Iniziano domani (sabato 22) i Mondiali di Spagna. Quelli in cui avremmo potuto (secondo alcuni dovuto, se si ritiene che siamo stati rapinati) esserci noi, qualora non avessimo perso in quel modo malaugurato, un anno abbondante fa, la semifinale 5°-8° posto degli Europei contro la Lettonia, valevole per l'accesso all'iridata tenzone.
Per curiosità, le lettoni sono in girone con Usa, Senegal e Cina, ovvero una partita impossibile e due giocabilissime. Tanto per aumentare i rimpianti.
Il problema della competizione (che durerà solo 8 giorni, fino al 30) è quello di sempre: parafrasando il grande Larry Bird quando si rivolse ai suoi rivali nella prima gara di tiro da 3 punti dell'All Star Game Nba, "allora, chi arriva secondo?". In quanto ovviamente l'oro è già assegnato agli Usa, a meno di clamorose sorprese, che però potrebbero essere causate da un'avversaria che si trovasse in un momento storico brillante, condizione che francamente non ci pare.
L'ultima sconfitta americana, ai Mondiali 2006, fu provocata da una Russia che aveva fior di giocatrici, tant'è che l'anno dopo vinse l'Europeo di Chieti. Né la Francia, né la Spagna, né l'Australia attuali, cioè le principali avversarie, ci paiono invece in parabola ascendente. La Cina stagna, il Sudamerica è in crisi da almeno un decennio, c'è un bel Giappone e qualche europea minore emergente (Belgio), ma non è roba da far solletico agli Usa. Ma su questo lascerei la parola all'espertissimo Kaysay.
Mi limito a snocciolare il roster Usa, affidato all'ex grande play Dawn Staley (forse l'incognita può essere qui, in panchina, tramontata l'era Auriemma; però mi pare un caso in cui la classica frase "con quell'organico vincerebbe anche mia nonna", solitamente una cazzata, può essere vera...):
Jewell Loyd, Kelsey Plum, Sue Bird, Layshia Clarendon, Morgan Tuck, Breanna Stewart, A'Ja Wilson, Elena Delle Donne, Diana Taurasi, Nneka Ogwumike, Tina Charles, Brittney Griner
ossia, come sempre, una gran miscela di veterane, mezzane e giovani: vari nomi a livello internazionale sono nuovi. Loro possono lasciare a casa gente come Maya Moore, Sylvia Fowles e Candace Parker (non ho seguito a sufficienza la preparazione per saperne i motivi) ma non hanno problemi di ricambio generazionale, la concorrenza a mio parere sì, anche se a questi Mondiali manca la Russia che sarebbe, con le '98 prodigio Vadeeva e Musina, quella con più gioventù al potere. Per non parlare, ovviamente, della nostra Zanda.
Di positivo c'è che Sky trasmette l'evento, quindi per gli appassionati un po' di godimento è assicurato. Poi magari crolla il mondo e non va a finire secondo l'epilogo più scontato. Altrimenti seguiremo la lotta per le due medaglie di rincalzo.
venerdì 21 settembre 2018
mercoledì 19 settembre 2018
Una polemica del padre di Gilli
Venerdì scorso, com'è noto, la Nazionale U16 campione d'Europa è stata omaggiata durante la partita dell'Italia maschile. Ho intercettato su Facebook un'interessante polemica del padre di Caterina Gilli, il quale sostiene che la passerella non è stata sufficientemente valorizzata, in quanto avvenuta nella breve pausa fra terzo e quarto periodo, anziché nell'intervallo lungo, in cui si è preferito dar spazio a un'esibizione di street dance.
Qualcuno, tra cui mi pare l'utente Inaltostatvirtus di questo forum, ha replicato che la scelta dell'intervallo breve era voluta, in quanto durante la pausa di metà gara la gente sciama verso i bar e fa cagnara, insomma non ci sarebbe stata l'attenzione giusta.
Ma il padre di Gilli contro-replicava che anche nel momento scelto per la passerella non c'è stata grande attenzione, in quanto si è faticato a capire dallo speaker che cosa si stesse festeggiando; e in ogni caso la street dance ha avuto più visibilità, tant'è che probabilmente i bambini presenti - sempre secondo lui - avranno avuto più voglia di praticare quella, per influsso dei ballerini ivi esibitisi, che di praticare basket, per emulazione delle ragazze dorate.
Mah, forse ci preoccupiamo sempre un po' troppo dell'influenzabilità delle giovani menti, come se fossero burattini che appena vedono qualcosa di figo ci si vogliono buttare a pesce pure loro. Se fosse così, in questi giorni in cui la palla a volo va in prima serata su Raidue con oltre 2 milioni di spettatori, mentre noi siamo sempre esiliati sui cripto-canali a pagamento, dovremmo veder scappare tutti i bambini dai corsi di basket a quelli della pallaschiaffa.
Qualcuno, tra cui mi pare l'utente Inaltostatvirtus di questo forum, ha replicato che la scelta dell'intervallo breve era voluta, in quanto durante la pausa di metà gara la gente sciama verso i bar e fa cagnara, insomma non ci sarebbe stata l'attenzione giusta.
Ma il padre di Gilli contro-replicava che anche nel momento scelto per la passerella non c'è stata grande attenzione, in quanto si è faticato a capire dallo speaker che cosa si stesse festeggiando; e in ogni caso la street dance ha avuto più visibilità, tant'è che probabilmente i bambini presenti - sempre secondo lui - avranno avuto più voglia di praticare quella, per influsso dei ballerini ivi esibitisi, che di praticare basket, per emulazione delle ragazze dorate.
Mah, forse ci preoccupiamo sempre un po' troppo dell'influenzabilità delle giovani menti, come se fossero burattini che appena vedono qualcosa di figo ci si vogliono buttare a pesce pure loro. Se fosse così, in questi giorni in cui la palla a volo va in prima serata su Raidue con oltre 2 milioni di spettatori, mentre noi siamo sempre esiliati sui cripto-canali a pagamento, dovremmo veder scappare tutti i bambini dai corsi di basket a quelli della pallaschiaffa.
martedì 18 settembre 2018
Wnba - considerazioni a fine stagione
Qualche considerazione finale sulla Wnba (che grazie al nuovo canale Sky ha conquistato maggior visibilità fra i nostri appassionati, come ho notato da qualche forum maschile), intanto che aspettiamo i Mondiali e la stagione italiana.
