mercoledì 30 ottobre 2024

A1: Venezia salva a S. Martino con giallo; Faenza rimonta del secolo; risorge Battipaglia. A2: leaders ok

Giornata di A1 tutt'altro che piatta, anzi fra le migliori finora: tutte e 5 le partite hanno avuto qualcosa da dire.


- S.Martino-Venezia. Ennesima edizione del "quasi colpo delle Lupe ai danni della Schio o Reyer di turno". Stavolta però la vittoria della ruspanza di provincia contro il potere della metropoli era davvero fatta, e non solo sfiorata, se non fosse che gli arbitri hanno commesso quello che, se le immagini non tradiscono o se non c'è qualche piega del regolamento che ci sfugge, è stato un errore macroscopico. Sul meno 1 Venezia a 6 secondi dalla fine del supplementare, Smalls in entrata ha commesso sfondamento stendendo Robinson, ferma un passo davanti allo "smile" del no-sfondo, e servendo Stankovic per il comodo appoggio del contro-sorpasso Reyer. Poi D'Alie dopo il timeout ha cercato la "zingarata" sulla linea di fondo ma l'ha pestata, compromettendo l'ultima chance luparense, ma sarebbe stato difficile trovare un buon tiro. Dunque quel non-fischio arbitrale ha indirizzato l'esito.
E dunque l'Umana la sfanga. Sembra aver perso quella brillantezza sciorinata nelle prime settimane di stagione, come s'era visto anche nella "tostata" di coppa con Praga. In questo caso la miglior Reyer l'avrebbe chiusa prima, cioè quando, dopo vantaggi minimi nei primi 3 quarti, si era portata sul 50-59 nel quarto. Ma ha lasciato la porta aperta e San Martino si è infilata con apprezzabilissima tenacia: un 13-4 aperto da Del Pero e chiuso da Simon con la tripla dall'angolo per il 63-63 a -1'20". Poi bel botta-e-risposta tra Kuier e Bickle (65-65), Villa sbaglia dall'angolo la tripla della vittoria.
Overtime con SML che nonostante l'uscita per falli di Bickle si porta a +3; serie di tiri liberi lagunari per il controsorpasso, 69-70; sempre dalla lunetta Robinson rimette avanti le Lupe, infine l'episodio criminogeno già citato e il successo delle tricolori (71-72). Simon 17, Bickle 16, Robinson 14 per le Lupe, alle quali lo 0-4 in classifica sta strettissimo ma è all'80% dovuto al calendario atroce; occhio che possono risalire eccome. Per Venezia, Kuier 24, Smalls, 14, Villa 12+6 ass.

- Campobasso-Schio. Era il teorico big match, ma qui si è avuto meno sugo di quanto si sperasse. Anche se ci sta che le molisane fossero bollite dopo la trasferta in Armenia. Fatto sta che Schio (con Juhasz, non ancora Dojkic ma c'è Hruscakova) entra in campo con il napalm e defolia tutto nel giro di 7 minuti e mezzo (7-21). Poi un'altra spallata a inizio 2° quarto (11-32), e a quel punto abbiamo già contato almeno 8 protagoniste diverse per il Famila. Troppo arsenale a cui resistere per una Campobasso senza smalto anche se, con onore, ci prova mille volte a rosicchiare terreno, ma ci riesce solo in minima parte (27-41 a metà, 42-55 al 30', 59-71 finale). Per le battute, la neo-azzurra Scalia 15; per le scledensi ancora bene André, 19+9 rimba, ed è proprio in area che il Famila domina soprattutto, col 54% da 2 e 19 rimbalzi offensivi.
Quindi prima sconfitta per Campo, imbattute solo Schio e Venezia: davvero imprevedibile. :wacko:

- Faenza-Alpo. Partita che si diverte a distruggere nell'ultimo quarto tutto quello che aveva fatto credere nei primi tre. Alpo sciorina una prestazione formidabile (ammesso che si usi ancora questo aggettivo), scappa a +16 tra fine 1° e inizio 2°; ricaccia indietro con autorità la prima reazione di Faenza (34-47 al 20'), e dopo un 3° periodo interlocutorio, la partita sembra avviarsi placida verso una deludente bastonata interna per le romagnole e un esaltante raid veronese. Questo fino al 55-71 a 8' dalla fine.
Senonché succede l'imponderabile, e cioè Fondren (soprattutto) e Roumy, due ire di dio, rianimano Faenza con un clamoroso 14-0 tutto prodotto da loro due. Partita completamente riaperta, bel botta-e-risposta finché si perviene al pareggio, ancora con Roumy (tripla) e Fondren (libero): 79-79 a -40". Palla ad Alpo che la rumina per una quindicina di secondi, poi Moriconi sbaglia da 3; palla spizzata fuori dalle faentine; rimessa per Frustaci che ha un tiro da sotto, ma nel traffico sbaglia; Fondren lancia lungo per Franceschelli che, da un angolo difficile ma poco disturbata dalla chiusura della tascabile Moriconi, appoggia di sinistro subendo fallo: clamoroso vantaggio per Faenza (81-79), cui Alpo in due tempi (ripartenza deviata fuori; timeout; rimessa per Mathias che sbaglia da sotto) non riesce a replicare.
Clamoroso. Ed entusiasmo tangibile nel palazzetto faentino per una squadra che sembrava destinata a un anno di spine e penitenze, avendo fatto il mercato in economia sparata, e invece ha 3 vittorie in 5 partite. Non solo, ma ha due giocatrici che valgono il prezzo del biglietto: ovviamente Fondren (31 punti con 11/19, 8 rimba, 8 assist, 48 di valutazione) e Roumy (22 con 6/15). Non che le compagne abbiano fatto nulla, ma nella sostanza l'hanno vinta in due (sul piano delle realizzazioni) contro un collettivo che aveva viaggiato alla grande per 32 minuti (Spinelli 14, Mathias 13, Moriconi e Tulonen 11) e finisce invece a mani vuote. Mazzata per il morale se resta solo la scottatura della beffa; iniezione di fiducia invece se le resta almeno il lato buono della prestazione.

- Derthona-Sassari. La Grande Eresia continua a predicare. Terza vittoria di fila per l'Ital-Derthona, che stavolta insacca una Sassari dalle pile scariche (apparentemente) dopo l'impegnativo k.o. in coppa. Si gioca a ritmi alti, per non dire frenetici; Derthona li cavalca per volare in fuga tra fine 2° e inizio 3° quarto (+17). Reazione nuragica che riapre la partita già al 30' (61-56), ma dal meno 4 in apertura del 4°, il serbatoio della Dinamo s'esaurisce, complici i ritmi martellanti della partita; anche Derthona non ne ha più, ma fa quanto basta per chiuderla sul +10 (71-61; parziale di 8-2 negli ultimi 7'30"). Ancora bene Attura (19), Fontaine (16) e Arado (11+12 rimba.), la quale se sprofonda in panchina quando torna Coates c'incazzeremo assai, perché se il premio di miglior under 20 che ha vinto per il 2023/24 era un po' generoso, adesso se lo sta meritando tutto. Taylor 16 per Sassari.

