giovedì 30 giugno 2011

Cinguettii (264) - Venezia-shock: cosa succede ora?

La notizia ha cominciato a circolare, per quanto ne sappiamo, nel primo pomeriggio di ieri: la Reyer Venezia ha comunicato alle giocatrici e/o ai loro procuratori che si chiude baracca e burattoni. Sembra dunque qualcosa di più radicale, e definitivo, del bizzarro balletto dello scorso anno (avvenuto, però, circa un mese prima, e quindi con più tempo per tornare sulla decisione) che vide la Reyer prima annunciare di volersi autoretrocedere in A2, poi invece confermare il suo posto in A1 anche se non più con l'imponente budget di una volta (però, insomma, neanche con due sghèi, tanto per usare la moneta locale).

Sul sito ufficiale della Reyer non è ancora comparso nulla; sul sito di Lega neppure (la rassegna stampa è ferma all'11/6: servizio tagliato?); per cui non sappiamo i motivi ufficiali, le modalità, le conseguenze immediate. Che la notizia sia vera, comunque, lo confermava anche Masha Maiorano, ieri sera al torneo di Binzago, limitandosi a dire appunto che aveva ricevuto la comunicazione di cui sopra. E proprio in questi minuti vediamo un trafiletto sulla Gazzetta dello Sport.
E' noto che patron Brugnaro aveva intenzione di passare la mano: parabola non del tutto comprensibile, la sua, prima da innamorato perso del basket femminile, poi sempre più concentrato sulla sezione maschile della Reyer. Che, come molti sapranno, la scorsa settimana ha perso in gara-5 la finale per la promozione in serie A, e ora è impegnata in un contenzioso legale per salire lo stesso (non stiamo a spiegare i dettagli perché è una lunga storia e poi si tratta di maschile), si dice con buone possibilità di averla vinta. E in serie A ovviamente Brugnaro dovrebbe concentrare ancor più le risorse e le attenzioni sul maschile.
Insomma il femminile alla Reyer, un tempo fiore all'occhiello, era diventato la sorella povera. E però era ancora un vivaio tra i migliori d'Italia. Tanto che, ci risulta, Venezia era tra le pochissime società (forse l'unica insieme al Geas) favorevoli alla riduzione delle straniere in A1. E poi non si capisce come mai Brugnaro, di punto in bianco, abbia preferito chiudere tutto che cedere ad altri. Forse codesti "altri", cioè i dirigenti Chinellato e De Zotti, non hanno portato la pecunia richiesta. Ma chi lo sa.
Eppure il mercato era già stato fatto, e neanche misero: prese Montagnino, Wabara, Soli, e come straniere Egnell e Lukacovicova. D'accordo, partivano Ohlde, Sottana e qualche altra straniera ma c'erano le premesse per un roster fin troppo abbondante, rimanendo Meneghel, Maiorano, Valerio e la convalescente (speriamo) Giauro. Davvero arduo capire quale scintilla abbia fatto esplodere tutto.
Diamo dunque per assodato che la notizia sia confermata e irreversibile. Le conseguenze sono boia. Perdita di una delle squadre più forti degli ultimi anni; perdita di una piazza tra le più calde; perdita di una società di A1 in un frangente in cui è lecito dubitare fortemente che qualcuno sia pronto a prenderne il posto. Tanto più che siamo al 30 giugno e i budget salvo ritocchi sono già stabiliti: chi è che in pochi giorni (le iscrizioni scadrebbero il 5 luglio; ok le proroghe ma non si può arrivare ad agosto...) riesce a raddoppiarlo per salire di sopra? Un'A1 a 11 sarebbe ridicola ma non è che si può costringere qualcuna di A2 a suicidarsi se non ha i soldi per reggerla.
Ovviamente qualcheduno starà già gongolando perché fa già il conto di scalare una posizione in classifica e magari di pigliarsi qualche giocatrice a prezzo di saldo. Le quali, trovandosi senza squadra al 30 giugno, sono ovviamente nei guai: dovranno scendere di categoria e/o svendersi. Ma, come dicemmo l'altra settimana parlando dell'addio di Rho, ogni volta che suona la campana, suona per tutti. E di campane a morto, di questi tempi, ne suonano parecchie non solo nel basket donne, ma anche nel maschile e anche nel florido giardino del volley femminile: è di ieri la notizia che Perugia, fino a pochi anni fa anche campione d'Europa e tuttora in A1, ha chiuso i battenti, mentre pure Bergamo campione d'Italia ha le sue grane. Poi si dice che mancano progetti a lunga scadenza e si naviga a vista: e che altro vuoi fare, se oggi ci sei e domani basta un alito di vento e hai chiuso? "Chi vuol esser lieto sia, di doman non v'è certezza", come diceva Lollo il Magnifico, che non è Serventi ma Lorenzo de' Medici.

domenica 26 giugno 2011

Perché penso che Pastorino possa sbocciare

Ritengo che il margine di miglioramento di Pastorino sia più ampio della media delle coetanee. Una giocatrice che, innanzitutto, per via di un fisico particolarmente "dinoccolato" sta ancora imparando a controllarlo appieno, basti vedere come a volte finisce fuori misura nel terzo tempo (troppo impeto) o sbatte involontariamente addosso alle avversarie. Una giocatrice che arriva al ferro con velocità bruciante per una della sua statura ma poi magari sbaglia da mezzo metro. Una giocatrice che non ha ancora un ruolo ben definito. Una giocatrice che sa rendersi utile anche segnando poco perchè tira giù 10-12 rimbalzi in pochi minuti, presi più d'istinto che di tecnica. Una giocatrice, infine, che secondo chi la conosce bene si frega spesso da sola per emotività ed eccesso di autocritica. Sono tutti elementi che mi fanno sperare che, se lavora bene, può diventare più forte di altre che paiono già mature ma con ogni probabilità potranno al massimo limare qualche difetto e accentuare qualche pregio, non sgrezzarsi da bruco in farfalla come può fare Pastorino.

Ahò, magari mi sbaglio e rimane bruco. Al Geas (e a lei) il compito di innescare la metamorfosi. Senza fretta che avvenga in 2 o 3 mesi.

giovedì 23 giugno 2011

Cinguettii (263) - Riassunto lombardo: magma di mercato; "PalaNat"; vinto il "Bulgheroni"; tornei

La scorsa settimana (siamo aggiornati alla situazione di domenica, così come riportata dalla Prealpina lunedì) è stata con poche mosse definitive ma tante manovre, tentativi e mezzi colpi. Nel complesso sembra un mercato più vivace di quello comatoso dell'anno scorso: qualcuno in più che ha da spendere c'è. :yes: Ad esempio Milano, che ora, come straniera, punta su una lunga, essendo sfumata Belfiore (i due nomi in lizza sono la tedesca Glaeser e la lettone Kulite), anche se all'altroieri non era esclusa la pista alternativa di un'esterna "forestiera" e una lunga italiana (giacché parte D'Amico, mentre Rovida resta), anche se questa pare solo la strategia di riserva, non quella più probabile. Brioschi viene data per confermata ma Carugate ci spera ancora. Carugate che qualche giorno fa era in cerca, oltre che di un play (Arnaboldi può essere un'alternativa), di un'ala grande: ha provato con Ponchiroli ma preferisce Canegrate in C (salvo clamorosi colpi di scena a Rho dove stanno tentando di risuscitare in extremis, ma la vedo dura). Paolo Fassina vicino ad allenare Broni. A Cantù potrebbe andare Simone Anselmi (ex vice a Valmadrera). Biassono ha offerto a De Milo di rimanere sì, ma non più come coach della prima squadra, per la quale si pensa a uno più esperto (l'ipotesi qualche giorno fa era Maurizio Frigerio ma non so poi come si è evoluta la cosa nel frattempo). Intanto auguri a Patrizia Marchini e Lelo Beretta, coppia dirigenziale da sabato anche marito e moglie. :B): Da Crema dovrebbero spostarsi ad Alpo sia Frusca che Fumagalli. In A1, dopo la firma di Crasnoscioc (o Mihailova che dir si voglia), il Geas deve solo completare la panca con le giovani: dovrebbero arrivare Pastorino (in cambio di Schieppati al Sanga) e Meroni (ex College, doppio tesseramento con Costamasnaga).

