Recupero arretrati - Europei
Prima fase
Serbia-Italia
Una
di quelle partite che ti lasciano a metà tra l'orgoglio e la voglia di
piangere e tirare testate al muro, con l'istinto che propende per la
seconda ipotesi. Ma di lacrime ne abbiamo già versate troppe in passato;
meglio sforzarsi di vedere il positivo, e cioè che avevamo virtualmente
vinto contro una delle favorite per l'oro. Tra il virtuale e il reale
c'è di mezzo un finale autolesivo, in cui abbiamo sciupato un +10 a
4'30" dalla fine , e un +4 con liberi a favore a 38 secondi.
Al
debutto di Valencia la prestazione dell'Italia, sino al collasso finale e
susseguente sconfitta al supplementare, era stata oltre ogni
aspettativa. Poniamo pure che la Serbia abbia inserito solo una marcia
intermedia, com'è normale per chi punta ad arrivare fino in fondo,
mentre noi avevamo la voglia e l'entusiasmo della sfidante al debutto;
sta di fatto che per mettere spalle al muro una potenza come la Serbia
"il cuore non basta", ci vuole qualità e l'abbiamo avuta.
Il settore
in cui abbiamo piacevolmente stupito è quello delle lunghe; sia Keys che
André che Cubaj, il nostro pacchetto giovane, è stato molto reattivo a
rimbalzo in attacco, e anche capace d'iniziative individuali
confortanti; meglio ancora ha fatto Bestagno, esordiente a quasi 31
anni. E sì che di fronte, se proprio non colosse, c'erano però clienti
ostici come la veterana di classe Brooks, ex Milovanovic, e una Krasnijk
poco celebrata ma rocciosa.
Bene anche le nostre tascabili Carangelo
e Romeo; meno frizzanti le ali: Pan e Penna poco in evidenza; discorso a
parte per Zandalasini, più no che sì al tiro (6/20) ma comunque autrice
di pennellate di classe e preziosa nell'attirarsi la difesa addosso,
cosa di cui hanno beneficiato le compagne.
Sommando tutto questo,
ci trovavamo sul 58-68 per noi a 4'30", dopo un parziale di 2-11
originato da Keys con due canestri da sotto; da Romeo con una tripla e
due liberi, con in mezzo altri due liberi con Zanda. Più una buona
difesa e un'energia boja a rimbalzo in attacco. Sembravamo essere state
killer proprio al momento giusto.
Lì, purtroppo, iniziamo a
pasticciare, sotto forma soprattutto di palle perse. C'è da dire che la
Serbia ha vistosamente girato la chiave dell'intensità. Ma alcuni
palloni sono stati proprio regalati; siamo rimasti vincolati ai tiri dal
perimetro senza più andare dentro con costanza; per la verità Zanda ha
segnato una tripla che ci ridava il +6 (65-71). Ma Brooks alias
Milovanovic ha risposto subito.
Nonostante tutto, eravamo avanti
70-74 a 38". Zanda subiva fallo e andava in lunetta. Da lì inizia una
frittata italiana che nemmeno studiandola a tavolino veniva così
perfetta. Zanda fa 0 su 2, rimbalzo Serbia, ripartenza rapida, lancio
lungo, noi dormiamo sul rientro, canestro subito da sotto: 72-74.
Rimessa da fondo, pressing serbo, Carangelo perde lucidità e getta il
passaggio; intercetto, assist e appoggio da sotto per le slave: 74-74 a
-26", cioè 12 secondi di follia per vanificare 39 minuti da applausi.
Per
la verità ci sarebbe ancora l'occasione di vincerla; ma Zanda è ben
chiusa, palla a Bestagno che forza sullo scadere dei 24" e non va.
All'inizio
del supplementare sembriamo aver assorbito lo shock; Carangelo ci
rimette avanti con una tripla. Ma la Serbia macina, ormai ha il
controllo mentale sulla partita. Sorpassa e chiude con una meraviglia di
Vasic, in accelerazione a tutto campo, dribblando tutta la difesa
italiana, infilandosi là dove sembrava non esserci spazio, per trovare
canestro e fallo (84-79). L'incarnazione della famosa frase del suo
connazionale Boskov, l'allenatore di calcio: "Grande giocatore vede
autostrada dove altri vedono solo sentiero".
Finisce 86-81 con 18 di Zanda, 12 del duo veneziano Bestagno-Carangelo.
Vasic
ce ne ha fatti 27 con 13 rimbalzi, 7 assist e 35 di valutazione;
Anderson (nel derby con le sue varie compagne di Venezia) 18; Brooks 14.
Notevole che loro abbiano dovuto spremere il meglio da 3 stelle, mentre
noi siamo stati collettivo più bilanciato, ma è un dato platonico che
non consola della sostanza dell'esito.
E' presto per dirlo ma ci siamo probabilmente fumati il primo posto e l'accesso diretto ai quarti.
