lunedì 28 dicembre 2015

[A2] Resoconto di Costa-Marghera

Flash-Beck. Domenica 20 ho assistito al pre-natalizio match di A2 tra Costa e Marghera. Partita già interessante di suo, giacché la formazione di casa, galvanizzata da 2 vittorie filate, si giocava la possibilità di riportarsi a -2 dalla zona-playoff, occupata proprio dalle lagunari; ma aggiungeva stimoli l'esordio di un nome di spessore come Katarina Ristic nella medesima compagine brianzola.

Per nulla gelido il tardo pomeriggio sulle colline dintorno, tra cui quella, sempre poetica, di Nibionno, pochi chilometri prima di Costa, sulle cui pendici viene allestito ogni anno un presepe gigante che, al buio, compone suggestive figure luminose che paiono sospese nell'aria.
Come al solito la notazione geografico-paesaggistica serve a coprire un buco tecnico, perché il 1° quarto, complice anche un parcheggio intasato, non lo vedevamo. :cry:

All'ingresso si notavano pregevoli addobbi natalizi in tutto il palazzetto, con anche un ricco buffet a pagamento (ricordiamo però che a Costa non si paga il biglietto per la partita), e tribune piacevolmente piene e calienti. Ma il tabellone indicava un preoccupante +10 Marghera a inizio 2° quarto, con già 26 punti per le suddite di Striulli, anzi subito 28, anzi poco dopo 31 (contro soli 18 per le serventi di Maiorano) visto che Nicolini segnava 5 punti non proprio in rapida serie ma abbastanza per staccare una Costa a secco.

Lì si esauriva la fiammata di Marghera, mentre Costa per converso prendeva le redini del giuoco. Una difesa più graffiante e un attacco con più circolazione e quindi migliori soluzioni (a segno da sotto Maiorano, Longoni, Meroni M.) propiziavano l'accorciamento drastico delle distanze, dal -13 di prima al -5 dell'intervallo (30-35) con inerzia a favore delle locali.

Il 3° quarto era contraddittorio, concludendosi senza spostare l'ago: l'impressione era che Costa avesse una superiorità potenziale, facendo più gioco, guadagnandosi più possessi; ma non concretizzava a sufficienza, venendo invece infilzata da Marghera con abile sfruttamento di occasioni a smontare il lavoro di ricucitura delle masnaghesi. Pesavano alcune forzature di Ristic, che dopo una tripla per il -2 in avvio di ripresa, non trovava più il canestro. Una serie di brutture di Costa (Longoni palleggio sul piede, uno scarico tardivo di Maiorano per Canova finito alle ortiche, due liberi regalati da Ristic a 6 secondi dalla fine con tanto di 4° fallo) rischiavano di far terminare il quarto sul -6, ovvero un punto perso dopo 10' di superiorità, ma la giovine Del Pero con pregevole accelerazione depositava il -4 allo scadere (46-50).

Marghera quindi ancora avanti ma Costa con l'aria di una superiorità sul punto di concretizzarsi, se solo trovasse un pizzico di continuità in attacco. Così avviene in avvio di 4° periodo, con un 10-2 in poco più di 3 minuti, frutto di una serie di azioni frizzanti, in tipico stile-Costa di quando le cose buttano bene: Pozzi in arresto e tiro, Mistò (rientrata dopo 2 mesi) con rimbalzo offensivo convertito + aggiuntivo; Pozzi da 3 su rimbalzo in attacco della combattente Tagliabue, ed è sorpasso sul 54-52, acuito poco dopo da un contropiede di Del Pero con bello slalom. Si va sul 56-52, mancano 6 minuti e mezzo, Costa sembra avere le mani sulla partita. Anche perché sta difendendo forte, Marghera ha segnato 21 punti negli ultimi 17' e rotti, cioè dal suo massimo vantaggio.

