sabato 30 luglio 2011

Cinguettii (276) - Europei U20 e Mondiali U19: l'Italia non brilla. Ma scopre Tava e Maffenini

Mentre le nazionali giovanili maschili stanno dando importanti segnali di risveglio (abbiamo vinto l'argento agli Europei U20 ed è notizia di oggi che siamo in semifinale in quelli U18), non c'è stata infamia ma nemmeno lode per i due team azzurri femminili di fascia più alta in questo frenetico luglio in cui s'accavallavano (non nello svolgimento ma nella preparazione, in cui hanno scassato i maroni pure gli esami di maturità per le '92) gli Europei U20 e i Mondiali U19.

--> Sulle U20, allenate da Molino, abbiamo riportato qualche stralcio delle cronache inviate dalla Serbia dal grande Ezio Parisato, prima che perdesse totalmente la testa per l'alta densità di gnocche presenti in loco (così nei suoi ultimi commenti, anche su Facebook). :wacko: Siamo arrivati settimi con 5 vinte e 4 perse, che non è un brutto bilancio, considerando poi che le sconfitte sono state: di 2 con la Francia (poi piazzatasi male ma pur sempre una potenza), con la Spagna inarrivabile che ha vinto l'oro battendo la Russia, poi di 5 con la Serbia padrona di casa nei quarti (e certo qualche rimpianto c'è), infine di brutto con l'Ucraina nella semifinale 5°/8° posto che contava relativamente. La vittoria più importante è stata invece quella con la Lettonia nel match decisivo per passare ai quarti: strepitosa in quell’occasione Alessandra Tava con 29 punti. Proprio Tava ha finito come miglior marcatrice azzurra a 12,6 di media, seguita da Tognalini con 10,2 (+ 8,1 rimbalzi) e Spreafico con 7,9. Avevamo già avuto modo di notare, parlando dei due derby di Spezia dell’ultima annata di A2, che Tava è una giocatrice in decisa crescita, che oltre alle doti tecniche, buone ma non eccezionali, dimostra una personalità non comune. In poche parole ha le palle. Ma l’aveva già dimostrato a livello giovanile vincendo scudetti col San Raffaele Roma. Secondo le cronache di Parisato, l’Italia non ha giocato granché, nel complesso, giovandosi di un livello generale poco brillante (può darsi che l’annata ’91 non offra talenti strepitosi in Europa), però non va dimenticato che le ’92, “requisite” dai Mondiali, non abbiamo potuto usarle (c’era Cigliani ma è andata di là dopo 3 partite; per il resto solo Galbiati che oggi come oggi non fa parte delle “top” di quell’annata), e le nostre ’92, almeno come qualità media, sono meglio delle ’91 che hanno qualche picco ma poca profondità. Insomma, considerando le premesse non è un brutto risultato. Intanto salutiamo la fine della carriera giovanile delle ’91, con l’augurio che trovino spazi adeguati a livello senior e non finiscano in naftalina.
--> Il Mondiale U19, in Cile, finisce per noi domani (sabato) ma siccome resta solo da decidere se arriviamo noni o decimi (ma perché costringere le squadre a sperperare altri danari allungando la permanenza di 2-3 giorni solo per giocare dal 9° al 12° posto?) il bilancio lo si può ampiamente fare. Anche qui le premesse non erano buone, anzi: fuori per infortunio parecchie colonne dell’oro europeo U18 dello scorso anno (Carta, Morsiani, Gorini e ce ne stiamo dimenticando qualcuna: prima o poi ci sarà da aprire un discorso sulla piaga degli infortuni alle nostre giovani, giacché ogni settimana arriva notizia di qualcun’altra che s’è spaccata, ad esempio la ’93 Meroni e la ’94 Galli, tanto per stare in Lombardia; la seconda addirittura, pare, facendo la dimostratrice in un clinic), :woot: e poi, onestamente, l’impressione è che col crescere del livello (da europeo a mondiale) e dell’età, certi limiti fisico-tecnici del gruppo, mirabilmente mascherati dallo staff di Lucchesi e dalle ragazze in occasione delle 2 medaglie conquistate nei 3 anni passati, fossero destinati a venire fuori. E tuttavia, per com’è andata sono inevitabili i rimpianti. Due vittorie iniziali, di cui una piuttosto ovvia con l’Egitto e una di spessore con la Cina, poi una sonora sconfitta col Canada, chiudendo comunque la prima fase con un 2-1 che lasciava aperte le chances di quarti di finale. Però la seconda fase s’è aperta con una sportellata tremenda dal Giappone (69-97), e insomma ti aspetti di soffrire ma non di prenderne 30 dalle nipponiche, che a quanto narrano le cronache hanno praticato un formidabile “corri e spara” infilandoci una quindicina di triple. Dopodichè il -34 con gli Usa era quasi di prammatica, e si è arrivati al match decisivo con la Russia. La quale ce l’eravamo tenuta dietro, come tutte, all’Europeo di Katowice, ma è pur sempre una superpotenza. Eppure all'intervallo veleggiavamo sul +14. Poi però s'è spenta la luce e abbiamo incassato un 4-24 che, pur con qualche successiva reazione nostra, ha compromesso il nostro Mondiale, facendoci perdere partita (55-62) e qualificazione. Alla luce dei risultati dei quarti, in cui solo gli Usa sono passati del nostro girone, non c'è nemmeno l'appiglio di dire che eravamo finiti dalla parte più difficile.
All'Italia resta l'amaro in bocca ma ovviamente la soddisfazione di esser tornati sul palcoscenico iridato dopo secoli, e poi la scoperta di una giocatrice nuova, e non è cosa di tutti i giorni quando si tratta di 19enni, età in cui si pensa di aver già setacciato il setacciabile e spremuto lo spremibile. Parliamo ovviamente di Giulia Maffenini, che fino all'anno scorso non era sulla mappa delle azzurrabili, e oggi chiude il Mondiale, non il torneo di Binzago, da top scorer della spedizione nostrana. Compresi 20 punti nel match-clou con la Russia. I 30 punti di media in B1, pur in un contesto che l'agevolava parecchio, l'avevano imposta all'attenzione di Lucchesi e soci, ai quali va dato merito di aver saputo allargare gli orizzonti al di là della cerchia delle fedelissime, che ci pare un difetto ricorrente quanto forse inevitabile dei nostri selezionatori. <_< Certo, poi la ragazza ci mette del suo, perché ha una dote piuttosto rara nei nostri patrii confini: ha in mente il canestro e sa come farlo spesso e volentieri. E come ha sentenziato Roberto Lurisi su Consolini (nelle pagelle riportate ieri), "a pallacanestro bisogna fare canestro". -_- Sembra banalità, ma a volte il rischio è di produrre gente che sa tutto sui blocchi stagger ma non sa segnare due volte di fila. Speriamo che a Como, l'anno prossimo, la pasticcera brianzola (questo il suo futuro mestiere nella vita, se non fa la professionista dei cesti) possa giocare sul serio. Perché siamo curiosi di capire fin dove il suo razzo, in fase di decollo verticale, possa arrivare.

