SPECIALE POST-DUELLO MAIORANO-FRANTINI
Ebbene sì, ha vinto Maiorano
Bisogna pure tirare le somme di questo duello che ha tenuto incollato il mondo, dall’America al Giappone. Ne abbiamo già visto gli spunti salienti nel resoconto di Geas-Umbertide (clicca qui per rivedere). Dubbi su chi abbia prevalso non ce ne sono. Masha Maiorano 40 minuti, 14 punti, 0/2 da 2 ma 4/10 da 3, 2/2 ai liberi, 1 rimbalzo, 4 perse, 1 recupero, valutazione 2; Michela Frantini 10 minuti, 0 punti, 0/1 da 3, 1 rimbalzo, 1 persa, 1 recupero, valutazione -1. Sì, d’accordo, nella valutazione non c’è molta differenza; e hanno preso un rimbalzo a testa. Però il conto 14-0 nei punti, 40-10 nei minuti, e il lieve dettaglio di aver vinto la partita, mi sa che assegnano la palma all’ex donna immagine del Comitato ai danni dell’attuale, causando le dimissioni del segretario Meurtroni, subissato di critiche.
Brava Maiorano, soprattutto, a gestire le forze sull’arco della partita: intraprendente, anche se imprecisa, all’inizio, poi “silente” a lungo nella ripresa, giocando per le straniere che si erano scaldate di brutto, infine tornata protagonista nel momento che contava.
In realtà la sorpresa è solo per l’esito di squadra, perché individualmente le due hanno proseguito sui binari delle giornate precedenti. Maiorano a Umbertide ha trovato per la prima volta in carriera (a parte l’ultimo scorcio di stagione a Rovereto, nel 2004/05, quando Vicki Johnson se n’era andata e Tamecka Dixon era infortunata) un ruolo da protagonista. Frantini è scivolata progressivamente verso un impiego da panchinara cronica, confermato dai 5 minuti giocati mercoledì con Venezia. Dopo la pausa di gennaio, i 10’ con Umbertide sono il suo massimo, eccettuati i 16’ avuti con Taranto. È una coda che si morde il serpente (ok, ho invertito le parole: era un test d’attenzione), perché chi passa dal giocare tanto al giocare poco, solitamente perde fiducia e nei pochi minuti che ha non fa granché per motivare l’allenatore a farla giocare di più. Una situazione che capita in migliaia di squadre d’Italia, dalla serie A agli scaccabarozzi da Csi.
Questi sono i fatti, poi sui perché, i percome e i magari, ognuno può dire la propria.
"The wheel's still in spin" (Bob Dylan)
Sia Maiorano che Frantini, insomma, è come se stessero giocando due stagioni in una. Nella prima, come dicevamo già la scorsa settimana, Masha era una comparsa nell’organico deluxe di Schio, non aveva sfruttato bene le occasioni a inizio stagione e quando erano rientrate le assenti era finita con 5 minuti di spazio in cui produceva poco o nulla.
Nello stesso periodo, Michela giocava 20 minuti a partita, andava 3 volte in doppia cifra (compreso l’esordio con Parma, poi cancellato dallo 0-20) e tirava con alte percentuali. Abbiamo sentito Bonamico, durante la telecronaca di Geas-Taranto, stupirsi della serata poco incisiva di Frantini, il che, unitamente alle cifre e agli elogi registrati sui forum di allora, ci conferma che non ci siamo sognati di averla vista dimostrare di poterci stare anche benino, in A1. Ora a lei tocca la situazione che aveva Masha nelle ultime settimane a Schio, mentre la crivellaretine dell’82 è diventata titolare, gioca, si diverte e si toglie lo sfizio di mettere i canestri più importanti contro la sua ex squadra.
Abbiamo parlato a suo padre, visto mercoledì in tribuna, di «vendetta dell’ex», ma lui l’ha detta giusta: «Macché vendetta, se dovesse vendicarsi passerebbe metà delle partite a farlo».
Un atteggiamento che traspare, ad esempio, dall’intervista a Giulia Arturi che è appena comparsa sul sito del Geas. Apprendiamo tra l’altro che il giorno dopo la vittoria con Venezia (in cui lei ha messo una bella triplozza allo scadere del 2° quarto), ovvero ieri, ha dato un esame all’università e ha preso 29. Pensa te che c’è gente che prima di un esame si chiude in casa per un mese... Grandissima anche la risposta sulle sue prospettive per il futuro: «Non ne ho la minima idea». Una risposta esistenzialista, se possiamo dire così. E Meursault, personaggio dello scrittore esistenzialista Albert Camus, non può che apprezzare.