La lega attraversa un momento brillante per quantità di stelle, anche di appeal notevole come Delle Donne, Stewart e la vecchia guardia di Taurasi ecc.; la qualità del gioco è la migliore possibile per il femminile, con un moderno uso abbondante del tiro da 3 punti ma non maniacale come nell'Nba maschile, rispetto alla quale esiste ancora un gioco interno importante.
Insomma, difficile far meglio di così quanto a caratura del prodotto. Tuttavia i dati sul seguito sono contraddittori: pare che gli ascolti tv - nella loro modestia strutturale - siano in crescita, così come il marketing; ma la media spettatori in stagione regolare è stata la più bassa della storia della lega, scendendo sotto le 7000 unità, circa 1000 in meno dallo scorso anno. Un dato spiegabile in buona parte con il trasferimento di alcune franchigie in impianti più piccoli e periferici (segnatamente New York che ha mollato il Madison Square Garden). Si è anche fatto notare che l'Nba, dopo 20 anni di esistenza, cioè più o meno quelli della Wnba attuale, non faceva molti più spettatori, ma è un paragone improprio con epoche paleozoiche.
L'impressione è che ci si attenda sempre un miracoloso boom dell'interesse che, di fatto, non capita mai e si resta delusi. Ma secondo me non ci sono margini di crescita, se non minimali, del tipo un anno fai 500 spettatori di media in più, un anno 300. Credo, cioè, che i potenziali interessati al basket femminile siano già stati raggiunti e coinvolti; non c'è possibilità di andare troppo oltre. Il pubblico generico ha, pure in America, un'opinione meschina del basket femminile, o comunque non spenderebbe soldi e tempo per andare sistematicamente a vederlo dal vivo.
Di conseguenza si può solo auspicare un mantenimento dello status attuale, quello di dignitosa nicchia (e non è che la lega di calcio femminile vada meglio; di pallavolo manco esiste), stando attenti ai conti e trasferendo le franchigie in sofferenza verso altri mercati più propizi, come già succede.
La lega attraversa un momento brillante per quantità di stelle, anche di appeal notevole come Delle Donne, Stewart e la vecchia guardia di Taurasi ecc.; la qualità del gioco è la migliore possibile per il femminile, con un moderno uso abbondante del tiro da 3 punti ma non maniacale come nell'Nba maschile, rispetto alla quale esiste ancora un gioco interno importante.
Insomma, difficile far meglio di così quanto a caratura del prodotto. Tuttavia i dati sul seguito sono contraddittori: pare che gli ascolti tv - nella loro modestia strutturale - siano in crescita, così come il marketing; ma la media spettatori in stagione regolare è stata la più bassa della storia della lega, scendendo sotto le 7000 unità, circa 1000 in meno dallo scorso anno. Un dato spiegabile in buona parte con il trasferimento di alcune franchigie in impianti più piccoli e periferici (segnatamente New York che ha mollato il Madison Square Garden). Si è anche fatto notare che l'Nba, dopo 20 anni di esistenza, cioè più o meno quelli della Wnba attuale, non faceva molti più spettatori, ma è un paragone improprio con epoche paleozoiche.
L'impressione è che ci si attenda sempre un miracoloso boom dell'interesse che, di fatto, non capita mai e si resta delusi. Ma secondo me non ci sono margini di crescita, se non minimali, del tipo un anno fai 500 spettatori di media in più, un anno 300. Credo, cioè, che i potenziali interessati al basket femminile siano già stati raggiunti e coinvolti; non c'è possibilità di andare troppo oltre. Il pubblico generico ha, pure in America, un'opinione meschina del basket femminile, o comunque non spenderebbe soldi e tempo per andare sistematicamente a vederlo dal vivo.
Di conseguenza si può solo auspicare un mantenimento dello status attuale, quello di dignitosa nicchia (e non è che la lega di calcio femminile vada meglio; di pallavolo manco esiste), stando attenti ai conti e trasferendo le franchigie in sofferenza verso altri mercati più propizi, come già succede.
lunedì 17 settembre 2018
Wnba - trionfa Seattle con Stewart mvp
Si è concluso sin da mercoledì scorso il tradizionale campionato americano di pallacanestro femminile (Wnba). In gara-3 Seattle, in trasferta, ha stordito Washington con un primo tempo rasente la perfezione (30-46); le Mystics hanno tentato rimonte, alcune volte riaffacciandosi in singola cifra di svantaggio; ma l'attacco crepitante delle Storm ha martellato con regolarità in ogni momento di fabbisogno (13/26 da tre alla fine) e la partita si è conchiusa su un perentorio 82-98.
Terzo titolo della storia per Seattle, che si riconcilia col basket - ovviamente solo in piccola parte - dopo la ferita non ancora suturata della perdita della franchigia maschile (gli allora Supersonics) avvenuta nell'arco di tempo trascorso dal precedente titolo Wnba, datato 2010.
Breanna Stewart chiude gara-3 con 30 punti ed è eletta Mvp (lo era stata anche della stagione regolare); bestiale anche il centro Howard con 29 + 14 rimbalzi. Chissà se è stato il canto del cigno per la sempiterna Bird.
Per Washington poco da eccepire sulle Delle Donne, 23 punti, ma non è stata al top nella serie, per problemi fisici.
Ora l'attenzione si sposta sugl'imminenti Mondiali, in programma dal 22 al 30 settembre, formula "speedy" a differenza delle interminabili analoghe sagre di pallavolo che ci tocca sorbire in questo periodo.
Intanto il sempre suggestivo Mario Castelli ha tracciato questo background di Breanna Stewart sulla popolare pagina Facebook "La Giornata Tipo":
Terzo titolo della storia per Seattle, che si riconcilia col basket - ovviamente solo in piccola parte - dopo la ferita non ancora suturata della perdita della franchigia maschile (gli allora Supersonics) avvenuta nell'arco di tempo trascorso dal precedente titolo Wnba, datato 2010.