--> Domenica, nel quadro dell'ormai classico memorial Carzaniga, la palestra di via Falck a Sesto S.G. è stata intitolata al sempre rimpianto presidente scomparso nel 2008. Informalmente l'impianto (che ufficialmente finora si chiamava "Dante-Einaudi" ma nessuno lo chiamava così, bensì "Falck") dovrebbe essere noto come "PalaNat". Un giusto omaggio visto che quel luogo, seppur condiviso dall'altra realtà importante di Sesto (la Posal maschile), era il vero e proprio regno di Natalino Carzaniga. L'ultima immagine che abbiamo di lui è nell'ufficio adiacente al campo mentre parlava al telefonino, subito dopo la sconfitta del Geas con Udine, l'ultima partita da lui vista prima di morire. Nonostante il risultato, aveva la consueta voglia guascona di scherzare.
--> La Lombardia, allenata da Nazareno Lombardi, ha vinto il Trofeo Bulgheroni under 13. Percorso netto per le lumbàrd, in finale battuto il Veneto.
--> Periodo di tornei. Rho ha emesso il suo canto del cigno vincendo la "Imbe League", organizzata dallo staff di Imbecilli.it; in finale battuto il Bridge Pavia. A Borgonovo si va verso la fine delle eliminatorie. Nello scorso weekend, 3 contro 3 di prestigio a Seregno: il terzetto Calastri-Giunzioni-Schieppati ha battuto in finale Maiorano (Masha)-Bonalumi-Ventura. Un bell'antipasto di Binzago visto che tutte e 6 costoro sono iscritte al vero evento dell'estate, che inizia lunedì. Ovviamente, vista la presenza "in loco" del qui scrivente, avremo modo di parlarne ma anticipo che ci saranno 10 tra giocatrici di A1 e di A2 (certo, purtroppo ci sono anche gli uomini di mezzo), con le massime attrazioni di Masha Maiorano, Milica Micovic e Giulia Arturi, queste ultime due nella stessa squadra in un'inedita coppia che abbiamo parecchia curiosità di vedere all'opera. :B):

mercoledì 22 giugno 2011

Pictures of you (26)

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Cattolica-Politecnico (finale Cus Milano, 11/6): un timeout del sempreverde, sempiterno, semprevincente professor Mondoni con la Cattolica. La ragazza di spalle sulla sinistra è Chiara Bonfanti (quella dell'85), in veste di accompagnatrice.

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Una scatenata Contestabile carica la tripla. Veronica Romanò difende anche con l'urlo.

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Lotta a rimbalzo: Contestabile e Picotti (maglia bianca) eseguono il tagliafuori. Anzi, forse solo "Conte" lo sta eseguendo.

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Chiara De Fiori punta la zona del Politecnico con davanti Fiascaris. Sulla destra, di spalle, Menapace.

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Un timeout del Politecnico con coach Pollice.

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Menapace attacca Arnaboldi in entrata. Talmente veloce che la foto è mossa.

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La Cattolica festeggia la vittoria.

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Parliamo di Europei: Katerina Elhotova, realizzatrice della Rep. Ceca, in versione glamour.

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Maya Moore, la nuova sensazione della Wnba.

martedì 21 giugno 2011

Cinguettii (262) - Europei e Wnba: eppur si gioca

Mentre la stagione maschile in tutto il mondo è finita nei giorni scorsi (ultimo codazzo, diremmo, gara-5 di finale di Legadue italiana, ma sono pinzillacchere), le donne, come sempre, si sbattono 12 mesi all'anno e quindi giù come stantuffi anche a giugno, anzi più che mai visto che ci sono, in contemporanea, Europei e Wnba, ovvero, sommati, il meglio del meglio. :yes:

--> Degli Europei in Polonia, orfani dell'Italia, non è che ci stiamo sbattendo più di tanto per seguirli. Per fortuna la Rai non ha buttato a mare l'evento una volta eliminate le nostre, per cui si può vedere qualcosa. Oggi era giorno di pausa tra la prima e la seconda fase. E bisogna dire che il livellamento è il primo tema proposto dalla kermesse in corso: k.o. sia Francia che Russia che Spagna, ovvero le solite 3 grandi favorite. La Spagna addirittura col Montenegro, che sarà anche in crescita ma non te l'aspetti a giocarsela con le migliori. In testa alla seconda fase partono Rep. Ceca e Lituania da una parte, Lettonia e Montenegro dall'altra (montenegrini sorprendenti ma hanno l'asso nella manica di Anna DeForge, americana naturalizzata). Troppo presto per dire se le gerarchie saranno davvero ribaltate, però sembra che, in un momento in cui sembra esserci un ricambio generazionale (le prime 2 marcatrici finora sono le '89 Torrens ed Elhotova; la Russia invece sembra in fase di invecchiamento drastico), c'è spazio per chi sa giocarsela bene. Difficile sostenere che l'Italia potesse essere tra queste: la Germania, che ce ne ha dati 21, ha beccato 3 sconfitte con 12 punti di scarto medio... I pronostici di Superbasket: Spagna, Francia, Russia nell'ordine; Bielorussia come altra semifinalista; secondo me sottovalutata la Rep. Ceca (argento mondiale 2010) che è messa ottava.
--> Dal 3 giugno strumpallazza la palla sui parquet americani, per l'anno XV (15°) della Wnba. La concomitanza con gli Europei impedisce ovviamente alle star nostrane di partecipare, ma negli ultimi anni ormai s'erano ridotte all'osso. Di seguito elenchiamo i nomi più interessanti nei roster delle 12 squadre. E' presto per parlare di classifiche ma all'est capeggia finora Connecticut, all'ovest San Antonio e Minnesota. L'ovest, sulla carta, è decisamente più quotato. Tra le marcatrici, la solita Taurasi capeggia davanti a Fowles, Charles e Sophia Young. Purtroppo quest'anno nisba tv visto che Sportitalia non ha più il canale Nba che trasmetteva nottetempo qualche partita. :(
EAST
Atlanta (finalista 2010): la superstar McCoughtry (pur reduce dal flop nei quarti d'Eurolega); il duo brasiliano Iziane-De Souza; la mastodontica Paris (115 kg ufficiali, quindi probabilmente 125-130); e la conoscenza puteolana Mazzante.
Chicago: la pivottissima Fowles; la naturalizzata russa Prince.
Connecticut: l'emergente centro Tina Charles; le veterana Ashja Jones e Kara Lawson.
Indiana: Catchings e Douglas.
New York: Cappie Pondexter.
Washington: Langhorne, Kelly Miller e le non molto apprezzate qui da noi Coleman e Currie.
WEST
Los Angeles: la divina Candace Parker; Milton-Jones; Tina Thompson; la naturalizzata russa Quinn; le ex italiane Penicheiro e Hoffman.
Minnesota: l'attesissima Maya Moore (considerata erede di Taurasi prima al college e ora in Wnba; finora però non pare stia incantando, circa 14 di media); Augustus; Whalen; Wiggins; e le ben note qui da noi Brunson e McWilliams. Da notare che Brunson, dopo 3 settimane di giuoco, è in testa nei ranking della "corsa all'mvp". Notevole.
Phoenix: la neo-riabilitata dal doping (nonché divina numero 1) Taurasi; Dupree; Braxton; le ex nostrane: Penny Taylor e Sanford.
San Antonio: Hammon; Riley; la ormai ex tarantina Young.
Seattle (campione 2010): Bird; Cash; la divina Lauren Jackson; Katie Smith; l'ex italica Snell.
Tulsa: la mastodonte australiana Cambage; la veteranissima Swoopes; l'ex velocista Marion Jones.

