mercoledì 9 ottobre 2024

A1: Campobasso e Geas soffrono ma passano; la festa di Alpo a Verona. Iniziata l'A2

 Seconda di A1: liquidiamo rapidi le 3 partite "tanti a pochi" per poter poi passare alle uniche due con sugo.


- Schio-Battipaglia. Come una gara di corsa tra una Lamborghini e una macchinina a pedali. 27-13 dopo un quarto, 82-50 dopo tre, 102-62 alla fine. Probabilmente Schio non aveva nemmeno troppa voglia d'infierire né di sciupare energie alla vigilia della prima d'Eurolega, ma tant'è, anche la meno forte delle sue 10 giocatrici (sempre uccelle di bosco Dojkic e Juhasz, impegolate fino in fondo con la Wnba; intanto è stata presa Hruscakova come tappabuchi) è più forte della migliore di Battipaglia. 23 punti di Laksa e 21 di Bestagno.

- Sassari-Faenza. Le romagnole erano reduci dall'impresa con Brescia, le sarde da una scoppola con Campobasso, ma qui s'invertono le parti ed è logico che Faenza non potesse fare ulteriori miracoli, senza Fondren, senza aver ancora rimpiazzato la fuggiasca Jackson e per giunta senza un apporto tangibile da Roumy, la quale dopo essersi guadagnata il soprannome di "Pippo Inzaghi" per il fiuto del canestro all'esordio, stavolta fa 4 punti con meno 7 di valuta. Le nuragiche chiudono i conti in fretta (27-11 al 10', 54-29 al 20', 92-65 alla fine) mettendo in mostra una gran Taylor (34 punti con 9/15 da 2, 3/4 da 3, 7/8 ai liberi, 8 rimba, 41 di valuta). Per le Selettiane, oltre a 18 di Reichert, interessanti in prospettiva i 16 di Turel.

- Alpo-Venezia. Non è stata priva d'interesse, anche se fin dalla palla a due si è intuito chi avrebbe vinto. Si è giocato al palasport grande di Verona, in una cornice forse superiore a ogni aspettativa (950 spettatori secondo il "live score" LBF, 1300 secondo le fonti societarie), comunque confortante anche se non sempre hai il richiamo dell'esordio dell'A1 e della visita delle campionesse d'Italia. Alpo è stata all'altezza, logicamente inferiore ma non umiliata. Lo scarto è salito nei primi 3 quarti sino a +20 e tale è rimasto alla fine (60-80). Esordio di Cubaj fresca reduce dall'America, terza scorer delle sue con 12 (Smalls 16 e Pan 15). Per Alpo ne fa 19 l'affidabile Mathias e 14 Frustaci. Peccato l'infortunio al "vino buono in botte piccola" Moriconi (tra l'altro a partita ormai defunta): caviglia, vedremo la prognosi.

- Eccoci alle due partite più incerte, concernenti Campobasso e Geas, la coppia che aspira alla seconda fila dietro le due inarrivabili. Entrambe hanno sofferto, anzi proprio rischiato di perdere, ma se la sono cavata. Senza scintillare ma quello importa relativamente ora. Le molisane avevano fatto miglior impressione contro Sassari. Stavolta, contro Derthona, pagano un'inopinata assenza dal campo per due quarti e rotti, accumulando subito un passivo in doppia cifra (22-10 al 10'), rappezzando a fatica un -12 all'intervallo, 43-31, dopo anche un -16, e sembrando non aver ricevuto la minima scossa dalla pausa lunga: 48-31 al 22'. Derthona gioca alla grande (per l'entusiasmo della neo-inaugurata Cittadella dello Sport tortonese) ma Campobasso non è lei. :o:
Fatto sta che, sprofondata in un pozzo nero di disperazione (va be', drammatizziamo), la compagine della pasta si trasforma e diventa padrona del campo. Rientra in partita con uno 0-11, che diventa meno 4 a fine 3° quarto, e mette la freccia con sorpasso in tromba a circa 4' dalla fine, allungando sino al 70-79.
Per la redenta Campobasso, 21+10 rimba con 37 di valuta per Kunaiyi; 20 di Ziemborska con 3/3 da 3, 13 per Scalia e Madera, quest'ultima al suo primo segnale interessante con la nuova divisa. Per l'apprezzabile Derthona, molto equilibrio con 6 giocatrici fra i 9 e gli 11 punti, anche se forse per fare i coperchi oltre alle pentole sarebbe servita qualcuna sopra le righe. Per giunta, nell'ultimo minuto, s'è infortunata Coates.

