martedì 10 febbraio 2009

Il Bollettino Lombardo (22)

 Taranto, tarantella a Cinisello


Impressionante Taranto, 93 punti con 13/23 da 3: ok l’organico lungo, ma un pizzico di stanchezza a 48 ore dalla trasferta di Tarbes (partita sudata fino all’ultimo) sarebbe stato lecito. Invece è stato il contrario: le pugliesi sono decollate nella ripresa con 57 punti dopo il 36-36 all’intervallo. Oltretutto non è solo questione di talento e di individualità, perché hanno fatto vedere una gran bella circolazione di palla, anche se con qualche persa di troppo, costruendo molti tiri da 3 con spazio o canestri facili a centro area. Applausi soprattutto a Mahoney, Zimerle e Batkovic, tre torture per Sesto. Dato statistico: 46-8 i punti dalla panchina. La profondità sta diventando determinante in questo frangente della stagione: se guardate i punteggi all'intervallo dell'ultima giornata, erano tutti in equilibrio, poi le varie Parma, Venezia, Faenza e Taranto hanno preso il largo.

- La questione è: fino a che punto è merito di Taranto e fino a che punto è colpa di una difesa-Geas non impeccabile? Probabilmente in egual misura. La retroguardia della Bracco non è nota per la sua impenetrabilità, ma nella partita scorsa aveva concesso 62 punti a Parma, che non vale Taranto ma non è nemmeno l’ultima arrivata. Aver giocato una volta in 40 giorni ha arrugginito le sestesi, togliendo ritmo-partita e carica agonistica? Tutto è possibile, però nel secondo tempo si sono davvero visti troppi canestri facili per la pur brillante capolista. Che a ben vedere ha trovato l’uovo di Colombo: per scardinare la zona del Geas bisogna metterla da tre... Da segnalare anche uno sprazzo di zona 3-2 con Tillis davanti al centro, senza grossi esiti.

Attacco Geas. Anche qui dipende da come si interpretano le cose. Posto che per battere Taranto ci voleva un capolavoro, non è il massimo quando si tira e si segna in tre (ovviamente parliamo di Penicheiro, Machanguana e Tillis). Le “big three” hanno combinato per 64 punti con 24/47 dal campo pur essendo “osservate speciali” da una difesa mica da ridere (la fisicità di Godin e Batkovic farebbe invidia a dei tagliaboschi), perciò verrebbe di primo acchito da puntare l’indice sul “supporting cast”, ovvero le italiane, tolta Twehues che per la regola sulle straniere è costretta a pochi scampoli (sabato 5 punti in 8 minuti). Effettivamente Zanon (1/5 in 36’) era la controfigura di quella brillante vista con Parma, così come le matricole non hanno fatto molto per uscire dal ruolo di portaborracce, però dalla tv si aveva l’impressione di un attacco che ci provava poco, a cercare alternative al super-trio. In realtà era già successa una cosa simile alla seconda di andata, a Venezia, il che fa sospettare che contro avversarie di livello altissimo, solo Ticha, Clarisse e Iciss abbiano i mezzi per reggere il confronto. Una situazione che andrà valutata alla luce delle prossime partite, contro avversarie più normali. Ma anche da parte delle "big three", in realtà, non tutto è andato bene: Machanguana impeccabile, ma Tillis è calata vistosamente nella ripresa (problemi al ginocchio risolti, come da comunicato Geas di 3 giorni prima, o problemi perduranti, come si leggeva sempre sul sito Geas ieri?), con l'episodio della gomitata a Siccardi nel 3° quarto che ha favorito l'avvio del break tarantino; e Penicheiro è andata a sprazzi, sembrava nervosa.

