giovedì 18 aprile 2024

A1: Roma ai playoff, Sassari e SML in bilico. Tegola Cubaj per Venezia. L'omaggio di Sesto ad Arturi. A2, la penultima

 - Il 21 aprile si celebra il "Natale di Roma", cioè l'anniversario della fondazione della città. -_- Con qualche giorno d'anticipo, l'Urbe Eterna può celebrare la qualificazione ai playoff della sua realtà sportiva più importante, l'Oxygen. Che al di là del famigerato 20-0 a tavolino su Sassari, in questo finale di stagione ha vinto le partite che doveva vincere. Quella decisiva è stata con Brescia, che dai playoff ormai era tagliata fuori, ma si giocava le ultime chances di salvezza diretta.

Dinnanzi a un pubblico ancora una volta lusinghiero (923 ufficiali), la gara è tutt'altro che noiosa nell'andamento, diciamo pure pazza (e non stupisce, trattandosi di due squadre molto propense ad accendersi e spegnersi nell’arco della stessa partita): 11-0 Roma all'inizio; quasi pari a fine 1° quarto; dominio Roma nel 2° e 3° con maxi-fuga a +22 (70-48 al 30'); poi dopo circa 1'20" dell'ultimo periodo Zanardi dà il via a una clamorosa rimonta bresciana, con un parziale di 2-19 in 4 minuti; se prima era Brescia in balia delle avversarie, ora il contrario. Insieme al talento del 2005 è Louka ad alimentare la fiammata ospite; si sveglia anche Garrick che allunga il parzialissimo con due liberi, poi una palla illuminata di Zanardi a segare la difesa liberando Louka per il piazzato dalla media ed è 72-71 a -3'15" (ovvero 2-23 in meno di 7 minuti).
Ti aspetteresti a quel punto che Brescia sorpassi in tromba e vada a vincere. Invece Zanardi sbaglia la tripla del sorpasso, Cupido toglie il fuoco dalle castagne con un jumperino dai 4 metri e scioglie la paralisi delle sue; da lì Roma riesce a restare davanti, giacché si segnano solo 2 punti per parte, per il resto solo errori; l'ultimo di Boothe, un mattonazzo da 3 per il pareggio (76-73).
A livello individuale bel duello tra Romeo (18 punti, 6/11 al tiro) e Zanardi, ancor meglio con 20 punti (4/6 da 3), 8 rimbalzi, 26 di valutazione.

- Sempre per la lotta ai playoff, altra rimonta massiccia, ma in questo caso riuscita, è quella di Sassari su Faenza. La quale continua ad aggiornare la sua lista di occasioni gettate, perché con questa è a 1 vinta-11 perse nelle partite terminate entro i due possessi di distanza. :cry: Stavolta con un 3° quarto gagliardo, da 8-22 di parziale, il "Select Team" (che ha recuperato Dixon anche se a mezzo servizio) volava sul 37-54 al 30'. Ma come nella partita di cui sopra, anche qui i primi 5' dell'ultimo quarto ribaltavano totalmente i rapporti di forza, con Sassari a fiammeggiare un 19-4 grazie alle sue individualità di talento (Carangelo, Joens, Hollingshed nella fattispecie).
Faenza cerca di riprendere la trebisonda perduta, e in parte ci riesce, ma il sorpasso si concretizza a 2'10" dalla fine (62-60 su tripla di Hollingshed), poi da meno 4 ci prova ancora Brossmann con una tripla a -50", ma dalla lunetta Sassari fa 4/4 mentre Faenza fallisce gli ultimi possessi (68-63). Da notare che Sassari vince con un 31% dal campo, facendo 9/33 da 2, orrido, ma 12/33 da 3, molto moderno, :unsure: a fronte del 47% dal campo di Faenza. Joens ha 18 punti anche se tira meglio Hollingshed, 17 con 5/8 da 3. Brossmann inusuale top scorer per Faenza (13).

