martedì 15 ottobre 2024

Coppe europee (2^parte) - Il Geas riaccende la sua storia europea ma non fa l'impresa col Besiktas

Eurocup (segue)

Geas-Besiktas. Per il ritorno del Geas nelle coppe dopo 45 anni (semifinale di Coppa Campioni 1979, l'anno dopo il trionfo), nonché della Lombardia dopo 21 (cioè era dalla Comense 2003 che nessun club longobardo partecipava alle coppe, altro che "locomotiva d'Italia"), era doveroso il viaggio nelle lande trafficate e informi di Castellanza, al confine tra le province di Varese e Milano, dove il club sestese ha trovato ospitalità per questo cimento europeo.
Ad aggiungere ulteriore richiamo era la visita di un club di blasone come il Besiktas, possente polisportiva istanbullota, finalista in carica in EuroCup, e reduce da una figura più che dignitosa in Supercoppa europea contro il Fenerbahce.

- A essere onesti, però, è stata una di quelle partite che non decollano mai: una squadra fa troppa fatica a segnare, l'altra viaggia sul "6 politico" controllando la situazione. L'inizio ultra-contratto del Geas in attacco ha segnato la gara: 2/22 dal campo nel 1° quarto, 4 punti segnati. Comprensibile la tensione al debutto europeo e contro la finalista in carica; però sono proprio le giocatrici-chiave, non certo prive di esperienza internazionale, a sbagliare di più, intendo ovviamente Gwathmey e Moore che finiranno con un 1/19 in coppia, più unico che raro. Se il Geas limita i danni è grazie all’apporto della panchina (quest’anno ha 10-giocatrici-10), con Orsili, Gustavsson e Spreafico meno “ghiacciate” delle titolari; grazie a un’apprezzabile combattività che frutta rimbalzi offensivi e recuperi; e anche grazie a una versione del Besiktas tutt’altro che scintillante, come già detto poc’anzi.

- Le turche, dopo il crac di Nika Muhl in Supercoppa e, credo, qualche arrivo ancora da attendere, hanno in sostanza 6 giocatrici più scampoli per manovalanza indigena. La dinamica Evans, l’ex veneziana Fagbenle e la mastodonte Hillsman fanno il loro, seppure con momenti di pausa; la lunga turca Bayram è una discreta gregaria ma si prende le poche briciole lasciate dalle altre; opaca l’inglese Winterburn rispetto alla versione frizzante che avevamo ammirato in finale di EuroCup quando era avversaria del Besiktas, con la maglia delle London Lions (così come Fagbenle), le quali hanno poi rinunciato alle coppe ’24/25 per problemi economici. C’è poi il play-guardia croato, di piccola taglia, Lazic, come cambio, piuttosto anonima nell’occasione.
Tutto ciò per dire che il Besiktas non affonda i colpi, sicché il Geas rimane in piedi nonostante il tappo al canestro. Tappo che però perdura, dopo un fuoco di paglia, per gran parte del 2° periodo, per cui si arriva a 11-27 dopo 17 minuti.

- A quel punto c’è finalmente una scintilla che scalda l’ambiente sin lì preda di una certa depressione: Spreafico segna da 3; Conti rifila uno stoppone notevole a Hillsman, arrivando in aiuto su un appoggio da sotto; sulla transizione ancora Sprea infila una tripla.
Però l’attimo propizio svanisce su una palla vagante che poteva essere un nuovo contropiede sestese e invece viene arpionata da Hillsman per il canestro da sotto. Si va all’intervallo sul 18-31, con un po’ di rimpianto per una tripla di Sprea allo scadere che entra ed esce.

- Insomma la sensazione è che la partita sia in salita ma non sepolta, a patto che i fuochi del Geas non siano di paglia. Il 3° quarto è interlocutorio: né riapre, né chiude. Dopo che Fagbenle e un guizzo di Bayram minacciano già i titoli di coda (24-39 al 24'), le straniere di Sesto, tranne Gwathmey che non ne azzecca una, danno qualche segnale di risveglio, soprattutto Makurat con due triple (curiosamente su rimbalzo in attacco del Geas dopo erroracci da sotto), quanto basta per riportarsi a meno 9 e palla in mano, contro un Besiktas fin troppo attendista. Fallite 3 occasioni sul meno 9, il Geas è ricacciato da una tripla di Evans, cui risponde però Orsili con 3 liberi. Si è sul 35-45 al 30’.