venerdì 29 luglio 2011

Cinguettii (275) - A1: il pagellone di Superbasket c’è!

Un timore sotterraneo tormentava gli animi degli appassionati in questi giorni d’estate. Si veleggiava ormai verso fine luglio e Superbasket non aveva ancora elargito le pagelle di fine stagione di Roberto Lurisi, che gli anni scorsi, da giugno in avanti, ci fornivano ampio materiale di lettura e discussione: a gruppi di 2-3 squadre per volta, la penna principe del settimanale principe (nonché unico) del basket nostrano distillava la sua primizia più gradita, i giudizi collettivi e individuali, con l’imprescindibile pepe appunto dei voti e votacci. Quest’anno, finora, niente. Colpa della Nazionale, forse, che aveva succhiato spazi. Ma ecco che, proprio in extremis, nell’ultimo numero prima della pausa estiva, Lurisi ci regala la sua somma primizia in versione compressa: 4 pagine fitte come le buone vecchie riviste di una volta, con voti e giudizi di tutte le giocatrici di A1 in ordine alfabetico. :yes:

--> Non posso né voglio riportare tutto (compratevi la rivista, taccagni), ma qualcosa bisogna dire. Innanzitutto, che si tratta di un lavoro enciclopedico: chi altro, in Italia, saprebbe parlare con cognizione di causa di 116 giocatrici, sembrando avere davvero qualcosa di sensato da dire su tutte? Sì, in qualche caso (ma una minoranza) c’è il limite di fondare il giudizio sulle statistiche, il che non è sbagliato come principio (quale altro parametro oggettivo esiste?) ma non sempre indicativo fino in fondo, soprattutto quando le cifre sono alquanto insulse, cosa che per le italiane capita spesso (ad esempio, se una passa da 2,8 a 3,5 di valutazione, o viceversa, è qualcosa di significativo? O non è piuttosto un frutto di casualità in un quadro che resta mediocre?). E poi c’è il consueto e celebre “metro lurisiano”, ovvero la scala di voti che va dal 4 all’8 con utilizzo molto parsimonioso degli estremi (in poche parole, il grosso va dal 5,5 al 7). Tuttavia, all’atto pratico, gli unici due voti che mi paiono uno eccessivo e uno troppo stretto sono il 7,5 a Spencer e il 6 a Willis: nel primo caso (tenendo conto che per Lurisi 7,5 è un voto prossimo all’eccellenza) perché Spencer mi pare giocatrice da eccellenti percentuali ed eccellente stile, ma non tanto incisiva quanto i numeri parrebbero dire; e nel secondo caso, per motivi opposti, cioè che Willis è giocatrice sporca, cattiva e non tanto talentuosa ma assai efficace, e mi pare aver svolto un ruolo determinante nel buon campionato di Lucca. Ma insomma, due casi su 116, ammesso e non concesso che abbia ragione io, sono davvero poca cosa. Sì, forse il 5 a Maiorano è un po’ ingeneroso, io sarei arrivato a 5,5, anche se, come dice Lurisi, il 18% da 3 inchioda quella che sarebbe una specialista del tiro pesante (Big Roberto si salva peraltro dall’assalto dei Maioranofili precisando: “Insufficienza non del tutto farina del suo sacco”: ovvero colpa anche del coach, e tra le righe dei giudizi sulle giocatrici di Venezia trapelano non poche critiche alla gestione di Paolo Rossi)… :shifty:
--> Da segnalare. O’ professore, si sa, è di manica stretta, e dunque non stupisce che abbia dato un solo 8: a Macchi. C’è poi una manciata di 7,5: Antibe, Hicks, McCarville, Spencer, Summerton, Ujhelyi, Wambe. Quindi un po’ di 7. Le insufficienze peggiori: 4,5 a Fikiel, Grant, Sarni; 5 a Bestagno, Carù, Dacic, Gonzalez, Maiorano, Rossi, Sowinski. Ovviamente le parti più gustose da leggere sono i giudizi, soprattutto quelli critici: riporto qualche stralcio. Arturi (6): “Importante, ma abbiamo mai visto la vera Arturi? No, perché anche quest’anno è finita spesso a fare il cambio”. Ballardini (7): “Ha ritrovato entusiasmo e libertà di giocare come piace a lei”. Bestagno (5): “Precipitata nella fiducia in se stessa”. Cinili (5,5): “Stagione da cancellare (…) Bisognerà dapprima chiarirne il ruolo, per capirne in seguito il reale valore”. Consolini (5,5): “E’ dura dare di più a una giocatrice che ha tirato con il 28,2% da due (…) a pallacanestro bisogna fare canestro”. Dacic (5): “Due metri di altezza piazzati lontano da canestro”. Gorini (6): “Grande istinto nella giocata difficile, disattenta su quella facile (…) Se vuoi diventare un grande play, non si devono sbagliare le cose facili”. Hicks (7,5): “La scoperta dell’anno grazie a una duttilità tecnico-tattica importante”. Meneghel (5,5): “Ha trascorso almeno un terzo di stagione a far capire di non essere una pensionata”. Milica Micovic (5,5): “Se curasse il fisico, il suo talento le garantirebbe una bella carriera”. Ohlde (6,5): “Non era nella squadra giusta per esaltarsi e non è un centro coraggioso”. Santucci (5,5): “Stagione impalpabile”. Sciacca (5,5): “Disorientamento scontato e rendimento non all’altezza”. Siccardi (5,5): “Annata anonima”. Sottana (7): “Per noi soprattutto delizia, al punto da farci dimenticare errori marchiani”. Spreafico (5,5): “Con Barbiero si è dovuta disciplinare e non era pronta”. Zampella (6,5): “Difficile da gestire, ma sa giocare maledettamente bene”. Zampieri (5,5): “E’ l’emblema di quale sia la differenza tecnica tra l’A2 e l’A1”. Zara (7): “Inimitabile per come fa girare la squadra”.

