- A mio parere Zandalasini sta andando finora senza infamia e senza lode (fermo restando che essere là è già un'eccellenza) ma sarà a fine stagione il momento dei consuntivi. La cosa da notare finora mi pare la flessione di Minnesota rispetto allo scorso anno, a meno che, come a volte capita ai campioni in carica, stia centellinando le energie in vista di fare sul serio poi.
- C'è da dire che, se non altro, quattro cristone giovani di 1.90-1.92 le abbiamo (beneficiando finalmente in modo significativo della società vieppiù multietnica, si potrebbe pure osservare). Non basta ancora ma in prospettiva è meglio di prima.
sabato 18 agosto 2018
sabato 28 luglio 2018
Torneo di Binzago (4) - conclusione
Oggi siamo usciti dal Mondiale U17. Ma debbo ancora riferire su com'è finita la Coppa del Mondo a squadre miste, ovvero il torneo di Binzago. Ero rimasto a prima dei quarti di finale.
In codesto round spiccavano soprattutto i 31 punti di Miciona Gatti in una pur sfortunata sconfitta della sua squadra; certo la centrona di Broni approfittava del vantaggio di stazza sulle dirette avversarie, ma sciorinava una varietà di movimenti, sia fronte sia spalle a canestro, oltre a una precisione a martello dalla lunetta, che lasciavano a bocca se non proprio aperta, giacché è una decina d'anni che viene al torneo, quantomeno socchiusa. Insieme a lei giocava bene Sara Canova ma, come detto, non bastava a prevalere.
Fuori la squadra di Gambarini in assenza della medesima; in un'altra partita Martina Baiardo e Angelica Tibè eliminavano i campioni in carica fra cui la migliore è stata la giovane Quaroni del Sanga.
In semifinale le suddette Baiardo e Tibè uscivano per mano della squadra di Silvia Bassani, Valeria Peretti (piemontese trapiantata a Usmate) e una Valentina Giulietti che faceva la spola tra Binzago e il camp di Danilo Gallinari, saltando poi la finale, ma segnando canestri importanti in questa. Nell'altra semifinale vinceva la squadra con varie giovani sangabrielite (Trianti, Perini, Taverna, l'ex Rossini) dopo un supplementare contro la compagine di Marta Scarsi, Claudia Colli e Alice Cincotto.
In finale netta vittoria per la squadra di Bassani.
I premi individuali sono andati a Marta Scarsi (mvp) e Baiardo (top scorer ma anche vincitrice della gara di tiro da 3 battendo tutti i maschiacci).
Ma quest'anno c'era anche il super-premio per l'edizione numero 25: un "Pallone d'Oro" (di colore, non di materiale, ovviamente) per il miglior giocatore e la miglior giocatrice della storia del torneo. Fra le donne era stata selezionata una rosa di 6 finaliste: in ordine alfabetico al contrario, Masha Maiorano, Valentina Gatti, Valentina Gariboldi, Marcella Filippi, Alessandra Calastri, Claudia Biscari. And the winner was... Maiorano! Che tornava sulle scene binzaghesi un anno dopo l'ultima sua partita agonistica prima del ritiro. Trasferitasi ormai nella lontana Mandello Lario, la divina "Miss Tripla" non aveva ancora presenziato in questa edizione, ma un elicottero è andata a prenderla per l'occasione, facendola atterrare giusto in tempo per ricevere questo trofeo d'inestimabile valore. Un coronamento da cinema per la sua carriera.
Allego collage fotografico: in alto Baiardo durante la vittoriosa performance nella gara di tiro da 3, Scarsi incoronata "mvp"; in basso Maiorano esce di scena col Pallone d'Oro; un duello tra Bassani e Taverna in finale.
In codesto round spiccavano soprattutto i 31 punti di Miciona Gatti in una pur sfortunata sconfitta della sua squadra; certo la centrona di Broni approfittava del vantaggio di stazza sulle dirette avversarie, ma sciorinava una varietà di movimenti, sia fronte sia spalle a canestro, oltre a una precisione a martello dalla lunetta, che lasciavano a bocca se non proprio aperta, giacché è una decina d'anni che viene al torneo, quantomeno socchiusa. Insieme a lei giocava bene Sara Canova ma, come detto, non bastava a prevalere.
Fuori la squadra di Gambarini in assenza della medesima; in un'altra partita Martina Baiardo e Angelica Tibè eliminavano i campioni in carica fra cui la migliore è stata la giovane Quaroni del Sanga.
In semifinale le suddette Baiardo e Tibè uscivano per mano della squadra di Silvia Bassani, Valeria Peretti (piemontese trapiantata a Usmate) e una Valentina Giulietti che faceva la spola tra Binzago e il camp di Danilo Gallinari, saltando poi la finale, ma segnando canestri importanti in questa. Nell'altra semifinale vinceva la squadra con varie giovani sangabrielite (Trianti, Perini, Taverna, l'ex Rossini) dopo un supplementare contro la compagine di Marta Scarsi, Claudia Colli e Alice Cincotto.
In finale netta vittoria per la squadra di Bassani.
I premi individuali sono andati a Marta Scarsi (mvp) e Baiardo (top scorer ma anche vincitrice della gara di tiro da 3 battendo tutti i maschiacci).
Ma quest'anno c'era anche il super-premio per l'edizione numero 25: un "Pallone d'Oro" (di colore, non di materiale, ovviamente) per il miglior giocatore e la miglior giocatrice della storia del torneo. Fra le donne era stata selezionata una rosa di 6 finaliste: in ordine alfabetico al contrario, Masha Maiorano, Valentina Gatti, Valentina Gariboldi, Marcella Filippi, Alessandra Calastri, Claudia Biscari. And the winner was... Maiorano! Che tornava sulle scene binzaghesi un anno dopo l'ultima sua partita agonistica prima del ritiro. Trasferitasi ormai nella lontana Mandello Lario, la divina "Miss Tripla" non aveva ancora presenziato in questa edizione, ma un elicottero è andata a prenderla per l'occasione, facendola atterrare giusto in tempo per ricevere questo trofeo d'inestimabile valore. Un coronamento da cinema per la sua carriera.
