domenica 3 settembre 2017

A tempo scaduto (4)

25.
Quel malefico antisportivo. Un'immagine che difficilmente dimenticheremo, quella delle nostre giocatrici devastate dal dolore e dalla rabbia, come chi sente di essere stato derubato di una vittoria, o perlomeno della possibilità di conquistarla. E derubato di un Mondiale, che per molte era l'ultimo treno di una carriera.
C'era l'antisportivo? Non c'era? Se non c'era, è frutto di dolo o di estemporaneo protagonismo arbitrale? Parto da una premessa "filosofica". Non condivido il culto del "fallo tattico", specie nel femminile, in cui la probabilità di subire un canestro in una situazione difensiva con pochi secondi sul cronometro è molto bassa. Infatti, contro la Turchia abbiamo sbagliato l'ultima azione noi, contro l'Ungheria l'hanno fallita loro. Difendi, cribbio, vedrai che s'incartano, senza bisogno di cercare guai col fallo tattico. Mi piace più questa mentalità che quella di speculare con una furbata sul vantaggio offerto dalla casualità del bonus non esaurito.
Non condivido neanche il dogma secondo cui lo "spirito del gioco" impedirebbe all'arbitro di decidere la gara con un antisportivo: intanto, che vuol dire “spirito del gioco”? Troppo soggettivo. La regola deve valere al primo minuto come al quarantesimo, per quanto il concetto di “antisportivo” si presti di per sé all'interpretazione arbitrale. Ma, a proposito di spirito, premeditare di fare fallo per spezzare l'azione avversaria è sportivo?
Insomma mi sarebbe piaciuto vedere l'Italia difendere alla morte su quell'ultima azione, senza l'idea di far fallo preventivo a tutti i costi. Purtroppo tendiamo a venerare ciò che è astuto e a considerare sciocco ciò che è a viso aperto: se Capobianco non avesse ordinato fallo, sul +1 con la Lettonia a -12 secondi circa, e avessimo subìto un canestro, tu pensa come sarebbe stato crocifisso. Magari anche se avessimo vinto: "sì, però che pirla Capobianco a non chiamare fallo. C'è andata di culo".
Di conseguenza, secondo me, ci siamo esposti a una chiamata che probabilmente non ci stava, ma che ci siamo messi in condizioni di subire. Credo infatti che Zanda abbia eseguito il compito con una certa ingenuità (cioè “facendolo vedere male”) e con un istante di ritardo fatale, perché ormai l'avversaria stava puntando a canestro, anziché avere appena abbozzato l'azione. Risulta che alcuni esperti di regolamento, sia pure una minoranza, si siano espressi sulla questione dando per plausibile la sanzione dell'antisportivo. C'è da dire che la reazione del nostro clan, giocatrici e c.t., è stata di sdegno talmente forte e sincero che, evidentemente, a chi stava in campo è parso un fischio scandaloso, infame: non possiamo non tenerne conto, ma non si dissipa il dubbio.

26.
Senza dubbio, invece, triste quello che si è scatenato dopo l'episodio, anche se ha catalizzato ancor più interesse intorno alle nostre ragazze. Un casino mai visto (per il femminile) sui social e nei forum, teatri di un versamento collettivo di bile. La quale si è alimentata con un “colpo di scena” che nemmeno a studiarlo apposta poteva funzionare così bene: complotto! “Hanno fatto andare al Mondiale la Lettonia perché, com'è stato appena annunciato, la nota superpotenza baltica organizzerà gli Europei 2019”. Tutto chiaro! La Fiba ha istruito l'arbitro spagnolo (e si sa che gli iberici sono immanicati...) raccomandandogli: "Al momento buono inventati qualcosa per inculare l'Italia e far passare la nostra amata Lettonia". Evidentemente il cornuto s'era dimenticato di eseguire il piano con più agio nei 39'50” precedenti; o forse quella Zanda aveva vanificato tutto con le sue magie; sicché il diabolico ha colto l'ultima chance sanzionando proprio l'impicciona con la maglia numero 9, così la prossima volta impara a rompere il paniere nelle uova.
Abbiamo notato particolarmente accaniti, nel sostenere tale complotto, alcuni personaggi segnalatisi, nelle loro vesti cestistiche di varia natura, per rapporti complicati coi direttori di gara. "Ecco! Abbiamo la prova definitiva che gli arbitri sono marci e quindi (sottinteso) le mie crociate contro di loro in Serie B/C/Z sono sacrosante", si poteva dedurre dalle loro vampate internettiane.

