Come diceva Adriano Celentano, milanese illustre, «la situazione non è buona». Beninteso, dipende dai punti di vista: Serventi sembrava che avesse vinto il campionato Nba; i maioranofili d’Italia, calati in massa a Cinisello per il ritorno della loro idola sul suolo natio, hanno visto la loro eroina risultare decisiva, oltre a giocare 40 minuti su 40, roba che non le capitava da secoli.
Ma qui siamo di parte milanese e dunque l’unica cosa che si può dire, dopo Geas-Umbertide, è che è grigia. Grigia non solo per le sconfitte, ma perché nonostante il tempo in questi giorni a Milano sia scintillante, la nebbia fitta aleggia sul Geas.Non che sia la prima volta nella storia che qualcuno va in crisi, e magari la ruota gira di nuovo nelle prossime settimane; ma il contrasto con 2 o 3 mesi fa è stridente. Anzi, per la verità anche con Parma alla prima di ritorno le cose erano andate bene: s’erano viste difesa e capacità di reagire alle difficoltà, quello che sta mancando in questa striscia-no. La sfiga è che il calendario è boia: mercoledì c’è il recupero con Venezia (che ha appena asfaltato Umbertide in diretta tv), lunedì trasferta a Priolo, campo minato per eccellenza. In sintesi: o per miracolo s’inverte la tendenza, o c’è da pensare a come evitare i playout. Non è pessimismo ma è la realtà attuale.
Per 25 minuti sembrava tutto piuttosto lineare, con il Geas a far pesare la sua maggior caratura. Confrontiamo un attimo ruolo per ruolo: Penicheiro-Battisodo; Crippa-Hodges; Zanon-Maiorano; Tillis-Callens; Machanguana-Willis; in panchina Arturi, Frantini, Calastri, Twehues contro Bonaldo, Giorgi, Arcangeli. Solo Crippa-Hodges era favorevole sulla carta a Umbertide.
Infatti il 1° quarto è dominato dalle rossonere, che vanno 7-0 dopo 1 minuto senza che Umbertide riesca nemmeno a tirare. Zanon parte forte (7 punti nei primi 6’), Tillis fa il suo, entrano presto in scena Calastri e Twehues e vanno rapidamente a segno (entrata rocambolesca per Big Cala). Maiorano (che in difesa cura Penicheiro) mette due bombe ma Umbertide fatica a costruire gioco, con Battisodo in grossa difficoltà: forza tiri sbilenchi e ha una regia insicura, tant’è che Serventi la richiama in panchina per Bonaldo, cazziandola. Poi la ragazza dell’88 saprà riprendersi alla distanza. Ma per il momento è supremazia Geas che va alla prima sirena sul 27-14, segnando con grande facilità. Nel frattempo, concesso il consueto quarto d’ora accademico ai ritardatari, possiamo contare il pubblico ed è poco più di 200 persone; d’altronde la partita non era di cartello e il momento della Bracco è quello che è.
Maiorano chiama palla in angolo
Nel 2° quarto il Geas tocca inizialmente il massimo vantaggio, con due buoni canestri di Arturi, uno raccogliendo un rimbalzo vagante a centro area, l’altro in arresto e tiro dal limite dell’area medesima. C’è dentro anche Frantini, che a differenza delle altre neo-entrate del Geas non trova modo di mettersi in evidenza, limitandosi allo smistaggio palla, a parte una tripla che non va; in varie circostanze aspetta scarichi che non arrivano. Siccome in questo frangente è marcata da Maiorano, vorremmo vedere qualche scintilla in più, ma un tentativo di batterla in palleggio è fermato dai passi.
