La risposta di alcuni è che le medaglie giovanili le otteniamo grazie all'abilità dei coach, che cavano sangue dalle rape, ma non abbiamo una reale produzione di talenti in grado di diventare giocatrici di livello internazionale in numero sufficiente da costituire una nazionale forte. Io non sono sicuro che sia questo il motivo, o l'unico motivo. Probabilmente incide anche il fatto che, con l'immiserirsi dell'A1, è diventato molto più difficile dedicarsi alla professione di giocatrice, per cui magari mieti medaglie a 16-20 anni ma poi devi studiare, devi lavorare, devi emigrare eccetera. Anche questa però è una mezza idea, non di più.
Considerando però che le più "anziane" fra le nostre medagliate hanno 25 anni, aspettiamo ancora un po' prima di deporre le speranze. Quando si uniranno le '92-93 con le '95-96 e le '99, cioè i nostri gruppi più decorati, la sommatoria potrebbe dare una nazionale di livello superiore all'attuale, formata in gran parte da ragazze che non vinsero nulla in gioventù.
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