[pubblicato su Basketforum]
Quarti di finale Eurobasket donne. Passano tutte le teste di serie, cioè quelle che avevano vinto i gironi saltabeccando direttamente ai quarti.
- Bielorussia-Svezia. Le tigri di Crespi che avevano ruggito sui nostri agnelli tornano tigri di carta, com'erano già state prima di affrontarci. Dopo 32 minuti avevano segnato 27 punti. La Bielorussia senza far miracoli le ha tenute a bada con agio. Finale 58-46. Dunque le suddite di Lukashenko (che non si merita tanta grazia) tornano fra le prime 4 dopo il periodo di splendore di fine anni '00-inizio '10, quando le trascinava la divina Leuchanka che il testè nominato dittatore ha recentemente sbattuto in galera. La stella di oggi è Papova, che dopo aver scaldato la panchina nell'Ekaterinburg dei fenomeni si sta sfogando qui agli Europei (18 oggi). Con lei la veterana Verameyenka e l'immancabile naturalizzata Bentley.
- Francia-Bosnia. Le grandi favorite, e padrone di casa, ci hanno messo più del previsto a sbarazzarsi delle debuttanti (a questo livello) musulmano-slave. Questo si deve quasi esclusivamente alla presenza di Jonquel Jones, una delle migliori pivots del globo (protagonista a Ekaterinburg quanto in Wnba), la quale ha prodotto 29 punti e 24 rimbalzi. Ma la Francia era troppo più forte per farsi battere da una sola, sicché è finita 80-67. Guidano le gallette (o "Braqueuses", come le chiamano di là) i 15 punti della creativa Johannès e della sempiterna Gruda. Per la Bosnia comunque è grasso che cola; vedremo se riuscirà anche ad andare al PreMondiale: l'occasione è pazzesca perché il tabellone le offre la Svezia nello spareggio.
- Belgio-Russia. Partita strepitosa, almeno sul piano offensivo; potremmo dire qualcosa sulle difese un po' allegre, ma sullo spettacolo nulla da dire, anzi. Emozioni, ancora meglio. Duello galattico tra compagne di squadra a Ekaterinburg, le due lunghe Meesseman e Vadeeva; alla fine lo vince la più esperta (ma non vecchia: classe '93 contro '98) belga, sia sul piano individuale che su quello di squadre. Cifre da paura: la prima fa 33 punti + 11 rimba + 4 assist (16/25 al tiro), la russa 30 + 7 + 5 (13/17). Sensazionali, anche se, appunto, non ho visto grandi contromisure difensive su di loro, ammesso che fosse possibile trovarne.
La Russia perde pur tirando col 64% da 2 e il 52% da 3, ma con 20 tentativi in meno: rimbalzi in attacco e recuperi premiano il Belgio. Il quale, dopo aver chiuso il 2° quarto con un micidiale 12-0 (da 31-37 a 43-37, ma in precedenza era stato già avanti), più volte prova a scappare via, ma viene sempre ripreso dalle mani calde delle ex-sovietiche (soprattutto Shilova e il nome nuovo Glonti, una mezza lunga sottile, di buona mano), oltre ovviamente da mostro-Vadeeva. Per le fiammingo-vallone bene anche la fromboliera K.Mestdagh (quest'anno a Schio) e l'armadio a muro Linskens (a Campobasso prima d'infortunarsi quasi subito).
Dopo il pareggio di Vadeeva ben imbeccata in area su transizione da palla rubata, si arriva sull'83-83 alla penultima azione, in cui l'ennesimo rimbalzo non preso dalle russe in difesa lascia una seconda opportunità al Belgio; e il play Allemand punisce in arresto e tiro da 6 metri, sul... muso di Musina, la quale è la grande assente fra le protagoniste della partita, lei che era attesa tanto quanto Vadeeva a riportare la Russia dove la storia la vorrebbe, ma dove una volta di più non arriva.
