- Campobasso porta a casa il suo secondo scudetto giovanile con questo gruppo, lo scorso anno già dominatore in U17, stavolta in U19. E sarà difficile scalzarlo da questo trono il prossimo anno, se resterà insieme: tutte le principali giocatrici sono del 2006 (Quinonez, Del Sole, Trozzola, Bocchetti) o addirittura '07 (Giacchetti, Moscarella, Rizzo), con l'unica eccezione di Vitali.
Ma anche in generale la kermesse battipagliese ha offerto più gloria alle annate "cadette" che a quella maggiore. In quintetto ideale sono entrate solo due '05 (Aghilarre e Gianangeli), poi le '06 Quinonez (ovviamente) e Piatti, e la '07 Giacchetti. Del resto la nostra annata 2005, come hanno indicato finora i riscontri internazionali (sia pur parziali per via del Covid), è inferiore a quelle che l'hanno preceduta; e in questa finale nazionale mancavano la migliore in assoluto (Zanardi), altri elementi da maglia azzurra (Cedolini, Tempia, Sammartino, Cappellotto), e strada facendo si sono aggiunti infortuni di peso (Benini, Lussignoli, più Osazuwa in condizioni precarie per scavigliata recente).Era già successo, curiosamente, nelle finali U18 di 5 anni fa, sempre a Battipaglia, quando le magnifiche 2002, poi due volte oro europeo, brillarono più delle '01 e addirittura delle '00, al punto che in quintetto ideale entrarono Panzera del Geas e Balossi più Nasraoui di Costa campione.
- Quindi: condizioni di fragilità per l'annata portante; infortuni; aggiungi le 5 partite in 5 giorni e il fatto che più d'una squadra non fosse un vero gruppo d'allenamento; difficile così avere le condizioni migliori per una qualità sopraffina del gioco. Si è giocato quasi sempre su ritmi alti, con più iniziative individuali che costruzioni corali pazienti, sicché si sono visti canestri notevoli, nel contesto però di una gran quantità di errori al tiro e palle perse. In 10 partite su 16 c'è stata almeno una squadra che non è arrivata a 50 punti. Ma diamo anche il giusto merito all'intensità difensiva, aspetto in cui nessuna squadra è mancata.
Parlando invece dell'ambiente, va sottolineata l'atmosfera che Battipaglia, bisogna dire, sa sempre creare intorno agli eventi che ospita. Riempie le tribune (non solo quando gioca la squadra di casa), comunicati e foto a pioggia, e poi le performance del telecronista Giovanni Salerno: un fenomeno, capace di macinare 4 partite al giorno con la stessa enfasi dalla palla a due della prima fino all'ultima azione della quarta, anche se il punteggio è 90-30.
- Il dettaglio degli eventi. Il girone A allineava 3 delle 4 maggiori candidate al titolo (Roma, Campobasso, Venezia) più un'outsider da non sottovalutare (Geas, in gran parte '07)- Roma parte con un 59-41 su Sesto, break decisivo nel 3° quarto (Lucantoni 19; nessuna in doppia cifra per le lombarde); ma quasi subito perde Benini per infortunio. Campobasso manda subito un messaggio spazzando Venezia 72-46 con cambio di marcia bestiale dopo il +1 all'intervallo; domina la coppia Quinonez (25)-Moscarella (20).
Poi Venezia batte Geas, tirato (53-48) ma stando sempre avanti; 15 per Hassan (lei addirittura '09, a proposito di "sotto età" interessanti), 15 anche per Ostoni e Ramon. Secondo colpo al cuore della concorrenza per Campobasso su Roma, 71-55; le rimaneggiate capitoline rimontano a inizio ultimo quarto con una zona che sfida le molisane a sparacchiare da 3; però poi le future tricolori riprendono il controllo dando la palla dentro e distendendosi in velocità mentre le percentuali romane colano a picco (13/59); Quinonez 30, un'ira d'iddio, Moscarella 14; di là Fantini e Aghilarre 17.
Ultima giornata con platonica, anche se pregevole, vittoria del Geas su Campobasso (48-47, libero di De Lise a pochi secondi dalla fine) rimontando da -9; molisane chiaramente al risparmio essendo già qualificate. Poi spareggio tra Roma e Venezia, e l'esperienza delle figlie della Lupa, pur malconce, ha la meglio sul Leone di San Marco, che forse in questo caso aveva un potenziale superiore ma è molto meno concreta. Punteggio rasoterra tra mille palle perse (34 per la Reyer; 21 per Roma) e ovviamente errori al tiro; da 33-33 a inizio ultimo quarto, decisivo 9-0 per Fantini (17 punti) e compagne; finisce 51-46 (Zuccon 12 per le battute). Quindi è Venezia a restare col cerino in mano fra le 3 "big" del girone.
