Mentre le nazionali giovanili maschili stanno dando importanti segnali di risveglio (abbiamo vinto l'argento agli Europei U20 ed è notizia di oggi che siamo in semifinale in quelli U18), non c'è stata infamia ma nemmeno lode per i due team azzurri femminili di fascia più alta in questo frenetico luglio in cui s'accavallavano (non nello svolgimento ma nella preparazione, in cui hanno scassato i maroni pure gli esami di maturità per le '92) gli Europei U20 e i Mondiali U19.
--> Sulle U20, allenate da Molino, abbiamo riportato qualche stralcio delle cronache inviate dalla Serbia dal grande Ezio Parisato, prima che perdesse totalmente la testa per l'alta densità di gnocche presenti in loco (così nei suoi ultimi commenti, anche su Facebook).--> Il Mondiale U19, in Cile, finisce per noi domani (sabato) ma siccome resta solo da decidere se arriviamo noni o decimi (ma perché costringere le squadre a sperperare altri danari allungando la permanenza di 2-3 giorni solo per giocare dal 9° al 12° posto?) il bilancio lo si può ampiamente fare. Anche qui le premesse non erano buone, anzi: fuori per infortunio parecchie colonne dell’oro europeo U18 dello scorso anno (Carta, Morsiani, Gorini e ce ne stiamo dimenticando qualcuna: prima o poi ci sarà da aprire un discorso sulla piaga degli infortuni alle nostre giovani, giacché ogni settimana arriva notizia di qualcun’altra che s’è spaccata, ad esempio la ’93 Meroni e la ’94 Galli, tanto per stare in Lombardia; la seconda addirittura, pare, facendo la dimostratrice in un clinic),
All'Italia resta l'amaro in bocca ma ovviamente la soddisfazione di esser tornati sul palcoscenico iridato dopo secoli, e poi la scoperta di una giocatrice nuova, e non è cosa di tutti i giorni quando si tratta di 19enni, età in cui si pensa di aver già setacciato il setacciabile e spremuto lo spremibile. Parliamo ovviamente di Giulia Maffenini, che fino all'anno scorso non era sulla mappa delle azzurrabili, e oggi chiude il Mondiale, non il torneo di Binzago, da top scorer della spedizione nostrana. Compresi 20 punti nel match-clou con la Russia. I 30 punti di media in B1, pur in un contesto che l'agevolava parecchio, l'avevano imposta all'attenzione di Lucchesi e soci, ai quali va dato merito di aver saputo allargare gli orizzonti al di là della cerchia delle fedelissime, che ci pare un difetto ricorrente quanto forse inevitabile dei nostri selezionatori.

