Ed è giusto così. Giusto che il 2006, l'anno di Prodi, il bolognese per eccellenza, :B): si concluda con la vittoria della sua più illustre concittadina, ovvero Kikka che con la sua scatenata banda di giovanissime strappa la seconda vittoria di tappa nel giro di un mese. Natale coi fiocchi per la patron delle Tortellins, che grazie alla pausa può lasciarsi andare a festeggiamenti prolungati: la basilica di San Petronio viene invasa da tifosi in festa che cantano cori e ballano con il beneplacito delle autorità ecclesiastiche. Ancora una volta è la grande rivelazione Striulli a guidare la squadra, superando quota 20, ma tutto il quintetto di Kikka va in doppia cifra, con Sara Giorgi, la rientrante Mancini e le determinanti Cavagni e Coraducci a fare da ago della bilancia in positivo. Miglior punteggio stagionale per la squadra e vittoria piuttosto netta.
In una tappa dal livello medio-alto, anche se non scintillante come la precedente, arriva secondo, ma più che soddisfatto, Back to the Future, che consolida la leadership. Se le Futures confermano questa costanza intorno a quota 70, ci sarà ben poco da fare per le avversarie, che solo occasionalmente riescono a raggiungere questo livello. Caracciolo è in lizza per il titolo di "MVP" stagionale, e se Valerio ha spesso alti e bassi non manca chi può sostituirla (nella fattispecie Tarantino); sotto canestro c'è sempre il guaio dell'assenza di Trevisan (imminente però il rientro), ma stavolta Occhipinti fa anche più del suo.
Un altro che si guadagna un allegro panettone (essendo milanese è d'obbligo) è il Peluche Team, che da qualche settimana sembra aver ritrovato la strada giusta. La chiave sta nella crescita, a livello realizzativo, di Arturi, che stavolta (ma speriamo non sia l'ultima) trova riscontro in una Rovida finalmente ficcante, oltre che nella ritrovata Fumagalli.
Mucchio selvaggio dal quarto all'ottavo posto. Regola il plotone Pox & One, che con l'importante rientro di Anna Rossi ritrova linfa, ringraziando anche la buona serata di Crippa. Scintilla si piazza quinta e conferma i segnali di ripresa, sfruttando il turno che vede Santonastaso opposta al materasso Mesagne e quindi autrice di un grosso bottino, spalleggiata da Brunetti. Permane la grana-play, vedremo se la patron delle Baby Sparks riuscirà a porre rimedio.
A parità di punti cede al "supplementare" Mio Mao, che con la perdurante assenza di Zampieri e l'appannamento di Maggi non può fare molto di più: buon per lui che Greppi disputa una discreta prova e con qualcosina da varie giocatrici le Kittens strappano un dignitoso 6° posto.
Punteggio non disprezzabile, ma 7° posto che va un po' stretto per Puntello, che a dispetto della buona produzione della coppia di lunghe De Gianni-Ganmal e delle "piccole" Gatti e Zambarda, si vede ancora penalizzato dal continuo "dentro e fuori" di Freschi, che lascia sguarnito un settore-esterne in cui Filippi ultimamente vede sempre di meno il campo.
Chiude il gruppone un deludente Delio, che si guasta le feste di fine anno con una scialba prova del collettivo, dalla leader Perseu in poi. E' evidente che non si può sempre chiedere gli straordinari alla bomber di Battipaglia, ma poiché Mezgec sembra essersi assestata ormai su magri bottini, non è certo a Vicenzotti o a Buccianti, pur bravine, che le Lady Mules possono affidarsi per essere da titolo assoluto.
Chiudono la classifica, testa a testa, Tignuzzo, falcidiato dalle assenze (pressoché nulla la produzione delle lunghe) e salvato dall'ultimo posto solo da Azzellini; e Codue, che timbra l'ennesima maglia nera, ahilui, perché un'ottima Jessica Cergol non trova appoggio in nessuna delle compagne.
venerdì 29 dicembre 2006
sabato 23 dicembre 2006
Peluche League - commento alla 13. giornata
Festa ufficiale rimandata, ma in realtà c'è già gente in giro per Milano nuda nel freddo di dicembre, mentre la solita "santabarbara" del quartiere Corvetto, ad altissima concentrazione di sud-italici, anticipa la sua immancabile apocalisse di petardi del Capodanno. Perché il Peluche Team dovrebbe essere tornato a vincere dopo quasi un anno di astinenza. Il condizionale è d'obbligo perché c'è Gallo di Rende che potrebbe approfittare del materasso Mesagne per segnare molto di più della sua media stagionale. Ma dovrebbe fare almeno 21 punti per consentire a Tignuzzo di soffiare lo scettro di tappa alla compagggine milanese.
Poche settimane dopo aver toccato il fondo, il Peluche Team tocca la vetta grazie, non a caso, al "ventello" congiunto dei due pilastri Fumagalli e Calastri (fa pure rima), ma nell'occasione chi fa la differenza è l'inattesa Minervino, che passa improvvisamente dagli abituali 0-2 punti a 16 (più bonus vittoria): con 3 sopra i 20, più un'Arturi in crescita, era difficile non centrare la vittoria. :B):
In realtà è stata una tappa di livello medio altissimo, la migliore dell'anno, con ben 4 squadre ad almeno 70 punti totali (e potrebbero diventare 5 con Tignuzzo). La seconda piazza, di strettissima misura, va a Back to the Future che conta a sua volta su un trio scatenato: Caracciolo e Valerio, probabilmente la miglior coppia d'esterne della Peluche League, più Corà che è discontinua ma nell'occasione punge. Solo i consueti problemi nel settore-lunghe impediscono alle Futures di salire ancora sul gradino più alto.
Si arrende al supplementare un ottimo Puntello, che può guardare al 2007 con ottimismo perché gli elementi validi ci sono, sia pure poco affidabili, perché molto giovani. Stavolta funzionano bene tutte insieme (da Ganmal a Freschi, Zambarda e Gatti) ed ecco il miglior punteggio stagionale per le Hard Workers.
Come ha ammesso lui medesimo, è una clamorosa occasione sciupata quella di Delio: con Perseu che totalizza il miglior punteggio dell'anno in assoluto, degno degli exploit della leggendaria Bagnara della passata stagione, è clamoroso arrivare solo quarti. Ma, oltre alle avversarie che come dicevamo hanno fatto benissimo, c'è da dire che il resto delle Lady Mules contribuisce ben poco: a malapena Buccianti arriva alla doppia cifra col bonus-vittoria, le altre nemmeno. Così una sola superstar non può bastare.
In sospeso, subito dietro, Tignuzzo, che sicuramente migliorerà il suo attuale punteggio di 58: infatti, vista l'assenza (pesante) di Mariani e quella di Girardelli nel settore-lunghe, i punti di Gallo andranno ad aggiungersi automaticamente. Per ora comunque è un discreto 5° posto per le Parmesans, trascinate da Rossi e Carlesi più una positiva Filippetti. Se Azzellini non fosse così discontinua, una volta rientrata Mariani la squadra sarebbe da primissimi posti. Solo che è dall'inizio dell'anno che sembra così... :blink:
Ressa nelle zone medio-basse dove arrivano 3 squadre nell'arco di 3 punti. Il gruppetto è regolato da Scintilla che mostra segnali di risveglio dopo le recenti debacle. Barisoni e Brunetti tornano a pungere, resta da recuperare la miglior Santonastaso e da rimediare, probabilmente in sede di mercato, la situazione-play, perché con Mini "desaparecida" dal roster e Dutrieux perennemente "n.e.", è un peccato farsi del male da sole, regalando in pratica un intero ruolo.
Segue Pox & One, che in questi ultimi tempi non riesce a schiodarsi da piazzamenti mediocri: l'assenza di Anna Rossi, una delle migliori, pesa anche se nell'occasione Scanzani fa la sua parte; Crippa è a sua volta in giornata-sì, e anche Profetti, ma il reparto-esterne è troppo fragile rispetto alla media delle rivali. Anche per le Poxemons un ritocco in sede di mercato, ammesso che si possa pescare ancora qualcosa di buono, sarebbe utile per riprendere slancio.
Ultima del "plotoncino" è Kikka, sottotono rispetto agli ultimi tempi in cui lottava per il primato di giornata. Non bastano Sara Giorgi e Striulli perché dalle play non arriva quasi nulla e Costanza Giorgi non entra in campo.
All'ultimo posto arrivano appaiate Anydrides e Kittens. Al momento, in virtù dei punti delle 5 escluse, evita la "maglia nera" Codue, che ha una buona Gorla e qualcosina da Jessica Cergol e Redolf. Mio Mao può ancora evitare l'onta (si fa per dire) se Carluccio farà almeno 6 punti nel recupero, altrimenti pagherà la nuova assenza di Zampieri e la giornata-no della sua bomber Maggi. Peccato perché col duo trevigiano Conti-Meneghin in spolvero poteva arrivare qualcosa di meglio, anche se in questa dura tappa non era facile.
AGGIORNAMENTO DOPO IL RECUPERO DEL 3/1
Grazie ai 12 punti di Carluccio, unica a salvarsi nell'ignominioso -81 di Mesagne, Mio Mao guadagna ben 3 posizioni "arpionando" Pox & One e battendolo al supplementare. Sfortunato invece Tignuzzo, che riceve 9 punti da Gallo ma non è sufficiente a colmare il netto distacco da Delio per la quarta piazza. A perder posizioni sono Pox, Kikka e Codue che purtroppo deve incassare l'ennesimo ultimo posto.
Poche settimane dopo aver toccato il fondo, il Peluche Team tocca la vetta grazie, non a caso, al "ventello" congiunto dei due pilastri Fumagalli e Calastri (fa pure rima), ma nell'occasione chi fa la differenza è l'inattesa Minervino, che passa improvvisamente dagli abituali 0-2 punti a 16 (più bonus vittoria): con 3 sopra i 20, più un'Arturi in crescita, era difficile non centrare la vittoria. :B):
In realtà è stata una tappa di livello medio altissimo, la migliore dell'anno, con ben 4 squadre ad almeno 70 punti totali (e potrebbero diventare 5 con Tignuzzo). La seconda piazza, di strettissima misura, va a Back to the Future che conta a sua volta su un trio scatenato: Caracciolo e Valerio, probabilmente la miglior coppia d'esterne della Peluche League, più Corà che è discontinua ma nell'occasione punge. Solo i consueti problemi nel settore-lunghe impediscono alle Futures di salire ancora sul gradino più alto.
Si arrende al supplementare un ottimo Puntello, che può guardare al 2007 con ottimismo perché gli elementi validi ci sono, sia pure poco affidabili, perché molto giovani. Stavolta funzionano bene tutte insieme (da Ganmal a Freschi, Zambarda e Gatti) ed ecco il miglior punteggio stagionale per le Hard Workers.
Come ha ammesso lui medesimo, è una clamorosa occasione sciupata quella di Delio: con Perseu che totalizza il miglior punteggio dell'anno in assoluto, degno degli exploit della leggendaria Bagnara della passata stagione, è clamoroso arrivare solo quarti. Ma, oltre alle avversarie che come dicevamo hanno fatto benissimo, c'è da dire che il resto delle Lady Mules contribuisce ben poco: a malapena Buccianti arriva alla doppia cifra col bonus-vittoria, le altre nemmeno. Così una sola superstar non può bastare.
In sospeso, subito dietro, Tignuzzo, che sicuramente migliorerà il suo attuale punteggio di 58: infatti, vista l'assenza (pesante) di Mariani e quella di Girardelli nel settore-lunghe, i punti di Gallo andranno ad aggiungersi automaticamente. Per ora comunque è un discreto 5° posto per le Parmesans, trascinate da Rossi e Carlesi più una positiva Filippetti. Se Azzellini non fosse così discontinua, una volta rientrata Mariani la squadra sarebbe da primissimi posti. Solo che è dall'inizio dell'anno che sembra così... :blink:
Ressa nelle zone medio-basse dove arrivano 3 squadre nell'arco di 3 punti. Il gruppetto è regolato da Scintilla che mostra segnali di risveglio dopo le recenti debacle. Barisoni e Brunetti tornano a pungere, resta da recuperare la miglior Santonastaso e da rimediare, probabilmente in sede di mercato, la situazione-play, perché con Mini "desaparecida" dal roster e Dutrieux perennemente "n.e.", è un peccato farsi del male da sole, regalando in pratica un intero ruolo.
Segue Pox & One, che in questi ultimi tempi non riesce a schiodarsi da piazzamenti mediocri: l'assenza di Anna Rossi, una delle migliori, pesa anche se nell'occasione Scanzani fa la sua parte; Crippa è a sua volta in giornata-sì, e anche Profetti, ma il reparto-esterne è troppo fragile rispetto alla media delle rivali. Anche per le Poxemons un ritocco in sede di mercato, ammesso che si possa pescare ancora qualcosa di buono, sarebbe utile per riprendere slancio.
Ultima del "plotoncino" è Kikka, sottotono rispetto agli ultimi tempi in cui lottava per il primato di giornata. Non bastano Sara Giorgi e Striulli perché dalle play non arriva quasi nulla e Costanza Giorgi non entra in campo.
All'ultimo posto arrivano appaiate Anydrides e Kittens. Al momento, in virtù dei punti delle 5 escluse, evita la "maglia nera" Codue, che ha una buona Gorla e qualcosina da Jessica Cergol e Redolf. Mio Mao può ancora evitare l'onta (si fa per dire) se Carluccio farà almeno 6 punti nel recupero, altrimenti pagherà la nuova assenza di Zampieri e la giornata-no della sua bomber Maggi. Peccato perché col duo trevigiano Conti-Meneghin in spolvero poteva arrivare qualcosa di meglio, anche se in questa dura tappa non era facile.
AGGIORNAMENTO DOPO IL RECUPERO DEL 3/1
Grazie ai 12 punti di Carluccio, unica a salvarsi nell'ignominioso -81 di Mesagne, Mio Mao guadagna ben 3 posizioni "arpionando" Pox & One e battendolo al supplementare. Sfortunato invece Tignuzzo, che riceve 9 punti da Gallo ma non è sufficiente a colmare il netto distacco da Delio per la quarta piazza. A perder posizioni sono Pox, Kikka e Codue che purtroppo deve incassare l'ennesimo ultimo posto.
Varie sul weekend prenatalizio
[Geas-Marghera con rimonta da -20 del Geas e vittoria al supplementare] Dev'essere stata una gran bella partita! Mi fa piacere per il Geas che finalmente centra un'impresa e si stabilizza a centro classifica con 7 vinte - 7 perse.
Però Nadia Rovida vedo che ha fatto 11 punti con 5/8 in 22 minuti, così in ombra non è stata. Vado a memoria, ma credo sia il suo massimo stagionale. Brava Swaro!
Secondo me, pur non essendo stato presente, se Arturi aveva il muso lungo [segnalato da un utente], o era un momento di stanchezza o era contrariata per essere rimasta in panchina nel finale (ipotizzo), non per la sua prova. Comunque, a mio modesto parere, uno dovrebbe sforzarsi di sorridere se la sua squadra ha appena battuto una big come Marghera, fingendo di fregarsene del proprio ego. Perché dà un po' fastidio che mentre tutti son contenti tu sei lì col muso lungo. Però, ripeto, mi baso solo su ciò che dici di aver visto. In ogni caso non è grave.
[A un utente che dava Gottardi assente perché in uscita da Carugate] Mi sa che il tuo informatore aveva pippato... Gottardi in campo per 24 minuti, 6 punti con 3/11 al tiro. Peccato che Carugate ha perso di 2, toppando il terzo big match casalingo consecutivo in volata dopo Udine e Broni. Rischia di diventare patologica, la cosa. Per fortuna in vetta c'è un equilibrio tremendo, Broni ha perso e così i punti di distanza di Carugate dal vertice sono ancora 2.
Gottardi in uscita? Non si può mai sapere ma per ora è dentro.
Masha Maiorano (che quest'anno nel sito Lega è diventata Mascha, ovvero il nome - se non andiamo errati - anagrafico ma non quello "d'arte") 10 punti ieri in una partita tiratissima (ehm) di Parma contro Maddaloni. 1/2 da 2 e 2/4 sia da 3 che ai liberi. E' la sua prima doppia cifra in campionato quest'anno, che si aggiunge alle due ottenute in Coppa.
Però Nadia Rovida vedo che ha fatto 11 punti con 5/8 in 22 minuti, così in ombra non è stata. Vado a memoria, ma credo sia il suo massimo stagionale. Brava Swaro!
Secondo me, pur non essendo stato presente, se Arturi aveva il muso lungo [segnalato da un utente], o era un momento di stanchezza o era contrariata per essere rimasta in panchina nel finale (ipotizzo), non per la sua prova. Comunque, a mio modesto parere, uno dovrebbe sforzarsi di sorridere se la sua squadra ha appena battuto una big come Marghera, fingendo di fregarsene del proprio ego. Perché dà un po' fastidio che mentre tutti son contenti tu sei lì col muso lungo. Però, ripeto, mi baso solo su ciò che dici di aver visto. In ogni caso non è grave.
[A un utente che dava Gottardi assente perché in uscita da Carugate] Mi sa che il tuo informatore aveva pippato... Gottardi in campo per 24 minuti, 6 punti con 3/11 al tiro. Peccato che Carugate ha perso di 2, toppando il terzo big match casalingo consecutivo in volata dopo Udine e Broni. Rischia di diventare patologica, la cosa. Per fortuna in vetta c'è un equilibrio tremendo, Broni ha perso e così i punti di distanza di Carugate dal vertice sono ancora 2.
Gottardi in uscita? Non si può mai sapere ma per ora è dentro.