Allego collage fotografico: in alto Baiardo durante la vittoriosa performance nella gara di tiro da 3, Scarsi incoronata "mvp"; in basso Maiorano esce di scena col Pallone d'Oro; un duello tra Bassani e Taverna in finale.
domenica 22 luglio 2018
Rimpianto per Madera assente agli Europei U20
Punto primo, è vero che quello delle lunghe era il settore in cui eravamo più farciti, ma visto che abbiamo perso le due partite decisive per un soffio, permetterai che se tu sostieni che con Okeke l'Italia maschile faceva 4 posizioni meglio, io possa legittimamente pensare che quella femminile con Madera anche da panchinara, invece di perdere quelle due partite, ne avrebbe vinta almeno una.
Punto secondo, Madera di quest'ultima stagione non è stata quella appannata dell'estate scorsa ma è tornata molto vicina ai suoi livelli precedenti, che erano quelli di una in grado di incidere anche con le annate superiori, a livello giovanile internazionale.
Punto terzo, forse non hai seguito la finale scudetto U20, altrimenti ricorderesti che Venezia era virtualmente eliminata da Moncalieri nei quarti di finale, prima di salvarsi con una rimonta clamorosa e vincendo di un punto; in semifinale vinse di 20 col Sanga ma fino all'intervallo erano punto a punto; la finale è stata effettivamente dominata ma è stata l'unica su 3 partite.
Punto secondo, Madera di quest'ultima stagione non è stata quella appannata dell'estate scorsa ma è tornata molto vicina ai suoi livelli precedenti, che erano quelli di una in grado di incidere anche con le annate superiori, a livello giovanile internazionale.
Punto terzo, forse non hai seguito la finale scudetto U20, altrimenti ricorderesti che Venezia era virtualmente eliminata da Moncalieri nei quarti di finale, prima di salvarsi con una rimonta clamorosa e vincendo di un punto; in semifinale vinse di 20 col Sanga ma fino all'intervallo erano punto a punto; la finale è stata effettivamente dominata ma è stata l'unica su 3 partite.
venerdì 6 luglio 2018
Torneo di Binzago (2) - aggiornamento
Solo ora trovo uno spiraglio per un micro-aggiornamento in ordine sparso. Si sono disputate 11 sere su 16 della fase di qualificazione, poi ce ne saranno altre 4 di eliminazione diretta (finali domenica 15).
Sono soddisfatto finora del versante femminile della competizione: forse perché ero un po' preoccupato per il venir meno delle due stars assolute delle ultime edizioni (Maiorano ritirata, Filippi trasferitasi in pianta stabile in Veneto) e perché alcuni contatti per portare al torneo nomi nobili non avevano dato esito. Invece, poi, si sono iscritti all'ultimo momento alcuni elementi di livello (Francesca Gambarini, Chiara Fusari) completando così una buona dozzina di partecipanti dall'A2 e due di A1 (Miciona Gatti - che lunedì ha perso dopo 5 supplementari contro Gambarini :woot: - è l'altra che ha calcato la massima serie insieme a Fusari; il Sanga fa numericamente la parte del leone ma c'è anche Pusca del Geas fra le nuove) e un totale di circa 80 iscritte, che non è davvero malaccio, considerando che le tesserate lombarde in questi tempi magri non sono molte di più (battuta...) :huh:
Ma soprattutto, sono arrivate molte giovani, anche giovanissime (tipo un quartetto da Siziano del 2001-02), senza nessuna paura, tanta voglia di fare, spirito giusto insomma. Unitamente alle prestazioni di spicco da parte di elementi sui 22-23 anni, come Martina Baiardo, Angelica Tibè, Silvia Bassani, Marta Scarsi, possiamo dire che il ricambio generazionale sta riuscendo, e chi viene non vede solo uomini all'opera e ragazze a far tappezzeria, che è sempre il mio timore ma poi in realtà non si verifica quasi mai.
Domenica scorsa c'è stata anche la "Partita delle Stelle dei 25 anni", ovvero un All Star Game con 18 giocatori e 12 giocatrici fra i migliori della storia del torneo, che compie quest'anno il quarto di secolo e andava festeggiato.
Fra le donne sono venute fra le altre, per citare i nomi noti a chi bazzica da queste parti, Anto Contestabile, Ale Calastri e Michela Frantini e l'ex bandiera carugatese Claudia Biscari (tornata per l'occasione da un paio d'anni d'inattività), oltre alla già citata Micia Gatti. Insomma un bel piacere con tanto talento maschile & femminile riunito nello stesso spicchio d'asfalto; anche un piacere loro nello stare in campo insieme, com'è tipico che accada fra chi è bravo e riconosce la bravura altrui.
Se clicchi su apposita scritta in mia firma vedi il blog del torneo con cronache e tabellini aggiornati; sulla pagina Facebook "Torneo di Binzago - Memorial Cesare Mauri" trovi foto a josa. Qui sotto sono effigiate due delle principali protagoniste dei primi 11 giorni di quest'edizione: Baiardo e Tibè (una rossa e una bionda).
Ricordo inoltre che c'è la gastronomia a contorno, e che se proprio uno è fissato col calcio c'è la tv nel bar dell'oratorio, a 20 metri dal campo.