27.
Scattava poi la caccia ad altre prove inconfutabili della trama: ad esempio, che dal filmato Fiba fosse stata eliminata la scena del fallo, presente in una prima versione. Ma dove sta la verità? Sembra interessare a pochi: l'importante è pascere le proprie teorie, alimentare l'autocompiacimento di saperla lunga e aver capito tutto delle trame del Sistema. Non si percepisce, quindi, il ridicolo del sostenere, con la certezza di chi sta dicendo qualcosa di scontato, che la Lettonia (avessi detto la Turchia o la Spagna...) abbia più "peso politico" dell'Italia di Petrucci, il quale pur di lisciarsi la Fiba non aveva esitato, lo scorso anno, a scornarsi con i club nostrani in un'anacronistica battaglia sulle coppe europee da disputare.
Ahinoi, ingenui! Abbiamo organizzato il Preolimpico maschile 2016 e il Mondiale femminile U19 di quest'anno senza ottenere uno straccio di favorino, ignari che solo l'organizzazione del prossimo Eurobasket Women (che peraltro per la Lettonia è una co-organizzazione in minoranza, dato che metà delle eliminatorie e tutta la fase finale si giocheranno in Serbia) dava diritto alla chiamata-bonus a proprio vantaggio...
Il fatto è che la litania dell'Italietta-che-non-conta-un-cazzo amiamo tanto ripeterla anche nei discorsi di politica, di società e quant'altro: per assurdo l'Italia, che ha inventato gli intrighi e il termine “machiavellico”, sarebbe adesso quella che gli intrighi machiavellici li subisce da tutti, persino dalla Lettonia...

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Ci credono anche persone serie, mica solo i fissati. "Gli episodi non hanno bisogno di ulteriori commenti: vale lo sdegno espresso sulla rete dai tifosi", ha scritto il giornalista di lungo corso Mario Arceri nel suo editoriale su Basket Magazine di luglio. E perché dovrebbe valere lo sdegno dei tifosi? Devono valere i fatti, i pareri degli esperti. Non di chi crede di aver capito tutto il perché e il percome, dopo aver visto mezzo replay, riflettuto 5 minuti scarsi e cliccato un paio di siti.
Da un direttore di rivista specializzata vorrei un ragionamento di cervello e non di panza; ma Arceri segue l'onda e anzi pesta duro: "Attenzione alla scansione dei fatti: l'arbitro spagnolo Castillo Larroca ha portato ai Mondiali del prossimo anno la Lettonia alla quale, un'ora e mezzo più tardi, è stata assegnata l'organizzazione (con la Serbia) dell'Europeo del 2019. Il tutto sotto lo sguardo del presidente della zona europea, il turco Demirel, la cui squadra ai Mondiali c'è arrivata anche in virtù della benevolenza arbitrale (...) la gomitata della Hollingsworth è stata punita con un fallo semplice” (pure lui come Masciadri si confonde al riguardo, ndr).
Per Arceri la logica di questo intrigo triangolare Spagna-Turchia-Lettonia è chiarissima: "Questione di peso politico? E' vero, ne abbiamo decisamente poco. (...) la qualità organizzativa viene mal remunerata (vedi il preolimpico dello scorso anno con i soliti fischi discutibili (...) Spagna, Francia, Grecia, Turchia, Germania, gli stessi Paesi baltici e balcanici hanno acquisito e rafforzato una rete di relazioni e un peso ben superiori al nostro, per cui non aspettiamoci regali nemmeno all'Eurobasket di Tel Aviv e Istanbul".

29.
Si deduce che, secondo Arceri, il problema non è che la Fiba dispensi favori falsando le partite, ma che lo faccia a vantaggio di altri. Comunque, Arcè, se sei veramente convinto che l'Italia conti meno della Lettonia al punto da farsi scippare il biglietto per i Mondiali con un fischio-killer premeditato, chiedi immediatamente le dimissioni di Petrucci per incapacità di tutelarci. Non devi aspettare neanche un secondo. Altrimenti è solo uno sparacchiarla grossa, in stile-social, per raccattare qualche "like" a buon mercato, roba che ti aspetti da un Gigi Rossi su Facebook, non da un decano del giornalismo italiano di basket.
Accantoniamo quindi le fanta-teorie e concludiamo che l'antisportivo a Zanda è stata un'applicazione "bastarda" del regolamento da parte di un arbitro che ha voluto ergersi a protagonista, ma senza premeditazione; la sequela di fischi dubbi nelle partite precedenti sono una sfortunata casualità, che noi colleghiamo con un filo logico in realtà inesistente, dimenticando i fischi di segno opposto. Ne sono sicuro? No, ma di solito è l'accusa che deve fornire prove certe.
A proposito, una domanda: ma se in Lettonia, o altrove, dopo un fischio dubbio a nostro favore ci accusassero di aver orchestrato una mafia simile, senza fornire altra prova che l'ottenimento della co-organizzazione di un evento Fiba, non ci incazzeremmo come bestie, Arceri per primo?