Masha Maiorano (che quest'anno nel sito Lega è diventata Mascha, ovvero il nome - se non andiamo errati - anagrafico ma non quello "d'arte") 10 punti ieri in una partita tiratissima (ehm) di Parma contro Maddaloni. 1/2 da 2 e 2/4 sia da 3 che ai liberi. E' la sua prima doppia cifra in campionato quest'anno, che si aggiunge alle due ottenute in Coppa.
giovedì 14 dicembre 2006
Peluche League - commento alla 12. giornata
Torna a soffiare un vento di bora sulla Peluche League. In realtà non è che Delio fosse a secco da molto (3 giornate), però il distacco dal leader Back stava rischiando di ampliarsi, è invece questa è una tappa d'oro per le Lady Mules che vedono le Futures accusare una battuta a vuoto. Le triestine, invece, girano bene come a inizio stagione, grazie alla solita Perseu ma anche alla sorprendente Vicenzotti, vera arma decisiva di questa tappa con i suoi 13+5 punti. Anche Puidokas va sopra la media, e col "mattoncino" da Mezgec si completa un netto successo.
In una giornata mediamente poco esaltante, infatti, arriva ben staccata Kikka, che comunque continua il suo magic-moment, trovando stavolta, più che acuti individuali, tante buone prove, dalle solite Striulli e Sara Giorgi a Costanza Giorgi e Cavagni, tutte in doppia cifra.
Le Tortellins regolano il redivivo Peluche Team, che dopo la contestazione del pubblico e la minaccia di patron Meursault, pensate un po', di togliere l'aria condizionata dall'aereo privato che mette a disposizione della squadra, nonché di sospendere la fornitura di fragoline di bosco nelle lussuose residenze delle giocatrici, :o: si dà una mossa con Fumagalli e Calastri, ovvero le giocatrici-chiave. Sta crescendo l'umile Bonalumi, ma in realtà è un 3° posto frutto più delle disgrazie altrui che dei meriti propri. Tanto di guadagnato, in ogni caso.
Equilibrio ai piedi del podio. Discreta quarta piazza per Tignuzzo, in cui si confermano in crescita Mariani e Rossi, però stavolta stecca Azzellini e così non si può fare più di tanto. Basta comunque per regolare Puntello, non malaccio con De Gianni, Freschi e Zambarda; e Mio Mao che arriva subito dietro, trovando un'inattesa Greppi e una positiva Cumbat, ma pagando l'assenza pesante di Zampieri oltre alla "siccità" totale di Meneghin. Manca ancora una lira per fare il milione.
Giornata da dimenticare per Back to the Future. Il capolista deraglia un po' con tutti i suoi elementi, anche se Caracciolo merita la sufficienza e Occhipinti fa la sua parte. Il problema è che se Valerio stecca la squadra si ritrova corta, perché senza Trevisan c'è poca qualità sotto, mentre Corà non è una garanzia in termini realizzativi.
Un trio sotto la soglia del "minimo sindacale" di 40 punti: Pox & One, che in una giornata tragica per tutte le sue Poxemons riesce a limitare i danni grazie all'en plein di bonus-vittoria; Codue, che dopo la "sbornia" del 2° posto della settimana prima si deve accontentare di evitare l'ultimo posto, visto che le sue girls che avevano indossato il costume da WonderWoman evidentemente hanno dovuto... restituirlo :cry: ; e infine Scintilla, che si conferma in preoccupante crisi un po' in tutti i reparti, visto che Santonastaso fa pochino, Barisoni idem e nei play c'è il solito vuoto.
In una giornata mediamente poco esaltante, infatti, arriva ben staccata Kikka, che comunque continua il suo magic-moment, trovando stavolta, più che acuti individuali, tante buone prove, dalle solite Striulli e Sara Giorgi a Costanza Giorgi e Cavagni, tutte in doppia cifra.
Le Tortellins regolano il redivivo Peluche Team, che dopo la contestazione del pubblico e la minaccia di patron Meursault, pensate un po', di togliere l'aria condizionata dall'aereo privato che mette a disposizione della squadra, nonché di sospendere la fornitura di fragoline di bosco nelle lussuose residenze delle giocatrici, :o: si dà una mossa con Fumagalli e Calastri, ovvero le giocatrici-chiave. Sta crescendo l'umile Bonalumi, ma in realtà è un 3° posto frutto più delle disgrazie altrui che dei meriti propri. Tanto di guadagnato, in ogni caso.
Equilibrio ai piedi del podio. Discreta quarta piazza per Tignuzzo, in cui si confermano in crescita Mariani e Rossi, però stavolta stecca Azzellini e così non si può fare più di tanto. Basta comunque per regolare Puntello, non malaccio con De Gianni, Freschi e Zambarda; e Mio Mao che arriva subito dietro, trovando un'inattesa Greppi e una positiva Cumbat, ma pagando l'assenza pesante di Zampieri oltre alla "siccità" totale di Meneghin. Manca ancora una lira per fare il milione.
Giornata da dimenticare per Back to the Future. Il capolista deraglia un po' con tutti i suoi elementi, anche se Caracciolo merita la sufficienza e Occhipinti fa la sua parte. Il problema è che se Valerio stecca la squadra si ritrova corta, perché senza Trevisan c'è poca qualità sotto, mentre Corà non è una garanzia in termini realizzativi.
Un trio sotto la soglia del "minimo sindacale" di 40 punti: Pox & One, che in una giornata tragica per tutte le sue Poxemons riesce a limitare i danni grazie all'en plein di bonus-vittoria; Codue, che dopo la "sbornia" del 2° posto della settimana prima si deve accontentare di evitare l'ultimo posto, visto che le sue girls che avevano indossato il costume da WonderWoman evidentemente hanno dovuto... restituirlo :cry: ; e infine Scintilla, che si conferma in preoccupante crisi un po' in tutti i reparti, visto che Santonastaso fa pochino, Barisoni idem e nei play c'è il solito vuoto.
domenica 10 dicembre 2006
Peluche League - commento all'11. giornata
Una giornata che sarebbe piaciuta a un Che Guevara: rivoluzionaria. Gerarchie sconvolte e "peones" che si fanno re. Può darsi che sia solo un fuoco di paglia, ma intanto ci piace vedere che l'obiettivo di creare equilibrio si stia realizzando sempre di più.
Inaudita la mischia per la vittoria di tappa: ben 5 squadre si gettano al fotofinish in un fazzoletto di appena 3 punti. Il trionfo va a Kikka: complimenti perché una squadra giovane, che sembrava così "scalcagnata" a inizio stagione, ha fatto passi da gigante e questo è il degno coronamento. :B): Scene di giubilo incredibili a Bologna: caroselli di macchine impazzano per le vie del centro, dalle Due torri vengono fatti pendere giganteschi stendardi col simbolo della squadra (un tortellino), la patron Kikka viene lanciata nella fontana del Nettuno, e purtroppo per lei siamo a dicembre. Ma la gioia val bene un bagno gelato. Decisiva la coppia Striulli-Sara Giorgi, stratosferica, poi anche Costanza Giorgi e Hediger fanno la loro parte, e quel pizzico di fortuna nel vincere di 1 punto è comunque meritato.
Si arrende di un pelo, ma comunque ride, Codue, che magicamente si trasforma da brutto (e lamentoso) anatroccolo in bel cigno: all'improvviso tutto il suo quintetto scalda la mano, con Jessica Cergol e Catellani in particolare evidenza. Anche Marchion e Gorla vanno in doppia cifra, e pensare che viene scartato un punteggio di 11, realizzato da Martinoia: per la serie, dopo la siccità il diluvio... :woot: Ora però serve continuità. Il primo podio dell'anno può comunque essere uno stimolo forte.
Sul gradino più basso del podio sale Tignuzzo, che forse può nutrire qualche rimpianto perché con 2 punti in più era primo, ma intanto conferma una ritrovata competitività che era già emersa nelle settimane precedenti. Scatenata la coppia Azzellini-Mariani che compensa una giornata mediocre delle altre.
Arrivano alla pari, sgomitando e randellandosi, i due dominatori della classifica generale. Delio piega al supplementare il rivale, sfruttando l'ennesima prova super di Perseu. La spalleggiano le meno attese Samantha Cergol e Puidokas, se non fosse stato per l'assenza di Mezgec probabilmente ci scappava la vittoria di tappa. Back to the Future si accontenta del 5° posto, pagando a sua volta un'assenza importante (Valerio oltre a quella già da tempo di Trevisan), ma ottiene buone cose dalle "superstiti", in primis la certezza Caracciolo ma anche Chiarella e Corà.
A metà classifica, staccato dai primi ma a sua volta nettamente meglio degli ultimi, si piazza Mio Mao, che ormai sembra aver raggiunto una certa costanza di rendimento, "senza infamia e senza lode". -_- Maggi va (quasi) sempre forte, ma le ragazze di Treviso sembra che non riescano mai a giocar bene tutte insieme: stavolta ok Zampieri ma poco da Conti e Meneghin.
Un abisso prima di trovare le ultime quattro. Pox & One regola la pattuglia dei ritardatari con Scanzani e De Biase, ma paga la pessima prova delle esterne, a dire il vero non occasionale ma quasi strutturale, se si eccettuano alcuni lampi che ogni tanto Crippa tira fuori. Segue Puntello che raccatta punticini da varie giocatrici ma non trova squilli da nessuna. Non è un gran periodo per Scintilla, che continua a pagare l'emergenza nel settore-play; inoltre le lunghe, in assenza di Brunetti, non hanno alternative, e in queste condizioni la rosa è fragile.
Peggio ancora, comunque, il Peluche Team che si merita la maglia nera di tappa, e la contestazione del pubblico, con una prova disastrosa sotto tutti i punti di vista. Da salvare Pianezzola perché a lei non si chiede molto, ma è chiaro che se Fumagalli è in un periodo-no, Calastri fa virgola e Arturi continua a segnare poco, il resto non può inventarsi tutte le volte qualcosa per sopperire. Ha funzionato altre volte, ma alla lunga si paga così.
Inaudita la mischia per la vittoria di tappa: ben 5 squadre si gettano al fotofinish in un fazzoletto di appena 3 punti. Il trionfo va a Kikka: complimenti perché una squadra giovane, che sembrava così "scalcagnata" a inizio stagione, ha fatto passi da gigante e questo è il degno coronamento. :B): Scene di giubilo incredibili a Bologna: caroselli di macchine impazzano per le vie del centro, dalle Due torri vengono fatti pendere giganteschi stendardi col simbolo della squadra (un tortellino), la patron Kikka viene lanciata nella fontana del Nettuno, e purtroppo per lei siamo a dicembre. Ma la gioia val bene un bagno gelato. Decisiva la coppia Striulli-Sara Giorgi, stratosferica, poi anche Costanza Giorgi e Hediger fanno la loro parte, e quel pizzico di fortuna nel vincere di 1 punto è comunque meritato.
Si arrende di un pelo, ma comunque ride, Codue, che magicamente si trasforma da brutto (e lamentoso) anatroccolo in bel cigno: all'improvviso tutto il suo quintetto scalda la mano, con Jessica Cergol e Catellani in particolare evidenza. Anche Marchion e Gorla vanno in doppia cifra, e pensare che viene scartato un punteggio di 11, realizzato da Martinoia: per la serie, dopo la siccità il diluvio... :woot: Ora però serve continuità. Il primo podio dell'anno può comunque essere uno stimolo forte.
Sul gradino più basso del podio sale Tignuzzo, che forse può nutrire qualche rimpianto perché con 2 punti in più era primo, ma intanto conferma una ritrovata competitività che era già emersa nelle settimane precedenti. Scatenata la coppia Azzellini-Mariani che compensa una giornata mediocre delle altre.
Arrivano alla pari, sgomitando e randellandosi, i due dominatori della classifica generale. Delio piega al supplementare il rivale, sfruttando l'ennesima prova super di Perseu. La spalleggiano le meno attese Samantha Cergol e Puidokas, se non fosse stato per l'assenza di Mezgec probabilmente ci scappava la vittoria di tappa. Back to the Future si accontenta del 5° posto, pagando a sua volta un'assenza importante (Valerio oltre a quella già da tempo di Trevisan), ma ottiene buone cose dalle "superstiti", in primis la certezza Caracciolo ma anche Chiarella e Corà.
A metà classifica, staccato dai primi ma a sua volta nettamente meglio degli ultimi, si piazza Mio Mao, che ormai sembra aver raggiunto una certa costanza di rendimento, "senza infamia e senza lode". -_- Maggi va (quasi) sempre forte, ma le ragazze di Treviso sembra che non riescano mai a giocar bene tutte insieme: stavolta ok Zampieri ma poco da Conti e Meneghin.
Un abisso prima di trovare le ultime quattro. Pox & One regola la pattuglia dei ritardatari con Scanzani e De Biase, ma paga la pessima prova delle esterne, a dire il vero non occasionale ma quasi strutturale, se si eccettuano alcuni lampi che ogni tanto Crippa tira fuori. Segue Puntello che raccatta punticini da varie giocatrici ma non trova squilli da nessuna. Non è un gran periodo per Scintilla, che continua a pagare l'emergenza nel settore-play; inoltre le lunghe, in assenza di Brunetti, non hanno alternative, e in queste condizioni la rosa è fragile.
Peggio ancora, comunque, il Peluche Team che si merita la maglia nera di tappa, e la contestazione del pubblico, con una prova disastrosa sotto tutti i punti di vista. Da salvare Pianezzola perché a lei non si chiede molto, ma è chiaro che se Fumagalli è in un periodo-no, Calastri fa virgola e Arturi continua a segnare poco, il resto non può inventarsi tutte le volte qualcosa per sopperire. Ha funzionato altre volte, ma alla lunga si paga così.
giovedì 7 dicembre 2006
Peluche League - commento alla 10. giornata
Risultati in sospeso per il recupero Ancona-Pomezia del 20/12. Ma Back to the Future può già festeggiare la sua quinta vittoria stagionale. Punteggio eccellente per le Futures, trascinate dalle scatenate Caracciolo e Tarantino, ma efficaci anche nel resto del plotone con le lunghe Occhipinti e Gaglio e l'umile Di Deo a portare il suo mattoncino.
E' servita tutta la potenza di fuoco alla squadra leader della graduatoria, perchè Pox & One ha opposto una strenua resistenza. Miglior prestazione stagionale per le Poxemons, che venivano da un periodo non esaltante: esplosione realizzativa di Scanzani, Crippa e Fiorilli, tre che mediamente sono lontane dalla doppia cifra; solo un reparto-lunghe non all'altezza nega la prima vittoria stagionale alla formazione del patron pugliese, tuttavia sfortunato perché con questo punteggio avrebbe vinto nella maggior parte delle altre tappe.
Netto il divario dal resto del gruppo: terzo posto che fa morale per Tignuzzo, reduce da un periodo nero, che sembra poter invertire la tendenza ora che Mariani è tornata a un rendimento degno di lei, che Carlesi e Chiara Rossi vanno in doppia cifra e il duo di Siena Soli-Filippetti fa meglio del solito.
Resta ai piedi del podio un discreto Mio Mao, che paga, come già in tante altre occasioni, la carenza di bonus-vittoria: Maggi è sicuramente un acquisto d'oro, Zampieri una sicurezza, ma il resto offre pochino. Ci vuole ancora qualcosina in più per un ulteriore salto di qualità.
Gazzarra nelle posizioni tra la quinta e l'ottava. La spunta Delio, che limita i danni in una giornata strepitosa per il suo rivale Back to the Future. Le Lady Mules stanno ritrovando la miglior Perseu, ma la siciliana predica nel deserto, anche se Elizabeth Ribeiro sta crescendo.
In leggera flessione Kikka, ma è normale nel momento in cui a Bologna sono tornate le titolari e quindi le giovani Hediger e Coraducci hanno perso spazio. Però Striulli ormai è una certezza (e pensare che la sua proprietaria si era dichiarata "scettica" su di lei a inizio stagione...), Sara Giorgi quasi, e tra le tante altre giovanissime ce n'è sempre una o due che fanno bene. Peccato per la giornataccia delle play.
Un altro punto sotto arriva Scintilla. Brusco il crollo delle Baby Sparks che nella tappa scorsa erano arrivate seconde, ma le assenze nel settore-play non possono essere sempre mascherate a dovere, e se le varie Santonastaso e Barisoni scivolano nell'anonimato, non basta Bindelli.
Brutto ottavo posto, che potrebbe diventare nono in caso di (probabile) sorpasso di Codue, per il Peluche Team. Con Fumagalli e Calastri quasi nulle c'è poco da fare, perchè le bocche da fuoco non è che abbondino nella compagine milanese: Marulli da quando fu minacciata di taglio è sempre andata a bersaglio, ma è chiaro che non può essere lei la salvatrice della patria, né la pur positiva Pianezzola. Urge il risveglio (in termini di punti, chiaramente, visto che purtroppo è l'unica cosa che conta in questo gioco) di Arturi e Rovida.
Codue attende fiducioso l'esito del recupero, augurandosi che le sue quattro giocatrici impegnate segnino in abbondanza. In ogni caso ha già evitato, grazie a un'ottima Catellani, l'ultimo posto.
Maglia nera che va a Puntello, decisamente sottotono in tutti i reparti pagando l'assenza di Freschi e la "secca" di Filippi e (quasi) di Ganmal. Le sue giovanissime play, tra l'altro, hanno subito ultimamente un brusco calo del minutaggio e questo può essere un problema su cui intervenire nel mercato.
** AGGIORNAMENTO DOPO IL RECUPERO **
Dal tanto atteso recupero Ancona-Pomezia, Codue ottiene qualche punto ma non certo quanto sperava: sfortunato, il tapino, perché la partita finisce con un miserrimo 48-34, con Gorla a secco e le altre non granché meglio. Sicché le Anydrides piazzano il sorpasso al Peluche Team ma finiscono in fondo a una "colonna" di 4 squadre staccate tra loro di 1 solo punto. In pratica sarebbero bastati 4 punti in più e Codue sarebbe salito al 5° posto. Peccato.