Sono soddisfatto finora del versante femminile della competizione: forse perché ero un po' preoccupato per il venir meno delle due stars assolute delle ultime edizioni (Maiorano ritirata, Filippi trasferitasi in pianta stabile in Veneto) e perché alcuni contatti per portare al torneo nomi nobili non avevano dato esito. Invece, poi, si sono iscritti all'ultimo momento alcuni elementi di livello (Francesca Gambarini, Chiara Fusari) completando così una buona dozzina di partecipanti dall'A2 e due di A1 (Miciona Gatti - che lunedì ha perso dopo 5 supplementari contro Gambarini :woot: - è l'altra che ha calcato la massima serie insieme a Fusari; il Sanga fa numericamente la parte del leone ma c'è anche Pusca del Geas fra le nuove) e un totale di circa 80 iscritte, che non è davvero malaccio, considerando che le tesserate lombarde in questi tempi magri non sono molte di più (battuta...) :huh:
Ma soprattutto, sono arrivate molte giovani, anche giovanissime (tipo un quartetto da Siziano del 2001-02), senza nessuna paura, tanta voglia di fare, spirito giusto insomma. Unitamente alle prestazioni di spicco da parte di elementi sui 22-23 anni, come Martina Baiardo, Angelica Tibè, Silvia Bassani, Marta Scarsi, possiamo dire che il ricambio generazionale sta riuscendo, e chi viene non vede solo uomini all'opera e ragazze a far tappezzeria, che è sempre il mio timore ma poi in realtà non si verifica quasi mai.
Domenica scorsa c'è stata anche la "Partita delle Stelle dei 25 anni", ovvero un All Star Game con 18 giocatori e 12 giocatrici fra i migliori della storia del torneo, che compie quest'anno il quarto di secolo e andava festeggiato.
Fra le donne sono venute fra le altre, per citare i nomi noti a chi bazzica da queste parti, Anto Contestabile, Ale Calastri e Michela Frantini e l'ex bandiera carugatese Claudia Biscari (tornata per l'occasione da un paio d'anni d'inattività), oltre alla già citata Micia Gatti. Insomma un bel piacere con tanto talento maschile & femminile riunito nello stesso spicchio d'asfalto; anche un piacere loro nello stare in campo insieme, com'è tipico che accada fra chi è bravo e riconosce la bravura altrui.
Se clicchi su apposita scritta in mia firma vedi il blog del torneo con cronache e tabellini aggiornati; sulla pagina Facebook "Torneo di Binzago - Memorial Cesare Mauri" trovi foto a josa. Qui sotto sono effigiate due delle principali protagoniste dei primi 11 giorni di quest'edizione: Baiardo e Tibè (una rossa e una bionda).
Ricordo inoltre che c'è la gastronomia a contorno, e che se proprio uno è fissato col calcio c'è la tv nel bar dell'oratorio, a 20 metri dal campo.

giovedì 28 giugno 2018
Torneo di Binzago (1): mini-aggiornamento
E' iniziato il torneo misto di Binzago, massimo evento planetario brianzolo. Disputatesi le prime 3 serate. Quest'anno ci sono 2 giocatrici di A1 (Gatti e Fusari, ambo di Broni), 12 di A2 (tra cui un esordio illustre, Gambarini) e una ventina di B. Miglior punteggio femminile finora 20 punti di Silvia Bassani.
mercoledì 27 giugno 2018
Allianz nuovo sponsor del Geas
Oggi il Geas ha annunciato la sponsorizzazione Allianz, quella delle assicurazioni.
Per quanto riguarda i prodotti del vivaio c'è stata, purtroppo, la diaspora del gruppo '95-96 ('94), quello delle miriadi di scudetti giovanili, che sarebbe stato bello vedere insieme in A1. Ormai è rimasta solo Barberis. Le annate del Geas dal '97 al 2001 compresi non hanno prodotto giocatrici da A1, poche anche da A2. Dal 2002 in poi ci sono prospettive interessanti.
Le vigne lombarde, dal ’97 al 2001 compresi, si sono disseccate di talenti, non è questione solo vostra. Lo si è visto nella nazionali giovanili di quelle annate, in cui le longobarde hanno avuto poche convocazioni e mai con ruoli di primissimo piano. Dal 2002 si torna in auge, come s’è visto alle finali nazionali di quest’anno.
Ma in realtà stavo notando che il rimpianto maggiore è quando le si produce, le giocatrici da A1, ma poi è difficile che si traducano in un gruppo che diventi l'ossatura della prima squadra, nella massima serie. Vedi anche Venezia, l'altra maggior produttrice di giocatrici dell'ultimo decennio.
Per quanto riguarda i prodotti del vivaio c'è stata, purtroppo, la diaspora del gruppo '95-96 ('94), quello delle miriadi di scudetti giovanili, che sarebbe stato bello vedere insieme in A1. Ormai è rimasta solo Barberis. Le annate del Geas dal '97 al 2001 compresi non hanno prodotto giocatrici da A1, poche anche da A2. Dal 2002 in poi ci sono prospettive interessanti.
Le vigne lombarde, dal ’97 al 2001 compresi, si sono disseccate di talenti, non è questione solo vostra. Lo si è visto nella nazionali giovanili di quelle annate, in cui le longobarde hanno avuto poche convocazioni e mai con ruoli di primissimo piano. Dal 2002 si torna in auge, come s’è visto alle finali nazionali di quest’anno.
Ma in realtà stavo notando che il rimpianto maggiore è quando le si produce, le giocatrici da A1, ma poi è difficile che si traducano in un gruppo che diventi l'ossatura della prima squadra, nella massima serie. Vedi anche Venezia, l'altra maggior produttrice di giocatrici dell'ultimo decennio.
mercoledì 13 giugno 2018
Oro 3x3: confronto spazi Gazzetta/Corriere Sport
Curiosità: il grande Roberto Galli su Facebook bacchetta la Gazzetta (rima) perché dedica, oggi, un risicato trafiletto alla vittoria mondiale nel 3 vs 3 (scrivendo tra l'altro Ciaravella anziché Ciavarella), di contro all'ampio spazio concesso da un giornale concorrente.
lunedì 11 giugno 2018
Dopo lo scudetto U16 di Costa (bis stagionale)
Costa eredita il testimone da Venezia, che ha vinto più scudetti negli ultimissimi anni, anche se non in maniera dominante come il Geas dell’era-Zandalasini e compagne. Dopo la quale però il club sestese non è più riuscito ad avere un gruppo da scudetto.
