mercoledì 17 aprile 2024

Eurolega, Final Four: bis del Fenerbahce sulla sorpresa Villeneuve dopo il gran derby turco

- Il secondo trionfo di fila del Fenerbahce in Eurolega difficilmente può strappare ai neutrali qualcosa di più che un applausino di circostanza. C'è poco di romantico, poco di epico nei trionfi di queste congreghe di "all stars" americane ed europee (il Fener oggi come le russe ieri), che vincono per manifesta superiorità di talento, senza bisogno di produrre capolavori sul piano agonistico, di gettare il cuore oltre l'ostacolo; che relegano gli elementi locali a funzioni di tappezzeria; e che praticano quel basket divertente, spettacolare, di alta qualità ma anche standardizzato, come una catena internazionale di ristoranti (di lusso, in questo caso) che ti dà lo stesso cibo a New York come a Roma o a Pechino. :huh:

Di tutto questo, ovviamente, in casa-Fenerbahce se ne fregheranno e anzi, pregheranno di seguitare così, finché i danari durano. I clamorosi flops sul più bello, che il club gialloblù istanbulliano collezionava spesso negli anni passati (l'apice fu nel 2022 in casa contro Sopron facendosela letteralmente addosso in finale), sono un lontano ricordo: da due edizioni non ce n'è per nessuno. Anche se Mersin c'è andata vicino (diciamo non troppo lontano), a detronizzare la corazzata, nel derby di semifinale delle F4 organizzate in casa, col contorno d'un pubblico notevole (6.000 spettatori ufficiali in ambo le serate). In finale invece poca, pochissima trippa (anche se il meno 33 è bugiardo) per la cenerentola Villeneuve, essendo finita la magia che l'ha portata sino a lì, dopo essersi qualificata in extremis ai playoff.

- Cenerentola Villeneuve che invece balla, eccome, nella prima semifinale contro Praga. La giustiziera di Schio, pur senza la regista Oblak, era comunque favorita; ma non trova mai la maniglia per afferrare saldamente la partita, che viaggia a fiammate alterne. Avanti anche di 8 le francesi all'inizio, poi 27-26 al 10' per le ceche che arrotondano sul 43-37 al 20'. Indi gran contro-reazione delle transalpine a inizio ripresa con 15 punti in 5 minuti; sorpassano sul 62-63 al 30' e sulla scia insistono nell'ultimo, sino a +7 con 5' sul cronografo. A quel punto Praga capisce che la stagione le sta scappando di mano e ha uno scatto renale, pareggiando sul 76-76 a 3' dalla fine.
Vibrante la volatona in cui Villeneuve riprende il comando e non lo cede più, con canestri d'oro da Smalls e Salaun (interessante nuovo nome francese), mentre Praga sbaglia tutto, in particolare con Cazorla, e cede 78-84. Sorpresona.
Per le vittoriose Smalls 18, Salaun 15 e un buon 49% dal campo, contro il 44% delle praghesi, che forse per tensione eccessiva non rendono al loro meglio; 24 punti per Ayayi, la migliore, 13 da Vyoralova, 12 da N. Sabally ma sottotono le altre. Quindi Francia che torna in finale dopo addirittura 20 anni; l'Equipe lo ha celebrato in prima pagina; "ovviamente" farebbe lo stesso anche la nostra Gazzetta dello Sport, succedesse a noi. O forse no. :angry:

- L'altra semifinale è ancor meglio, probabilmente la finale anticipata. Ma si sapeva, visti i nomi. In realtà però il Fenerbahce la conduce quasi sempre. Il primo scatto è nel finale del 1° quarto, con 16 punti in 5' (27-20 al 10'). Il secondo è stazionario (48-42); gioco d'impronta offensiva, tiri rapidi, difese non troppo arcigne ma d'altronde come fai a fermare quintetti che hanno stelle in tutti i ruoli? Speri che sbaglino, ma succede di rado.
Anche il 3° periodo non offre variazioni al copione, né in un senso né nell'altro (66-62 al 30'), ma quando sembra che il Fener con una fughetta a inizio ultimo quarto la stia ormai spaccando (+8 con triple di Onar e Badiane), Mersin rimette tutto in subbuglio con uno 0-8 concluso da Mavunga e dall'upupa Epoupa, la tascabile francese. Si è dunque in parità a 6' dalla fine (72-72) e così anche a -4' (76-76), poi ecco le giocate che spezzano l'impasse per il Fener, prima di rischiare seriamente lo sgambetto: segna Collier da 2, poi c'è una rimessa da fondo in zona d'attacco per le istanbulliane, con soli 5" sul cronometro dell'azione: lancio che sorvola la difesa, arriva a McBride che da 7 metri e mezzo la imbuca con classe assoluta. Poi ci pensano le lunghe Meesseman e Milic: assist dell'una per l'altra, indi assist dell'altra per l'una, armonia sopraffina per l'85-76. Troppo per Mersin che s'arrende, tra la costernazione della sua plebe (89-80).
Si hanno, per le vittoriose, percentuali oltre il 50% sia da 2 che da 3; McBride 25 con 5/6 da 3, Meesseman 17, Milic 15, Collier 12; e pensa che gente come Yvonne Anderson e Laksa, ire di dio da noi, là fanno le gregarie. Per Mersin ne fa 20 Mavunga, 19 Copper, 13+7 assist Epoupa, mentre Mabrey che ben conosciamo si ferma a 12 con 4/14 al tiro, anche se 8 assist.

Giornata finale con meno sapore. Per il 3° posto si sfoga Praga su Mersin, 95-67, lasciando il pubblico di casa col fiele in bocca (ma anche se stessa, per aver ciccato la semifinale).
Poi la finalissima, in cui Villeneuve, va dato atto, sta in partita abbastanza a lungo. Il problema però è che la compagine del nord-est francese si regge su percentuali da 3 che la sostengono all'inizio (7/13 nei primi 2 quarti), ma poi scemano (2/14 nel resto), mentre il Fener segna a piacimento da dentro l'area (8 canestri da sotto nel 1° periodo), soluzione che, pur in questi tempi moderni, rimane più affidabile rispetto alle triple.
Insomma si ha Villeneuve aggrappata in un 1° quarto tutto frizzi e fuochi (28-27), e poi ancora alla pari dopo metà 2° periodo (40-40); ma il break prima dell'intervallo, un possente 18-5 con il trinamico trio Meesseman-McBride-Milic più una tripla allo scadere, splendidamente costruita girando la palla sul perimetro, per un'Anderson stranamente super-coperta con una maglia nera a maniche lunghe sotto la divisa (58-45 al 20'), è già quello buono per la fuga definitiva.
Si placano un po' le polveri da sparo nel 3° periodo (77-61), poi il Fener dilaga e anzi maramaldeggia feroce, senza concedere a una Villeneuve spompa l'onore di un punteggio meno punitivo (106-73).
Il Fener chiude col 68% da 2 (in una finale europea...) oltre a un 26/29 ai liberi; Collier, ira dei popoli, fa 33 punti con 12/19; Meesseman, sempre regale, 22 con 10/12, ma anche passaggi di pura arte cestistica; McBride 17 (eletta mvp delle Final Four), Milic 16. E se in quattro ti rifilano 88 punti, non sai a che santo votarti. Villeneuve ha Zellous e Burke (l'ex sassarese) a 17; Salaun e Smalls a 12.




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