E' servita tutta la potenza di fuoco alla squadra leader della graduatoria, perchè Pox & One ha opposto una strenua resistenza. Miglior prestazione stagionale per le Poxemons, che venivano da un periodo non esaltante: esplosione realizzativa di Scanzani, Crippa e Fiorilli, tre che mediamente sono lontane dalla doppia cifra; solo un reparto-lunghe non all'altezza nega la prima vittoria stagionale alla formazione del patron pugliese, tuttavia sfortunato perché con questo punteggio avrebbe vinto nella maggior parte delle altre tappe.
Netto il divario dal resto del gruppo: terzo posto che fa morale per Tignuzzo, reduce da un periodo nero, che sembra poter invertire la tendenza ora che Mariani è tornata a un rendimento degno di lei, che Carlesi e Chiara Rossi vanno in doppia cifra e il duo di Siena Soli-Filippetti fa meglio del solito.
Resta ai piedi del podio un discreto Mio Mao, che paga, come già in tante altre occasioni, la carenza di bonus-vittoria: Maggi è sicuramente un acquisto d'oro, Zampieri una sicurezza, ma il resto offre pochino. Ci vuole ancora qualcosina in più per un ulteriore salto di qualità.
Gazzarra nelle posizioni tra la quinta e l'ottava. La spunta Delio, che limita i danni in una giornata strepitosa per il suo rivale Back to the Future. Le Lady Mules stanno ritrovando la miglior Perseu, ma la siciliana predica nel deserto, anche se Elizabeth Ribeiro sta crescendo.
In leggera flessione Kikka, ma è normale nel momento in cui a Bologna sono tornate le titolari e quindi le giovani Hediger e Coraducci hanno perso spazio. Però Striulli ormai è una certezza (e pensare che la sua proprietaria si era dichiarata "scettica" su di lei a inizio stagione...), Sara Giorgi quasi, e tra le tante altre giovanissime ce n'è sempre una o due che fanno bene. Peccato per la giornataccia delle play.
Un altro punto sotto arriva Scintilla. Brusco il crollo delle Baby Sparks che nella tappa scorsa erano arrivate seconde, ma le assenze nel settore-play non possono essere sempre mascherate a dovere, e se le varie Santonastaso e Barisoni scivolano nell'anonimato, non basta Bindelli.
Brutto ottavo posto, che potrebbe diventare nono in caso di (probabile) sorpasso di Codue, per il Peluche Team. Con Fumagalli e Calastri quasi nulle c'è poco da fare, perchè le bocche da fuoco non è che abbondino nella compagine milanese: Marulli da quando fu minacciata di taglio è sempre andata a bersaglio, ma è chiaro che non può essere lei la salvatrice della patria, né la pur positiva Pianezzola. Urge il risveglio (in termini di punti, chiaramente, visto che purtroppo è l'unica cosa che conta in questo gioco) di Arturi e Rovida.
Codue attende fiducioso l'esito del recupero, augurandosi che le sue quattro giocatrici impegnate segnino in abbondanza. In ogni caso ha già evitato, grazie a un'ottima Catellani, l'ultimo posto.
Maglia nera che va a Puntello, decisamente sottotono in tutti i reparti pagando l'assenza di Freschi e la "secca" di Filippi e (quasi) di Ganmal. Le sue giovanissime play, tra l'altro, hanno subito ultimamente un brusco calo del minutaggio e questo può essere un problema su cui intervenire nel mercato.
** AGGIORNAMENTO DOPO IL RECUPERO **
Dal tanto atteso recupero Ancona-Pomezia, Codue ottiene qualche punto ma non certo quanto sperava: sfortunato, il tapino, perché la partita finisce con un miserrimo 48-34, con Gorla a secco e le altre non granché meglio. Sicché le Anydrides piazzano il sorpasso al Peluche Team ma finiscono in fondo a una "colonna" di 4 squadre staccate tra loro di 1 solo punto. In pratica sarebbero bastati 4 punti in più e Codue sarebbe salito al 5° posto. Peccato.
domenica 3 dicembre 2006
L'angolo della B (1)
L'ANGOLO DELLA B
Rubrica a comparsa intermittente
- All'Idea Sport Milano (B2) è tornata ad allenarsi Chiara Lestingi. La play-guardia del 1979, una delle Favorite del Comitato, :wub: si prepara a tornare in campo a gennaio, dopo un anno abbondante di stop per maternità, per aiutare la sua storica squadra a salvarsi. La situazione al momento è preoccupante con 1 vittoria nelle prime 9 partite e mille problemi dopo la retrocessione del maggio scorso. Già cambiato l'allenatore con Garuti al posto di Rigamonti.
- Varese batte Cantù. Non è il maschile ma il femminile, che ha visto una bellissima sfida in B2 vinta dalle varesine sulle brianzuole finora imbattute: 76-78 dopo un supplementare. :B): Tra le protagoniste la nostra beneamata Gaia Angelo, che la scorsa settimana aveva segnato il canestro decisivo in un altro supplementare, con le bresciane di Urago Oltremella. Azione di puro carattere per lei, che dopo una prova tragica al tiro (3/17) si è fatta carico dell'azione-partita sul -1 a -15", palleggiando a lungo prima di buttarsi in entrata sul lato destro e appoggiare a tabellone, quasi allo scadere, sulla spinta delle sue atletiche gambotte. :lol:
- A proposito di Urago segnalo invece che è tornata ieri sul parquet, dopo circa un anno, la grande Laura Marcolini, ultima apparizione a Carugate in A2 ma anche in A1 anni or sono. La sua carriera è ultimamente stata condizionata dalla doppia maternità e questo rientro ha mostrato ancora un po' di ruggine da togliere (3 punti).
Rubrica a comparsa intermittente
- All'Idea Sport Milano (B2) è tornata ad allenarsi Chiara Lestingi. La play-guardia del 1979, una delle Favorite del Comitato, :wub: si prepara a tornare in campo a gennaio, dopo un anno abbondante di stop per maternità, per aiutare la sua storica squadra a salvarsi. La situazione al momento è preoccupante con 1 vittoria nelle prime 9 partite e mille problemi dopo la retrocessione del maggio scorso. Già cambiato l'allenatore con Garuti al posto di Rigamonti.
- Varese batte Cantù. Non è il maschile ma il femminile, che ha visto una bellissima sfida in B2 vinta dalle varesine sulle brianzuole finora imbattute: 76-78 dopo un supplementare. :B): Tra le protagoniste la nostra beneamata Gaia Angelo, che la scorsa settimana aveva segnato il canestro decisivo in un altro supplementare, con le bresciane di Urago Oltremella. Azione di puro carattere per lei, che dopo una prova tragica al tiro (3/17) si è fatta carico dell'azione-partita sul -1 a -15", palleggiando a lungo prima di buttarsi in entrata sul lato destro e appoggiare a tabellone, quasi allo scadere, sulla spinta delle sue atletiche gambotte. :lol:
- A proposito di Urago segnalo invece che è tornata ieri sul parquet, dopo circa un anno, la grande Laura Marcolini, ultima apparizione a Carugate in A2 ma anche in A1 anni or sono. La sua carriera è ultimamente stata condizionata dalla doppia maternità e questo rientro ha mostrato ancora un po' di ruggine da togliere (3 punti).
lunedì 27 novembre 2006
[A1] Parma passa a Como. Ma Maiorano chi l'ha vista?
Prima di fare un resoconto di Comense-Parma di ieri, devo denunciare di essere stato vittima di una truffa. Sì, perché ho pagato 10 euro di biglietto (e qua già ci sarebbe da ridire: aumento di 2 euro rispetto all’anno scorso a fronte di un crollo verticale nella caratura della squadra di casa) per vedere:
a) la Comense senza Paparazzo, senza Pellizzari, senza Bouderra e senza Turner. Ovvero, una squadra già ultima in classifica senza quattro pezzi importanti. Ancora un po’ e dovevano mettere le Under 14 per riempire la panchina…;
b) la capolista Parma che impiega 35 minuti per scrollarsi di dosso un’avversaria così disastrata;
c) la giocatrice per la quale ero venuto (Masha Maiorano) rimanere in panchina per 40 minuti su 40 in una partita contro l’ultima in classifica più conciata che mai.
Ma non solo. A causa del traffico sulla Nazionale dei Giovi (fancù ai semafori di Fino Mornasco) sono entrato nel Palasampietro di Casnate alle 18.10, dopo aver pagato il biglietto a prezzo pieno. Che nessuno mi ha controllato, quindi avrei potuto fare il furbo e infilarmi dentro gratis. Ma vabbè, finanziamo pure ‘sta Comense ridotta in miseria.
Il problema è un altro: com’è possibile che in quel momento eravamo già a 30 secondi dalla fine del 1° quarto? È evidente che la partita è iniziata in anticipo. :blink: Arbitri, voi e la vostra fretta di andare a casa dovreste mettervela in un certo posto, perché anche voi siete colpevoli di truffa: una persona che arriva all’orario previsto per l’inizio, pagando, ha diritto di vedere l’intera partita, così come se arriva alle 18.10 ha diritto a perdersi al massimo 5-6 minuti. Se voi iniziate alle 17.55 frodate la gente e il Comitato si rivolgerà al Codacons, che tra l’altro si è schierato col centro-sinistra alle ultime elezioni.
Certo, anch’io me la sono tirata addosso: dopo che gli anni scorsi avevo visto partite senza storia (Comense facile su Rovereto due stagioni fa e su Parma in quella scorsa), avevo auspicato di vedere quantomeno una partita vera, cosa che mi sembrava difficile viste le condizioni pietose della Comense. In realtà, col senno di poi, era molto meglio se la partita si chiudeva dopo 2 quarti: almeno avrei avuto qualche speranza di vedere Maiorano in campo. Certo che anche entrare solo perché i giochi sono fatti non è il massimo: ma sarebbe stato meglio che niente. O no? Boh, ci penso ma ora mi rispondo in un modo, ora nell’altro. :unsure:
Fatto sta che la Masha nazionale non s’è tolta la tuta nemmeno un attimo, e siccome ero nelle tribune opposte alle panchine l’ho vista soltanto in lontananza, piccina picciò. In più mi son perso il riscaldamento prepartita per il già detto ritardo, e pure quello dell’intervallo perché impegnato al telefono con l’illustre coach di Vittuone, Riccardi.
Me ne potrei anche andare così... ma tanto vale dire qualcosa su chi in campo si è visto. Saltato dunque a piè pari il 1° quarto, ci si ritrova all’inizio del 2° sul 17-19 per Parma. Dalle statistiche di fine partita deduciamo che le protagoniste iniziali siano state Invernizzi da una parte e Dacic dall’altra; quest’ultima poi non ha combinato quasi più nulla per il resto della partita. C’è ora un quintetto con molti cambi per Parma, ad esempio Gibertini, dentro prima del previsto (segna subito su un bell’assist di Corbani a tagliare l’area), poi pure Van Malderen, Battisodo e appunto Corbani insieme all’unica titolare Screen (anche se non so se Battisodo sia partita in quintetto al posto della convalescente Bello).
Per la Comense il discorso cambi/titolari praticamente non si pone, visto che in panca ci sono tre dall’89 in poi (Arnaboldi, Bestagno, Tagliabue) più Turner indisponibile... roba da chiodi, ma c’è un’Aziz molto vivace (peccato che spesso non concretizzi, perché quanto a balzi e impegno non si risparmia certo) con le sue iniziative mancine, e poi c’è una Donvito da applausi, inarrestabile motorino che nell’occasione va fuori giri molto meno del solito, facendo un mazzo tanto alle sue marcatrici: suo il contropiede del 23-24.
Entra pure la piccolissima Arnaboldi (prova una tripla ma va fuori), Parma prova a sfruttare la situazione col pressing e forza subito un’infrazione di campo, ma in realtà le emiliane non è che abbiano molta voglia di sudare: classica partita in cui una squadra sa di essere superiore e non affonda i colpi perché crede di poterlo fare in qualsiasi momento, mentre le avversarie, senza nulla da perdere, giocano con generosità. Segna ancora Gibertini, poi rientra Podrug che cerca subito un assist “no look” ma spedisce la palla fuori campo. In compenso Como commette una serie di erroracci che fanno brontolare il pubblico, soprattutto con le due ’88 Silva e Fassina: in questa situazione hanno molto spazio e molte opportunità, va dato atto che non si tirano indietro e ci provano spesso, ma la mira è tremenda. E la pallidissima Plank non fa certo meglio, anzi è ben più evanescente. La gente sacripanta, ma si può capirli: per 15 anni sono stati abituati al caviale, oggi si ritrovano una zuppa rustica: :sick: non c’è da stupirsi che le tribune siano pressoché deserte (saranno sì e no 150: fate conto che contemporaneamente a Monza, per vedere l’ultima in classifica in B2 - sempre femminile, s'intende -, ce n’erano 100...), del resto anche ai bei tempi non è che ci fossero folle enormi: si sa che qui in Brianza la gente lavora, mica come quei parassiti di sinistra...
Dopo una tripla di Screen (migliore in campo) per il +6 Parma, replica subito Donvito, abbastanza fortunosamente, dopo un contropiede in cui aveva rischiato di farsi rubar palla da Battisodo (26-29). Altro botta e risposta: Podrug serve un assist per Mahoney (a mezzo servizio come Bello), replica Donvito pescando Aziz: 28-31. Molti errori nel finale: Silva strappa un rimbalzo in attacco a Dacic (rientrata da un po’ ma poco servita) ma tira un “cross” da sotto (argh), Corbani scheggia il ferro dall’angolo, Daciciona intercetta un passaggio di Donvito allo scadere. Si va all’intervallo sul 30-31 perché Parma gioca con troppa sufficienza, con lampi di bel gioco ma molte sbavature contro la zona “obbligata” delle padrone di casa, poca voglia di far pesare davvero la nettissima superiorità.
Donvito contro Corbani: inarrestabile Valentina.
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All’inizio del 3° quarto si rivede Bello per Parma. Sprazzo positivo su entrambi i fronti: Aziz “manda al bar” Dacic (direbbe Flavio Tranquillo) con una finta e poi le piazza una sospensione mancina dalla media, molto felpata; Podrug, fissata con gli assist, ne serve uno per Screen che segna in sottomano rovesciato. Aziz, con grinta, anticipa Dacic che si riscatta subito intercettando a sua volta un passaggio e poco dopo stoppando l’avversaria (più bassa di 15 centimetri). Silva manda sul ferro 2 triple centrali di fila, ne approfitta Parma che allunga a +9 (32-41) dopo un contropiede di Screen. A forza di insistere, si sblocca finalmente Silva, che segna dalla media e poi con una bella penetrazione dal lato destro: 36-41. Podrug, prima di essere sostituita con Van Malderen, finalmente si “degna” di prendersi un tiro (non ne ha sbagliato uno ma ne ha effettuati pochissimi) e segna dalla media, poi Dacic (alleluia) di prepotenza in post basso fa il nuovo +9 (36-45). Donvito piazza un triplone dall’angolo ma Mahoney replica subito dalla media, imitata da Van Malderen (40-49). In effetti saranno i tiri “chirurgici” realizzati dai 5 metri nei momenti decisivi a far la differenza per Parma, che da sotto combina poco: Dacic è randellata ma gli arbitri non fischiano, sul contropiede Donvito segna e poi “ciula” palla dalla rimessa da fondo, così Aziz si procura un fallo e mette due liberi (44-49). Timeout e Daciciona, furiosa, tira un calcio a un cartellone pubblicitario. Mi’, che energumena! :ph34r:
Si arriva alla fine di un quarto senza grossi episodi ma divertente, anche se nel finale si vedono Fassina e Dacic sbagliare male da sotto, mentre Invernizzi si guadagna due liberi su un rimbalzo d’attacco e li segna per il 46-50 al 30’. La Comense insomma continua a lottare e all’inizio del 4° periodo torna ulteriormente sotto con Aziz che prima sbaglia goffamente un reverse, ma poi segna dalla media (48-51). Screen, ancora e sempre lei, ne azzecca un altro da fuori, ma Donvito è indemoniata: segna in penetrazione di sinistro, subisce fallo e mette l’aggiuntivo: 51-53 con 8’ da giocare. Applausi a scena aperta dal pubblico che sta riconoscendo l’impegno alle sue.
Ma qui arriva finalmente il break decisivo per Parma, aperto dalla puntuale Screen che buca ancora la zona dai 5 metri. Aziz, evidentemente stanca, sbaglia banalmente da sotto, e Battisodo ha uno dei pochi lampi in attacco (per il resto ha fatto quasi solo da “smistapalla” contro la zona) e infila una tripla frontale molto importante: 51-58 a –7’. Timeout ma subito dopo, Podrug ruba palla dalla rimessa e segna con fallo di Silva (quinto): 51-61 e partita compromessa per Como.
Nota di... colore: Parma, tra Corbani, Van Malderen, Screen e Podrug (Dacic in panchina da un pezzo) ha un quintetto biondissimo e pallidissimo. Certo a Parma il sole non abbonda, ma consiglierei un po’ di lampada, visto che siete personaggi pubblici.
Podrug cerca di servire Dacic.
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La Comense non mollerà fino alla fine, ma si capisce che non ha le forze per recuperare il –10. Si vedono brutte cose: Corbani fa l’ennesimo erroraccio in penetrazione sulla linea di fondo (ma non provo nemmeno a dire che, stante l’impiego ridotto di Mahoney, qualche minuto in meno a lei e in più a Maiorano ci poteva stare: si sa, le gerarchie da rispettare... la grande esperienza di Corbani... ecc. ecc.), ma Aziz fa di peggio: penetrazione centrale, gran salto e... ferro corto nella conclusione da mezzo metro. Mani nei capelli per il pubblico. Meno male che c’è Donvito che fa un’altra penetrazione con canestro e fallo (54-62). Fantastica, ma delle guardie di Parma non ce n’è una che la tenga e anche gli aiuti sono deficitari. Per gli ultimi minuti rientra Bello ed ecco che Parma decide di scrollarsi di dosso, una buona volta, le avversarie e con l’ennesimo colpo di Screen (tripla dai 45 gradi a sinistra) e un contropiede di Podrug vola sul +15 (54-69 a 3’30” dalla fine).