S. Martino è l’unica delle tre contenders ai playoff a perdere. Non sorprende, perché è la nona sconfitta nelle ultime 10 gare; e a Campobasso aveva poche chances di invertire la rotta. Ne becca infatti 21 di scarto (82-61) con break nel 2° e nel 4° periodo. Le molisane, com’è noto, debbono accumulare scarto per la questione della parità col Geas, e centrano l’obiettivo (scavalcando le rivali al 4° posto momentaneo, con +23 di differenza-canestri complessiva; ma all'ultimo turno il calendario favorisce il Geas, che va a Brescia, mentre Campo è a Bologna), grazie a una prestazione realizzativa ben superiore al loro solito. Addirittura 107-48 le valutazioni di squadra. Kunaiyi e Quinonez top scorers a 17; per SML 22 di Soule.

- E quindi si ha: Roma 20 punti, Sassari 20, SML 18. Ma nell’ultima giornata la sorte mette in mano a S. Martino un’occasione di riacciuffare in extremis i playoff, che sarebbe una beffa mancare dopo averli cullati per tutta la stagione: scontro diretto in casa con Sassari. Se vince passa, a prescindere da cosa farà Roma, in quanto avrebbe un decisivo 2-0 su Sassari. All’andata ci fu il capolavoro di SML, 80-98 in Sardegna, ed era difficile immaginare il crollo che sarebbe seguito nel ritorno (complice ovviamente l’infortunio a Kostowicz, ma forse non solo). Certo anche per Sassari sarebbe una beffa stare fuori, maledicendo quello 0-20 figlio di un pastrocchio e non del campo. :angry:

- Era difficile che la lotta per il primo posto si chiudesse anzitempo, e infatti resta aperta, almeno in teoria. Schio maciulla Battipaglia che, dopo la polemica di patron Rossini in settimana (ha accusato la Lega di aver negato in extremis l’anticipo della partita a sabato, concesso dalla Fip, con i biglietti aerei già comprati dal club campano), si presenta fisicamente sì, ma tecnicamente meno: 81-40 dopo 3 quarti, 101-51 alla fine, 149-23 nella valutazione.

- Poi Schio intasca anche il recupero a Roma, che poteva non essere semplicissimo e infatti non lo è per due quarti (42-35 per l’Oxygen); però come già mille altre volte, quando il Famila cambia passo t’ammazza in un amen: dal sorpasso intorno al 27’ arrivano poi 22 punti di scarto in 13’ (68-90). Le tricolori estraggono dal loro ampio astuccio una… Penna (ah ah) :lol: top scorer con 16; per le nipoti di Romolo ne ha 17 Kalu.

- E quindi Schio a pari punti con Venezia (20-3 entrambe), la quale resta avanti per scontri diretti e all’ultima giornata ha il “match point” sulla racchetta ospitando la stessa Roma.
La Reyer era a riposo nello scorso weekend, ma in compenso all’inizio di questa settimana gliene sono successe di cose, dapprima in positivo (la scelta di Matilde Villa nel draft Wnba, che è valsa una certa visibilità anche per la Reyer) poi in negativo per non dire in tragico, con l’infortunio di Cubaj a una mano. :cry:
Al di là di quanto stava producendo individualmente (7,3 punti e 5,6 rimbalzi, 55% al tiro, 12,3 di valutazione), la Lorela d’Italia aveva un ruolo fondamentale di collante in una squadra in cui nel suo ruolo ci sono due stars straniere tanto talentuose quanto volubili (Shepard e Kuier), alle quali Cubaj fungeva da essenziale complemento, spaccando la legna anche al loro posto (difesa, canestri alla bisogna, magari raccattati nella mischia in situazioni rognose) e spesso dando scosse emotive alla squadra. Un po’ come Santucci lo scorso anno nel reparto-piccole. Adesso la Reyer si ritrova con un sovraffollamento di esterne (dopo l’arrivo della poco incisiva Held) e una carestie nelle lunghe, il cui unico cambio resta Nicolodi più forse Meldere. Chissà se c'è margine per mettere una pezza sul mercato estero.