30.
L'unico antidoto al rischio di essere derubati è non mettersi in condizione di dipendere da uno o due episodi nel momento decisivo. Non ci siamo riusciti, per limiti nostri e colpi bassi della sorte. Lo spartiacque tra successo e fallimento è stato talmente sottile che viene spontaneo credere che con Macchi sana ce l'avremmo fatta. E' possibile, forse probabile, non sicuro. Aveva giocato bene con la Bielorussia, non stava facendo granché con la Turchia; la sua perdita ha lasciato carta bianca a Zanda e ha scatenato una reazione positiva nel gruppo, che si è compattato a lottare per lei. Però, certo, per classe ed esperienza era la giocatrice ideale da avere nei momenti decisivi, lei che oltretutto è la regina per eccellenza degli ultimi tiri...

31.
Sempre per la serie "e se...": andava cambiata qualche convocazione? Anche qui: avendo perso tutto quanto per un punto, c'è terreno fertile per sostenere che con Rina al posto di Pina potesse finire diversamente. Più d'una delle convocate ha lasciato a desiderare con le sue prestazioni; qualcuna forse era meno forte di pari-ruolo rimaste a casa. Ma come già in altre occasioni invito a considerare non solo la qualità individuale, bensì anche la capacità di rappresentare agli occhi del c.t. e delle compagne (sia a livello tecnico-tattico, sia umano) la pedina che serve nell'ambito di un gruppo. Ricordarsi di Tanjevic che lasciò fuori il geniale Pozzecco all'apice e vinse gli Europei col manovale Mian. Un caso estremo ma che insegna. Per me abbiamo mandato in Repubblica Ceca le dodici che dovevano esserci; o in ogni caso non mi suscita particolare rimpianto chi è rimasta a casa.

32.
Quello che ci manca realmente non è la tal ragazza o la talaltra, ma un'entità astratta che potrebbe essere chiunque ma non è nessuno perché non ce n'è l'ombra. Sembro un Pirandello in stato confusionale ma sto parlando ovviamente di un centro vero, di spessore internazionale, anzi non uno solo ma un pacchetto-lunghe di almeno tre elementi. Ress merita tutta la nostra ammirazione perché da anni si sobbarca compiti superiori al dovuto, ma il suo ruolo giusto sarebbe quello di onesto cambio (cosa che infatti è a Schio), non di baluardo quasi unico di un intero reparto.
Le altre squadre sanno benissimo che facciamo acqua sotto canestro e, se appena hanno materia prima sufficiente ad approfittarne, si preparano a dovere per farlo. Contro di noi una lunga fortissima diventa immarcabile (vedi Hollingsworth o Meesseman e Wauters), una buona diventa fortissima, una scarsa diventa buona (tipo la perticona ungherese di 2.08 Hatar). Becchiamo più canestri in area di quanti riusciamo a segnarne, anche perché concediamo rimbalzi in attacco e a volte dormiamo sui tagli e sulle rimesse da fondo; sicché ci dobbiamo tirare il collo per rimediare, faticando più delle avversarie. A volte siamo dovuti passare a zona per non farci ammazzare da sotto, ma così ci pestavano dalla lunga distanza. Insomma abbiamo un gioco strutturalmente incompleto, amputato; come un handicap di 10-15 punti a ogni partita. Hai voglia a rimediare solo col “cuore”...

33.
Il problema è tanto annoso quanto irrisolvibile a breve termine. Noi non possiamo naturalizzare una Hollingsworth e non credo basteranno prospetti nostrani come Cubaj o Madera, anche se potranno migliorare la situazione. Le madri di una Pina Tufano, di una Salvestrini, di una Passaro, ma pure di un'Arnetoli o una Schiesaro (senza scomodare Pollini che era un animale raro per combinazione di fisico e doti cestistiche innate), evidentemente non sono più incinte o hanno deciso di mandare al volley i loro nuovi prodotti, cosa di cui peraltro non sono del tutto convinto. Se abbiamo un identico problema di lunghi nel maschile, dove carenza di tesserati non mi pare sussistere, significa che non esistono, o non sappiamo né rintracciare né allevare, giovani italiani di 2.10 o italiane di 1.95 in grado di giocare a basket ad alto livello. Dopodiché a fine agosto rispunta Dubravka Dacic, che torna a Napoli, e ti viene in mente che la "big girl" di 2 metri, spalle massicce e mani educate ce l'avevamo (seppur importata dalla Croazia), e poteva essere da 10 anni il nostro centroboa fisso, ma non siamo riusciti a cavarne nulla...

Nella foto: i due momenti più controversi del nostro Europeo, il colpo-killer su Macchi e la disperazione di Zanda dopo l'antisportivo.

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