Gli ultimi minuti servono solo alla Comense per rendere onorevole lo scarto e meritarsi gli applausi del pubblico (che in realtà se la fa sotto, perché con questo organico qui, al completo o no, si rischia seriamente), Parma fa il suo compitino, probabilmente stanca dopo 3 settimane di doppi impegni con la Coppa, ma alla fine sono comunque altri 2 punti per rimanere in vetta, e tanto basta.
Qualche statistica finale: Donvito 21 punti con 7/13 al tiro, 8 rimbalzi e 5 assist anche se 7 perse (ma ha fatto un lavoro bestiale), Aziz 16 ma con 5/21, Invernizzi 16 con 6/13, Silva e Fassina fanno rispettivamente 3/11 e 0/5, ma come dicevo, sempre meglio di Plank che in 32 minuti di nulla totalizza 2 punti con 1/7.
Per Parma, Screen ne fa 17 con 7/13, Dacic 15 (ma quasi tutti all’inizio) con 6/11 e 15 rimbalzi (d’altronde la più alta delle avversarie era 1.87, Silva), Podrug 13 con 4/4 dal campo, 5/5 ai liberi e 7 rimbalzi, Corbani maluccio con 0/5 in 18 minuti. Nel complesso partita così-così ma perlomeno c’è stato un po’ di agonismo e ritmi alti pur tra molti errori.
Trattenuta la voglia di inscenare plateali proteste per i 40’ di panchina inflitti a Maiorano, mi appropinquo a bordo campo dove vedo che colei che chiamavo “Divina” sta parlando col suo clan (fratello, genitori e attuale boyfriend). Giusto il tempo di un saluto “personalizzato” della durata di 20 secondi (con consegna di un Cd di foto del torneo di Binzago), poi lei viene richiamata in spogliatoio (chissà mai quale gran discorso dovrà tenere Scanzani).
Visto il poco tempo a disposizione sono costretto ad andarmene senza aspettare la canonica mezz’ora prima che esca dagli spogliatoi, e mi dileguo nella bruma della Brianza. Ma si sa, con le dive ti va già bene di averle per qualche secondo, dopo che sono 4 mesi che non le vedi. Tanto, ora che ha un boyfriend delle nostre parti, ci sarebbe comunque poco da fare: prima almeno c’era solo da aggirare i genitori, mo’ la marcatura è a uomo stretto. Tra parentesi, è giusto che la gente lo sappia, fui io, durante l’ultimo Binzago, a dare il numero di lei a lui e a incoraggiarlo a non farsi problemi per la differenza di età... Voi avete mai sentito un grazie? Cioè, la gelosia io proprio non so dove stia di casa, perché la gente è giusto che sappia anche che col boyfriend precedente, il giorno che iniziò la loro “liaison”, fui io a comprare i biglietti per un Milano-Cantù da andare a vedere al Forum di Assago (no, adesso non spedirmi sms indignati, perché mica sto raccontando chissà quali segreti!). :fischia: E con tutto questo io ho pagato 10 euro per vederla 0 secondi in campo e 20 a bordocampo!
a) la Comense senza Paparazzo, senza Pellizzari, senza Bouderra e senza Turner. Ovvero, una squadra già ultima in classifica senza quattro pezzi importanti. Ancora un po’ e dovevano mettere le Under 14 per riempire la panchina…;
b) la capolista Parma che impiega 35 minuti per scrollarsi di dosso un’avversaria così disastrata;
c) la giocatrice per la quale ero venuto (Masha Maiorano) rimanere in panchina per 40 minuti su 40 in una partita contro l’ultima in classifica più conciata che mai.
Ma non solo. A causa del traffico sulla Nazionale dei Giovi (fancù ai semafori di Fino Mornasco) sono entrato nel Palasampietro di Casnate alle 18.10, dopo aver pagato il biglietto a prezzo pieno. Che nessuno mi ha controllato, quindi avrei potuto fare il furbo e infilarmi dentro gratis. Ma vabbè, finanziamo pure ‘sta Comense ridotta in miseria.
Il problema è un altro: com’è possibile che in quel momento eravamo già a 30 secondi dalla fine del 1° quarto? È evidente che la partita è iniziata in anticipo. :blink: Arbitri, voi e la vostra fretta di andare a casa dovreste mettervela in un certo posto, perché anche voi siete colpevoli di truffa: una persona che arriva all’orario previsto per l’inizio, pagando, ha diritto di vedere l’intera partita, così come se arriva alle 18.10 ha diritto a perdersi al massimo 5-6 minuti. Se voi iniziate alle 17.55 frodate la gente e il Comitato si rivolgerà al Codacons, che tra l’altro si è schierato col centro-sinistra alle ultime elezioni.
Certo, anch’io me la sono tirata addosso: dopo che gli anni scorsi avevo visto partite senza storia (Comense facile su Rovereto due stagioni fa e su Parma in quella scorsa), avevo auspicato di vedere quantomeno una partita vera, cosa che mi sembrava difficile viste le condizioni pietose della Comense. In realtà, col senno di poi, era molto meglio se la partita si chiudeva dopo 2 quarti: almeno avrei avuto qualche speranza di vedere Maiorano in campo. Certo che anche entrare solo perché i giochi sono fatti non è il massimo: ma sarebbe stato meglio che niente. O no? Boh, ci penso ma ora mi rispondo in un modo, ora nell’altro. :unsure:
Fatto sta che la Masha nazionale non s’è tolta la tuta nemmeno un attimo, e siccome ero nelle tribune opposte alle panchine l’ho vista soltanto in lontananza, piccina picciò. In più mi son perso il riscaldamento prepartita per il già detto ritardo, e pure quello dell’intervallo perché impegnato al telefono con l’illustre coach di Vittuone, Riccardi.
Me ne potrei anche andare così... ma tanto vale dire qualcosa su chi in campo si è visto. Saltato dunque a piè pari il 1° quarto, ci si ritrova all’inizio del 2° sul 17-19 per Parma. Dalle statistiche di fine partita deduciamo che le protagoniste iniziali siano state Invernizzi da una parte e Dacic dall’altra; quest’ultima poi non ha combinato quasi più nulla per il resto della partita. C’è ora un quintetto con molti cambi per Parma, ad esempio Gibertini, dentro prima del previsto (segna subito su un bell’assist di Corbani a tagliare l’area), poi pure Van Malderen, Battisodo e appunto Corbani insieme all’unica titolare Screen (anche se non so se Battisodo sia partita in quintetto al posto della convalescente Bello).
Per la Comense il discorso cambi/titolari praticamente non si pone, visto che in panca ci sono tre dall’89 in poi (Arnaboldi, Bestagno, Tagliabue) più Turner indisponibile... roba da chiodi, ma c’è un’Aziz molto vivace (peccato che spesso non concretizzi, perché quanto a balzi e impegno non si risparmia certo) con le sue iniziative mancine, e poi c’è una Donvito da applausi, inarrestabile motorino che nell’occasione va fuori giri molto meno del solito, facendo un mazzo tanto alle sue marcatrici: suo il contropiede del 23-24.
Entra pure la piccolissima Arnaboldi (prova una tripla ma va fuori), Parma prova a sfruttare la situazione col pressing e forza subito un’infrazione di campo, ma in realtà le emiliane non è che abbiano molta voglia di sudare: classica partita in cui una squadra sa di essere superiore e non affonda i colpi perché crede di poterlo fare in qualsiasi momento, mentre le avversarie, senza nulla da perdere, giocano con generosità. Segna ancora Gibertini, poi rientra Podrug che cerca subito un assist “no look” ma spedisce la palla fuori campo. In compenso Como commette una serie di erroracci che fanno brontolare il pubblico, soprattutto con le due ’88 Silva e Fassina: in questa situazione hanno molto spazio e molte opportunità, va dato atto che non si tirano indietro e ci provano spesso, ma la mira è tremenda. E la pallidissima Plank non fa certo meglio, anzi è ben più evanescente. La gente sacripanta, ma si può capirli: per 15 anni sono stati abituati al caviale, oggi si ritrovano una zuppa rustica: :sick: non c’è da stupirsi che le tribune siano pressoché deserte (saranno sì e no 150: fate conto che contemporaneamente a Monza, per vedere l’ultima in classifica in B2 - sempre femminile, s'intende -, ce n’erano 100...), del resto anche ai bei tempi non è che ci fossero folle enormi: si sa che qui in Brianza la gente lavora, mica come quei parassiti di sinistra...
Dopo una tripla di Screen (migliore in campo) per il +6 Parma, replica subito Donvito, abbastanza fortunosamente, dopo un contropiede in cui aveva rischiato di farsi rubar palla da Battisodo (26-29). Altro botta e risposta: Podrug serve un assist per Mahoney (a mezzo servizio come Bello), replica Donvito pescando Aziz: 28-31. Molti errori nel finale: Silva strappa un rimbalzo in attacco a Dacic (rientrata da un po’ ma poco servita) ma tira un “cross” da sotto (argh), Corbani scheggia il ferro dall’angolo, Daciciona intercetta un passaggio di Donvito allo scadere. Si va all’intervallo sul 30-31 perché Parma gioca con troppa sufficienza, con lampi di bel gioco ma molte sbavature contro la zona “obbligata” delle padrone di casa, poca voglia di far pesare davvero la nettissima superiorità.
Donvito contro Corbani: inarrestabile Valentina.
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All’inizio del 3° quarto si rivede Bello per Parma. Sprazzo positivo su entrambi i fronti: Aziz “manda al bar” Dacic (direbbe Flavio Tranquillo) con una finta e poi le piazza una sospensione mancina dalla media, molto felpata; Podrug, fissata con gli assist, ne serve uno per Screen che segna in sottomano rovesciato. Aziz, con grinta, anticipa Dacic che si riscatta subito intercettando a sua volta un passaggio e poco dopo stoppando l’avversaria (più bassa di 15 centimetri). Silva manda sul ferro 2 triple centrali di fila, ne approfitta Parma che allunga a +9 (32-41) dopo un contropiede di Screen. A forza di insistere, si sblocca finalmente Silva, che segna dalla media e poi con una bella penetrazione dal lato destro: 36-41. Podrug, prima di essere sostituita con Van Malderen, finalmente si “degna” di prendersi un tiro (non ne ha sbagliato uno ma ne ha effettuati pochissimi) e segna dalla media, poi Dacic (alleluia) di prepotenza in post basso fa il nuovo +9 (36-45). Donvito piazza un triplone dall’angolo ma Mahoney replica subito dalla media, imitata da Van Malderen (40-49). In effetti saranno i tiri “chirurgici” realizzati dai 5 metri nei momenti decisivi a far la differenza per Parma, che da sotto combina poco: Dacic è randellata ma gli arbitri non fischiano, sul contropiede Donvito segna e poi “ciula” palla dalla rimessa da fondo, così Aziz si procura un fallo e mette due liberi (44-49). Timeout e Daciciona, furiosa, tira un calcio a un cartellone pubblicitario. Mi’, che energumena! :ph34r:
Si arriva alla fine di un quarto senza grossi episodi ma divertente, anche se nel finale si vedono Fassina e Dacic sbagliare male da sotto, mentre Invernizzi si guadagna due liberi su un rimbalzo d’attacco e li segna per il 46-50 al 30’. La Comense insomma continua a lottare e all’inizio del 4° periodo torna ulteriormente sotto con Aziz che prima sbaglia goffamente un reverse, ma poi segna dalla media (48-51). Screen, ancora e sempre lei, ne azzecca un altro da fuori, ma Donvito è indemoniata: segna in penetrazione di sinistro, subisce fallo e mette l’aggiuntivo: 51-53 con 8’ da giocare. Applausi a scena aperta dal pubblico che sta riconoscendo l’impegno alle sue.
Ma qui arriva finalmente il break decisivo per Parma, aperto dalla puntuale Screen che buca ancora la zona dai 5 metri. Aziz, evidentemente stanca, sbaglia banalmente da sotto, e Battisodo ha uno dei pochi lampi in attacco (per il resto ha fatto quasi solo da “smistapalla” contro la zona) e infila una tripla frontale molto importante: 51-58 a –7’. Timeout ma subito dopo, Podrug ruba palla dalla rimessa e segna con fallo di Silva (quinto): 51-61 e partita compromessa per Como.
Nota di... colore: Parma, tra Corbani, Van Malderen, Screen e Podrug (Dacic in panchina da un pezzo) ha un quintetto biondissimo e pallidissimo. Certo a Parma il sole non abbonda, ma consiglierei un po’ di lampada, visto che siete personaggi pubblici.
Podrug cerca di servire Dacic.
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La Comense non mollerà fino alla fine, ma si capisce che non ha le forze per recuperare il –10. Si vedono brutte cose: Corbani fa l’ennesimo erroraccio in penetrazione sulla linea di fondo (ma non provo nemmeno a dire che, stante l’impiego ridotto di Mahoney, qualche minuto in meno a lei e in più a Maiorano ci poteva stare: si sa, le gerarchie da rispettare... la grande esperienza di Corbani... ecc. ecc.), ma Aziz fa di peggio: penetrazione centrale, gran salto e... ferro corto nella conclusione da mezzo metro. Mani nei capelli per il pubblico. Meno male che c’è Donvito che fa un’altra penetrazione con canestro e fallo (54-62). Fantastica, ma delle guardie di Parma non ce n’è una che la tenga e anche gli aiuti sono deficitari. Per gli ultimi minuti rientra Bello ed ecco che Parma decide di scrollarsi di dosso, una buona volta, le avversarie e con l’ennesimo colpo di Screen (tripla dai 45 gradi a sinistra) e un contropiede di Podrug vola sul +15 (54-69 a 3’30” dalla fine).
Gli ultimi minuti servono solo alla Comense per rendere onorevole lo scarto e meritarsi gli applausi del pubblico (che in realtà se la fa sotto, perché con questo organico qui, al completo o no, si rischia seriamente), Parma fa il suo compitino, probabilmente stanca dopo 3 settimane di doppi impegni con la Coppa, ma alla fine sono comunque altri 2 punti per rimanere in vetta, e tanto basta.
Qualche statistica finale: Donvito 21 punti con 7/13 al tiro, 8 rimbalzi e 5 assist anche se 7 perse (ma ha fatto un lavoro bestiale), Aziz 16 ma con 5/21, Invernizzi 16 con 6/13, Silva e Fassina fanno rispettivamente 3/11 e 0/5, ma come dicevo, sempre meglio di Plank che in 32 minuti di nulla totalizza 2 punti con 1/7.
Per Parma, Screen ne fa 17 con 7/13, Dacic 15 (ma quasi tutti all’inizio) con 6/11 e 15 rimbalzi (d’altronde la più alta delle avversarie era 1.87, Silva), Podrug 13 con 4/4 dal campo, 5/5 ai liberi e 7 rimbalzi, Corbani maluccio con 0/5 in 18 minuti. Nel complesso partita così-così ma perlomeno c’è stato un po’ di agonismo e ritmi alti pur tra molti errori.
Trattenuta la voglia di inscenare plateali proteste per i 40’ di panchina inflitti a Maiorano, mi appropinquo a bordo campo dove vedo che colei che chiamavo “Divina” sta parlando col suo clan (fratello, genitori e attuale boyfriend). Giusto il tempo di un saluto “personalizzato” della durata di 20 secondi (con consegna di un Cd di foto del torneo di Binzago), poi lei viene richiamata in spogliatoio (chissà mai quale gran discorso dovrà tenere Scanzani).
Visto il poco tempo a disposizione sono costretto ad andarmene senza aspettare la canonica mezz’ora prima che esca dagli spogliatoi, e mi dileguo nella bruma della Brianza. Ma si sa, con le dive ti va già bene di averle per qualche secondo, dopo che sono 4 mesi che non le vedi. Tanto, ora che ha un boyfriend delle nostre parti, ci sarebbe comunque poco da fare: prima almeno c’era solo da aggirare i genitori, mo’ la marcatura è a uomo stretto. Tra parentesi, è giusto che la gente lo sappia, fui io, durante l’ultimo Binzago, a dare il numero di lei a lui e a incoraggiarlo a non farsi problemi per la differenza di età... Voi avete mai sentito un grazie? Cioè, la gelosia io proprio non so dove stia di casa, perché la gente è giusto che sappia anche che col boyfriend precedente, il giorno che iniziò la loro “liaison”, fui io a comprare i biglietti per un Milano-Cantù da andare a vedere al Forum di Assago (no, adesso non spedirmi sms indignati, perché mica sto raccontando chissà quali segreti!). :fischia: E con tutto questo io ho pagato 10 euro per vederla 0 secondi in campo e 20 a bordocampo!
venerdì 24 novembre 2006
Peluche League - commento alla 9. giornata
Inaudita volatona a tre per la vittoria di tappa. Il fotofinish premia Delio, che torna così al successo dopo 5 gran premi... pardon, giornate di astinenza. Le Lady Mules si giovano del rendimento della coppia di Muggia, Mezgec (tornata sui livelli d’inizio stagione)-Samantha Cergol, che per una volta segna più della sorella. D’altra parte è giusto che siano le ragazze locali a premiare il patron giuliano. Ma è fondamentale anche la coppia di guardie Buccianti-Perseu per completare un quartetto in doppia cifra.