- Brescia-Battipaglia. A zero punti, suonata come un tamburo in casa da Campobasso, derisa da tanti. Battipaglia incarta tutto ciò, lo getta nell'umido e risorge, rifilando a Brescia la patata bollente di peggior squadra del momento. Le campane di Serventi confezionano una prestazione convincente, pur coi loro limiti: idee chiare e ben eseguite. Ricetta semplice che non richiede "straordinari" da parte di nessuna, ma con discrete/buone cose delle varie Benson, Drake, Cupido, Seka, Pavic e anche della bandiera Potolicchio. Per contro, Brescia è uno strazio; la scelta di tenere fuori Louka per turnover di straniere, rimettendo dentro Yurkevichus, è una zappa sui piedi nel momento in cui né Tagliamento (4 punti), né Togliani (zero), e in parte né Estebas, né Johnson fanno canestro, per cui, visto che l'ucraina è sì una piovra da rimbalzo ma non ha delle mani da sarta in attacco, per cui Brescia non segna mai. Almeno difendesse; ma salvo a sprazzi si fa perforare come burro fuso. A 3' dalla fine il punteggio è 44-69, ovvero -25 in casa per Brescia contro la squadra che sembrava la peggiore del campionato. Passivo poi ridotto (58-72) ma la sostanza è la stessa.

- In A2 Ovest ancora da sola al comando Valdarno; altra caduta esterna per Broni; Spezia vince il semi-derby con Livorno per stare nel gruppo delle seconde. In A2 Est, Udine passa a Trieste nel derby regionale, rimane in testa anche Mantova salvandosi di 1 punto dalla rimonta di Treviso; Ragusa reagisce bene alla penalizzazione di 3 punti vincendo a Umbertide.

lunedì 28 ottobre 2024

28 ottobre 2004, ore 19.15: primo post di "Basket Femminile a Ruota Libera", 20 anni fa

Per la verità il primo anno il topic si chiamava "Le 5 esordienti milanesi in A1", perché l'idea di partenza era seguire appunto le 5 giocatrici della provincia di Milano che debuttavano quell'anno nella massima serie.

C'era una competizione virtuale con un premio reale, un peluche a forma di coccinella, che fu consegnato alla vincitrice: Nadia Rovida. Lei purtroppo oggi non c'è più, sconfitta da una malattia nel 2019, a 34 anni non ancora compiuti.
Le altre sono oggi, ovviamente, tutte ritirate avendo dai 37 ai 43 anni. Ntumba, Contestabile e Fumagalli non mi pare che siano rimaste nel mondo del basket; Fumagalli, per curiosità, ha sposato il fratello di Marcella Filippi.
Maiorano, ritirata nel 2017, fa l'allenatrice nelle giovanili di Costa oltre a collaborare con un'agenzia. Alla fine è stata lei ad avere la carriera più lunga in A1, 10 anni, anche se non da protagonista assoluta. Ha vinto una classifica della percentuale da 3 in EuroCup e fatto una semifinale-scudetto con la Comense (miglior marcatrice nell'ultima partita della storia della società in A1 prima del crac).

Dallo spunto originario poi il topic ha allargato gli interessi, diventando un contenitore omnicomprensivo. I fiori all'occhiello sono sempre stati: la rissa verbale, la denigrazione, l'insulto gratuito. E ogni tanto anche qualche articolo o pseudo-tale; partite e giocatrici.
Migliaia di messaggi, non so quanti utenti perché certi si sono riciclati almeno una decina di volte fingendo di essere nuovi e capitati qui per caso, ma comunque un discreto numero. Qualcuno purtroppo non c'è più, qualcun altro era giovane 20 anni fa e adesso è canuto, qualcun altro era già vecchio come Nonino e adesso è centenario.

Sinceramente non so come siamo riusciti a tirare avanti per 20 anni, però, altrettanto sinceramente, gettare il tempo in questo forum mi è sempre piaciuto più che gettarlo da altre parti.

sabato 26 ottobre 2024

Coppe europee: regge Schio, legnata Venezia, galoppi Geas-Campo, blackout Sassari

Eurolega

- Schio-Landes. Primo episodio della doppietta televisiva (troppa grazia, sant'Antonio, dopo anni di magro e digiuno): partita che dopo la fiammata iniziale scledense diventa un po' ingessata, con Schio che non riesce a chiuderla e Landes che risale ma mai del tutto. Dunque decisivo quel breakkone di 15-3 nella seconda parte del 1° quarto, da 7-7 a 22-10. Poi vantaggio stabile fino all'intervallo (34-22), con le francesi davvero in difficoltà a metter punti a referto.
Nella ripresa si assottiglia il margine nel momento in cui le ospiti si sbloccano (50-43 al 30') ma tutto sommato non deve sudare troppe camicie Schio per respingere la rimonta, prima con la "supplente" Hruscakova, Salaun e André (58-45 al 33'), poi con Verona e di nuovo André (64-51 a -2'50"), dopo un frangente con molti più errori che marcature. Finale in calando per le arancioni, che incassano uno 0-9 senza però rischiare l'aggancio: sul +4 Schio gestisce palla, poi tira con Salaun verso lo scadere dei 24", sbaglia, ma recupera palla quasi subito con Keys, che intercetta il lancio avversario in contropiede; in ogni caso sarebbero mancati solo pochi secondi.
Finisce quindi 64-60, con Verona, André e una discontinua Laksa a 13, Salaun a 12 (buona distribuzione, nessuna in serata esaltante); per Landes Djaldi-Tobdi a 19, Geiselsoder a 15, mentre la "stellina" 2004 Lacan stecca (0 con 0/7).
Schio sale a 2-1 di bilancio. Ma il suo problema è che adesso, col ritorno di Juhasz e Dojkic dall'America (con le terga un po' squadrate dalla molta panchina collezionata nei playoffs Wnba, soprattutto la croata; ma è un dettaglio), andranno ricostruiti gli equilibri del gioco collettivo, anche se l'ungherese non ci metterà molto a riprendere da dove aveva lasciato lo scorso anno. Inutile dire, però, che è meglio avere quelle due che non averle, per quanto non siano la risposta alla carenza di un centro d'impatto. -_-

- Venezia-Praga. Osti che legnata. :blink: Venti punti di scarto in casa, con una sensazione d'impotenza, erano difficili da immaginare per questa Reyer dominante d'inizio stagione, imbattuta sul fronte europeo come su quello italico. Ma Praga fa intuire che la distanza col vertice assoluto del continente sia ancora nitida per le lagunari. Perché il "tostone" incassato al Taliercio non è parso frutto di un'occasionale serataccia di Kuier e compagne, per quanto non brillanti. No, semplicemente il carro armato ceco è entrato in piazza San Marco e l'ha rasa al suolo con un muro difensivo feroce, una precisione killer da 3 (ma usata con parsimonia, solo come alternativa alla percussione ravvicinata) e una puntualità micidiale nel collezionare tiri liberi e trasformarli. L'arbitraggio senza dubbio non ha aiutato Venezia (5 liberi a favore contro 23) ma, pur considerando qualche chiamata ingiusta a sfavore, la sperequazione si deve in gran parte al divario nella fisicità e nella durezza d'approccio. In tale contesto tattico, faticano alcune veneziane importanti che però giostrano più di fioretto che di spada, segnatamente Villa (4 punti in 15' con solo 5 tiri), Berkani (6 con 2/11) e Stankovic. Scampano alla tonnara Kuier per la sua classe superiore (16 punti ma 6/15), Cubaj perché è una guerriera e ha i muscoli (12 con 5/9), qualche guizzo di Fassina ma non era lei a poter incidere sull'andamento, né il buon 10/25 da 3 delle Mazzoniane, a fronte di un sofferto 16/41 da 2, mentre Praga ha stampato un rotondo 50% da sotto e dalla lunga, oltre alla già citata messe di tiri liberi.
Anche Venezia ora è 2-1 ma rispetto a Schio, che sta per inserire due top players (sia pur con le incognite che abbiamo detto), ha meno margini di crescita.

