lunedì 18 luglio 2011

Cinguettii (271) - Torneo di Binzago, fasi finali: glorie e psicodrammi (1. parte)

Eravamo rimasti alla vigilia dell'inizio dell'eliminazione diretta del celebre torneo misto brianzolo, a partire dal duello tra la squadra di Masha Maiorano e quella di Michela Frantini, incidentalmente la mia. Si era a mercoledì scorso. La serata prendeva una piega surreale fin dall'inizio. Intorno alle 19.30-20 si scatenava un diluvio che qualche chilometro più a nord s'esprimeva sotto forma di tromba d'aria, ma anche verso Milano veniva giù di brutto. Risultato, strade intasate e giocatori che arrivavano alla spicciolata, Frantini tra quelli più in ritardo causa un incidente che aveva paralizzato il traffico venendo dalla sua parte.

La partita veniva comunque posticipata di una ventina di minuti, ovviamente spostandola "indoor" nella palestra adiacente all'abituale campo all'aperto. Nel frattempo, chi arrivava fresca e frizzante come sempre? Silvia Gottardi con la sua socia Mariella Carimini, con tanto di fuoristrada della Gazzetta, quello con cui stanno per partire per la Transafrica, nuovo rally benefico dopo quello dell'anno scorso in Mongolia. :wacko: Era previsto che venissero lì a fare promozione dell'iniziativa e a vendere qualche gadget. Ovviamente la mala parata meteorologica guastava un po' il tutto, anche se a un certo punto smetteva di piovere.
Intanto, finalmente cominciava la partita. A parte il giocare in palestra, campo 28 x 15, anziché nel solito campetto bonsai all'aperto, un altro fattore che mescolava le carte era che la squadra di Maiorano si trovava con due sole ragazze, perché Federica Acerbis (di Cucciago) aveva dato forfait, pare per casa allagata dall'acquazzone. :blink: Il che significa che, da regolamento, la squadra di Meursault aveva diritto a giocare il secondo quarto in 5 contro 4 (perché a Binzago nel 2° quarto devono giocare 3 donne, negli altri quarti 2). Chiaramente, per fair play, lo sportivo Meur e il suo socio nella gestione del team (ovvero il compagno di Vera Ponchiroli) accettavano la richiesta dell'altra squadra di giocare anche nel secondo quarto con 2 donne e 3 uomini.
L'ingenuo Meur dimenticava però che il fair play non porta da nessuna parte se non alla sconfitta: eppure doveva ricordarsi che nel lontano 1996, in una partita del torneo della sua scuola, lui stesso pretese che la squadra avversaria giocasse in 4 contro 5 vista la mancanza di effettivi, anziché arruolare un ausiliario. <_< Questo per dire che l'inculata era dietro l'angolo ma Meur non l'aveva fiutata. Perché in effetti, siamo onesti, la squadra di Meur, sulla carta, era più forte e non di poco. La squadra di Maiorano aveva 3-4 elementi buoni, anche ottimi, ma quelli di Meur erano una decina tutti di livello, tra uomini e donne.
Eppure la partita prendeva presto una piega favorevole ai Maioraniani. Correvano come lippe, si buttavano dentro segnando o subendo fallo, mentre la squadra di Meur sparacchiava troppo da fuori oppure sciupava da sotto. Certo, un arbitraggio "lievemente" fiscale regalava raffiche di tiri liberi alla squadra avversa, che li trasformava come macchine (38/47 il mostruoso conto finale); :o: però il team del qui scrivente ci metteva del suo. Il massimo scorno per Meur era che, col passare dei minuti, le pur validissime ragazze della sua squadra (Frantini, Calastri, Rovida, Ponchiroli, Menapace) venivano servite poco e male dai compagni maschi, i quali sovente s'intestardivano in soluzioni personali mal consigliate. Inutilmente Meur cercava di convincere gli hombres che, con solo 2 ragazze dall'altra parte, bastava attaccarle di continuo per spomparle e caricarle di falli, e si sarebbe vinta la partita. :cry: Come una coda che si morde il serpente, quando poi la palla alle tipe arrivava, vuoi per serata storta vuoi per mancanza di ritmo (a parte i pochi palloni giocabili, avere 5 tipe per 2 posti, ecco l'autolesionismo del fair play di Meur, voleva dire cambiarle a mo' di frullatore), raramente ne cavavano fuori qualcosa di buono, pagando la poca confidenza coi ferri della palestra, eccettuate delle pregevoli accelerazioni di Menapace, e difendendo così-così.
Dall'altra parte, invece, le due ragazze resistevano stoicamente per tutta la partita, limitando i falli e non risentendo per nulla della stanchezza. Maiorano faceva la sua egregia figura; in realtà 5 canestri dal campo da parte sua, senza triple a bersaglio, era un passivo più che accettabile per la squadra di Meur, peccato però che segnava 14 tiri liberi, per un totale di 24 punti. Ma a far la differenza erano gli inattesi 12 punti di una pimpante Farinello. In totale 36 punti femminili per loro contro la miseria di 14 per le tipe di Meur, di cui 7 di Menapace, 3 di Calastri (ancora menomata dal colpo alla spalla preso 10 giorni prima), 2 di Ponchiroli e Rovida, e zero per una Frantini di cui è tuttora in corso l'analisi (mia) per capire se era in serata storta lei o se da cretini non l'abbiamo messa in condizioni di giocar bene (forse non era al 100% fisicamente, ma zero fa comunque specie...).
Morale, l'andamento restava sempre in mano dei Maioraniani, che nel terzo quarto dilagavano a +15 e controllavano i confusi tentativi di rimonta del team di Meur. Che quindi finiva fuori nei quarti dopo aver vinto tutte e 4 le partite di girone, mentre gli avversari festeggiavano un'insperata (ma meritata) qualificazione alla semifinale. :woot:
D'accordo, le circostanze avverse. D'accordo, la squadra di Maiorano onestamente aveva giocato meglio le partite che avevano preceduto questa sfida. D'accordo, di sorprese ce ne sono sempre state in passato e ce ne saranno in futuro. Però lo scorno del qui scrivente era sommo: eliminato e dominato su quello che doveva essere il suo punto di forza (ed era sempre stato nelle 6 edizioni precedenti), cioè le ragazze. Tant'è che l'indomani, il popolo di commissari tecnici che frequenta Binzago infieriva sul già strumpallato Meur con frasi del tipo "Ma come avete fatto a perdere?", "Ma perché non la passavate alle donne?", eccetera. Ho sempre detto che è meglio fallire con obiettivi ambiziosi che riuscire con obiettivi mediocri: e confermo. Però l'incazzatura era solenne. :angry:

(segue)

Nessun commento:

Posta un commento