martedì 30 aprile 2024

A1, quarti G2: Schio e Venezia chiudono in carrozza; la risposta di Bologna; il miracolo di Kacerik

 - Erano scontati i 2-0 per Schio e Venezia nei playoff di A1. San Martino e Roma erano arrivate ai playoff tirandosi il collo, non ne avevano per andare oltre. Le Lupe, per giunta, nell'imminenza di gara-2 hanno perso Soule per partenza non autorizzata (volgarmente detta "fuga"), :angry: destinazione training camps Wnba; e senza lei oltre a Kostowicz, affrontare Schio era come fermare un cannone a mani nude. Va dato atto che con la consueta generosità, le discepole di Piazza scatenavano la solita sarabanda a ritmo forsennato, riuscendo nel 1° quarto e mezzo a irretire Schio a suon di corse e di triple (28-19 al 10', 35-29 al 15').

Il Famila peraltro sa benissimo di dover solo aspettare che i nodi del serbatoio luparense vengano al pettine: parziale di 0-20 a cavallo della pausa lunga e la partita muore. La benza di SML è talmente esaurita che a metà ultimo quarto Schio tocca il +30, poi ha pietà (67-90).
Si hanno 16 punti di Verona e 13 di Sottana nelle distribuitissime marcature arancioni; 18 Turcinovic, 11 Conte, 9+8 rimba + 6 assist D'Alie; menzioniamo anche i 9 di Arado perché la ragazza, sia pur senza far miracoli, è cresciuta ed essendo una lunga italiana è un panda da tutelare.

- Ancor meno pepe nella G2 tra Roma e Venezia. L'ossigeno dell'Oxygen :wacko: è già ampiamente consumato; non bastano i 1672 spettatori ufficiali (dato notevole) a insufflarne qualche litro negli esausti polmoni delle capitoline, le quali cedono di schianto sin dall'inizio (13-28 al 10', 28-55 al 20'); il resto è flanella sino al 67-91 conclusivo.
Per Roma unica sopra le righe è Dongue con 25 punti (12/14); per la Reyer ne ha 21 in 19' Kuier, 17+14 rimba Shepard. Va detto che, almeno in questa serie, le due lunghe titolari orogranata sembrano aver capito che senza il loro cambio, e scudiera principe, Cubaj, debbono produrre di più. Certo però la semifinale sarà ben più probante.

- Le altre due serie, e qui non era affatto scontato, vanno sull’1-1 con la risposta in trasferta di chi aveva steccato in casa. Pare evidente che a Bologna debbano essersi detti due paroline dopo gara-1, perché la squadra insipida, non sai se più contratta o più svagata, che s’era fatta uccellare nella cavernosa Segafredo Arena, lascia il posto a un rullo compressore che frantuma, sin dalla palla a due, ogni speranza di Ragusa di bissare l’impresa. La storia della partita è già nel 2-16 iniziale, che diventa 8-21 al 10’ e 12-30 intorno al 14’. Battono colpi, soprattutto, le assenti ingiustificate di gara-1, ovvero Cox, Peters e Rupert. Poi, va detto, le sicule imbastiscono una reazione con un 12-0 sul finire del 2° quarto, che lascia il discorso aperto all’intervallo (24-32).
Ma a inizio ripresa entra in scena Zanda che con 10 punti in 4 minuti riammazza la partita (28-47), rincarando poi la dose in avvio di 4° periodo; addirittura 41-70 al 34’, eccessiva punizione per Ragusa (seppur parzialmente mitigata nel punteggio finale, 59-81), ma anche un messaggio in vista di gara-3, come a dire “se facciamo sul serio non avete scampo”. vedremo.
Si hanno 18 punti di Zanda (8/14), 16 di Rupert, 13 di Cox e Peters per Bologna, 16 di Jakubcova e 12 di Milazzo per Ragusa che, se fosse vera la voce di abbandono imminente, potrebbe aver giocato l’ultima partita casalinga in A1. Di sicuro v’è che “Pescatrice del fiume Sprea” (questo il significato del cognome Spreafico, controllare per credere) -_- mancava nuovamente e la disparità di forze tra le due contendenti richiede un miracolo alle sicule per sovvertire il pronostico di gara-3.

- Personalmente mi sono recato a Sesto San Giovanni per gara-2 fra Geas e Campobasso, che ha regalato un finale da annali. Il canestro dell’anno, con ogni probabilità, quello di Martina Kacerik, lei che, da membro importante della “generazione di fenomeni” capeggiata da Zandalasini, crebbe in quel palazzetto che domenica ha lasciato di pietra, al pari della sua ex allenatrice Zanotti. :o:
Potrebbe, Kacerik, raccontare che, conoscendo alla perfezione i tabelloni del PalaNat, abbia calcolato esattamente che scagliando la palla a una mano da quella posizione, 45° gradi a destra, un passo fuori dall’arco dei 3 punti, con Conti incollata addosso e a braccia protese, servisse esattamente quella traiettoria acciocché la sfera battesse contro la parte alta del vetro e s’infilasse nella retìna. Non ci crederebbe nessuno. :lol:

- Un colpo di fortuna. Ma meritato, bisogna dire, per Campobasso. E’ vero che alla fine chi merita è chi arriva primo al traguardo, non chi trascorre più minuti in testa; e il Geas con l’ennesima rimonta stagionale s’era apparecchiato la tavola per una probabile vittoria al supplementare. Perché le molisane parevano cotte, avevano perso la formidabile Quinonez per falli e ne avevano altre due con 4 penalità. Quindi il “lucky shot” di Kacerik ha riscritto un copione che sembrava prevedere l’apoteosi del Geas all’overtime col 2-0 nella serie e la seconda semifinale consecutiva.
Ma nel complesso della partita, Campobasso ha fatto di più per portarla a casa. Le sestesi, che avevano vinto tutte le loro precedenti 7 volate, tendono ad aspettare di finire spalle al muro per darsi quella scossa che le trasforma in modo persino impressionante. Gara-2 di domenica ha estremizzato questa tendenza.
Dinnanzi a un pubblico abbondante (seppur non tutto esaurito), dopo un inizio che sembrava proseguire l’onda del secondo supplementare di mercoledì, si era sul 14-4 Geas al 5’. Ebbene, da lì c’è stato un inopinato e lunghissimo blackout delle sestesi, con un parziale addirittura di 9-35 nei 15’ successivi. :woot: Con l’impatto fortissimo di Quinonez - già notevole in G1 - e le sue scorribande a tutto campo, senza disdegnare anche una tripla a bersaglio; Kunaiyi a farsi sentire nel duello fra titane con una Moore non deficitaria ma nemmeno brillante; Morrison con varie incursioni anche lei e graffiante in difesa. Più energie, in generale, per Campobasso in questo frangente; un Geas che produce il suo guizzo migliore… fuori tempo massimo (Conti da metà campo un attimo dopo la sirena del 1° quarto) e per il resto incassa con anomala passività un canestro dopo l’altro. Sino a sprofondare a meno 16 all’intervallo (23-39).

- Nella pausa la bandiera Arturi riceve un nuovo omaggio, dopo quello di due settimane prima: viene premiata dal suo storico dirigente Nonino ed è annunciato il ritiro della sua maglia numero 5. Non sembra, però, rianimarsi il Geas, giacché nei primi 5’ del 3° quarto la situazione rimane pressoché invariata, anzi Campobasso tocca il massimo vantaggio sul +18.
Eppure, memori delle tante rimonte precedenti, c’è l’aria che prima o poi scocchi la scintilla che inverta la freccia della partita. E così avviene quando Zanotti rinunci all’ingessato e legnoso quintetto con due lunghe, lasciando solo Moore e togliendo Trucco/Begic in favore di Wadoux/Conti, con Dotto, Panzera e Gwathmey fisse dentro. Insomma un quintetto piccolo che alza il ritmo senza patire la mancanza di stazza in difesa, anzi iniziando a recuperare palloni e a non far più passare nulla in area.
A fine 3° quarto il distacco è già quasi dimezzato (41-51).

- Nei primi 5’30” dell’ultima frazione, Campobasso realizza solo con due “coast to coast” di Quinonez e Trimboli, belli ma casuali: a difesa schierata non segna più. Il Geas trova invece un'Ilaria Panzera straordinaria per personalità ed efficacia nelle esecuzioni. Segna 11 punti nel solo ultimo quarto, senza sbagliare nulla, da fuori e in entrata; recupera anche palloni. Se non fosse che la sua discontinuità realizzativa è tuttora il suo tallone d’Achille (in gara-1 aveva fatto 2 punti con 1/5 al tiro in 30’) ci staremmo godendo una guardia azzurra di livello Eurolega. :unsure: Magari lo sarà. Ma non divaghiamo sul futuro. Panzera realizza da 3 e poi in entrata per il 57-58 a -1’50”. Il pubblico sestese, attonito durante il frangente buio, ora fiammeggia, strombetta a tutto spiano e s’alza in piedi a ogni stoccata del prodotto di casa.
A talento però risponde talento: Quinonez escogita dal cilindro un 1 contro 1 su Gwathmey con virata a centro area, canestro e fallo: 57-61. Poco dopo, Kunaiyi, felina, trasforma una quasi palla persa delle sue in un’incursione a canestro che concretizza almeno a metà con un libero (57-62 a -1’10”).
Quindi Campobasso con uno scatto di reni si riappropria della partita. Ma il Geas risponde con una tripla di Wadoux su rimessa dopo il timeout, consumando appena 2 secondi (presumibilmente un’azione ben disegnata): 60-62. Poi una difesa forte delle sestesi, Morrison forza dalla media sullo scadere dei 24”; non va. La Molisana ha due falli da spendere entro il bonus e li usa, ritardando l’azione del Geas. Ma uno di questi è il quinto di Quinonez, che manda su ogni furia Sabatelli; e oltretutto non serve, perché Panzera, treno potente ed agile in egual misura, s’incunea in area dal lato sinistro e realizza il 62-62 a -8”. Boato.
Timeout e rimessa in zona d’attacco per Campo. Stavolta tocca al Geas spendere fallo entro il bonus. Nuova rimessa con appena 5”. Trimboli passa a Kunaiyi che gliela restituisce; è chiusissima, trova in qualche modo Kacerik, e il finale è già stato descritto prima (62-65).
Si hanno 21 punti di Panzera e 13 di Moore per le battute; solo Quinonez in doppia cifra (15) per le esultanti, ma tanto collettivo con 6 giocatrici fra i 7 e i 9 punti. Le cifre di squadra s'equivalgono o quasi; Campobasso più precisa da 2; Geas molto meglio nei rimbalzi offensivi (10 contro appena 1), ma non è bastato.