Ma in una settimana senza punteggi alti, nonostante parecchi discreti, a fare la differenza sono i dettagli, e quello vincente per Delio è il discreto apporto della panchina (ovvero delle 5 escluse) che segnano più di quelle di Scintilla, arrivata appaiata a quota 65. Le Baby Sparks, con un bonus-vittoria in più, tengono botta con solo 3 giocatrici in doppia cifra: di Brunetti abbiamo già detto che è una delle rivelazioni della stagione, Bindelli sta venendo fuori bene pure lei, ed esplode pure la milanese (o perlomeno lo supponiamo, essendo ex di Rho: qualcuno può dare conferma sulla sua purezza etnica? :unsure: ) Bonetti, decisiva nella prima vittoria stagionale di Ivrea. Il “tradimento” di Santonastaso impedisce però a Scintilla di agguantare il trofeo di tappa. Va notato peraltro che la... scintillante patron, che si dice di Torviscosa ma in realtà riteniamo lombardissima, sta giocando da molte settimane pressoché senza play, visti gli acciacchi di Mini e Dutrieux: un potenziale quindi da primato assoluto, se tornano tutte in salute.
Per un solo punto... Meursault perse la tappa. La vittoria del Peluche Team sarebbe stata un premio alla sempre minor dipendenza della compagine dalle “lune” del Geas, il quale, si sa, in trasferta non è molto affidabile. Ma pur nella sconfitta ci sono Marulli e Calastri che contribuiscono bene; e soprattutto c’è una grande Pianezzola e una Bonalumi (recente innesto) che sopperisce benissimo alla perdurante astinenza offensiva di Arturi. Su Marulli c’è invece da notare che è già la seconda volta di fila che va a punti al posto di Fumagalli: grande la mossa psicologica di Meursault che finse di scaricarla al mercato per stimolarne l’orgoglio. Peccato che sotto canestro non ci sia chi dia man forte a Calastri, altrimenti sarebbe stata vittoria di tappa sicura. :o:
Subito dietro si stacca dagli altri Pox & One. Anche lui un po’ sfortunato perché deve scartare il buon punteggio di Rossi in quanto “oscurata” in play da Scanzani. Se Crippa non produce molto, c’è poco da aspettarsi dalle altre esterne, mentre sotto reggono bene Profetti e Consorti, favorendo un piazzamento non certo da buttare.
Altra volatona a tre per il 5° posto. La spunta Back to the Future, magra consolazione per una giornata-no del suo squadrone. In realtà Caracciolo e Valerio fanno il loro dovere: è il resto che “toppa” pesantemente, a partire da Corò per finire sotto canestro dove l’assenza perdurante di Trevisan rischia di condizionare il prosieguo della stagione delle Futures, perché le alternative non sono affidabilissime, come dimostra in questo caso il magro punteggio del settore-lunghe. È comunque sufficiente per beffare Kikka e Mio Mao, che dirimono la loro sfida al supplementare. Per le Tortellins il 6° posto è quasi un lusso, se si considera che Striulli era assente e che Coraducci e Hediger, tornate le titolari, sono state rispedite a scaldar la panca. A salvare la situazione ci pensano le due Giorgi, un cognome una garanzia per Kikka: per entrambe un solido 12+5.
Le Kittens, beffate anche dal sito della Lega che con la rettifica segnalata da Delio costa loro una posizione, sono tradite dal super-acquisto Maggi, ma in compenso trovano una scatenata Zampieri; anche stavolta però i bonus-vittoria scarseggiano e questa è una zavorra pesante, unita all’assenza di Vujovic che crea qualche preoccupazione sul suo apporto futuro. :
Retrovie. Altro sprint con Puntello che grazie a Zambarda e alla Filippi versione-trasferta (ovvero, gioca e segna) regola Tignuzzo, che non riesce a uscire dal tunnel. Azzellini e Rossi discrete, ma Mariani continua a tradire e non è certo dai nuovi acquisti Balestri, Gallo e Filippetti che le Parmesans possono sperare di invertire il trend. Chiude anche stavolta Codue, che però non demerita, solo che non riesce mai a far funzionare bene tutte le sue giocatrici insieme. Benino Gorla e Catellani ma in compenso scende il rendimento di Jessica Cergol e Marchion, sicché il livello delle avversarie resta fuori portata. Ma non di troppo, e questo deve indurre il pessimistico patron ad avere più fiducia.
Ma in una settimana senza punteggi alti, nonostante parecchi discreti, a fare la differenza sono i dettagli, e quello vincente per Delio è il discreto apporto della panchina (ovvero delle 5 escluse) che segnano più di quelle di Scintilla, arrivata appaiata a quota 65. Le Baby Sparks, con un bonus-vittoria in più, tengono botta con solo 3 giocatrici in doppia cifra: di Brunetti abbiamo già detto che è una delle rivelazioni della stagione, Bindelli sta venendo fuori bene pure lei, ed esplode pure la milanese (o perlomeno lo supponiamo, essendo ex di Rho: qualcuno può dare conferma sulla sua purezza etnica? :unsure: ) Bonetti, decisiva nella prima vittoria stagionale di Ivrea. Il “tradimento” di Santonastaso impedisce però a Scintilla di agguantare il trofeo di tappa. Va notato peraltro che la... scintillante patron, che si dice di Torviscosa ma in realtà riteniamo lombardissima, sta giocando da molte settimane pressoché senza play, visti gli acciacchi di Mini e Dutrieux: un potenziale quindi da primato assoluto, se tornano tutte in salute.
Per un solo punto... Meursault perse la tappa. La vittoria del Peluche Team sarebbe stata un premio alla sempre minor dipendenza della compagine dalle “lune” del Geas, il quale, si sa, in trasferta non è molto affidabile. Ma pur nella sconfitta ci sono Marulli e Calastri che contribuiscono bene; e soprattutto c’è una grande Pianezzola e una Bonalumi (recente innesto) che sopperisce benissimo alla perdurante astinenza offensiva di Arturi. Su Marulli c’è invece da notare che è già la seconda volta di fila che va a punti al posto di Fumagalli: grande la mossa psicologica di Meursault che finse di scaricarla al mercato per stimolarne l’orgoglio. Peccato che sotto canestro non ci sia chi dia man forte a Calastri, altrimenti sarebbe stata vittoria di tappa sicura. :o:
Subito dietro si stacca dagli altri Pox & One. Anche lui un po’ sfortunato perché deve scartare il buon punteggio di Rossi in quanto “oscurata” in play da Scanzani. Se Crippa non produce molto, c’è poco da aspettarsi dalle altre esterne, mentre sotto reggono bene Profetti e Consorti, favorendo un piazzamento non certo da buttare.
Altra volatona a tre per il 5° posto. La spunta Back to the Future, magra consolazione per una giornata-no del suo squadrone. In realtà Caracciolo e Valerio fanno il loro dovere: è il resto che “toppa” pesantemente, a partire da Corò per finire sotto canestro dove l’assenza perdurante di Trevisan rischia di condizionare il prosieguo della stagione delle Futures, perché le alternative non sono affidabilissime, come dimostra in questo caso il magro punteggio del settore-lunghe. È comunque sufficiente per beffare Kikka e Mio Mao, che dirimono la loro sfida al supplementare. Per le Tortellins il 6° posto è quasi un lusso, se si considera che Striulli era assente e che Coraducci e Hediger, tornate le titolari, sono state rispedite a scaldar la panca. A salvare la situazione ci pensano le due Giorgi, un cognome una garanzia per Kikka: per entrambe un solido 12+5.
Le Kittens, beffate anche dal sito della Lega che con la rettifica segnalata da Delio costa loro una posizione, sono tradite dal super-acquisto Maggi, ma in compenso trovano una scatenata Zampieri; anche stavolta però i bonus-vittoria scarseggiano e questa è una zavorra pesante, unita all’assenza di Vujovic che crea qualche preoccupazione sul suo apporto futuro. :
Retrovie. Altro sprint con Puntello che grazie a Zambarda e alla Filippi versione-trasferta (ovvero, gioca e segna) regola Tignuzzo, che non riesce a uscire dal tunnel. Azzellini e Rossi discrete, ma Mariani continua a tradire e non è certo dai nuovi acquisti Balestri, Gallo e Filippetti che le Parmesans possono sperare di invertire il trend. Chiude anche stavolta Codue, che però non demerita, solo che non riesce mai a far funzionare bene tutte le sue giocatrici insieme. Benino Gorla e Catellani ma in compenso scende il rendimento di Jessica Cergol e Marchion, sicché il livello delle avversarie resta fuori portata. Ma non di troppo, e questo deve indurre il pessimistico patron ad avere più fiducia.
giovedì 23 novembre 2006
Prestazioni di Maiorano e Contestabile
Ieri sera improvviso botto di Masha Maiorano: in Coppa contro le islandesi (102-86) segna 19 punti in 27 minuti con 5/6 da 2 e 3/6 da 3. :)
A tal proposito dobbiamo anche ricordare i 13 punti più 6 rimbalzi, in 30 minuti, di Antonella Contestabile nell'ultima giornata di campionato.
Entrambe dimostrazioni che quando almeno una straniera si leva dai maroni...ehm, volevo dire, è purtroppo indisponibile, anche le nostre umili beniamine possono rendersi utili.
Ovviamente i vari Kaysay e Nikkolo verranno fuori con i loro se, i loro ma e le loro precisazioni, ma non si preoccupino, tanto tra poco le straniere ritornano e le nostre si riaccomodano in panchina a far la muffa.
[NB: in realtà poi le statistiche di Contestabile si riveleranno frutto di un errore]
A tal proposito dobbiamo anche ricordare i 13 punti più 6 rimbalzi, in 30 minuti, di Antonella Contestabile nell'ultima giornata di campionato.
Entrambe dimostrazioni che quando almeno una straniera si leva dai maroni...ehm, volevo dire, è purtroppo indisponibile, anche le nostre umili beniamine possono rendersi utili.
Ovviamente i vari Kaysay e Nikkolo verranno fuori con i loro se, i loro ma e le loro precisazioni, ma non si preoccupino, tanto tra poco le straniere ritornano e le nostre si riaccomodano in panchina a far la muffa.
[NB: in realtà poi le statistiche di Contestabile si riveleranno frutto di un errore]
domenica 19 novembre 2006
Peluche League: commento all'8. giornata
Cambiare tutto per non cambiare niente. Mentre nove proprietari si sono affannati a rovistare statistiche e preparare strategie nella speranza di trasformare le loro utilitarie in fuoriserie, Back to the Future se n’è stato tranquillo e immutabile, forte della sua Porsche fiammante che continua a regalargli soddisfazioni. Quarta vittoria nelle ultime 5 tappe per le Futures, che confermano di disporre di un numero di frecce al proprio arco troppo superiore alla concorrenza: stavolta ancora Caracciolo benissimo, ma stavolta vanno forte anche Valerio e Corà, non male pure Chiarella, e così arriva un notevole punteggio totale di 78.
C’è da dire, però, che la media dei punteggi si è decisamente alzata, segno che il mercato ha prodotto i suoi effetti, anche se non sono tantissime le “new entries” andate subito a bersaglio. In realtà si tratta piuttosto di giocatrici già presenti che sono tornate in spolvero. È quanto accade alla squadra di Delio, con Perseu di nuovo su livelli eccellenti dopo un periodo d’appannamento. A dimostrazione che le Lady Mules dipendono tantissimo dalla loro star, ecco che prontamente tornano sul podio, grazie anche alla ripresa di Buccianti e Mezgec. Per Puntello, alla miglior prestazione stagionale, si tratta invece di un mix tra nuovi acquisti azzeccati (la prevedibile Ganmal e l’inattesa Bandini) e crescita di una già in organico (Zambarda). Da valutare nelle prossime settimane se si tratta di un fuoco di paglia o se le Hard Workers d’ora in poi saranno sempre in grado di lottare per il podio di tappa.
Un equilibrio comunque ancora più marcato rispetto alle prime 7 giornate: ci sono appena 15 punti di scarto tra il 2° e il 9° posto. Lotta serrata soprattutto ai piedi del podio, dove il Peluche Team raccoglie un altro piazzamento che è più da bicchiere mezzo pieno che mezzo vuoto. Infatti, con Fumagalli in serata opaca e il settore-play ancora a zero assoluto, va di lusso che Calastri faccia un partitone, che Pianezzola giochi bene e soprattutto che Marulli, evidentemente punta nell’orgoglio dall’essere stata scaricata (anche se solo per poche ore: poi la mossa è stata annullata), faccia meglio di Fumagalli. Al momento le milanesi non sembrano in grado di ottenere di più, perciò va già bene difendere le posizioni.
Subito dietro è parità tra Scintilla e Mio Mao. La spuntano le Baby Sparks, grazie alla maggior profondità dell’organico. C’è una Brunetti che si conferma tra i veri “nomi nuovi” della stagione (ed è solo dell’88) e come sempre c’è Santonastaso, ma rispetto alle Kittens ci sono soprattutto 4 bonus-vittoria contro uno soltanto. Un po’ di sfortuna, dunque, per le rinnovatissime feline, ma intanto per Mio Mao c’è il confortante riscontro di aver reso ben più competitiva la squadra: e l’esordio dell’attesa Maggi è col botto, al punto che al primo colpo è già la migliore in assoluto nella tappa. Gli altri 4 nuovi acquisti non vanno a bersaglio, ma l’impatto di Vujovic potrà essere chiaro solo tra qualche settimana.
Sempre a brevissima distanza, segue il trio Pox & One-Tignuzzo-Kikka, per i quali il piazzamento va piuttosto stretto in rapporto al discreto punteggio ottenuto. Ma, come detto, il livello medio si è alzato. Le Poxemons hanno molto da Crippa, qualcosa da Scanzani ma manca qualità nel resto, nonostante il reparto-esterne rinnovato in 3 pedine su 4. Le Parmesans, come lamentato dal loro patron, stanno vivendo una stagione sfortunata: mollano Manzini e quella si scatena; tuttavia le potenzialità dell’organico sembrano molto superiori al rendimento attuale, ad esempio Mariani continua a navigare nella mediocrità, ma se si sbloccasse cambierebbe molto per la squadra. Inoltre, essersi liberati di due “non giocanti” come Innocente e Giauro ha sicuramente rinforzato il reparto-lunghe. Infine, le Tortellins dopo gli exploit delle settimane precedenti scivolano in un non soddisfacente penultimo posto, ma più per meriti delle avversarie che per demeriti propri: Striulli è ancora ottima (purtroppo il canestro vincente non dà diritto a bonus nel nostro gioco...), le due Giorgi sono utili, si fa notare anche Hediger, però la squadra è giovanissima e quindi il suo potenziale è quello che è, ovvero non sempre è possibile far miracoli.
Ancora ultimo, e ci dispiace perché vediamo che se la prende molto a cuore, è Codue, che però deve sforzarsi di vedere il lato positivo, e cioè che in termini di punteggio si registra una crescita, a dire il vero più con le vecchie (Gorla, Marchion, Cergol) che con le nuove. C’è ancora da lavorare per essere al livello delle altre ma intanto è già qualcosa.
C’è da dire, però, che la media dei punteggi si è decisamente alzata, segno che il mercato ha prodotto i suoi effetti, anche se non sono tantissime le “new entries” andate subito a bersaglio. In realtà si tratta piuttosto di giocatrici già presenti che sono tornate in spolvero. È quanto accade alla squadra di Delio, con Perseu di nuovo su livelli eccellenti dopo un periodo d’appannamento. A dimostrazione che le Lady Mules dipendono tantissimo dalla loro star, ecco che prontamente tornano sul podio, grazie anche alla ripresa di Buccianti e Mezgec. Per Puntello, alla miglior prestazione stagionale, si tratta invece di un mix tra nuovi acquisti azzeccati (la prevedibile Ganmal e l’inattesa Bandini) e crescita di una già in organico (Zambarda). Da valutare nelle prossime settimane se si tratta di un fuoco di paglia o se le Hard Workers d’ora in poi saranno sempre in grado di lottare per il podio di tappa.
Un equilibrio comunque ancora più marcato rispetto alle prime 7 giornate: ci sono appena 15 punti di scarto tra il 2° e il 9° posto. Lotta serrata soprattutto ai piedi del podio, dove il Peluche Team raccoglie un altro piazzamento che è più da bicchiere mezzo pieno che mezzo vuoto. Infatti, con Fumagalli in serata opaca e il settore-play ancora a zero assoluto, va di lusso che Calastri faccia un partitone, che Pianezzola giochi bene e soprattutto che Marulli, evidentemente punta nell’orgoglio dall’essere stata scaricata (anche se solo per poche ore: poi la mossa è stata annullata), faccia meglio di Fumagalli. Al momento le milanesi non sembrano in grado di ottenere di più, perciò va già bene difendere le posizioni.
Subito dietro è parità tra Scintilla e Mio Mao. La spuntano le Baby Sparks, grazie alla maggior profondità dell’organico. C’è una Brunetti che si conferma tra i veri “nomi nuovi” della stagione (ed è solo dell’88) e come sempre c’è Santonastaso, ma rispetto alle Kittens ci sono soprattutto 4 bonus-vittoria contro uno soltanto. Un po’ di sfortuna, dunque, per le rinnovatissime feline, ma intanto per Mio Mao c’è il confortante riscontro di aver reso ben più competitiva la squadra: e l’esordio dell’attesa Maggi è col botto, al punto che al primo colpo è già la migliore in assoluto nella tappa. Gli altri 4 nuovi acquisti non vanno a bersaglio, ma l’impatto di Vujovic potrà essere chiaro solo tra qualche settimana.
Sempre a brevissima distanza, segue il trio Pox & One-Tignuzzo-Kikka, per i quali il piazzamento va piuttosto stretto in rapporto al discreto punteggio ottenuto. Ma, come detto, il livello medio si è alzato. Le Poxemons hanno molto da Crippa, qualcosa da Scanzani ma manca qualità nel resto, nonostante il reparto-esterne rinnovato in 3 pedine su 4. Le Parmesans, come lamentato dal loro patron, stanno vivendo una stagione sfortunata: mollano Manzini e quella si scatena; tuttavia le potenzialità dell’organico sembrano molto superiori al rendimento attuale, ad esempio Mariani continua a navigare nella mediocrità, ma se si sbloccasse cambierebbe molto per la squadra. Inoltre, essersi liberati di due “non giocanti” come Innocente e Giauro ha sicuramente rinforzato il reparto-lunghe. Infine, le Tortellins dopo gli exploit delle settimane precedenti scivolano in un non soddisfacente penultimo posto, ma più per meriti delle avversarie che per demeriti propri: Striulli è ancora ottima (purtroppo il canestro vincente non dà diritto a bonus nel nostro gioco...), le due Giorgi sono utili, si fa notare anche Hediger, però la squadra è giovanissima e quindi il suo potenziale è quello che è, ovvero non sempre è possibile far miracoli.