Breanna Stewart chiude gara-3 con 30 punti ed è eletta Mvp (lo era stata anche della stagione regolare); bestiale anche il centro Howard con 29 + 14 rimbalzi. Chissà se è stato il canto del cigno per la sempiterna Bird.
Per Washington poco da eccepire sulle Delle Donne, 23 punti, ma non è stata al top nella serie, per problemi fisici.
Ora l'attenzione si sposta sugl'imminenti Mondiali, in programma dal 22 al 30 settembre, formula "speedy" a differenza delle interminabili analoghe sagre di pallavolo che ci tocca sorbire in questo periodo.
Intanto il sempre suggestivo Mario Castelli ha tracciato questo background di Breanna Stewart sulla popolare pagina Facebook "La Giornata Tipo":
Questa è la storia di una ragazza speciale che nel basket ha trovato lo sfogo di una vita terribile.
Le Seattle Storm hanno vinto per la terza volta il titolo WNBA. A trascinare le gialloverdi ci ha pensato Breanna Stewart. “Stewie”, come viene chiamata dalle sue compagne, ha chiuso la serie a 25.7 punti di media conquistando il titolo di MVP delle Finals, aggiungendolo a quello di MVP della stagione. E’ così diventata la sesta giocatrice WNBA (dopo Cynthia Cooper, Lisa Leslie, Diana Taurasi, Lauren Jackson e Sylvia Fowles) a conquistare titolo di MVP, anello ed MVP delle Finals nello stesso anno, la più giovane di sempre a riuscirci a soli 24 anni. Solo uno dei tanti traguardi tagliati in carriera da una ragazza che era già stata rookie dell’anno, scelta con la chiamata numero 1 al draft, aveva vinto quattro titoli NCAA con relativi quattro titoli di MVP delle Final Four e poteva già vantare un Oro olimpico e un Oro mondiale. Insomma, quella di Breanna Stewart sembra la storia di una predestinata, ma è anche la storia di una ragazzina che nel basket ha trovato il rifugio per nascondersi da un’infanzia che l’ha segnata per sempre. Da bambina capitava spesso che Breanna dormisse a casa di parenti, la sua era una famiglia particolarmente unita e i genitori non avevano problemi a lasciare che nonni o zii la ospitassero. Una di queste case però spesso si rivelava una prigione: per due anni Stewie è stata molestata da un parente, da quando aveva solo nove anni fino agli undici. Ancora oggi ricorda l’odore di sigarette di chi teoricamente doveva vigilare su di lei, ma che invece le ha rubato l’innocenza di normale bambina come tutte le altre. Per due anni ha avuto paura del buio e si è sentita “sporca”, sbagliata, per colpa di una situazione di cui ovviamente era vittima, ma che essendo una bimba non comprendeva fino in fondo. Fino a quando a 11 anni, in una delle sue tante notti insonni, ha deciso di alzarsi dal letto e andare in camera dei genitori per parlare con la madre. Quella notte le ha raccontato tutto. Di quella notte e del giorno successivo Stewart non ricorda molto, come naturale meccanismo di autodifesa la sua mente ha logicamente cancellato gran parte dei suoi ricordi. Ma una cosa invece la ricorda bene: dopo che la polizia era passata a casa Stewart per informare che l’uomo aveva subito confessato ed era stato arrestato, Breanna aveva chiesto al padre di accompagnarla all’allenamento. Lui non ci poteva credere, dopo tutto quello che era successo, ma l’unica cosa che Stewie voleva in quel momento era tornare in palestra, in quello che era stato il suo unico rifugio in quei due anni. Tredici anni dopo, quella ragazzina che si rintanava nel basket per proteggersi dai suoi incubi è diventata forse la giocatrice più forte del mondo e ha alzato al cielo il suo primo titolo WNBA. Dopo aver condiviso la sua storia per aiutare tante giovani nella stessa situazione che ha dovuto affrontare da bambina, questo anello è forse il premio più bello che potesse capitarle.
lunedì 10 settembre 2018
Wnba - il punto dopo G2 di finale
Disputate le prime due partite della serie finale dell'Assobasket Nazionale Donne (WNBA). Le Seattle Tempesta si sono portate, stanotte (replica Sky in giornata), sul 2-0 con un vibrante 75-73 dopo aver a lungo inseguito. Delle Donne 17 punti per le Washington Mistiche ma tenuta a secco nell'ultimo quarto. Breanna Stewart 25 per le vittoriose, prevalendo così nel duello individuale più atteso tra le due stelle in ala grande. Washington perde il pallone decisivo sul -1.
In gara-1 più netto il predominio delle Tempesta: 89-76. In questo caso sono state le guardie a capeggiare le marcature: Loyd per Seattle e Atkins per Washington, ambo 23; ambo anche giovani e non ancora particolarmente celebrate.
In gara-1 più netto il predominio delle Tempesta: 89-76. In questo caso sono state le guardie a capeggiare le marcature: Loyd per Seattle e Atkins per Washington, ambo 23; ambo anche giovani e non ancora particolarmente celebrate.
giovedì 6 settembre 2018
Wnba - il punto dopo le semifinali
Sarà tra Seattle e Washington la finale Wnba. Curiosamente Seattle è nello stato del Washington, ma non viceversa. Freddure a parte, bellissima gara-5 (trasmessa da Sky) tra la città della pioggia battente e Phoenix, con individualità di grandissimo spessore quali Bird e Stewart da una parte e Taurasi-Griner-Bonner dall'altra. Dopo aspra battaglia ad alto punteggio prevaleva Seattle 94-84, con uno straordinario ultimo quarto (14 punti) della sempreverde Bird, autrice di una santabarbara di triple decisive. Miglior marcatrice Stewart, la giovane mvp della stagione con 28. Non bastava la prova polivalente della torre Griner con 21 punti, 9 rimbalzi e 6 assist. La grande Taurasi per una volta forse un po' sottotono nel frangente decisivo. Statistica dice che è la prima volta che perde una partita "dentro-fuori" com'era questa gara-5 (in carriera ha vinto 3 titoli, si vede che le altre volte che non ha vinto veniva eliminata prima della "bella" :unsure: ). Seattle torna in finale dopo 8 anni; notevole che Bird c'era già ai tempi del primo titolo del 2004.