EuroCup
- Sassari-Sosnowiec. Primo stop per le nuragiche, squadra decisamente quadrata o anche cubica. E' un girone tosto, considerando che c'è pure Riga, mentre in media le squadre buone sono un paio per gruppo. La partita si guasta irreversibilmente per la Dinamo nel 2° quarto, per via di un parzialaccio disastroso di 2-20 che porta a un meno 18 all'intervallo; da quel fosso la risalita è solo parziale e peraltro tardiva (ancora meno 15 a fine 3° quarto, meno 14 a un paio di minuti dal termine). Aver ricucito fino a 62-70 potrebbe tornare utile alla fine dei conti. Taylor 19 punti ma 5/15; non male Pastrello; solo 5 punti però Carangelo.

- Erevan-Campobasso. L'interminabile trasferta armena, senza Kacerik, Quinonez e Giacchetti, vede le molisane frolle in difesa per due quarti, ma comunque avanti col minimo scarto dopo una santabarbara da ambo i fronti (50-51). Poi le armene mostrano la corda e crollano di schianto (71-99). Madera 22 con 9/12, Trimboli 18+8 rimba e 6 assist, Scalia 17: possiamo dire "trio italico" vista la fresca convocazione dell'americana che la renderà nostra compatriota cestistica.

- Geas-Benfica. Scontro diretto per il 2° posto: le sestesi (pur prive di Barberis e Trucco) lo dominano da capo a coda, demolendo subito una compagine lusitana troppo leggera in tutti i ruoli (l'ex bolzanina Ovner costretta a giostrare da centro col suo 1.80, ma anche nelle esterne c'era inferiorità fisica). Se due settimane prima, col Besiktas, le Zanottiane avevano collezionato 4 miseri punti nel 1° quarto, stavolta ne stampano addirittura 33, di cui 20 di un'indemoniata Makurat, che chiude con trentello tondo. In evidenza anche Moore e Gwathmey, mentre Spreafico e Conti distillano le due perle di serata con triple sulla sirena (di cui abbiamo segnalato il video) del 2° e ultimo quarto. Il 92-58 vale un'ipoteca sul 2° posto.

Curiosamente anche le 3 italiche d'EuroCup sono a 2-1 di bilancio. Qualificazione alla portata per tutte ma Sassari dovrà stare attenta a Riga, mentre Campobasso a Pecs. Peraltro si può passare anche fra le migliori quattro terze. Il Geas ha la strada più spianata, visto che né Namur né Benfica paiono alla sua altezza.

mercoledì 23 ottobre 2024

A1: Venezia regola Geas, insiste Derthona. A2: brum brum Broni, Valdarno da sola

- Giornata di A1 che non ha rischiato la multa per eccesso di emozioni. :wacko: Ma fischia se piace questa Derthona delle italiane, che insacca il suo secondo scalpo lombardo di fila superando di nuovo gli 80 punti. Il tutto nonostante, eresia delle eresie, utilizzi di nuovo una straniera soltanto (Fontaine), più nella circostanza 2 minuti per la convalescente Premasunac. Con questo assetto hanno fatto il colpo a Sesto e stavolta impallinato Brescia tirando col 58% da 2 e il 44% da 3.

Partita presa subito d'assalto da Derthona; il massimo che riesce a fare la compagine longobarda è risalire a meno 1 nel 2° quarto; respinta, non s'avvicina più in singola cifra di scarto, venendo anzi seminata sino a -21 con una serie di folate offensive tortonesi da applausi (finale 86-68).
Fontaine, anonima a Sesto, sciorina invece un talento notevole, soprattutto nello show personale del 3° quarto, in cui colpisce con versatilità sia in avvicinamento che da lontano (22 punti con 5/7 da 2 e 2/5 da 3). Attura ancora una jattura per le avversarie che cattura; ne fattura 21 con 10/16. Meno continua Penna, ma distilla perle (16 punti). Menzione anche per Arado che raccogliendo quello che la partita offre assomma 6 punti e 10 rimbalzi.
Per Brescia apprezzabile Togliani, che non ricordavamo così sicura al tiro (16 punti), Tagliamento e Louka ne fanno 15, ma il resto è al vapore acqueo.

- Venezia-Geas. Il big match televisivo offre momenti godibili, ma anche la sensazione fin dalle prime battute che il risultato fosse scritto. Del resto la Reyer è intrattabile per chiunque, Europa o Italia che sia, in questo inizio di stagione; mentre Sesto non è ancora al top del suo potenziale.
Andamento alquanto piatto con continue "spallatine" delle figlie di San Marco e ricuciture delle nipotine di Stalin; Venezia prova a spaccare la partita verso fine 2° quarto con un +12, il Geas lenisce sul meno 7 (Conte sulla sirena); ma è solo rimandata la botta-killer con l'emergere di Villa, quieta nei primi due quarti, che guida la cavalcata definitiva nel terzo (+17). La santabarbara di triple di Spreafico nell'ultimo periodo limita i danni per il Geas (84-69).
Kuier 16 e Villa 12 per le tricolori, davvero troppo foderate di talento (le varie Fassina, Smalls, Berkani, ecc., protagoniste a turno); Moore 16 e Sprea 15 per le Zanottiane.

- Sassari-S. Martino. Zoppicano in trasferta, ma in casa le nuragiche si confermano scintillanti, anche se l'83-64 è ingeneroso per una San Martino che, come contro Schio, cala alla distanza dopo aver menato le danze nella prima parte. 22-9 il parziale dell'ultimo quarto. Gonzalez si palesa tiratrice di striscia (23 con 5/10 dall'arco), Taylor solito talento cristallino (21), menzioni d'onore per Begic (15) e soprattutto Pastrello (15+9 rimba., 27 di valuta). Per le Lupe c'era attesa per il debutto di Bickle, lunga from the Wnba, la quale firma 13 punti (come Del Pero), diciamo bene pur senza esaltare. Ne fa 21 Simon. San Martino ancora a zero ma il calendario era duro. Casomai piace meno il fatto che, arrivata Bickle, sia finita nell'anonimato Gilli e non sia entrata Piatti. Ma può essere stato episodico.

- Schio-Faenza. Crepitante prima metà, in cui Faenza fa stropicciare gli occhi, perché il display luminescente indica 50-53 all'intertempo, in favore delle romagnole. :o: Il mago Seletti però non riesce nel gioco di prestigio di far interrompere lì la disfida, e c'è un senso d'ineluttabilità nella classica seconda parte stile "mo' facciamo sul serio" da parte di Schio e benzina esaurita per la generosa ma inferiore avversaria di turno. Per farla breve, finisce 98-80. Comunque divertente. André fa 20 punti con 10/13 e 11 rimba; Salaun e Laksa 19. Per Faenza, Roumy si fa segnare sul taccuino dei possibili futuri acquisti scledensi (26 punti con 6/8 da 2 e 4/4 da 3).

