domenica 19 giugno 2011

Risposte ad alcuni dubbi sul caso-Wabara

La città di Como si chiuse a riccio per minimizzare l'accaduto? Io la trovo una reazione spontanea di autodifesa da parte di una comunità di provincia. Forse se uno vive in una grande città fatica a capire questa preoccupazione. Vicino a dove abito c'è Seveso che, 35 anni dopo la diossina, ha ancora addosso la nomea d'appestata. Purtroppo, siccome gli stereotipi si fa presto ad appiccicarli ma ci vuole un sacco di tempo a staccarseli di dosso, basta un episodio come questo per associare una città al razzismo in toto. Tanto più se un Fatto Quotidiano surrettiziamente insinua che il caso Wabara sia sintomatico della mentalità di un'intera città. Chiaro che poi esagerano nella levata di scudi. Ma per quello dicevo: se i mass media stanno attenti al millimetro quando riportano i fatti (magari, nella fattispecie, anche evitando di confondere Pennestrì padre con Pennestrì figlio, o scrivendo "Marco Mazzoleni" e "Pennistrì" dando così l'idea di non conoscere bene ciò di cui stanno parlando), non forniscono appigli per tale levata di scudi, come quella che ad esempio ha fatto "L'Ordine", giornale destrorso di Como, contro il "Fatto".

Infine non penso che l'"atteggiamento difensivo abbia superato per capacità di mobilitazione", come dici, quello sull'episodio in sé. Io penso che la grande maggioranza dell'opinione pubblica abbia condannato gli avvenimenti così come le posizioni di Pennestrì. Dei giornali nazionali non ce n'è uno che abbia anteposto la difesa di Como alla condanna del fattaccio.

La Provincia di Como coprì volutamente i fatti? Di sicuro non era l'unico giornale con inviati perché c'era la Prealpina, non tramite me perché disgraziatamente era appena nata mia figlia e quindi, dopo centinaia di partite anonime alle quali ho assistito, proprio quella sera non potei essere presente, cosa della quale ho già punito mia figlia con la gassificazione. Ma c'era il collega Giovanni Ferrario, il quale ha riportato la sua visione dei fatti. A parte questo dettaglio, va ricordato che un lettore della Provincia stessa lamentò appunto l'omissione (lettera pubblicata nella rubrica delle lettere). Il giornale si giustificò dicendo che nemmeno gli altri quotidiani, l'indomani, ne hanno parlato, e che il caso era venuto fuori "per via delle accuse della giocatrice" (presumo che il riferimento sia alla cronaca uscita sul sito del Geas). Dicevano poi che nessuno aveva sentito nulla, il che è smentito dall'inchiesta. Però almeno l'onestà di aver pubblicato la lettera di lamentela bisogna riconoscergliela. E bisogna anche ammettere che è vero che la partita si giocò il 5 aprile ma i primi quotidiani cartacei a parlarne lo fecero il giorno 7, non il 6.
Inoltre converrai con me che, come da un atleta di altissimo livello ci si attende più di un comprimario qualsiasi, e quindi gli si fa le pulci se non è perfetto (vedi LeBron James nelle ultime finali Nba, chiedo venia per il riferimento al maschile), è ovvio che faccia più notizia se sbaglia il Corriere della Sera, massimo quotidiano italico, piuttosto che la Provincia di Como, con tutto il rispetto per gli onesti e industriosi giornali locali.

Al caso fu dato un rilievo sproporzionato? E' normale che un fatto abbia rilevanza diversa a seconda degli elementi che lo costituiscono. Ad esempio, data l'enorme popolarità del calcio, qualsiasi fattaccio succeda nel calcio ha rilevanza maggiore che uno capitato in altri sport. In modo simile, relativamente al basket femminile, è comprensibile che un fatto capitato in A1, a un'atleta della nazionale, abbia più rilevanza di uno capitato in una serie minore. Se la memoria non m'inganna, Yadi Rios 3 anni fa, giocando per Biassono, ricevette un epiteto razzista da un tifoso di Broni, ma l'episodio ebbe scarsissima eco.
Certo, dallo zero al mille come nel caso Wabara, ci sono vie di mezzo. Anch'io, come credo tutti, sono rimasto sorpreso dalla rilevanza che ha avuto. Prima pagina del Corriere, Severgnini, Gianni Mura, Gad Lerner, eccetera. Però può essere spiegabile con altri elementi sommatisi ad attizzare benzina, ovvero le polemiche di ambiente comasco e il ping-pong mediatico che l'ha fatto diventare il caso del giorno: una sorta di incendio che si auto-alimenta. Ma il contesto in cui è avvenuto sarebbe bastato a giustificare l'eco che aveva avuto fin dall'indomani, cioè prima delle polemiche.
Sintesi? O ritieni di dar ragione a chi sostiene che la bolla s'è ingenerata perché c'era di mezzo il Geas, ma in mancanza di prove è solo una fatua insinuazione, oppure il maggior rilievo del caso Wabara rispetto a un ipotetico caso Fall è spiegabile coi motivi di cui sopra. La risposta alla tua domanda, infine, è: sì, il razzismo è comunque il punto principale della questione, nel senso che se non ci fosse stato un episodio di razzismo i media non ne avrebbero parlato (va da sé); al tempo stesso è vero che s'è discusso anche di aspetti collaterali della vicenda.

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