Nell'altra serie, meno brulicante di stars, Washington di Delle Donne espugna Atlanta (81-86) e va in finale per la prima volta. Anche se trovo poco significative, in genere, le notazioni sul colore della pelle, è da notare (rispetto al maschile) che le "vedettes" sui due fronti delle finaliste sono le bianche Stewart e Delle Donne, senza dimenticare Bird per Seattle e l'eliminata Taurasi per la semifinalista Phoenix. Il tutto in un'epoca in cui nell'Nba il bianco americano di primo livello s'è estinto da tempo. Si vede che, nella pratica di base, fra le donne c'è più trasversalità etnica.
Nell'altra serie, meno brulicante di stars, Washington di Delle Donne espugna Atlanta (81-86) e va in finale per la prima volta. Anche se trovo poco significative, in genere, le notazioni sul colore della pelle, è da notare (rispetto al maschile) che le "vedettes" sui due fronti delle finaliste sono le bianche Stewart e Delle Donne, senza dimenticare Bird per Seattle e l'eliminata Taurasi per la semifinalista Phoenix. Il tutto in un'epoca in cui nell'Nba il bianco americano di primo livello s'è estinto da tempo. Si vede che, nella pratica di base, fra le donne c'è più trasversalità etnica.
martedì 4 settembre 2018
Wnba - il punto dopo G4 di semifinale
Playoff Wnba: sono sul 2-2 ambo le serie di semifinale. Phoenix ha vinto le due partite in casa, una di 20 e una in volata; dominanti Bonner in gara-3 e Griner in gara-4 oltre alla solita leader Taurasi. Naso rotto per Bird, la grande veterana regista di Seattle, forse all'ultimo duello contro la compagna di mille ori Diana.
Tra Atlanta e Washington eravamo rimasti sull'1-1. Parità anche nelle due gare disputate nel modesto palazzetto della capitale (appena 5.000 posti); in gara-3 assente Delle Donne per un problema al ginocchio e vince Atlanta; in gara-4 torna la divina e Washington vince netto, anche se è Toliver la mattatrice.
Su Sky dovrebbe essere trasmessa una gara-5 stanotte.
Tra Atlanta e Washington eravamo rimasti sull'1-1. Parità anche nelle due gare disputate nel modesto palazzetto della capitale (appena 5.000 posti); in gara-3 assente Delle Donne per un problema al ginocchio e vince Atlanta; in gara-4 torna la divina e Washington vince netto, anche se è Toliver la mattatrice.
Su Sky dovrebbe essere trasmessa una gara-5 stanotte.
sabato 1 settembre 2018
** STAGIONE #15 (2018/19) **
Anteprima della stagione con playoff Wnba e Mondiali.
Annata agonistica culminata a maggio con la promozione di Costa in A1; in autunno ha tenuto banco il caso Crespi-Masciadri.
Anche in quest'annata niente rubriche fisse, solo resoconti occasionali.
Annata agonistica culminata a maggio con la promozione di Costa in A1; in autunno ha tenuto banco il caso Crespi-Masciadri.
Anche in quest'annata niente rubriche fisse, solo resoconti occasionali.
giovedì 30 agosto 2018
Wnba - punto sul 2° turno + G1 e G2 di semifinale
Dopo l'eliminazione di Zandalasota sono proseguiti i playoff Wnba (in parte visibili su Sky) con il secondo turno a eliminazione diretta, in cui Los Angeles, giustiziera della nostrana, è stata demolita da Washington di Delle Donne, mentre Phoenix ha rovesciato il fattore-campo con Connecticut grazie a 77 punti del trio Taurasi-Griner-Bonner.
Le semifinali hanno visto entrare in lizza le due teste di serie, Atlanta (che non ha particolari "vedettes" e, come da tradizione in quella piazza, un pubblico relativamente sparuto) e Seattle di Breanna Stewart.
Al momento Atlanta e Washington sono sull'1-1 (32 punti di Delle Donne in gara-1) mentre Seattle ha domato Phoenix due volte, curiosamente con lo stesso punteggio (91-87), la seconda volta al supplementare nonostante gesta eroiche della sempiterna Taurasi.
Le semifinali hanno visto entrare in lizza le due teste di serie, Atlanta (che non ha particolari "vedettes" e, come da tradizione in quella piazza, un pubblico relativamente sparuto) e Seattle di Breanna Stewart.
Al momento Atlanta e Washington sono sull'1-1 (32 punti di Delle Donne in gara-1) mentre Seattle ha domato Phoenix due volte, curiosamente con lo stesso punteggio (91-87), la seconda volta al supplementare nonostante gesta eroiche della sempiterna Taurasi.
martedì 28 agosto 2018
Europeo U16: oro Italia + commento O.Eleni
Dieci anni dopo l'argento U16 che aprì il rinascimento delle giovanili azzurre, Lucchesi chiude il cerchio sempre in U16 e stavolta è oro zecchino.
Oscar Eleni sul blog sportivo Indiscreto:
Oscar Eleni sul blog sportivo Indiscreto:
Sì, è arrivato lo zuccherino del titolo europeo con le under 16, ma queste ragazzine, come è successo a tante loro compagne che hanno indossato prima la maglia azzurra, andranno avanti? Sembra che, fortunatamente, non ci siano ancora gli agenti cavalletta nel settore, sì qualcuno è arrivato alla Zandalasini, prima che lei stessa capisse che al massimo poteva ingrassare, non migliorare, ma per il resto sembra che si possa ancora lavorare bene. Lo garantisce Giovanni Lucchesi, quasi sessantenne, romano che vive a Cervia, tante medaglie giovanili, un buon lavoro sempre, adesso che sente energia nel basket femminile da quando, secondo lui, è arrivato Marco Crespi sul brigantino che Capobianco aveva portato fuori dalle secche delle invidiuzze di paese. Ora queste ragazze ci hanno dato un titolo europeo. Erano davvero anni che non si brindava più. Speriamo che il buongiorno si veda davvero da queste giornate di Kaunas, la terra lituana del grande Sabonis, col terrore che qualcuno vada a cercare a Vigarano Mainarda, provincia di Ferrara, Caterina Gilli, studentessa al liceo scientifico con orientamento sportivo, un metro e ottantadue, scelta come MVP dell’Europeo, qualche minuto in serie A con la squadra ferrarese. Lasciatele crescere in pace, ma soprattutto aiutatele a crescere senza fare i pavoni chiedendo applausi se abbiamo una vicepresidente donna, se fra i disastri delle giovanili maschili troviamo questi fiori di campo al femminile.
mercoledì 22 agosto 2018
Europeo U16 - Italia in semifinale
Siamo in semifinale all'Europeo Under 16 (vedi anche appuosito topic).
