- La grande utopia di Derthona. Nell'A1 delle 4 straniere più oriunde, formate, assimilate eccetera (che a qualcuno non bastano: vorrebbero la liberalizzazione totale), vincere in trasferta, contro una delle squadre considerate più forti, segnando 80 punti con le italiane, è eresia pura e assoluta. Eppure è successo domenica a Sesto, teatro solo per l'occasione (dalla prossima scatta la delocation a Cinisello) del debutto casalingo stagionale del Geas. Che affrontava al completo una compagine tortonese priva delle due lunghe straniere, Coates e Premasunac.
L'unica chance per il team di Cutugno era puntare tutto sulle esterne, impostando un gioco di aggressività sul perimetro e ripartenze veloci. La strategia è sorretta dalla giornata d'ispirazione di tutto il pacchetto, in particolare Attura e l'ex di turno Dotto, ficcantissime in attacco, ma anche una velenosa Melchiori con i suoi recuperi e contropiedi, e il contributo di Marangoni. In ala evoluisce con molta intraprendenza un'altra ex, Penna. Mentre sotto canestro si arrangiano, con umiltà ma anche più che dignitosa tenuta, Arado e Gatti. Non basta, ovviamente, a impedire che il Geas spadroneggi a rimbalzo e vada a canestro con un certo agio da dentro l'area; ma in compenso c'è la pletora di palle rubate da Derthona a equilibrare la sbilancia.In sostanza il Geas comanda sì, fin dall'inizio, ma non si scrolla le avversarie dal groppone (44-41 al 20'). Nella ripresa sembra però che, alla lunga, la resistenza tortonese sia sul punto di cedere (67-57 al 30'), finché, dopo un gran crepitare di triple da entrambe le parti, sembra arrivare la fuga definitiva per le rossonere (80-67 a 5' dalla fine).
Succede invece l'inopinato, e cioè che Derthona infila un canestro dopo l'altro (Attura su tutte), non senza colpe della difesa di casa; e l'attacco geassino va in tilt prolungato: palle perse che fioccano, sia dal palleggio sia una di Moore sotto canestro. Attura firma il clamoroso pareggio a -2'20" (80-80). Finalmente il Geas risponde con un assist acrobatico di Orsili per Moore (82-80), e poco dopo Gwathmey ha una tripla con metri di spazio per chiudere i conti, ma non va. Ed è un po' l'emblema delle difficoltà della portoricana in questo periodo. A punire la chance fallita dalle Zanottiane è Penna con l'arresto e tiro del pareggio (82-82) a -50".
Brutta costruzione, poi, del Geas che porta Trucco a dover forzare sullo scadere dei 24": non va. Palla a Derthona che tiene palla con Dotto, la quale poi va in percussione verso centro area, s'arresta, sbaglia ma Arado è lesta sul rimbalzo. Va su per tirare. Moore la stoppa; secondo gli arbitri fallosamente.
Fatto sta che la giovane “Ary Ara” va in lunetta con 1 secondo e 9 decimi sul cronografo. Esegue tutto molto bene: dentro il primo libero, pulito; sbaglia apposta il secondo (e a differenza della povera Giacchetti agli ultimi Europei U18, sa come si deve fare…), per cui rimbalzo lungo e c’è tempo solo per un’avemaria improbabile del Geas.
Colpaccio 82-83 per Derthona, prima vittoria in A1 in modo decisamente memorabile. Curiosamente, il Geas subisce la seconda beffa casalinga consecutiva al PalaNat, a distanza di 5 mesi e mezzo l'una dall'altra (parliamo ovviamente della famosa G2 con Campobasso con la tripla-miracolo di Kacerik).
Attura fa 21 punti con 9/16 dal campo; Penna 16 anche se con 6/17; Dotto 15 con 6/12. Derthona chiude col 51% da 2 e il 50% da 3, brava lei ma ovvio deficit difensivo Geas. Il quale ha Moore con 19, Orsili 16, Spreafico 15; fa il 56% da e prende 40 rimbalzi contro 24 ma perde 22 palloni contro 11. Per gli amanti delle cifre, è raro perdere una partita con un +19 nella valutazione di squadra (100-81), il che dà l’idea dell’anomalia del risultato.
- L'altro rimontone di giornata è quello di Brescia su Sassari. E anche in questo caso c'erano assenze per chi ha vinto, nella fattispecie Yurkevichus e Tassinari (quest'ultima, però, s'apprenderà poi essere in uscita dal roster). Rispetto al pessimo esordio con Faenza, però, rientrava Johnson e si è inserita Togliani. Nei primi due quarti domina Sassari, con un buon bilanciamento di soluzioni, guadagnando tiri liberi con le iniziative in area ecc., mentre Brescia sembra impagliata, aggrappandosi quasi solo a Tagliamento per non affondare totalmente; però meno 15 all'intervallo (23-38).