lunedì 20 giugno 2011

Cinguettii (261) - Campane a morto per Rho. La promozione diventa la pietra tombale

Le notizie che non vorresti mai sentire. Venerdì, nel primo pomeriggio, il presidente della Virtus Rho, Guido Bresciani, ha comunicato che non avrebbe iscritto la squadra alla "B unica" conquistata appena un mese prima. E' una sorpresa molto relativa, perché problemi societari ce n'erano da almeno due anni e mezzo, e chiaramente, in queste condizioni precarie, un salto di categoria diventa la mazzata finale, a meno che qualcuno coi danari, per miracolo, sia stimolato dalla serie maggiore e ti foraggi la grana. Si sperava ovviamente che capitasse, 'sto miracolo. In fondo, se il Geas 3 anni fa trovò i danari per fare l'A1, contro il pronostico di molti, perché Rho non avrebbe potuto trovare i 30-40.000 euro necessari per la B? Si sperava: vuoi che Bresciani, già rodato nel trovare la quadra di riffa o di raffa, non faccia di tutto proprio ora che c'è una promozione da onorare, anche se la prima cosa che veniva in mente, guardandolo esultare a promozione conquistata, era che in realtà stava pensando "e mo' sono cazzi"? :blink:
L'aspra realtà è venuta fuori un mese dopo. Niente miracoli e battenti chiusi, almeno per i livelli che contano (potrebbe esserci una ripartenza dalla Promozione, poi ci sono le giovanili ma di fascia molto bassa). Perdita grave per il movimento milanese e lombardo: piazza tradizionale, anche in A2 negli anni '80 e forse inizio '90, poi ripartita con l'attuale società (Virtus '96) e comunque in grado di tirar fuori un bel po' di giocatrici di spessore: a parte Macchi, che transitò per qualche tempo da ragazzina, così come Gottardi, ma parlando di prodotti recenti veri e propri si possono citare Frantini, Ponchiroli, Poli, Selmi, Menapace, le gemelle Bonetti, da ultima Schieppati e sicuramente qualcuno con memoria più antica potrà allungare la lista. Chiaro, i tempi belli erano morti da un pezzo: in un Superbasket del 1987 o giù di lì, leggemmo che Rho in A2 vantava 500 spettatori a partita; negli ultimi anni se ne venivano 100 era una festa. E il vivaio era andato spegnendosi. E però era pur sempre un punto di riferimento, nel fertile nord-ovest milanese.
--> Ma più che per il movimento, mi spiace per le ragazze della squadra di quest'anno, che vedono la loro impresa diventare la causa involontaria della rovina. Anche se magari sarebbe finita male anche rimanendo in B2, si può ipotizzare per avere meno rimpianti. D'altronde è più bello e più giusto che abbiano lottato per vincere (riuscendoci con un canestro di Poli a -5" dalla fine dell'ultima partita), a costo di aver fatto saltare tutto in aria, piuttosto che tirare indietro la mano e perdere apposta pur di salvare capra e cavoli. Considerazioni filosofiche che, a dire il vero, non stemperano la tristezza di pensare che ieri, alla finale del torneo "Imbe League" che, manco a dirlo, Rho ha vinto, le ragazze hanno inscenato per l'ultima volta il loro classico balletto in cerchio, battendo il piede e gridando "Per noi sì, per noi sì sì sì". :inchino: Ogni volta che glielo vedevi fare, ti trasmettevano un senso di amicizia e di unità, quello che le ha tenute insieme pur nelle varie difficoltà di queste due stagioni (nell'ultima, per sovrammercato, s'era aggiunta l'indisponibilità del palazzetto di casa, dovendo quindi fare la maggior parte degli allenamenti in una palestrina non regolamentare).
--> Parte di Rho si sta già riformando nella non lontana Canegrate. Coach Luca Paletti è già lì, Vera Ponchiroli quasi, Poli e Menapace hanno l'offerta per raggiungerli. Si vedrà per le altre. Ma sarà serie C e non quella B che festeggiarono adattando il loro motto in "Per noi B, B, B" dopo il trionfo alle finali di Usmate. Le ultimissime notizie danno le ragazze alla ricerca disperata di aiuti dell'ultim'ora per scongiurare il crollo. Ma il tempo stringe, i soldi da trovare sono tanti e un conto è tappare la falla in qualche modo, un conto assicurare un vero futuro alla società. Francamente sono pessimista anche sul turare la falla. :cry:
Ogni volta che una squadra muore, diceva Hemingway, non chiederti per chi suona la campana: essa suona per te. Ma se qualcuno ha dei soldi che gli crescono, sappia che scongiurare la diaspora delle ragazze di Rho, consentendo loro di giocare dove hanno meritato sul campo, sarebbe un atto di grande generosità e giustizia.

domenica 19 giugno 2011

Risposte ad alcuni dubbi sul caso-Wabara

La città di Como si chiuse a riccio per minimizzare l'accaduto? Io la trovo una reazione spontanea di autodifesa da parte di una comunità di provincia. Forse se uno vive in una grande città fatica a capire questa preoccupazione. Vicino a dove abito c'è Seveso che, 35 anni dopo la diossina, ha ancora addosso la nomea d'appestata. Purtroppo, siccome gli stereotipi si fa presto ad appiccicarli ma ci vuole un sacco di tempo a staccarseli di dosso, basta un episodio come questo per associare una città al razzismo in toto. Tanto più se un Fatto Quotidiano surrettiziamente insinua che il caso Wabara sia sintomatico della mentalità di un'intera città. Chiaro che poi esagerano nella levata di scudi. Ma per quello dicevo: se i mass media stanno attenti al millimetro quando riportano i fatti (magari, nella fattispecie, anche evitando di confondere Pennestrì padre con Pennestrì figlio, o scrivendo "Marco Mazzoleni" e "Pennistrì" dando così l'idea di non conoscere bene ciò di cui stanno parlando), non forniscono appigli per tale levata di scudi, come quella che ad esempio ha fatto "L'Ordine", giornale destrorso di Como, contro il "Fatto".

Infine non penso che l'"atteggiamento difensivo abbia superato per capacità di mobilitazione", come dici, quello sull'episodio in sé. Io penso che la grande maggioranza dell'opinione pubblica abbia condannato gli avvenimenti così come le posizioni di Pennestrì. Dei giornali nazionali non ce n'è uno che abbia anteposto la difesa di Como alla condanna del fattaccio.

