato per un quarto d’ora di fila raccontando le sue strategie per recuperare il rapporto con ‘sto povero coach, roba che solo le donne possono essere così complicate, e poi i dettagli dell'incapacità dell'allenatore, e quel poveraccio di suo collega se n’è stato zitto tutto il tempo ad ascoltare il diluvio di parole.
Siccome costei è scesa alla mia stessa fermata e ha preso il mio stesso metrò, la curiosità era forte di chiederle dove giocasse, ma poi l’ho persa di vista ed è sfumata lì. Però uno di questi giorni entro di nuovo nel negozio e glielo chiedo, garantito. Così a occhio non dev’essere di una gran categoria, sarà serie C o Promozione, zona Milano o hinterland Nord, età tra i 20 e i 25 direi. Morale: state attente, giocatrici, a sputtanare i vostri allenatori in luoghi pubblici, che c’è sempre qualche orecchio indiscreto...
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