Ancora ultimo, e ci dispiace perché vediamo che se la prende molto a cuore, è Codue, che però deve sforzarsi di vedere il lato positivo, e cioè che in termini di punteggio si registra una crescita, a dire il vero più con le vecchie (Gorla, Marchion, Cergol) che con le nuove. C’è ancora da lavorare per essere al livello delle altre ma intanto è già qualcosa.
lunedì 13 novembre 2006
Peluche League: resoconto dell'asta di mercato
La nuova adunata generale della Peluche League viene convocata in via Bardolino, all’estrema periferia sud-ovest di Milano. Arrivando da via Mazzolari con i suoi orrendi casermoni di colore grigiastro, si svolta a destra in via Barona e improvvisamente si entra in un altro mondo. Inizia il Parco agricolo Sud Milano e la strada si fa stretta, tagliando a metà campi coltivati oltre i quali, sullo sfondo di balle di fieno, si scorgono, avvolti da una leggera nebbiolina autunnale, palazzoni e tralicci che ricordano la vicinanza con la città, la cui cappa di rumore e smog sembra però lontana e inoffensiva in quest’oasi di serenità.
Via Barona diventa poi via Bardolino ed è qua, in questa atmosfera pseudo-bucolica, che il Comitato, dopo aver incassato una diffida dall’abbazia di Chiaravalle in seguito alle indegne gazzarre scoppiate durante la “rumba delle scelte” d’inizio stagione, ha radunato il carrozzone della Peluche League: proprietari, giocatrici, tifosi, mass media assortiti e semplici curiosi.
Le giocatrici sono prese d’assalto come dive del cinema, e un possente servizio d’ordine le deve proteggere dall’esagerato affetto dei fans, che assediano anche le bancarelle stracolme di gadgets, magliette e bandieroni delle varie squadre. :B):
L'ameno scenario di via Bardolino a Milano, sede della kermesse di mercato.
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È passato circa un mese e mezzo dalla precedente kermesse di Chiaravalle, ma molte cose già sono cambiate. Back to the Future, forte del suo primato in classifica, si presente al volante di una Lamborghini Diablo nuova di zecca, accompagnato da un corteo di “nani e ballerine” degno del miglior Craxi; sigaro in bocca, sorriso smagliante, il patron delle Futures firma autografi a raffica. :yes:
Al contrario, il campione uscente Tignuzzo, scuro in volto dopo le débacle delle ultime settimane che l’hanno fatto scivolare nella parte bassa della classifica, arriva a bordo di un’anonima automobile con i vetri affumicati, non rilascia dichiarazioni e rimane accigliato a confabulare col suo staff per le ultime strategie.
Grandi strette di mano tra i 10 proprietari dei team, pacche sulle spalle, complimenti reciproci, ma in realtà la rivalità e la tensione si tagliano col coltello. Ognuno è pronto a ogni genere di meschinità pur di beffare i rivali.
Ma il primo momento della giornata è all’insegna della gioiosa convivialità. Si parte infatti con un gigantesco pranzo all’osteria "La corte della risaia", situata presso un vecchio e decrepito cascinale riadattato ad alloggi popolari.
Specialità della casa sono il brasato d’asino con polenta e il cinghiale pure quello con polenta; e anche stavolta Pruzzo, autonominatosi responsabile del menù e del servizio d’ordine, è il più lesto a gettarsi sul cibo, mentre Nonino fa piazza pulita delle bevande e Nikolo, per non far torto a nessuno, beve e mangia in egual misura, lasciando le briciole alla povera Hounidea che siede con loro al tavolo degli ospiti di riguardo, nel quale si è intrufolato anche il noto coach “Il culo di”, al secolo “Chef” De Tisi, sempre presente laddove si mangia bene. Fuori, la folla si accampa nei prati con giganteschi barbecue che spandono un odore di carne grigliata per chilometri.
L'osteria di via Bardolino dove si è tenuto l'immenso pranzo di gala.
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Intanto Meursault ha i suoi grattacapi: una delegazione di estremisti islamici sta dimostrando all’esterno dell’osteria e minaccia azioni inconsulte. Il motivo? Il Comitato non vuole rinunciare al suo inno ufficiale: una celebre canzone dei The Cure del 1978, dal titolo “Killing an Arab”, ispirata alle vicende del personaggio da cui Meursault ha preso il nome.
Meursault esce a trattare con i facinorosi e trova un’inattesa (e non richiesta) solidarietà dai cattolici di destra, coi quali ha avuto non poche divergenze nell’ultima campagna elettorale, ma che, essendo ossessionati dal leit motiv dello “scontro di civiltà”, trovano una ghiotta occasione di attaccare gli islamici in difesa delle “radici cristiane”. Ma Meursault manda tutti a caghè e ritorna nell’osteria: qui l’unica religione ammessa è il basket.
Finito il pantagruelico pasto, si entra nel vivo e tutti si spostano all’esterno, nell’area campestre appositamente fatta recintare dal Comitato. Nell’aria frescolina di novembre, le giocatrici disponibili sul mercato, vestite d’una divisa candida a simboleggiare la loro ricerca di una squadra che se le pigli, sfilano davanti ai proprietari, mentre i rispettivi procuratori e/o parenti ne decantano le qualità vere o presunte. Ma i proprietari non si lasciano ingannare: hanno passato le ultime settimane in un incessante studio delle cifre, analizzato decine di video di ogni giocatrice nella speranza di piazzare il colpo gobbo.
Il primo round del mercato si svolge in relativa tranquillità: secondo l’ordine prefissato, ogni patron esprime la sua singola scelta e le fortunate vengono immediatamente aggregate al loro nuovo team, mentre le tapine scartate per far loro posto scoppiano in lacrime, ma non sono disperate perché sanno che, grazie alla norma sovietica del Comitato che si è sempre opposto al liberismo di destra di altri proprietari, fanno ancora parte dell’organico e potranno essere riattivate nel prossimo mercato.
Ecco dunque il riepilogo del giro di scelte:
CODUE – Redolf (Ancona) per Lovato.
MIO MAO – Maggi (Palestrina) per Sottana.
PUNTELLO – Ganmal (Vicenza) per A. Filippi.
TIGNUZZO – Filippetti (Siena) per Innocente.
KIKKA – Schiavon (Treviso) per Martini.
POX & ONE – Fiorilli (Valdarno) per Corsi.
PELUCHE – Caccialanza (Crema) per Canova.
SCINTILLA – S. Ferrari (Broni) per Salvaggio.
DELIO – Vicenzotti (Udine) per Ritossa.
BACK TO THE FUTURE – rinuncia alla scelta.
Boato tra i tifosi di Mio Mao per il colpaccio che porta alle Kittens la giocatrice più ambita, quella Maggi che viaggia a 14 punti di media e potrebbe quindi spostare da sola gli equilibri. Già da questo si capisce che il patron felino è carico come una mina e si appresta ad altre mosse ad effetto. Contenti anche i fans di Puntello che incamera la straniera, mentre Back to the Future, saggiamente, dichiara che “squadra che vince non si cambia”.
Ma ora viene davvero il bello. Il secondo round è all’arma bianca: “chi primo arriva primo arraffa”, nel senso letterale del termine. Le giocatrici rimaste da scegliere, infatti, vengono collocate, o meglio stipate come sardine, a 200 metri di distanza da uno striscione di partenza dietro al quale si posizionano i 10 proprietari dopo aver indossato uniformi da football americano. :alienff:
Il regolamento prevede infatti che, allo sparo dello starter, i contendenti debbano correre simultaneamente verso le giocatrici e afferrare quelle che desiderano arruolare nella propria squadra. Agli altri proprietari è lecito far di tutto per ostacolare la corsa dei rivali: calci, pugni, schiaffi e morsi, oltre ovviamente al placcaggio-football che la divisa suggerisce. Una volta che un concorrente ha afferrato una giocatrice, però, gli altri non possono più fare niente.
Palpitazioni a mille nell’attesa del via. La folla rumoreggia, le giocatrici sospirano tremebonde. I proprietari si guardano in cagnesco sotto il rispettivo casco.
Il colpo di pistola riecheggia all’improvviso.
Come una mandria d’elefanti, facendo rimbombare il terreno, i contendenti si lanciano verso le prede. Pox & One perde tempo a fare illazioni sull’ubriachezza di Meursault all’abbazia di Chiaravalle e così rimane irrimediabilmente indietro. Ma anche Meursault viene fregato: intuite le intenzioni di Mio Mao, che come un mastino punta su Dunja Vujovic, cerca di placcarlo, ma il felino gli rifila una doppia unghiata che lo fa ruzzolare al suolo, procurandosi anche una distorsione alla caviglia. :cry:
Il primissimo ad arrivare, tuttavia, è Delio che comunque si accontenta di una sola giocatrice (Giordano di Ivrea), idem Puntello che arriva per secondo. Anche Kikka, sfruttando la gioventù, si piazza bene e può mettere a segno un doppio colpo. Ma ecco Mio Mao, che con una triplice zampata si assicura Aisa, Carluccio e soprattutto Vujovic: un boato sottolinea quest’ultima acquisizione. Con la forza della disperazione, strisciando, Meursault arriva subito dopo il felino e si lancia sull’agognata Dunja, ma come in un incubo ella si sottrae alla presa e si volta verso il suo nuovo patron, sorridendo beffarda mentre Meursault rotola nella fanghiglia. Angosciato, il poveraccio ripiega su un’altra lunga, Fusco, ma si accorge che l’agile Kikka l’ha già scritturata per il suo team, e così deve limitarsi a riprendere la sua vecchia conoscenza Bonalumi prima di crollare esanime.
Non va molto meglio a Pox & One: attardatosi come già abbiamo detto, forse anche affaticato dal lungo viaggio sostenuto (venendo dalla Puglia è quello che ha fatto più strada), il patron delle Poxemons arriva un po’ confuso alla meta e cerca Sharon Ferrari, dimenticando che è già stata presa da Scintilla al primo round. Cori di scherno del pubblico verso Pox, che ci riprova con Aisa ma quella è già beata con la divisa delle Kittens. Solo alla fine, con gran ritardo, ripresosi dallo stato confusionale, Pox riuscirà a portare a casa due girls. :bleah:
Dopo Meursault va a bersaglio Codue con un triplo cambio, poi Tignuzzo che anche in quest’occasione non riesce a brillare, infine Scintilla che può prendersela comoda vista l’ottima posizione in classifica. Successivamente, insieme al ritardatario Pox, fanno ulteriori ritocchi Puntello (su clamoroso gesto di fair play di Kikka che gli “passa” Bandini; bravo anche Mio Mao che lascia Linguaglossa al derelitto Codue), Tignuzzo e lo scatenato Mio Mao che completa una vera e propria rivoluzione nel suo organico.
E Back to the Future? Il capoclassifica, furbastro, ha fatto finta di schierarsi al via con gli altri, poi ha salutato tutti con un gesto eloquente ed è andato a sdraiarsi beato su un lettino da spiaggia sotto il pergolato dell’osteria, facendosi limare le unghie dalle sue giovani assistenti e godendosi la scena dei rivali che si scannano, si feriscono e si imbrattano di fango e letame pur di contendersi le prede. :fischia:
Dopo un’ora abbondante di questo caos biblico, la giuria dichiara concluse le ostilità. Meursault è il più malconcio e viene portato al pronto soccorso per bendare la caviglia infortunata. Mio Mao conta un paio di artigli strappati, ma tanto aveva pronte delle protesi in acciaio inox. Scintilla e Kikka, per rispetto alle signore, sono state le meno malmenate e possono posare per i fotografi dopo essersi pettinate e rifatte il trucco. Gli altri proprietari uomini vengono invece visitati dallo staff medico, oltre che da un team di psichiatri.
Un pool di assistenti sociali si occupa di lenire le crisi di pianto delle ragazze rimaste ancora fuori dalle scelte. Ma non temete, carissime: ci sono ancora due finestre di mercato prima della fine della stagione, e l’occasione capiterà per tutte! Lavorate sodo, fatevi notare dai proprietari e vedrete! Intanto le giocatrici selezionate vengono immediatamente spedite ad allenarsi con le nuove compagne: non c’è tempo da perdere, in serata c’è già la prima uscita con gli organici rinnovati. La seduta viene tolta e la folla sciama verso la città, paga dello straordinario spettacolo al quale ha ancora una volta assistito.
Ed ecco il riepilogo delle scelte effettuate nel secondo round:
DELIO – Giordano (Ivrea) per Berdini.
PUNTELLO – Canfora (Broni) per Pozzati; Bandini (Bologna) per Grisanti.
KIKKA – Fusco (Battipaglia) per Besagni; Mancini (Palestrina) per Picotti.
MIO MAO – Aisa (Umbertide) per Mion; Carluccio (Mesagne) per Putignano; Vujovic (Crema) per N. Filippi; Cappelletti (Valdarno) per Semplici.
PELUCHE – Bonalumi (Carugate) per Potolicchio.
CODUE – Martinoia (Pomezia) per Spinelli; Lombardo (Pomezia) per Bonezzi; Linguaglossa (Pozzuoli) per Pastorelli.
TIGNUZZO – Balestri (Livorno) per Manzini; Gallo (Rende) per Giauro.
SCINTILLA – Pace (Ivrea) per Miccio.
POX & ONE – M. Ribeiro da Silva (Bolzano) per Costi; Oppo (Cus Cagliari) per Cappucci.
In totale ben 27 giocatrici nuove sono state inserite, ovvero il 27% del totale: un incredibile sforzo reclutatorio per i 10 proprietari che confermano la loro incomparabile competenza, oltre che l’acclarata follia nel partecipare a questo gioco. Alla prossima!
====
Questi gli organici aggiornati alle operazioni di mercato:
TIGNUZZO TEAM ("Parmesans")
Play: Azzellini (Palestrina), Soli (Siena)
Esterne: Fall (Valtarese), Carlesi (Livorno), C. Rossi (Treviso), BALESTRI (Livorno)
Lunghe: Mariani (Livorno), FILIPPETTI (Siena), GALLO (Rende), Girardelli (Bolzano)
PELUCHE TEAM ("Peluchers")
Play: Arturi (Geas), BONALUMI (Carugate)
Esterne: Fumagalli (Carugate), Marulli (Geas), CACCIALANZA (Crema), Pianezzola (Udine)
Lunghe: Calastri (Geas), Rovida (Geas), Minervino (Pozzuoli), Novarina (Stabia)
MIO MAO ("Kittens")
Play: S. Conti (Treviso) , CAPPELLETTI (Valdarno)
Esterne: MAGGI (Palestrina), CARLUCCIO (Mesagne), Cumbat (Muggia), AISA (Umbertide)
Lunghe: Zampieri (Treviso), Meneghin (Treviso), Greppi (Ivrea), VUJOVIC (Crema)
SCINTILLA TEAM ("Baby Sparks")
Play: Mini (Bologna), Dutrieux (S. Bonifacio)*
Esterne: Santonastaso (Umbertide), PACE (Ivrea), Bonetti (Ivrea), Barisoni (Treviso)
Lunghe: Monari (Cervia), Brunetti (Cus Cagliari), Bindelli (Valdarno), FERRARI (Broni)
* = giocatrice fuori ruolo in deroga
DELIO TEAM ("Lady Mules")
Play: Buccianti (Livorno), GIORDANO (Ivrea)
Esterne: Perseu (Battipaglia), C.Margiò (Pozzuoli)*, VINCENZOTTI (Udine), S. Cergol (Muggia)
Lunghe: Mezgec (Muggia), Puidokas (Virtus Cagliari), E. Ribeiro da Silva (Bolzano), Scibelli (Pozzuoli)
* = giocatrice fuori ruolo in deroga
BACK TO THE FUTURE TEAM ("Futures")
Play: Corà (Vicenza), Di Deo (Battipaglia)
Esterne: Caracciolo (Vicenza), Valerio (Marghera), Tarantino (Ivrea), Valguarnera (Ivrea)
Lunghe: Occhipinti (Reggio E.), Trevisan (Valtarese), Chiarella (Udine), Gaglio (Alcamo)
PUNTELLO TEAM ("Hard Workers")
Play: BANDINI (Bologna), Gatti (Geas)
Esterne: Zambarda (Bolzano), Freschi (Treviso), Coppola (Broni), M. Filippi (Carugate)
Lunghe: , De Gianni (Udine), CANFORA (Broni), GANMAL (Vicenza), Gazzoni (Cervia)
KIKKA87 TEAM ("Tortellins")
Play: Zambrini (Valtarese), Cavagni (Valtarese)
Esterne: Hediger (Bologna), Coraducci (Bologna), Striulli (Udine), SCHIAVON (Treviso)
Lunghe: FUSCO (Battipaglia), S. Giorgi (Livorno), MANCINI (Palestrina), C. Giorgi (Pontedera)
POX & ONE TEAM ("Poxemons")
Play: A. Rossi (S. Bonifacio), Scanzani (Reggio E.)