In effetti l’annata appena conclusa è stata la migliore, almeno a livello U16 e U18, per il Geas dal dopo-Zanda, cioè dal 2014/15 in avanti. Lo scorso anno ci fu però uno scudetto sfiorato in U14, senza dimenticare un paio di scudi nel Join the Game, anche se Nonino snobba il Join e quindi non glieli diamo buoni…
In ogni caso, simbolicamente, Costa ha battuto sia Reyer sia Geas in ambo le finali U16 e U18 di quest'anno.
In U14 tuttavia mi pare che il torneo di Ostia, antipasto delle finali nazionali, abbia mostrato una concorrenza agguerrita, tant'è che Costa, se non ricordo male, ha vinto dopo un supplementare la finale (o comunque in volata rimontando).
In effetti l’annata appena conclusa è stata la migliore, almeno a livello U16 e U18, per il Geas dal dopo-Zanda, cioè dal 2014/15 in avanti. Lo scorso anno ci fu però uno scudetto sfiorato in U14, senza dimenticare un paio di scudi nel Join the Game, anche se Nonino snobba il Join e quindi non glieli diamo buoni…
In ogni caso, simbolicamente, Costa ha battuto sia Reyer sia Geas in ambo le finali U16 e U18 di quest'anno.
In U14 tuttavia mi pare che il torneo di Ostia, antipasto delle finali nazionali, abbia mostrato una concorrenza agguerrita, tant'è che Costa, se non ricordo male, ha vinto dopo un supplementare la finale (o comunque in volata rimontando).
venerdì 8 giugno 2018
Punto su finali nazionali U16 e inizio Mondiali 3x3
Domani ci sono le semifinali scudetto Under 16, con il derby d'Italia Costa-Geas, e se non erro iniziano i Mondiali 3 vs 3: Italia con Filippi, D'Alie, Ciavarella e Rulli. Interessante che l'assetto scelto, evidentemente studiato con l'esperienza delle passate edizioni, sia con una piccola e tre ali abbastanza simili per tipologia fisica (1.80-1.85 e agili).
domenica 27 maggio 2018
Spareggio A1/A2: Vigarano si salva all'overtime
Pazzesco. Da parte mia imprevedibile, se non per la generica considerazione che in partita secca tutto può succedere. Va ricordato che Faenza non era né la migliore squadra di A2, né una delle prime 4 o 5, ma settima nel suo girone, cioè tredicesima assoluta. Paradossalmente, per 3 quarti questa è stata la partita per lei più facile fra le 5 disputate in questi playoff. Poi il mondo è tornato a girare dalla parte normale.
Certo le lacrime di Bagnara alla fine, di chi si è tolta un peso boia dalle spalle, danno l'idea della negatività che aveva addosso Vigarano, zimbello di tutti se avesse perso.
Intanto bisogna dire che questa formula dei playoff di A2, criticata da certuni, ha prodotto emozioni quant'altri mai.
Certo le lacrime di Bagnara alla fine, di chi si è tolta un peso boia dalle spalle, danno l'idea della negatività che aveva addosso Vigarano, zimbello di tutti se avesse perso.
Intanto bisogna dire che questa formula dei playoff di A2, criticata da certuni, ha prodotto emozioni quant'altri mai.
domenica 20 maggio 2018
Aggiornamento A2 (Faenza allo spareggio)
Faenza batte Alpo 61-57 nello spareggio fra le vincenti dei playoff di A2 e va allo spareggio con Vigarano, perdente dei playout di A1.
Straordinaria Faenza dal 7° posto di stagione regolare; e a tal proposito sarebbe clamoroso se la settima di A2 (anzi, la settima di un girone di A2, che equivarrebbe al 13° posto assoluto) battesse la decima di A1...
Ballardini, a parte vederla dal vivo in varie partite contro il Geas sia in A1 sia in A2, la incontrai una volta in borghese al torneo misto di Binzago, un luglio tipo del 2009, dove era venuta insieme a Zanon, che è della zona. Giusto il tempo di una stretta di mano, se non ricordo, ma mi parve affabile. Come tutte le tipe di personalità, però, se fuma ti brucia.
Straordinaria Faenza dal 7° posto di stagione regolare; e a tal proposito sarebbe clamoroso se la settima di A2 (anzi, la settima di un girone di A2, che equivarrebbe al 13° posto assoluto) battesse la decima di A1...
Ballardini, a parte vederla dal vivo in varie partite contro il Geas sia in A1 sia in A2, la incontrai una volta in borghese al torneo misto di Binzago, un luglio tipo del 2009, dove era venuta insieme a Zanon, che è della zona. Giusto il tempo di una stretta di mano, se non ricordo, ma mi parve affabile. Come tutte le tipe di personalità, però, se fuma ti brucia.
venerdì 18 maggio 2018
In difesa di una dichiarazione di Pirola
Sull’impiego delle giovani, un conto è averle in panchina, come in effetti hanno pressoché tutti, un conto è utilizzarle di più o di meno. Una graduatoria della media stagionale di minuti a partita concessi alle giocatrici in età giovanile (annata 1998-seguenti) dalle prime 8 squadre del girone Nord fornisce questa classifica (controllare è legittimo, ho sommato in fretta, ma non sarà fallato di molto):
1) Vicenza 105,7; 2) Marghera 101,1; 3) Costa 69,8; 4) Castelnuovo 49,4; 5) Crema 45,8; 6) Sanga 45,1; 7) Geas 38,2; 8) Alpo 9,4.