giovedì 21 luglio 2011

Pictures of you (30)

SPECIALE TORNEO DI BINZAGO - 4^ E ULTIMA PARTE


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L'arrivo trionfale (be', insomma, sotto la pioggia in un oratorio ancora deserto) di Silvia Gottardi con la sua Gazzamobile, che ora trovasi, se non erriamo, già in Africa.

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Entrata acrobatica di Marta Ceppi in semifinale.

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Mala parata per Masha Maiorano in semifinale: qui si consulta con la madre durante l'intervallo.

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Sisa Scarciello portata fuori campo da un nerboruto compagno dopo l'infortunio nella finale 3° posto.

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L'estrema concentrazione di Selene Marulli e Lalla Guidi subito prima dell'inizio della finale. Marulli eroica col polso bendato.

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Tiro libero della positiva Bossi durante la finale. Però quelle punte dei piedi...

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Quarto titolo di capocannoniera a Binzago per Maiorano, col record di punti in un'edizione.

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Una monumentale Valentina Gatti ritira il premio di miglior giocatrice.

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Claudia Biscari, a destra (Cristina Bonalumi a sinistra), è la supervincente di Binzago: quarta edizione in carniere.

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Ecco la prova che Maiorano ha corrotto uno dei due arbitri del quarto di finale vinto contro il qui scrivente. Pappa e ciccia, sono.

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Una Micia Gatti distesa (insieme a un compagno burlone) nel dopopartita della finale.


Questo è un servizio di MonzaBrianza Tv sulla finale del torneo.

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From Binzago to Cordoba (Spagna): la rappresentativa del Cus Milano ai campionati europei universitari (con alcune giocatrici rapite a Binzago, come abbiamo già riferito). Un girone arduo ha condannato la squadra allenata da Jngo Finkelberg (Giunzioni, Schieppati, Genta, Tagliabue, Arturi, F. Pozzi, Romanò, Contestabile, Vujovic, G. Molteni più la polacca Dlutowska e la spagnola Cobos) a giocare la fase di consolazione (10° posto finale). Tuttavia, come si nota, le tipe hanno avuto di che spassarsela nel tempo libero.
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martedì 19 luglio 2011

Cinguettii (274) - Torneo di Binzago, fasi finali: glorie e psicodrammi (4. e ultima parte)

E dopo il Micovic-shock, l'ultimo quarto di finale era il più serrato di tutti, concludendosi con la vittoria di 1 punto della squadra di "Micia" Gatti sui campioni in carica cui non bastavano le buone prove del duo di Valmadrera Claudia Bussola-Valentina Gariboldi. Nell'ultima azione, sul -1 a 6" dalla fine, Bussola partiva in quarta verso il canestro altrui ma s'incartava perdendo palla. Brave le altre due tipe del team di Gatti, ovvero Selene Marulli e Lalla Guidi, a resistere senza cambi (Giunzioni volata agli europei universitari, Elisa Silva desaparecida) e con Marulli bendata al polso per infortunio.