Esterne: De Biase (Udine), Crippa (Geas), REBEIRO DA SILVA (Bolzano), FIORILLI (Valdarno)
Lunghe: Profetti (Reggio E.), OPPO (Cus Cagliari), Consorti (Pontedera), Schirru (Battipaglia)
CODUE TEAM ("Anidrides")
Play: Gorla (Ancona), MARTINOIA (Pomezia)
Esterne: Beltrami (Valtarese), LOMBARDO (Pomezia), J. Cergol (Muggia), Marchion (Marghera)
Lunghe: REDOLF (Ancona), LINGUAGLOSSA (Pozzuoli), Catellani (Valtarese), E. Conti (Livorno)
Via Barona diventa poi via Bardolino ed è qua, in questa atmosfera pseudo-bucolica, che il Comitato, dopo aver incassato una diffida dall’abbazia di Chiaravalle in seguito alle indegne gazzarre scoppiate durante la “rumba delle scelte” d’inizio stagione, ha radunato il carrozzone della Peluche League: proprietari, giocatrici, tifosi, mass media assortiti e semplici curiosi.
Le giocatrici sono prese d’assalto come dive del cinema, e un possente servizio d’ordine le deve proteggere dall’esagerato affetto dei fans, che assediano anche le bancarelle stracolme di gadgets, magliette e bandieroni delle varie squadre. :B):
L'ameno scenario di via Bardolino a Milano, sede della kermesse di mercato.
image
È passato circa un mese e mezzo dalla precedente kermesse di Chiaravalle, ma molte cose già sono cambiate. Back to the Future, forte del suo primato in classifica, si presente al volante di una Lamborghini Diablo nuova di zecca, accompagnato da un corteo di “nani e ballerine” degno del miglior Craxi; sigaro in bocca, sorriso smagliante, il patron delle Futures firma autografi a raffica. :yes:
Al contrario, il campione uscente Tignuzzo, scuro in volto dopo le débacle delle ultime settimane che l’hanno fatto scivolare nella parte bassa della classifica, arriva a bordo di un’anonima automobile con i vetri affumicati, non rilascia dichiarazioni e rimane accigliato a confabulare col suo staff per le ultime strategie.
Grandi strette di mano tra i 10 proprietari dei team, pacche sulle spalle, complimenti reciproci, ma in realtà la rivalità e la tensione si tagliano col coltello. Ognuno è pronto a ogni genere di meschinità pur di beffare i rivali.
Ma il primo momento della giornata è all’insegna della gioiosa convivialità. Si parte infatti con un gigantesco pranzo all’osteria "La corte della risaia", situata presso un vecchio e decrepito cascinale riadattato ad alloggi popolari.
Specialità della casa sono il brasato d’asino con polenta e il cinghiale pure quello con polenta; e anche stavolta Pruzzo, autonominatosi responsabile del menù e del servizio d’ordine, è il più lesto a gettarsi sul cibo, mentre Nonino fa piazza pulita delle bevande e Nikolo, per non far torto a nessuno, beve e mangia in egual misura, lasciando le briciole alla povera Hounidea che siede con loro al tavolo degli ospiti di riguardo, nel quale si è intrufolato anche il noto coach “Il culo di”, al secolo “Chef” De Tisi, sempre presente laddove si mangia bene. Fuori, la folla si accampa nei prati con giganteschi barbecue che spandono un odore di carne grigliata per chilometri.
L'osteria di via Bardolino dove si è tenuto l'immenso pranzo di gala.
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Intanto Meursault ha i suoi grattacapi: una delegazione di estremisti islamici sta dimostrando all’esterno dell’osteria e minaccia azioni inconsulte. Il motivo? Il Comitato non vuole rinunciare al suo inno ufficiale: una celebre canzone dei The Cure del 1978, dal titolo “Killing an Arab”, ispirata alle vicende del personaggio da cui Meursault ha preso il nome.
Meursault esce a trattare con i facinorosi e trova un’inattesa (e non richiesta) solidarietà dai cattolici di destra, coi quali ha avuto non poche divergenze nell’ultima campagna elettorale, ma che, essendo ossessionati dal leit motiv dello “scontro di civiltà”, trovano una ghiotta occasione di attaccare gli islamici in difesa delle “radici cristiane”. Ma Meursault manda tutti a caghè e ritorna nell’osteria: qui l’unica religione ammessa è il basket.
Finito il pantagruelico pasto, si entra nel vivo e tutti si spostano all’esterno, nell’area campestre appositamente fatta recintare dal Comitato. Nell’aria frescolina di novembre, le giocatrici disponibili sul mercato, vestite d’una divisa candida a simboleggiare la loro ricerca di una squadra che se le pigli, sfilano davanti ai proprietari, mentre i rispettivi procuratori e/o parenti ne decantano le qualità vere o presunte. Ma i proprietari non si lasciano ingannare: hanno passato le ultime settimane in un incessante studio delle cifre, analizzato decine di video di ogni giocatrice nella speranza di piazzare il colpo gobbo.
Il primo round del mercato si svolge in relativa tranquillità: secondo l’ordine prefissato, ogni patron esprime la sua singola scelta e le fortunate vengono immediatamente aggregate al loro nuovo team, mentre le tapine scartate per far loro posto scoppiano in lacrime, ma non sono disperate perché sanno che, grazie alla norma sovietica del Comitato che si è sempre opposto al liberismo di destra di altri proprietari, fanno ancora parte dell’organico e potranno essere riattivate nel prossimo mercato.
Ecco dunque il riepilogo del giro di scelte:
CODUE – Redolf (Ancona) per Lovato.
MIO MAO – Maggi (Palestrina) per Sottana.
PUNTELLO – Ganmal (Vicenza) per A. Filippi.
TIGNUZZO – Filippetti (Siena) per Innocente.
KIKKA – Schiavon (Treviso) per Martini.
POX & ONE – Fiorilli (Valdarno) per Corsi.
PELUCHE – Caccialanza (Crema) per Canova.
SCINTILLA – S. Ferrari (Broni) per Salvaggio.
DELIO – Vicenzotti (Udine) per Ritossa.
BACK TO THE FUTURE – rinuncia alla scelta.
Boato tra i tifosi di Mio Mao per il colpaccio che porta alle Kittens la giocatrice più ambita, quella Maggi che viaggia a 14 punti di media e potrebbe quindi spostare da sola gli equilibri. Già da questo si capisce che il patron felino è carico come una mina e si appresta ad altre mosse ad effetto. Contenti anche i fans di Puntello che incamera la straniera, mentre Back to the Future, saggiamente, dichiara che “squadra che vince non si cambia”.
Ma ora viene davvero il bello. Il secondo round è all’arma bianca: “chi primo arriva primo arraffa”, nel senso letterale del termine. Le giocatrici rimaste da scegliere, infatti, vengono collocate, o meglio stipate come sardine, a 200 metri di distanza da uno striscione di partenza dietro al quale si posizionano i 10 proprietari dopo aver indossato uniformi da football americano. :alienff:
Il regolamento prevede infatti che, allo sparo dello starter, i contendenti debbano correre simultaneamente verso le giocatrici e afferrare quelle che desiderano arruolare nella propria squadra. Agli altri proprietari è lecito far di tutto per ostacolare la corsa dei rivali: calci, pugni, schiaffi e morsi, oltre ovviamente al placcaggio-football che la divisa suggerisce. Una volta che un concorrente ha afferrato una giocatrice, però, gli altri non possono più fare niente.
Palpitazioni a mille nell’attesa del via. La folla rumoreggia, le giocatrici sospirano tremebonde. I proprietari si guardano in cagnesco sotto il rispettivo casco.
Il colpo di pistola riecheggia all’improvviso.
Come una mandria d’elefanti, facendo rimbombare il terreno, i contendenti si lanciano verso le prede. Pox & One perde tempo a fare illazioni sull’ubriachezza di Meursault all’abbazia di Chiaravalle e così rimane irrimediabilmente indietro. Ma anche Meursault viene fregato: intuite le intenzioni di Mio Mao, che come un mastino punta su Dunja Vujovic, cerca di placcarlo, ma il felino gli rifila una doppia unghiata che lo fa ruzzolare al suolo, procurandosi anche una distorsione alla caviglia. :cry:
Il primissimo ad arrivare, tuttavia, è Delio che comunque si accontenta di una sola giocatrice (Giordano di Ivrea), idem Puntello che arriva per secondo. Anche Kikka, sfruttando la gioventù, si piazza bene e può mettere a segno un doppio colpo. Ma ecco Mio Mao, che con una triplice zampata si assicura Aisa, Carluccio e soprattutto Vujovic: un boato sottolinea quest’ultima acquisizione. Con la forza della disperazione, strisciando, Meursault arriva subito dopo il felino e si lancia sull’agognata Dunja, ma come in un incubo ella si sottrae alla presa e si volta verso il suo nuovo patron, sorridendo beffarda mentre Meursault rotola nella fanghiglia. Angosciato, il poveraccio ripiega su un’altra lunga, Fusco, ma si accorge che l’agile Kikka l’ha già scritturata per il suo team, e così deve limitarsi a riprendere la sua vecchia conoscenza Bonalumi prima di crollare esanime.
Non va molto meglio a Pox & One: attardatosi come già abbiamo detto, forse anche affaticato dal lungo viaggio sostenuto (venendo dalla Puglia è quello che ha fatto più strada), il patron delle Poxemons arriva un po’ confuso alla meta e cerca Sharon Ferrari, dimenticando che è già stata presa da Scintilla al primo round. Cori di scherno del pubblico verso Pox, che ci riprova con Aisa ma quella è già beata con la divisa delle Kittens. Solo alla fine, con gran ritardo, ripresosi dallo stato confusionale, Pox riuscirà a portare a casa due girls. :bleah:
Dopo Meursault va a bersaglio Codue con un triplo cambio, poi Tignuzzo che anche in quest’occasione non riesce a brillare, infine Scintilla che può prendersela comoda vista l’ottima posizione in classifica. Successivamente, insieme al ritardatario Pox, fanno ulteriori ritocchi Puntello (su clamoroso gesto di fair play di Kikka che gli “passa” Bandini; bravo anche Mio Mao che lascia Linguaglossa al derelitto Codue), Tignuzzo e lo scatenato Mio Mao che completa una vera e propria rivoluzione nel suo organico.
E Back to the Future? Il capoclassifica, furbastro, ha fatto finta di schierarsi al via con gli altri, poi ha salutato tutti con un gesto eloquente ed è andato a sdraiarsi beato su un lettino da spiaggia sotto il pergolato dell’osteria, facendosi limare le unghie dalle sue giovani assistenti e godendosi la scena dei rivali che si scannano, si feriscono e si imbrattano di fango e letame pur di contendersi le prede. :fischia:
Dopo un’ora abbondante di questo caos biblico, la giuria dichiara concluse le ostilità. Meursault è il più malconcio e viene portato al pronto soccorso per bendare la caviglia infortunata. Mio Mao conta un paio di artigli strappati, ma tanto aveva pronte delle protesi in acciaio inox. Scintilla e Kikka, per rispetto alle signore, sono state le meno malmenate e possono posare per i fotografi dopo essersi pettinate e rifatte il trucco. Gli altri proprietari uomini vengono invece visitati dallo staff medico, oltre che da un team di psichiatri.
Un pool di assistenti sociali si occupa di lenire le crisi di pianto delle ragazze rimaste ancora fuori dalle scelte. Ma non temete, carissime: ci sono ancora due finestre di mercato prima della fine della stagione, e l’occasione capiterà per tutte! Lavorate sodo, fatevi notare dai proprietari e vedrete! Intanto le giocatrici selezionate vengono immediatamente spedite ad allenarsi con le nuove compagne: non c’è tempo da perdere, in serata c’è già la prima uscita con gli organici rinnovati. La seduta viene tolta e la folla sciama verso la città, paga dello straordinario spettacolo al quale ha ancora una volta assistito.
Ed ecco il riepilogo delle scelte effettuate nel secondo round:
DELIO – Giordano (Ivrea) per Berdini.
PUNTELLO – Canfora (Broni) per Pozzati; Bandini (Bologna) per Grisanti.
KIKKA – Fusco (Battipaglia) per Besagni; Mancini (Palestrina) per Picotti.
MIO MAO – Aisa (Umbertide) per Mion; Carluccio (Mesagne) per Putignano; Vujovic (Crema) per N. Filippi; Cappelletti (Valdarno) per Semplici.
PELUCHE – Bonalumi (Carugate) per Potolicchio.
CODUE – Martinoia (Pomezia) per Spinelli; Lombardo (Pomezia) per Bonezzi; Linguaglossa (Pozzuoli) per Pastorelli.
TIGNUZZO – Balestri (Livorno) per Manzini; Gallo (Rende) per Giauro.
SCINTILLA – Pace (Ivrea) per Miccio.
POX & ONE – M. Ribeiro da Silva (Bolzano) per Costi; Oppo (Cus Cagliari) per Cappucci.
In totale ben 27 giocatrici nuove sono state inserite, ovvero il 27% del totale: un incredibile sforzo reclutatorio per i 10 proprietari che confermano la loro incomparabile competenza, oltre che l’acclarata follia nel partecipare a questo gioco. Alla prossima!
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Questi gli organici aggiornati alle operazioni di mercato:
TIGNUZZO TEAM ("Parmesans")
Play: Azzellini (Palestrina), Soli (Siena)
Esterne: Fall (Valtarese), Carlesi (Livorno), C. Rossi (Treviso), BALESTRI (Livorno)
Lunghe: Mariani (Livorno), FILIPPETTI (Siena), GALLO (Rende), Girardelli (Bolzano)
PELUCHE TEAM ("Peluchers")
Play: Arturi (Geas), BONALUMI (Carugate)
Esterne: Fumagalli (Carugate), Marulli (Geas), CACCIALANZA (Crema), Pianezzola (Udine)
Lunghe: Calastri (Geas), Rovida (Geas), Minervino (Pozzuoli), Novarina (Stabia)
MIO MAO ("Kittens")
Play: S. Conti (Treviso) , CAPPELLETTI (Valdarno)
Esterne: MAGGI (Palestrina), CARLUCCIO (Mesagne), Cumbat (Muggia), AISA (Umbertide)
Lunghe: Zampieri (Treviso), Meneghin (Treviso), Greppi (Ivrea), VUJOVIC (Crema)
SCINTILLA TEAM ("Baby Sparks")
Play: Mini (Bologna), Dutrieux (S. Bonifacio)*
Esterne: Santonastaso (Umbertide), PACE (Ivrea), Bonetti (Ivrea), Barisoni (Treviso)
Lunghe: Monari (Cervia), Brunetti (Cus Cagliari), Bindelli (Valdarno), FERRARI (Broni)
* = giocatrice fuori ruolo in deroga
DELIO TEAM ("Lady Mules")
Play: Buccianti (Livorno), GIORDANO (Ivrea)
Esterne: Perseu (Battipaglia), C.Margiò (Pozzuoli)*, VINCENZOTTI (Udine), S. Cergol (Muggia)
Lunghe: Mezgec (Muggia), Puidokas (Virtus Cagliari), E. Ribeiro da Silva (Bolzano), Scibelli (Pozzuoli)
* = giocatrice fuori ruolo in deroga
BACK TO THE FUTURE TEAM ("Futures")
Play: Corà (Vicenza), Di Deo (Battipaglia)
Esterne: Caracciolo (Vicenza), Valerio (Marghera), Tarantino (Ivrea), Valguarnera (Ivrea)
Lunghe: Occhipinti (Reggio E.), Trevisan (Valtarese), Chiarella (Udine), Gaglio (Alcamo)
PUNTELLO TEAM ("Hard Workers")
Play: BANDINI (Bologna), Gatti (Geas)
Esterne: Zambarda (Bolzano), Freschi (Treviso), Coppola (Broni), M. Filippi (Carugate)
Lunghe: , De Gianni (Udine), CANFORA (Broni), GANMAL (Vicenza), Gazzoni (Cervia)
KIKKA87 TEAM ("Tortellins")
Play: Zambrini (Valtarese), Cavagni (Valtarese)
Esterne: Hediger (Bologna), Coraducci (Bologna), Striulli (Udine), SCHIAVON (Treviso)
Lunghe: FUSCO (Battipaglia), S. Giorgi (Livorno), MANCINI (Palestrina), C. Giorgi (Pontedera)
POX & ONE TEAM ("Poxemons")
Play: A. Rossi (S. Bonifacio), Scanzani (Reggio E.)
Esterne: De Biase (Udine), Crippa (Geas), REBEIRO DA SILVA (Bolzano), FIORILLI (Valdarno)
Lunghe: Profetti (Reggio E.), OPPO (Cus Cagliari), Consorti (Pontedera), Schirru (Battipaglia)
CODUE TEAM ("Anidrides")
Play: Gorla (Ancona), MARTINOIA (Pomezia)
Esterne: Beltrami (Valtarese), LOMBARDO (Pomezia), J. Cergol (Muggia), Marchion (Marghera)
Lunghe: REDOLF (Ancona), LINGUAGLOSSA (Pozzuoli), Catellani (Valtarese), E. Conti (Livorno)
domenica 12 novembre 2006
Prestazioni di Calastri e Marulli; ritorno di Vujovic
E' con piacere che segnalo la prova di Alessandra Calastri ieri sera: 14 punti e 17 rimbalzoni.
Meno male che ho revocato la sostituzione di Marulli. Evidentemente si è sentita punta nell'orgoglio e ha segnato 7 punti, sicché questa settimana mi fa più punteggio di Fumagalli, che ha segnato 9 senza bonus-vittoria.
Su Crema invece è doveroso segnalare il ritorno in campo di Dunja Vujovic (la ragazza della foto sotto il mio nome), già comparsa a referto, ma senza entrare, nelle ultime partite. Stavolta la giovine ala-pivot di Villapizzone, Milano town-venendo-da-nord-entrare-da-Quarto Oggiaro-e-superare-il-cavalcavia), ha invece giocato e ha segnato 1 punto, come si evince dal tabellino.
Per fortuna l'infortunio subito in prestagione non era così grave come si temeva. Pare sia stato solo un trauma al menisco.
Anche se quell'avvoltoio di Mio Mao ce l'ha strappata nel mercatino della Peluche League, il Comitato le dedica "Hallelujah" di Leonard Cohen nella versione cantata da Jeff Buckley (1994).
