Giornata di A1 tutt'altro che piatta, anzi fra le migliori finora: tutte e 5 le partite hanno avuto qualcosa da dire.
- S.Martino-Venezia. Ennesima edizione del "quasi colpo delle Lupe ai danni della Schio o Reyer di turno". Stavolta però la vittoria della ruspanza di provincia contro il potere della metropoli era davvero fatta, e non solo sfiorata, se non fosse che gli arbitri hanno commesso quello che, se le immagini non tradiscono o se non c'è qualche piega del regolamento che ci sfugge, è stato un errore macroscopico. Sul meno 1 Venezia a 6 secondi dalla fine del supplementare, Smalls in entrata ha commesso sfondamento stendendo Robinson, ferma un passo davanti allo "smile" del no-sfondo, e servendo Stankovic per il comodo appoggio del contro-sorpasso Reyer. Poi D'Alie dopo il timeout ha cercato la "zingarata" sulla linea di fondo ma l'ha pestata, compromettendo l'ultima chance luparense, ma sarebbe stato difficile trovare un buon tiro. Dunque quel non-fischio arbitrale ha indirizzato l'esito.
E dunque l'Umana la sfanga. Sembra aver perso quella brillantezza sciorinata nelle prime settimane di stagione, come s'era visto anche nella "tostata" di coppa con Praga. In questo caso la miglior Reyer l'avrebbe chiusa prima, cioè quando, dopo vantaggi minimi nei primi 3 quarti, si era portata sul 50-59 nel quarto. Ma ha lasciato la porta aperta e San Martino si è infilata con apprezzabilissima tenacia: un 13-4 aperto da Del Pero e chiuso da Simon con la tripla dall'angolo per il 63-63 a -1'20". Poi bel botta-e-risposta tra Kuier e Bickle (65-65), Villa sbaglia dall'angolo la tripla della vittoria.
Overtime con SML che nonostante l'uscita per falli di Bickle si porta a +3; serie di tiri liberi lagunari per il controsorpasso, 69-70; sempre dalla lunetta Robinson rimette avanti le Lupe, infine l'episodio criminogeno già citato e il successo delle tricolori (71-72). Simon 17, Bickle 16, Robinson 14 per le Lupe, alle quali lo 0-4 in classifica sta strettissimo ma è all'80% dovuto al calendario atroce; occhio che possono risalire eccome. Per Venezia, Kuier 24, Smalls, 14, Villa 12+6 ass.
- Campobasso-Schio. Era il teorico big match, ma qui si è avuto meno sugo di quanto si sperasse. Anche se ci sta che le molisane fossero bollite dopo la trasferta in Armenia. Fatto sta che Schio (con Juhasz, non ancora Dojkic ma c'è Hruscakova) entra in campo con il napalm e defolia tutto nel giro di 7 minuti e mezzo (7-21). Poi un'altra spallata a inizio 2° quarto (11-32), e a quel punto abbiamo già contato almeno 8 protagoniste diverse per il Famila. Troppo arsenale a cui resistere per una Campobasso senza smalto anche se, con onore, ci prova mille volte a rosicchiare terreno, ma ci riesce solo in minima parte (27-41 a metà, 42-55 al 30', 59-71 finale). Per le battute, la neo-azzurra Scalia 15; per le scledensi ancora bene André, 19+9 rimba, ed è proprio in area che il Famila domina soprattutto, col 54% da 2 e 19 rimbalzi offensivi.
Quindi prima sconfitta per Campo, imbattute solo Schio e Venezia: davvero imprevedibile.
- Faenza-Alpo. Partita che si diverte a distruggere nell'ultimo quarto tutto quello che aveva fatto credere nei primi tre. Alpo sciorina una prestazione formidabile (ammesso che si usi ancora questo aggettivo), scappa a +16 tra fine 1° e inizio 2°; ricaccia indietro con autorità la prima reazione di Faenza (34-47 al 20'), e dopo un 3° periodo interlocutorio, la partita sembra avviarsi placida verso una deludente bastonata interna per le romagnole e un esaltante raid veronese. Questo fino al 55-71 a 8' dalla fine.