Ci voleva: è vero che abbiamo racimolato finora un 4° posto europeo U20 e un 5° posto mondiale U17, piazzamenti di rispetto, però si sa, è la medaglia a fare la differenza, e se perdevamo stasera l'ultima cartuccia era andata, ed era probabilmente quella più accreditata, la talentuosa classe 2002. Ora invece abbiamo 3 possibilità su 4 di arraffare il metallo.
Dopo 4 partite da rulli compressori c'era il primo vero ostacolo, una Francia che, concordano gli osservatori, ha gran potenziale anche se è grezza. Se avessimo perso sarebbe stata sfiga trovarla nei quarti, per fortuite circostanze (una loro sconfitta inopinata nella prima fase).
Vinciamo rimontando nell'ultimo quarto. Eravamo stati anche a -11. Poi dal 57-59 a 1'05" dalla fine abbiamo due liberi di Panzera per il pari, passaggio banalmente gettato dalla Francia, sbagliamo noi ma Spinelli è brava ad arpionare il rimbalzo in mischia e subire fallo; segna un libero (60-59), la Francia sbaglia da sotto e poi da 3, fallo su Balossi che mette anch'ella un libero; dopo aver mangiato secondi con un fallo senza il bonus costringiamo le suddite di Macron a un tiraccio sul lato destro. Scade. Festa.
Nasraoui la miglior marcatrice con 19.
Ci voleva: è vero che abbiamo racimolato finora un 4° posto europeo U20 e un 5° posto mondiale U17, piazzamenti di rispetto, però si sa, è la medaglia a fare la differenza, e se perdevamo stasera l'ultima cartuccia era andata, ed era probabilmente quella più accreditata, la talentuosa classe 2002. Ora invece abbiamo 3 possibilità su 4 di arraffare il metallo.
Dopo 4 partite da rulli compressori c'era il primo vero ostacolo, una Francia che, concordano gli osservatori, ha gran potenziale anche se è grezza. Se avessimo perso sarebbe stata sfiga trovarla nei quarti, per fortuite circostanze (una loro sconfitta inopinata nella prima fase).
Vinciamo rimontando nell'ultimo quarto. Eravamo stati anche a -11. Poi dal 57-59 a 1'05" dalla fine abbiamo due liberi di Panzera per il pari, passaggio banalmente gettato dalla Francia, sbagliamo noi ma Spinelli è brava ad arpionare il rimbalzo in mischia e subire fallo; segna un libero (60-59), la Francia sbaglia da sotto e poi da 3, fallo su Balossi che mette anch'ella un libero; dopo aver mangiato secondi con un fallo senza il bonus costringiamo le suddite di Macron a un tiraccio sul lato destro. Scade. Festa.
Nasraoui la miglior marcatrice con 19.
Wnba - playoff (1° turno): eliminazione di Zandalasini
Minnesota è partita meglio, con Moore che sembrava tornata quella spaziale degli scorsi playoff, dopo una stagione regolare sottotono rispetto ai suoi standard. Ma poi si è spenta lei e in difesa non c'è stato modo di arginare il duo di tiratrici Gray-Williams, che dal 2° quarto hanno prodotto un martellamento micidiale da fuori, bilanciato con le soluzioni ravvicinate di Ogwumike (più lei che Parker).
Fowles, imbragata all'inizio, è poi venuta fuori per Minnesota; l'anziana Whalen, alla sua ultima partita, ha messo pezze d'orgoglio; c'è stato il già citato fattore a sorpresa Fagbenle; ma la risalita da -14 tra fine 3° e inizio 4° quarto non si è completata.
Momento chiave quando Moore ha fallito due liberi per il -2, e sarà mancato un minuto e mezzo, mentre di là Los Angeles ha segnato.
C'era in generale più energia per L.A. Le armi di Minnesota constavano nella classe e nell'esperienza, ma sarebbe bastato solo se le avversarie fossero incappate in una serata scadente al tiro.
Zandalasini? Bene aver giocato 25 minuti in una partita di playoff, dove nulla è regalato, però di fatto era avulsa dalle manovre d'attacco. Tre triple sugli scarichi (solo la prima a bersaglio) e un tiro dalla media cadendo all'indietro, un po' forzato (anche se è nel suo repertorio), su cui Ogwumike ha chiuso brillantemente in aiuto, rendendole quasi impossibile segnare. Ha toccato la palla davvero poche volte; in un'occasione ha commesso uno sfondamento banale, anche se dubbio, allargando il braccio nel palleggiare.
Insomma poteva andar meglio sia individualmente sia di squadra, per quanto non sia andata da cani.
Fowles, imbragata all'inizio, è poi venuta fuori per Minnesota; l'anziana Whalen, alla sua ultima partita, ha messo pezze d'orgoglio; c'è stato il già citato fattore a sorpresa Fagbenle; ma la risalita da -14 tra fine 3° e inizio 4° quarto non si è completata.
Momento chiave quando Moore ha fallito due liberi per il -2, e sarà mancato un minuto e mezzo, mentre di là Los Angeles ha segnato.
C'era in generale più energia per L.A. Le armi di Minnesota constavano nella classe e nell'esperienza, ma sarebbe bastato solo se le avversarie fossero incappate in una serata scadente al tiro.
Zandalasini? Bene aver giocato 25 minuti in una partita di playoff, dove nulla è regalato, però di fatto era avulsa dalle manovre d'attacco. Tre triple sugli scarichi (solo la prima a bersaglio) e un tiro dalla media cadendo all'indietro, un po' forzato (anche se è nel suo repertorio), su cui Ogwumike ha chiuso brillantemente in aiuto, rendendole quasi impossibile segnare. Ha toccato la palla davvero poche volte; in un'occasione ha commesso uno sfondamento banale, anche se dubbio, allargando il braccio nel palleggiare.