- La saga si decide dunque alla terza partita. Riuscirà Sesto a vincere per la quarta volta in 4 mesi a Campo? :unsure: A volte la mazzata allo scadere ti abbatte, a volte invece ti dà la sveglia. Così come la vittoria rocambolesca ti può gasare ma anche prosciugare energie fisiche e mentali. In poche parole non ho la minima idea di come finirà. Credo che il Geas sia superiore come caratura, ma non mi sembra nella miglior condizione di forma, e questo riduce pressoché a zero il divario già esiguo fra le due compagini.
Per il momento la Magnolia ha legittimamente celebrato l’impresa che l’ha tenuta in vita, facendosi mucchio selvaggio intorno all’autrice della storica pennellata. La cui felicità, ben immortalata da Marco Brioschi nella foto qui sotto, fa piacere a chi ricorda il suo percorso non facile di recupero dall’infortunio che qualche anno fa la tenne fuori a lungo; e in generale una carriera, la sua, spesa al servizio delle compagne, da ideale gregaria di sacrificio. Meritava una soddisfazione così, anche se dovesse rivelarsi effimera qualora il Geas vincesse gara-3. :b:



venerdì 26 aprile 2024

A1: quarti G1, è subito pepe: Ragusa e Geas sbancano Bologna e Campo. Velluto Venezia e Schio

 - L'apertura dei playoff ha già il pepe delle vittorie in trasferta. Chi ha detto che il fulmine non cade mai due volte nello stesso punto? :o: I colpi di queste gare-1 sono un curioso "repeat" dei quarti di Coppa Italia, in gennaio, quando Ragusa espugnò Bologna e il Geas fece lo stesso a Campobasso. Per Sesto è addirittura il terzo fulmine nello stesso punto, visto che in mezzo aveva violato il Molise anche in campionato. Più scontate invece le altre due partite ma era preventivabile, visto lo squilibrio di forze e di obiettivi tra le duellanti.


- E dunque Ragusa, dopo aver oscillato per tutta la stagione fra mediocrità ed eccellenza, piazza un colpo che, certo, rimarrà fine a se stesso se non verrà bissato in gara-2 o 3, ma che è già notevole. Pensavo a un 2-0 per Bologna in assenza di Spreafico, 2-1 con lei, quindi il pronostico è già sbagliato perché "Sprea" non c'era (per motivi che francamente non ho ancora reperito, ma è già la quarta assenza di fila) ma la Passalacqua ha vinto lo stesso, contro una Virtus al completo.
Le Lardiane mandano presto il messaggio di non esser giunte a far flanella: con martello-Juskaite e una pimpanza collettiva piazzano un 4-17 a cavallo tra 1° e 2° quarto scappando a +10 (19-29 al 14'). Poi la reazione, qui prepotente, di Bologna con un 22-2 nei 6 minuti prima dell'intervallo, l'unico momento in cui si fanno sentire in 5 per la Virtus e non solo la coppia Zanda-Dojkic. Sul 41-31 all'intervallo la partita sembra indirizzata.
Invece no, ed è sorprendente come Bologna perda nuovamente il filo. Juskaite micidiale ma la Viruts fa davvero poco. C'è anche una tripla di Pastrello nel controbreak che porta al pareggio a fine 3° quarto (51-51).
Nella prima metà abbondante dell'ultimo periodo un bel testa-a-testa da 15-15 fa sì che si riparta come da zero a 3'30" dalla fine sul 66-66. "Time for heroes", e certamente lo sono Juskaite, che infila la tripla del +3, e Zanda, che risponde per il 69-69.
Poi però è Ragusa più lucida, o quantomeno più efficace nelle esecuzioni decisive. Zanda sbaglia per il vantaggio; Jakubcova invece segna una gran tripla; Zanda sbaglia ancora in entrata ma l'erroraccio è soprattutto di André, che raccoglie il rimbalzo e si mangia l'appoggio da sotto. Poco dopo, Peters ruba palla ma, sugli sviluppi, Bologna getta alle ortiche una rimessa e Chidom realizza in contropiede il 69-74 a ormai 43 secondi dalla fine. Zanda accorcia subendo fallo da 3 e realizzando la terna di liberi; Juskaite pesca un fallo a centro area verso lo scadere dei 24" (evitabile da parte della Virtus) e fa 2/2 (72-76), Dojkic rianima speranze con una tripla a -6", anche perché Milazzo mette solo un libero a -5"; ma Bologna ha esaurito i timeout e deve partire da fondocampo, riuscendo solo a tentare un improbabile tiro in corsa con Dojkic allo scadere. Dunque 75-77 e colpaccio Ragù.
Si hanno 26 punti per Juskaite (5/6 da 2 e 4/5 da 3), partita che ne alza notevolmente lo "status" (ci sta in un'Eurolega il prossimo anno); Chidom 17 sempre per le trionfanti, mentre per le battute ne ha 27 Zanda con 6/9 da 3 + 7 rimba + 4 assist (35 di valutazione) e 26 Dojkic (9/17 al tiro), il resto poca roba. In particolare un 13/35 da 3, indotto dalla zona di Ragusa: non è di per sé una brutta percentuale ma a fronte di 31 tiri da 2 (di cui solo 13 a segno) indica un gioco interno mal sfruttato.
Insomma gagliarda Ragusa, mentre per Bologna tutto fiacco: la difesa, lo spirito collettivo, anche l'ambiente asettico della Segafredo Arena, 590 spettatori in un palazzo troppo vasto e dispersivo (al Paladozza, anche quando non ci sia molta gente, sono tutti più raccolti intorno al campo). La modalità-playoff decisamente non è scattata. Vedremo se il verso della serie si ribalta, in tal caso può essere stato solo uno shock salutare per le V nere. Altrimenti sarà un fiasco di quelli grossi.

