- E’ mancato il finale da favola ma resta una favola queste ultime settimane. E dopo le puntate precedenti siamo ora a parlare della partita di basket femminile più vista di sempre in tv: 18,9 milioni di audience media negli Usa (per la prima volta battuta, anzi surclassata, la finale maschile che ne ha avuti 14,8). Occhio, "media" vuol dire che una trentina di milioni potrebbero averne seguito almeno un pezzo. Il picco è stato conteggiato in 24 milioni. E in streaming i filmati con la partita intera o gli highlights stanno totalizzando altri milioni di visualizzazioni. Alla fine è questo che uno sogna per il proprio sport, non tanto che vinca l’uno o l’altro.
- L'inizio di Iowa è fulminante: 2 minuti e mezzo, 10-0 sul tabellone con la prima tripla di Clark, dopo che le sue fide Martin e Affolter hanno rotto il primo ghiaccio. Movimento palla, esecuzioni da fuori e da sotto con grande sicumera, mentre South Carolina parte impacciata e legnosa. Cardoso sblocca le sue dopo quasi 3 minuti troneggiando in area, ma Clark è un'ira di Dio (essendo forse lei stessa Dio), in entrata e poi da 8 metri per il 18-7 al 4’.
Comincia però ad emergere il predominio sudcarolinesco in area: rimbalzi in attacco, canestri ravvicinati che iniziano la ricucitura nel punteggio, in attesa di trovare la mira latitante da fuori. E questa arriva, per mano dei cambi, vera chiave della partita: le guardie Tessa Johnson e Fulwiley soprattutto. Ci sarà un abisso tra le due panchine, anche perché quella di Iowa è pressoché inesistente (una dozzina di minuti per la lungotta O'Grady, 5 per la guardiola Feuerbach, zero punti entrambe) mentre di là c'è quasi un intero secondo quintetto altrettanto valido del primo.
La superiorità iniziale di Iowa è già ribaltata; l'unico motivo per cui le Occhiodifalco (Hawkeyes) restano davanti a fine 1° quarto (27-20) è Clark, che segna un'entrata difficile, poi una tripla in faccia ai 2,01 di Cardoso su un cambio di marcatura. Ha già 18 punti a referto e vorrebbe dire 72, se tenesse questo ritmo. Ma non succederà.
- Anzi, già nel 2° periodo è vistoso il calo della fidanzata d'America, marcata con "mano in faccia" (e ruzzate) da Raven Johnson, tignosa come del resto lo era stata Muhl di UConn; è l'unico modo per limitarla, ma se Clark avesse un’altra star al suo fianco, la coperta della difesa mirata su di lei risulterebbe corta. Solo che Clark una star al suo fianco non ce l’ha; solo buone giocatrici che non trovano la stessa serata d’ispirazione vissuta in semifinale.
La supremazia di squadra di SC monta come una marea inarrestabile; muro difensivo, nulla di facile concesso, varietà di soluzioni offensive; e se sbaglano correggono a rimbalzo. Cardoso fa quello che vuole in area contro le mezze lunghe d'Iowa; è pareggio rapido a inizio 2° (27-27).
Il sorpasso ormai è nell'aria; solo qualche canestro estemporaneo delle compagne di Clark (a compensare la siccità della leader in questo frangente) lo rimanda; ma ecco il lob per Cardoso che deposita, primo vantaggio, 34-36 al 15'.
Seguono minuti di grande battaglia; Iowa è encomiabile per come cava sangue dalle rape; Clark rompe il digiuno con un triplone per il 44-40 al 18' (unici suoi punti del 2° quarto) ma SC replica con un finale di fuoco; Clark viene stoppata; una tripla e un furto più contropiede valgono il vantaggio delle discepole di Staley alla pausa, 46-49. Pirotecnico.
- Però la sensazione è come quando due corridori sono sì fianco a fianco a metà gara, ma uno ha l'aria impiccata e sofferente, l'altro è fresco come una rosa.
A tratti Iowa riesce a ricucire, perché ha un cuore che fa nazione (non solo provincia);
- E’ un fortino sul punto di crollare, quello delle Hawkeyes. Clark è ridotta a lampi sporadici che SC puntualmente ribatte con gli interessi; Kitts sull'ennesimo rimbalzo offensivo fa 62-76 a 7'30" dal crepuscolo. Cavando energie da non si sa dove, Iowa si rianima con triple di Clark e Marshall (70-76, poi 72-78 a 5' dalla fine); commovente Affolter nel raccattare una palla dall’immondizia e trasformarla in canestro-e-fallo, ma a 3' dalla fine è emblematico uno stoppone di Cardoso sull'ingenua O'Grady negando il potenziale meno 4, poi sempre la brasiliana torreggia a rimbalzo offensivo e converte per il 75-83 a 2'30" dalla cicala finale.
E' la stoccata risolutiva. Iowa non ne ha più; Clark è al fondo del barile, persino lei è umana, per generosità non risparmia tentativi ma non le entra più nulla. Momento-lacrimuccia a 20" dalla fine quando lei esce, chiudendo la sua carriera universitaria, ed entra simbolicamente l'infortunata Molly Davis, una bianchetta dall'aria che più campagnola non si può.
- Cifre: per le trionfanti Cardoso 15+17 rimba+3 stoppa (eletta MOP, equivalente di MVP); Tessa Johnson, vero jolly, 19 con 7/11 dalla panca; Paopao 14 e Kitts 11+10 rimba; 48% dal campo contro 40% ma soprattutto 18 rimb'offensivi contro 7 e, come detto, un massacro nei punti dei cambi, 37 a zero.
Per le battute, Clark 30 con 5/15 da 2, 5/13 da 3, 5/6 ai liberi, 8 rimbalzi, 5 assist. Martin 16; Affolter 12; Stuelke 11.

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