Evans è decisamente in cattedra in questo frangente: segna con aggiuntivo, poi scippa Spreafico e deposita il 38-52 a 7'30" dalla fine. Quando il Geas sciupa anche un aiutino avversario, sotto forma di un tecnico alla panchina turca non sfruttato, tutto sembra destinato a un finale piatto e mesto.
Invece ecco la scintilla tanto agognata: all'improvviso ecco la continuità offensiva per il Geas, che azzecca 4 azioni di fila: tripla di Conti, un contropiede e un'entrata di Makurat inframmezzate da un assist di Sprea per Gustavsson: totale 9 punti, mentre la difesa lavora bene e sembra davvero mettere in difficoltà il Besiktas. Ci si trova quindi sul 48-53 a -4'30" con l'onda tutta a favore per il Geas.
Ma anche stavolta non dura a lungo: il Besiktas non può più scherzare col fuoco, alza il volume in difesa, si sblocca con Hillsman, poi ancora un intercetto di Evans più contropiede, poi Evans con l'assist per Fagbenle. Sequenza chirurgica e tagliagambe (48-59 a 3' dalla fine), che lascia col dubbio che le turche sapessero di poter cambiare marcia a piacimento, e non si siano dannate l'anima se non quando era necessario.
Altrimenti la sintesi della partita è che un Geas spaccaferri (15/70 dal campo alla fine) e con le sue due migliori giocatrici in serata nera non è andato lontano da mettere paura al Besiktas, cioè una delle probabili pretendenti alla coppa.
Troppa filosofia. Sta di fatto che il parziale degli ultimi 4'30" è stato di 1-10, per un conclusivo di 49-63.
Si hanno 14 punti di Makurat e 12 di Spreafico per le sestesi; 19 di Evans, 17 di Fagbenle e 13 di Hillsman per le turche, o meglio per la solita multinazionale ottomana dove le indigene fanno tappezzeria (8 punti totali nell'occasione), anche se non è certo una novità.

- Nota finale sul pubblico. Con inguaribile e infondato ottimismo m'aspettavo di meglio. Ho avuto qualche sospetto quando, arrivando a pochi minuti dall'inizio, ho trovato posto nel parcheggio interno del palazzetto, che non è vastissimo; indice di una folla non strabocchevole. E infatti, diciamo così, qui l'effetto-Caitlin Clark non è ancora giunto... :huh: 200 spettatori, il dato ufficiale, dovrebbe essere giusto. Ma probabilmente non aveva senso aspettarsi di più. L'EuroCup richiama pubblici notevoli solo in una manciata di piazze, e difficilmente Sesto S. Giovanni sarebbe una di queste se si giocasse "in loco"; ancor più arduo in una Castellanza che risulta distare 38 km dal PalaNat sestese; tragitto oltretutto ipertrafficato, almeno nell'orario in cui bisogna percorrerlo per arrivarci (il giovedì fra le 19.30 e le 20.15, all'incirca).
C'è poi un annoso e irrisolvibile problema del femminile, almeno qui in Lombardia: che il vertice non attira più interesse della base. Vuol dire che può fare 200 spettatori una B, una C, a volte anche una Promozione; ma l'A1 e l'A2 fanno la stessa cifra. Perché non c'è una squadra in cui tutti s'identifichino al di là del campanile. In A1 hai la moltiplicazione delle spese ma non degli incassi. Per fare un esempio extra-Geas, ma limitrofo: il Sanga salendo in A1 lo scorso anno ha aumentato il pubblico, foss'anche di mezza unità? No, anzi forse ne ha perso, perché al di là dei risultati negativi c'era da spostarsi nella parte opposta della città rispetto al quartiere di radicamento; e a nessuno di chi segue le altre società cittadine è passato per la mente di identificarsi nella "squadra di Milano che gioca in A1" :angry: , come invece succede nel maschile nei confronti dell'Olimpia.
Tornando al Geas, l'abitudine di andare a vedere la partita anche in settimana per una coppa europea va creata da zero, oltretutto a 40 km da casa. Va fatto un applauso per il coraggio di cimentarsi nell'arengo continentale. Magari se si va avanti nella competizione l'interesse lieviterà, e in ogni caso non si può restare eternamente nell'orticello senza tentare qualcosa di più ambizioso, cosa che quest'anno la dirigenza sestese ha fatto.

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