martedì 22 ottobre 2024

Wnba (finali): New York campione, Minnesota s'arrende fra le polemiche dopo una serie epica

"E' successo di tutto" non è la solita frase fatta. Anzi, più di così era impossibile che succedesse, in una serie finale risolta al supplementare dell'ultima partita: rimonte, canestri sulla sirena realizzati e falliti, persino polemiche arbitrali di stampo quasi calcistico nostrano. New York campione, spezzando un tabù storico che la vedeva ancora vergine di titoli nonostante la militanza nella Lega fin dagli albori, quasi a confermare la dannazione che grava ancor più sul basket maschile di una città che ama profondamente questo sport ma non vince l'anello Nba dal 1973. Minnesota s'arrende con la sensazione, fondata o meno, di essere stata scippata del titolo.


- Inizio esplosivo della serie. In G1 le Liberty azzannano la partita con un 32-19 che esalta il parterre di stelle convenuto nell'assai trendy Brookyln insieme ad altre 18.000 anime. Mirabile però la tenacia con cui le Lynx rosicchiano punto su punto nei 3 quarti seguenti. New York tuttavia sembra chiuderla definitivamente quando vola sul +15 (81-66) a 5'20" dalla fine.
Difficile dire se sia stata più colpa delle Liberty o merito di Minnesota l'imponderabile sequenza che porta al ribaltone del secolo, 83-84 a 5" dalla fine dopo una stoccata magistrale (gioco da 4 punti) della solita Courtney Williams carica a pallettoni. Dopo il timeout palla prevedibilmente a Stewart che sbaglia in entrata ma in qualche modo lucra un fallo a rimbalzo. Trasforma solo un libero e si va all'overtime.
Riparte meglio Minnesota continuando l'inerzia del finale dei regolamentari. D'orgoglio New York la rappezza, da meno 4 al pareggio (93-93 a -28"). Assalto Lynx con Williams che viene stoppata da Stewart, ma la palla rimane alle ospiti che la mettono in buone mani: Collier colpisce in giro-e-tiro dai 4 metri. Ultima chance per NY ma stavolta Stewart sbaglia senza fallo. Colpo clamoroso quindi per Minnesota (93-95) grazie all'indemoniato trio Williams (23 con 9/18), McBride (22 con 6/11), Collier (21 con 10/16), ovvero 3 "ventelli" sopra il 50% dal campo. Per Zanda meno trippa: 0/2 al tiro in 10'.
Per le beffate, in evidenza Jonquel Jones (24 con 9/14 + 10 rimba), bene la tedesca Fiebich gran scoperta della stagione (17), troppi errori per Ionescu (19 ma con 8/26) e Stewart (18 con 6/21) che finiscono per zavorrare loro malgrado NY dopo l'inizio fiammeggiante.

G2 risulterà l'unica partita risolta in anticipo. New York è troppo incazzata per permettersi altri regali; Minnesota è forse paga di aver già violato il campo avverso e non si danna l'anima per controbattere la folata iniziale delle Liberty, che segna già l'esito, anche se serve poi un altro allungo nell'ultimo quarto per mettere il sigillo (80-66).
Stewart 21 punti (7/18) per NY che ne ha anche 20 da Laney-Hamilton, l'elemento solitamente più silenzioso fra le titolari, stavolta invece protagonista; anche 15 di Ionescu e 14 di Jones.
Per Minnesota nessuna in gran spolvero; sufficienti Collier (16), Williams (15) e Alanna Smith (14). Ancora anonima Zanda con 0/1 al tiro in 8'.

G3 torna a essere una da annali. Bruciante Minnesota in avvio (28-18 al 10'); paziente New York nel ricucire per poi mettere la freccia nel finale con uno 0-8 che la porta sul +4 a 55" alla fine. Reagiscono le Lynx con Carleton e Collier per il pareggio (77-77). Con 16" sul cronografo, palla a Ionescu, che fronteggia McBride, fa scorrere il tempo, sbilancia l'avversaria con un passo laterale e spara un capolavoro di tripla da 9 metri per la vittoria (77-80). Uno dei tiri più importanti nella storia delle finals, chiaramente.
Stewart mattatrice con 30 punti (9/20 dal campo, 10/10 ai liberi) + 11 rimba; 13 a testa per Jones, Fiebich e Ionescu.
Minnesota ha 22 dalla solita Collier, 19 da McBride, 14 da Carleton. Lavoro onesto per Zanda con 4 punti (2/2) in 8 minuti.

- Un altro thriller in G4. Equilibrio feroce nella prima metà (46-45 Minnesota) e ancora più estenuante nella seconda (64-63 al 30'), arrivando fino in fondo con tutto in bilico; a 3' dalla fine Minnesota s'illude di trovare il guizzo (+5) ma Fiebich accorcia con una tripla; risponde McBride pure lei dall'arco; contro-risponde Ionescu con un'entrata; e poco dopo Jonquel Jones fa canestro e fallo impattando tutto (80-80). Sequenza pazzesca.
Nell'ultimo minuto sbagliano tutte sinché Carleton a -2" guadagna un fallo a rimbalzo offensivo e trasforma i due liberi. Dopo il timeout Ionescu tenta il miracolo-bis come in G3, ma qui è da posizione quasi impossibile; se entra vale il titolo ma non va: 82-80.
Gran prova collettiva per Minnesota: tutto il quintetto in doppia cifra, con McBride a 19 e Williams a 15, mentre Collier è stata limitata a 14 con 4/10.
Per Zanda un ruolo utile, 6 punti in 16 minuti con 3/4 da 2, 0/2 da 3 e (peccato) 0/2 ai liberi + 4 rimb.
New York ha una splendida Jones (21 punti con 4/5 da 3 + 8 rimba), una Fiebich che ormai è più una conferma che una rivelazione (19), mentre sparacchiano sia Stewart (11 con 5/21) sia Ionescu (10 con 5/15).

