[pubblicato su Basketforum]
Eurobasket donne, giornata finale, così poi togliamo il disturbo col femminile.Finale 3° posto
- Belgio-Bielorussia. Due livelli diversi. Il Belgio era a giocarsi il bronzo dopo aver mancato la finale per un paio di decimi (il miracolo fuori tempo massimo di K.Mestdagh in semifinale con la Serbia) ed è comunque da anni una delle migliori squadre d'Europa; la Bielorussia (come la Gran Bretagna 2 anni fa) era lì per abilità a sfruttare il corridoio favorevole di tabellone, peraltro da lei stessa creato sorprendendo la Spagna all'esordio. Da pronostico vincono le vallon-fiamminghe, +10 dopo un quarto, poi sostanziale controllo, il 77-69 non va interpretato come una partita in equilibrio. Secondo bronzo belga in 3 edizioni, anche se stavolta può stare strettino visto il modo in cui ha perso ieri; d'altro canto Meesseman e socie hanno rischiato di uscire già al primo turno con le turche, per non parlare dei quarti con la Russia; bicchiere per me mezzo pieno il loro, e adesso si divertiranno anche alle Olimpiadi.
Le russe bianche, invece, andranno al Pre-Mondiale '22 ed è già grassa così per loro; erano la sesta forza del torneo, non di più (Russia e Spagna migliori di loro), però brave per aver colto l'attimo.
Finale 1° posto:
- Francia-Serbia. Titolo alle serbe 6 anni dopo la prima volta.
Questo Europeo ha offerto varie partite belle, o almeno appassionanti, più di quante m'immaginassi. Non questa finale, però.
C'è qualcosa di psicodrammatico, ormai, nel modo in cui la Francia arriva ogni volta in finale e ogni volta perde scuffiando, ovvero giocando ampiamente sotto il livello espresso durante la manifestazione. Le gallette sono al quinto (!) argento di fila; il che ovviamente rende merito a una continuità al vertice, ma è ai limiti dell'improbabile che per 5 volte di fila ti vada sempre male. La Russia, per esempio, andò 6 volte di seguito in finale tra il 2001 e l'11: ne vinse tre. Le lacrime di un tifoso francese inquadrato in tribuna alla fine, probabilmente reduce da tutte e 5 le débacles, erano eloquenti.
La causa principale, sul piano tecnico (che però riflette forse quello mentale), mi pare sempre la stessa (vista anche nel maschile varie volte): la Francia s'incarta in attacco, non riesce a correre, diventa legnosa, paga la mancanza di punti sicuri nelle mani. Una pena.
Spiace partire dalle perdenti anziché dalle vincitrici, ma è qualcosa di clamoroso. La Francia fin qui aveva dominato; ma forse è stato un boomerang. L'unica partita contro un'avversaria di livello simile era stata quella con la Russia, vinta fin troppo facilmente. Mentre la Serbia si temprava con battaglie all'ultimo tiro (persino con noi; poi con Spagna e Belgio nell'eliminazione diretta), insomma era già "settata" al massimo livello d'intensità e con quella fiducia particolare di chi ha visto la morte in faccia e ne è uscito vivo. Ricordiamo che se Ouvina avesse segnato il secondo tiro libero allo scadere nei quarti, o se K.Mestdagh avesse segnato 2 decimi prima in semifinale, la Serbia sarebbe uscita. Per dire di come a volte sei eroe o (mezzo) fallito per questione di un'unghia.
Dunque, fin dall'inizio la Serbia aveva l'aria di sapere il da farsi. Museruola a Gruda e Miyem, lasciar sfarfallare Johannès, e la Francia non aveva più di che alimentare le realizzazioni; anche per il problema in regia, per la semi-indisponibilità dell'upupa Epoupa (purtroppo non riesco mai a scrivere il suo cognome senza associarlo al volatile), ma siccome l'upupa in questione c'era, nelle scorse finali, forse non sarebbe cambiato nulla.
A sua volta la Serbia non trova facilmente il canestro, con Vasic un po' sottotono; per cui all'intervallo è 26-31 per le slave, ma c'è partita.
Primi 5 minuti della ripresa, però, ancora più tragici per l'attacco francese; alla Serbia basta segnare 10 punti, non chissà che, per ritrovarsi a +15. Poi addirittura +18 (28-46) a 4'15" da fine 3° quarto.
