- Il 21 aprile si celebra il "Natale di Roma", cioè l'anniversario della fondazione della città. Con qualche giorno d'anticipo, l'Urbe Eterna può celebrare la qualificazione ai playoff della sua realtà sportiva più importante, l'Oxygen. Che al di là del famigerato 20-0 a tavolino su Sassari, in questo finale di stagione ha vinto le partite che doveva vincere. Quella decisiva è stata con Brescia, che dai playoff ormai era tagliata fuori, ma si giocava le ultime chances di salvezza diretta.
Ti aspetteresti a quel punto che Brescia sorpassi in tromba e vada a vincere. Invece Zanardi sbaglia la tripla del sorpasso, Cupido toglie il fuoco dalle castagne con un jumperino dai 4 metri e scioglie la paralisi delle sue; da lì Roma riesce a restare davanti, giacché si segnano solo 2 punti per parte, per il resto solo errori; l'ultimo di Boothe, un mattonazzo da 3 per il pareggio (76-73).
A livello individuale bel duello tra Romeo (18 punti, 6/11 al tiro) e Zanardi, ancor meglio con 20 punti (4/6 da 3), 8 rimbalzi, 26 di valutazione.
- Sempre per la lotta ai playoff, altra rimonta massiccia, ma in questo caso riuscita, è quella di Sassari su Faenza. La quale continua ad aggiornare la sua lista di occasioni gettate, perché con questa è a 1 vinta-11 perse nelle partite terminate entro i due possessi di distanza.
Faenza cerca di riprendere la trebisonda perduta, e in parte ci riesce, ma il sorpasso si concretizza a 2'10" dalla fine (62-60 su tripla di Hollingshed), poi da meno 4 ci prova ancora Brossmann con una tripla a -50", ma dalla lunetta Sassari fa 4/4 mentre Faenza fallisce gli ultimi possessi (68-63). Da notare che Sassari vince con un 31% dal campo, facendo 9/33 da 2, orrido, ma 12/33 da 3, molto moderno,
- S. Martino è l’unica delle tre contenders ai playoff a perdere. Non sorprende, perché è la nona sconfitta nelle ultime 10 gare; e a Campobasso aveva poche chances di invertire la rotta. Ne becca infatti 21 di scarto (82-61) con break nel 2° e nel 4° periodo. Le molisane, com’è noto, debbono accumulare scarto per la questione della parità col Geas, e centrano l’obiettivo (scavalcando le rivali al 4° posto momentaneo, con +23 di differenza-canestri complessiva; ma all'ultimo turno il calendario favorisce il Geas, che va a Brescia, mentre Campo è a Bologna), grazie a una prestazione realizzativa ben superiore al loro solito. Addirittura 107-48 le valutazioni di squadra. Kunaiyi e Quinonez top scorers a 17; per SML 22 di Soule.
- E quindi si ha: Roma 20 punti, Sassari 20, SML 18. Ma nell’ultima giornata la sorte mette in mano a S. Martino un’occasione di riacciuffare in extremis i playoff, che sarebbe una beffa mancare dopo averli cullati per tutta la stagione: scontro diretto in casa con Sassari. Se vince passa, a prescindere da cosa farà Roma, in quanto avrebbe un decisivo 2-0 su Sassari. All’andata ci fu il capolavoro di SML, 80-98 in Sardegna, ed era difficile immaginare il crollo che sarebbe seguito nel ritorno (complice ovviamente l’infortunio a Kostowicz, ma forse non solo). Certo anche per Sassari sarebbe una beffa stare fuori, maledicendo quello 0-20 figlio di un pastrocchio e non del campo.
- Era difficile che la lotta per il primo posto si chiudesse anzitempo, e infatti resta aperta, almeno in teoria. Schio maciulla Battipaglia che, dopo la polemica di patron Rossini in settimana (ha accusato la Lega di aver negato in extremis l’anticipo della partita a sabato, concesso dalla Fip, con i biglietti aerei già comprati dal club campano), si presenta fisicamente sì, ma tecnicamente meno: 81-40 dopo 3 quarti, 101-51 alla fine, 149-23 nella valutazione.
- Poi Schio intasca anche il recupero a Roma, che poteva non essere semplicissimo e infatti non lo è per due quarti (42-35 per l’Oxygen); però come già mille altre volte, quando il Famila cambia passo t’ammazza in un amen: dal sorpasso intorno al 27’ arrivano poi 22 punti di scarto in 13’ (68-90). Le tricolori estraggono dal loro ampio astuccio una… Penna (ah ah)
- E quindi Schio a pari punti con Venezia (20-3 entrambe), la quale resta avanti per scontri diretti e all’ultima giornata ha il “match point” sulla racchetta ospitando la stessa Roma.