- Rischia ancora di più il Geas San Martino, peraltro campo mai facile anche se il valore delle Lupe, quasi del tutto rifatte nel roster, era tutto da scoprire (avendo saltato l'esordio); e in parte lo è tuttora, visto che non è ancora arrivata Bickle, impegolata in Wnba.
A differenza dell'andamento schizofrenico di Derthona-Campo, qui i margini per l'una o per l'altra sono sempre in singola cifra; parte meglio Sesto con un'incoraggiante Makurat (c'era anche l'esordio di Gustavsson dopo aver saltato Genova); poi S. Martino con la pressione intensa, stile-coach Piazza, mette in difficoltà la costruzione del gioco delle rossonere, più volte frastagliata da palle perse; inoltre in attacco le giallonere colpiscono bene in penetrazione. Sicché sono le Lupe a menare le danze dal 2° quarto in avanti, però mai oltre il +6; con questo stesso scarto si entra negli ultimi 4 minuti (57-51) e lì il Geas è bravo a riprendere la partita per i capelli, prima che le sfugga definitivamente. Soluzioni interne con Moore, Gustavsson, Gwathmey mentre S. Martino sparacchia male da 3 (un po' per fretta, un po' perché il Geas chiude meglio l'area); dall'arco segna invece Spreafico; S. Martino reagisce con un assist di D'Alie per Simon (canestro più aggiuntivo) per il 60-61; Conti mette un libero; Del Pero ha l'ultimo tiro ma prende il "palo" dall'angolo (si poteva far meglio sia come costruzione che come esecuzione).
Nessuna prova individuale eclatante; per il Geas 14 di Moore (sotto il suo standard), 13 di Makurat; per S. Martino 14 di Simon, da notare il 5/5 dell'ex di turno Gilli.

- E' iniziata l'A2. Il "campionato delle italiane", tradizionalmente, ma adesso un po' meno, vista la seconda straniera ammessa a tutti gli effetti (lo scorso anno era straniera + naturalizzata) e le straniere di formazione italiana che aumentano vieppiù. Ma tant'è, siamo un grande mondo unico, le differenze etniche scemano di significato. <_<
Per il resto è confermato, saggiamente, il solito format, con i due gironi da 14 che producono sia la stagione regolare della lunghezza migliore (26 giornate; di più sono troppe, di meno sono poche), sia la migliore suddivisione nella post-season (8 ai playoff, una scende diretta, 4 ai playout, solo una va in vacanza subito ed è comunque un obiettivo stimolante).
Si è già detto alla spicciolata nelle scorse settimane chi siano le favorite: Milano e Broni all'Ovest, con outsiders Valdarno e Costa; Udine all'Est, dove per me al momento non ci sono né altre favorite né outsiders chiare, ma una gran caldera di squadre apparentemente di livello simile: buono ma non eccelso. Fra queste la nobile auto-decaduta Ragusa, che si è presentata bene con un +29 su Bolzano: il ritorno di lusso Consolini detta legge con 22 punti.
Va notato che quasi tutte le squadre hanno cambiato molto, se non addirittura rifatto da cima a fondo il roster. Anche chi apparentemente poteva essere soddisfatto del gruppo della scorsa stagione. :unsure: Non so se questo si debba ai maneggi dei procuratori o a che altro, però colpisce questa instabilità degli organici, che ha più senso in A1 dove le squadre sono costruite intorno alle 4 straniere, le quali per natura si spostano ogni anno dove offrono di più. In A2 si capisce meno, ma così è.

Nella foto: il pubblico di Verona per Alpo-Venezia.

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