Vizio storico dei serbi è quello di gigioneggiare quando sembra troppo facile per i loro gusti. Anderson è americana ma evidentemente ne ha assorbito la cultura: fa un passaggio dietro la schiena mal consigliato ed eseguito peggio, la Francia s'incazza e si rianima con un 9-0 a fine terzo (40-48).
Potrebbe essere il via a una rimonta epica, ma non lo è. La Francia torna in modalità "spruzzo di fontana malata" quanto a produzione offensiva; angosciante quanto non riesca mai a correre, sempre a difesa schierata; sembra le squadre allenate negli anni '90 dal papà dell'odierna c.t. serba Marina Maljkovic, il leggendario Bozo Maljkovic, che però giocava col freno a mano per imbrigliare le avversarie, non per imbrigliarsi da solo.
La Serbia vola via con la veterana Brooks alias Milovanovic. Poco più tardi, bel dai-e-vai su rimessa da fondo tra Vasic e Anderson, +13 a -1'35", tutto finito. Ci prova, per la verità, Johannès con due tardivi triploni, ma Vasic chiude in entrata. Finisce 54-63.
Anderson 18, Brooks 15, Vasic 12 per le campionesse, tra le quali spunta anche una rediviva Dabovic, che, dopo essersi trascinata alquanto mestamente in un ruolo da comprimaria nella manifestazione (la più declinante fra le grandi veterane serbe), ha prodotto un rispettabile 3/5 da 3, anche se corredato da uno 0/5 da 2.
Vukosavljevic (alias Ayayi; ma questi cognomi cambiati per matrimonio c'han rotto i coglionaz) 15, Johannès 13 per le eterne seconde, ma Gruda 5 e Miyem 2 sono una sentenza di condanna.
- Vasic eletta mvp (giusto); in quintetto ideale anche le belghe Meesseman e Allemand, la francese Miyem (ovviamente non per oggi, ma per il torneo ci sta) e la naturalizzata Jonquel Jones che ha portato una squadra modesta come la Bosnia fino al PreMondiale. Meritava un posto Vadeeva, ma c'erano già due lunghe, e una francese doveva pur starci.
A proposito di Jones, va notato il crescente livello delle naturalizzate: lei è un caso estremo, una delle migliori lunghe attuali sul pianeta, candidabile anche alla nazionale Usa; ma ormai sembra che qualunque nazionale sia in grado di permettersi un pezzo da 90 il cui ingaggio costa comunque meno che produrre un'indigena di pregio con un sudore di anni. Anche Bentley per la Bielorussia ha fatto onde; Anderson per la Serbia ondivaga ma preziosa. Declinante invece Hollingsworth come tutta la Turchia.
- Ancora difficile, a distanza di 6 giorni, assorbire la delusione per un'Italia che aveva messo spalle al muro la Serbia non meno di quanto abbiano fatto Spagna e Belgio, e più di quanto abbia fatto oggi la Francia. Sì, per carità, alla prima giornata della prima fase conta quel che conta. Ma non fai una partita così se non hai qualità.
Soprattutto, vincendo, saremmo probabilmente approdati direttamente ai quarti e tutto poteva essere diverso. Ma in ogni caso si era aperto un tabellone da solleticare appetiti legittimi, per come avevamo giocato nella prima fase. Buttare via tutto con una partita incolore, inodore e insapore con la Svezia è qualcosa che lascia più svuotati, depressi, che arrabbiati.
L'impressione è che si sia vicini a un ricambio nelle gerarchie europee, se Spagna e Francia giocoforza dopo 15 anni avranno una sia pur lieve flessione, e se Serbia e Belgio esauriranno l'attuale generazione d'oro; l'Italia poteva dare un segnale di essere pronta a salire nelle gerarchie future al posto di chi scende; non è stato così.
L'impressione è che si sia vicini a un ricambio nelle gerarchie europee, se Spagna e Francia giocoforza dopo 15 anni avranno una sia pur lieve flessione, e se Serbia e Belgio esauriranno l'attuale generazione d'oro; l'Italia poteva dare un segnale di essere pronta a salire nelle gerarchie future al posto di chi scende; non è stato così.