- L’importanza di Calastri e Arturi: a nostro avviso non è irrilevante. Finora le due hanno avuto meno minuti rispetto a Crippa e Frantini, il che è logico perché si trovano in ruoli coperti dalle straniere. Ma adesso che il bizzarro calendario propone, dopo il letargo, altre 4 partite a distanza ravvicinata per il Geas, possono essere fondamentali per dar respiro alle lunghe e a Penicheiro, altrimenti la coperta rischia d’essere troppo corta. Le ultime due partite hanno prodotto situazioni contrastanti per le due in questione: Big Cala è stata gettata nella mischia con minuti “veri” e ha mostrato di cavarsela, ovviamente in relazione a ciò che le si chiede (difesa, rimbalzi, blocchi, se proprio proprio capita un tiretto su uno scarico, come successo sabato), mentre la play ha avuto una fugace apparizione con Parma (il tempo di subire una stoppata da Porter e poi di nuovo in panca), più o meno idem con Taranto, quando l’ingresso è avvenuto a metà 3° quarto, appena dopo il parzialone ospite: una situazione assai difficile. S’è guadagnata un paio di liberi in penetrazione, ma è chiaro che non ha potuto incidere granché sulle sorti. Escludendo l’ipotesi che Arturi non stia convincendo Galli in allenamento, per spiegare il calo del suo minutaggio (4 volte sotto i 10 minuti nelle ultime 5, contro 7 volte oltre i 10’ nelle prime 10) non mi viene in mente granché, se non il fatto che togliere Penicheiro dal campo è sempre difficile, e la soluzione del doppio play forse non aggrada al coach. Tuttavia la 35enne Ticha difficilmente terrà tutta questa sarabanda di partite a 40’ di media, quindi è lecito aspettarsi che anche la figlia d’arte torni a fare la sua parte. :shifty:

- Così Roberto Galli: «Avrei voluto vedere una miglior difesa da parte nostra, è chiaro; certo loro brave a fare 13/23 da 3, che non è mai facile, però non siamo stati abbastanza aggressivi. In attacco eravamo poco fluidi, soffrendo la loro fisicità. Il dato chiave è il nostro 1/10 da 3: mi spiace aver dovuto sacrificare Twehues, ma contro queste avversarie dovevo sempre tenere due lunghe in campo. La sosta ha nuociuto? Sì, avevamo poco ritmo, ma non cerco scuse. Serviva la partita perfetta per battere Taranto, non l’abbiamo fatta. Come mai Zanon meno protagonista che con Parma? Non aveva il vantaggio fisico che ha trovato contro la sua ex squadra. Sulle altre italiane, bene Calastri, segnali di ripresa da Frantini cui manca solo di ritrovare la mano per essere al meglio».

Sintesi: può essere un kappaò che non fa testo o comunque che non fa male, visto che Taranto perderà pochino, crediamo, di qui a fine regular season; le vere partite-chiave sono quelle di Napoli mercoledì e di Priolo lunedì 22, mentre contro Umbertide, sabato, vogliamo capire soprattutto come girano le pulzelle italiane contro avversarie che non si possono definire d’un’altro pianeta rispetto al loro livello. La maggior scommessa della stagione-Geas è la saldatura tra le professioniste navigate e le esordienti: se viaggiano su binari distinti la squadra non può andare oltre i propri limiti come riusciva a fare all'andata.
Una nota infine per il pubblico, che non è stato quantificato ufficialmente ma c'è parso oltre le 500 presenze, quindi buono, considerando che c'era la possibilità di vedersela in tv.

- La Comense sconfitta a Napoli dopo un supplementare, ma ci dicono che la partita è sub judice: altro caso di tesseramento irregolare?

Leonesse ruggenti nel derby

In A2, vittoria importante sia dal punto di vista emotivo (è il derby più sentito, con tante ex in campo) che pratico (vale il settimo posto e il distacco dal gruppone a rischio) per le Leonesse di Paolo Fassina contro Crema. Dominio bresciano in avvio (addirittura 0-16), poi da -14 all'intervallo l'ex Cream Team rimonta punto su punto fino ad arrivare a -4, ma le Leonesse riallungano.
E coach Bacchini tuona sulla Provincia di Cremona: «Innanzitutto è il caso che durante le partite le ragazze mettano da parte i personalismi. Alle situazioni negative bisogna reagire sul campo, e cercare sempre di fare il bene della squadra, nelle piccole cose, anche se il proprio tabellino personale ne risente. In più, la squadra non è al meglio sul piano atletico. Penso che non ci sia nessuna ragazza al momento in grado di stare in campo per più di 25’ all’intensità che io richiedo, quindi sarà questo il minutaggio massimo che concederò. E se una giocatrice in campo non eseguirà quanto provato in allenamento starà seduta. Forse bisognava essere un po’ più drastici prima, ma d’ora in avanti non si guarderà più in faccia a nessuno”. Certo che la situazione non è rosea visto che S. Martino di Lupari ha vinto e quindi l'ultimo posto è solo 2 punti sotto Crema.