Insomma poteva andar meglio sia individualmente sia di squadra, per quanto non sia andata da cani.
martedì 21 agosto 2018
Wnba: playoff (1° turno, vigilia)
Stanotte Minnesota di Zandalasini gioca il turno dentro-fuori di playoff (partita secca) contro Los Angeles, gran rivincita della finalissima dello scorso anno. Speriamo in una diretta Sky anche se è proprio notte fonda (tipo 4.30).
L'alfiera italica ha chiuso la regular season con 5,7 punti di media in 16,5 minuti (29 gare); 41% dal campo; 1,9 rimbalzi; 1,1 assistenze.
Se perde torna già a casa.
L'alfiera italica ha chiuso la regular season con 5,7 punti di media in 16,5 minuti (29 gare); 41% dal campo; 1,9 rimbalzi; 1,1 assistenze.
Se perde torna già a casa.
sabato 18 agosto 2018
Considerazioni d'agosto spicciole
- A mio parere Zandalasini sta andando finora senza infamia e senza lode (fermo restando che essere là è già un'eccellenza) ma sarà a fine stagione il momento dei consuntivi. La cosa da notare finora mi pare la flessione di Minnesota rispetto allo scorso anno, a meno che, come a volte capita ai campioni in carica, stia centellinando le energie in vista di fare sul serio poi.
- C'è da dire che, se non altro, quattro cristone giovani di 1.90-1.92 le abbiamo (beneficiando finalmente in modo significativo della società vieppiù multietnica, si potrebbe pure osservare). Non basta ancora ma in prospettiva è meglio di prima.
- C'è da dire che, se non altro, quattro cristone giovani di 1.90-1.92 le abbiamo (beneficiando finalmente in modo significativo della società vieppiù multietnica, si potrebbe pure osservare). Non basta ancora ma in prospettiva è meglio di prima.
sabato 28 luglio 2018
Torneo di Binzago (4) - conclusione
Oggi siamo usciti dal Mondiale U17. Ma debbo ancora riferire su com'è finita la Coppa del Mondo a squadre miste, ovvero il torneo di Binzago. Ero rimasto a prima dei quarti di finale.
In codesto round spiccavano soprattutto i 31 punti di Miciona Gatti in una pur sfortunata sconfitta della sua squadra; certo la centrona di Broni approfittava del vantaggio di stazza sulle dirette avversarie, ma sciorinava una varietà di movimenti, sia fronte sia spalle a canestro, oltre a una precisione a martello dalla lunetta, che lasciavano a bocca se non proprio aperta, giacché è una decina d'anni che viene al torneo, quantomeno socchiusa. Insieme a lei giocava bene Sara Canova ma, come detto, non bastava a prevalere.
Fuori la squadra di Gambarini in assenza della medesima; in un'altra partita Martina Baiardo e Angelica Tibè eliminavano i campioni in carica fra cui la migliore è stata la giovane Quaroni del Sanga.
In semifinale le suddette Baiardo e Tibè uscivano per mano della squadra di Silvia Bassani, Valeria Peretti (piemontese trapiantata a Usmate) e una Valentina Giulietti che faceva la spola tra Binzago e il camp di Danilo Gallinari, saltando poi la finale, ma segnando canestri importanti in questa. Nell'altra semifinale vinceva la squadra con varie giovani sangabrielite (Trianti, Perini, Taverna, l'ex Rossini) dopo un supplementare contro la compagine di Marta Scarsi, Claudia Colli e Alice Cincotto.
In finale netta vittoria per la squadra di Bassani.
I premi individuali sono andati a Marta Scarsi (mvp) e Baiardo (top scorer ma anche vincitrice della gara di tiro da 3 battendo tutti i maschiacci).
Ma quest'anno c'era anche il super-premio per l'edizione numero 25: un "Pallone d'Oro" (di colore, non di materiale, ovviamente) per il miglior giocatore e la miglior giocatrice della storia del torneo. Fra le donne era stata selezionata una rosa di 6 finaliste: in ordine alfabetico al contrario, Masha Maiorano, Valentina Gatti, Valentina Gariboldi, Marcella Filippi, Alessandra Calastri, Claudia Biscari. And the winner was... Maiorano! Che tornava sulle scene binzaghesi un anno dopo l'ultima sua partita agonistica prima del ritiro. Trasferitasi ormai nella lontana Mandello Lario, la divina "Miss Tripla" non aveva ancora presenziato in questa edizione, ma un elicottero è andata a prenderla per l'occasione, facendola atterrare giusto in tempo per ricevere questo trofeo d'inestimabile valore. Un coronamento da cinema per la sua carriera.
Allego collage fotografico: in alto Baiardo durante la vittoriosa performance nella gara di tiro da 3, Scarsi incoronata "mvp"; in basso Maiorano esce di scena col Pallone d'Oro; un duello tra Bassani e Taverna in finale.
In codesto round spiccavano soprattutto i 31 punti di Miciona Gatti in una pur sfortunata sconfitta della sua squadra; certo la centrona di Broni approfittava del vantaggio di stazza sulle dirette avversarie, ma sciorinava una varietà di movimenti, sia fronte sia spalle a canestro, oltre a una precisione a martello dalla lunetta, che lasciavano a bocca se non proprio aperta, giacché è una decina d'anni che viene al torneo, quantomeno socchiusa. Insieme a lei giocava bene Sara Canova ma, come detto, non bastava a prevalere.
Fuori la squadra di Gambarini in assenza della medesima; in un'altra partita Martina Baiardo e Angelica Tibè eliminavano i campioni in carica fra cui la migliore è stata la giovane Quaroni del Sanga.
In semifinale le suddette Baiardo e Tibè uscivano per mano della squadra di Silvia Bassani, Valeria Peretti (piemontese trapiantata a Usmate) e una Valentina Giulietti che faceva la spola tra Binzago e il camp di Danilo Gallinari, saltando poi la finale, ma segnando canestri importanti in questa. Nell'altra semifinale vinceva la squadra con varie giovani sangabrielite (Trianti, Perini, Taverna, l'ex Rossini) dopo un supplementare contro la compagine di Marta Scarsi, Claudia Colli e Alice Cincotto.
In finale netta vittoria per la squadra di Bassani.