C'è da notare che la Russia, dominante con le '98 ai tempi delle nazionali giovanili, sembra vicina a esportare quei risultati a livello senior; l'Italia, che ha avuto le migliori '99 d'Europa da ragazze, non ha dato mostra, almeno per ora, di essere pronta a fare altrettanto. Lo dicevamo già a caldo: c'è il sudore freddo che l'intera infornata di medaglie giovanili dell'ultima dozzina d'anni vada smarrita a livello senior.
Come dice il saggio, "chi vince festeggia, chi perde spiega", e infatti abbiamo assistito alla solita riffa di analisi sulle cause dell'insuccesso. L'impressione è che ognuno veda quello che vuole vedere, cioè la propria personale teoria sui "mali del movimento", invariabilmente confermata (secondo loro) in modo lampante dai fatti. Nulla che si possa smentire con certezza, a essere onesti; qualcosa di vero c'è; ma tutte queste idee sono così diverse, se non addirittura contraddittorie, che probabilmente nessuna coglie davvero nel segno e in ogni caso non emerge una direzione chiara da imboccare per il futuro; qualcosa che si possa fare realmente e non sognare vagamente.
In realtà non facciamo schifo, come Nazionale; sono 5 edizioni di fila che ci qualifichiamo agli Europei, e non è scontato (stavolta sono rimaste fuori, ad esempio, Germania e Lituania, che non sono peggio di noi come movimento); 4 volte abbiamo passato la prima fase; solo che il grosso risultato non arriva mai. Ma onestamente, il grosso risultato non è mai arrivato, nella storia della nostra Nazionale, tranne che in due brevi periodi: metà degli anni '70 e metà anni '90. Per il resto, è una storia di mediocrità alla quale ci atteniamo con scrupolo.
- A breve (non per noi) nuovo palcoscenico di lusso con le Olimpiadi; nella cui prospettiva però gli Usa, almeno guardando questo Europeo, si saranno scambiati due pacche e tre gomitate, perché da temere hanno ben poco. Forse dall'Australia qualcosa di più; ma non ci scommetterei mezzo dollaro.
Per quanto ci riguarda proveremo a dire la nostra nel 3x3. Almeno c'è qualcosa con cui consolarsi.
- Nota finale sul seguito avuto dall'evento. Naturalmente in Italia scarso o nullo. Già lo è di solito quando non c'è un Europeo di calcio maschile in concomitanza, figurarsi quando c'è. All'estero, per quei 3 Paesi che ho potuto monitorare (Francia, Spagna, Serbia), il risalto è stato discreto nelle prime due, considerata appunto la concorrenza calcistica, trionfale nella terza, che ha fatto la cavalcata d'oro e s'è presa le prime pagine dei giornali, certo giovandosi che da loro non ci fosse il calcio tra le balle, ma è soprattutto questione di diversa dignità del basket da quelle parti; commovente l'accoglienza in patria con la folla assiepata sotto la classica balconata belgradese da cui s'affacciano i trionfatori sportivi di quella nazione un po' sciroccata ma che dà allo sport dei cesti la giusta importanza.
- A breve (non per noi) nuovo palcoscenico di lusso con le Olimpiadi; nella cui prospettiva però gli Usa, almeno guardando questo Europeo, si saranno scambiati due pacche e tre gomitate, perché da temere hanno ben poco. Forse dall'Australia qualcosa di più; ma non ci scommetterei mezzo dollaro.
Per quanto ci riguarda proveremo a dire la nostra nel 3x3. Almeno c'è qualcosa con cui consolarsi.
- Nota finale sul seguito avuto dall'evento. Naturalmente in Italia scarso o nullo. Già lo è di solito quando non c'è un Europeo di calcio maschile in concomitanza, figurarsi quando c'è. All'estero, per quei 3 Paesi che ho potuto monitorare (Francia, Spagna, Serbia), il risalto è stato discreto nelle prime due, considerata appunto la concorrenza calcistica, trionfale nella terza, che ha fatto la cavalcata d'oro e s'è presa le prime pagine dei giornali, certo giovandosi che da loro non ci fosse il calcio tra le balle, ma è soprattutto questione di diversa dignità del basket da quelle parti; commovente l'accoglienza in patria con la folla assiepata sotto la classica balconata belgradese da cui s'affacciano i trionfatori sportivi di quella nazione un po' sciroccata ma che dà allo sport dei cesti la giusta importanza.
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