Le notizie che non vorresti mai sentire. Venerdì, nel primo pomeriggio, il presidente della Virtus Rho, Guido Bresciani, ha comunicato che non avrebbe iscritto la squadra alla "B unica" conquistata appena un mese prima. E' una sorpresa molto relativa, perché problemi societari ce n'erano da almeno due anni e mezzo, e chiaramente, in queste condizioni precarie, un salto di categoria diventa la mazzata finale, a meno che qualcuno coi danari, per miracolo, sia stimolato dalla serie maggiore e ti foraggi la grana. Si sperava ovviamente che capitasse, 'sto miracolo. In fondo, se il Geas 3 anni fa trovò i danari per fare l'A1, contro il pronostico di molti, perché Rho non avrebbe potuto trovare i 30-40.000 euro necessari per la B? Si sperava: vuoi che Bresciani, già rodato nel trovare la quadra di riffa o di raffa, non faccia di tutto proprio ora che c'è una promozione da onorare, anche se la prima cosa che veniva in mente, guardandolo esultare a promozione conquistata, era che in realtà stava pensando "e mo' sono cazzi"? ![]()
L'aspra realtà è venuta fuori un mese dopo. Niente miracoli e battenti chiusi, almeno per i livelli che contano (potrebbe esserci una ripartenza dalla Promozione, poi ci sono le giovanili ma di fascia molto bassa). Perdita grave per il movimento milanese e lombardo: piazza tradizionale, anche in A2 negli anni '80 e forse inizio '90, poi ripartita con l'attuale società (Virtus '96) e comunque in grado di tirar fuori un bel po' di giocatrici di spessore: a parte Macchi, che transitò per qualche tempo da ragazzina, così come Gottardi, ma parlando di prodotti recenti veri e propri si possono citare Frantini, Ponchiroli, Poli, Selmi, Menapace, le gemelle Bonetti, da ultima Schieppati e sicuramente qualcuno con memoria più antica potrà allungare la lista. Chiaro, i tempi belli erano morti da un pezzo: in un Superbasket del 1987 o giù di lì, leggemmo che Rho in A2 vantava 500 spettatori a partita; negli ultimi anni se ne venivano 100 era una festa. E il vivaio era andato spegnendosi. E però era pur sempre un punto di riferimento, nel fertile nord-ovest milanese.
--> Ma più che per il movimento, mi spiace per le ragazze della squadra di quest'anno, che vedono la loro impresa diventare la causa involontaria della rovina. Anche se magari sarebbe finita male anche rimanendo in B2, si può ipotizzare per avere meno rimpianti. D'altronde è più bello e più giusto che abbiano lottato per vincere (riuscendoci con un canestro di Poli a -5" dalla fine dell'ultima partita), a costo di aver fatto saltare tutto in aria, piuttosto che tirare indietro la mano e perdere apposta pur di salvare capra e cavoli. Considerazioni filosofiche che, a dire il vero, non stemperano la tristezza di pensare che ieri, alla finale del torneo "Imbe League" che, manco a dirlo, Rho ha vinto, le ragazze hanno inscenato per l'ultima volta il loro classico balletto in cerchio, battendo il piede e gridando "Per noi sì, per noi sì sì sì".
Ogni volta che glielo vedevi fare, ti trasmettevano un senso di amicizia e di unità, quello che le ha tenute insieme pur nelle varie difficoltà di queste due stagioni (nell'ultima, per sovrammercato, s'era aggiunta l'indisponibilità del palazzetto di casa, dovendo quindi fare la maggior parte degli allenamenti in una palestrina non regolamentare).
--> Parte di Rho si sta già riformando nella non lontana Canegrate. Coach Luca Paletti è già lì, Vera Ponchiroli quasi, Poli e Menapace hanno l'offerta per raggiungerli. Si vedrà per le altre. Ma sarà serie C e non quella B che festeggiarono adattando il loro motto in "Per noi B, B, B" dopo il trionfo alle finali di Usmate. Le ultimissime notizie danno le ragazze alla ricerca disperata di aiuti dell'ultim'ora per scongiurare il crollo. Ma il tempo stringe, i soldi da trovare sono tanti e un conto è tappare la falla in qualche modo, un conto assicurare un vero futuro alla società. Francamente sono pessimista anche sul turare la falla. ![]()
Ogni volta che una squadra muore, diceva Hemingway, non chiederti per chi suona la campana: essa suona per te. Ma se qualcuno ha dei soldi che gli crescono, sappia che scongiurare la diaspora delle ragazze di Rho, consentendo loro di giocare dove hanno meritato sul campo, sarebbe un atto di grande generosità e giustizia.
lunedì 20 giugno 2011
Cinguettii (261) - Campane a morto per Rho. La promozione diventa la pietra tombale
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