- Altro thrilleraccio, forse inferiore sul piano tecnico ma infinito in quello delle emozioni, è stato quello fra Campobasso Geas con la vittoria ormai... abituale delle sestesi nell'orgogliosa terra molisana. Cancellato subito, quindi, il fattore-campo guadagnato dalla Magnolia con certosina cura nel finale di stagione, per l'ormai famoso cavillo del quoziente-canestri stagionali. Era quasi inevitabile che finisse in volata, fra due squadre che hanno dimostrato finora valori così vicini l'una all'altra. E così è stato; ma si è confermato anche che le Zanottiane hanno qualcosa in più in termini di match-winners, cioè elementi di classe che quando si arriva alla stretta finale sono capaci di estrarre le stoccate vincenti a dispetto di fatiche, errori precedenti, situazioni caotiche, ciò che è pane quotidiano in una serie-playoff. Stavolta la donna della provvidenza è stata Caterina Dotto, salita clamorosamente in cattedra dal 3° quarto in avanti.
Il dubbio della vigilia, se Gwathmey ci sarebbe stata o no, è subito fugato dalla portoricana, che non solo si presenta in campo, ma realizza il primo canestro. Scatto iniziale del Geas, 0-9 al 4'; reazione di Campobasso (13-15 al 10'); nuovo allungo delle sestesi (13-21 al 12') che però da lì vanno in difficoltà sia in attacco, dove il tiro da 3 (1/9 al 20') inizialmente non fornisce alternative quando Moore viene chiusa dentro l'area; sia in difesa contro le triple molisane e il talento debordante di Quinonez: parziale di 17-4 per il vantaggio delle padrone di casa, ribadito da una tripla sulla sirena da parte della mistica Mistinova (36-30), che la regia dello streaming si perde, inquadrando le tribune, per cui si vede l'esultanza ma non l'azione. Va be'.
Insiste Campobasso dopo la sosta toccando il massimo vantaggio (42-32 e poi 45-35 al 26' su tripla dell'ex di turno Kacerik); potrebbe spaccarsi lì la partita, invece Dotto suona la carica, la difesa sestese come già tante volte in stagione sale d'intensità e non concede più nulla per 4 minuti; Trucco completa il parziale con una "tabellata" da 3 sulla sirena del 3° quarto (45-46). Segnale che il vento è girato?
Sembra di no, perché arriva il rilancio di Campobasso con un 8-0 in apertura dell'ultimo periodo; le sestesi restano aggrappate con Dotto e Gwathmey, le quali, da meno 4 a 1'30" dalla fine, siglano il pareggio (61-61).
Nel primo overtime escono per falli Gwathmey e Begic; non basta l'ennesima tripla di Dotto, con "carambola" sul ferro per il +3, perché Quinonez riagguanta il pareggio con un'entrata più fallo (68-68).
Nella seconda prolunga, ormai è questione d'energie ed evidentemente Campobasso le ha esaurite, mentre Dotto è ancora un demonio: segna un canestro, smazza un assist per Moore facendo passare la palla non si sa come, nel traffico dell'area. Finisce 70-76.
Nelle cifre si nota un Geas migliore da 2 (22/35 contro 13/34), Campo un po' meglio da 3 anche se il Geas ha aggiustato la mira strada facendo. Si hanno 21 punti di Quinonez, 11 di Trimboli per le molisane, che però hanno avuto Dedic e Mistinova sottotono se non a tratti persino dannose; 24 di MegaDotto (con 4/8 da 2 e 4/6 da 3), 18 di Moore e 14 di Gwathmey per le nord-milanesi, che da parte loro hanno avuto Trucco, Panzera e Conti poco incisive.
E' un notevole "repeat" dello scorso anno, quando il Geas, da quinto, andò a vincere a Sassari gara-1 dopo un supplementare. Stavolta due ma la solfa è simile. Vedremo se anche il finale della serie sarà il medesimo, cioè col 2-0 in casa per le suddite di Nonino. Oppure se Campobasso avrà uno scatto d'orgoglio per non chiudere già qui la sua pur ottima stagione. :unsure:

- Telegrafiche le altre due. Venezia, a parte i primi 6 minuti sotto, piglia il comando su Roma e scappa via (36-25 al 20', 64-42 al 30', finale 85-63), quasi una fotocopia di 4 giorni prima in campionato. Kuier 18 punti, Held 15 (ha battuto un colpo), Shepard 13+16 rimba; per le figlie della Lupa 18 di Kalu.
Tra lo schiaccianoci Schio e una S. Martino che ha acciuffato i playoff per i capelli come poteva finire? 21-9 il 1° quarto, 43-27 a metà, anche 52-29 a inizio ripresa, poi le luparensi con fignità si riavvicinano a meno 11 nel finale, poi 83-67. Guirantes 22 punti, Juhasz 18 per le eterne favorite, D'Alie 16 e, menzione, Guarise 11 in 11' per le eterne sorelle minori venete.