--> Dopo il venerdì di pausa, s'arrivava al sabato delle semifinali. Che purtroppo erano senza storia, per via di assenze pesanti in una delle due squadre di ciascuna partita. Davvero non mi capacito di come, il terzo weekend di luglio, ci sia gente che preferisce andare al mare o altrove (c'era il concertone di Ligabue a Reggio Emilia) anziché giocare la semifinale di Binzago... :angry:
Così la squadra di Maiorano ne prendeva un sacco e una sporta contro la squadra di Biscari, Ceppi eccetera. La stessa Masha interplanetaria appariva in serata opaca, forse anche perché demotivata dall'impossibilità di vincere la partita, chiudendo con 12 punti e tanti errori. Le ragazze dall'altra parte facevano il loro consueto onesto lavoro di supporto agli uomini senza particolari squilli.
Anche l'altra semifinale si decideva nel giro di metà gara. La squadra di Gatti, dopo anni in cui sembrava sfruttare solo in parte il potenziale della "Big Kitten", sembrava aver capito come servirla, tra palloni in area e astuti "pick and roll". E la centrona ex Varese e Milano ripagava con 23 punti. Di là i 18 di Sisa Scarciello servivano solo a lenire i danni.
--> Ed eccoci così alla giornata conclusiva, ovvero l'altroieri. Il tempaccio autunnale che sta infestando questo strambo luglio costringeva a spostarsi al coperto. La finale 3° posto veniva fuori meno insulsa del solito: la squadra di Maiorano si portava anche a +17 all'inizio, poi veniva rimontata fino a perdere di 3 punti. Con Sisa Scarciello out per infortunio alla caviglia dopo un quarto e mezzo, si rendevano utili la razzente Giada Carta e l'ex biassonese Nicole Battaglia. Finiva col boyfriend di Maiorano, giocatore della sua squadra, che inveiva contro un arbitro a un centimetro dal suo faccione: eheh, caro amico, non è sempre festa come quando contro di noi vi han dato 47 tiri liberi... :P
Per Maiorano la consolazione di un momento storico quando, sul finire del secondo quarto, con due liberi diventava la miglior marcatrice di tutti i tempi del torneo di Binzago, uomini compresi. :clap: Fossimo stati in America, si sarebbe fermata la partita, consegna del pallone eccetera. Qui meno scene ma la cosa è stata comunque proclamata nelle premiazioni ufficiali. Sono traguardi che fanno pedigree e curriculum, non c'è che dire. -_-
--> Ma tutti i riflettori, davanti a un pubblico progressivamente infoltitosi fino a circa 200 unità (mica male per un 17 luglio), erano ora per la finalissima. Che come inevitabile vedeva soprattutto gli uomini fare i protagonisti (l'mvp è stato un '91 che è nel giro della nazionale Under 20), ma ne emergeva anche una al femminile: Valentina Gatti. La Miciona disputava una prestazione straordinaria. Certo agevolata dal fatto che le avversarie fossero tutte guardie, per cui diventava facile per i compagni servirla e per lei tirargli in testa. Ma ci metteva del suo con una precisione e una reattività notevoli. Nel primo quarto quasi non beccava una boccia. Dal secondo hanno capito che bastava dargliela per fare due punti, e ha iniziato a segnare. Giro e tiro, ricezione su pick and roll, rimbalzo in attacco sulla testa degli uomini. Un campionario completo. A inizio ripresa ha commesso il quarto fallo dopo aver segnato altri due canestri. Quando poi è rientrata, Ceppi e compagnia han provato ad attaccarla per farle fare il quinto, ma lei non ha abboccato. Ha finito con 27 punti e avrà sbagliato 2 o 3 tiri in tutta la partita. :B): Mi raccomando, commissari tecnici nostrani: continuate a snobbarla, anche quando fate i raduni da 40 convocate, che tanto, di lunghe di 1,92 per 100 chili che sanno mettere palla a terra e hanno mano morbida dalla media, ne abbiamo a bizzeffe, in terra italica. :sick:
E' bastato per vincere? No, finiva all'ultimo tiro e la sua squadra sbagliava la tripla della vittoria, perdendo di 2. Per i vincitori in evidenza Carolina Bossi, molto volitiva ed efficace in penetrazione, nonostante una temporanea uscita dopo un colpaccio al cranio. Importanti anche due liberi di Ceppi nella bagarre finale. Claudia Biscari si confermava super-vincente conquistando il suo quarto titolo binzaghese, lei che detiene il primato per il maggior numero di partite giocate.
--> Nelle premiazioni gloria per Valentina Gatti, eletta miglior giocatrice, e per la cannibale Maiorano, al suo quarto titolo di top scorer. Oltretutto, per la prima volta nella storia, risultava la miglior marcatrice dell'edizione 2011 uomini compresi. Frantumava inoltre il record femminile di punti in un'edizione. Insomma, la solita bulimica. :alienff:
Andava così in archivio il Binzago delle 5 giocatrici di A1, il Binzago delle guerre stellari dove però alcune sono diventate stelle cadenti. Per il qui scrivente il torneo finiva alla tavolata della squadra di Gatti, gentilmente invitato da Selene Marulli, dove si sfogava di 3 settimane di semi-digiuno divorando (dopo essersi già fatto una grigliata di carne) uno sproposito di fette di salame, tozzi di pane e biscotti, facenti parte del premio per la seconda classificata. :blink:
Due dati statistici per chiudere: il famoso calo delle praticanti si è sentito anche qui, con 72 donne iscritte contro le 80 dell'anno scorso; in compenso la qualità sale, visto che mai nel complesso le donne avevano segnato così tanto. Addio Binzago, sorgente dalle acque inquinate del Seveso; ci si vedrà, a Dio piacendo, nel 2012.