I premi individuali sono andati a Marta Scarsi (mvp) e Baiardo (top scorer ma anche vincitrice della gara di tiro da 3 battendo tutti i maschiacci).
Ma quest'anno c'era anche il super-premio per l'edizione numero 25: un "Pallone d'Oro" (di colore, non di materiale, ovviamente) per il miglior giocatore e la miglior giocatrice della storia del torneo. Fra le donne era stata selezionata una rosa di 6 finaliste: in ordine alfabetico al contrario, Masha Maiorano, Valentina Gatti, Valentina Gariboldi, Marcella Filippi, Alessandra Calastri, Claudia Biscari. And the winner was... Maiorano! Che tornava sulle scene binzaghesi un anno dopo l'ultima sua partita agonistica prima del ritiro. Trasferitasi ormai nella lontana Mandello Lario, la divina "Miss Tripla" non aveva ancora presenziato in questa edizione, ma un elicottero è andata a prenderla per l'occasione, facendola atterrare giusto in tempo per ricevere questo trofeo d'inestimabile valore. Un coronamento da cinema per la sua carriera.
Allego collage fotografico: in alto Baiardo durante la vittoriosa performance nella gara di tiro da 3, Scarsi incoronata "mvp"; in basso Maiorano esce di scena col Pallone d'Oro; un duello tra Bassani e Taverna in finale.
domenica 22 luglio 2018
Rimpianto per Madera assente agli Europei U20
Punto primo, è vero che quello delle lunghe era il settore in cui eravamo più farciti, ma visto che abbiamo perso le due partite decisive per un soffio, permetterai che se tu sostieni che con Okeke l'Italia maschile faceva 4 posizioni meglio, io possa legittimamente pensare che quella femminile con Madera anche da panchinara, invece di perdere quelle due partite, ne avrebbe vinta almeno una.
Punto secondo, Madera di quest'ultima stagione non è stata quella appannata dell'estate scorsa ma è tornata molto vicina ai suoi livelli precedenti, che erano quelli di una in grado di incidere anche con le annate superiori, a livello giovanile internazionale.
Punto terzo, forse non hai seguito la finale scudetto U20, altrimenti ricorderesti che Venezia era virtualmente eliminata da Moncalieri nei quarti di finale, prima di salvarsi con una rimonta clamorosa e vincendo di un punto; in semifinale vinse di 20 col Sanga ma fino all'intervallo erano punto a punto; la finale è stata effettivamente dominata ma è stata l'unica su 3 partite.
Punto secondo, Madera di quest'ultima stagione non è stata quella appannata dell'estate scorsa ma è tornata molto vicina ai suoi livelli precedenti, che erano quelli di una in grado di incidere anche con le annate superiori, a livello giovanile internazionale.
Punto terzo, forse non hai seguito la finale scudetto U20, altrimenti ricorderesti che Venezia era virtualmente eliminata da Moncalieri nei quarti di finale, prima di salvarsi con una rimonta clamorosa e vincendo di un punto; in semifinale vinse di 20 col Sanga ma fino all'intervallo erano punto a punto; la finale è stata effettivamente dominata ma è stata l'unica su 3 partite.
venerdì 6 luglio 2018
Torneo di Binzago (2) - aggiornamento
Solo ora trovo uno spiraglio per un micro-aggiornamento in ordine sparso. Si sono disputate 11 sere su 16 della fase di qualificazione, poi ce ne saranno altre 4 di eliminazione diretta (finali domenica 15).
Sono soddisfatto finora del versante femminile della competizione: forse perché ero un po' preoccupato per il venir meno delle due stars assolute delle ultime edizioni (Maiorano ritirata, Filippi trasferitasi in pianta stabile in Veneto) e perché alcuni contatti per portare al torneo nomi nobili non avevano dato esito. Invece, poi, si sono iscritti all'ultimo momento alcuni elementi di livello (Francesca Gambarini, Chiara Fusari) completando così una buona dozzina di partecipanti dall'A2 e due di A1 (Miciona Gatti - che lunedì ha perso dopo 5 supplementari contro Gambarini :woot: - è l'altra che ha calcato la massima serie insieme a Fusari; il Sanga fa numericamente la parte del leone ma c'è anche Pusca del Geas fra le nuove) e un totale di circa 80 iscritte, che non è davvero malaccio, considerando che le tesserate lombarde in questi tempi magri non sono molte di più (battuta...) :huh:
Ma soprattutto, sono arrivate molte giovani, anche giovanissime (tipo un quartetto da Siziano del 2001-02), senza nessuna paura, tanta voglia di fare, spirito giusto insomma. Unitamente alle prestazioni di spicco da parte di elementi sui 22-23 anni, come Martina Baiardo, Angelica Tibè, Silvia Bassani, Marta Scarsi, possiamo dire che il ricambio generazionale sta riuscendo, e chi viene non vede solo uomini all'opera e ragazze a far tappezzeria, che è sempre il mio timore ma poi in realtà non si verifica quasi mai.
Domenica scorsa c'è stata anche la "Partita delle Stelle dei 25 anni", ovvero un All Star Game con 18 giocatori e 12 giocatrici fra i migliori della storia del torneo, che compie quest'anno il quarto di secolo e andava festeggiato.
Fra le donne sono venute fra le altre, per citare i nomi noti a chi bazzica da queste parti, Anto Contestabile, Ale Calastri e Michela Frantini e l'ex bandiera carugatese Claudia Biscari (tornata per l'occasione da un paio d'anni d'inattività), oltre alla già citata Micia Gatti. Insomma un bel piacere con tanto talento maschile & femminile riunito nello stesso spicchio d'asfalto; anche un piacere loro nello stare in campo insieme, com'è tipico che accada fra chi è bravo e riconosce la bravura altrui.
Se clicchi su apposita scritta in mia firma vedi il blog del torneo con cronache e tabellini aggiornati; sulla pagina Facebook "Torneo di Binzago - Memorial Cesare Mauri" trovi foto a josa. Qui sotto sono effigiate due delle principali protagoniste dei primi 11 giorni di quest'edizione: Baiardo e Tibè (una rossa e una bionda).
Ricordo inoltre che c'è la gastronomia a contorno, e che se proprio uno è fissato col calcio c'è la tv nel bar dell'oratorio, a 20 metri dal campo.