Comunque la Bracco vola sul 34-15 al 13’. Il che significa che nei restanti 27 minuti, Sesto ha beccato 30 punti di scarto da Umbertide. Se qualcuno ci avesse scommesso in quel momento, l’avrebbero ricoverato all’istante per stato confusionale. Umbertide in quel frangente segna quasi solo con Callens, efficace sia da sotto che dalla lunga. Maiorano sbaglia 5 conclusioni in questo quarto, Hodges sembra sonnecchiare (è la “tecnica Dixon” di risparmio energetico, scopriremo poi). Forse in questo momento il Geas ha perso l’occasione di affondare i colpi definitivamente, però va sottolineato che ciò non va imputato al giro di cambi, anzi è stato quando sono rientrate Zanon per Calastri e Penicheiro per Arturi che la Bracco s’è un po’ addormentata. Maiorano ha la tripla dall’angolo per il -8, ma la sbaglia, e Tillis punisce con la bomba del +14, che diventa 41-28 all’intervallo. Nel frattempo si è fatta male Giorgi, che si rivedrà solo per qualche sprazzo nella ripresa. C’è spazio anche per la veteranissima Arcangeli. Insomma un’Umbertide che deve fare di necessità virtù.
Tillis cerca di battere Callens. L'americana è partita forte ma la belga l'ha avuta vinta
Il tempo di far notare a Paperinik che Frantini è in chiaro vantaggio nel duello con Maiorano, avendo -1 di valutazione contro -2, e si riprende.
Frantini valuta se passarla a Zanon che chiama palla
A quel punto è cominciata un’altra partita. Umbertide segnerà 45 punti (contro 22) negli ultimi 14’30”.
Non è certo questione di episodi, ma il rientro di Frantini per Crippa da il la al parziale pro-Umbertide che riapre la partita di colpo. Infatti la Miky nazionale si ritrova a marcare una Hodges che sta scaldandosi di brutto, e che alla prima occasione la porta spalle a canestro, si gira in area e segna. Comunque sarebbe ancora +8 Geas. Senonché Umbertide adesso difende forte, con la stessa Hodges su Penicheiro ma anche buone chiusure in area su Tillis e su Machanguana (rientrata per Calastri in questo frangente). E la Bracco pastrocchia. Galli rimette immediatamente Crippa per Frantini, ma Hodges non è più contenibile e infatti rifila un altro palleggio-arresto-tiro da 3 in faccia alla sua giovane marcatrice, poi segna dalla media il pareggio su assist di Maiorano: 55-55. Brava anche Callens con due canestri da sotto nel parziale di 3-15 che ha portato al riaggancio. Zanon sblocca le sue con un bersaglio dai 6 metri in angolo e il 3° quarto finisce 57-55.
Frantini in difesa su Hodges: una mission impossibile, l'americana è talmente veloce che non si riesce a metterla a fuoco...
Insomma, gli scricchiolii nell’impalcatura-Geas si sentono, ma per il momento sembrano esserci le possibilità di evitare il crollo, anche se all’inizio del 4° quarto a Tillis sfugge come una saponetta un assist di Zanon (punti nell’ultimo quarto per l’americana: 2, a giochi ormai compromessi), mentre Hodges è ormai abbonata alla tripla in arresto e tiro e ne piazza un’altra in faccia a Crippa per il 58-58. Il Geas alterna come di consueto uomo e zona, ma non è che cambi molto come risultati. Si va avanti per qualche minuto punto a punto; in questi minuti Crippa riesce a recuperare qualche buon pallone, ma non si tramutano in punti. Si sblocca invece Penicheiro, che dopo un fallo dubbio fischiatole, ha evidentemente la mosca al naso e si fa giustizia da sola, rubando e segnando in coast to coast: 63-60 a 6’ dalla fine. Nel frattempo i tifosi di Umbertide (3 giovani con la scritta “Supporters Fratta”, più un altro paio dietro sulle tribune) si lasciano andare a bestemmie e insulti agli arbitri, tipo “stronzo”, “pelato di merda”. Vagamente simili a quelli di Parma del mese scorso. Un giorno mi piacerebbe provare anch’io: mi faccio mezza Italia in macchina per fare il pazzo scatenato in tribuna, dev’essere utile a sfogare le tensioni della vita quotidiana.
I coloriti ultras di Umbertide
Ma bando alle buffonate, perché arriva il Maiorano-time.
Dopo il 2/9 dei primi due quarti, la trifolaretine dell’82 era rimasta senza tirare per 14 minuti: un po’ perché Hodges, Callens e Willis si erano scaldate e quindi valeva la pena di affidarsi a loro, un po’ perché sulla marcatura stretta, soprattutto di Zanon, Masha non riusciva più a trovare spazi per tirare, né per penetrare.