Cinguettii (273) - Torneo di Binzago, fasi finali: glorie e psicodrammi (3. parte)

Il torneo ovviamente non finiva con la pur epocale battaglia di quel bizzarro mercoledì 13: c'erano ancora parecchie storie. Poco, in realtà, nella partita successiva di quella sera: la squadra di Giulia Pasqualin e Chiara Bonfanti, entrambe non in particolare vena con 9 punti a testa, resisteva un quarto e mezzo ai lanciatissimi "Ragazzi del Boh Basta" che come donne annoverava le veterane Ceppi e Biscari (ex Rho e Carugate tra l'altro), le giovani Bossi ('91 vivaio Como) e Brino ('90 ex Sanga) e la Giovane di soprannome ma non più tanto anagraficamente ('87) Bonalumi, ex Carugate. Gran squadra con uomini fortissimi, bisogna dire, ed esito piuttosto scontato.

S'andava all'indomani sera ed ecco un nuovo psicodramma, stavolta con Milica Micovic protagonista. La possente guardia appena passata a Pozzuoli era nella squadra data per favorita da tutti, un concentrato di talento sia negli uomini che nelle donne, queste ultime completate da Arturi, Schieppati (quindi 3 di A1 nello stesso team), Arnaboldi di Valmadrera e la semi-infortunata Minati di Broni. In pratica la compagnia di amici del noto locale "Ganas" di corso Como. Nella prima fase avevano dominato giocando con la pipa in bocca, infilando schiaccioni e triple da 9 metri tra una battuta e una birra.
Succedeva però che, pure quel giovedì, s'era scatenato un temporalazzo. Poi smetteva di colpo, s'asciugava il campo e quindi si poteva giocare fuori. Ma intanto sulle strade principali s'erano creati i soliti ingorghi inestricabili. Sicché la squadra di Micovic arrivava alla spicciolata, perdendo una concentrazione già non elevatissima. Oltretutto mancavano Arturi e Schieppati, "rapite" dalla selezione universitaria di Milano per i campionati europei. Dall'altra parte invece c'era il team di "SuperSisa" Scarciello, un'esterna alta e sottile che se i valori di Binzago facessero testo giocherebbe in serie A; s'erano qualificati in extremis ma quella sera c'era tale Paolo Vitali, fenomeno assoluto del torneo, venuto solo quella volta e quella prima.
In poche parole diventavano avversari temibilissimi ma il team di Micovic ci metteva un po' a rendersene conto: e si ritrovava sotto 4-20. Si scatenava allora la Milica intercontinentale, che martellava una tripla dopo l'altra e demoliva in entrata un'acerba avversaria incautamente messa a marcarla. :B): Grazie a lei la sua squadra ritornava in partita, poi passava anche davanti seppur di poco.
Tutti s'attendevano a quel punto che, assorbita la botta iniziale, il "dream team" Micovicciano finisse per dilagare. Invece succedeva l'imponderabile. Su Milica andava a difendere Sisa Scarciello, e la luce dell'italo-serba si spegneva di colpo: 19 punti nel primo tempo, la miseria di 3 nel secondo. Va detto che i suoi compagni ci mettevano del loro perché, un po' come quelli di Frantini e socie (forse anche peggio), iniziavano a intestardirsi come muli a voler rappezzare la situazione ognuno per conto suo, forzando un tiro dopo l'altro. Ma s'assisteva anche a un clamoroso calo fisico di Micovic, la quale sbagliava tiri che di solito segna a occhi chiusi e arrivava a chiedere il cambio per sopraggiunta spossatezza. Da notare che il giorno prima Maiorano aveva retto tutta la partita su un campo molto più grande e contro avversarie molto più impegnative. E Scarciello oltre a non farla segnare veleggiava due o tre volte in contropiede senza che né Micovic né una spenta Arnaboldi riuscissero ad agguantarla.
Certo, cose che capitano a tutti, e forse è ingiusto fare le pulci a qualcuno per un torneo estivo misto. Debbo dire poi che Micovic mi è sempre piaciuta fin dai tempi di Carugate, quindi avrei voluto che smentisse, almeno per una volta, il luogo comune secondo cui nei momenti decisivi non rende come potrebbe e la sua squadra di turno ne risente. :cry: Invece purtroppo è andata esattamente come da stereotipo: lei s'eclissa e la sua squadra finisce eliminata nei quarti, una delle più grosse sorprese degli ultimi anni di torneo.

(segue)

lunedì 18 luglio 2011

Cinguettii (272) - Torneo di Binzago, fasi finali: glorie e psicodrammi (2. parte)

Ma la spina peggiore nel fianco e nell'anima del qui scrivente era ovviamente il 24-0 per Maiorano su Frantini nel duello tanto atteso per anni e anni. D'accordo, Frantini aveva giocato una dozzina o poco più di minuti contro i 32 della rivale, e aveva ricevuto un numero di palloni infinitesimale. Ma i numeri erano impietosi. Maiorano, al di là dei tiri messi o non messi, aveva preso in mano le redini della partita e della squadra. Frantini s'era fatta trascinare dall'onda del naufragio, senza prendere iniziative.