Notiamo insomma che le due avversarie più dirette delle masnaghesi, Geas e Alpo, si collocano in fondo alla graduatoria. Ergo, di cosa Pirola si vanterebbe inopportunamente nel confronto?
Il franco utente sembra però sminuire questa statistica, avvisando: “Infine osservo che una cosa è schierare una 2002 qualsiasi, un'altra è poter mettere in campo ragazze che sono ai vertici delle loro generazioni, magari con scudettini e nazionaline alle spalle”. Già, ma occorre notare, a proposito di quella graduatoria, che Vicenza la capeggia grazie a Brcaninovic, top ’99 d’Europa (un po’ meglio di Del Pero e Meroni di Costa, pur brave), e Marghera è seconda col suo formidabile nucleo 2000-01 che ha vinto scudettini, a differenza delle coetanee di Costa. Quanto alle 2002, l’anno scorso si gridava giustamente al prodigio per Panzera del Geas, perché in effetti non era scontato che, pur essendo la miglior 14-15enne d’Italia, avesse spazio e rendimento in A2; ora invece sembra di dover capire che se giocano le 2002 di Costa, con un anno in più della Panzera di allora, sia un fatto banale.
1) Vicenza 105,7; 2) Marghera 101,1; 3) Costa 69,8; 4) Castelnuovo 49,4; 5) Crema 45,8; 6) Sanga 45,1; 7) Geas 38,2; 8) Alpo 9,4.
Notiamo insomma che le due avversarie più dirette delle masnaghesi, Geas e Alpo, si collocano in fondo alla graduatoria. Ergo, di cosa Pirola si vanterebbe inopportunamente nel confronto?
Il franco utente sembra però sminuire questa statistica, avvisando: “Infine osservo che una cosa è schierare una 2002 qualsiasi, un'altra è poter mettere in campo ragazze che sono ai vertici delle loro generazioni, magari con scudettini e nazionaline alle spalle”. Già, ma occorre notare, a proposito di quella graduatoria, che Vicenza la capeggia grazie a Brcaninovic, top ’99 d’Europa (un po’ meglio di Del Pero e Meroni di Costa, pur brave), e Marghera è seconda col suo formidabile nucleo 2000-01 che ha vinto scudettini, a differenza delle coetanee di Costa. Quanto alle 2002, l’anno scorso si gridava giustamente al prodigio per Panzera del Geas, perché in effetti non era scontato che, pur essendo la miglior 14-15enne d’Italia, avesse spazio e rendimento in A2; ora invece sembra di dover capire che se giocano le 2002 di Costa, con un anno in più della Panzera di allora, sia un fatto banale.
giovedì 17 maggio 2018
Ancora sulla sconfitta di Costa
Sono d’accordo sul fatto che la dipendenza dal tiro da 3 è rischiosa, sono d’accordo sul fatto che il coinvolgimento offensivo del pivot Mahlknecht sia stato talvolta insufficiente.
Tuttavia l’utente Duepuntozero (il quale negli ultimi giorni ha criticato Schio perché dà troppo la palla al pivot e Costa perché dà troppo poco la palla al pivot: ma giustamente ci ricorda che la virtù sta nel mezzo) quando dice
mi pare rimasto indietro allo scorso anno, quando in effetti Costa bastonava sovente le medio-scarse salvo poi cedere troppo spesso negli scontri diretti. In questa stagione, in realtà, Costa ha avuto una continuità di risultati quasi pari a quella del Geas, modello di continuità per eccellenza; e non ha avuto un differenziale di scarti, fra partite facili e difficili, superiore a quello della compagine sestese, alfiera del giuoco classico.
Costa, nella regular, ha fatto 2-0 con Alpo, 1-1 con Crema, Castelnuovo e Milano, 2-0 con Vicenza, Marghera e Udine, ovvero l’identico ruolino del Geas contro le squadre della fascia-playoff, con la differenza che le sestesi ne hanno persa una con Alpo e vinte ambo con Milano.
I 6 punti in meno in classifica si sono creati con i due scontri diretti (di cui uno a posizioni già decise) e con la sconfitta a Bolzano, cioè una squadra di zona-salvezza. Tutte partite perse dalla compagine masnaghese nell’ultimo minuto se non all’ultimissimo tiro, così come a Milano e a Crema.
Ma non per colpa del tiro da 3 (anche se, certo, uno può pur dire “se tiravano meno da 3 e davano più la palla a Mahlknecht le vincevano di 10 o di 20”; ma allora io dico “se c’era Visconti nell’ultimo mese certe partite non le perdevano”), bensì per reiterata incapacità di risolvere le partite punto a punto. Il che è una grave pecca ma non è questione di tiro da 3 né di discontinuità.
Tuttavia l’utente Duepuntozero (il quale negli ultimi giorni ha criticato Schio perché dà troppo la palla al pivot e Costa perché dà troppo poco la palla al pivot: ma giustamente ci ricorda che la virtù sta nel mezzo) quando dice
Ecco perché sia nella stagione scorsa sia quest'anno, Costa ha giocato alcune partite "mangiandosi" addirittura le sue avversarie. Quelle di fascia medio bassa. Quando l'orchestra entra nel flusso ("flow", diciamo meglio noi Templari) sono cavoli amari per le sventurate.
Poi però ci sono due varianti: 1) la cattiva giornata delle costensi; che naturalmente capita, non si tratta di macchine; 2) dall'altra parte c'è una squadra cazzuta che o sa impedire la frenesia fromboliera costense o sa che cosa fare dei possessi in più in attacco. E allora cominciano i guai. Se c'è una cosa ondivaga, nel mondo del basket femminile, è proprio la percentuale del tiro da tre. Ci sono giornate che proprio non entra mai. O molto meno. Gli esempi costensi sono tanti. Lì cominciano molti problemi non sempre di facile soluzione. La discontinuità è il risultato finale.
mi pare rimasto indietro allo scorso anno, quando in effetti Costa bastonava sovente le medio-scarse salvo poi cedere troppo spesso negli scontri diretti. In questa stagione, in realtà, Costa ha avuto una continuità di risultati quasi pari a quella del Geas, modello di continuità per eccellenza; e non ha avuto un differenziale di scarti, fra partite facili e difficili, superiore a quello della compagine sestese, alfiera del giuoco classico.
