[pubblicato su Basketforum]
Spareggio per i quartiItalia-Svezia
Consueto appuntamento biennale con i cocci da raccogliere dopo la fine della spedizione europea dell'Italbasket femminile.
Le modalità non sono sempre le stesse, la sostanza sì; come in quegli incubi notturni ricorrenti in cui varia il copione ma il finale è identico. Nel 2013 mancammo la semifinale di un amen dopo un finale di partita disgraziato con la Serbia, dopodiché ci facemmo sfilare il Mondiale '14 dalla Grecia nella fase di classificazione; nel 2015 non passammo il girone; nel 2017 ci fu il famoso antisportivo di Zandalasini nello spareggio con la Lettonia per andare ai Mondiali (dopo essere usciti ai quarti); nel 2019 perdemmo il barrage con la Russia, da sfavorite, così come ieri lo abbiamo perso con la Svezia, da favorite.
In comune c'è la puntualità inesorabile nel fallire l'obiettivo, ovviamente non quello di entrare in zona-medaglia (utopia, per come sono stati i nostri ultimi 25 anni) ma di qualificarci per l'evento intercontinentale dell'anno dopo.
Stavolta fa più male del solito; certo, 4 anni fa c'era rabbia inaudita per il fischio contestato (scandaloso o giustificato che fosse, era comunque una beffa per un punto), ma almeno si era orgogliosi di quanto s'era fatto, nonché inebriati per la rivelazione messianica dell'allora 21enne Zandalasini.
Questo lunedì 21 giugno è stato un disastro totale, un inabissamento privo d'ogni spiegazione e senso. Eravamo a sognare la semifinale grazie al colpo di cu...cù atteso da una vita, e cioè il quadrante di tabellone sgombro di favorite; battere la Svezia e poi la Bielorussia, poteva andarci meglio? Secondo i bookmakers il primo step era già cosa fatta, visto che ci davano a 1,10 contro 6 e rotti.
In effetti, le scandinave venivano da due scoppole da 20 punti cadauna, erano senza il reparto-lunghe titolare per assenze varie, cosa vuoi di più dalla vita, almeno sul piano tecnico? Il Liechtenstein, il Lussemburgo?
Sì, qualche inquietudine la presenza di Crespi sulla panchina opposta la poteva suscitare; non per stima eccessiva nei confronti dell'ex, ma perché non è mai tranquillizzante andare in battaglia contro un generale avversario che fino a ieri era nel tuo esercito, e quindi in linea di massima sa parecchio di te, al di là di qualche lieve motivazione di rivalsa dopo essere stato non solo cacciato ma anche vilipeso dalla stampa nazionale (su input di qualcuno dell'ambiente) come reo di "violenza sulle donne" per il famoso episodio del panchinamento di Masciadri alla sua ultima partita azzurra.
Ma tutto si poteva immaginare tranne un indecente crollo. Bisogna forse risalire a quello con la Bielorussia nella partita decisiva per passare il turno agli Europei 2007 di Chieti, ma era stata una prova scialba contro una squadra poi arrivata in semifinale, non un caso inspiegabile di sparizione collettiva (dopo aver giocato 3 partite tra il discreto e il molto buono) contro un'avversaria che, boh, magari domani batte la Bielorussia e va tra le prime 4, però resta mediocre, e comunque non ha fatto le nozze coi fichi secchi ieri: semplicemente ha fatto la sua onesta parte lasciandoci impiccare con la nostra corda.
Non ho spiegazioni, nessuno ne ha. Se un gruppo facesse cagare tecnicamente non si qualificherebbe neanche e non farebbe 2 vittorie su 3 nel girone, sfiorando il 3 su 3. Fragilità mentale? Forse, ma nelle qualificazioni eravamo spalle al muro e c'eravamo tirati fuori vincendo con la Rep. Ceca; dopo la beffa con la Serbia avevamo reagito spazzando il Montenegro. Non c'è motivo per cui sotto pressione te la sei giocata bene allora ma crolli adesso.