- Battipaglia-Campobasso. "Però nel primo quarto siamo stati in partita", direbbe coach Serventi se fosse come il suo collega calcistico Pioli che dopo un derby perso 1-5 commentò: "Ma nei primi 4 minuti avevamo la palla solo noi". :woot: In effetti Battipaglia era ancora in partita dopo 10 minuti, col punteggio stellare di 8-12. Poi ne ha beccati più di 50 di scarto in 3 quarti (32-88). Uno strazio. Vero è che contro Faenza le suddite di Rossini se l'erano giocate, quindi speriamo che sia stato un episodio anche se non è il primo. Campobasso si conferma in forma anche se ha perso Kacerik e Quinonez per infortuni in corsa: tutte in dubbio, oltre a Giacchetti, per la supersfida con Schio che oltretutto arriverà dopo che le molisane saranno appena rientrate dalla trasferta di coppa in Armenia.

- In A2 è la gran giornata di Broni nell’assai atteso derby col Sanga, fra aspiranti dominatrici del girone Ovest e divise da una rivalità pepata. Non proprio a senso unico dall’inizio, perché dopo lo scatto immediato delle pavesi c’è stato un 2° quarto di stallo in cui la bilancia poteva ancora riequilibrarsi. Ma nella ripresa Broni ha rotto ogni argine distendendosi in spettacolari contropiedi e martellando con triple ben costruite a difesa schierata, finendo addirittura 77-48.
Devastante il pacchetto ali-lunghe Hartmann-Nasraoui-Morra, a fronte di una Zelnyte inopinatamente piatta (0 punti e 4 falli dopo aver spaccato tutto contro Selargius), mentre Tibè ha tenuto botta in modo egregio ma s’è ritrovata quasi da sola, giacché nemmeno fra le esterne si sono registrate prove di spicco per le mediolanensi; ottima invece Russo (uscita poi per infortunio, non sappiamo la prognosi) e cresciuta alla distanza Reggiani.
Insomma, tutto bene per Broni e tutto male per Milano. Ma non prendiamo un singolo episodio come oro colato sulla stagione: appena 7 giorni prima qualcuno già preconizzava un fallimento bronese, soldi rubati all’agricoltura, ecc., dopo il k.o. contro una Spezia decimata. Certamente però è un segnale.
Stante il colpo di Empoli a Costa (che era senza Bonomi e Gorini), rimane solo Valdarno a punteggio pieno.
All’Est fanno 3 su 3 Udine, Mantova e Ragusa, senonché le sicule vengono penalizzate di 3 punti per irregolarità nell’iscrizione. :cry: Peccato perché in campo stanno spaccando il culo alle passere (101-55 su Civitanova): se continuano così, recupereranno presto.

martedì 22 ottobre 2024

Wnba (finali): New York campione, Minnesota s'arrende fra le polemiche dopo una serie epica

"E' successo di tutto" non è la solita frase fatta. Anzi, più di così era impossibile che succedesse, in una serie finale risolta al supplementare dell'ultima partita: rimonte, canestri sulla sirena realizzati e falliti, persino polemiche arbitrali di stampo quasi calcistico nostrano. New York campione, spezzando un tabù storico che la vedeva ancora vergine di titoli nonostante la militanza nella Lega fin dagli albori, quasi a confermare la dannazione che grava ancor più sul basket maschile di una città che ama profondamente questo sport ma non vince l'anello Nba dal 1973. Minnesota s'arrende con la sensazione, fondata o meno, di essere stata scippata del titolo.


- Inizio esplosivo della serie. In G1 le Liberty azzannano la partita con un 32-19 che esalta il parterre di stelle convenuto nell'assai trendy Brookyln insieme ad altre 18.000 anime. Mirabile però la tenacia con cui le Lynx rosicchiano punto su punto nei 3 quarti seguenti. New York tuttavia sembra chiuderla definitivamente quando vola sul +15 (81-66) a 5'20" dalla fine.
Difficile dire se sia stata più colpa delle Liberty o merito di Minnesota l'imponderabile sequenza che porta al ribaltone del secolo, 83-84 a 5" dalla fine dopo una stoccata magistrale (gioco da 4 punti) della solita Courtney Williams carica a pallettoni. Dopo il timeout palla prevedibilmente a Stewart che sbaglia in entrata ma in qualche modo lucra un fallo a rimbalzo. Trasforma solo un libero e si va all'overtime.
Riparte meglio Minnesota continuando l'inerzia del finale dei regolamentari. D'orgoglio New York la rappezza, da meno 4 al pareggio (93-93 a -28"). Assalto Lynx con Williams che viene stoppata da Stewart, ma la palla rimane alle ospiti che la mettono in buone mani: Collier colpisce in giro-e-tiro dai 4 metri. Ultima chance per NY ma stavolta Stewart sbaglia senza fallo. Colpo clamoroso quindi per Minnesota (93-95) grazie all'indemoniato trio Williams (23 con 9/18), McBride (22 con 6/11), Collier (21 con 10/16), ovvero 3 "ventelli" sopra il 50% dal campo. Per Zanda meno trippa: 0/2 al tiro in 10'.
Per le beffate, in evidenza Jonquel Jones (24 con 9/14 + 10 rimba), bene la tedesca Fiebich gran scoperta della stagione (17), troppi errori per Ionescu (19 ma con 8/26) e Stewart (18 con 6/21) che finiscono per zavorrare loro malgrado NY dopo l'inizio fiammeggiante.

G2 risulterà l'unica partita risolta in anticipo. New York è troppo incazzata per permettersi altri regali; Minnesota è forse paga di aver già violato il campo avverso e non si danna l'anima per controbattere la folata iniziale delle Liberty, che segna già l'esito, anche se serve poi un altro allungo nell'ultimo quarto per mettere il sigillo (80-66).
Stewart 21 punti (7/18) per NY che ne ha anche 20 da Laney-Hamilton, l'elemento solitamente più silenzioso fra le titolari, stavolta invece protagonista; anche 15 di Ionescu e 14 di Jones.
Per Minnesota nessuna in gran spolvero; sufficienti Collier (16), Williams (15) e Alanna Smith (14). Ancora anonima Zanda con 0/1 al tiro in 8'.

G3 torna a essere una da annali. Bruciante Minnesota in avvio (28-18 al 10'); paziente New York nel ricucire per poi mettere la freccia nel finale con uno 0-8 che la porta sul +4 a 55" alla fine. Reagiscono le Lynx con Carleton e Collier per il pareggio (77-77). Con 16" sul cronografo, palla a Ionescu, che fronteggia McBride, fa scorrere il tempo, sbilancia l'avversaria con un passo laterale e spara un capolavoro di tripla da 9 metri per la vittoria (77-80). Uno dei tiri più importanti nella storia delle finals, chiaramente.
Stewart mattatrice con 30 punti (9/20 dal campo, 10/10 ai liberi) + 11 rimba; 13 a testa per Jones, Fiebich e Ionescu.
Minnesota ha 22 dalla solita Collier, 19 da McBride, 14 da Carleton. Lavoro onesto per Zanda con 4 punti (2/2) in 8 minuti.