La Provincia di Como coprì volutamente i fatti? Di sicuro non era l'unico giornale con inviati perché c'era la Prealpina, non tramite me perché disgraziatamente era appena nata mia figlia e quindi, dopo centinaia di partite anonime alle quali ho assistito, proprio quella sera non potei essere presente, cosa della quale ho già punito mia figlia con la gassificazione. Ma c'era il collega Giovanni Ferrario, il quale ha riportato la sua visione dei fatti. A parte questo dettaglio, va ricordato che un lettore della Provincia stessa lamentò appunto l'omissione (lettera pubblicata nella rubrica delle lettere). Il giornale si giustificò dicendo che nemmeno gli altri quotidiani, l'indomani, ne hanno parlato, e che il caso era venuto fuori "per via delle accuse della giocatrice" (presumo che il riferimento sia alla cronaca uscita sul sito del Geas). Dicevano poi che nessuno aveva sentito nulla, il che è smentito dall'inchiesta. Però almeno l'onestà di aver pubblicato la lettera di lamentela bisogna riconoscergliela. E bisogna anche ammettere che è vero che la partita si giocò il 5 aprile ma i primi quotidiani cartacei a parlarne lo fecero il giorno 7, non il 6.
Inoltre converrai con me che, come da un atleta di altissimo livello ci si attende più di un comprimario qualsiasi, e quindi gli si fa le pulci se non è perfetto (vedi LeBron James nelle ultime finali Nba, chiedo venia per il riferimento al maschile), è ovvio che faccia più notizia se sbaglia il Corriere della Sera, massimo quotidiano italico, piuttosto che la Provincia di Como, con tutto il rispetto per gli onesti e industriosi giornali locali.

Al caso fu dato un rilievo sproporzionato? E' normale che un fatto abbia rilevanza diversa a seconda degli elementi che lo costituiscono. Ad esempio, data l'enorme popolarità del calcio, qualsiasi fattaccio succeda nel calcio ha rilevanza maggiore che uno capitato in altri sport. In modo simile, relativamente al basket femminile, è comprensibile che un fatto capitato in A1, a un'atleta della nazionale, abbia più rilevanza di uno capitato in una serie minore. Se la memoria non m'inganna, Yadi Rios 3 anni fa, giocando per Biassono, ricevette un epiteto razzista da un tifoso di Broni, ma l'episodio ebbe scarsissima eco.
Certo, dallo zero al mille come nel caso Wabara, ci sono vie di mezzo. Anch'io, come credo tutti, sono rimasto sorpreso dalla rilevanza che ha avuto. Prima pagina del Corriere, Severgnini, Gianni Mura, Gad Lerner, eccetera. Però può essere spiegabile con altri elementi sommatisi ad attizzare benzina, ovvero le polemiche di ambiente comasco e il ping-pong mediatico che l'ha fatto diventare il caso del giorno: una sorta di incendio che si auto-alimenta. Ma il contesto in cui è avvenuto sarebbe bastato a giustificare l'eco che aveva avuto fin dall'indomani, cioè prima delle polemiche.
Sintesi? O ritieni di dar ragione a chi sostiene che la bolla s'è ingenerata perché c'era di mezzo il Geas, ma in mancanza di prove è solo una fatua insinuazione, oppure il maggior rilievo del caso Wabara rispetto a un ipotetico caso Fall è spiegabile coi motivi di cui sopra. La risposta alla tua domanda, infine, è: sì, il razzismo è comunque il punto principale della questione, nel senso che se non ci fosse stato un episodio di razzismo i media non ne avrebbero parlato (va da sé); al tempo stesso è vero che s'è discusso anche di aspetti collaterali della vicenda.

giovedì 16 giugno 2011

Perché (ribadisco) Wabara sbagliò a reagire

Nella vita reale, così come nello sport, è stato stabilito che in una civiltà evoluta la vittima non è autorizzata a farsi giustizia da sé, bensì esistono delle autorità preposte a farlo. Se per strada uno ti minaccia, la cosa giusta non è tirargli un papagno, ma chiamare un vigile. Ahò, non sto dicendo che se reagisci sei uno schifoso criminale, ma solo che la reazione non sarebbe quella giusta. Allo stesso modo, in palestra, l'autorità preposta sono gli arbitri. Hanno fallato, gli arbitri, nell'amministrare la giustizia? Sì, e infatti sono stati deferiti. Ma ha sbagliato anche Wabara, che non era autorizzata a reagire in quel modo. Tra l'omertà e la reazione che diventa provocazione (giacchè per questo è stata deferita) ci sono delle vie di mezzo. Tu dici: che doveva fare? Giocare lo stesso? Be', a parte che Wabara ha effettivamente continuato a giocare e meritoriamente ha trascinato il Geas alla vittoria, avrebbe potuto, per non lasciare impuniti gli insulti, rifiutarsi di continuare se gli arbitri non facevano giustizia. A dire il vero non so se abbia provato questa strada, e capisco che se ti va il sangue al cervello non è che puoi stare a elaborare 'ste sottigliezze, ma continuo a sostenere che la reazione è andata oltre le righe. Mica dico che vada appesa in piazzale Loreto per questo. Rimane la vittima della vicenda. Però non mi piace chi s'esalta perché Wabara voleva spaccare il muso ai tipacci. Mi ricorda di quando succede un delitto violento, tipo un bimbo ammazzato o cose del genere, e senti la gente tuonare: "Bisognerebbe ammazzarli quelli lì", "Pena di morte" e via dicendo. Mentre invece una grande conquista della civiltà europea è stata quella di togliere la violenza e il taglione dalla giustizia.

Conclusione? Sono d'accordo con la Procura, a patto che, ovviamente, il comportamento di Wabara ivi descritto sia quello effettivamente tenuto. Ma mi pare che sia così.

Pictures of you (25)

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Carugate-Broni (B1, finale gara-2, 22/5): i calientissimi Viking bronesi all'opera. A metà terzo quarto garrivano felici per il +13.

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Strapiene le tribune di Pessano.

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Calastri tenta una penetrazione dal post alto. Su di lei dovrebbe essere Brusadin.

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Genta lanciata in campo aperto. Carugate rimonta progressivamente.

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Due tifosi di Broni si sporgono dalla tribuna per insultare Genta, "rea" di aver detto qualcosa a un'avversaria che la strattonava. Secondo la "dottrina Tignuzzo", Genta avrebbe dovuto scavalcare la ringhiera e andare a menare i due reprobi. Invece Genta è rimasta impassibile, sicché i due se ne sono tornati a cuccia.

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La festa finale di Carugate, che poi perderà in modo molto sfortunato gara-3.

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All Star Game lombardo (Usmate, 2/6). Partita tra americane e rappresentativa di B2. Un'americana "diversamente sottile" effettua un tiro libero.

mercoledì 15 giugno 2011

Cinguettii (260) - Riassunto lombardo: Geas tricolore U17, Vittuone sul podio. Quo vadis Rho?