Nella foto: Juskaite, mattatrice di gara-1 a Bologna, nell'intervista a fine partita.

mercoledì 24 aprile 2024

1500 spettatori a Bari per la finale di C pugliese

La notizia è della scorsa settimana ma non va tralasciata: alla seconda partita di finale di C pugliese, tra Angiulli Bari e Pink Bari (che ha vinto), hanno assistito 1500 spettatori nel palasport che vide i tempi di gloria in cui la città barese aveva due squadre in A1 (e in una giocò persino Mujanovic).



martedì 23 aprile 2024

L'ultima di A2: condannata Abano; perde ma si salva Giussano (l'ultima di Corno?). Derthona e Udine teste di serie

- Chiusa anche in A2 la stagione regolare. Il verdetto più importante in palio era quello sulla retrocessione diretta ancora in sospeso nel girone Est. Well, come prevedibile Abano, pur lottando con dignità con Udine, non fa il miracolo (70-80; 25 di Degiovanni ma di là è spietata Kaccì Katshitshi, 24+19 rimba, 40 di valutazione) e quindi scende per scontri a sfavore con Vigarano che da parte sua s'è fatta travolgere da Ponzano ma per ora sospira di sollievo.
Sempre all'Est, Umbertide batte Trieste e quindi è salva diretta, a discapito di Vicenza della grande Zara, cui non basta espugnare Roseto, la quale, tuttora decimata, a sua volta manca l'opportunità di strappare il 2° posto ad Alpo, battuta da Treviso. Udine (prima con abissale vantaggio di 10 punti), Alpo, Roseto e Matelica vanno nel tabellone-2 dei playoff; Treviso, Ponzano, Trieste e Bolzano nel tab.1.

- All'Ovest, dove era già deciso che Derthona era prima (comunque, già che c'era, ha dominato lo scontro diretto platonico con Costa, la quale ha perso dopo 12 vittorie di fila) e la Stella Azzurra ultima, il thrilleruccio era il duello a distanza fra Giussano e Torino per chi si salvasse direttamente col 9° posto e chi dovesse invece dannarsi l'anima ai playout. Le brianzole ospitavano l'irrequieta Selargius (recentemente sbarazzatasi di coach Righi e della straniera Pavrette ma pur sempre sesta), le figlie della Mole ricevevano l'emergente, anzi ormai ampiamente emersa, Mantova.
Nonostante l'impellente stimolo ad andare in vacanza anziché dover gironzolare ulteriormente per l'Italia fra pungoli d'allenatori e dirigenti, nessuna delle due contendenti ha vinto. Sicché, a parità di punti, gli scontri diretti hanno premiato la compagine brianzola condannando quella piemontese al codazzo dei playout. :o:

- Personalmente mi sono recato ad assistere proprio a Giussano-Selargius, nell'occasione delocalizzata a Cermenate, località non troppo urbanizzata all'estremità meridionale della provincia di Como (attraversi un cavalcavia dell'orrenda autostrada Pedemontana e sei in quella di Monza e Brianza); elemento di massimo interesse nel territorio comunale è la fabbrica dei tonni Rio Mare:ph34r: Al di là dello scarso richiamo turistico della località, volevo constatare di persona se Aldo Corno, in quella che era annunciata come possibile ultima partita da head coach della sua carriera (ri-scambiandosi i ruoli per l'occasione con l'ex vice Aramini poi promosso a capo da gennaio), sarebbe riuscito a raggiungere la salvezza e, se sì, con le proprie forze o con l'aiuto mantovano.
Va premesso che Giussano, debuttante in A2, era partita benissimo in stagione, sembrando poter addirittura lottare per i primi 4 posti (anche se col senno di poi aveva fruito d'un calendario abbordabile all'inizio), ma poi tra infortuni e il calo di forma di alcuni elementi-chiave, ha avuto un ritorno in calando, sino a perdere le ultime chances di playoff nello scontro diretto del penultimo turno a La Spezia. Quindi le sarebbe andato molto stretto di scivolare addirittura ai playout. Viceversa Torino era in recupero dopo stenti e tormenti della prima parte di campionato.