- Un altro thriller in G4. Equilibrio feroce nella prima metà (46-45 Minnesota) e ancora più estenuante nella seconda (64-63 al 30'), arrivando fino in fondo con tutto in bilico; a 3' dalla fine Minnesota s'illude di trovare il guizzo (+5) ma Fiebich accorcia con una tripla; risponde McBride pure lei dall'arco; contro-risponde Ionescu con un'entrata; e poco dopo Jonquel Jones fa canestro e fallo impattando tutto (80-80). Sequenza pazzesca.
Nell'ultimo minuto sbagliano tutte sinché Carleton a -2" guadagna un fallo a rimbalzo offensivo e trasforma i due liberi. Dopo il timeout Ionescu tenta il miracolo-bis come in G3, ma qui è da posizione quasi impossibile; se entra vale il titolo ma non va: 82-80.
Gran prova collettiva per Minnesota: tutto il quintetto in doppia cifra, con McBride a 19 e Williams a 15, mentre Collier è stata limitata a 14 con 4/10.
Per Zanda un ruolo utile, 6 punti in 16 minuti con 3/4 da 2, 0/2 da 3 e (peccato) 0/2 ai liberi + 4 rimb.
New York ha una splendida Jones (21 punti con 4/5 da 3 + 8 rimba), una Fiebich che ormai è più una conferma che una rivelazione (19), mentre sparacchiano sia Stewart (11 con 5/21) sia Ionescu (10 con 5/15).

- E quindi showdown decisivo con G5 il 20 ottobre a Brooklyn, come una finale secca.
Se nelle prime 4 gare né tensione né fatica avevano impedito ai due attacchi di viaggiare intorno agli 80 punti, stavolta è come se quelle zavorre gravassero all’improvviso nelle menti, nei garretti e nelle mani delle protagoniste. Ionescu demolisce i ferri a suon di errori; :woot: non molto meglio Stewart. Neanche la pur brava Fiebich è ispiratissima, per cui a salvare la ghirba di New York provvedono la sempre quadratissima Jones e il jolly a sorpresa Nyara Sabally dalla panchina.
Così le Liberty si rianimano dopo l’inizio a handicap (10-19 al 10’, 27-34 al 20’) e prendono il comando nel 3° quarto. Non basta perché nel finale pagano di nuovo i litigi col ferro delle loro superstars, e Minnesota ribalta da 58-54 a 58-60 con due canestri della mirabile Collier.
Manca un minuto. Stewart addirittura fa 0/2 ai liberi; doppio rimbalzo offensivo NY e due volte Ionescu sbaglia da 3 (esasperante). Palla a Minnesota per sigillare il titolo ma Collier stavolta sbaglia a -6”. Timeout, rimessa per Stewart, fin troppo prevedibile l’incursione verso l’area, peraltro viziata da un macroscopico passi di partenza; :angry: contatto con Alanna Smith e gli arbitri hanno una patacca bollente da gestire, perché l’urto c’è stato, ma veniale, e c’è di mezzo la sorte del titolo. Certo, fischiare passi di partenza o lasciar correre su questo contatto significava sfidare l'ira di 18.000 che avrebbero visto andare tutto a puttane. Sicché i "grigi" optano per chiamare fallo. Stewart stavolta non fallisce (60-60), ultima chance Minnesota ma McBride sbaglia da 3.
Nell’overtime le Lynx hanno fuso le batterie e NY porta a casa il titolo con un seppur stitico 7-2 (ovvero 67-62).
Le neo-campionesse hanno Jonquel Jones a 17 punti con un concretissimo 5/10 da 2 + 7/7 ai liberi; arraffa lei il titolo di mvp delle finali. Stewart arrabatta 13 punti con 4/15 dal campo ma pulisce le tabelle con 15 rimba; anche Fiebich pur imprecisa è nuovamente di pregio (13 con 4/11); tragica invece Ionescu (5 punti con 1/19 al tiro!) anche se il titolo fa passare in cavalleria la sua debacle personale.
Per Minnesota grandi Collier (22 con 11/23) e McBride (21 con 7/13) ma è mancato il fattore-Courtney Williams (4 con 2/14) e nessun'altra ha sopperito. Meritava più minuti Zanda, relegata a 6' scarsi con 0/1 al tiro? Well, forse sì, dopo una G4 ben giocata; ma una G5 è una corrida riservata solo ai toreri principali con scampoli per i comprimari. Certo, se Brondello per NY ha estratto la carta N.Sabally, la collega Reeve non è riuscita a fare altrettanto.
Il "derby" fra scledensi si risolve dunque in favore di Dojkic e a danno di Juhasz, la quale però ha giocato, seppure poco. La croata non ha messo mezzo piede in campo su 5 partite: pensa il supplizio per Schio, dover fare a meno di una giocatrice che fa flanella sulla panca in America. :cry:

Codazzo polemico: la coach minnesotiana Reeve (che curiosamente nel giro di 2 mesi ha vinto l’oro olimpico per il rotto della cuffia e perso il titolo Wnba sempre per il rotto), in conferenza stampa tuona: “Ce l’hanno rubata, a parti invertite non l’avrebbero fischiato”. Ci mancava solo che evocasse la “sudditanza psicologica nei confronti delle big” e sembrava il calcio italiano. :wacko:
In effetti, al di là della chiamata cruciale, c’è un dato imbarazzante di 8 tiri liberi concessi a Minnesota in 45 minuti (contro 23 per NY, dato nella norma). Peccato: la stagione dei sogni e dei miracoli meritava un finale più limpido.
La finale ha totalizzato qualcosa come 92.000 spettatori nelle due arene (cioè sui 18.000 abbondanti di media) e gli ascolti tv più alti da 23 anni a questa parte, anche se inferiori a quelli delle due partite di playoff di Caitlin Clark e chiaramente non definibili come “oceanici”: nell'ordine le prime 4 gare (manca ancora il dato della quinta) hanno fatto registrare questi dati medi: 1,14 milioni; 1,3 milioni; 1,4 milioni; 1,7 milioni. Mentre fioccano anche cifre su aumenti siderali del merchandising. Ma al di là dei numeri c'è stata la sensazione, finalmente, che la Wnba non sia più roba per quattro fissati, ma almeno per sei o sette. Gratificante. :B): E la controversia arbitrale dopo quelle su Clark che hanno spaccato l'opinione pubblica? Well, diciamo solo che il peggior nemico di una lega sportiva è l'indifferenza, non le controversie, almeno finché queste non diventano distruttive.

Aggiornamento: l'audience tv di gara-5 è risultata di 2,15 milioni di spettatori, il massimo dato Wnba dal 1999; in totale la serie finale ha fatto registrare 1,57 di media, ovvero +115% dallo scorso anno.


domenica 20 ottobre 2024

Gottardi replica alle accuse sul suo post contro la pallavolo

Silvia Gottardi replica alle reazioni suscitate dal suo ormai famosissimo scritto sul blog (da notare come dica il contrario dell'utente Duepuntozero riguardo al "traino" dei grandi campioni per le proprie discipline, mentre dice la stessa cosa del medesimo utente a proposito dell'idea di femminilità che impera in Italia):


Calma, calma, calma!

