Eurolega
- Schio-Landes. Primo episodio della doppietta televisiva (troppa grazia, sant'Antonio, dopo anni di magro e digiuno): partita che dopo la fiammata iniziale scledense diventa un po' ingessata, con Schio che non riesce a chiuderla e Landes che risale ma mai del tutto. Dunque decisivo quel breakkone di 15-3 nella seconda parte del 1° quarto, da 7-7 a 22-10. Poi vantaggio stabile fino all'intervallo (34-22), con le francesi davvero in difficoltà a metter punti a referto.Nella ripresa si assottiglia il margine nel momento in cui le ospiti si sbloccano (50-43 al 30') ma tutto sommato non deve sudare troppe camicie Schio per respingere la rimonta, prima con la "supplente" Hruscakova, Salaun e André (58-45 al 33'), poi con Verona e di nuovo André (64-51 a -2'50"), dopo un frangente con molti più errori che marcature. Finale in calando per le arancioni, che incassano uno 0-9 senza però rischiare l'aggancio: sul +4 Schio gestisce palla, poi tira con Salaun verso lo scadere dei 24", sbaglia, ma recupera palla quasi subito con Keys, che intercetta il lancio avversario in contropiede; in ogni caso sarebbero mancati solo pochi secondi.
Finisce quindi 64-60, con Verona, André e una discontinua Laksa a 13, Salaun a 12 (buona distribuzione, nessuna in serata esaltante); per Landes Djaldi-Tobdi a 19, Geiselsoder a 15, mentre la "stellina" 2004 Lacan stecca (0 con 0/7).
Schio sale a 2-1 di bilancio. Ma il suo problema è che adesso, col ritorno di Juhasz e Dojkic dall'America (con le terga un po' squadrate dalla molta panchina collezionata nei playoffs Wnba, soprattutto la croata; ma è un dettaglio), andranno ricostruiti gli equilibri del gioco collettivo, anche se l'ungherese non ci metterà molto a riprendere da dove aveva lasciato lo scorso anno. Inutile dire, però, che è meglio avere quelle due che non averle, per quanto non siano la risposta alla carenza di un centro d'impatto.
- Venezia-Praga. Osti che legnata.
Anche Venezia ora è 2-1 ma rispetto a Schio, che sta per inserire due top players (sia pur con le incognite che abbiamo detto), ha meno margini di crescita.
EuroCup
- Sassari-Sosnowiec. Primo stop per le nuragiche, squadra decisamente quadrata o anche cubica. E' un girone tosto, considerando che c'è pure Riga, mentre in media le squadre buone sono un paio per gruppo. La partita si guasta irreversibilmente per la Dinamo nel 2° quarto, per via di un parzialaccio disastroso di 2-20 che porta a un meno 18 all'intervallo; da quel fosso la risalita è solo parziale e peraltro tardiva (ancora meno 15 a fine 3° quarto, meno 14 a un paio di minuti dal termine). Aver ricucito fino a 62-70 potrebbe tornare utile alla fine dei conti. Taylor 19 punti ma 5/15; non male Pastrello; solo 5 punti però Carangelo.
- Erevan-Campobasso. L'interminabile trasferta armena, senza Kacerik, Quinonez e Giacchetti, vede le molisane frolle in difesa per due quarti, ma comunque avanti col minimo scarto dopo una santabarbara da ambo i fronti (50-51). Poi le armene mostrano la corda e crollano di schianto (71-99). Madera 22 con 9/12, Trimboli 18+8 rimba e 6 assist, Scalia 17: possiamo dire "trio italico" vista la fresca convocazione dell'americana che la renderà nostra compatriota cestistica.
- Geas-Benfica. Scontro diretto per il 2° posto: le sestesi (pur prive di Barberis e Trucco) lo dominano da capo a coda, demolendo subito una compagine lusitana troppo leggera in tutti i ruoli (l'ex bolzanina Ovner costretta a giostrare da centro col suo 1.80, ma anche nelle esterne c'era inferiorità fisica). Se due settimane prima, col Besiktas, le Zanottiane avevano collezionato 4 miseri punti nel 1° quarto, stavolta ne stampano addirittura 33, di cui 20 di un'indemoniata Makurat, che chiude con trentello tondo. In evidenza anche Moore e Gwathmey, mentre Spreafico e Conti distillano le due perle di serata con triple sulla sirena (di cui abbiamo segnalato il video) del 2° e ultimo quarto. Il 92-58 vale un'ipoteca sul 2° posto.
Curiosamente anche le 3 italiche d'EuroCup sono a 2-1 di bilancio. Qualificazione alla portata per tutte ma Sassari dovrà stare attenta a Riga, mentre Campobasso a Pecs. Peraltro si può passare anche fra le migliori quattro terze. Il Geas ha la strada più spianata, visto che né Namur né Benfica paiono alla sua altezza.
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