- Tra Ragusa Milano poteva contare qualcosa solo in caso di vittoria meneghina, che sarebbe valsa la certezza del penultimo posto. In assenza di Chidom e Spreafico, e dopo la buona impressione nel derby col Geas, era lecito dare chances al Sanga, considerando anche la posizione già decisa per le siciliane; il campo ha detto altro. Ragusa sempre avanti, già +16 verso metà 2° quarto; Milano dimezza il distacco più volte nel terzo, ma è ricacciata indietro nel finale della frazione (una tripla e due contropiedi) e da lì non si riprende più (73-54). Scatenata Milazzo: 23 con 4/5 da 3. Per Milano, 13 di Turmel.
Ragusa è arbitra della lotta per il penultimo posto, perché ora va a Battipaglia, e sarà una grossa occasione per le campane. Se avviene il sorpasso sarà derby longobardo nei playout: Brescia-Milano.

- Infine la partita cui ho avuto il... dispiacere di assistere personalmente. :wacko: Perché "dispiacere"? Well, perché arrivando a Geas-Bologna, dopo aver ammirato quella specie di transatlantico che è il pullman della Virtus, parcheggiando dinnanzi al PalaNat, ho scoperto che si celebrava l'ultima partita di stagione regolare per Giulia Arturi in terra sestese (se era stato annunciato prima, me l'ero perso). :rolleyes: E allora è chiaro che la malinconia per un'epoca che si chiude prevaleva su tutto il resto, almeno per il qui scrivente.
Il popolo sestese agitava i cartelli con la scritta "Cap 5" (cioè capitano, il ruolo che ha rivestito per 14 stagioni, e il suo numero di maglia) e molti, tra cui l'immensa madre Rosi Bozzolo, vestivano t-shirts nere con lo slogan "Punto e a Cap". Credo che solo l'addio di Totti alla Roma possa paragonarsi, almeno vagamente, all'importanza dell'evento di domenica a Sesto.
Chiaro che l'interesse per la sfida tra le due compagini passava in secondo piano, sebbene si trattasse d'un big match, con il Geas ancora teoricamente in grado di raggiungere la Virtus al 3° posto, ma in ogni caso in piena lotta a distanza con Campobasso per il quarto.
Nessuna delle due squadre è apparsa nella sua giornata migliore, tuttavia l'andamento, dopo un allungo bolognese a +13 (inizio 2° quarto) e un recupero quasi "classico" delle Zanottiane con impatto a inizio ripresa (36-36) sembrava promettere un finale frizzante. Invece la partita si è spenta alquanto drasticamente nell'ultimo periodo, in cui il Geas ha segnato solo 6 punti e la Virtus, pur senza fare mirabilie, ha riallungato e controllato senza problemi (49-60 il finale). Peters e Pasa 12 punti, Moore 13, niente di eclatante.
Arturi è entrata nel finale, a circa 1'15" dalla sirena. Già da parecchi minuti, per non dire dall'inizio, l'etere vibrava di cori come "Un capitano, c'è solo un capitano, un capitaaaano", che tradotto significa "A' Zano', muoviti a metterla dentro, che siamo qui per lei, che ce frega di un punto in più/punto in meno di differenza canestri". ^_^ Alla fine Arturi ha potuto evoluire per l'ultimo minuto e rotti sul parquet di casa, per poi godersi l'immenso affetto doverosamente, ma soprattutto spontaneamente, tributatole da tutti a fine gara: standing ovation lunghissima, code per l'autografo sul cartello "Cap 5" (pure io ho provveduto), eccetera. La bandiera delle bandiere, 21 anni con la stessa maglia in prima squadra, più le giovanili, viene ammainata; se ce ne sarà una più longeva di lei sarà forse tra un secolo o due, non in questo.

- Telegrafico sull'A2: all'Ovest decisi con un turno d'anticipo il primato (Derthona, con Costa seconda e Valdarno terza, ufficiali), la retrocessione diretta (Stella Azzurra) e le qualificate ai playoff (La Spezia passa battendo Giussano che ora se la gioca con Torino per la salvezza senza playout); all'Est resta viva Abano Terme con un'impresa a Trieste ma per non retrocedere dovrà fare un miracolo con Udine (già sicura prima) e sperare che Vigarano (dove si è dimesso coach Castelli) non batta Ponzano; decise le 8 ai playoff: Umbertide non può più recuperare su Bolzano mentre può essere rimontata da Vicenza per la salvezza diretta.
PS: menzione d'onore per la 48enne Sanchez che nella partita vinta di 1 da Matelica a Treviso fa 18 punti con 26 di valutazione. Imparate, giovinastre. :B):



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