- Ebbene, di fronte a un pubblico più che discreto (250 anime circa), dopo un primo tempo sempre condotto da Giussano, ma non oltre il +8, con canestri soprattutto di Diotti, Manzotti e Niedzwiedzka, mentre Ceccarelli teneva botta quasi da sola segnando 15 punti nel 29-27 di svantaggio minimo per le sue, dalla metà del terzo quarto, in cui si era sul 37-33 per le "Foxes" di Corno dopo un pregevole botta-e-risposta tra Niedzwiedzka e Berrad, la partita sprofondava in un caos infernale. :woot:
Giussano riversava sui ferri una quantità industriale di tiri, sbagliandoli pressoché tutti, anche se ogni volta prendeva uno o due rimbalzi offensivi (Gatti troneggiante, ma pure le piccole lottando generosamente), solo che il tappo al canestro non si stappava. Niedzwiedzka in particolare smarriva totalmente la mira, al punto da finire con 2/8 da 2 e 2/16 da 3:cry: Selargius da parte sua azzeccava un paio di triple con Berrad e Reani per annullare lo svantaggio e infine con Ceccarelli in acrobazia su lancio lungo allo scadere chiudeva avanti il 3° quarto (41-43).
I primi 6 minuti dell'ultimo periodo erano ancor più costellati d'errori, su ambo i fronti. Contributo fattivo anche da parte di un arbitraggio poco apprezzato dagli attori né dagli spettatori della partita, diciamo così. Fatto sta che a 4' dalla fine era ancora tutto possibile sul 45-47 per le selargiote. In quel frangente emergeva El Habbab che andava a segno 3 volte da sotto, di cui due col fallo subito, punendo il calo d'energie della difesa giussanese. Il festival del ferro ammaccato da parte delle "Foxes" continuava incessante fino alla sirena, sicché si chiudeva sul 48-57, con Giussano autrice di un 12/49 da 2 e un 5/31 da 3 a fronte di 27 rimbalzi offensivi contro 4 (!).

- Per cui a fine partita, un po' giù di corda, le ragazze brianzole attendevano il responso dall'altro campo; immagino che in qualche modo fossero già informate che l'andamento del match torinese aveva preso già nel 3° quarto una piega ampiamente favorevole a Mantova, che aveva dilagato intorno ai 20 punti di margine. Sicché poi, quando Guido Corti (attuale patron della nuova Comense ma anche ex-factotum della vecchia Comense e speaker al Palasampietro) ha annunciato al microfono la sconfitta di Torino, la reazione generale era abbastanza contenuta, sebbene il sollievo immagino non sia mancato. Giacché arrivare ai playout con le gomme sgonfie è sempre rischioso anche se il tasso tecnico è superiore alla media.
E dunque la carriera del vincente per eccellenza, Corno, l'uomo che ha trionfato nei palazzetti più prestigiosi d'Europa, finisce così, in modo dolce-amaro, cioè con una sconfitta bruttina ma centrando l'obiettivo stagionale? Forse sì, ma a volte succede che l'addio dei grandi sia sottotono; accadde anche a Jordan (l'ultima volta, da 40enne con Washington) e a Napoleone Bonaparte. -_- Ha comunque lasciato il segno anche a Giussano portando, lo scorso anno, per la prima volta la società in A2. Meriterebbe almeno una standing ovation, se davvero appende la panchina al chiodo.

- Per chiudere col girone Ovest, al tab.1 di playoff vanno Derthona, Costa, Valdarno e Mantova; al tab.2 Broni, Selargius, Empoli e La Spezia.
Cosa si vede in prospettiva? Nel tab.1 probabile una semifinale ad alto gusto tra Costa e la sua ex Nasraoui con le valdarnesi, con finale contro Derthona per la vincente (non credo che Mantova o qualcuna dall'Est possa fermare prima Attura e compagne).
Nel tab.2, a parte Udine, e Alpo come prima alternativa, ci sono tante incognite perché le varie Roseto, Broni, Empoli sono state incostanti, chi per catene d'infortuni chi per problemi tecnici o altro, ma se tutto girasse per il verso giusto hanno un potenziale superiore alla classifica che hanno racimolato.




lunedì 22 aprile 2024

A1: gran finale di regular. S. Martino resurrezione-playoff, Venezia prima, Campo quarta, sorpasso Batti

My gosh, che thriller nella chiusura di stagione regolare. Quattro partite su 6 in volata. Verdetti decisi all'ultimissimo sprint, uno addirittura verso le undici di sera dopo una maratona di due supplementari.


- Iniziamo da ciò che si è deciso più in fretta: il primo posto. A Venezia restava solo da manipolare in casa un'Oxygen Roma de-ossigenata dalle fatiche spese per conquistare i playoffs negli scorsi turni. La partita va subito sotto sale (25-12 al 10') e scivola liscia sino in fondo (79-55); Shepard 25+12 rimbalzi mentre Villa completa la settimana da sbavo, dopo il draft Wnba e il servizio al Tg1 delle 20, con 15 punti e 6 assist. Persino la pallida (sin qui) Held va in doppia cifra.
Curiosamente le due compagini si ritroveranno subito nei playoff.
Primato onesto: la Reyer è stata in testa dall'inizio alla fine della regular, anche se nel ritorno è calata. Decisivo l'aver salvato la differenza-canestri nel ritorno con Schio, che chiude con lo stesso bilancio (20-3). Situazione simile allo scorso anno quando Bologna precedè il Famila. Che però, specie dopo l'infortunio a Cubaj (ma anche senza l'infortunio, direi), in prospettiva-scudetto riparte favorito, ora come ora. Il che non significa che a maggio inoltrato - giacché quest'anno si va avanti davvero a lungo - non possano cambiare di nuovo i rapporti di forza. :unsure:

- Avendo citato Schio, tiriamo dentro anche la lotta per il penultimo posto, dato che le Arancio tricolori erano impegnate contro le umili Orange di Milano. Le quali tengono gagliardamente botta per tutto il 1° tempo (42-42, con un massimo di +6), e anche quando le suddite di Cestaro tornano dall'intervallo con la faccia più cattiva, resistono alle prime spallate delle superstars venete, soprattutto con Toffali, che al funambolismo di sempre sta abbinando in questi ultimi tempi una solidità tecnica notevole, tant'è che dopo il 5/5 da 3 contro il Geas stavolta fa 3/3, e poi sa scegliere i momenti della partita e i momenti di un'azione, limando certe ingenuità che prima s'accompagnavano al talento atletico di prim'ordine. Notevole la sequenza in cui segna da 3, poi ruba palla in difesa vicino alla propria area, si beve il campo in palleggio trattando le scledensi come birilli, segna e subisce fallo. Sulla sirena del 3° quarto insuffla altra elettricità nell’ambiente segnando di tabella in corsa da 8 metri. :yes:
In qualche modo Milano riesce a stare aggrappata a meno 7 con 5’ da giocare, poi si sa che squadroni come Schio quando cambiano marcia ti seminano in un amen, e infatti la partita si fende definitivamente fino a meno 18, lenito da un’altra tripla allo scadere di Toffali (72-87), la quale chiude con 24 punti. Per il team dei supermercati ha imperversato Juhasz (21 con 10/12), sprazzi di classe di Sottana anche nel suonare la sveglia alle compagne.

- La vittoria non serve a Schio in classifica, sarebbe servita a Milano per salvare il penultimo posto. Che invece le viene soffiato all'ultimo tuffo. Infatti Battipaglia batte una Ragusa non di paglia (perché ha lottato per due supplementari pur senza stimoli di classifica), ma nemmeno di ferro. Mancava ancora Spreafico ma è tornata Chidom, assente contro il Sanga, che non aveva approfittato nel turno scorso.
Partita bestiale, con Ragusa che va a +11 verso metà 3° quarto, end è ancora a +8 a metà dell’ultimo. Poi la rimontano guidata da Domenger fino al pareggio di Ferrari e Seka (65-65); allo scadere Domenger manca il match-point. Nel 1° overtime ancora Ragusa che scappa, +7 a -2’45”, ma di nuovo Batti con cuore e nervi impatta, poi sorpassa con Domenger che fa canestro e fallo. Poi Chidom controsopassa e Potolicchio segna solo un libero per il nuovo pareggio (78-78). Altro supplemento e stavolta è Batti che scappa via, ma per il gusto di far ammattire il mitico telecronista Salerno combina pasticci che consentono a Ragusa di riaprire tutto con le triple di Milazzo e Miccoli, la tessa Milazzo però sbaglia la tripla del pareggio e Seka chiude con un libero fra il tripudio della folla (91-87).
Ferrari 22, Johnson 19 e Seka 16 per le trionfanti, 30 di Chidom per le battute. In totale 58 triple scoccate dalle due compagini.

- E quindi Battipaglia, per la prima volta in stagione, abbandona l’ultimo posto e trova Faenza nei playout, spedendo Milano al derby longobardo con Brescia. Occhio però che nel finale è uscita Domenger per infortunio, potrebbe essere una tegola per le campane (non ho letto sviluppi al riguardo). Le quali peraltro arrivano più “in gas” delle romagnole, inviluppate in un tunnel di sconfitte spesso beffarde. Diciamo solo che la “finale della morte” tra Battipaglia e Milano, che sembrava scontata sino a un paio di mesi fa, adesso non lo è più. :huh:

- L’altra volatona, tramite scontro diretto, era quella per l’ultimo slot-playoff da assegnare. San Martino-Sassari, l’una in caduta libera di risultati (6 sconfitte di fila), l’altra reduce da 4 vittorie in 5 partite. Ti aspetti secondo logica una vittoria delle sarde. Invece no, perché le Lupe raccolgono le forze e gettano l’ostacolo oltre il cuore, anche grazie al fattore-campo che, negli scontri diretti, storicamente ha spesso fatto la differenza per le giallonere. Che hanno il merito particolare di riprendere per i capelli una partita che, dopo il parzialaccio di 2-20 per Sassari nel cuore del 2° quarto, rischiava di essere già compromessa, non tanto per il meno 11 di massimo svantaggio (26-37), ma perché sembrava la solita SML friabile di questi tempi.
Invece gran ricucitura e contro-sorpasso a cavallo del riposo lungo (58-56 al 30’); l’equilibrio si spezza intorno ai 4’ dalla fine con un 5-0 di Turcinovic e Dl’Alie; altri colpi importanti sono di Russo dall’arco e D’Alie in entrata (76-71); la Dinamo lotta strenua ma la difesa non riesce a serrarsi e quindi arriva la resa (78-73). Si hanno Soule con 17 punti, Conte con 16; Carangelo, solito core nuragico, ne fa 24 ma il poker straniero nel complesso tradisce Restivo, cui non basta il 60% da 2 appunto perché, come detto, la difesa imbarca acqua (61% per SML con 40 punti in area). Complimenti a coach Piazza che per il secondo anno di fila porta ai playoff una squadra non considerata “da playoff” (l’anno passato Crema). San Martino si guadagna l'ennesimo derby con Schio dove ennesimamente uscirà a testa alta.