Vincere da favoriti è facile solo in apparenza. Lo sapeva bene il gruppo Under 17 del Geas, che due anni fa si presentò tra le "grandi annunciate" alle finali U15, ma uscì nei quarti. E lo sa ancora meglio Venezia, che nel 2009 fu anch'essa beffata nei quarti e quest'anno, di nuovo tra le favoritissime per lo scudetto, s'è sciolta in semifinale bruciando un +18 all'intervallo con Cervia, e poi s'è fatta rimontare anche da Vittuone nella finalina. Spiace per loro. Invece le '94 del Geas, con Filippo Bacchini allenatore, stavolta ce l'hanno fatta, e alla grandissima. 6 vittorie su 6 senza mai rischiare minimamente. Addirittura imbarazzante il 53-28 nel derby di semifinale con Vittuone, mentre la finale con Cervia è più "umana" nel punteggio (62-48), ma era già +16 all'intervallo. Attenzione, però: le due sestesi inserite nel quintetto ideale sono le '96 Zandalasini e Kacerik. Quindi brave le '94 ma il gruppo è più forte di quello che fu stoppato due anni fa. Se le U17 del Geas sono forti, le U15 sono addirittura spaziali. Così il Geas potrebbe centrare un tris di scudetti (compreso quello del Join the Game), anche se è meglio non mettere i buoi davanti al carro. Applausi anche per Vittuone di Roberto Riccardi, che in rapporto alle attese ha fatto anche di più del Geas (sebbene ovviamente il Geas non potesse fare di più... :wacko: ), salendo sul podio. Vinto il girone e poi dominata Ancona nei quarti. Contro Sesto nulla da fare, ma gran rimonta nella finalina. La '95 Djedjemel inserita nel quintetto ideale. Bravi tutti.

--> Parliamo di senior. Biassono e Rho in sospeso: l'una alla finestra per il ripescaggio in A2, ma sembrerebbe che si possa essere ottimisti giacché, quand'anche le due Spezia non si fondessero, c'è College Italia che pare orientato a fare la B. Rho invece ha (annosi) problemi economici e di palestra da risolvere. Se non ne viene a capo entro suppergiù una settimana, rischia di dover rinunciare alla B in cui è stata appena promossa. Speriamo bene.
--> Mercato: il Geas ha preso Crasnoscioc da Pozzuoli. A Milano ufficiali Stabile e Ntumba, quasi Belfiore, ma forse parte Brioschi e non è chiaro Rovida. Da Biassono via De Fiori (scende di categoria?) e Barbieri (ritiro?). Carugate è una possibilità per Ponchiroli se Rho sciòpa. Allenatori: il veterano Gualtieri sostituisce Frigerio a Valmadrera; Anilonti ufficiale a Cremona; Paletti se Rho molla il colpo può andare a Canegrate. Paolo Fassina se lascia Cantù potrebbe andare a Broni. A Varese approdata Lilli Ferri. Se mi viene in mente altro lo inserisco.

Cinguettii (259) - Caso Wabara: tutti deferiti

Sul finire della scorsa settimana è arrivato il responso della Procura federale sul caso Wabara, ovvero gli insulti razzisti subiti dalla giocatrice durante gara-2 Comense-Geas dello scorso aprile.

Difficile valutare il peso di ogni parte del responso in questione, perché solo dalla traduzione in sentenze (che s'attende ora dalla Commissione giudicante, speriamo prima delle calende greche) si potrà capire come siano stati giudicati gli uni e gli altri. Tuttavia un dato è certo: sono deferite tutte le componenti in causa:
- gli arbitri Pisoni e Cè per non aver scritto nulla nel referto "nonostante la segnalazione di Montini" (così dice la Procura);
- la Comense per non essere intervenuta a sedare gli insulti razzisti;
Abiola Wabara per aver "reagito in modo poco urbano" (parole testuali) e aver provocato i tifosi con applausi di scherno.
La Gazzetta dello Sport, in coda all'articolo in cui riporta la notizia, aggiunge (non capiamo bene se a mo' di suggerimento o traducendo altre parti dello scritto della Procura): "Ora la parola passa alla Commissione Giudicante che dovrà valutare le pene secondo l'evidente diversa gravità della posizione di non è intervenuto a fronte di provocazioni razziali e chi è stato provocato reagendo in modo non regolamentare". Ovvero, dovrà punire pesantemente la Comense e lievemente Wabara.
Vedremo come andrà a finire. Significativo il deferimento degli arbitri come ulteriore certificazione che l'episodio avvenne in forma plateale, anziché seminascosta e poco udibile come qualcuno sostenne, e quindi che i due dormirono colpevolmente non scrivendo nulla sul referto (col rischio di dare una pezza d'appoggio ai "negazionisti"). E anche il deferimento della Comense, che parimenti viene stigmatizzata per non aver fatto nulla.
Ma ci pare altresì che il deferimento di Wabara dia ragione a chi (come il qui scrivente ma, più importante, Viviana Ballabio e diremmo anche il primo trafiletto che uscì su Superbasket, quello intitolato "Tutti colpevoli"), pur senza mettere sullo stesso piano insultatori e insultata, si permise di sostenere che un'atleta, per quanto toccato nel vivo da epiteti sul colore della pelle, non ha il diritto di reagire come gli viene più spontaneo. Certo a costoro conveniva, in quel momento, seguire l'onda emotiva (fomentata dai giornali d'opinione, i quali preferiscono imbastire storie di sicura presa in cui ci sono i buoni e i cattivi, anziché riportare i fatti con tutti i dettagli giusti) e imitare i paladini della "giustizia fai da te", quelli che tuonavano "Wabara ha fatto bene a volergli spaccare il muso a quegli stronzi, io ci avrei goduto se li stendeva tutti", senza accorgersi di dire una cazzata dal punto di vista dello sport. Il loro animo senza macchia e senza paura potranno magari dimostrarlo in una rissa di strada. In un palazzetto è meglio auspicare che i tesserati mantengano la calma, qualunque cosa succeda, e lascino che i provocatori e gli zozzoni rimangano nel loro brodaccio.
Dice: "ma perché ti fissi tanto su quello che ha fatto Wabara e poco sui brubrù che l'hanno offesa?". Semplice: perché quello che fanno le giocatrici ci interessa, quello che fanno dei personaggi qualsiasi che s'infiltrano in un palazzetto assai meno. E inoltre, cos'abbiano fatto di grave costoro è assodato. Su Wabara c'è molto più da dibattere.

martedì 14 giugno 2011

Cinguettii (258) - La Cattolica è ancora campione universitaria a Milano

Sabato, nonostante il meteo che da quando Pisapia è sindaco è perennemente incerto (forse da oggi si è stabilizzato, chissà), :rolleyes: c'era nell'area sportiva del Cus Milano l'annuale kermesse con le finali di tutti i campionati d'ogni disciplina. La suddetta area sportiva si trova all'Idroscalo, che per chi non è della zona specifico essere un bacino artificiale dove in passato si sono tenuti i Mondiali di canottaggio, se non erro, e che i milanesi proletari usano come surrogato di spiaggia, essendo il mare più vicino, notoriamente, a 200 km o poco meno.

