sabato 26 ottobre 2024

Coppe europee: regge Schio, legnata Venezia, galoppi Geas-Campo, blackout Sassari

Eurolega

- Schio-Landes. Primo episodio della doppietta televisiva (troppa grazia, sant'Antonio, dopo anni di magro e digiuno): partita che dopo la fiammata iniziale scledense diventa un po' ingessata, con Schio che non riesce a chiuderla e Landes che risale ma mai del tutto. Dunque decisivo quel breakkone di 15-3 nella seconda parte del 1° quarto, da 7-7 a 22-10. Poi vantaggio stabile fino all'intervallo (34-22), con le francesi davvero in difficoltà a metter punti a referto.
Nella ripresa si assottiglia il margine nel momento in cui le ospiti si sbloccano (50-43 al 30') ma tutto sommato non deve sudare troppe camicie Schio per respingere la rimonta, prima con la "supplente" Hruscakova, Salaun e André (58-45 al 33'), poi con Verona e di nuovo André (64-51 a -2'50"), dopo un frangente con molti più errori che marcature. Finale in calando per le arancioni, che incassano uno 0-9 senza però rischiare l'aggancio: sul +4 Schio gestisce palla, poi tira con Salaun verso lo scadere dei 24", sbaglia, ma recupera palla quasi subito con Keys, che intercetta il lancio avversario in contropiede; in ogni caso sarebbero mancati solo pochi secondi.
Finisce quindi 64-60, con Verona, André e una discontinua Laksa a 13, Salaun a 12 (buona distribuzione, nessuna in serata esaltante); per Landes Djaldi-Tobdi a 19, Geiselsoder a 15, mentre la "stellina" 2004 Lacan stecca (0 con 0/7).
Schio sale a 2-1 di bilancio. Ma il suo problema è che adesso, col ritorno di Juhasz e Dojkic dall'America (con le terga un po' squadrate dalla molta panchina collezionata nei playoffs Wnba, soprattutto la croata; ma è un dettaglio), andranno ricostruiti gli equilibri del gioco collettivo, anche se l'ungherese non ci metterà molto a riprendere da dove aveva lasciato lo scorso anno. Inutile dire, però, che è meglio avere quelle due che non averle, per quanto non siano la risposta alla carenza di un centro d'impatto. -_-

- Venezia-Praga. Osti che legnata. :blink: Venti punti di scarto in casa, con una sensazione d'impotenza, erano difficili da immaginare per questa Reyer dominante d'inizio stagione, imbattuta sul fronte europeo come su quello italico. Ma Praga fa intuire che la distanza col vertice assoluto del continente sia ancora nitida per le lagunari. Perché il "tostone" incassato al Taliercio non è parso frutto di un'occasionale serataccia di Kuier e compagne, per quanto non brillanti. No, semplicemente il carro armato ceco è entrato in piazza San Marco e l'ha rasa al suolo con un muro difensivo feroce, una precisione killer da 3 (ma usata con parsimonia, solo come alternativa alla percussione ravvicinata) e una puntualità micidiale nel collezionare tiri liberi e trasformarli. L'arbitraggio senza dubbio non ha aiutato Venezia (5 liberi a favore contro 23) ma, pur considerando qualche chiamata ingiusta a sfavore, la sperequazione si deve in gran parte al divario nella fisicità e nella durezza d'approccio. In tale contesto tattico, faticano alcune veneziane importanti che però giostrano più di fioretto che di spada, segnatamente Villa (4 punti in 15' con solo 5 tiri), Berkani (6 con 2/11) e Stankovic. Scampano alla tonnara Kuier per la sua classe superiore (16 punti ma 6/15), Cubaj perché è una guerriera e ha i muscoli (12 con 5/9), qualche guizzo di Fassina ma non era lei a poter incidere sull'andamento, né il buon 10/25 da 3 delle Mazzoniane, a fronte di un sofferto 16/41 da 2, mentre Praga ha stampato un rotondo 50% da sotto e dalla lunga, oltre alla già citata messe di tiri liberi.
Anche Venezia ora è 2-1 ma rispetto a Schio, che sta per inserire due top players (sia pur con le incognite che abbiamo detto), ha meno margini di crescita.

EuroCup
- Sassari-Sosnowiec. Primo stop per le nuragiche, squadra decisamente quadrata o anche cubica. E' un girone tosto, considerando che c'è pure Riga, mentre in media le squadre buone sono un paio per gruppo. La partita si guasta irreversibilmente per la Dinamo nel 2° quarto, per via di un parzialaccio disastroso di 2-20 che porta a un meno 18 all'intervallo; da quel fosso la risalita è solo parziale e peraltro tardiva (ancora meno 15 a fine 3° quarto, meno 14 a un paio di minuti dal termine). Aver ricucito fino a 62-70 potrebbe tornare utile alla fine dei conti. Taylor 19 punti ma 5/15; non male Pastrello; solo 5 punti però Carangelo.

- Erevan-Campobasso. L'interminabile trasferta armena, senza Kacerik, Quinonez e Giacchetti, vede le molisane frolle in difesa per due quarti, ma comunque avanti col minimo scarto dopo una santabarbara da ambo i fronti (50-51). Poi le armene mostrano la corda e crollano di schianto (71-99). Madera 22 con 9/12, Trimboli 18+8 rimba e 6 assist, Scalia 17: possiamo dire "trio italico" vista la fresca convocazione dell'americana che la renderà nostra compatriota cestistica.

- Geas-Benfica. Scontro diretto per il 2° posto: le sestesi (pur prive di Barberis e Trucco) lo dominano da capo a coda, demolendo subito una compagine lusitana troppo leggera in tutti i ruoli (l'ex bolzanina Ovner costretta a giostrare da centro col suo 1.80, ma anche nelle esterne c'era inferiorità fisica). Se due settimane prima, col Besiktas, le Zanottiane avevano collezionato 4 miseri punti nel 1° quarto, stavolta ne stampano addirittura 33, di cui 20 di un'indemoniata Makurat, che chiude con trentello tondo. In evidenza anche Moore e Gwathmey, mentre Spreafico e Conti distillano le due perle di serata con triple sulla sirena (di cui abbiamo segnalato il video) del 2° e ultimo quarto. Il 92-58 vale un'ipoteca sul 2° posto.

Curiosamente anche le 3 italiche d'EuroCup sono a 2-1 di bilancio. Qualificazione alla portata per tutte ma Sassari dovrà stare attenta a Riga, mentre Campobasso a Pecs. Peraltro si può passare anche fra le migliori quattro terze. Il Geas ha la strada più spianata, visto che né Namur né Benfica paiono alla sua altezza.

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