Biassono, piumone pietoso (il velo è troppo sottile per coprire)

da La Prealpina
Biassono umiliata a Udine (92-49). È la quarta sconfitta consecutiva, che fa scivolare la Pilot in zona-playout. Il primo strappo è provocato da un inizio mostruoso dell’ex carugatese Filippi (20 punti nel solo 1° quarto a suon di triple, 26 alla fine): 29-16 al 10’. Ma poi è tutta Udine, pur senza Scanzani, ad affondare i colpi contro avversarie che non danno segni di vita né in attacco (29 perse, 16/55 dal campo), né in difesa (10 bombe incassate e 13 rimbalzi offensivi concessi): il parziale di 23-7 nel 2° periodo chiude già i conti. Nella ripresa, in cui è risparmiata Rios (10 con 4/7 in 16’), il divario si amplia ulteriormente (72-37 al 30’).
Tiziano Gualtieri: «Non ci sono spiegazioni tecniche, è questione di mentalità. Con questo atteggiamento non andiamo da nessuna parte. Non possiamo solo speculare sulle sconfitte altrui, i punti che ci servono dobbiamo conquistarceli». Domenica (ore 18) in via Parco, Biassono-Bologna.

L’importante è arrivare

Era una giornata tragggica, sabato, sull’autostrada A4, perché inauguravano il passante di Mestre e quindi all’inizio del Veneto era tutto bloccato. Sfiga ha voluto che quel giorno fossero in programma 5 trasferte di B1 in Veneto o in Friuli Venezia Giulia. I viaggi si sono trasformati in odissee. Novara e Alpo non sono arrivate in tempo a Trieste e Venezia. Invece Milano ce l’ha fatta in 6 ore e mezza a Palmanova e Vittuone (Mvp logistico di giornata) in poco più di 6 ore a Muggia. Roba da chiodi: se viene ufficializzato lo 0-20 alle ritardatarie, si rischiano di assegnare posizioni a tavolino. È vero che in A1 sta succedendo di peggio, ma spiace lo stesso.
Sul campo ancora bene Milano che fa 5 su 5 regolando agevolmente Palmanova, mentre Vittuone parte forte ma s’incarta contro la zona a Muggia.
In classifica Milano 20, Treviso 18, Alpo*, Muggia 16; Vittuone 14, Trieste*, Venezia*, Torino 10; Palmanova 8; Novara* 4. S’attende ora il responso del giudice.
Nella poule retrocessione, respira Rho che batte Moncalieri e si porta a +6 sulla retrocessione diretta. Nel ritorno ha 3 partite su 5 in casa: un pensierino alla salvezza diretta lo si può anche fare. Carugate perde in volata con Sarcedo e ora si gioca moltissimo a Monfalcone sabato prossimo. Monfalcone è a zero, se Carugate vince lo condanna o quasi. Se vince Monfalcone si riapre tutto.

Nel girone B, bene Lodi e Valmadrera, travolgente Costamasnaga a Campobasso, ora è meno drammatica la sua situazione.

Soffrono ma vincono

In B2 lombarda Cantù pur senza Bestagno batte in volata Carugate, Usmate al supplementare piega Cucciago: giornata difficile per le leader ma alla fine tengono, sicché Cantù ha ancora 2 punti di vantaggio. Ormai improbabile che sia una squadra diversa da queste due a centrare la promozione diretta. Da segnalare la prestazione di Lupo, ex compagna di Masciadri nelle giovanili Comense: 19 punti nel solo 3° quarto per Fino Mornasco ad Albino. In classifica Cantù 34, Usmate 32, Canegrate e Canneto 26, Varese e Villasanta 22.

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