Costa, nella regular, ha fatto 2-0 con Alpo, 1-1 con Crema, Castelnuovo e Milano, 2-0 con Vicenza, Marghera e Udine, ovvero l’identico ruolino del Geas contro le squadre della fascia-playoff, con la differenza che le sestesi ne hanno persa una con Alpo e vinte ambo con Milano.
I 6 punti in meno in classifica si sono creati con i due scontri diretti (di cui uno a posizioni già decise) e con la sconfitta a Bolzano, cioè una squadra di zona-salvezza. Tutte partite perse dalla compagine masnaghese nell’ultimo minuto se non all’ultimissimo tiro, così come a Milano e a Crema.
Ma non per colpa del tiro da 3 (anche se, certo, uno può pur dire “se tiravano meno da 3 e davano più la palla a Mahlknecht le vincevano di 10 o di 20”; ma allora io dico “se c’era Visconti nell’ultimo mese certe partite non le perdevano”), bensì per reiterata incapacità di risolvere le partite punto a punto. Il che è una grave pecca ma non è questione di tiro da 3 né di discontinuità.
mercoledì 16 maggio 2018
Costa e la maledizione dei finali in volata
Questa con Alpo, nella finale dei playoff di A2 Nord, è per Costa la sesta partita persa su 6 finite all'ultimo minuto, di cui 3 con tiri da 3 all'ultimo secondo e una, col Geas, per un tiro libero sempre all'ultimo secondo.
La sfiga è che gli avversari facciano sempre canestro sull'ultimo tiro, la colpa è aver porto la testa alla ghigliottina con azioni di questo genere, nel giro di 3 settimane: a Crema sul +3, fallo affrettato mandando in lunetta le avversarie, un libero dentro, rimbalzo perso sul secondo libero, tripla allo scadere; a Sesto sul +1, fallo tecnico per tocco della palla su rimessa avversaria, poi fallo su giocatrice che stava tirando sbilenca da 10 metri (poi se fosse fallo o non fallo, mi astengo dal giudicarlo); oggi, rimessa da fondo regalata, da cui è scaturita la tripla di Zampieri.
Difficile trovare un dato comune a queste tre disgrazie, se non il fatto che sono avvenute dopo consistenti rimonte che forse hanno prosciugato la lucidità.
Rulli ha fatto moltissimo per la rimonta: era dappertutto in difesa, si buttava su ogni rimbalzo in attacco, a un certo punto si è anche fatta male a una caviglia (credo) ma è rientrata dopo un minuto; purtroppo evidentemente è arrivata cotta nel finale commettendo gravi errori, di cui il primo, doppio (appoggio sbagliato da sotto e fallo di frustrazione), era stato ampiamente rimediato da Costa, il secondo (la rimessa lanciata nel vuoto anziché alla compagna a fianco) è stato fatale.
La sfiga è che gli avversari facciano sempre canestro sull'ultimo tiro, la colpa è aver porto la testa alla ghigliottina con azioni di questo genere, nel giro di 3 settimane: a Crema sul +3, fallo affrettato mandando in lunetta le avversarie, un libero dentro, rimbalzo perso sul secondo libero, tripla allo scadere; a Sesto sul +1, fallo tecnico per tocco della palla su rimessa avversaria, poi fallo su giocatrice che stava tirando sbilenca da 10 metri (poi se fosse fallo o non fallo, mi astengo dal giudicarlo); oggi, rimessa da fondo regalata, da cui è scaturita la tripla di Zampieri.
Difficile trovare un dato comune a queste tre disgrazie, se non il fatto che sono avvenute dopo consistenti rimonte che forse hanno prosciugato la lucidità.
Rulli ha fatto moltissimo per la rimonta: era dappertutto in difesa, si buttava su ogni rimbalzo in attacco, a un certo punto si è anche fatta male a una caviglia (credo) ma è rientrata dopo un minuto; purtroppo evidentemente è arrivata cotta nel finale commettendo gravi errori, di cui il primo, doppio (appoggio sbagliato da sotto e fallo di frustrazione), era stato ampiamente rimediato da Costa, il secondo (la rimessa lanciata nel vuoto anziché alla compagna a fianco) è stato fatale.
domenica 13 maggio 2018
Gara-5 finale scudetto: Schio campione, blackout tv
Grottesca interruzione del collegamento tv sul più bello, cioè poco dopo l'inizio dell'ultimo quarto: Sportitalia, per ingannare il tempo, propone per 3 volte di fila la rubrica dei trailer cinematografici, comprendente un film sui supereroi, uno su dei cani parlanti e quello su Berlusconi. Dopodiché parte una trasmissione da studio con gli highlights calcistici della giornata. Nessuno dice niente, né "scusate" né "riprenderemo appena possibile".
Quando ormai, passati almeno 10 minuti, ogni speranza sta per cadere, riparte il collegamento da Schio e Gandini, lui sì gentiluomo, si scusa per l'interruzione dovuta alla pioggia. Così almeno si sono visti gli ultimi 2 minuti e la festa scledense.
In ogni caso il modo in cui è finita potrà aver soddisfatto ciascuno dei nostri amici utenti: chi ce l'ha con Zanda farà notare che non è stata granché decisiva, chi ce l'ha con Vincent potrà sostenere che Schio ha vinto ma non convinto, chi considerava Recupido un raccomandato dalla fidanzata s'inventerà qualche motivo per cui "se faceva così invece che cosà aveva vinto Ragusa: scudetto gettato", l'utente Scheggia non mi ricordo cosa sosteneva ma in ogni caso si è dimostrato che aveva ragione lui.
