martedì 29 giugno 2021

Europei '21 - Riassunto prima fase Italia

 Recupero arretrati - Europei


Prima fase


Serbia-Italia
Una di quelle partite che ti lasciano a metà tra l'orgoglio e la voglia di piangere e tirare testate al muro, con l'istinto che propende per la seconda ipotesi. Ma di lacrime ne abbiamo già versate troppe in passato; meglio sforzarsi di vedere il positivo, e cioè che avevamo virtualmente vinto contro una delle favorite per l'oro. Tra il virtuale e il reale c'è di mezzo un finale autolesivo, in cui abbiamo sciupato un +10 a 4'30" dalla fine , e un +4 con liberi a favore a 38 secondi.
Al debutto di Valencia la prestazione dell'Italia, sino al collasso finale e susseguente sconfitta al supplementare, era stata oltre ogni aspettativa. Poniamo pure che la Serbia abbia inserito solo una marcia intermedia, com'è normale per chi punta ad arrivare fino in fondo, mentre noi avevamo la voglia e l'entusiasmo della sfidante al debutto; sta di fatto che per mettere spalle al muro una potenza come la Serbia "il cuore non basta", ci vuole qualità e l'abbiamo avuta.
Il settore in cui abbiamo piacevolmente stupito è quello delle lunghe; sia Keys che André che Cubaj, il nostro pacchetto giovane, è stato molto reattivo a rimbalzo in attacco, e anche capace d'iniziative individuali confortanti; meglio ancora ha fatto Bestagno, esordiente a quasi 31 anni. E sì che di fronte, se proprio non colosse, c'erano però clienti ostici come la veterana di classe Brooks, ex Milovanovic, e una Krasnijk poco celebrata ma rocciosa.
Bene anche le nostre tascabili Carangelo e Romeo; meno frizzanti le ali: Pan e Penna poco in evidenza; discorso a parte per Zandalasini, più no che sì al tiro (6/20) ma comunque autrice di pennellate di classe e preziosa nell'attirarsi la difesa addosso, cosa di cui hanno beneficiato le compagne.

Sommando tutto questo, ci trovavamo sul 58-68 per noi a 4'30", dopo un parziale di 2-11 originato da Keys con due canestri da sotto; da Romeo con una tripla e due liberi, con in mezzo altri due liberi con Zanda. Più una buona difesa e un'energia boja a rimbalzo in attacco. Sembravamo essere state killer proprio al momento giusto.
Lì, purtroppo, iniziamo a pasticciare, sotto forma soprattutto di palle perse. C'è da dire che la Serbia ha vistosamente girato la chiave dell'intensità. Ma alcuni palloni sono stati proprio regalati; siamo rimasti vincolati ai tiri dal perimetro senza più andare dentro con costanza; per la verità Zanda ha segnato una tripla che ci ridava il +6 (65-71). Ma Brooks alias Milovanovic ha risposto subito.
Nonostante tutto, eravamo avanti 70-74 a 38". Zanda subiva fallo e andava in lunetta. Da lì inizia una frittata italiana che nemmeno studiandola a tavolino veniva così perfetta. Zanda fa 0 su 2, rimbalzo Serbia, ripartenza rapida, lancio lungo, noi dormiamo sul rientro, canestro subito da sotto: 72-74. Rimessa da fondo, pressing serbo, Carangelo perde lucidità e getta il passaggio; intercetto, assist e appoggio da sotto per le slave: 74-74 a -26", cioè 12 secondi di follia per vanificare 39 minuti da applausi.

Per la verità ci sarebbe ancora l'occasione di vincerla; ma Zanda è ben chiusa, palla a Bestagno che forza sullo scadere dei 24" e non va.
All'inizio del supplementare sembriamo aver assorbito lo shock; Carangelo ci rimette avanti con una tripla. Ma la Serbia macina, ormai ha il controllo mentale sulla partita. Sorpassa e chiude con una meraviglia di Vasic, in accelerazione a tutto campo, dribblando tutta la difesa italiana, infilandosi là dove sembrava non esserci spazio, per trovare canestro e fallo (84-79). L'incarnazione della famosa frase del suo connazionale Boskov, l'allenatore di calcio: "Grande giocatore vede autostrada dove altri vedono solo sentiero".
Finisce 86-81 con 18 di Zanda, 12 del duo veneziano Bestagno-Carangelo.
Vasic ce ne ha fatti 27 con 13 rimbalzi, 7 assist e 35 di valutazione; Anderson (nel derby con le sue varie compagne di Venezia) 18; Brooks 14. Notevole che loro abbiano dovuto spremere il meglio da 3 stelle, mentre noi siamo stati collettivo più bilanciato, ma è un dato platonico che non consola della sostanza dell'esito.
E' presto per dirlo ma ci siamo probabilmente fumati il primo posto e l'accesso diretto ai quarti.

