martedì 2 aprile 2024

A1: il Sabato Santo esalta Bologna; squilli da playoff per Sassari e Roma; il Geas torna quarto

- Il sabato pre-pasquale di A1 è stato un successo di pubblico:B): Dubitavo che fosse una buona idea costringere la gente a venire la sera della vigilia; e invece ecco 2638 spettatori per il big match a Venezia; 1847 per il "sotto-clou" a Schio; ma anche 911 a Roma, per nulla scontati considerando lo zoppicante andamento della squadra e la tendenza delle metropoli a svuotarsi di più rispetto alla provincia; un discreto 527 a Sassari, mentre a Campobasso non c'è dato ufficiale ma le tribune erano discretamente popolate seppur non esaurite (ipotizziamo un 400); unico dato sottotono i 100 dichiarati a Sesto (magari in realtà un po' di più). Fanno circa 1000 di media, non male.


- I riflettori erano su Venezia-Bologna, ovviamente. Sarebbe stato bello trasmetterla su RaiSport, anche se la partita in realtà ha deluso; :( o quantomeno, poteva regalare di meglio. Situazione classica di quando una squadra gioca da voto 5, se non 4,5, sicché all'altra è sufficiente un 6,5, diciamo 7, per controllare l'andamento senza patemi. Dietro la lavagna va la Reyer, che ripiomba in quell'appannamento da cui sembrava uscita con la nitida vittoria sul Geas; un litigio permanente col tiro da fuori (2/21 da 3) e in generale una gran difficoltà a farne due cotte di fila in attacco, se andava bene una cotta e una cruda, più spesso due o tre crude. Nel 1° quarto non faceva meglio la Virtus (10-10 al 10') ma poi cambiava passo, mantenendo come punto cardine una buona difesa dentro l'area, che disinnescava totalmente Shepard, e trovando in attacco quel tanto di continuità, specie con Rupert e André, che bastava per un +10 all'intervallo (21-31).
Nella ripresa, anziché la reazione lagunare, giungeva un ulteriore affondo delle V nere con Peters, Rupert e Pasa per il +15 (27-42 al 24'); seguiva una fase orrenda, in cui Venezia continuava a costruire con fatica mortale le sue azioni, ma Bologna sprecava buone occasioni per uccidere definitivamente la partita. Che sembrava riaprirsi con un 7-0 veneziano, con Shepard a sbloccarsi non da sotto ma con una tripla, e un pregevole movimento in post basso di Cubaj (34-42); ma qui Bologna era brava a rispondere subito con un contro-0 a 7, ripristinando il +15 (34-49 al 30').
A inizio ultimo quarto, finalmente uno sprazzo frizzante da ambo le parti, che lasciava invariato lo scarto; poi la stoccata da 3 di Cox per il +17 a 6' dalla fine; e vista la mala parata offensiva di Venezia, era bastevole a chiudere i conti. A quel punto si lottava per la differenza-canestri: la Reyer cercava almeno di salvare il +11 dell'andata, ma Berkani dopo un buon canestro dalla media per il -12 si mangiava il -10 in entrata, mentre allo scadere lei stessa falliva di poco una preghiera da 9 metri. Quindi 51-63 e anche doppio confronto strappato da Bologna, che ha 15+10 rimbalzi da Rupert, 11 da André, 8+6 assist da Zanda; niente di spaziale, come detto, ma almeno solido. Per Venezia 16 della solita croce-e-delizia (ma più che sufficiente stavolta) Berkani, 11 di Kuier, 9 raffazzonati tardivamente da Shepard, solo 2 con 1/6 per Villa e in generale spente le italiane; per il recente acquisto Held 12 minuti di poco o nulla, apparente conferma del sospetto balenato vedendola all'esordio col Geas, e cioè che sia una discreta gregaria, non una che sposta i valori. :unsure:

Schio, per l'ennesima volta, batte Ragusa. Con il solito copione delle sicule che restano in partita finché possono (39-37 a metà gara) ma poi ineluttabilmente vengono staccate; nell'occasione avviene sul finire del 3° quarto, a partire da due triple di Verona; lo scarto si stabilizza intorno ai 10 punti, poi il Famila tira un'altra spallata e via (76-60). Verona top con 18; 10/27 da 3 come dato-chiave; di là Chidom 14.
Ora per il primato finale che succede? Si ha Venezia con 3 sconfitte e scontri diretti a favore su Schio che ne ha 3 pure lei; Bologna segue con 4 sconfitte. Boccia quindi ancora in mano alla Reyer, che se passa a Ragusa nel prossimo turno ha la strada in discesa (ha poi Roma e S. Martino in casa), ma se perde si farà probabilmente zufolare da Schio, la quale ha 4 partite abbordabili; la Virtus spera nei k.o. delle rivali ma non ha un calendario facile: dovrà battere almeno una tra Geas e Campobasso che la tallonano, per non sciupare i 4 punti di margine. Insomma al momento lo scenario più probabile è che rimanga l'ordine attuale in classifica. Ma occhio a Ragusa-Venezia.