- E quindi showdown decisivo con G5 il 20 ottobre a Brooklyn, come una finale secca.
Se nelle prime 4 gare né tensione né fatica avevano impedito ai due attacchi di viaggiare intorno agli 80 punti, stavolta è come se quelle zavorre gravassero all’improvviso nelle menti, nei garretti e nelle mani delle protagoniste. Ionescu demolisce i ferri a suon di errori; :woot: non molto meglio Stewart. Neanche la pur brava Fiebich è ispiratissima, per cui a salvare la ghirba di New York provvedono la sempre quadratissima Jones e il jolly a sorpresa Nyara Sabally dalla panchina.
Così le Liberty si rianimano dopo l’inizio a handicap (10-19 al 10’, 27-34 al 20’) e prendono il comando nel 3° quarto. Non basta perché nel finale pagano di nuovo i litigi col ferro delle loro superstars, e Minnesota ribalta da 58-54 a 58-60 con due canestri della mirabile Collier.
Manca un minuto. Stewart addirittura fa 0/2 ai liberi; doppio rimbalzo offensivo NY e due volte Ionescu sbaglia da 3 (esasperante). Palla a Minnesota per sigillare il titolo ma Collier stavolta sbaglia a -6”. Timeout, rimessa per Stewart, fin troppo prevedibile l’incursione verso l’area, peraltro viziata da un macroscopico passi di partenza; :angry: contatto con Alanna Smith e gli arbitri hanno una patacca bollente da gestire, perché l’urto c’è stato, ma veniale, e c’è di mezzo la sorte del titolo. Certo, fischiare passi di partenza o lasciar correre su questo contatto significava sfidare l'ira di 18.000 che avrebbero visto andare tutto a puttane. Sicché i "grigi" optano per chiamare fallo. Stewart stavolta non fallisce (60-60), ultima chance Minnesota ma McBride sbaglia da 3.
Nell’overtime le Lynx hanno fuso le batterie e NY porta a casa il titolo con un seppur stitico 7-2 (ovvero 67-62).
Le neo-campionesse hanno Jonquel Jones a 17 punti con un concretissimo 5/10 da 2 + 7/7 ai liberi; arraffa lei il titolo di mvp delle finali. Stewart arrabatta 13 punti con 4/15 dal campo ma pulisce le tabelle con 15 rimba; anche Fiebich pur imprecisa è nuovamente di pregio (13 con 4/11); tragica invece Ionescu (5 punti con 1/19 al tiro!) anche se il titolo fa passare in cavalleria la sua debacle personale.
Per Minnesota grandi Collier (22 con 11/23) e McBride (21 con 7/13) ma è mancato il fattore-Courtney Williams (4 con 2/14) e nessun'altra ha sopperito. Meritava più minuti Zanda, relegata a 6' scarsi con 0/1 al tiro? Well, forse sì, dopo una G4 ben giocata; ma una G5 è una corrida riservata solo ai toreri principali con scampoli per i comprimari. Certo, se Brondello per NY ha estratto la carta N.Sabally, la collega Reeve non è riuscita a fare altrettanto.
Il "derby" fra scledensi si risolve dunque in favore di Dojkic e a danno di Juhasz, la quale però ha giocato, seppure poco. La croata non ha messo mezzo piede in campo su 5 partite: pensa il supplizio per Schio, dover fare a meno di una giocatrice che fa flanella sulla panca in America. :cry:

Codazzo polemico: la coach minnesotiana Reeve (che curiosamente nel giro di 2 mesi ha vinto l’oro olimpico per il rotto della cuffia e perso il titolo Wnba sempre per il rotto), in conferenza stampa tuona: “Ce l’hanno rubata, a parti invertite non l’avrebbero fischiato”. Ci mancava solo che evocasse la “sudditanza psicologica nei confronti delle big” e sembrava il calcio italiano. :wacko:
In effetti, al di là della chiamata cruciale, c’è un dato imbarazzante di 8 tiri liberi concessi a Minnesota in 45 minuti (contro 23 per NY, dato nella norma). Peccato: la stagione dei sogni e dei miracoli meritava un finale più limpido.
La finale ha totalizzato qualcosa come 92.000 spettatori nelle due arene (cioè sui 18.000 abbondanti di media) e gli ascolti tv più alti da 23 anni a questa parte, anche se inferiori a quelli delle due partite di playoff di Caitlin Clark e chiaramente non definibili come “oceanici”: nell'ordine le prime 4 gare (manca ancora il dato della quinta) hanno fatto registrare questi dati medi: 1,14 milioni; 1,3 milioni; 1,4 milioni; 1,7 milioni. Mentre fioccano anche cifre su aumenti siderali del merchandising. Ma al di là dei numeri c'è stata la sensazione, finalmente, che la Wnba non sia più roba per quattro fissati, ma almeno per sei o sette. Gratificante. :B): E la controversia arbitrale dopo quelle su Clark che hanno spaccato l'opinione pubblica? Well, diciamo solo che il peggior nemico di una lega sportiva è l'indifferenza, non le controversie, almeno finché queste non diventano distruttive.

Aggiornamento: l'audience tv di gara-5 è risultata di 2,15 milioni di spettatori, il massimo dato Wnba dal 1999; in totale la serie finale ha fatto registrare 1,57 di media, ovvero +115% dallo scorso anno.


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