Ovviamente a noi interessava zero delle altre discipline, quindi abbiamo degnato appena d'uno sguardo il campo di beach volley, nonostante le giuocatrici in bikini d'ordinanza, e ci siamo infrattati nel palazzetto, che solo grazie al maltempo non era un'indegna fornace, essendo l'orario d'inizio della finale fissato alle 13 in punto. :blink:
La sfida era tra la Cattolica campione in carica, sempre allenata dall'eterno professor Mondoni (un luminare della scienza cestistica, specie nel minibasket), ma rispetto all'anno scorso senza più Chiara Bonfanti, quella dell'87, e Dunja Vujovic. Francamente non so se per laurea avvenuta o altro, visto che in campo c'era gente più vicina ai 30 anni che ai 20 dell'universitaria media... :unsure: In ogni caso, divertente vedere tante facce note di A2, B e C in una veste diversa dalla solita. Anche perché ne è venuta fuori una gran partita. Avversaria della Cattolica era il Politecnico, quindi ingegnere e architette: bacino di studenti probabilmente più ristretto della controparte, ma squadra del tutto all'altezza, anzi molto superiore nelle lunghe, mentre il duello delle esterne era appannaggio della Cattò.
--> Partenza sparata per il “Poli”, che impone i centimetri e la classe di Contestabile e Picotti (quest'ultima fresca di promozione con Biella), sbagliando praticamente nulla nel primo quarto. Una sventagliata di triple firmata da Picotti, Contestabile e Leonarduzzi (massiccia ala di Fiorenzuola) vale l’allungo a +11, arrotondato poco dopo a +14 da Contestabile con un “reverse” su rimbalzo d’attacco (26-12 all’8’). A suonare la carica per la Cattolica è un’indiavolata Praderio che segna 5 punti di fila, poi ruba palla in pressing e serve un’altrettanto scatenata Menapace per il 28-21 che chiude la prima frazione.
--> Le ragazze di Mondoni trovano proprio nell’aggressività difensiva e nella superiorità delle esterne (orchestrate dalla solita regia di De Fiori) la chiave per annullare lo svantaggio già in avvio di secondo quarto (28-27 su contropiede di De Fiori). Nel frattempo gli arbitri non risparmiano fischi, anzi diciamo che fischiano pure i sospiri (fosse sempre così, durante l'anno, avremmo punteggi più alti ma evidente che le ragazze non sono abituate e lo pagano...) e su entrambi i fronti c’è già qualcuno con 4 falli (Arnaboldi per il “Poli” e Varvaglione per la Cattolica). Il Politecnico si rilancia a +9 ma ribatte ancora Praderio con altri 5 punti, mentre Romanò riesce ad arginare in qualche modo Contestabile prima di incappare anche lei nel 4° fallo. La Cattolica sorpassa e sale anche a +4 (39-43) ma prima dell’intervallo il “Poli”, nel frattempo rifugiatosi a zona per limitare (invano) i falli, torna avanti con la solita Contestabile: 45-44.
--> L’andamento “a elastico” continua nella ripresa. Le percentuali si abbassano ma le due squadre continuano a scambiarsi canestri più che pregevoli, con lampi di classe ma anche agonismo e palloni lottati nel fango. Di nuovo il Politecnico prova a scappare (53-48 su tripla di Genta), di nuovo la Cattolica reagisce con uno sprazzo di Dell'Acqua (57-57) e il “Poli” paga dazio ai falli: quarto per Genta, Fiascaris e Contestabile. Così anche il nuovo minibreak firmato da Picotti (63-57) ha breve durata, complici le giocate di talento ed esperienza di De Fiori (uno sfondamento preso, una palla rubata, addirittura uno stoppone in contropiede su Picotti che è 20 cm più alta…). :yes: Si va all’ultimo riposo sul 63-62 Politecnico.
--> L’equilibrio promette di durare fino in fondo e così sarà. Ci prova ancora il “Poli” con un’entrata di Picotti, una bomba di Leonarduzzi e un appoggio da sotto di Picotti (74-68 a -5’30”), ma fallisce qualche occasione con Arnaboldi in contropiede ed ecco le solite due per la Cattolica: Praderio con una tripla “pazza” a bersaglio e Menapace con un’entrata più quinto fallo di Arnaboldi: 74-74 con 4’30” da giocare. Politecnico in difficoltà con le portatrici di palla visto che poco prima è uscita anche Fiascaris. Mentre De Fiori ha problemi di crampi e fa dentro-fuori dalla panchina, le protagoniste principali salgono ancora in cattedra: gioco da 3 punti di Contestabile, entrata di Praderio, ennesima rubata di Menapace più contropiede, due liberi di Picotti e il “Poli” è ancora avanti 79-78 a -2’. In volata, tra stanchezza, tensione e organici falcidiati dai falli le due squadre si scambiano palle perse ed errori al tiro, finché Menapace, che da sola è in grado di pressare su un intero quintetto avversario, ruba palla a metà campo e segna subendo il 5° fallo di Contestabile. Un jolly che vale il 79-80 Cattolica a -1’20”. Poi solo palle perse e una stoppata (di Picotti su Menapace) che dà al “Poli” l’ultima occasione sul -1, ma Rongone fa 0/2 in lunetta a -18”, sulla mischia a rimbalzo la palla sfugge a mo’ di saponetta dalle mani del Politecnico e Praderio viene lanciata in avanti subendo fallo: 1/2 della giocatrice varesina ed è 79-81 per la Cattolica a -8”. Il “Poli” avrebbe l’ultima chance ma impiega troppo tempo a superare la metà campo e va al tiro a tempo scaduto. Migliori marcatrici: Menapace 27, Praderio 26, De Fiori 12 per la Cattolica; Contestabile 30, Picotti 19, Leonarduzzi 12, solo 9 di Genta e 0 di Arnaboldi, condizionate dai falli ma forse anche un po' sottotono.
--> Festeggia dunque la Cattolica insieme ai suoi tifosi, il Politecnico esce deluso ma a testa alta. A dire il vero, i suoi sostenitori intonano cori contro il presunto "furto" subito e contro l'altrettanto presunta sudditanza arbitrale verso Mondoni (un casino ancora maggiore era capitato dopo la finale maschile dello scorso anno, per analoghi motivi). Ma visto il contesto universitario possiamo derubricare questi frizzi e lazzi a simpatica rivalità goliardica, e quindi archiviare questo piacevole codazzo agonistico della stagione. L'estate può cominciare.

sabato 11 giugno 2011

Mabel Bocchi (al 150° d'Italia) rievoca i tempi duri

 Curiosità, dal Corriere della Sera online:


Organizzata dalla Gazzetta dello Sport e dalla Fondazione Candido Cannavò, curata da Elio Trifari, la mostra «Donna è sport» ha voluto legare alle celebrazioni per il 150 esimo anniversario dell’Italia l’irrefrenabile avanzata femminile nella pratica sportiva (tra il 1980 e il 2010 si è passati da una presenza nella squadra azzurra del 15% a quasi il 50% del totale). Un racconto che nasce in epoca deamicisiana con enormi pregiudizi (emblematico uno spezzone del film tratto dall’opera Amore e ginnastica) e che arriva al fisico, al sorriso e al carattere di una Federica Pellegrini, simbolo dell’italiana indipendente del XXI secolo.
In mezzo, tante conquiste. La cestista Mabel Bocchi racconta le sue battaglie sindacaliste degli anni Settanta quando le atlete avevano rimborsi-spese umilianti, andavano a giocare in campi scomodissimi e una volta in raduno si vedevano tolte persino le chiavi della macchina.

venerdì 10 giugno 2011

Cinguettii (257) - Il teatrino della Spezia e la bizzarra A2 dei "doppioni"

Allora, si fa o no nsi fa questa fusione tra le due società della Spezia, ovvero Virtus e Olimpia (o come diavolaccio si chiama quella sponsorizzata TermoCarispe)? Ah, saperlo. Sembrava già tutto fatto, con tanto di organigramma dirigenziale e di nomi delle giocatrici nonché del coach, Scanzani. Invece le ultime danno l'operazione sul punto di saltare. :woot: Motivi della frizione, secondo il boss di sponda Virtus, Brunetto, come riporta Cittadellaspezia.com, sono un dirigente che s'è tirato indietro, il palasport da utilizzare e la società satellite per le giovanili. Vedremo se sono schermaglie tattiche o rischia davvero di sfumare tutto. Certo non è facilissimo mettere insieme chi fino a ieri sembrava cane e gatto. Pare di capire che Brunetto, cioè la Virtus, mette il grosso dei soldi, mentre Pagani, cioè la Termo, ha il seguito di pubblico e del materiale umano che nell'ultima stagione è andato decisamente meglio. Senza la fusione, rimarrebbero due società dove chi ha i denti non ha pane e viceversa. (Tra parentesi, per noi lumbàrd c'è il rischio che salti il ripescaggio di Biassono in A2, il che non ci piacerebbe.)

