Tornato di fresco da Cinisello, metto qualche spunto a caldo, dei dettagli sull’andamento non credo ce ne sia bisogno visto che l’han data in tv. Poi magari domani inserisco altro.
- Dopo i ben noti fatti di questi giorni, è inevitabile metterla in politica. Voglio dire, è questione di saper gestire le sconfitte. Veltroni ha perso un paio di regioni di poco conto, ultimamente, e si è dimesso.
Come se Roberto Galli, dopo il terzo k.o. di fila, sabato con Umbertide, avesse detto bye bye. Le dimissioni sono (quasi) sempre una cazzata, in fin dei conti, così come il catastrofismo.Alla fine di questo Geas-Venezia che ha visto l’apparentemente clamorosa resurrezione della sua squadra, Galli raccontava di essere sempre rimasto tranquillo, perché sapeva che era solo questione di applicazione mentale da parte delle sue; ed era fiducioso che con Venezia quest’applicazione ci sarebbe stata, sia per la voglia di riscatto, sia perché il livello dell’avversario avrebbe impedito rilassamenti fatali come con Umbertide.Ha avuto ragione, e non solo su questo, perché stasera il coach della Bracco ha portato all’estremo le sue scommesse:a) zona tutto il tempo: dalla postazione dietro al canestro ci è parsa una classica 2-3 “bulgara”, chiusissima in area, ma voglio rivederla in tv perché magari poi si scopre qualche alchimia segreta. Fatto sta che la difesa che da Umbertide ha beccato 57 punti nella ripresa, oggi ha subito appena 31 punti in 25’ dopo l’intervallo. Insomma, la zona del Geas che ultimamente veniva data per vivisezionata, sepolta, eccetera, è tornata a fare la differenza. La sfida all'avversaria in fondo è semplice: in area non entri (col trio Zanon-Tillis-Machanguana sotto, mica facile), se ci vuoi battere devi metterla da 3. Ma ci sono almeno altri due vantaggi in questa zona, quando funziona così: tanti recuperi, pochi falli e risparmio d'energie per le titolari (vedi sotto);b) nessun cambio per il Geas dal 4’30” del 3° quarto,
e questo è forse l’aspetto più incredibile: sono rimaste dentro Penicheiro, Crippa, Zanon, Tillis e Machanguana per 20’30” consecutivi, e sono riuscite a resistere, in una partita sempre punto a punto, contro Venezia che pur senza Giauro, e con Corradini n.e., ha ruotato vorticosamente 8 giocatrici di pari livello. Una cosa in stile “anni ‘80”, quando le titolari uscivano dal campo solo se morivano. E nel supplementare la Bracco aveva più energie dell'Umana, dopo che nelle ultime 3 partite si era puntualmente squagliato dopo due quarti e mezzo!
Tripla dall'angolo per Ballardini; sullo sfondo i supporter venexiani
- C’è una logica in tutto ciò? No, perché una squadra che ha perso di 11 con Umbertide, la quale aveva appena perso di 26 con Venezia (imbattuta da 8 partite più una persa a tavolino ma già vinta con Parma), quante speranze aveva? Se qualcuno mo’ viene a dire che l’aveva previsto, o mente sapendo di mentire, o non è del tutto a posto. Però per fortuna non è la prima volta che 2 + 2 non fa quattro, nello sport, e poi lo dicevano già nell’Ottocento che «la donna è mobile qual piuma al vento», e perciò non sai cosa aspettarti.
Aggiungo altri dettagli apparentemente fuori logica: Zanon, spesso elemento-chiave per il Geas, ha fatto -10 di valutazione; Venezia ha tirato 28/59 dal campo contro 26/67.
- Altre statistiche fanno però capire che il Geas ha vinto sul piano della combattività. 27 recuperi per il Geas contro 17 per Venezia, 13 rimbalzi in attacco contro 8, e soprattutto 25/30 ai liberi contro 8/13: Sesto è andata costantemente in area, Venezia dall’intervallo in poi ne è girata costantemente al largo, affidandosi al tiro da 3 che però entrava all’inizio (6/10 nei primi due quarti) ma poi molto meno (4/17 tra ripresa e overtime). Al di là delle cifre, il Geas è uscito vincente dalla maggior parte delle mischie, palle vaganti, azioni caotiche ecc. Altro fattore importante: pochi canestri facili concessi da Sesto: non solo tiri da sotto, ma anche contropiedi (appena 2 per Venezia in tutta la partita: con le play e le guardie che ha, ci pare poco), in controtendenza con quanto aveva subito da Taranto e Umbertide (con Napoli non l'abbiamo vista).E così un barlume di logica comincia a esserci, anche se resta un mistero come il Geas abbia ritrovato così di colpo i pregi d’inizio stagione: sarà anche vera la questione mentale che dice Galli, però perdere male con Umbertide e battere Venezia dopo 4 giorni resta in gran parte inspiegabile. Ma fa niente le spiegazioni, si piglia e si mette in carniere.