In un torneo misto capita sovente che gli uomini, specie nelle fasi finali, inizino a fare i torelli dimenticandosi di avere donne valide a cui passarla. In quei casi le partecipanti a Binzago si dividono in due categorie: le altre e Maiorano. Le altre (salvo rarissime eccezioni) se ignorate dai propri omaccioni si rassegnano e/o si scazzano. Maiorano invece inizia a rompere i maroni ai suoi compañeros, a chiamar palla a tutte le azioni, a fare facce e smorfie che ti fanno sentire in colpa mortale se non gliela passi a ogni azione. Lo so bene perché per 3 anni la suddetta era stata nella mia squadra. Poi il divorzio, senza un vero perché, forse solo per il gusto di divorziare.
Episodio, quest'ultimo, che pure a distanza di 5 anni rappresenta ancora una ferita aperta, o semi-aperta, fonte di rivalità magari non dichiarata ma strisciante. Quattro anni or sono, la squadra di Maiorano eliminò quella di Meur nei quarti, come quest'anno (ma in quel caso era una squadra molto più forte la sua). L'anno scorso fu Meur a vincere, anche se era girone e non eliminazione diretta (poi comunque Meur arrivò in finale e Maiorano si fermò in semi). Inoltre, tre anni fa, Meur colse un'occasione di fare uno sgarbo alla sua ex alfiera: con Maiorano eliminata e Frantini ancora in corsa nella finale 3° posto, chiese agli uomini della sua squadra di passarla il più possibile alla sua nuova portacolori onde farle vincere la classifica marcatrici a scapito della Masha interprovinciale. -_- Risultato, con 27 punti Frantini scavalcò Maiorano. La quale, va a detto a suo onore, ci tiene assai anche a premi come questo. Altro che dire "vabbè, è solo un torneo". No, per lei ogni singolo canestro e ogni singola partita è importante. Se viene eliminata nella gara di tiro da 3 mette la piva. Anche le sere in cui non gioca, mentre le altre sono a casa a vedere la tv, a chattare su Facebook o a fare cose più piacevoli col partner, lei è lì al torneo a guardarsi le partite altrui. :inchino: E poi sa tutto di ogni altro giocatore e giocatrice, mentre c'è qualcun altro che ci mette un torneo intero a imparare i nomi dei compagni.
Insomma, Binzago è il suo territorio e l'ha sbattuto in faccia a Meur, vincendo un episodio-chiave dalla faida. Oltretutto, con questa vittoria s'assicurava la quinta coppa nella sua carriera binzaghese lasciando a quattro il qui scrivente. Sapendo di fargli masticare amarissimo con la storia del 24-0 su Frantini. Infatti Meur piombava in crisi depressiva tuttora irrisolta, non dandosi pace perché un tempo si sarebbe messo a gridare come un fuori di senno: "Passate questa cazzo di palla alle donne e fate un porco d...iavolo di blocco per Michela!!!". Invece, da rammollito, forse invecchiato o forse solo spossato dopo 15 giorni a fare le 2 di notte per scrivere le cronache del torneo, s'è limitato a qualche fiacca esortazione, lasciandosi avvolgere dal nero manto della sconfitta. :sick:
E Maiorano, qualche giorno dopo, infieriva: "Ma sai, questa cosa del duello con Frantini l'hai creata tu. Per me non è mai esistito il duello". Come a dire, ho sempre saputo di essere superiore; se hai voluto puntare su un altro cavallo sono cazzi tuoi. Bah, io continuo a pensare che la miglior Frantini può stare alla pari con la miglior Maiorano. Però i fatti sono fatti, e mercoledì scorso c'è stata gloria per i maioranofili (tra cui il forumista Paperinik, visibilmente soddisfatto a fine partita: "Certo che con Masha, basta la sua sola presenza e una squadra arriva in semifinale", sentenziava con tono idolatrico. Ma non è nemmeno vero) e polvere di stelle per i meur-frantiniani, che dovevano riporre sogni e gadgets nel magazzino.
Certo, come insegna Robbie Williams, "ne vinci alcune, ne perdi alcune"; e il problema vero non è quando perdi ma quando ti rendi conto che non avrai più una rivincita. In questo caso forse la rivincita ci sarà; ma un anno di attesa (se va bene) è lungo da far passare. Forse con questo episodio s'è chiusa un'epoca.

Cinguettii (271) - Torneo di Binzago, fasi finali: glorie e psicodrammi (1. parte)

Eravamo rimasti alla vigilia dell'inizio dell'eliminazione diretta del celebre torneo misto brianzolo, a partire dal duello tra la squadra di Masha Maiorano e quella di Michela Frantini, incidentalmente la mia. Si era a mercoledì scorso. La serata prendeva una piega surreale fin dall'inizio. Intorno alle 19.30-20 si scatenava un diluvio che qualche chilometro più a nord s'esprimeva sotto forma di tromba d'aria, ma anche verso Milano veniva giù di brutto. Risultato, strade intasate e giocatori che arrivavano alla spicciolata, Frantini tra quelli più in ritardo causa un incidente che aveva paralizzato il traffico venendo dalla sua parte.