Io invece che sono un fan di Formica dico che il suo infortunio è stato la vera chiave. Cioè, in realtà non lo sono, ma debbo pur avere una teoria da dimostrare azzeccata, e di sicuro non si può smentire che senza la giocatrice dalle dimensioni non consone al cognome, Ragusa abbia perso.
Uno dei momenti televisivamente più godibili, nella travagliata diretta di ieri, è stato quando Zandalasini ha segnato allo scadere del terzo quarto e nel replay si è visto nitidamente Roberto Galli, suo agente, esultare sullo sfondo, mentre nelle inquadrature precedenti lo si scorgeva impassibile.
Ennesima citazione dotta dell'"Area comunicazione" di LBF, che inizia così la cronaca di gara-5:
Possiamo scomodare il filosofo Giovan Battista Vico, perchè ancora una volta la rivalità sia pur recente tra Schio e Ragusa ha confermato che la storia si ripete.
Un cerchio che si chiude, direi, dopo la celebre citazione "Non è questione di quantità ma di qualità" (se non ricordo male), attribuita a Platone (sempre se non ricordo male), con cui si plaudeva alla riduzione del campionato a 10 compagini, la scorsa estate.
Quando ormai, passati almeno 10 minuti, ogni speranza sta per cadere, riparte il collegamento da Schio e Gandini, lui sì gentiluomo, si scusa per l'interruzione dovuta alla pioggia. Così almeno si sono visti gli ultimi 2 minuti e la festa scledense.
In ogni caso il modo in cui è finita potrà aver soddisfatto ciascuno dei nostri amici utenti: chi ce l'ha con Zanda farà notare che non è stata granché decisiva, chi ce l'ha con Vincent potrà sostenere che Schio ha vinto ma non convinto, chi considerava Recupido un raccomandato dalla fidanzata s'inventerà qualche motivo per cui "se faceva così invece che cosà aveva vinto Ragusa: scudetto gettato", l'utente Scheggia non mi ricordo cosa sosteneva ma in ogni caso si è dimostrato che aveva ragione lui.
Io invece che sono un fan di Formica dico che il suo infortunio è stato la vera chiave. Cioè, in realtà non lo sono, ma debbo pur avere una teoria da dimostrare azzeccata, e di sicuro non si può smentire che senza la giocatrice dalle dimensioni non consone al cognome, Ragusa abbia perso.
Uno dei momenti televisivamente più godibili, nella travagliata diretta di ieri, è stato quando Zandalasini ha segnato allo scadere del terzo quarto e nel replay si è visto nitidamente Roberto Galli, suo agente, esultare sullo sfondo, mentre nelle inquadrature precedenti lo si scorgeva impassibile.
Ennesima citazione dotta dell'"Area comunicazione" di LBF, che inizia così la cronaca di gara-5:
Possiamo scomodare il filosofo Giovan Battista Vico, perchè ancora una volta la rivalità sia pur recente tra Schio e Ragusa ha confermato che la storia si ripete.
Un cerchio che si chiude, direi, dopo la celebre citazione "Non è questione di quantità ma di qualità" (se non ricordo male), attribuita a Platone (sempre se non ricordo male), con cui si plaudeva alla riduzione del campionato a 10 compagini, la scorsa estate.
Aggiornamento playoff A2 (3° turno)
Grande vecchia Ballardini, con 23 ha la miglior valutazione delle sue di Faenza che sbancano anche Palermo, completando una settimana da leonesse: 3 vittorie in trasferta, contro S. Gianni Valdarno-Bologna-Palermo, ovvero le 3 meglio classificate del girone Sud (dietro la già promossa Empoli), e vanno allo spareggio con la vincente del Nord, che sarà decretata martedì.
Nei playout salve Carugate e Selargius.
Nei playout salve Carugate e Selargius.
venerdì 11 maggio 2018
Torneo di Binzago (3): mini-aggiornamento
Flash dal torneo misto di Binzago.
Ieri si è conclusa la fase eliminatoria con una rocambolesca qualificazione per la squadra di Frà Gambarini (che vediamo nella foto sotto, scattata in palestra dove ci si è rifugiati per pioggia; di solito si gioca all'aperto): doveva vincere di almeno 31 punti, ha fatto +33. Quasi come l’eroica Milano (maschile) di D’Antoni e Meneghin della rimonta del 1986 da -31 in Coppa Campioni.
Nei quarti di finale, che si giuocano oggi e domani, sono in corsa varie starlettes di A1 e A2, tra cui appunto Gambarini, Micia Gatti, Sara Canova, Marta Scarsi, Claudia Colli, giovani del Sanga (Quaroni, Giulietti, Perini, Trianti, Taverna), Ludovica Rossini.
Mi sento di pronosticare che qualcuna di loro vincerà e qualcun'altra perderà.
Ieri si è conclusa la fase eliminatoria con una rocambolesca qualificazione per la squadra di Frà Gambarini (che vediamo nella foto sotto, scattata in palestra dove ci si è rifugiati per pioggia; di solito si gioca all'aperto): doveva vincere di almeno 31 punti, ha fatto +33. Quasi come l’eroica Milano (maschile) di D’Antoni e Meneghin della rimonta del 1986 da -31 in Coppa Campioni.
Nei quarti di finale, che si giuocano oggi e domani, sono in corsa varie starlettes di A1 e A2, tra cui appunto Gambarini, Micia Gatti, Sara Canova, Marta Scarsi, Claudia Colli, giovani del Sanga (Quaroni, Giulietti, Perini, Trianti, Taverna), Ludovica Rossini.
Mi sento di pronosticare che qualcuna di loro vincerà e qualcun'altra perderà.
