sabato 2 settembre 2017

A tempo scaduto (3)

18.
Però, però... Non avremo più le Cooper e le Still ma qualcosa di speciale l'abbiamo trovato, quest'estate. L'estate di Zanda. Tutti pazzi per Zandy. "Zandalasini carrying the load with incredibile class", articolo sul sito Fiba dopo le prime magie all'Eurobasket. Zandalasini nel quintetto ideale della manifestazione. Zandalasini su un paginone della Gazzetta (5 luglio). "Zandalasini, è nata una stella", titolo della rivista Basket Magazine. Zandalasini alla Domenica Sportiva, e non a fare tappezzeria sullo sfondo ma come ospite di riguardo. Zandalasini intervistata da Alessandro Mamoli su Sky in un programma tutto su di lei, onore finora riservato solo alle stars del maschile. Zandalasini "trend topic" sui social, i quali hanno moltiplicato l'eco delle sue imprese. Che in diretta pochi hanno potuto vedere, essendo confinate su Sky come tutte le nazionali azzurre sino al 2075, ma di cui tanti si sono abbeverati grazie ai filmati su Facebook e simili.

19.
Terzo quarto di Italia-Turchia. Zandalasini segna in palleggio-arresto-tiro, un suo classico. Addomestica una palla vagante nella nostra metà campo difensiva, scatta in avanti, semina in velocità il loro play Alben e deposita a canestro. Segna in entrata attraversando l'area e appoggiandosi al babau Hollingsworth senza perdere il controllo del corpo. Poi rifila pure una stoppata all'americo-turca. Pochi istanti dopo corre di nuovo a tutto campo, riceve un lancio di Dotto e appoggia altri due punti in contropiede. Segna una tripla.
Sdilinquiti i due telecronisti Fiba: la commentatrice tecnica era tutta un "ho-ho-ho" per ogni prodezza di Zanda; palese nelle loro voci, alla fine, la delusione per la nostra sconfitta, al punto che gli utenti turchi di YouTube s'incazzeranno alquanto. Ma l'eccitazione della coppia al microfono era del tutto comprensibile; figurarsi la nostra. E' sempre un momento speciale quando un campione prende piena consapevolezza di esserlo e inizia ad agire da tale. Per fare un paragone moderato, è come quando Gesù Cristo fece il suo primo miracolo, capì di essere il Messia e da allora prese a rivelarsi in quella veste.

20.
La consacrazione di Zandalasini è avvenuta immediatamente dopo l'infortunio a Macchi, abbattuta dopo 3 minuti del terzo quarto dalla gomitata spacca-mandibola di Hollingsworth. La quale non crediamo che avesse conti da regolare proprio con Chicca; i replay del fattaccio sembrano indicare che la nostra sia stata vittima casuale di un'azione pericolosa, deprecabile, ma non diretta a un bersaglio mirato: gomiti alti e protesi in avanti, stile "se prendo qualcuno, cazzi suoi". Ha preso Macchi. Da espellere? Secondo me sul momento non poteva sembrare agli arbitri così grave; l'antisportivo era la chiamata più logica e infatti hanno sanzionato quello (anche se Masciadri in un'intervista su Sky ha detto che avevano dato fallo semplice).
Ma non volevo ricamare su questo, bensì sottolineare la forte valenza simbolica della vicenda: all'uscita di scena di Macchi, è avvenuto il passaggio del testimone a Zanda, che come ha scritto anche il sito Fiba nell’articolo testè citato, s'è fatta carico della propria parte più quella dell'illustre compagna. Dando così compimento, nella maniera più inattesa, a quella sorta di cerimonia di passaggio delle consegne che era avvenuta su Sky qualche tempo prima, dopo una partita di qualificazione, quando al microfono di Geri De Rosa la somma veterana aveva incoronato Zanda come sua erede in azzurro.

21.
Non so se abbiamo realizzato fino in fondo la dimensione più unica che rara di quanto è successo.
a) Una giocatrice che fino a pochi mesi prima era di secondo piano nella sua squadra di club, e di cui due anni fa parlavamo come a rischio di flop dopo una stagione mediocre ("errore andare a Schio anziché a Battipaglia", "atteggiamento sbagliato" ecc., basta rileggere il forum) è entrata nel quintetto ideale d'Europa: qui siamo oltre il concetto di bruciare le tappe.
b) Una giocatrice di una squadra finita settima, fuori da ogni obiettivo tangibile (né medaglie né accesso al Mondiale), è stata inserita, senza che nessuno avesse da ridire, tra le top 5, quindi per meriti esclusivamente individuali e non di piazzamento, come invece Miyem, che se la Francia non fosse stata d'argento, ben difficilmente sarebbe stata inclusa, avendo fatto benino ma nulla di trascendentale.
c) Non succedeva almeno dal 1995 che una giocatrice italiana entrasse nel quintetto ideale di un Europeo senior (non ho trovato i premi di quell'edizione in cui fummo argento; forse esisteva solo l'mvp).
d) Una giocatrice italiana ha vinto la classifica della valutazione di un Europeo; è stata seconda per media-punti (19) e terza nei rimbalzi (9,6).
e) Una giocatrice italiana ha guadagnato l'apprezzamento, anzi l'ovazione, di tutti gli appassionati nostrani, compresi quelli che il femminile lo guardano poco e di malavoglia. Era già successo qualcosa di simile dopo il famoso Europeo U20 della scorsa estate, ma qui l'effetto si è moltiplicato in proporzione al maggior spessore dell'evento. Che lo stile, le giocate spettacolari, le cifre imponenti colpissero è normale, ma la stima più profonda se l'è guadagnata per le doti agonistiche dimostrate in tutti i momenti caldi e per la capacità di andare persino oltre le aspettative (che pure non mancavano: il Corriere della Sera, ad esempio, l'aveva lanciata già alla vigilia come giocatrice-copertina delle nostre). Qualcosa di cui evidentemente si sentiva il bisogno dopo le delusioni incassate dai più gettonati eroi del maschile.