Senonché succede l'imponderabile, e cioè Fondren (soprattutto) e Roumy, due ire di dio, rianimano Faenza con un clamoroso 14-0 tutto prodotto da loro due. Partita completamente riaperta, bel botta-e-risposta finché si perviene al pareggio, ancora con Roumy (tripla) e Fondren (libero): 79-79 a -40". Palla ad Alpo che la rumina per una quindicina di secondi, poi Moriconi sbaglia da 3; palla spizzata fuori dalle faentine; rimessa per Frustaci che ha un tiro da sotto, ma nel traffico sbaglia; Fondren lancia lungo per Franceschelli che, da un angolo difficile ma poco disturbata dalla chiusura della tascabile Moriconi, appoggia di sinistro subendo fallo: clamoroso vantaggio per Faenza (81-79), cui Alpo in due tempi (ripartenza deviata fuori; timeout; rimessa per Mathias che sbaglia da sotto) non riesce a replicare.
Clamoroso. Ed entusiasmo tangibile nel palazzetto faentino per una squadra che sembrava destinata a un anno di spine e penitenze, avendo fatto il mercato in economia sparata, e invece ha 3 vittorie in 5 partite. Non solo, ma ha due giocatrici che valgono il prezzo del biglietto: ovviamente Fondren (31 punti con 11/19, 8 rimba, 8 assist, 48 di valutazione) e Roumy (22 con 6/15). Non che le compagne abbiano fatto nulla, ma nella sostanza l'hanno vinta in due (sul piano delle realizzazioni) contro un collettivo che aveva viaggiato alla grande per 32 minuti (Spinelli 14, Mathias 13, Moriconi e Tulonen 11) e finisce invece a mani vuote. Mazzata per il morale se resta solo la scottatura della beffa; iniezione di fiducia invece se le resta almeno il lato buono della prestazione.
- Derthona-Sassari. La Grande Eresia continua a predicare. Terza vittoria di fila per l'Ital-Derthona, che stavolta insacca una Sassari dalle pile scariche (apparentemente) dopo l'impegnativo k.o. in coppa. Si gioca a ritmi alti, per non dire frenetici; Derthona li cavalca per volare in fuga tra fine 2° e inizio 3° quarto (+17). Reazione nuragica che riapre la partita già al 30' (61-56), ma dal meno 4 in apertura del 4°, il serbatoio della Dinamo s'esaurisce, complici i ritmi martellanti della partita; anche Derthona non ne ha più, ma fa quanto basta per chiuderla sul +10 (71-61; parziale di 8-2 negli ultimi 7'30"). Ancora bene Attura (19), Fontaine (16) e Arado (11+12 rimba.), la quale se sprofonda in panchina quando torna Coates c'incazzeremo assai, perché se il premio di miglior under 20 che ha vinto per il 2023/24 era un po' generoso, adesso se lo sta meritando tutto. Taylor 16 per Sassari.
- Brescia-Battipaglia. A zero punti, suonata come un tamburo in casa da Campobasso, derisa da tanti. Battipaglia incarta tutto ciò, lo getta nell'umido e risorge, rifilando a Brescia la patata bollente di peggior squadra del momento. Le campane di Serventi confezionano una prestazione convincente, pur coi loro limiti: idee chiare e ben eseguite. Ricetta semplice che non richiede "straordinari" da parte di nessuna, ma con discrete/buone cose delle varie Benson, Drake, Cupido, Seka, Pavic e anche della bandiera Potolicchio. Per contro, Brescia è uno strazio; la scelta di tenere fuori Louka per turnover di straniere, rimettendo dentro Yurkevichus, è una zappa sui piedi nel momento in cui né Tagliamento (4 punti), né Togliani (zero), e in parte né Estebas, né Johnson fanno canestro, per cui, visto che l'ucraina è sì una piovra da rimbalzo ma non ha delle mani da sarta in attacco, per cui Brescia non segna mai. Almeno difendesse; ma salvo a sprazzi si fa perforare come burro fuso. A 3' dalla fine il punteggio è 44-69, ovvero -25 in casa per Brescia contro la squadra che sembrava la peggiore del campionato. Passivo poi ridotto (58-72) ma la sostanza è la stessa.
- In A2 Ovest ancora da sola al comando Valdarno; altra caduta esterna per Broni; Spezia vince il semi-derby con Livorno per stare nel gruppo delle seconde. In A2 Est, Udine passa a Trieste nel derby regionale, rimane in testa anche Mantova salvandosi di 1 punto dalla rimonta di Treviso; Ragusa reagisce bene alla penalizzazione di 3 punti vincendo a Umbertide.