La Reyer era a riposo nello scorso weekend, ma in compenso all’inizio di questa settimana gliene sono successe di cose, dapprima in positivo (la scelta di Matilde Villa nel draft Wnba, che è valsa una certa visibilità anche per la Reyer) poi in negativo per non dire in tragico, con l’infortunio di Cubaj a una mano.
Al di là di quanto stava producendo individualmente (7,3 punti e 5,6 rimbalzi, 55% al tiro, 12,3 di valutazione), la Lorela d’Italia aveva un ruolo fondamentale di collante in una squadra in cui nel suo ruolo ci sono due stars straniere tanto talentuose quanto volubili (Shepard e Kuier), alle quali Cubaj fungeva da essenziale complemento, spaccando la legna anche al loro posto (difesa, canestri alla bisogna, magari raccattati nella mischia in situazioni rognose) e spesso dando scosse emotive alla squadra. Un po’ come Santucci lo scorso anno nel reparto-piccole. Adesso la Reyer si ritrova con un sovraffollamento di esterne (dopo l’arrivo della poco incisiva Held) e una carestie nelle lunghe, il cui unico cambio resta Nicolodi più forse Meldere. Chissà se c'è margine per mettere una pezza sul mercato estero.
- Tra Ragusa e Milano poteva contare qualcosa solo in caso di vittoria meneghina, che sarebbe valsa la certezza del penultimo posto. In assenza di Chidom e Spreafico, e dopo la buona impressione nel derby col Geas, era lecito dare chances al Sanga, considerando anche la posizione già decisa per le siciliane; il campo ha detto altro. Ragusa sempre avanti, già +16 verso metà 2° quarto; Milano dimezza il distacco più volte nel terzo, ma è ricacciata indietro nel finale della frazione (una tripla e due contropiedi) e da lì non si riprende più (73-54). Scatenata Milazzo: 23 con 4/5 da 3. Per Milano, 13 di Turmel.
Ragusa è arbitra della lotta per il penultimo posto, perché ora va a Battipaglia, e sarà una grossa occasione per le campane. Se avviene il sorpasso sarà derby longobardo nei playout: Brescia-Milano.
- Infine la partita cui ho avuto il... dispiacere di assistere personalmente.
Il popolo sestese agitava i cartelli con la scritta "Cap 5" (cioè capitano, il ruolo che ha rivestito per 14 stagioni, e il suo numero di maglia) e molti, tra cui l'immensa madre Rosi Bozzolo, vestivano t-shirts nere con lo slogan "Punto e a Cap". Credo che solo l'addio di Totti alla Roma possa paragonarsi, almeno vagamente, all'importanza dell'evento di domenica a Sesto.
Chiaro che l'interesse per la sfida tra le due compagini passava in secondo piano, sebbene si trattasse d'un big match, con il Geas ancora teoricamente in grado di raggiungere la Virtus al 3° posto, ma in ogni caso in piena lotta a distanza con Campobasso per il quarto.
Nessuna delle due squadre è apparsa nella sua giornata migliore, tuttavia l'andamento, dopo un allungo bolognese a +13 (inizio 2° quarto) e un recupero quasi "classico" delle Zanottiane con impatto a inizio ripresa (36-36) sembrava promettere un finale frizzante. Invece la partita si è spenta alquanto drasticamente nell'ultimo periodo, in cui il Geas ha segnato solo 6 punti e la Virtus, pur senza fare mirabilie, ha riallungato e controllato senza problemi (49-60 il finale). Peters e Pasa 12 punti, Moore 13, niente di eclatante.
Arturi è entrata nel finale, a circa 1'15" dalla sirena. Già da parecchi minuti, per non dire dall'inizio, l'etere vibrava di cori come "Un capitano, c'è solo un capitano, un capitaaaano", che tradotto significa "A' Zano', muoviti a metterla dentro, che siamo qui per lei, che ce frega di un punto in più/punto in meno di differenza canestri".
- Telegrafico sull'A2: all'Ovest decisi con un turno d'anticipo il primato (Derthona, con Costa seconda e Valdarno terza, ufficiali), la retrocessione diretta (Stella Azzurra) e le qualificate ai playoff (La Spezia passa battendo Giussano che ora se la gioca con Torino per la salvezza senza playout); all'Est resta viva Abano Terme con un'impresa a Trieste ma per non retrocedere dovrà fare un miracolo con Udine (già sicura prima) e sperare che Vigarano (dove si è dimesso coach Castelli) non batta Ponzano; decise le 8 ai playoff: Umbertide non può più recuperare su Bolzano mentre può essere rimontata da Vicenza per la salvezza diretta.
PS: menzione d'onore per la 48enne Sanchez che nella partita vinta di 1 da Matelica a Treviso fa 18 punti con 26 di valutazione. Imparate, giovinastre.

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