Tiro libero per Jokic. Ne ha sbagliato uno importante nel finale, non completando un 2+1 che valeva il +5
- Venezia non del tutto convincente. Andrade impalpabile, non è una da 20 punti però ha fatto 16 minuti senza quasi lasciare traccia e non è da lei. Forse l’arrivo di Carson la penalizza? Carson individualmente è ottima, ha un tiro in sospensione di velluto, però non so se il suo innesto fa girare meglio i meccanismi di squadra. Hayden male: ok, ha preso 10 rimbalzi in 20’, di cui due offensivi importanti nel finale, ma in attacco, pur dando merito alla zona del Geas, ha combinato pochissimo, mangiandosi due canestri da sotto ma in generale rimanendo fuori dal gioco; e poi non è nuova a problemi di falli precoci, in difficoltà nel contenere l'agilità delle lunghe-Geas. Quando è così è più una zavorra che una risorsa. Ballardini bene all’inizio, ma poi ha spadellato: 3/11 da 3. Sottana ha tirato male, ma al di là di questo ha inciso poco, pur difendendo aggressiva su Penicheiro. Cirone ha messo 4 bombe nel primo tempo ma poi è calata pure lei, commettendo un antisportivo su Penicheiro che poteva costare la partita già nei regolamentari.In generale, poche palle dentro (Jokic 4 tiri in 32’, Hayden 3 in 20’, Nadalin tanti all’inizio, segnando quasi sempre, poi poco pure lei), tante perse, sprazzi di zone press senza risultati concreti. Ripeto, va dato credito al Geas, ma dall'Umana ti aspetti qualcosa di più, se non altro perché sembrare meno cariche di un’avversaria che non ha cambiato nessuno per gli ultimi 25’, e che veniva da un periodaccio, non è il massimo. Ahò, può anche essere solo un episodio negativo, beninteso. Forse hanno inconsciamente sottovalutato una Bracco che pareva in crisi.
E alla fine, se un paio di situazioni giravano a favore nel finale, Venezia la portava a casa.
Sottana s'aggiusta la scarpa. Non una gran prova per la ragazza che seguiamo ormai da anni
- Grande prova di Crippa. Innanzitutto, tenere il campo per 43 minuti contro un’avversaria come l'Umana, è già tanto per una 19enne. Poi ha attaccato il canestro come non la vedevamo fare da un po’. Anche qui non c'è una logica: non riusciva a farlo contro Umbertide, l'ha fatto spesso e volentieri contro Ballardini e compagnia... Ha segnato un canestro importantissimo nel supplementare, da sotto su rimessa di Penicheiro. E poi 4 recuperi, di cui uno da brividi quando, sull’ultima azione di Carson a -15” dalla fine dei regolamentari, ha tenuto l’1 vs 1 dell’americana e ha rubato palla in tuffo a -5”. Lì il Geas ha perso secondi preziosi e non è riuscito ad andare al tiro, però intanto Crippa ha salvato la partita.
Bene anche Arturi che in 7 minuti ha fatto 5 punti di cui una tripla psicologicamente importante allo scadere del 2° quarto. Non entrata Calastri, 8 minuti Twehues e 5 Frantini: come detto, è stata una vittoria “stile anni ‘80”... Penicheiro qualche gestione così-così ma alla fine decisiva; Tillis brava a venir fuori alla distanza, al contrario delle ultime partite (e non si è fatta condizionare da una "storia tesa" con Jokic)
; Machanguana lottatrice super, forse la più stanca alla fine ma ha fatto un lavoro monumentale.
- A parte tutto, match vibrante, mai più di 6 punti di vantaggio per Venezia, poi Geas sempre a ruota fino al sorpasso in dirittura d’arrivo dopo il già citato antisportivo su Penicheiro, poi l’overtime con 3’ di blackout ma poi il Geas trova l’allungo vincente. Potevano vincere entrambe, si sono menate per benino, si sono viste molte belle cose dal punto di vista tecnico, ha vinto la sfavorita... non c’è male come serata.Marcatrici: Tillis 23, Machanguana 19, Penicheiro 17, Crippa 10 per la Bracco; Cirone 16, Ballardini 14, Nadalin 12, Carson 11 per l'Umana.Nota finale sul pubblico: conterò meglio ma direi non più di 300. Nutrito e fragoroso gruppo di supporter da Venezia, si sentivano più loro che il pubblico di casa, che peraltro s’è scaldato parecchio nel corso della partita: il Geas se l’è meritato.
Machanguana contro Hayden: duello stravinto dalla mozambicana
- Dopopartita. Nonino giustamente euforico, va da tutti a tirare pacche e prendersi le sue rivincite, non si sa bene con chi, ma insomma è bello scaricarsi. Va anche dalla coppia-Rai, per l'occasione formata da Marco Bonamico (appena eletto presidente di Legadue maschile: ma continuerà in Rai?
) e Franco Lauro (quale onore, il cosiddetto Frankeeeeno nazionale)
, e dispensa sorrisi e lazzi anche a loro. C'è poi modo di parlare con papà Maiorano, presente come spesso (o quasi sempre) alle partite interne del Geas. Sostiene che la sconfitta di Venezia sia dovuta al calo delle percentuali da 3: non credo vada troppo... fuori bersaglio
nel dire così; sostiene anche che Vujovic avrebbe fatto comodo contro la zona. C'è pure Iaia Zanoni che parla con Michela Frantini; non siamo riusciti a informarci su come proceda la sua rieducazione. Più tardi, fuori dal palazzetto, s'apprende una notizia-shock: Frantini (che si presenta in una non consueta versione occhialuta) ha dato buca al concerto di Laura Pausini a maggio: va solo a quello di Tiziano Ferro (tra parentesi, sapete qual è il colmo per una tiratrice? Avere come idolo musicale uno che si chiama Ferro... Questa è la battuta dell'anno, signori!!
)Mamma Crippa ancora in stato tachicardico dopo le gesta eroiche della figlia, ma mantiene i piedi per terra: "Le scorse partite aveva giocato male, stavolta è andata bene". Nota finale su Pruzzo, arruolato al fianco del qui scrivente come arguta spalla tecnica (per esempio s'è accorto che il Geas era a zona, pensate un po')
: nel dopopartita è rimasto folgorato dalla visione di Jenifer Nadalin quasi irriconoscibile in versione borghese, coi capelli sciolti e i tacchi alti. Il solito qualunquista di destra.
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