Italia-Montenegro
Decisamente bene. Contro l'altra metà dell'ex Serbia-Montenegro che durò dalla dissoluzione jugoslava fino al 2006 (tra parentesi, a quelle due aggiungi Croazia, Bosnia e Slovenia, e hai 5 nazionali tutte qualificate a Eurobasket, ex componenti di uno Stato che, unitario, aveva meno della metà degli abitanti dell'Italia... in poche parole: bestiale), potevamo pagare la botta di ieri, o magari sentirci brave perché avevamo "messo alle corde la Serbia" dimenticandoci che il Montenegro è meno forte ma poteva fregarci se approcciato male.
Per la verità le sud-slave non hanno proposto molto oltre alla solita Dubljevic, potente in 1 vs 1 così come ficcante da fuori, a qualche siluro di Jovanovic e un po' di sportellate della massiccia Gatling. Noi più complete, piacevoli nel gioco, con la verve di Carangelo e Attura, e in generale una lodevole propensione da parte di tutte a prendersi iniziative.
Zandalasini un po' in ombra ma con qualche zampatuccia ad effetto, ad esempio l'arresto-e-tiro di tabella sullo scadere del 3° quarto per il 59-44. A metà dell'ultimo periodo, Cubaj batte Gatling in 1 contro 1, eseguito con notevole sicurezza (due liberi trasformati), poi intercetta, si fa tutto il campo e segna in contropiede; andiamo 72-47, poi normale rilasso finale ed è 77-61.
Molto ben distribuite le marcature dell'Italia con 13 di Carangelo, 11 Zanda, 10 Bestagno e Andrè. Per il Monte, 23 Dubljevic e 17 Jovanovic.
Vittoria che vale il passaggio del turno, già probabile il secondo posto.

Italia-Grecia
A due volti. Molto bene i primi 2 quarti, sulla scia di quelli col Montenegro (41-24). Poi un affanno che si poteva evitare. Già nel terzo periodo la Grecia si riavvicina pericolosamente, ma la respingiamo (58-49 al 30').
Patemi veri, invece, nei primi 4 minuti dell'ultimo quarto, un vero corto circuito collettivo, soprattutto in difesa dove becchiamo una serie di triple dalla piccola Stamolamprou, e non riusciamo a fermare nemmeno la 2003 (!) Bosganà, talento indiscutibile, aspetto più slavo che ellenico.
Dopo un antisportivo di Zanda l'Italia è addirittura sorpassata (63-64). Per fortuna la stessa Zanda, fin lì molto imprecisa, si sblocca con 5 punti di fila; poi ne mette 4 importanti Keys e ripartiamo definitivamente. Anche grazie al fatto che la Grecia è sì interessante con questo ricambio generazionale, della serie "CBCR" (cresci bene che ripasso), ma al momento è modesta, come ha fatto vedere nelle altre due partite.
Alla fine 77-67 con 13 di Penna (in rialzo rispetto alle prime due gare), 11 Zanda anche se 4/12, ben quattro con 8 o 9 punti a conferma che abbiamo un buon collettivo.
Per la Grecia 23 di Stamolamprou, 13 Bosganà (la bebè) e Spanou.

Situazione
Finiamo dunque secondi e, rullo di tamburelli, si apre il corridoio di tabellone che speravamo con scongiuri e corni. La Spagna è solo seconda e finisce (se passa lo spareggio) nelle scatole della Serbia; dalla nostra parte c'è la Bielorussia nei quarti, avendo le suddite di Lukashenko vinto a sorpresa il girone delle iberiche. Per arrivarci dobbiamo battere nel "barrage" la Svezia di Crespi, reduce da due scoppole con Spagna e Bielorussia. Finora noi abbiamo fatto vedere decisamente di meglio.
Nel giro di 3 giorni potremmo ritrovarci in paradiso (semifinali), purgatorio (sconfitta ai quarti ma con possibilità di pre-mondiali) oppure inferno (fuori subito).
Per il resto, Francia dominante (ha spazzato la Russia di 26 punti); sul filo del rasoio il Belgio (rischiava di uscire con la Turchia, ma ha vinto di 2 e ha recuperato il primo posto per quoziente canestri). Nello stesso girone bene la Bosnia, con l'addizione erculea Jonquel Jones, ma dopo il capolavoro a +15 sul Belgio all'esordio ha gettato il primo posto perdendo con la Slovenia, la quale a sua volta ha sprecato l'occasione facendosi tritare dalle fiammingo-vallone, inacidite dalla sconfitta del giorno prima.
Nel complesso, una prima fase vivace, con Francia e Serbia uniche imbattute (ma la seconda per grazia ricevuta da noi) e qualche gerarchia storica che sembra sul punto di rimescolarsi.

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