Prima della partita è uopo parlare di due facce viste al PalaNat. Una è quella di Mario Mazzoleni, presidente del Geas nonché utente omonimo di questo forum, che tornava al PalaNat dopo un'assenza di svariate settimane per una seria contingenza di salute. Le sue ragazze hanno saputo regalargli lietezza, poi da gennaio torna pure sua figlia in campo, e come dice il proverbio, due Mazzoleni sono meglio di uno e soprattutto meglio di zero. :wub:
La seconda faccia si notava sulla panchina del Geas. Era quella di un Fassina, a cui peraltro faceva da contraltare un'identica sembianza in tribuna. Dopo una perizia fisiognomica condotta da un pool di esperti, si appurava che quello in panchina era Paolo, e per deduzione quello in tribuna era Stefano. :woot:
Ebbene sì: Paolo Fassina, storico grande amico del Geas oltre che leale avversario soprattutto ai tempi di Biassono, ha preso il posto di Marco Rota al fianco di Cinzia Zanotti, anche se col ruolo di dirigente. Bentornato nei nostri lidi dopo 3 anni (novembre 2012, interruzione del suo rapporto con Broni) anche se di fatto era riapparso già a inizio stagione con l'Assisi Milano, squadra di C dove milita sua moglie Lucia Ricciarelli.
Della partita salto il primo quarto, a cagione del fatto che non l'ho visto, per problemi di parcheggio (mannaggia al sabato sera). Comunque, dopo la sfiga di Carugate-Costa già quasi decisa dopo 10 minuti, stavolta mi andava bene, visto che il punteggio era 17-17. Per l'esattezza giungevo a 10 secondi dal termine della frazione, con Brown che usciva per contusione (sarebbe rientrata qualche minuto dopo). Sin lì Mandache top scorer Geas e Ostarello per Vigarano.
Secondo quarto con oscillazione continua di parziali ora per l'una ora per l'altra. Geas migliore nelle costruzioni in avvicinamento (tagli, penetrazioni), con anche un paio di triple; Vigarano rispondeva con 4 bersagli pesanti contro la zona, di cui uno di Orrange su distrazione piuttosto colpevole del Geas su rimbalzo offensivo ferrarese da tiro libero. Era il 35-36 Vigarano con cui si andava al riposo, dopo uno 0-9 che ribaltava il massimo vantaggio sestese sul 35-27 firmato dalla rientrata Brown. Poco prima della sirena sembrava scavigliarsi malamente Barberis, ma per fortuna tornava dopo pochi minuti della ripresa.
Anche nel terzo quarto si oscillava assai. Vigarano avanti di 4 con l'ex Tognalini; poi un 6-0 Geas; poi uno 0-6 Vigarano che andava ancora a +4 con un'ostica Ostarello; poi un nuovo 6-0 Geas con triple di Barberis e Madonna. Quindi al 30' si era 55-51 Geas senza che la partita, peraltro piuttosto godibile, avesse ancora preso un'identità o un padrone.
Era il Geas il primo a rompere l'equilibrio, e l'unico break significativo della gara diventava quello definitivo. 4 minuti di difesa impeccabile e circolazione-palla brillante (senza Brown, malignava qualcuno in tribuna, ma non vedo necessariamente un rapporto causa-effetto; è solo successo così nell'occasione) portavano ua un 14-4 che stendeva la compagine dell'utente Inaltostatvirtus, o se vogliamo di coach Savini: 69-55 al 34'. S'iniziava da fuori con le triple di Arturi e Kacerik inframmezzate da un "pat" (palleggio-arresto-tiro) di Mandache; si proseguiva con Arturi che toccava lesta una palla vagante trasformandola in un... contropiede della Madonna, o meglio di Madonna.
Vigarano non si riprendeva dalla spallata. La fiammata del Geas andava spegnendosi ma Vigarano ne approfittava solo in minima parte, risalendo a -10 ma ormai mancavano 2'30". Presumo che ambo i coach abbiano ricordato alle proprie che contava anche la differenza-canestri e infatti nessuna delle due ha mollato, ma andava meglio al Geas che con una tripla tabellata di Barberis tornava a +13, per poi chiudere sul +15.
Sintesi: Geas sempre corto (specie nelle pivots) eppure bravo nel mascherare i limiti ed esaltare i pregi; morale ampiamente ritrovato dopo le due trasferte che ne hanno segnato il ritorno alla competitività. C'è una Kacerik utilissima su ambo i lati, fattore che era mancato in sua assenza e quando non era ancora al 100% dopo il ritorno in campo; c'è stata una delle migliori Arturi della stagione; c'è una Brown che, seppur con percentuali ondivaghe, è sempre una minaccia che costringe la difesa ad adeguarsi, così come per Mandache che gioca con meno frizzi dell'americana ma con invidiabile regolarità.
Su Vigarano: mi aspettavo che in una sfida-salvezza giocasse più col coltello tra i denti che col fioretto, ma non avendo visto le precedenti partite di questa compagine, può essere che le caratteristiche delle giocatrici non consentano di utilizzare uno stile diverso. Fatto sta che, accettando una partita più tecnica che ruvida, il maggior tasso di qualità del Geas è emerso.
Inoltre il confronto tra il rendimento delle rispettive italiane, nonostante Vigarano ne avesse di più, è stato nettamente a favore del Geas, con le indigene ferraresi che si sono affidate sin troppo alle tre americane (considerando tale D'Alie), senza incidere sulla partita salvo, ma non del tutto, Tognalini.
Qui forse incide il fatto che il nucleo italiano vigaranense è una sorta di "all stars" di A2 assemblato la scorsa estate, mentre quello del Geas è cuore e anima della squadra da anni. Ovviamente se finiva con esito opposto, tutto ciò non significava una mazza ma visto che è finita così, può anche essere vero, ma in ogni caso non c'è tempo di approfondire perché martedì già si rigiuoca.
Nella foto: festa Geas e il primo a sinistra è proprio lui: Paolo Fassina.
Nessun commento:
Posta un commento