- E a proposito delle duellanti per la quarta piazza, vincono entrambe e quindi restano appaiate ma c'è il sorpasso del Geas, che torna avanti per quoziente-canestri stagionale, sfruttando la buona occasione con Faenza. Le sestesi hanno perso, nei giorni precedenti, Bestagno per infortunio alla spalla (seppur non comunicato né alla vigilia né nel resoconto post-gara); le romagnole si presentano senza Dixon e col ritorno a mezzo servizio di Cvijanovic.
Andamento fatto di strappi casalinghi e riavvicinamenti ospiti; c'è un 12-0 a suon di triple contro la zona che potrebbe chiudere i conti già verso fine 2° quarto per il Geas (35-19 al 19'); Faenza si riavvicina a -6; a quel punto le rossonere ne hanno abbastanza e fanno 22-4 a cavallo fra 3° e 4° periodo. Poi c'è l'insolita necessità di dover spingere fino all'ultimo, col miglior quintetto possibile, per la questione del quoziente-canestri stagionale a parità di scontri diretti con Campobasso (se ne sarà ormai convinto anche il nostro amico Nonino, che è così), e sulla sirena Gwathmey fissa un +22 (71-49) che può soddisfare le Zanottiane. Gwathmey 16 punti, Tagliamento 18.

- Non riesce a fare altrettanto bottino Campobasso, anch'essa in casa contro una delle ultime, anzi proprio l'ultima, Battipaglia. Abbiamo letto nel comunicato post-partita del club salernitano di tifo contrario da parte di spettatori teoricamente dalla loro parte; non abbiamo letto né prima né dopo, invece, una comunicazione sull'ennesimo cambio di panchina (a meno che sia sfuggito, nell'abbondanza di comunicazioni sulle finali U19). Sparito Conte, ora c'è Dragonetto, ma senza annunci. In campo, si vede qualcosa di simile al periodo recente, e cioè una squadra competitiva. Il limite di Campobasso è sempre quello di non avere punti garantiti nelle mani, sicché quando la giornata collettiva è di scarsa ispirazione, segna poco o nulla. Così nel 2° quarto le campane toccano il +10 (9-19, poi 18-28). Una pezza è messa negli ultimi 5' prima dell'intervallo dalla difesa, che non concede più punti; ma le molisane ne mettono a referto appena 4.
Anche a inizio ripresa, dopo essere sembrate sbloccarsi con Kunaiyi (33-33), le padrone di casa tornano a incepparsi (5' senza segnare) e Battipaglia torna in vantaggio (33-38 al 30'), nonostante l'uscita di Ferrari per botta in faccia (tornerà nel finale). Le chiavi per salvare la ghirba per Campobasso sono l'emergere di Trimboli (12 punti nell'ultimo quarto, tra cui un 3+1 per il sorpasso) e il coraggio (o almeno il buon senso) di Sabatelli nel panchinare le spente Dedic e Mistinova in favore delle giovani Quinonez e Giacchetti, "in gas" dopo lo scudetto U19 vinto il giorno prima. Le due ci mettono energia e anche qualche punto, favorendo l'allungo a +10 con 2'30" da giocare. Ferrari con due triple e Seka ridanno speranza a Battipaglia ma Morrison mette la tripla della staffa. Il 59-52 (Trimboli 17, Kunaiyi 12+15 rimba) non basta a salvare il 4° posto ma è grasso che cola, per come si stava mettendo. Per le volenterose ma tribolate campane, 15 di Ferrari, 12 di Seka, mentre Yurkevichus gioca "da Yurkevichus" più che mai, ovvero cattura 18 rimbalzoni ma realizza solo 2 punti.

- E chiudiamo con le due partite della lotta-playoff. Nel pomeriggio Sassari conferma il suo buon momento regolando Brescia senza troppe sofferenze; primo break verso metà 2° quarto con una scatenata Joens; le longobarde si riavvicinano a meno 2 verso metà del terzo, ma le sarde ripartono con un attacco a martello finendo a +18 (81-63 con 19/39 da 2 e 10/28 da 3). Joens ne ha 25, di là Garrick 22 ma Zanardi stavolta non s'illumina (7 con 1/8 dal campo) così come Skoric (1/8 pure lei). Ma al di là delle singole, la Dinamo riafferma una superiorità di squadra, che aveva mostrato all'andata ma non nel più recente scontro diretto in Coppa Italia. Ora ha 4 punti di margine su Brescia e il 2-0: difficilmente si farà riprendere.

- E Sassari aggancia S. Martino che cade nuovamente, stavolta contro Roma che finalmente vince in volata. Poteva, in realtà, chiuderla prima l'Oxygen, che dopo un garibaldinissimo 46-46 a metà gara vola sul +15 nel 3° quarto, ma si fa rimontare sino a soltanto +2; provvidenziali Kalu, che scippa Turcinovic (fin lì ottima al rientro) subendo antisportivo, e Dongue che in auto-rimbalzo offensivo realizza il +4. Poco dopo, D'Alie fa "airball" sulla tripla del possibile overtime; finisce 87-84 con 25 di Dongue e altre tre romane a 11 tra cui, fa piacere, Gilli. Per le Lupe, 23 di Turcinovic, 20 di una rediviva D'Alie, 15 di Conte.
Ora si ha, in classifica: Sassari e SML 18 (zona-playoff); Roma 16 (salvezza diretta); Brescia 14 (playout); luparensi e romane hanno una gara in meno.

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