La partita veniva comunque posticipata di una ventina di minuti, ovviamente spostandola "indoor" nella palestra adiacente all'abituale campo all'aperto. Nel frattempo, chi arrivava fresca e frizzante come sempre? Silvia Gottardi con la sua socia Mariella Carimini, con tanto di fuoristrada della Gazzetta, quello con cui stanno per partire per la Transafrica, nuovo rally benefico dopo quello dell'anno scorso in Mongolia. :wacko: Era previsto che venissero lì a fare promozione dell'iniziativa e a vendere qualche gadget. Ovviamente la mala parata meteorologica guastava un po' il tutto, anche se a un certo punto smetteva di piovere.
Intanto, finalmente cominciava la partita. A parte il giocare in palestra, campo 28 x 15, anziché nel solito campetto bonsai all'aperto, un altro fattore che mescolava le carte era che la squadra di Maiorano si trovava con due sole ragazze, perché Federica Acerbis (di Cucciago) aveva dato forfait, pare per casa allagata dall'acquazzone. :blink: Il che significa che, da regolamento, la squadra di Meursault aveva diritto a giocare il secondo quarto in 5 contro 4 (perché a Binzago nel 2° quarto devono giocare 3 donne, negli altri quarti 2). Chiaramente, per fair play, lo sportivo Meur e il suo socio nella gestione del team (ovvero il compagno di Vera Ponchiroli) accettavano la richiesta dell'altra squadra di giocare anche nel secondo quarto con 2 donne e 3 uomini.
L'ingenuo Meur dimenticava però che il fair play non porta da nessuna parte se non alla sconfitta: eppure doveva ricordarsi che nel lontano 1996, in una partita del torneo della sua scuola, lui stesso pretese che la squadra avversaria giocasse in 4 contro 5 vista la mancanza di effettivi, anziché arruolare un ausiliario. <_< Questo per dire che l'inculata era dietro l'angolo ma Meur non l'aveva fiutata. Perché in effetti, siamo onesti, la squadra di Meur, sulla carta, era più forte e non di poco. La squadra di Maiorano aveva 3-4 elementi buoni, anche ottimi, ma quelli di Meur erano una decina tutti di livello, tra uomini e donne.
Eppure la partita prendeva presto una piega favorevole ai Maioraniani. Correvano come lippe, si buttavano dentro segnando o subendo fallo, mentre la squadra di Meur sparacchiava troppo da fuori oppure sciupava da sotto. Certo, un arbitraggio "lievemente" fiscale regalava raffiche di tiri liberi alla squadra avversa, che li trasformava come macchine (38/47 il mostruoso conto finale); :o: però il team del qui scrivente ci metteva del suo. Il massimo scorno per Meur era che, col passare dei minuti, le pur validissime ragazze della sua squadra (Frantini, Calastri, Rovida, Ponchiroli, Menapace) venivano servite poco e male dai compagni maschi, i quali sovente s'intestardivano in soluzioni personali mal consigliate. Inutilmente Meur cercava di convincere gli hombres che, con solo 2 ragazze dall'altra parte, bastava attaccarle di continuo per spomparle e caricarle di falli, e si sarebbe vinta la partita. :cry: Come una coda che si morde il serpente, quando poi la palla alle tipe arrivava, vuoi per serata storta vuoi per mancanza di ritmo (a parte i pochi palloni giocabili, avere 5 tipe per 2 posti, ecco l'autolesionismo del fair play di Meur, voleva dire cambiarle a mo' di frullatore), raramente ne cavavano fuori qualcosa di buono, pagando la poca confidenza coi ferri della palestra, eccettuate delle pregevoli accelerazioni di Menapace, e difendendo così-così.
Dall'altra parte, invece, le due ragazze resistevano stoicamente per tutta la partita, limitando i falli e non risentendo per nulla della stanchezza. Maiorano faceva la sua egregia figura; in realtà 5 canestri dal campo da parte sua, senza triple a bersaglio, era un passivo più che accettabile per la squadra di Meur, peccato però che segnava 14 tiri liberi, per un totale di 24 punti. Ma a far la differenza erano gli inattesi 12 punti di una pimpante Farinello. In totale 36 punti femminili per loro contro la miseria di 14 per le tipe di Meur, di cui 7 di Menapace, 3 di Calastri (ancora menomata dal colpo alla spalla preso 10 giorni prima), 2 di Ponchiroli e Rovida, e zero per una Frantini di cui è tuttora in corso l'analisi (mia) per capire se era in serata storta lei o se da cretini non l'abbiamo messa in condizioni di giocar bene (forse non era al 100% fisicamente, ma zero fa comunque specie...).
Morale, l'andamento restava sempre in mano dei Maioraniani, che nel terzo quarto dilagavano a +15 e controllavano i confusi tentativi di rimonta del team di Meur. Che quindi finiva fuori nei quarti dopo aver vinto tutte e 4 le partite di girone, mentre gli avversari festeggiavano un'insperata (ma meritata) qualificazione alla semifinale. :woot:
D'accordo, le circostanze avverse. D'accordo, la squadra di Maiorano onestamente aveva giocato meglio le partite che avevano preceduto questa sfida. D'accordo, di sorprese ce ne sono sempre state in passato e ce ne saranno in futuro. Però lo scorno del qui scrivente era sommo: eliminato e dominato su quello che doveva essere il suo punto di forza (ed era sempre stato nelle 6 edizioni precedenti), cioè le ragazze. Tant'è che l'indomani, il popolo di commissari tecnici che frequenta Binzago infieriva sul già strumpallato Meur con frasi del tipo "Ma come avete fatto a perdere?", "Ma perché non la passavate alle donne?", eccetera. Ho sempre detto che è meglio fallire con obiettivi ambiziosi che riuscire con obiettivi mediocri: e confermo. Però l'incazzatura era solenne. :angry:

(segue)

sabato 16 luglio 2011

Pictures of you (29)

SPECIALE TORNEO DI BINZAGO - 3^ PARTE


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Ancora guerre stellari formato A1: Milica Micovic contrasta Giulia Pasqualin.

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Qui invece Pasqualin cerca di tirare contrastata da Veronica Schieppati (non ricordo bene ma mi pare che in quest'azione l'abbia stoppata).

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Giulia Arturi si mangia un panino con salamella durante la partita. Ottima idea per evitare cali di zuccheri sotto sforzo. Una tecnica che potrebbe essere esportata in A1...

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Alessandra Calastri e Vera Ponchiroli prima d'iniziare una partita (notare l'espressione concentrata di Ponchiroli).

