Curiosità, dal Corriere della Sera online:
Organizzata dalla Gazzetta dello Sport e dalla Fondazione Candido Cannavò, curata da Elio Trifari, la mostra «Donna è sport» ha voluto legare alle celebrazioni per il 150 esimo anniversario dell’Italia l’irrefrenabile avanzata femminile nella pratica sportiva (tra il 1980 e il 2010 si è passati da una presenza nella squadra azzurra del 15% a quasi il 50% del totale). Un racconto che nasce in epoca deamicisiana con enormi pregiudizi (emblematico uno spezzone del film tratto dall’opera Amore e ginnastica) e che arriva al fisico, al sorriso e al carattere di una Federica Pellegrini, simbolo dell’italiana indipendente del XXI secolo.
In mezzo, tante conquiste. La cestista Mabel Bocchi racconta le sue battaglie sindacaliste degli anni Settanta quando le atlete avevano rimborsi-spese umilianti, andavano a giocare in campi scomodissimi e una volta in raduno si vedevano tolte persino le chiavi della macchina.
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