domenica 20 ottobre 2024

Gottardi replica alle accuse sul suo post contro la pallavolo

Silvia Gottardi replica alle reazioni suscitate dal suo ormai famosissimo scritto sul blog (da notare come dica il contrario dell'utente Duepuntozero riguardo al "traino" dei grandi campioni per le proprie discipline, mentre dice la stessa cosa del medesimo utente a proposito dell'idea di femminilità che impera in Italia):


Calma, calma, calma!

Mi dispiace molto che le pallavoliste se la siano presa in questo modo, forse perché non sono stata abbastanza chiara a far capire che la mia critica era rivolta a chi gestisce in maniera non sempre impeccabile la pallacanestro femminile italiana. È il segreto di pulcinella che noi giocatrici di altri sport (basket, calcio, rugby, pallanuoto) le vediamo un po’ come delle fighette, perché non prendono botte ed hanno le mollette colorate. Non è neppure una mia invenzione il fatto che a giocare a pallavolo si fa meno fatica che a giocare a basket, come del resto a giocare a basket si fa meno fatica che a giocare a calcio, a fare un incontro di box o correre una maratona (vedete tabella sotto con il consumo calorico per ora, calcolato in base al mio peso corporeo su mypersonaltrainer.it e dietaferrea.com). Questo nulla toglie all’impegno, alla costanza e al lavoro delle pallavoliste, soprattutto le italiane che sono così talentuose e vincenti… A me piace e seguo ogni sport, ma lasciatemi fare anche un po' di ironia.

Una maggior visibilità genera senza dubbio maggior consapevolezza nel pubblico, che genera a sua volta partecipazione. Vi ricordate Alberto Tomba e il boom dello sci negli anni ’90 oppure Pantani e la corsa all’acquisto della bicicletta? Ecco, questo intendevo! Certo le donne del volley sono state molto brave a vincere (e provocazione a parte è ovvio che me ne rallegro come faccio con qualsiasi squadra porti sul petto la scritta ITALIA), ma è chiaro (almeno per chi riesce a ragionare), che questo sposta l’attenzione lontano da altri sport, per esempio dalla pallacanestro femminile. Tra l’altro, qualcuno di voi pallavolisti sa che lo scorso anno c’erano gli Europei di basket femminile e che per una partita siamo state fuori dai Mondiali con una squadra giovane e tutta ricostruita? Immagino di no!

Secondo l’educato Andrea (uno sconosciuto che mi ha riempita di insulti via mail) non c’è competizione tra basket e volley a livello di iscrizioni delle bambine, e condivido il suo punto di vista, sarebbe bello se non ci fosse. La realtà però è ben diversa. È notorio che a settembre comincia una guerra di reclutamento nelle scuole da parte delle Società Sportive (di ogni tipo di sport) per mette le mani sulle bambine più atletiche, più competitive e più alte. Andrea aggiunge, nella sua garbata disquisizione, che a sua volta il volley soffre la concorrenza della danza e dei reality tipo Amici, che toglie a loro molte ragazze (quindi quando parlavo di mollette e trucco forse qualche ragione ce l’avevo?).

Ecco, a proposito di mollette e trucco, l’anno scorso al parco con il cane, una signora (che sa che gioco a basket) mi ha chiesto se poteva farmi una foto per una sua amica che voleva iscrivere la figlia a pallavolo, mentre la figlia voleva fare basket. Dico: ok, ma perché la foto? Mi risponde: per far vedere che sei normale, che il basket non ti ha fatta diventare un maschiaccio. Mi sono lasciata fotografare ma già allora ho cominciato a pensarci su…

Non sarà che sia noi che le pallavoliste siamo vittime di un’idea distorta di femminilità tutta italiana? In Italia abbiamo le veline, abbiamo le donne sotto al tavolo di Teo Mammuccari, abbiamo vallette nude in ogni quiz, abbiamo che anche nello sport bisogna rispecchiare quell’idea lì di femminilità: un’idea che all’estero non esiste (vedi i già citati stadi pieni alle partite di calcio femminile e le 30.000 presenze alle partite di WNBA). Per questo, probabilmente, tante mamme e papà italiani preferiscono che le loro figlie giochino a pallavolo invece che a basket, perché rispecchia appunto i nostri canoni di femminilità. Uno sport di contatto sarà sempre e comunque più aggressivo e genererà sempre fisici più solidi perché devono essere pronti allo scontro con l’avversario: è un dato di fatto. Ma lo sport non dovrebbe però solo riguardare il gesto tecnico, l’atletismo, la tattica, lasciando fuori questioni come l’idea della femminilità? Ok, l’argomento è complesso e ci sarebbe da parlarne tanto…

Sarebbe sicuramente meglio e più utile, come mi hanno scritto in molti, unire le forze per rosicchiare un po’ di visibilità e pagine al calcio sulla Gazzetta, o qualche minuto alla Domenica Sportiva… Se non fosse altro perché guardare la moviola per 3 ore è di una noia mortale.

Comunque ragazzi, la grande lezione che ho ricevuto da questa storia, è la scoperta che ci sono due tipi di persone al mondo: quelle normali con cui si può fare una discussione intelligente e costruttiva (e che capiscono cosa sia l’ironia), e i pazzi che nel giorno del funerale di tua mamma ti scrivono su twitter che fai schifo e ti augurano la morte. Questo va al di là dell’essere o meno sportivi. Questo è sintomo di squilibri psichici che trovano voce sul web... Vero signorina “Ti porto via con me” @Sofy14Sofy ?

Grazie a tutti i pallavolisti che hanno invece avuto rispetto del mio dolore immenso e che hanno aspettato a insultarmi.

Ora potete riprendere a farlo!

Nessun commento:

Posta un commento