Mi dispiace molto che le pallavoliste se la siano presa in questo modo, forse perché non sono stata abbastanza chiara a far capire che la mia critica era rivolta a chi gestisce in maniera non sempre impeccabile la pallacanestro femminile italiana. È il segreto di pulcinella che noi giocatrici di altri sport (basket, calcio, rugby, pallanuoto) le vediamo un po’ come delle fighette, perché non prendono botte ed hanno le mollette colorate. Non è neppure una mia invenzione il fatto che a giocare a pallavolo si fa meno fatica che a giocare a basket, come del resto a giocare a basket si fa meno fatica che a giocare a calcio, a fare un incontro di box o correre una maratona (vedete tabella sotto con il consumo calorico per ora, calcolato in base al mio peso corporeo su mypersonaltrainer.it e dietaferrea.com). Questo nulla toglie all’impegno, alla costanza e al lavoro delle pallavoliste, soprattutto le italiane che sono così talentuose e vincenti… A me piace e seguo ogni sport, ma lasciatemi fare anche un po' di ironia.

Una maggior visibilità genera senza dubbio maggior consapevolezza nel pubblico, che genera a sua volta partecipazione. Vi ricordate Alberto Tomba e il boom dello sci negli anni ’90 oppure Pantani e la corsa all’acquisto della bicicletta? Ecco, questo intendevo! Certo le donne del volley sono state molto brave a vincere (e provocazione a parte è ovvio che me ne rallegro come faccio con qualsiasi squadra porti sul petto la scritta ITALIA), ma è chiaro (almeno per chi riesce a ragionare), che questo sposta l’attenzione lontano da altri sport, per esempio dalla pallacanestro femminile. Tra l’altro, qualcuno di voi pallavolisti sa che lo scorso anno c’erano gli Europei di basket femminile e che per una partita siamo state fuori dai Mondiali con una squadra giovane e tutta ricostruita? Immagino di no!

Secondo l’educato Andrea (uno sconosciuto che mi ha riempita di insulti via mail) non c’è competizione tra basket e volley a livello di iscrizioni delle bambine, e condivido il suo punto di vista, sarebbe bello se non ci fosse. La realtà però è ben diversa. È notorio che a settembre comincia una guerra di reclutamento nelle scuole da parte delle Società Sportive (di ogni tipo di sport) per mette le mani sulle bambine più atletiche, più competitive e più alte. Andrea aggiunge, nella sua garbata disquisizione, che a sua volta il volley soffre la concorrenza della danza e dei reality tipo Amici, che toglie a loro molte ragazze (quindi quando parlavo di mollette e trucco forse qualche ragione ce l’avevo?).

Ecco, a proposito di mollette e trucco, l’anno scorso al parco con il cane, una signora (che sa che gioco a basket) mi ha chiesto se poteva farmi una foto per una sua amica che voleva iscrivere la figlia a pallavolo, mentre la figlia voleva fare basket. Dico: ok, ma perché la foto? Mi risponde: per far vedere che sei normale, che il basket non ti ha fatta diventare un maschiaccio. Mi sono lasciata fotografare ma già allora ho cominciato a pensarci su…

Non sarà che sia noi che le pallavoliste siamo vittime di un’idea distorta di femminilità tutta italiana? In Italia abbiamo le veline, abbiamo le donne sotto al tavolo di Teo Mammuccari, abbiamo vallette nude in ogni quiz, abbiamo che anche nello sport bisogna rispecchiare quell’idea lì di femminilità: un’idea che all’estero non esiste (vedi i già citati stadi pieni alle partite di calcio femminile e le 30.000 presenze alle partite di WNBA). Per questo, probabilmente, tante mamme e papà italiani preferiscono che le loro figlie giochino a pallavolo invece che a basket, perché rispecchia appunto i nostri canoni di femminilità. Uno sport di contatto sarà sempre e comunque più aggressivo e genererà sempre fisici più solidi perché devono essere pronti allo scontro con l’avversario: è un dato di fatto. Ma lo sport non dovrebbe però solo riguardare il gesto tecnico, l’atletismo, la tattica, lasciando fuori questioni come l’idea della femminilità? Ok, l’argomento è complesso e ci sarebbe da parlarne tanto…

Sarebbe sicuramente meglio e più utile, come mi hanno scritto in molti, unire le forze per rosicchiare un po’ di visibilità e pagine al calcio sulla Gazzetta, o qualche minuto alla Domenica Sportiva… Se non fosse altro perché guardare la moviola per 3 ore è di una noia mortale.

Comunque ragazzi, la grande lezione che ho ricevuto da questa storia, è la scoperta che ci sono due tipi di persone al mondo: quelle normali con cui si può fare una discussione intelligente e costruttiva (e che capiscono cosa sia l’ironia), e i pazzi che nel giorno del funerale di tua mamma ti scrivono su twitter che fai schifo e ti augurano la morte. Questo va al di là dell’essere o meno sportivi. Questo è sintomo di squilibri psichici che trovano voce sul web... Vero signorina “Ti porto via con me” @Sofy14Sofy ?

Grazie a tutti i pallavolisti che hanno invece avuto rispetto del mio dolore immenso e che hanno aspettato a insultarmi.

Ora potete riprendere a farlo!

sabato 19 ottobre 2024

Coppe europee: gran Venezia, cedono alla distanza Schio e Campo, raid belgi Geas e Sassari

 Eurolega
- Miskolc-Schio. Calo fatale alla distanza per le scledensi, ovviamente sempre prive di Juhasz e Dojkic, più una Laksa non al 100%. Inizio gagliardo per le suddite di Cestaro, che come già nella scorsa partita hanno Salaun e Keys come punte più ficcanti. Rapidamente il vantaggio sale a +10. Un'"avemaria" a bersaglio da 3 allo scadere per le magiare è un primo segnale d'inversione ditendenza; tuttavia Schio riesce ad andare all'intervallo ancora in vantaggio (29-32).
Cambia tutto nella ripresa, con un doppia crisi, offensiva e difensiva, per il Famila, che concede troppe volte a Miskolc di arrivare fino al ferro, sia con le esterne sia con le lunghe (alla fine 62% da 2 per le ungare), e in attacco non piglia più pesci: parziale di 16-3 nei primi 7'30" del 3° quarto. Mette una pezza Verona con una tripla allo scadere. Ma nell'ultimo quarto Miskolc scappa subito via e quando Schio reagisce è ormai tardi per ricucire (70-63).
Kanyasi e Jovanovic con 17 punti le top scorer magiare; importante anche la stazza del centrone serbo-francese Tadic, nel ruolo più scoperto per le scledensi. Le quali hanno 19 da Salaun e 16 da Keys, ma nessuna è riuscita a prendere in mano la squadra nel frangente dello sbando.