Punto sulla finale scudetto (dopo gara-4)
Le critiche al "non giuoco" di Schio mi ricordano, almeno in parte, quelle alla Juve di Allegri, almeno fino a un paio di settimane fa, prima che vincesse lo scudetto e demolisse il Milan in finale di Coppa Italia (peraltro anche Schio ha vinto la Coppa Italia in carrozza, a suo tempo). A me il problema pare soprattutto un calo di condizione. C'è anche difficoltà ad adattarsi, per una squadra costruita per rivaleggiare coi pesi massimi d'Eurolega, a una Ragusa che è piuttosto una cavalleria leggera.
Recupido, che sino a un paio di settimane fa era, almeno secondo qualche utente di questo forum, un incapace miracolato grazie alla liaison amorosa col capitano di Ragusa, ha poi vinto gara-5 a Venezia e da lì ha spiccato il volo.
Da sottolineare poi che Ragusa sarà, probabilmente, priva di Formica nella decisiva gara-5, il che significa non avere il minimo cambio per le lunghe e giocare in 7.
Diciamo che a livello italiano non è chiaro quali campanelli d'allarme avrebbero dovuto suonare per Schio, considerando che in stagione regolare ha vinto 20 partite su 22 (+6 punti sulla seconda), vinto la Supercoppa e la Coppa Italia con una ventina di punti di scarto, eccetera. A livello europeo è stata la solita stagione di tutti gli anni, fra le prime 8, né di più né di meno.
Dopodiché, il discorso sul gioco è sempre alquanto arbitrario... le critiche si possono sempre trovare, basta evidenziare alcuni elementi e nasconderne altri. Di certo c'è che se Schio perde lo scudetto contro una squadra che ha vinto 7 partite in meno durante la stagione, è un fallimento.
Recupido, che sino a un paio di settimane fa era, almeno secondo qualche utente di questo forum, un incapace miracolato grazie alla liaison amorosa col capitano di Ragusa, ha poi vinto gara-5 a Venezia e da lì ha spiccato il volo.
Da sottolineare poi che Ragusa sarà, probabilmente, priva di Formica nella decisiva gara-5, il che significa non avere il minimo cambio per le lunghe e giocare in 7.
Diciamo che a livello italiano non è chiaro quali campanelli d'allarme avrebbero dovuto suonare per Schio, considerando che in stagione regolare ha vinto 20 partite su 22 (+6 punti sulla seconda), vinto la Supercoppa e la Coppa Italia con una ventina di punti di scarto, eccetera. A livello europeo è stata la solita stagione di tutti gli anni, fra le prime 8, né di più né di meno.
Dopodiché, il discorso sul gioco è sempre alquanto arbitrario... le critiche si possono sempre trovare, basta evidenziare alcuni elementi e nasconderne altri. Di certo c'è che se Schio perde lo scudetto contro una squadra che ha vinto 7 partite in meno durante la stagione, è un fallimento.
mercoledì 9 maggio 2018
Aggiornamento playoff A2 (2° turno)
Serata di playoff A2, tranne Costa-Crema che si gioca domani [NB: poi ha vinto Costa]
Gran colpo di Faenza di Ballardini a Bologna, cui non è bastato, evidentemente, il pur pregevole video canoro ("We believe we can do it once again"); passa anche Palermo del santone Santino.
Al Nord gran thriller tra Alpo e Castelnuovo: le piemontesi con rimonta bestiale sorpassano ma restano a secco negli ultimi 3'45" e Alpo vince con Mancinelli a 5" dalla fine. Non basta una partita della Madonna (28 punti).
A me questa formula "tutto e subito" piace. Sicuramente meglio di quel brodo allungatissimo che fu lo scorso anno, un mese e mezzo per poi vedere l'unica promossa farsi da parte...
Gran colpo di Faenza di Ballardini a Bologna, cui non è bastato, evidentemente, il pur pregevole video canoro ("We believe we can do it once again"); passa anche Palermo del santone Santino.
Al Nord gran thriller tra Alpo e Castelnuovo: le piemontesi con rimonta bestiale sorpassano ma restano a secco negli ultimi 3'45" e Alpo vince con Mancinelli a 5" dalla fine. Non basta una partita della Madonna (28 punti).
A me questa formula "tutto e subito" piace. Sicuramente meglio di quel brodo allungatissimo che fu lo scorso anno, un mese e mezzo per poi vedere l'unica promossa farsi da parte...
C lombarda: il "biscotto" fantasma
Durante le finali di C lombarda dei giorni scorsi, da parte di Pontevico sono state pubblicate esternazioni su un presunto "biscotto" ai loro danni. Non proprio la società ufficialmente, ma alcune tesserate e amici. Si ventilava che all'ultima giornata, approfittando di sapere già quale scarto servisse, San Gabriele e Canegrate, in virtù del loro legame di qualche anno fa, si mettessero d'accordo per fregare Pontevico. Invece poi il Sanga ha vinto netto e Pontevico è salita.
Inutile dire che le esternazioni, avvenute su Facebook, contenevano le solite tiritere sulla federazione truffaldina (in quanto il programma iniziale delle partite conteneva un errore ed era stato modificato), i complotti sempre a favore degli altri e a danno proprio, eccetera.
Ma presumo che esternatori ed esternatrici saranno convinti di aver coraggiosamente lottato contro il malaffare e sventato la sicura truffa grazie alla loro azione.
Inutile dire che le esternazioni, avvenute su Facebook, contenevano le solite tiritere sulla federazione truffaldina (in quanto il programma iniziale delle partite conteneva un errore ed era stato modificato), i complotti sempre a favore degli altri e a danno proprio, eccetera.
Ma presumo che esternatori ed esternatrici saranno convinti di aver coraggiosamente lottato contro il malaffare e sventato la sicura truffa grazie alla loro azione.
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