Ma non è l'unico caso di dispersione delle risorse. Anzi, l'anno prossimo si potrebbe fare un girone di A2 con 4 derby: Cus e Virtus Cagliari; Virtus e Termo Spezia; Minibasket e Nuova Pall. Battipaglia; Women e Gymnasium Napoli. Si sono infatti formate due nuove coppie cittadine, una per promozione di Battipaglia-2 e l'altra per retrocessione di Napoli-1. Ora, ci fa piacere che in alcuni posti ci sia vivacità tale intorno al femminile da poter allestire due squadre di alto livello. Tuttavia sembra un po' assurdo, in tempi di crisi economica e di interesse non oceanico intorno al basket donne, che addirittura in 4 piazze le risorse sia finanziarie che di pubblico vengano disperse in due tronconi. Bello il campanilismo, belli i derby ma ci pare un po' uno spreco. Abbiamo il problema serio di faticare a trovare società in grado di reggere i costi dell'A1: non è che se qualcuna di quelle 4 coppie si mettesse insieme potremmo risolverlo almeno in parte? Vedano loro.

mercoledì 8 giugno 2011

Cinguettii (256) - Nazionale: la mancata qualificazione è un fatto di mediocrità

"La mia generazione ha perso", cantava Giorgio Gaber. Lui parlava dei sessantottini, qui parliamo della generazione di giocatrici italiane nate tra fine anni '70 e inizio '80, che con l'eliminazione dall'Additional Round di Taranto hanno presumibilmente chiuso la loro carriera azzurra, perlomeno come gruppo anche se qualcuna com'è logico rimarrà ancora un po'. Zara ha 35 anni, Masciadri 31, Franchini 32, Ballardini e Wabara 30, Meneghel 34, la tagliata Alexander 35, l'assente Macchi 32. Inevitabile voltare pagina. Così com'è inevitabile dire che il bilancio internazionale di queste giocatrici è disastroso. A livello di nazionale vantano un 6° posto agli Europei 2009 come massimo picco, poi un nono a quelli del 2007 dove però eravamo qualificati di diritto, per il resto nemmeno mai arrivate agli Europei. Non che a livello di club sia andata meglio: un paio di Fiba Cup o Eurocup (Napoli 2005 e Schio 2008), zero final four di Eurolega a parte Zara che vinse nel 2007, ma senza entrare in campo da panchinara dello Spartak. Poi è chiaro che in casa nostra queste giocatrici hanno vinto tanto e segnato un'epoca, dunque si sono prese le loro glorie e i loro danari, ma a livello europeo questa è la peggior generazione di giocatrici che abbiamo mai avuto, risultati alla mano, da almeno 50 anni.

--> Bisogna resistere all'attacco depressivo che viene in queste situazioni, quando tutto sembra bigio e irritante, dall'intervistina all'azzurra di turno sul sito Fip in cui la tipa biascica parole di circostanza con un tremendo birignao, al telecronista che s'esalta per la "straordinaria determinazione" di Ticchi durante un timeout contro la Romania. :blink: Sono momenti in cui cerchi capri espiatori, valvole di sfogo, motivi reconditi della sconfitta. Ma quando perdi in quella maniera, in una serata in cui nulla funziona e affondi a -21 con un'escursione termica di -42 rispetto al giorno prima, chiunque può aver ragione sparando qualunque cosa: da quelli che "doveva convocare altri play", "doveva convocare Zanoni", "doveva convincere Macchi", a quelli che "la colpa è della federazione che invece di spendere per College Italia dovrebbe fare propaganda nelle scuole", a quelli che "ci sono troppe straniere nel campionato", fino a Meneghin che suggeriva di aiutare di meno contro le tedesche o a Roberto Lurisi che su Superbasket raccomanda di fare il tagliafuori anche con le piccole (in entrambi i casi siamo all'ABC del basket). Potrebbe starci persino qualche colpa di Pisapia, tanto per andar dietro al tormentone del momento. :wacko: O più seriamente (in fondo l'ha semi-ammesso anche Ticchi) che si sia sottovalutata la Germania dopo aver battuto la Serbia. Perché c'era 'sto ritornello che martellava, prima dell'Additional: "l'unica avversaria temibile è la Serbia". Chiaro che, battute di 21 le slave, il rischio di credersi già al sicuro era alto. Ma mi rifiuto di pensare che siamo stati così cioccolatari da cascarci, buttando via Europei (e Olimpiadi) per una leggerezza del genere. Anche se, in effetti, quando ti fai segnare 52 punti da due sole giocatrici, bravine ma non certo fenomeni, è un serio indizio di partita mal preparata o mal condotta. Ma una squadra di veterane non dovrebbe mettere al riparo da leggerezze che sarebbero tipiche delle giovani, cioè perdere concentrazione dopo una vittoria, andare in confusione se l'avversario di turno si rivela più ostico del previsto, eccetera?
--> Ma secondo me, tutte queste possono essere cause contingenti, superficiali. Il problema di fondo è la mediocrità delle nostre giocatrici. La mediocrità significa che, se hai fortuna e te la giochi bene, una volta o due ti puoi piazzare tra le prime 8 d'Europa (come ci è capitato 2 anni fa); ma basta una circostanza sfigata, una serata-no, un'assenza, avversarie in serata di grazia, e resti fuori dagli Europei. Ahò, non stiamo parlando di vincere una medaglia, stiamo parlando di essere tra le prime 16. C'è il Regno Unito, c'è il Montenegro, non ci siamo noi. E non ci siamo stati nel 2001, nel 2003, nel 2005 e nel 2011. Siamo contrari al prendere le sconfitte di una sera come fotografie infallibili del movimento intero, ma qui non si tratta di una sconfitta singola, si tratta di una catena decennale di fallimenti. Se ti qualifichi sul campo una volta su 5 tentativi, non ci sono alibi che tengano: hai ottenuto quello che ti meriti. Eppure, ogni volta c'è una scusante: le defezioni, la "pastetta" tra Russia e non ricordo più chi, la Germania che ha pescato la partita della vita... Ma guardiamo in faccia la realtà: siamo mediocri. Chi è sempre appeso alle circostanze, per fare risultato, è mediocre. Potevamo qualificarci direttamente dall'Europeo 2009, poi dalle qualificazioni dello scorso anno, poi da 'sto Additional che giocavamo pure in casa. Cosa vogliamo di più? Un tappeto rosso? Un Additional dell'Additional, magari contro Lussemburgo, Malta e Cipro? :huh:
--> C'erano nazionali mediocri con un gioco mediocre, lì a Taranto, e noi siamo stati pienamente in linea con questa mediocrità. Non riesco a dare torto a un utente cestofilo maschile che su Basketforum ha scritto: "Ho visto un pezzo di Italia-Serbia e pareva tutto fuorché basket, 3 contropiedi 1c0 conclusi con terzo tempo di destro sbagliati, palle perse, tiri dopo 24 secondi di palleggi..minchia che porcheria". :sick: Il tipo esagera, ma nemmeno troppo. Il problema è che il convento passa questo. Così, a ottobre, riprenderemo a esaltarci per l'italianuzza di turno che va in doppia cifra una volta, anche se già sappiamo che la volta dopo farà zero, o 2, come Consolini tra Serbia e Germania. E delle tante partite che finiscono 55-50 con duemila errori, per non dire che hanno fatto pietà parleremo di "sfida agonisticamente vibrante".
--> Non è questione di allenatore. Se tutti falliscono (anzi, Ticchi è quello che ha fallito di meno) vuol dire che il materiale è quello che è. Ovvero un gruppo di giocatrici in cui Macchi è l'unico vero talento sopraffino, qualche altra è buona ma siamo clamorosamente deficitari sotto canestro, sicchè, contro avversarie decenti, siamo aggrappati al tiro da fuori. Che se non ci entra, siamo perduti (vedi il 4/23 con la Germania). E poi, al di là dei limiti fisico-tecnici, c'è probabilmente una friabilità mentale che ci ferma a una lira dal fare il milione. Contro la Germania sono riapparse come un incubo le facce da psicodramma, gli sguardi persi nel vuoto visti, per esempio, nel 2007 con la Bielorussia a Chieti. Poi si può anche dare la colpa alla federazione, a mio nonno e a Pisapia, anche perché è più facile pigliarsela col "sistema", visto che i brizzolati e un po' bolsi funzionari federali c'inducono meno simpatia delle giovani e atletiche eroine del parquet. Ma ci pare difficile ravvisare colpe della federazione in questo Additional che, anzi, la Fip era stata abile a procacciarsi in casa. Sì, ci sono colpe di fondo della federazione se non abbiamo una Nazionale più forte. Ma per non farsi incaprettare di 21 dalla Germania in casa, non è che servivano migliori politiche federali di decenni. Bastava non avere il marchio della mediocrità stampato nelle mani e nelle teste. Arrendiamoci all'evidenza finale: la razza italica delle cestiste, in questo decennio, è scarsa. Speriamo nella prossima generazione. Questa ha fallito. Grazie e avanti un'altra.