- Venezia-Valencia. Gran partita e gran vittoria per la Reyer. Rivincita, se vogliamo, della famosa finale di EuroCup del 2021, persa di un punto. Ma è... laguna passata, ormai. :blink: Questa Umana continua a piacere e a vincere. Dinnanzi a 1386 spettatori e alle immense folle televisive di RaiSport, l'andamento ricalca quello di Miskolc-Schio, ovvero con la compagine ospite che pare padrona del campo nel 1° quarto (6-19 al 5', 14-25 al 10'). Il quintetto iniziale di Valencia è chirurgico, la difesa orogranata assiste allo show. Ma ha il merito di non forzare i tempi della risalita, aspettando che la marea avversaria scemi per far salire la propria. Così avviene già nel 2° periodo, prima con Kuier, poi con Villa, Berkani, Cubaj a guidare la ricucitura a meno 3 già a metà frazione, anche se Valencia conserva quel mini-margine all'intervallo (36-39).
Il 3° periodo è quello della svolta. In principio Valencia rilancia la sua fuga sino a +9 (38-47). Ma da lì iniziano 5 minuti (e rotti) di assoluta estasi veneziana e confusione iberica. Stankovic col suo mancino dal gomito; Kuier con un libero; Smalls in entrata; Berkani in arresto e tiro, per una prima scossa. Poi un'altra spallata con Villa e Cubaj che segnano due canestri difficili con l'aiuto del ferro (aggancio, 49-49). Poi una pennellata d'artista di Berkani, una tripla incredibile dall'angolo, buttandosi fuori dal campo e sparando una parabola a campanile che sembra a casaccio, e invece s'insacca. La francese però nel ricadere si becca una storta alla caviglia che la costringe a uscire, per fortuna (o per minor sfortuna) solo temporaneamente.
L'uscita di Berkani non frena l'impeto veneziano, che si completa con una tripla di Pan e un'entrata di Smalls. Se si rileggono le autrici dei canestri di questo parzialissimo di 19-4 (57-51), si nota che è stato un perfetto lavoro di squadra.
Valencia prova a riprendere per le unghie la disfida; si riporta a meno 3 all'inizio dell'ultimo quarto; ma da 59-56 arriva un'altra spallatissima da 10-0 per Venezia, cui dà avvio la recuperata Berkani, poi Stankovic, poi Pan con un'altra tripla, poi Kuier: 69-56 a -4'30" e giochi fatti; finisce 75-67.
Berkani 18 punti con 3/7 da 2 e 4/7 da 3; Kuier 14; Pan 11; Cubaj 10; Villa e Stankovic 8. Per Valencia 15 del toro Iagupova, 12 della supertorre Hatar, di Casas e di Fingall. Ma la chiave della partita è la maggior armonia di rendimento fra quintetto e panchina per la Reyer: Valencia invece dominava all'inizio con le titolari, poi quando ha fatto il giro di cambi (e forse li ha utilizzati troppo) è vistosamente calata, con Torrens ahinoi declinante, Romero, Mavunga e l'ex ragusana Vitola incolori, mentre Mazzon ha iniettato benzina dalla panca con le varie Berkani, Pan e Cubaj.

EuroCup
- Girona-Campobasso. Partita di alto livello. Le molisane fanno ampiamente la loro parte; non completano l'opera perché manca quel pizzico di tenuta tecnica e mentale su 40 minuti tiratissimi, che una debuttante in Europa paga rispetto a chi è più avvezzo a certe battaglie. Bel 2° quarto di Campo, che va all'intervallo sul +5. Poi equilibrio sino alla metà dell'ultimo quarto, quando Girona sente l'aria del momento decisivo e piazza un 11-0 tagliagola. Finisce 74-66. Morrison e Kunaiyi 17 per quelle della pasta; Bibby 21 e Hristova 18 per Girona, che ha avuto un micidiale 10/25 da 3.

- Namur-Geas. Le sestesi vincono in Europa dopo 45 anni. Partita già indirizzata nel 1° quarto (8-20), poi Makurat scatenata nel secondo parzialone (+21 al 15'), micro-risveglio belga ma nel 3° quarto il Geas dilaga definitivamente (43-78 il finale). Makurat 23, Gustavsson 13. Avversario modesto ma prestazione buona.

- Mechelen-Sassari. Altro blitz belga per le nostre. C'è da combattere di più, in questo caso. All'intervallo +2 per le nuragiche, che poi però allungano bene fra 3° e 4° quarto (+17 a 5' dalla fine); 60-76 il conclusivo. Taylor 24 punti, Pastrello 13. Non bastano 21+24 rimba di Reese (solo omonima dell'arcinota Angel).

mercoledì 16 ottobre 2024

A1: viva le italiane di Derthona. Rimonta anche per Brixia. Sfida-salvezza a Faenza. Schiaccia Pallas

- La grande utopia di Derthona. Nell'A1 delle 4 straniere più oriunde, formate, assimilate eccetera (che a qualcuno non bastano: vorrebbero la liberalizzazione totale), vincere in trasferta, contro una delle squadre considerate più forti, segnando 80 punti con le italiane, è eresia pura e assoluta. Eppure è successo domenica a Sesto, teatro solo per l'occasione (dalla prossima scatta la delocation a Cinisello) del debutto casalingo stagionale del Geas. Che affrontava al completo una compagine tortonese priva delle due lunghe straniere, Coates e Premasunac.

L'unica chance per il team di Cutugno era puntare tutto sulle esterne, impostando un gioco di aggressività sul perimetro e ripartenze veloci. La strategia è sorretta dalla giornata d'ispirazione di tutto il pacchetto, in particolare Attura e l'ex di turno Dotto, ficcantissime in attacco, ma anche una velenosa Melchiori con i suoi recuperi e contropiedi, e il contributo di Marangoni. In ala evoluisce con molta intraprendenza un'altra ex, Penna. Mentre sotto canestro si arrangiano, con umiltà ma anche più che dignitosa tenuta, Arado e Gatti. Non basta, ovviamente, a impedire che il Geas spadroneggi a rimbalzo e vada a canestro con un certo agio da dentro l'area; ma in compenso c'è la pletora di palle rubate da Derthona a equilibrare la sbilancia.
In sostanza il Geas comanda sì, fin dall'inizio, ma non si scrolla le avversarie dal groppone (44-41 al 20'). Nella ripresa sembra però che, alla lunga, la resistenza tortonese sia sul punto di cedere (67-57 al 30'), finché, dopo un gran crepitare di triple da entrambe le parti, sembra arrivare la fuga definitiva per le rossonere (80-67 a 5' dalla fine).
Succede invece l'inopinato, e cioè che Derthona infila un canestro dopo l'altro (Attura su tutte), non senza colpe della difesa di casa; e l'attacco geassino va in tilt prolungato: palle perse che fioccano, sia dal palleggio sia una di Moore sotto canestro. Attura firma il clamoroso pareggio a -2'20" (80-80). Finalmente il Geas risponde con un assist acrobatico di Orsili per Moore (82-80), e poco dopo Gwathmey ha una tripla con metri di spazio per chiudere i conti, ma non va. Ed è un po' l'emblema delle difficoltà della portoricana in questo periodo. A punire la chance fallita dalle Zanottiane è Penna con l'arresto e tiro del pareggio (82-82) a -50".
Brutta costruzione, poi, del Geas che porta Trucco a dover forzare sullo scadere dei 24": non va. Palla a Derthona che tiene palla con Dotto, la quale poi va in percussione verso centro area, s'arresta, sbaglia ma Arado è lesta sul rimbalzo. Va su per tirare. Moore la stoppa; secondo gli arbitri fallosamente. :o: Non mi pare che ci siano state proteste eccessive, ma è difficile valutare, in assenza di… Instant replays ad alta definizione).
Fatto sta che la giovane “Ary Ara” va in lunetta con 1 secondo e 9 decimi sul cronografo. Esegue tutto molto bene: dentro il primo libero, pulito; sbaglia apposta il secondo (e a differenza della povera Giacchetti agli ultimi Europei U18, sa come si deve fare…), per cui rimbalzo lungo e c’è tempo solo per un’avemaria improbabile del Geas.
Colpaccio 82-83 per Derthona, prima vittoria in A1 in modo decisamente memorabile. Curiosamente, il Geas subisce la seconda beffa casalinga consecutiva al PalaNat, a distanza di 5 mesi e mezzo l'una dall'altra (parliamo ovviamente della famosa G2 con Campobasso con la tripla-miracolo di Kacerik).
Attura fa 21 punti con 9/16 dal campo; Penna 16 anche se con 6/17; Dotto 15 con 6/12. Derthona chiude col 51% da 2 e il 50% da 3, brava lei ma ovvio deficit difensivo Geas. Il quale ha Moore con 19, Orsili 16, Spreafico 15; fa il 56% da e prende 40 rimbalzi contro 24 ma perde 22 palloni contro 11. Per gli amanti delle cifre, è raro perdere una partita con un +19 nella valutazione di squadra (100-81), il che dà l’idea dell’anomalia del risultato.

