Ma la spina peggiore nel fianco e nell'anima del qui scrivente era ovviamente il 24-0 per Maiorano su Frantini nel duello tanto atteso per anni e anni. D'accordo, Frantini aveva giocato una dozzina o poco più di minuti contro i 32 della rivale, e aveva ricevuto un numero di palloni infinitesimale. Ma i numeri erano impietosi. Maiorano, al di là dei tiri messi o non messi, aveva preso in mano le redini della partita e della squadra. Frantini s'era fatta trascinare dall'onda del naufragio, senza prendere iniziative.
In un torneo misto capita sovente che gli uomini, specie nelle fasi finali, inizino a fare i torelli dimenticandosi di avere donne valide a cui passarla. In quei casi le partecipanti a Binzago si dividono in due categorie: le altre e Maiorano. Le altre (salvo rarissime eccezioni) se ignorate dai propri omaccioni si rassegnano e/o si scazzano. Maiorano invece inizia a rompere i maroni ai suoi compañeros, a chiamar palla a tutte le azioni, a fare facce e smorfie che ti fanno sentire in colpa mortale se non gliela passi a ogni azione. Lo so bene perché per 3 anni la suddetta era stata nella mia squadra. Poi il divorzio, senza un vero perché, forse solo per il gusto di divorziare.Episodio, quest'ultimo, che pure a distanza di 5 anni rappresenta ancora una ferita aperta, o semi-aperta, fonte di rivalità magari non dichiarata ma strisciante. Quattro anni or sono, la squadra di Maiorano eliminò quella di Meur nei quarti, come quest'anno (ma in quel caso era una squadra molto più forte la sua). L'anno scorso fu Meur a vincere, anche se era girone e non eliminazione diretta (poi comunque Meur arrivò in finale e Maiorano si fermò in semi). Inoltre, tre anni fa, Meur colse un'occasione di fare uno sgarbo alla sua ex alfiera: con Maiorano eliminata e Frantini ancora in corsa nella finale 3° posto, chiese agli uomini della sua squadra di passarla il più possibile alla sua nuova portacolori onde farle vincere la classifica marcatrici a scapito della Masha interprovinciale.
E poi sa tutto di ogni altro giocatore e giocatrice, mentre c'è qualcun altro che ci mette un torneo intero a imparare i nomi dei compagni.Insomma, Binzago è il suo territorio e l'ha sbattuto in faccia a Meur, vincendo un episodio-chiave dalla faida. Oltretutto, con questa vittoria s'assicurava la quinta coppa nella sua carriera binzaghese lasciando a quattro il qui scrivente. Sapendo di fargli masticare amarissimo con la storia del 24-0 su Frantini. Infatti Meur piombava in crisi depressiva tuttora irrisolta, non dandosi pace perché un tempo si sarebbe messo a gridare come un fuori di senno: "Passate questa cazzo di palla alle donne e fate un porco d...iavolo di blocco per Michela!!!". Invece, da rammollito, forse invecchiato o forse solo spossato dopo 15 giorni a fare le 2 di notte per scrivere le cronache del torneo, s'è limitato a qualche fiacca esortazione, lasciandosi avvolgere dal nero manto della sconfitta.
E Maiorano, qualche giorno dopo, infieriva: "Ma sai, questa cosa del duello con Frantini l'hai creata tu. Per me non è mai esistito il duello". Come a dire, ho sempre saputo di essere superiore; se hai voluto puntare su un altro cavallo sono cazzi tuoi. Bah, io continuo a pensare che la miglior Frantini può stare alla pari con la miglior Maiorano. Però i fatti sono fatti, e mercoledì scorso c'è stata gloria per i maioranofili (tra cui il forumista Paperinik, visibilmente soddisfatto a fine partita: "Certo che con Masha, basta la sua sola presenza e una squadra arriva in semifinale", sentenziava con tono idolatrico. Ma non è nemmeno vero) e polvere di stelle per i meur-frantiniani, che dovevano riporre sogni e gadgets nel magazzino.
Certo, come insegna Robbie Williams, "ne vinci alcune, ne perdi alcune"; e il problema vero non è quando perdi ma quando ti rendi conto che non avrai più una rivincita. In questo caso forse la rivincita ci sarà; ma un anno di attesa (se va bene) è lungo da far passare. Forse con questo episodio s'è chiusa un'epoca.
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