Cinguettii (255) - Riassunto lombardo: B1, Broni sfiora; All Star Game bene; mercato, colpi Sanga; ciao Censo

Broni s'è fermata a un passo dalla promozione in A2. Nel concentramento Sud degli spareggi di B1, disputato a Senigallia, le pavesi (sostenute dai soliti impagabili Viking al seguito) hanno battuto Stabia 59-49, con 21 di Zamelli, inchinandosi però alla favoritissima Battipaglia (che nel frattempo aveva inflitto un trentello a Stabia) con un dignitoso 56-65. Sarebbe stata davvero una sorpresa se la squadra di Cossu ce l'avesse fatta; merita comunque un applauso: senza il capestro di 2 promozioni su 72 team di B1 (ovvero la cruna dell'ago) ce l'avrebbe fatta a tornare là dove è retrocessa nel 2009.

--> C'era un pizzico di Lombardia anche nell'altro concentramento: si giocava a Pessano, casa abituale di Carugate, e nella vincente Biella c'erano l'ex varesina Gaia Angelo e l'ex rhodense Laura Bonetti. Esito rocambolesco visto che tutte e tre le squadre hanno vinto una partita e perso l'altra. Biella, beffata da Muggia all'esordio (54-55 dopo essere stata 50-39 a metà 4° quarto prima della rimonta di Borroni, 29 punti), ha poi fatto bene a non lasciarsi andare con Viareggio, giacché il +11 s'è rivelato decisivo quando, domenica, Viareggio ha steso a sorpresa Muggia di 3. Quindi in classifica avulsa ha cantato trallallà Biella. Bel ritorno del Piemonte in A2 (col gruppo ex Torino delle varie Coen, Montanaro, Pignetti, Simonetti) dopo anni di tentativi. Meritato.
--> Nel ponte del 2 giugno s'è tenuta la due giorni dell'All Star Game lombardo. Dopo la poco frequentata edizione dello scorso anno a Meda (patria di Masciadri ma non di basket femminile stabile), azzeccata la scelta di Usmate come sede di quest'anno. Opportuno anche il ritorno delle americane, anche se hanno finito per spazzolare tutte e 3 le partite che han giocato, battendo le nostre rappresentative Under 20, di B2 e dei campionati nazionali. Peccato per la polemica tra Carugate e l'organizzazione, ma alla fine una carugatese, in qualche modo, c'era, ovvero Schieppati, anche se formalmente era lì a nome Geas. Nel contorno, da segnalare il consueto stand di Imbecilli.it con Ezio Parisato che stavolta distribuiva doppia produzione libraria: l'Almanacco lombardo 2010/11, indispensabile bibbia, e pure un suo volumetto di memorie di viaggi cestistici: "Turisti per basket".
--> L'All Star Game è stata, a quanto pare, l'ultima partita di Annalisa Censini, che faceva parte della selezione lombarda di A1/A2/B1. Poco prima d'iniziare c'ha comunicato l'intenzione di ritirarsi. :cry: :cry: Se non versiamo subito fiumi di parole è perché non ci crediamo ancora che sia la scelta definitiva. Chiuderebbe a 32 anni, dopo circa un quindicennio tra B e (soprattutto) A2, purtroppo senza la soddisfazione di giocare in A1 e col rammarico di chiudere con una retrocessione, anche se sono solo bruscolini di fronte alla grandezza della sua carriera, il cui massimo successo è ovviamente la promozione col Geas nel 2008. Generale, ripensaci.
--> In corso le finali nazionali Under 17 con 4 lombarde in lizza. Geas e Vittuone hanno fatto 3 su 3 nella fase a gironi; eliminate Costamasnaga e Comense che erano nello stesso gruppo, con un po' di sfiga per Costa perché se oggi Como avesse vinto con l'Athena Roma, anziché perdere di 3, sarebbero passate le lecchesi per classifica avulsa.
--> Mercato: comincia a muoversi qualcosa. Colpi grossi in canna per il Sanga Milano, che ritrova il g.m. Brunello e s'appresta a firmare Stabile, Ntumba, forse Belfiore e una straniera che dovrebbe essere un'ala piccola. :B): Mica male, in aggiunta alle conferme di Gottardi, Brioschi, Rovida, Giunzioni, D'Amico, mentre Pastorino potrebbe andare al Geas in cambio di Schieppati anche se siamo a livello di "pour parler". Ora il Geas è impegnato sul fronte comunitarie: ingaggiata la svedese Halvarsson, con discrete cifre d'Eurolega e fama di gnocca (lo dice anche il comunicato di Sesto, sebbene in modo più elegante); ora cercano un'altra lunga comunitaria (via Twehues) mentre sul fronte-italiane le voci parlano ora di Santucci, ora di Meneghel, ora di un'ex che ritorna (Maiorano?), ma a me non risulta che sia nei piani l'arrivo di una "senior" a tutti gli effetti, anche se dopo che Milano maschile ha gabbato Superbasket sul nome del nuovo allenatore, non c'è mai da esser sicuri d'alcunché.
- Il riepilogo dei campioni lombardi 2010/11, sia senior che giovanili: B2: Rho. C: Pontevico. Promozione: S. Giorgio Mantova, Trescore, Cat Vigevano, Cavallino Bianco S. Donato. Under 19 Open: Biassono. U19 reg.: Varese. U17 Open: Geas Sesto. U17 reg.: Idea Sport Milano. U15 Open: Geas. U15 reg.: Crema. U14: Pro Patria Busto. U13: Biassono.