- L'altro rimontone di giornata è quello di Brescia su Sassari. E anche in questo caso c'erano assenze per chi ha vinto, nella fattispecie Yurkevichus e Tassinari (quest'ultima, però, s'apprenderà poi essere in uscita dal roster). Rispetto al pessimo esordio con Faenza, però, rientrava Johnson e si è inserita Togliani. Nei primi due quarti domina Sassari, con un buon bilanciamento di soluzioni, guadagnando tiri liberi con le iniziative in area ecc., mentre Brescia sembra impagliata, aggrappandosi quasi solo a Tagliamento per non affondare totalmente; però meno 15 all'intervallo (23-38).
Cambia tutto nella ripresa, allorché Brescia schiera una zona 3-2 di fronte alla quale le nuragiche reagiscono nel modo peggiore, smettendo di attaccare l'area e legandosi mani e piedi alle triple. L'ultimo quarto è un assist ai teorici del tiro da 3 come rovina del basket contemporaneo: la Dinamo spara un orrendo 0/14 dall'arco:woot: orrendo sia nell'esecuzione ma anche concettualmente, perché 14 triple tentate in un quarto vuol dire non concepire altra idea che tentare la sorte dalla lunga distanza senza costruire nulla ("abbiamo costruito dei bei tiri aperti, purtroppo non sono entrati", si potrà obiettare, ma di fatto è una rinuncia a giocare).
Al contrario Brescia si mette a giocare bene, affidandosi di nuovo a Tagliamento nel 3° quarto, poi nell'ultimo con una pregevole alternanza di esecutrici (Nikolic, Ivanova, Estebas) con cui lima il distacco punto su punto; insomma si vede una squadra. Poi nel finale due triple-chiave di Johnson e Togliani procacciano il sorpasso. Nel frattempo Sassari continua con il suo spadellamento insensato dall'arco e finisce 64-58, ovvero 41-20 dopo l'intervallo.
Tagliamento mvp nitida, 20 punti con un geometrico 3/6 da 2, 3/6 da 3, 5/6 ai liberi, a indicare l'ottimo bilanciamento di soluzioni; ma anche 12 rimbalzi: come a dire, ha cantato e pure portato la croce. Carangelo e Taylor 14 ma le loro percentuali sono colate a picco.

- Nota a margine: in comune fra le due squadre che hanno incassato il rimontone c'è di essere reduci dalle fatiche di coppa. Il che senza dubbio può aver pesato, però... c'è modo e modo. Mi pare infatti che né Geas né Sassari abbiano accampato alibi al riguardo. :unsure:

- Faenza-Battipaglia: il primo slot televisivo della stagione italiana (risarcimento a patron Rossini che si era lamentato dell’oscuramento del suo. team lo scorso anno?) ci regala una partita apprezzabile sul piano agonistico e anche qualche giocata non male, anche se ovviamente in mezzo ai limiti di ambo le compagini. Debutta Parzenska e torna Fondren per Seletti; rientro di Smorto per le campane, prive però di Vojtulek. L’andamento vede le romagnole comandare quasi sempre, con vantaggi però mai in doppia cifra e il rischio di farsi beffare in volata. A 4’30” dalla fine infatti Batti è minacciosa sul 56-54; ma Reichert e Roumy confezionano canestri salvifici; non basta perché Cupido ha nelle mani la tripla del meno 2 nell’ultimo minuto ma non va. Finisce 62-54 con 27 di Reichert, mostruosamente concreta (11/16 da 2 + 21 rimba per 45 di valutazione) :ph34r: e 22 di Roumy, un po’ sfarfalleggiante (6/19) ma decisiva pure lei. Per Batti, che va a 0-5 in stagione (coppa compresa), non bastano 23 di Drake e 22 di Cupido.

Campobasso-Alpo: out Moriconi e Rosignoli per le venete, che a differenza di Derthona col Geas non riescono a fare di necessità virtù, seppure reggano dignitosamente. Il fatto è che le molisane in questo momento sono in gran forma, e a differenza dello scorso match con Derthona sono cattive fin da subito, sicché il match va in archivio presto (26-10 al 10’, 46-27 al 20’). Alla fine 75-53 con 19 di Scalia. Fin troppo tamburellamento da 3 per le molisane (12/38). Per Alpo 13 di Frustaci e 13 anche di una Spinelli che ha sciorinato una gamma di movimenti davvero notevoli (se son rose e non… spinelle, fioriranno). Ma il top della partita è stata la schiacciata in contropiede di Pallas Kunaiyi, anche se i puristi fanno notare che è stato forse più un appoggio dall'alto che una schiacciata al 100%. Direi però che la possiamo considerare tale, e comunque un gesto notevole.  :B): 

S. Martino-Schio: sarà una sensazione, ma sembra sempre la stessa solfa quando s’incontrano queste due compagini: le Lupe si sbattono, conducono per un po’ o comunque stanno aggrappate, poi c’è il sorpasso inesorabile e alla fine magari pure lo scarto severo. Così è pure stavolta, con SML (sempre senza Bickle e stavolta anche Del Pero; ovviamente di là ancora out Dojkic e Juhasz prigioniere di una Wnba interminabile…) che mena le danze fino all’intervallo (42-36) ma poi ecco la sverniciata scledense con un doppio 10-21 negli ultimi 2 quarti (62-78). Prima gran partita di Zanardi in maglia arancione (19 punti con 3/4 da 2, 3/6 da 3, 22 di valutazione) che fa tandem sopraffino con la venerabile Sottana (18 con 5/7 da 3). Per SML 21 di una D’Alie sempiterna, apprezzabili anche i 12 di Guarise.

- In A2 c'è già una micro-fuga a tre squadre nel girone Ovest: Sanga, Costa e Valdarno, nessuna delle quali inattesa. Chi manca all'appello tra le favorite è Broni, caduta banalmente contro una stoica La Spezia, che era all'osso per le assenze. Ma al prossimo turno c'è Broni-Milano che può rimescolare.
All'Est sono in 5 ad aver bissato il successo d'esordio; nel borsino di un girone ancora difficile da decifrare (a parte la certezza Udine, che peraltro ha sfacchinato con Ancona, ribaltando tutto con un 25-7 nel 4° periodo), salgono soprattutto le quotazioni di Ragusa e Mantova.