Sono soddisfatto finora del versante femminile della competizione: forse perché ero un po' preoccupato per il venir meno delle due stars assolute delle ultime edizioni (Maiorano ritirata, Filippi trasferitasi in pianta stabile in Veneto) e perché alcuni contatti per portare al torneo nomi nobili non avevano dato esito. Invece, poi, si sono iscritti all'ultimo momento alcuni elementi di livello (Francesca Gambarini, Chiara Fusari) completando così una buona dozzina di partecipanti dall'A2 e due di A1 (Miciona Gatti - che lunedì ha perso dopo 5 supplementari contro Gambarini :woot: - è l'altra che ha calcato la massima serie insieme a Fusari; il Sanga fa numericamente la parte del leone ma c'è anche Pusca del Geas fra le nuove) e un totale di circa 80 iscritte, che non è davvero malaccio, considerando che le tesserate lombarde in questi tempi magri non sono molte di più (battuta...) :huh:
Ma soprattutto, sono arrivate molte giovani, anche giovanissime (tipo un quartetto da Siziano del 2001-02), senza nessuna paura, tanta voglia di fare, spirito giusto insomma. Unitamente alle prestazioni di spicco da parte di elementi sui 22-23 anni, come Martina Baiardo, Angelica Tibè, Silvia Bassani, Marta Scarsi, possiamo dire che il ricambio generazionale sta riuscendo, e chi viene non vede solo uomini all'opera e ragazze a far tappezzeria, che è sempre il mio timore ma poi in realtà non si verifica quasi mai.
Domenica scorsa c'è stata anche la "Partita delle Stelle dei 25 anni", ovvero un All Star Game con 18 giocatori e 12 giocatrici fra i migliori della storia del torneo, che compie quest'anno il quarto di secolo e andava festeggiato.
Fra le donne sono venute fra le altre, per citare i nomi noti a chi bazzica da queste parti, Anto Contestabile, Ale Calastri e Michela Frantini e l'ex bandiera carugatese Claudia Biscari (tornata per l'occasione da un paio d'anni d'inattività), oltre alla già citata Micia Gatti. Insomma un bel piacere con tanto talento maschile & femminile riunito nello stesso spicchio d'asfalto; anche un piacere loro nello stare in campo insieme, com'è tipico che accada fra chi è bravo e riconosce la bravura altrui.
Se clicchi su apposita scritta in mia firma vedi il blog del torneo con cronache e tabellini aggiornati; sulla pagina Facebook "Torneo di Binzago - Memorial Cesare Mauri" trovi foto a josa. Qui sotto sono effigiate due delle principali protagoniste dei primi 11 giorni di quest'edizione: Baiardo e Tibè (una rossa e una bionda).
Ricordo inoltre che c'è la gastronomia a contorno, e che se proprio uno è fissato col calcio c'è la tv nel bar dell'oratorio, a 20 metri dal campo.

giovedì 28 giugno 2018
Torneo di Binzago (1): mini-aggiornamento
E' iniziato il torneo misto di Binzago, massimo evento planetario brianzolo. Disputatesi le prime 3 serate. Quest'anno ci sono 2 giocatrici di A1 (Gatti e Fusari, ambo di Broni), 12 di A2 (tra cui un esordio illustre, Gambarini) e una ventina di B. Miglior punteggio femminile finora 20 punti di Silvia Bassani.
mercoledì 27 giugno 2018
Allianz nuovo sponsor del Geas
Oggi il Geas ha annunciato la sponsorizzazione Allianz, quella delle assicurazioni.
Per quanto riguarda i prodotti del vivaio c'è stata, purtroppo, la diaspora del gruppo '95-96 ('94), quello delle miriadi di scudetti giovanili, che sarebbe stato bello vedere insieme in A1. Ormai è rimasta solo Barberis. Le annate del Geas dal '97 al 2001 compresi non hanno prodotto giocatrici da A1, poche anche da A2. Dal 2002 in poi ci sono prospettive interessanti.
Le vigne lombarde, dal ’97 al 2001 compresi, si sono disseccate di talenti, non è questione solo vostra. Lo si è visto nella nazionali giovanili di quelle annate, in cui le longobarde hanno avuto poche convocazioni e mai con ruoli di primissimo piano. Dal 2002 si torna in auge, come s’è visto alle finali nazionali di quest’anno.
Ma in realtà stavo notando che il rimpianto maggiore è quando le si produce, le giocatrici da A1, ma poi è difficile che si traducano in un gruppo che diventi l'ossatura della prima squadra, nella massima serie. Vedi anche Venezia, l'altra maggior produttrice di giocatrici dell'ultimo decennio.
Per quanto riguarda i prodotti del vivaio c'è stata, purtroppo, la diaspora del gruppo '95-96 ('94), quello delle miriadi di scudetti giovanili, che sarebbe stato bello vedere insieme in A1. Ormai è rimasta solo Barberis. Le annate del Geas dal '97 al 2001 compresi non hanno prodotto giocatrici da A1, poche anche da A2. Dal 2002 in poi ci sono prospettive interessanti.
Le vigne lombarde, dal ’97 al 2001 compresi, si sono disseccate di talenti, non è questione solo vostra. Lo si è visto nella nazionali giovanili di quelle annate, in cui le longobarde hanno avuto poche convocazioni e mai con ruoli di primissimo piano. Dal 2002 si torna in auge, come s’è visto alle finali nazionali di quest’anno.
Ma in realtà stavo notando che il rimpianto maggiore è quando le si produce, le giocatrici da A1, ma poi è difficile che si traducano in un gruppo che diventi l'ossatura della prima squadra, nella massima serie. Vedi anche Venezia, l'altra maggior produttrice di giocatrici dell'ultimo decennio.
mercoledì 13 giugno 2018
Oro 3x3: confronto spazi Gazzetta/Corriere Sport
Curiosità: il grande Roberto Galli su Facebook bacchetta la Gazzetta (rima) perché dedica, oggi, un risicato trafiletto alla vittoria mondiale nel 3 vs 3 (scrivendo tra l'altro Ciaravella anziché Ciavarella), di contro all'ampio spazio concesso da un giornale concorrente.
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