Ma dimostra di saper aspettare e cogliere l’attimo. Che arriva in un’azione convulsa per Umbertide: stanno per scadere i 24” e Maiorano si ritrova con la palla in mano. Deve tirare lei e mette la tripla del pareggio. Oh my god, Maioranovic. Poco dopo c’è una rimessa in attacco per le ospiti: la crocifiggidifese dell’82, per una dormita difensiva, rimane libera in angolo, riceve e spara dentro un’altra bomba.
È la svolta della partita. La stessa Maioranovic, carica come una lupara, prova ancora da 3 ma non va. Solo che il Geas nel frattempo è andato in corto circuito: i possessi d’attacco di questi minuti sono all’insegna delle forzature, Twehues entra un attimo per Tillis ma spadella un paio di triple affrettate, nessun’altra fa meglio. E ancora Maiorano si guadagna un fallo e mette entrambi i liberi (clicca qui, sì qui per il video: 63-68 a -3’30”, chi l’avrebbe detto?
E come già altre volte, la Bracco non riesce a reagire alle difficoltà, anzi affonda perché Hodges mette un altro arresto e tiro (stavolta dalla media) in faccia a Crippa facendo 63-70. Poi comincia il fallo sistematico, Penicheiro decide finalmente di attaccare il canestro e ne segna un paio in entrata, ma Umbertide dalla linea è precisa e il divario anziché diminuire si dilata fino al 74-85 della sirena. Clicca qui per il video dell'ultimo minuto e dei festeggiamenti di Umbertide.
Festa grande per le ospiti. Maiorano abbraccia il suo clan distribuito su entrambi i lati delle tribune. E Lorenzo Serventi si mette a esultare come un invasato.
Be’, stavolta l’ha avuta vinta lui. Se è vero che gli allenatori contano qualcosa, e le squadre non sono totalmente in balia degli umori delle giocatrici, bisogna dargli atto di aver saputo rivoltare la partita come un calzino, sia in difesa che in attacco (Umbertide ha tirato con percentuali mostruose dopo l’intervallo), mentre Galli non è riuscito a trovare contromosse. L’ha ammesso lo stesso Galli, nel dopopartita, così come dopo Como e dopo Napoli, che non ha spiegazioni per questi crolli. Esclude che sia un calo fisico generale e parla di “problema mentale”.
Tutti giurano che il gruppo sia ancora solido e unito; però questo non si tramuta sul campo in coesione e aiuto reciproco quando le cose vanno a ramengo.
Qualcun altro ha da dire sui minutaggi. Sabato Arturi è partita bene, poi però non si è più vista fino a 1 minuto dalla fine, quando Zanon è uscita per falli e i giochi ormai erano fatti. Forse non aveva convinto granché mercoledì a Napoli, giocando 19 minuti con -5 di valutazione. Certo ci sono oscillazioni vistose negli spazi per le italiane di casa: ad esempio Calastri ha fatto n.e. a Napoli e 17' contro Umbertide.
Maiorano abbraccia il padre a fine partita
Insomma, si diceva all’inizio, «la situazione non è buona», sia perché l’analisi delle cause si conclude con un solenne “boh”; sia perché, meno filosoficamente ma più concretamente, i playout sono solo 2 punti sotto e dopo la doppietta Venezia-Priolo non è detto che si allontanino... Mai commettere l’errore di pensare che le condizioni attuali durino per sempre (nel bene come nel male), però, a essere realisti, nemmeno la partita con Ribera, che oggi se l’è giocata con Faenza, si prospetta tranquilla.
Sul dopopartita non c’è molto da dire, perché le giocatrici da entrambe le parti si sono defilate abbastanza in fretta. Forse per impegni di San Valentino da assolvere... abbiamo visto apparire un palloncino a cuore ma non diciamo chi l’ha dato a chi.
Marcatrici: Tillis 22, Machanguana 11, Penicheiro e Zanon 10 per Sesto; Hodges 25, Callens 24, Maiorano 14, Willis 11 per Umbertide.
Altri dettagli sul duello Maiorano-Frantini nella prossima puntata di “About a girl”.
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