Crespi avrà sicuramente preparato bene la partita, ma non credo abbia elaborato chissà cosa in 24 ore di tempo (quelle che ha avuto a disposizione); sapeva tutti i punti deboli delle nostre, va bene, ma non credo che questi comprendessero airballs da 3 con spazio, passaggi alle ortiche senza pressione, appoggi sbagliati da un metro. Con Lardo che è apparso stranito quanto le giocatrici: tono di voce da amichevole di preparazione; a 3 minuti timeout, partita ormai a puttane, bello placido fa: "se qualcuna è stanca, cambio". Ancora un po' e offriva tè coi pasticcini. Dettaglio marginale, per carità; una sceneggiata alla Pianigiani 2011 coi maschi era altrettanto inutile; ma è per dire che non sembrava scorrere energia elettrica nelle nostre e nemmeno nel nostro manico.
L'unico momento in cui siamo stati vicini nel punteggio è stato metà 1° quarto, tipo 7-8. Poi break loro a +10 e via, finita. Meno 14 a metà 2° quarto e inizio terzo, rimontina a -7 quando si è sbloccata Zanda, affondamento definitivo negli ultimi 4 minuti, fino a -20.
Zandalasini ha finito con 19 punti e 8/15, il resto della squadra con 27 punti e 10/42. Ma è inutile fare dei distinguo o puntare indici sull'una o sull'altra – anche se Carangelo e Penna sono mancate totalmente al tiro, Pan ha giocato poco e senza incidere, Cinili si è riservata il solito ruolo da gregaria che nulla osa e tutto scarica (2 tiri in 22 minuti; ma vuoi avere, a 32 anni, un po' più di autostima nelle tue capacità? Perché dovrebbero pensarci le altre?), Cubaj ci ha messo la solita garra ma con poco costrutto, Bestagno era partita in modo incoraggiante ma è stata eliminata da 3 falli rapidi; ecc. – perché è stato un collasso collettivo. Zanda si è messa in proprio e ha ottenuto qualche successo essendo l'unica coi mezzi per farlo, ma non era la strada per vincere, quand'anche avesse segnato 30 punti.
Forse il corto circuito è scattato già all'inizio per una concomitanza di fattori: la Svezia si è messa subito a segnare da 3, mentre noi a collezionare ferri, il che può averci fatto pensare: "Oh cazzo, queste fanno sul serio, altro che passeggiata"; Crespi ha probabilmente ostentato a voce alta di avere gli antidoti alle nostre (del tipo "Occhio che va sempre a sinistra", "dalle spazio, che tanto non la mette mai", ma sto inventando, giusto per dare l'idea), e quindi altri pensieri: "Oh figa, queste sanno tutto di noi"; e i falli di Bestagno con incazzatura sua e nervosismo ulteriore che si trasmette, e di nuovo "Oh merda, vuoi vedere che è la nostra giornata sfigata?".
Chiaramente possono essere spiegazioni, non giustificazioni. La metamorfosi nel giro di 24 ore è stata tale che, se non fosse impossibile, uno penserebbe a qualche casino scoppiato in squadra nel frattempo; o a un'esposizione collettiva alla kryptonite, quella che neutralizzava Superman, per quanto le nostre non fossero delle Wonder Women (ma dignitose eroine sì). E' materia per psicologi ma nemmeno loro probabilmente ci capirebbero qualcosa.
Sul piano tecnico-tattico (tanto per non ridurre tutto a uno psicodramma) oltre alla serataccia da 3 abbiamo pagato la carenza di guardie pure, finendo in difficoltà sia nel quintettone iniziale con Pan da "2", sia nei quintettucci successivi con due play basse, cioè due fra Carangelo, Romeo e Attura. Nel primo caso eravamo legnosi in attacco e ci guizzava via almeno un'Eldebrink se non ambo; nel secondo svolazzavamo come insetti che ronzano tanto ma non pungono, oltre a non migliorare granché il contenimento. Per tutta la partita abbiamo faticato a contenere il loro pick and roll, ma non è che fosse un'alchimia sensazionale.