- E purtroppo succede quello che temevamo: conti alla mano, Sassari è fuori dai playoff per quello 0-20 con Roma. Meritato per il non rispetto della norma? Ok, ma sfiga ha voluto che sia successo proprio contro la squadra che da quel risultato a tavolino ha tratto i 2 punti decisivi per andare ai playoff. Sul campo aveva perso e non perché Sassari avesse tratto vantaggio da un’atleta in posizione irregolare (come a volte succede). “Campionato falsato” è un’espressione che fa venire l’orticaria, >.< ma in questo caso è difficile negare che quell’episodio non di campo ma di burocrazia abbia condizionato gli esiti. In ogni caso, Roma uscirà al primo turno con Venezia e raggiungerà Sassari in vacanza con una settimana di ritardo.

- Altro risvolto regolamentare è quello che decide la lotta per il 4° postoCampobasso va vicinissima a conquistarselo in modo nitido senza ausilii di quoti o quozienti, giacché in casa d'una Bologna senza stimoli di classifica scatta a razzo (9-21 al 10'), subisce una fiammata felsinea nel finale del 2° quarto (33-32) ma annulla la fughetta avversaria nel terzo ritrovando la parità (46-46 al 30') e quindi giocandosela in volata, dove peraltro la Virtus resta sempre davanti sia pur di poco; negli ultimi 2', da 60-57, segna solo Kunaiyi su assist, poi fa 0/2 ai liberi André ma Trimboli non segna la tripla allo scadere (molto difficile); quindi 60-59 (Dojkic 13 - Dedic 13) ma Campobasso sapeva, seguendo l'andamento da Brescia, di avere il 4° posto in mano anche perdendo.

- Nell'immenso PalaLeonessa bresciano infatti il derby lombardo premiava sì il Geas, ma solo di 3 dopo un supplementare, bottino insufficiente a recuperare il divario da Campo nel quoziente-canestri stagionale. Di fronte a una Brixia senza obiettivi di classifica, Sesto conferma di non essere al meglio della condizione (quella che aveva nel filotto di vittorie d'inizio 2024), ma anche di essere incrollabile nel recuperare e vincere in volata. Con questa sono 7 vittorie nelle ultime 7 partite che il Geas ha chiuso entro i 6 punti di scarto (cioè 2 possessi), statistica che invece per Brescia recita 1 vinta-7 perse in stagione (campionessa della sconfitta beffarda è ovviamente Faenza con 11 k.o. su 12 in quella situazione). :woot:
L'andamento vede Zanardi e compagne sempre avanti (34-24 al 20'), sino a un massimo di +13 a inizio 4° periodo dopo un gioco da 4 punti del talento di casa (52-39 al 32'). Ma da lì Brescia perde la cognizione del canestro, segnando solo 3 punti in 8', ovviamente con meriti del Geas che gira la chiavetta dell'intensità difensiva; in attacco, dove Moore era stata insolitamente annullata dalla fisicità delle lunghe avversarie (con la novità Trehub che forma un bel trio di cristone con Louka e Boothe), è Begic a trovare varchi da sotto, con Trucco a segnare anch'essa punti pesanti. Ma francamente Brescia inanella erroracci anche semi-gratuiti, e come già in altre occasione la più assennata è Zanardi, mentre qualche veterana sfarfalleggia. Fatto sta che si va al supplementare e vista la statistica di cui sopra è abbastanza prevedibile che il Geas avrà la meglio, cosa che succede (61-64).
Ma per le Zanottiane non è il fattore-campo perso nel playoff con Campobasso (in fondo ha già vinto due volte in Molise quest'anno mentre ha perso in casa), bensì l'infortunio che coglie Gwathmey sul finire del 2° quarto, ricadendo male (credo) sul piede di Trehub. Prognosi ancora ignota nel momento in cui scrivo. Se non ci fosse, ovviamente è una tegola ma il Geas quest'anno è decisamente abituato a fare di necessità virtù.



domenica 21 aprile 2024

Considerazioni sulla rinuncia dell'Italia al pre-pre-Mondiale di agosto

Io non so come sia nata esattamente la rinuncia in questo caso, ma non è del tutto inaudito come si legge in qualche commento: nel 1982 la Federazione decise di rinunciare ai Mondiali in Colombia (maschili). Quindi non è che sia inaudito rinunciare a un evento internazionale. 

Ho però la sensazione che c'entrino anche le ragazze, per la serie "ma tu verresti?", "eh, preferirei di no". Sentita una, sentita l'altra, si sarà capito che tirava un'aria poco favorevole. La Fip di suo non sarà stata entusiasta di spendere parecchio per qualcosa che mette in palio solo una pre-qualificazione (cioè non direttamente l'accesso ai Mondiali '26), e allora avrà deciso di stare a casa.

Questo a sensazione mia, s'intende.

Io ero più contento se si andava; però si trattava di un periodo rognoso (fine agosto), due destinazioni scomode (un girone in Ruanda, l'altro in Messico), soldi da spendere tanti e possibilità di centrare l'obiettivo non altissima (passa solo la prima su 8 squadre di ogni girone). Ripeto, ero più contento se si andava, anche perché di occasioni per costruire qualcosa in vista dell'Europeo '25 non ce ne sono molte, però c'erano condizioni poco favorevoli. Più che per l'obiettivo in sé, contava macinare "vissuto", come si suol dire, in vista dall'appuntamento del '25.