Tornando a Maiorano, siccome gli anni scorsi abbiamo spesso parlato troppo presto, quando faceva due o tre partite interessanti ma poi tornava nell’anonimato, non diamo giudizi trionfalistici. Ci limitiamo a certificare, a mo’ di notai, la vittoria nel duello tra Favoritissime, e diamo appuntamento al torneo di Binzago per la vera resa dei conti. Evitando di fare come qualcuno che per festeggiare la sua vittoria personale, affibbia aggettivi poco simpatici alla contendente sconfitta.
No, ecco, a voler fare un po’ i maliziosi, ci fa piacere per Maiorano, alla quale forse fischiavano le orecchie a ottobre-novembre quando qualcuno sosteneva che certe esordienti di una certa squadra avessero già dimostrato di essere meglio di gente con anni di A1 alle spalle, tra cui lei.
Ecco, con quegli 8 punti consecutivi nel momento-chiave della partita, ci fa forse riflettere che il valore si misura alla distanza, meglio se sull’arco di più stagioni, non dopo 7-8 giornate.Purtroppo però mercoledì abbiamo appreso anche che Masha si è scavigliata in allenamento. Non abbiamo avuto aggiornamenti, ma potrebbe essere a rischio la sua presenza a Como domenica.
Ecco, questa è la foto migliore che abbiamo del duello tanto atteso... Abbiate comprensione, la macchinetta tremava dall’emozione. È il frangente di 2° quarto in cui Maiorano marcava Frantini
L'emergente
Ma parliamo anche di Martina Crippa, più che mai sotto i riflettori dopo la prova da protagonista con Venezia: senti che musica Bonamico, «Un altro momento importantissimo è la rubata di Crippa su Carson, la dimostrazione che la classe operaia può andare in paradiso». Eh sì, con quel recupero in tuffo ha salvato mezza partita al Geas, poi nell’overtime ha segnato un canestro fondamentale per il +2, da sotto, ricevendo da Penicheiro su rimessa. Notiamo poi che le sue caratteristiche sono alquanto discusse, qui, da certi forumisti d’assalto. Per me si può solo dire: avercene, di ’89 così. Chiaro che poi a volte si può dire che se il Geas deve darle 30-35 minuti non può non pagare dazio, ma solo a volte. Con Venezia ha inciso come e più di una Ballardini, di un’Andrade, di una Carson: questa è la realtà. Colgo l’occasione per dire alla Marticrippa, casomai si sintonizzasse su queste frequenze: è pur vero che sei la principale ragione per cui io ho avuto un calo nelle vendite dei gadget del Comitato, in corrispondenza del crollo del minutaggio di Frantini (si direbbe che il ballottaggio per il posto da guardia titolare, inizialmente alla pari, lo stia vincendo tu con un certo margine
Per il resto... è chiaro poi che ognuno punta ad affermarsi, ma non tutti ce la fanno. C’è chi ha l’occasione giusta al momento giusto, e chi no. Così va il mondo.
Cala cresce?
Merita qualche riga anche Alessandra Calastri, che ultimamente sta facendo vedere cose discrete, quando impiegata. Contro Umbertide 5 punti con 2/2 al tiro in 17 minuti, ad esempio. Due tiri dalla media presi e segnati con sorprendente naturalezza, poi un buon uso del corpo per guadagnare due liberi. Il problema con Cala è proprio questo: che ne fa due o tre giuste e ci si stupisce. Ma di fatto sarebbe il primo (e unico) cambio per le lunghe del Geas. E a 23 anni non si può guadarla con l'indulgenza riservata alle giovanissime. Il giorno che non si stupirà più nessuno di quello che fa, allora avremo una giocatrice da A1 a tutti gli effetti. In realtà anche con Parma e Taranto aveva fatto vedere discrete cose, però forse in allenamento, o per altri motivi, non convince Galli a impiegarla ogni partita, il che può spiegare perché ultimamente gioca più di 10 minuti una volta e fa "n.e." quella dopo. In stagione ha oltre 12 minuti di media... ma è entrata solo 8 volte su 18. Bizzarro. Anche lei, comunque, nel dopopartita con Venezia stillava soddisfazione per la vittoria di squadra: per dare il suo contributo in campo, sa che c'è tempo, deve solo farsi trovare pronta quando serve.
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