22.
Flavio Tranquillo, il guru dell'Nba e della Nazionale maschile, ha twittato durante la partita con la Lettonia: "Ma che roba è? Da che pianeta viene?" dopo una tripla in transizione di Zanda, per la quale io mi sono messo a urlare e rotolarmi sul divano, roba che neanche per Golden State mi succede. Sergio Tavcar, il telecronista di Koper-Capodistria, guru dei filo-slavi anti-Nba, ha scritto sul suo blog: "Penso alla Zandalasini, giocatrice del futuro che non immaginavo fosse un tale fenomeno, visto che nella finale scudetto non l’avevo notata (perché non giocava 40 minuti secondo una mia massima che dice che alcuni giocatori possono uscire dal campo solo per tre possibilità, cinque falli, infarto o rottura gamba?). Purtroppo l’Italia oltre a lei non era granché, soprattutto sotto canestro, e l’infortunio di Macchi, che comunque, per quanto bravissima non è eterna, non ha certamente aiutato".
Due esempi di come il fenomeno-Zanda abbia messo tutti d'accordo, compresi quelli che di solito la pensano agli antipodi.

23.
Dopo quell'eruzione contro le turche, il resto è stata una sinfonia. La perfezione stilistica nel suo marchio di fabbrica del tiro in sospensione: versione classica con palleggio in diagonale e arresto intorno al gomito, alla Kobe Bryant (il modello a cui ha detto d'essersi ispirata da ragazzina, nell'intervista su Sky), varianti con giro e tiro dal post basso, oppure con passo d'arretramento per crearsi spazio, oppure da 3 punti (il tallone d'Achille di un tempo). L'atletismo per volare sulla testa delle avversarie, per rimbalzi o stopponi come quello contro la Lettonia, e la potenza per reggere i contatti contro le budrille d'area, vedi quel contropiede realizzato in controtempo subendo fallo, contro il Belgio, o l'entrata già menzionata contro Hollingsworth. All'occorrenza, poi, anche buoni passaggi sono partiti dalle sue mani; e se in difesa a tratti ha peccato d'irruenza (falli evitabili per foga di rubar palla o stoppare; anticipi mancati lasciando buchi), era comunque preziosa per noi che non abbiamo fisicità da mettere addosso alle avversarie, né verticalità per affibbiare qualche stoppone.
Non solo. Tutto questo, eccellente ma tutto sommato a noi già noto nel potenziale di Zanda, s'è abbinato, nella maniera più sorprendente, a un'assoluta concretezza. Non erano, cioè, lampi di talento fini a se stessi, e nemmeno sprazzi che durassero un quarto o due per poi spegnersi appena la pugna si faceva aspra; erano invece mirabile continuità sull'arco dei 40 minuti e tra una partita e l'altra, espressa al massimo grado nei momenti decisivi, come se l'aumentare della pressione e delle responsabilità fosse per lei un carburante e non una zavorra. Il "jumper" del pareggio contro la Turchia a meno di un minuto dalla fine, lo “one girl show” che a lungo ci ha impedito di affondare col Belgio, il 2/2 ai liberi e la penetrazione sulla linea di fondo nella volata con la Lettonia: ogni volta meglio della precedente, fino a raggiungere un livello che nemmeno lei, figurarsi noi, poteva immaginare. Veniva da commuoversi, perché quante volte abbiamo sognato che un’italiana facesse roba del genere sul massimo palcoscenico? La stava facendo davvero e anche di più.

24.
A mo' di martellata su un cristallo, l'incanto s'è spezzato il 24 giugno con quell'antisportivo costato la sconfitta con la Lettonia. In un attimo si è passati dal finale perfetto (Zanda che ci porta ai Mondiali coronando lo sforzo collettivo) alla beffa più crudele: ancora una volta senza nulla in mano, e per effetto di un fallo commesso proprio dalla più brava. Sull'ultimo assalto nostro, poi, dopo lo 0/2 lettone ai liberi che ci regalava ancora speranza, le compagne non si sono accorte che Zanda si sbracciava sulla parte destra dell'arco, libera: ne è venuta fuori la preghiera di Masciadri, uscita di un niente, ulteriore sadico infierire della sorte, anche perché altrettanto da favola sarebbe stato che la capitana, dopo tante difficoltà, segnasse il canestro più importante della sua lunga ma sfortunata carriera azzurra. Non è stato certo un brutto tiro, in rapporto alla situazione disperata, infatti era quasi dentro, ma chissà... era talmente in trance, Zanda, che forse l'avrebbe segnata, quella tripla.
Però l'episodio disgraziato e le immagini della sua genuina disperazione, quella di chi spreme anima e corpo per trascinare la squadra alla vittoria ma si vede portar via tutto da un'apparente ingiustizia, l'hanno ulteriormente consacrata a eroina, non meno che se avessimo vinto. Tutta la squadra, certo, ma lei in particolare.

Nella foto: Zandalasini nel quintetto di Eurobasket e sulla Gazzetta del 5 luglio.

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