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Le ragazze della squadra dei Trolli. Le più note: Giada Carta (prima a sinistra) e la specialista "Sisa" Scarciello (seconda da destra).

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Tiro libero per Milica Micovic nella partita che ha visto la clamorosa eliminazione della sua squadra.

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Blocco granitico di Valentina Gatti, marcata da Elisa Zanon, per un compagno. La squadra della "Miciona" ha vinto di 1 punto (erano i quarti di finale).

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Una delle classiche tavolate gaudenti. Si riconoscono Annalisa Censini (seconda da sinistra) e Masha Maiorano (prima a destra).

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martedì 12 luglio 2011

Cinguettii (270) - Torneo di Binzago: da domani la rumba decisiva. Le guerre stellari continuano, arriva anche il Gottardi-circus

Le favorite hanno passato tutte il turno senza troppi problemi al torneo misto di Binzago, dove stasera finisce la fase eliminatoria e domani, senza sosta, partono i quarti di finale (ore 20.45). Giovedì ancora quarti (20.45), sabato semifinali (20.15), domenica finali (19.00). Ricordo che oltre al cibo cestistico c'è quello, più plebeo ma oggettivamente saporito, della cucina annessa alla sede di giuoco. Ho visto grigliate di carne da paura. Ma anche le lasagne non sono male.
--> La squadra che ha impressionato di più, come da pronostico, è quella di Milica Micovic e Giulia Arturi, più Schieppati e Arnaboldi. La cosa positiva dal nostro punto di vista è che, pur avendo 9 uomini tutti di talento, lasciano spesso la palla e l'iniziativa alle girls. D'altronde, Micovic è una che nemmeno se giocasse con Kobe Bryant accetterebbe di far da comprimaria. :D Ieri nell'ultima partita di girone, contro Giulia Pasqualin, ne ha zufolati 27. Mentre in una precedente partita s'era messa in evidenza una tonica Schieppati con 23, bene anche ieri con un paio di stopponi e una presenza (leggi concentrazione e voglia di incidere) che in passato non aveva.
Al secondo posto in quel girone la squadra di Maiorano. La quale, se comprensibilmente è preoccupata per il suo futuro dopo il caos di Venezia, non lo fa vedere in campo, dove si sta comportando da consueta trifola-retine. Domenica ne ha cinguettati 32 con 7 triple, in quella prima 23. :o: Sarà un bel duello con Micovic per il titolo di capocannoniera, che in realtà come l'anno scorso dipenderà probabilmente da chi fa più strada nel torneo.
Anche la squadra di Pasqualin e Chiara Bonfanti è passata, come miglior terza.
--> Nel girone B s'è piazzata prima la squadra di Frantini, Rovida, Calastri, Menapace e Ponchiroli (nonché del qui scrivente). Quest'ultima, consueta giocatrice completissima anche in difesa, è stata finora la più incisiva delle cinque; solita "speedy" Menapace; qualche contrattempo o assenza ha inciso sulle altre.
In quel girone è giunta seconda la squadra di Elisa Zanon e Claudia Bussola, entrambe bene finora; mentre terza, ma solo stasera si saprà se qualificata o meno, la squadra di un'indemoniata Jessica Genta, che ha realizzato 83 punti in 3 partite, di cui in una 39, record assoluto del torneo in singola gara. :B):
--> Nel girone C primato per un team che ha un plotone femminile poco ferrato in centimetri ma tecnicamente valido, capitanato dalle veterane Ceppi e Biscari; sta piacendo la giovane Brino che consideriamo un talento da recuperare al basket che conta ('90 del vivaio Sanga ma, dopo svariati problemi fisici, nell'ultimo anno ha giocato in C).
Dietro di loro le ragazze di Milano o ex Milano, ovvero Gatti, Giunzioni, Silva che però hanno Marulli virtualmente indisponibile con polso bendato. Non hanno ancora tirato fuori prestazioni straordinarie ma c'è tempo.
--> Da domani si fa sul serio con i quarti, dicevamo. E quale sarà la sfida di apertura? La squadra di Maiorano contro quella di Frantini. Ovvero il sogno mai realizzato del qui scrivente, che finalmente s'avvera: le due alfiere che si scannano per il passaggio del turno. :clap: Solo una delle due rimarrà in piedi. Ma non vorremmo oscurare il resto del menù che è comunque interessante. La squadra di Pasqualin gioca contro quella di Ceppi, Biscari eccetera. Quelli di Micovic giocano contro un avversario ancora da definire (forse quelli di Genta ma è difficile; più probabile quelli di "SuperSisa" Scarciello). Infine il team di Zanon e Bussola s'incrocia con Miciona Gatti e compagnia.
--> Ma attenzione perché c'è una variabile impazzita a sottrarre protagoniste: le finali europee universitarie, che cominciano giovedì. :woot: La squadra del Cus Milano si porta via Arturi, Schieppati, Giunzioni e Genta. Colpo di scena che può influire sui risultati ma visto che la sede di gioco è Cordoba comprendiamo che le suddette abbiano preferito i lidi spagnoli alle zanzare di Binzago...
Altra variabile impazzita, ma in questo caso piacevole, è la visita ufficiale di Silvia Gottardi con la socia Mariella Carimini e tutto il "circus" della Transafrica, la spedizione appoggiata dalla Gazzetta che fa il paio con quella in Mongolia dell'anno scorso. La "Frizzantissima" varcherà i cancelli dell'oratorio binzaghese col suo veicolo delle "Donne al Volante" a scopo promozionale. Tutto ciò domani sera intorno alle 20, quindi prima e durante le partite.