Ripeto, la Svezia non ha visto la Madonna, ha solo tirato abbastanza bene da 3, eseguito bene le sue idee di base e trovato, oltre alle trascinatrici F. Eldebrink e Loyd (l'ex Geas) un contributo sorprendente dalla sua giovanissima lunga Johansson, non ancora 18 anni (apparsa più "sul pezzo" di tutte le nostre, che pure avevano fatto bene finora). La Svezia ha difeso bene, ma nulla di così arcigno che non potessimo scardinare, magari non subito, magari dopo 30-35 minuti. Si è dovuto soprattutto a noi se dopo aver fatto 76, 77 e 77 punti siamo precipitati a 46. Con 2/21 da 3 e poche o nulle idee alternative.
Chiaro che per come è andata viene da rimpiangere l'assenza di Sottana, perché nel settore piccole abbiamo espresso (domenica, non in precedenza) il nulla. Certo non avrebbe risolto le magagne difensive su Frida Eldebrink, ma almeno avremmo avuto un contrappeso offensivo a Zandalasini, restando a galla all'inizio quando anche Zanda era bloccata.
Però l'esercizio di evocare gli assenti, tipo Roby Baggio al Mondiale 2002, mi è sempre parso sterile; bastava essere quelle che eravamo fino al giorno prima e la Svezia si batteva, senza bisogno di Sottana.
Inutile anche chiamare in causa le solite magagne del movimento, le "troppe straniere in campionato", i "vivai trascurati" e altri ritornelli ricorrenti in ogni processo che scatta dopo i nostri fallimenti. Il movimento è riuscito a produrre una squadra competitiva, che tecnicamente valeva le prime 8; tutte le giocatrici principali hanno esperienza internazionale e non da sventolatrici d'asciugamani. Il raduno troppo corto? Non penso che le altre abbiano fatto preparazioni-fiume, in una stagione così complicata; e poi ne avremmo pagato le conseguenze anche prima.
L'unico dato di fatto è che per l'ennesima edizione si arriva pensando "stavolta siamo pronti" e si torna a casa con altri 2 anni di purgatorio da scontare.
Doveva essere, se non proprio la volta buona per il grande risultato, almeno una tappa di avvicinamento ai piani nobili d'Europa. Si riparte dalla casella del via, almeno come posizione; a livello di esperienza qualcosa di buono sarà pur stato seminato, non è un gruppo bollito anagraficamente.
Sarei dell'idea di non farsi prendere da ansie di rivoluzione perché il nuovo corso l'avevamo già portato quest'anno, oltretutto giostrando due c.t. in un bienno. Cambiare in continuazione serve solo a ripetere gli stessi errori perché chi arriva non riparte dall'esperienza precedente, ma comporta un ennesimo riadattarsi a un nuovo metodo.
Terrei dunque Lardo (sperando che ritrovi la bussola smarrita con la Svezia) e almeno 7-8 giocatrici, iniziando a inserire quelle dal 2002 in avanti che hanno fatto il pieno di medaglie giovanili. Allori di cui peraltro conviene imparare a diffidare a livello di proiezione futura, perché la nostra generazione '92-93 ha già fallito nel trasportare i successi giovanili in senior; quella '95-96 è sospesa nel giudizio ma ormai non è più di primo pelo; quella '98-99 si è inserita ora ma il primo riscontro sul campo non è memorabile; insomma c'è da pedalare ancora molto.
Sulle altre partite di "barrage", da notare una Spagna parsa tornata su livelli vicini ai suoi soliti (+27 sul Montenegro), una Russia dominante a rimbalzo sulla Slovenia e praticamente a segno quando ha voluto (93-75), e una Bosnia più solida della Croazia nel derby slavo, l'unica partita che sia stata incerta abbastanza a lungo, ma alla fine controllata con un franco 80-69 dalle gialloblù di Sarajevo, trasportate da chi proprio di Sarajevo non è, ovvero Jonquel Jones, 24 punti + 17 rimbalzi. Saranno soddisfatti i tifosi bolognesi visto che il neo-acquisto Dojkic ne ha messi 22.
I risultati partoriscono due quarti di grande spessore: Belgio-Russia e Serbia-Spagna. A chi perde starà strettissimo star fuori dalle prime 4. Francia nettamente favorita sulla Bosnia; idem, a livello più basso, la Bielorussia sulla Svezia a meno che quest'ultima abbia svoltato con la vittoria su di noi.
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