Invece succede il contrario. Costa si blocca, la partita cambia di nuovo vento e non c'è un motivo apparente, se non che le padrone di casa riprendono a gettare palloni, ma stavolta per un interminabile lasso di 4 minuti e mezzo. Anche Maiorano e soprattutto Ristic sono coinvolte nello sciupìo collettivo. Marghera ne approfitta solo in minima parte: pareggia quasi subito (56-56), poi resta anch'essa bloccata. Ormai è ovvio che si arriva al fotofinish.

Lo sparo d'avvio della volata lo dà Canova, spezzando il digiuno di Costa a 2' dalla fine (58-56). Da lì è vibrante l'alternarsi di episodi. E' Nicolini la risolutrice per le veneziane di periferia: assist per Fabris e invenzione a centro area + aggiuntivo: 58-61 a -1'.

Timeout di Costa, palla giustamente a Maiorano che con esperienza attira un fallo di Striulli mentre tirava dalla media. La pepata play-guardia margheritana protesta ma le va bene perché Masha segna solo un libero (59-61), dopodiché tocca a lei che con altrettanta astuzia, anzi di più, pompa palla per 15 secondi e poi induce Ristic a un fallo evitabile, anche perché è il quinto. Il suo esordio si chiude quindi con 6 punti, 2/7 al tiro, 5 falli e 7 perse per un -5 di valutazione: no buono, ma ovviamente la si giudicherà a lungo termine.

Fatto sta che la partita è quasi fumata per Costa, perché Striulli strilla un 2/2 dalla linea (59-63 a -33"). Altro timeout Costa, buona costruzione su rimessa per la tripla di Maiorano dall'angolo: questa è classe, anche se non basta (62-63 a -28"). Altro tempo mangiato da Striulli, altro fallo su di lei, altra coppia di liberi ma stavolta ne segna solo uno (62-64). Palla decisiva a Costa con 15 secondi di tempo, ma Longoni ne perde qualcuno di troppo, poi trova Pozzi che si lancia a centro area trovando anche un discreto tiro, ma non va. Scade. Esultanza delle une, dolore delle altre, entrambi i sentimenti acuiti dal fatto che si rigiocherà solo dopo 16 giorni e quindi euforia e depressione dureranno di più.

Risultato che pesa per la classifica perché, come detto all'inizio, se vinceva Costa andava a -2 da Marghera, che invece ora è a +6. Avevamo visto Sanga-Marghera 3 settimane prima ed era finita per Milano con punteggio quasi identico: ci sono tanti finali in volata in questo girone (salvo quelli di Broni) e per un canestro a volte cambiano le prospettive. Costa ha perso già 5 volte con uno scarto entro i 6 punti (cioè 2 possessi) contro 1 vittoria; al contrario Milano è 6-1 nella medesima statistica. Metti che Costa faceva 3-3 e Milano 4-3, com'era possibilissimo, e in classifica non c'erano i 10 punti attuali di differenza fra le due squadre ma solo 2.
Per dire insomma che Costa ha di che rammaricarsi, tanto più stavolta, perché nelle altre volate era pesato l'organico corto (k.o. Schieppati prima ancora d'iniziare il campionato, poi Mistò fuori dalla terza giornata fino a quest'ultima partita), mo' invece aveva 9 giocatrici abili e ruotabili e l'impressione è stata proprio di uno spreco, per quanto Marghera sia tra le avversarie più ostiche da affrontare. L'altra faccia della medaglia di codesto dato sulle occasioni perdute è che la distanza da colmare sul piano tecnico è davvero poca.

Notazione finale non tecnica: il nuovo partner societario di Costa, Davide Marson (colui che ha promesso le coppe europee in un prossimo futuro) è davvero una persona su cui contare. Come lo so? Perché nel finale della partita, preso dalla concitazione, mi sono maldestramente alzato col cellulare addosso, mossa che ha portato il cellulare medesimo a rotolare lungo la gradinata, scomponendosi in svariati pezzi. Ebbene, il Marson, senza conoscermi, spontaneamente si alzava a recuperare i frammenti, riconsegnandomeli con senso civico encomiabile. :inchino:

Nella foto: il momento del primo ingresso in campo di Ristic con la sua nuova maglia.

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