La Russia ha avuto l'ultima chance ma, dopo un velleitario tentativo di Musina murato dalla difesa, allo scadere Glonti ha ricevuto su rimessa da fondo e appoggiato a tabella, ma un pizzico troppo forte: 85-83. Belgio ancora una volta nelle top 4, dopo aver rischiato di uscire al primo turno, passando grazie a un +2 sulla Turchia.
Alle suddite di Putin, pur riconoscendo il passo avanti, manca la lira per fare il milione; una regia di personalità, forse, o semplicemente quell'abitudine a combattere ad alto livello che il Belgio con quel gruppo ha, e che la Russia sta ricostruendo (significativa comunque la scelta di abbandonare le naturalizzate, dopo che con Becky Hammon era stata pioniera in tal senso). Anche se alla fine, se solo fosse stato preso quel rimbalzo difensivo sull'83-83, ora staremmo parlando d'altro.
- Serbia-Spagna. Altra partita ad alta drammaticità. Due anni fa le iberiche andarono a vincere a Belgrado in semifinale, oggi le slave hanno reso la pariglia (si giocava a Valencia). Forse, considerando le assenze della Spagna, non è un'impresa titanica, ma detronizzare le pluri-campionesse, con la loro mentalità sempre notevole, restava difficile. Anche perché questa Serbia non pare all'altezza di quella di 5-6 anni fa, al punto da panchinare l'idolo Dabovic e affidarsi fin troppo agli estri da campetto di Yvonne Anderson, la quale ha fatto 17 punti ma con 6/21 (chissà gli sciovinisti serbi come la vedono).
Partita altrettanto intensa della precedente, ma molto più nervosa e avara di punti. Molti battibecchi tra giocatrici e con gli arbitri; la Spagna fa qualcosina di meglio, soprattutto con la lunga Ndour, ed è avanti 23-27 a metà.
La chiave per la Serbia è la salita in cattedra di Vasic, ex Petrovic, che a 32 anni sembra aver sviluppato una magistrale gestione delle sue energie, come già visto con l'Italia. Gira l'interruttore e sblocca un attacco asfittico. Sembra non bastare, però, perché storiche seconde file spagnole, ora chiamate a far da protagoniste, rispondono presente; a -2'30" è 55-61 Spagna.
Lì, improvvisamente, la storia cambia direzione; gran difesa della Serbia e le iberiche pagano quel deficit di talento rispetto agli altri anni; Ndour è sparita; non segnano più e la Serbia sorpassa con la solita Vasic (62-61 a -18"). Alle slave restano 3 falli da spendere, ma al secondo gli arbitri danno due liberi alla Spagna: forse regalati (qualcuno potrebbe dire scandalosi, perché tutto sembrava tranne che in azione di tiro), ma è un suicidio serbo, in quanto Ouvina era lontana da canestro, tutta storta a 1 secondo e mezzo dalla fine: lasciavi proseguire, s'incartava ed era fatta.
Ma la ruota della sorte gira: Ouvina fa solo 1/2 e si va al supplementare. Lì la Spagna è totalmente in asfissia offensiva e la Serbia vola a +7 con Vasic che segna e fornisce l'assist a Jovanovic per la tripla della staffa. Vasic 19 punti, 9 rimbalzi e 4 assist.
La Spagna scende dal trono dopo 2 edizioni vinte (e 3 delle ultime 4): il Covid che ha tolto di mezzo Torrens può essere stato fatale più delle avversarie, ma l'impressione è che qualche difficoltà a rimpiazzare la generazione d'oro ci sia; e nel momento difficile chi è mezza campionessa ma non campionessa intera mostra la corda.
Quindi, semifinali: Francia-Bielorussia e Serbia-Belgio. Sembra segnata la prima (per quanto le russe bianche stiano piacendo), apertissima la seconda anche perché resto dell'idea che nessuna delle due sia al suo meglio storico. La Francia, che ha il complesso della Spagna, sarà contenta di essersela tolta dalle scatole.
Negli spareggi per il pre-Mondiale da notare che una fra Russia e Spagna resterà addirittura fuori, dopo aver mancato la semifinale di un millimetro.
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