Italia-Montenegro
Decisamente
bene. Contro l'altra metà dell'ex Serbia-Montenegro che durò dalla
dissoluzione jugoslava fino al 2006 (tra parentesi, a quelle due
aggiungi Croazia, Bosnia e Slovenia, e hai 5 nazionali tutte qualificate
a Eurobasket, ex componenti di uno Stato che, unitario, aveva meno
della metà degli abitanti dell'Italia... in poche parole: bestiale),
potevamo pagare la botta di ieri, o magari sentirci brave perché avevamo
"messo alle corde la Serbia" dimenticandoci che il Montenegro è meno
forte ma poteva fregarci se approcciato male.
Per la verità le
sud-slave non hanno proposto molto oltre alla solita Dubljevic, potente
in 1 vs 1 così come ficcante da fuori, a qualche siluro di Jovanovic e
un po' di sportellate della massiccia Gatling. Noi più complete,
piacevoli nel gioco, con la verve di Carangelo e Attura, e in generale
una lodevole propensione da parte di tutte a prendersi iniziative.
Zandalasini
un po' in ombra ma con qualche zampatuccia ad effetto, ad esempio
l'arresto-e-tiro di tabella sullo scadere del 3° quarto per il 59-44. A
metà dell'ultimo periodo, Cubaj batte Gatling in 1 contro 1, eseguito
con notevole sicurezza (due liberi trasformati), poi intercetta, si fa
tutto il campo e segna in contropiede; andiamo 72-47, poi normale
rilasso finale ed è 77-61.
Molto ben distribuite le marcature
dell'Italia con 13 di Carangelo, 11 Zanda, 10 Bestagno e Andrè. Per il
Monte, 23 Dubljevic e 17 Jovanovic.
Vittoria che vale il passaggio del turno, già probabile il secondo posto.
Italia-Grecia
A
due volti. Molto bene i primi 2 quarti, sulla scia di quelli col
Montenegro (41-24). Poi un affanno che si poteva evitare. Già nel terzo
periodo la Grecia si riavvicina pericolosamente, ma la respingiamo
(58-49 al 30').
Patemi veri, invece, nei primi 4 minuti dell'ultimo
quarto, un vero corto circuito collettivo, soprattutto in difesa dove
becchiamo una serie di triple dalla piccola Stamolamprou, e non
riusciamo a fermare nemmeno la 2003 (!) Bosganà, talento indiscutibile,
aspetto più slavo che ellenico.
Dopo un antisportivo di Zanda
l'Italia è addirittura sorpassata (63-64). Per fortuna la stessa Zanda,
fin lì molto imprecisa, si sblocca con 5 punti di fila; poi ne mette 4
importanti Keys e ripartiamo definitivamente. Anche grazie al fatto che
la Grecia è sì interessante con questo ricambio generazionale, della
serie "CBCR" (cresci bene che ripasso), ma al momento è modesta, come ha
fatto vedere nelle altre due partite.
Alla fine 77-67 con 13 di
Penna (in rialzo rispetto alle prime due gare), 11 Zanda anche se 4/12,
ben quattro con 8 o 9 punti a conferma che abbiamo un buon collettivo.
Per la Grecia 23 di Stamolamprou, 13 Bosganà (la bebè) e Spanou.
Situazione
Finiamo
dunque secondi e, rullo di tamburelli, si apre il corridoio di
tabellone che speravamo con scongiuri e corni. La Spagna è solo seconda e
finisce (se passa lo spareggio) nelle scatole della Serbia; dalla
nostra parte c'è la Bielorussia nei quarti, avendo le suddite di
Lukashenko vinto a sorpresa il girone delle iberiche. Per arrivarci
dobbiamo battere nel "barrage" la Svezia di Crespi, reduce da due
scoppole con Spagna e Bielorussia. Finora noi abbiamo fatto vedere
decisamente di meglio.
Nel giro di 3 giorni potremmo ritrovarci in
paradiso (semifinali), purgatorio (sconfitta ai quarti ma con
possibilità di pre-mondiali) oppure inferno (fuori subito).
Per il
resto, Francia dominante (ha spazzato la Russia di 26 punti); sul filo
del rasoio il Belgio (rischiava di uscire con la Turchia, ma ha vinto di
2 e ha recuperato il primo posto per quoziente canestri). Nello stesso
girone bene la Bosnia, con l'addizione erculea Jonquel Jones, ma dopo il
capolavoro a +15 sul Belgio all'esordio ha gettato il primo posto
perdendo con la Slovenia, la quale a sua volta ha sprecato l'occasione
facendosi tritare dalle fiammingo-vallone, inacidite dalla sconfitta del
giorno prima.
Nel complesso, una prima fase vivace, con Francia e
Serbia uniche imbattute (ma la seconda per grazia ricevuta da noi) e
qualche gerarchia storica che sembra sul punto di rimescolarsi.
martedì 29 giugno 2021
Europei '21 - Riassunto prima fase Italia
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