Cambia tutto nella ripresa, allorché Brescia schiera una zona 3-2 di fronte alla quale le nuragiche reagiscono nel modo peggiore, smettendo di attaccare l'area e legandosi mani e piedi alle triple. L'ultimo quarto è un assist ai teorici del tiro da 3 come rovina del basket contemporaneo: la Dinamo spara un orrendo 0/14 dall'arco,
Al contrario Brescia si mette a giocare bene, affidandosi di nuovo a Tagliamento nel 3° quarto, poi nell'ultimo con una pregevole alternanza di esecutrici (Nikolic, Ivanova, Estebas) con cui lima il distacco punto su punto; insomma si vede una squadra. Poi nel finale due triple-chiave di Johnson e Togliani procacciano il sorpasso. Nel frattempo Sassari continua con il suo spadellamento insensato dall'arco e finisce 64-58, ovvero 41-20 dopo l'intervallo.
Tagliamento mvp nitida, 20 punti con un geometrico 3/6 da 2, 3/6 da 3, 5/6 ai liberi, a indicare l'ottimo bilanciamento di soluzioni; ma anche 12 rimbalzi: come a dire, ha cantato e pure portato la croce. Carangelo e Taylor 14 ma le loro percentuali sono colate a picco.
- Nota a margine: in comune fra le due squadre che hanno incassato il rimontone c'è di essere reduci dalle fatiche di coppa. Il che senza dubbio può aver pesato, però... c'è modo e modo. Mi pare infatti che né Geas né Sassari abbiano accampato alibi al riguardo.
- Faenza-Battipaglia: il primo slot televisivo della stagione italiana (risarcimento a patron Rossini che si era lamentato dell’oscuramento del suo. team lo scorso anno?) ci regala una partita apprezzabile sul piano agonistico e anche qualche giocata non male, anche se ovviamente in mezzo ai limiti di ambo le compagini. Debutta Parzenska e torna Fondren per Seletti; rientro di Smorto per le campane, prive però di Vojtulek. L’andamento vede le romagnole comandare quasi sempre, con vantaggi però mai in doppia cifra e il rischio di farsi beffare in volata. A 4’30” dalla fine infatti Batti è minacciosa sul 56-54; ma Reichert e Roumy confezionano canestri salvifici; non basta perché Cupido ha nelle mani la tripla del meno 2 nell’ultimo minuto ma non va. Finisce 62-54 con 27 di Reichert, mostruosamente concreta (11/16 da 2 + 21 rimba per 45 di valutazione)
- Campobasso-Alpo: out Moriconi e Rosignoli per le venete, che a differenza di Derthona col Geas non riescono a fare di necessità virtù, seppure reggano dignitosamente. Il fatto è che le molisane in questo momento sono in gran forma, e a differenza dello scorso match con Derthona sono cattive fin da subito, sicché il match va in archivio presto (26-10 al 10’, 46-27 al 20’). Alla fine 75-53 con 19 di Scalia. Fin troppo tamburellamento da 3 per le molisane (12/38). Per Alpo 13 di Frustaci e 13 anche di una Spinelli che ha sciorinato una gamma di movimenti davvero notevoli (se son rose e non… spinelle, fioriranno). Ma il top della partita è stata la schiacciata in contropiede di Pallas Kunaiyi, anche se i puristi fanno notare che è stato forse più un appoggio dall'alto che una schiacciata al 100%. Direi però che la possiamo considerare tale, e comunque un gesto notevole. :B):
- S. Martino-Schio: sarà una sensazione, ma sembra sempre la stessa solfa quando s’incontrano queste due compagini: le Lupe si sbattono, conducono per un po’ o comunque stanno aggrappate, poi c’è il sorpasso inesorabile e alla fine magari pure lo scarto severo. Così è pure stavolta, con SML (sempre senza Bickle e stavolta anche Del Pero; ovviamente di là ancora out Dojkic e Juhasz prigioniere di una Wnba interminabile…) che mena le danze fino all’intervallo (42-36) ma poi ecco la sverniciata scledense con un doppio 10-21 negli ultimi 2 quarti (62-78). Prima gran partita di Zanardi in maglia arancione (19 punti con 3/4 da 2, 3/6 da 3, 22 di valutazione) che fa tandem sopraffino con la venerabile Sottana (18 con 5/7 da 3). Per SML 21 di una D’Alie sempiterna, apprezzabili anche i 12 di Guarise.
- In A2 c'è già una micro-fuga a tre squadre nel girone Ovest: Sanga, Costa e Valdarno, nessuna delle quali inattesa. Chi manca all'appello tra le favorite è Broni, caduta banalmente contro una stoica La Spezia, che era all'osso per le assenze. Ma al prossimo turno c'è Broni-Milano che può rimescolare.
All'Est sono in 5 ad aver bissato il successo d'esordio; nel borsino di un girone ancora difficile da decifrare (a parte la certezza Udine, che peraltro ha sfacchinato con Ancona, ribaltando tutto con un 25-7 nel 4° periodo), salgono soprattutto le quotazioni di Ragusa e Mantova.

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