mercoledì 2 giugno 2021

[A2] Nord: Moncalieri e Milano in finale; Albino retrocede

 Riepilogo degli ultimi 10 giorni.


Semifinali A2. Al NordMilano corona le sue radiose giornate di maggio, per dirla alla D'Annunzio, eliminando anche Vicenza in 2 gare. Sommando il 2-0 con Crema al primo turno, il Sanga è imbattuto in 4 partite, qualcosa che nessuno preventivava, probabilmente neppure coach Pinotti che pure aveva profetizzato: "Chi vince la serie tra noi e Crema poi va in finale".
L'aspetto più clamoroso è che in tutte e 4 queste partite, Milano ha rimontato uno svantaggio in doppia cifra, segno di condizione fisica ottimale (o quantomeno migliore delle avversarie), ma anche di una solidità mentale e di una consapevolezza di se stesse che prima il gruppo non aveva. Una squadra che sa di dover soffrire per vincere ma sa anche di poter rimettere in piedi qualsiasi situazione critica.
In gara-1, dopo il vantaggio del Sanga nei primi 2 quarti, c'è stato un 9-20 nel terzo per Vicenza, che ha toccato il +10, ma Milano ha risposto con un 20-9 nell'ultimo quarto. Cicic 13 punti ma la protagonista, mai appariscente e però utilissima come già ai tempi di Bologna, è Marta Meroni, 4 punti e 18 rimbalzi. Per Vicenza sono 20 di Villarruel ma solo 3 nel quarto periodo.
In gara-2 andamento ancora più pazzo: da 43-43 verso metà terzo quarto c'è un 14-0 per Vicenza, con una serie di triple contro la zona; Milano passa a uomo stretta e le venete non vedono più il canestro: inaudito blackout di 10 minuti e mezzo, con un parziale di 0-22; quando Vicenza si sblocca ormai i buoi sono scappati. Micidiale Toffali con 13 punti nell'ultimo quarto (21 totali), spaccando la difesa in penetrazione; in precedenza Beretta la migliore. Per Vicenza probabilmente la benzina era in riserva dopo tante energie spese nel dopo-covid per i tanti recuperi, ma resta una squadra che ha fatto più del dovuto.

Moncalieri anche stavolta ha bisogno di 3 partite, ma se contro Sarcedo era una sorpresa, contro Alpo è più che comprensibile. In gara-1, cruciale colpo delle torinesi in casa altrui; break nel 3° quarto, ancora +10 a metà dell'ultimo; rimonta di Alpo fino a -3 ma Berrad la respinge col canestro-partita; allo scadere accorcia Conte (19 punti) ma ormai era andata.
In gara-2 contro-colpaccio di Alpo; in volata da 50-45 per Moncalieri decide un bestiale 0-11 guidato da 8 punti di fila di Dell'Olio (2 liberi e 2 triple); 15 totali per la lunga dalla mano morbida e spesso calda nei momenti decisivi (si ricorderà la famosa tripla allo scadere di Costa-Alpo, finale secca dei playoff di A2 di 3 anni fa).
In gara-3 però è netta la supremazia di Moncalieri, già a +12 dopo un quarto, +18 all'intervallo e così via nonostante qualche riavvicinamento di Alpo. Solito grande bilanciamento nelle cifre per le piemontesi, con 17 di Giacomelli a guidarle mentre nelle prime due gare era stata Trehub la più in evidenza. Ma è una squadra che non dipende da una o due individualità, avendone 8-9 che possono essere decisive a turno.
Inevitabile considerare Moncalieri favorita per la promozione, perché resta un organico superiore; ma le due sconfitte nel percorso indicano una certa vulnerabilità, almeno in alcune giornate;e a questa Milano va dato credito.

Nei playout cade Albino, 0-2 secco con Ponzano che nell'arco delle due gare si dimostra superiore, specie nella seconda. Peccato per l'esito infausto del progetto giovane delle bergamasche, che in stagione regolare avevano tutt'altro che demeritato, piazzandosi decime, ma nel clima teso delle lotte nel fango dei playout, hanno pagato dazio, sciogliendosi nel finale in ambo le partite con Carugate e nella prima con Ponzano, mentre nella seconda si è compromesso tutto già nel terzo. Manca la controprova su cosa avrebbe fatto Ponzano senza il divorzio da Iannucci; non è peraltro che senza di lei abbia brillato, salvandosi al secondo turno; però con Albino bisogna dire che la squadra trevisana ha fatto il suo.

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