- Nel gruppo B era netta la supremazia di Costa, che infatti liquida le Sisters, alias Samoggia, con un 68-57 (Edokpaigbe e Bernardi 20 contro Palmieri 17), Battipaglia con grande autorità, 72-47 (Cibinetto 12 contro Prete 15), e Bergamo nel derby lombardo con un 57-43 pur essendo già qualificata.
Lotta aperta fra le altre 3 squadre: Battipaglia piega Bergamo, 57-53, dopo vari sorpassi, e rimontando da meno 8 negli ultimi 7' (Gianangeli 16 contro Lussignoli 14), nonostante l'uscita di Esposito per infortunio; poi le Sisters domano a loro volta le est-lombarde (68-63; 27 di Palmieri e 28/32 ai liberi di squadra), le quali perdono presto Lussignoli per infortunio; per il passaggio del turno se la giocano quindi Battipaglia e Sisters, con netta prevalenza delle padrone di casa (ribaltando le impressioni del giorno prima, che erano state nettamente migliori da parte delle emiliane), 62-49 ma già +20 all'intervallo, con 18 di Gianangeli contro 20 di Palmieri.
- Semifinali. Si ritrovano Costa e Basket Roma, le eterne duellanti. La prima volta, a livello di finali nazionali, fu nel 2019, quando si giocarono lo scudetto U14 all'ultimo tiro: Costa lo sbagliò, vinse Roma. C'è stato di mezzo il Covid a negare allori ad entrambe. Poi nel '22 Roma batte Costa in semifinale U17 e si ripete lo scorso anno, con una grande rimonta, per il titolo U19. Stavolta il duello è ad armi impari per la decimazione dell'organico romano: s'infortuna anche Lucantoni, terzo elemento da quintetto a venir meno per le tricolori in carica, le quali reggono più a lungo del previsto, vanno a +2 all'intervallo, ma nel terzo Costa, grazie anche all'uso delle due torri, Piatti-Osazuwa, inizia a staccarsi e non si fa più riprendere; finisce 57-46, tabù infranto per le masnaghesi (Piatti 17 punti, Gorini 12, Bernardi 10 contro Aghilarre e Fantini 9); non sapremo mai se a ranghi completi sarebbe andata diversamente.
Grande pubblico per cercare di spingere Battipaglia all'impresa; ma non basta contro Campobasso (a sua volta con abbondante e fragoroso seguito). All'inizio le campane coltivano speranze con qualche vantaggino; riescono a limitare Quinonez con la zona (12 punti con 4/15 al tiro per la fuoriclasse), ma emerge la completezza dell'arsenale molisano (Trozzola 11, Vitali 10 le altre in doppia cifra, non le più celebrate del gruppo); tra fine 2° quarto e il terzo arriva il break che Battipaglia non recupera più; 70-53 il finale (per Batti, 18 di Gianangeli e 14 di Gesuele).
- In finale 3° posto, Roma chiude da par suo, cioè con una vittoria, la carriera giovanile delle sue 2005 (51-46 su Battipaglia); 20 punti di Fantini alla quale sarà negato il quintetto ideale in favore di Aghilarre, credo per questioni di ruolo, ma nel complesso la lunga è stata la migliore per le tricolori uscenti.
Poi la finalissima, che ti aspetti equilibrata, considerando i valori individuali e anche quanto mostrato finora nella kermesse. Invece è un monologo di Campobasso. Costa non perviene, se non per un breve tratto sul finire del 2° quarto e poi nell'ultimo ma a buoi ampiamente scappati. Per il resto, fa una fatica mortale a costruire gioco, contro l'intensità difensiva delle molisane, ma certe palle perse (già 14 all'intervallo) ed errori da sotto sono banali se non addirittura gratuiti. Una giornata-no di tutte le principali giocatrici (soprattutto delle "piccole", ma è inutile puntare l'indice contro questa o quella perché è stato un k.o. collettivo) inevitabile finire travolte da una Campobasso che il suo lo fa ampiamente, colpendo sia da vicino sia con le triple. Non è tanto la maggior precisione al tiro (che è solo parziale) ma l'intensità a fare la differenza.
Chiaro che poi, quando a una squadra riesce quasi tutto e all'altra quasi nulla, il fattore mentale aiuta ulteriormente la prima a dominare mentre abbatte la seconda. Così avviene nonostante l'ennesimo infortunio di queste finali, che stavolta toglie dalla scena Moscarella.
Nell'ultimo quarto Costa mette qualche pezza allo scarto, ma la sostanza non cambia; 71-51 per Campobasso, che ha 22 da Quinonez (7/11 da 2 e 2/8 da 3), 12 Del Sole, 11 Giacchetti, 8 Vitali e Trozzola, insomma bel lavoro collettivo; per Costa 19 Bernardi (molti però nel finale), 13 Piatti, 9 Cibinetto.
E quindi Campobasso festeggia il secondo tricolore, mentre Costa chiude con una finale che non le rende giustizia, ma conferma la sua eccellenza... costante con la dodicesima finale scudetto (rimangono 5 quelle vinte) e la quindicesima volta di fila tra le prime 4.

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