sabato 5 dicembre 2015

Considerazione sulle spese per gli ingaggi

Il naso lungo sulle spese sostenute per il proprio organico ce l'hanno abbastanza tutti, nella misura in cui rientra nel gioco delle parti. Ma a me interessa poco quanto uno spende, visto che sono soldi suoi, e visto che ci sono troppi fattori di casualità a influenzare le spese.
Se uno c'ha il culatello che una giocatrice forte abiti a due passi dalla palestra e magari chieda meno di quanto vale perché ormai lo fa per hobby, vuol giocare con le amiche, o altre variabili, non è merito della società ma appunto culatello. Mentre un posto in culo ai lup... ehm, leggermente decentrato come Broni è costretto a spendere più del dovuto anche per giocatrici di secondo piano (al di là del fatto che quest'anno hanno fatto le cose in grande).
Oppure si verificano anche conseguenze paradossali delle regole, come quella per cui il Sanga incassa 7500 euro (se non assommo male) per il tesseramento, da parte di Carugate, del trio effigiato minaccioso nella foto sottostante, e non perché il Sanga abbia formato codeste giocatrici, ma perchè ebbe il colpo di buona sorte di averle in squadra nell'anno in cui scattò il meccanismo dei parametri, mentre chi ha realmente pasciuto queste campionesse non prende un euro.

Quindi anziché i soldi spesi, ammesso che si riesca a stabilirli con esattezza, preferisco valutare il piazzamento in rapporto alla qualità dell'organico a disposizione.

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