Meno male che ho revocato la sostituzione di Marulli. Evidentemente si è sentita punta nell'orgoglio e ha segnato 7 punti, sicché questa settimana mi fa più punteggio di Fumagalli, che ha segnato 9 senza bonus-vittoria.
Su Crema invece è doveroso segnalare il ritorno in campo di Dunja Vujovic (la ragazza della foto sotto il mio nome), già comparsa a referto, ma senza entrare, nelle ultime partite. Stavolta la giovine ala-pivot di Villapizzone, Milano town-venendo-da-nord-entrare-da-Quarto Oggiaro-e-superare-il-cavalcavia), ha invece giocato e ha segnato 1 punto, come si evince dal tabellino.
Per fortuna l'infortunio subito in prestagione non era così grave come si temeva. Pare sia stato solo un trauma al menisco.
Anche se quell'avvoltoio di Mio Mao ce l'ha strappata nel mercatino della Peluche League, il Comitato le dedica "Hallelujah" di Leonard Cohen nella versione cantata da Jeff Buckley (1994).
mercoledì 8 novembre 2006
Peluche League - commento alla 7. giornata
Nella tappa che precede la prima finestra di mercato notiamo un rialzo generale dei punteggi, con diversi spunti individuali di notevole valore. Evidentemente a qualche giocatrice ha sentito il pepe nel cosiddetto, ovvero la minaccia di taglio, e ha deciso di battere un colpo per non rischiare il posto.
Ne viene fuori una tappa equilibratissima e dalla mischia esce vincente Scintilla. Già da diverse giornate le Baby Sparks si piazzavano bene, ora riescono a fare il colpaccio trascinate da una... scintillante Santonastaso. L'avevamo definita "miss regolarità" perchè segnava sempre intorno ai 10-15 punti. Invece la volta scorsa ne ha fatti solo 3, penalizzando le sue, mentre stavolta si è rifatta alla grande e ha portato alla vittoria la squadra. Non sarebbe bastato, comunque, senza la buona prova delle lunghe Bindelli e Brunetti che hanno fatto la differenza rispetto alle avversarie. Il tutto ancora senza Mini e con Barisoni e Dutrieux nulle, il che significa che Scintilla ha ancora dei margini di crescita notevoli. Potenziale da titolo?
Grande secondo posto per Kikka, vera sorpresa stagionale finora. Le imberbi (si fa per dire, visto che son donne) Tortellins sono cresciute verticalmente nelle ultime giornate, con Striulli "piovuta" a Udine all'ultimo momento e già diventata la seconda realizzatrice delle friulane dietro alla straniera Vanin; ma anche con una Coraducci che sta sfruttando le assenze a Bologna per far vedere il suo valore; e Sara Giorgi che è esplosa nelle ultime partite. Stavolta si aggiunge anche una buona Zambrini ed ecco il piazzamento d'onore.
Terzo posto che va di lusso per il Peluche Team. Nella giornata in cui il Geas perde e le varie Arturi, Rovida, Calastri, Marulli sono quasi azzerate, si prospettava una debacle storica per le milanesi. Invece arrivano due salvatrici della patria: Pianezzola e soprattutto Fumagalli, migliore in assoluto di giornata, manna dal cielo con i suoi 25 punti più vittoria. Meursault, riconoscente, le regala il Castello Sforzesco con opzione sul Cenacolo Vinciano. La Laura nazionale dice che siffatti donativi van benino, ma poteva anche sforzarsi di più, il suo patron. Una menzione anche per Novarina che svegliandosi di botto contribuisce a tener dietro il trio che s'affolla dal quarto al sesto posto.
Quasi appaiati abbiamo infatti, nell'ordine, Pox & One, che si giova ancora di un'ottima Anna Rossi e ritrova un lampo di Crippa; Puntello, decisamente meglio del solito, grazie a Zambarda, De Gianni ma anche una sorprendente Coppola; e Back to the Future, che dopo 3 tappe vinte si deve accontentare di una posizione di rincalzo più per la crescita degli avversari che per demeriti propri, anche se a fianco di un'eccellente Caracciolo steccano Valerio e Corà ed è assente Occhipinti oltre che acciaccata Trevisan.
Prosegue il momento difficile di Delio, che coincide con il perdurante appannamento della stella Perseu; non basta il risveglio di Mezgec perchè per il resto c'è pochino.
Passo indietro per Mio Mao dopo il 2° posto dell'infrasettimanale: la Treviso-dipendenza è sempre la causa principale, perchè se Zampieri e Conti vanno in doppia cifra, la sconfitta però priva le Kittens di bonus-vittoria che avrebbero fatto la differenza. Mini-sorriso per il felino, comunque, nel superare al supplementare Tignuzzo, che mette insieme un punteggio non tragico ma certamente mediocre, soprattutto a causa di Mariani che rende molto meno di quanto ci si attende da lei. Sotto canestro c'è ben poco d'altro e se Azzellini e Rossi non fanno miracoli la squadra in effetti è deboluccia.
Chiude Codue che non demerita nemmeno del tutto (bene Gorla), ma paga la giornata-sì dei team avversari.
Ne viene fuori una tappa equilibratissima e dalla mischia esce vincente Scintilla. Già da diverse giornate le Baby Sparks si piazzavano bene, ora riescono a fare il colpaccio trascinate da una... scintillante Santonastaso. L'avevamo definita "miss regolarità" perchè segnava sempre intorno ai 10-15 punti. Invece la volta scorsa ne ha fatti solo 3, penalizzando le sue, mentre stavolta si è rifatta alla grande e ha portato alla vittoria la squadra. Non sarebbe bastato, comunque, senza la buona prova delle lunghe Bindelli e Brunetti che hanno fatto la differenza rispetto alle avversarie. Il tutto ancora senza Mini e con Barisoni e Dutrieux nulle, il che significa che Scintilla ha ancora dei margini di crescita notevoli. Potenziale da titolo?
Grande secondo posto per Kikka, vera sorpresa stagionale finora. Le imberbi (si fa per dire, visto che son donne) Tortellins sono cresciute verticalmente nelle ultime giornate, con Striulli "piovuta" a Udine all'ultimo momento e già diventata la seconda realizzatrice delle friulane dietro alla straniera Vanin; ma anche con una Coraducci che sta sfruttando le assenze a Bologna per far vedere il suo valore; e Sara Giorgi che è esplosa nelle ultime partite. Stavolta si aggiunge anche una buona Zambrini ed ecco il piazzamento d'onore.
Terzo posto che va di lusso per il Peluche Team. Nella giornata in cui il Geas perde e le varie Arturi, Rovida, Calastri, Marulli sono quasi azzerate, si prospettava una debacle storica per le milanesi. Invece arrivano due salvatrici della patria: Pianezzola e soprattutto Fumagalli, migliore in assoluto di giornata, manna dal cielo con i suoi 25 punti più vittoria. Meursault, riconoscente, le regala il Castello Sforzesco con opzione sul Cenacolo Vinciano. La Laura nazionale dice che siffatti donativi van benino, ma poteva anche sforzarsi di più, il suo patron. Una menzione anche per Novarina che svegliandosi di botto contribuisce a tener dietro il trio che s'affolla dal quarto al sesto posto.
Quasi appaiati abbiamo infatti, nell'ordine, Pox & One, che si giova ancora di un'ottima Anna Rossi e ritrova un lampo di Crippa; Puntello, decisamente meglio del solito, grazie a Zambarda, De Gianni ma anche una sorprendente Coppola; e Back to the Future, che dopo 3 tappe vinte si deve accontentare di una posizione di rincalzo più per la crescita degli avversari che per demeriti propri, anche se a fianco di un'eccellente Caracciolo steccano Valerio e Corà ed è assente Occhipinti oltre che acciaccata Trevisan.
Prosegue il momento difficile di Delio, che coincide con il perdurante appannamento della stella Perseu; non basta il risveglio di Mezgec perchè per il resto c'è pochino.
Passo indietro per Mio Mao dopo il 2° posto dell'infrasettimanale: la Treviso-dipendenza è sempre la causa principale, perchè se Zampieri e Conti vanno in doppia cifra, la sconfitta però priva le Kittens di bonus-vittoria che avrebbero fatto la differenza. Mini-sorriso per il felino, comunque, nel superare al supplementare Tignuzzo, che mette insieme un punteggio non tragico ma certamente mediocre, soprattutto a causa di Mariani che rende molto meno di quanto ci si attende da lei. Sotto canestro c'è ben poco d'altro e se Azzellini e Rossi non fanno miracoli la squadra in effetti è deboluccia.
Chiude Codue che non demerita nemmeno del tutto (bene Gorla), ma paga la giornata-sì dei team avversari.
martedì 7 novembre 2006
Una lettera su Superbasket (quarta straniera)
Superbasket uscito oggi ha pubblicato una lettera del Comitato sulla querelle delle 4 straniere, di cui si è tanto discusso sia qui su Basketcafè, sia su Basketforum, il forum dei sapientissimi.
Tale lettera, nel consueto modo di fare del Comitato, mescola cerchiobottismo, lotta ai mulini a vento, informazioni più o meno corrette e il solito "tocco" dell'analisi tendenziosa di un dato numerico.
Ecco il testo della lettera:
“Egregio Direttore,
nel basket femminile le società di A1 hanno voluto l'introduzione della quarta straniera, accettando il compromesso di poterne tenere in campo solo 3 per volta.
A quanto pare, però, ci sono staff interi di professionisti che non sanno contare fino a 4, perché nelle prime 3 giornate già due squadre (Taranto e Como) sono state “pizzicate” a superare il limite.
E a quanto pare nessuno, ai piani alti, l'aveva previsto, perché non risulta che sia scritto in modo chiaro cosa succede a chi sbaglia, né chi deve controllare l'osservanza della regola.
Viene un sospetto: non è che questo caos è funzionale a ottenere fin da subito l'impiego libero della quarta straniera?
Ancora: tra la straniera in più e la prossima riduzione delle squadre da 16 a 14, fanno 84 italiane in A1 anziché 112, ovvero il 25% in meno di posti di lavoro nel giro di due anni! Chiunque si comporta così, di solito, si trova sindacati inferociti e lavoratori sul piede di guerra. Invece lei ha notizia di una benché minima protesta organizzata da parte delle nostre giocatrici?"
La risposta del direttore Montorro: "Io no, ma non me l'aspettavo".
Tale lettera, nel consueto modo di fare del Comitato, mescola cerchiobottismo, lotta ai mulini a vento, informazioni più o meno corrette e il solito "tocco" dell'analisi tendenziosa di un dato numerico.
Ecco il testo della lettera:
“Egregio Direttore,
nel basket femminile le società di A1 hanno voluto l'introduzione della quarta straniera, accettando il compromesso di poterne tenere in campo solo 3 per volta.
A quanto pare, però, ci sono staff interi di professionisti che non sanno contare fino a 4, perché nelle prime 3 giornate già due squadre (Taranto e Como) sono state “pizzicate” a superare il limite.
E a quanto pare nessuno, ai piani alti, l'aveva previsto, perché non risulta che sia scritto in modo chiaro cosa succede a chi sbaglia, né chi deve controllare l'osservanza della regola.
Viene un sospetto: non è che questo caos è funzionale a ottenere fin da subito l'impiego libero della quarta straniera?
Ancora: tra la straniera in più e la prossima riduzione delle squadre da 16 a 14, fanno 84 italiane in A1 anziché 112, ovvero il 25% in meno di posti di lavoro nel giro di due anni! Chiunque si comporta così, di solito, si trova sindacati inferociti e lavoratori sul piede di guerra. Invece lei ha notizia di una benché minima protesta organizzata da parte delle nostre giocatrici?"
La risposta del direttore Montorro: "Io no, ma non me l'aspettavo".
sabato 4 novembre 2006
Peluche League - commento alla 6. giornata
Il turno infrasettimanale porta un leggero ma sensibile rialzo nei punteggi, tante sorprese ma anche una pesante conferma. Quella di Back to the Future, che strappa in volata la terza vittoria di tappa consecutiva. Nessuna prestazione individuale eclatante per le Futures, ma tante di buon livello, un pregio che nessun team rivale riesce in questo momento a imitare. :) Valerio, Tarantino, Occhipinti, Chiarella: tutte prove che portano una quindicina di punti ciascuna nella saccoccia del loro patron, che non risente delle assenze di Trevisan e Valguarnera.
Battuto d’un soffio, ma comunque contento per l’improvviso ritorno alla competitività dopo una lunga crisi, è Mio Mao, che quando Treviso vince ha ovviamente una marcia in più, essendo infarcito di venete; in più gli va bene che sia Conti che Zampieri che Meneghin vanno in doppia cifra, ed ecco spiegata la rinascita delle Kittens.
Sul podio con loro, altra sorpresa, sale Kikka che sta trovando una Striulli affidabilissima, una Coraducci molto cresciuta nelle ultime settimane, e stavolta anche una Sara Giorgi efficacissima sotto canestro. Anche l’altra Giorgi e Cavagni danno il loro contributo e le giovani Tortellins raggiungono l’importante traguardo.
Pollice su anche per Tignuzzo, che dopo il disastro del turno precedente ritrova quantomeno una buona Chiara Rossi, che trascina la squadra a una discreta prestazione; si risveglia anche Azzellini, rimane in letargo Mariani ma c’è Girardelli che fa qualcosina, e tanto basta.
Poteva andare peggio a Pox & One: la squadra nel suo complesso ha una giornata grigia, con Crippa a secco e le lunghe ancora poco produttive; ma ci pensa un’eccellente Rossi, migliore in assoluto in questa tappa, a regalare alle Poxemons un 5° posto più che accettabile.
Anche Scintilla riesce a limitare i danni. Tradite per una volta da Santonastaso, con Brunetti tornata “sulla terra”, ancora senza entrambi i play, le Baby Sparks si affidano a Barisoni e Bindelli ed evitano il tracollo.
Bassa classifica. Continua l’appannamento di Delio, che riflette quello delle sue trascinatrici d’inizio stagione, ovvero Perseu e Mezgec. La slovena sembra quasi del tutto inaridita offensivamente e le altre lunghe non sono in grado di compensarla. Anche tra le esterne ci sono poche alternative se Perseu non fa miracoli. In più stecca anche Buccianti e non basta una Berdini meglio del solito.
Giornataccia per il Peluche Team, che paga ancora una volta la dipendenza dal Geas: Sesto perde il derby e le Peluchers i bonus-vittoria, tanto più che gli scores individuali delle varie Arturi, Calastri e Rovida sono molto bassi. Ci prova Fumagalli ma è sola. Inutile aspettarsi di più dalle lunghe Minervino e Novarina.
Qualche segnale positivo, nonostante il penultimo posto, da Codue, sempre martoriato dalle assenze, ma stavolta chi gioca fa qualcosina di buono, sopratutto Gorla e Catellani.
Chiude Puntello, che paga il panchinamento coatto di Marcella Filippi e la serata “in bianco” di Zambarda, ovvero le sue due punte di diamante. Le altre non possono fare più di tanto e infatti non fanno nulla: solo De Gianni (8) e Gatti (3) segnano punti, per il resto solo 4 bonus-vittoria che salvano le Hard Workers da un record negativo di punteggio, ma non dall’ultimo posto.
Battuto d’un soffio, ma comunque contento per l’improvviso ritorno alla competitività dopo una lunga crisi, è Mio Mao, che quando Treviso vince ha ovviamente una marcia in più, essendo infarcito di venete; in più gli va bene che sia Conti che Zampieri che Meneghin vanno in doppia cifra, ed ecco spiegata la rinascita delle Kittens.
Sul podio con loro, altra sorpresa, sale Kikka che sta trovando una Striulli affidabilissima, una Coraducci molto cresciuta nelle ultime settimane, e stavolta anche una Sara Giorgi efficacissima sotto canestro. Anche l’altra Giorgi e Cavagni danno il loro contributo e le giovani Tortellins raggiungono l’importante traguardo.
Pollice su anche per Tignuzzo, che dopo il disastro del turno precedente ritrova quantomeno una buona Chiara Rossi, che trascina la squadra a una discreta prestazione; si risveglia anche Azzellini, rimane in letargo Mariani ma c’è Girardelli che fa qualcosina, e tanto basta.
Poteva andare peggio a Pox & One: la squadra nel suo complesso ha una giornata grigia, con Crippa a secco e le lunghe ancora poco produttive; ma ci pensa un’eccellente Rossi, migliore in assoluto in questa tappa, a regalare alle Poxemons un 5° posto più che accettabile.
Anche Scintilla riesce a limitare i danni. Tradite per una volta da Santonastaso, con Brunetti tornata “sulla terra”, ancora senza entrambi i play, le Baby Sparks si affidano a Barisoni e Bindelli ed evitano il tracollo.
Bassa classifica. Continua l’appannamento di Delio, che riflette quello delle sue trascinatrici d’inizio stagione, ovvero Perseu e Mezgec. La slovena sembra quasi del tutto inaridita offensivamente e le altre lunghe non sono in grado di compensarla. Anche tra le esterne ci sono poche alternative se Perseu non fa miracoli. In più stecca anche Buccianti e non basta una Berdini meglio del solito.
Giornataccia per il Peluche Team, che paga ancora una volta la dipendenza dal Geas: Sesto perde il derby e le Peluchers i bonus-vittoria, tanto più che gli scores individuali delle varie Arturi, Calastri e Rovida sono molto bassi. Ci prova Fumagalli ma è sola. Inutile aspettarsi di più dalle lunghe Minervino e Novarina.
Qualche segnale positivo, nonostante il penultimo posto, da Codue, sempre martoriato dalle assenze, ma stavolta chi gioca fa qualcosina di buono, sopratutto Gorla e Catellani.
Chiude Puntello, che paga il panchinamento coatto di Marcella Filippi e la serata “in bianco” di Zambarda, ovvero le sue due punte di diamante. Le altre non possono fare più di tanto e infatti non fanno nulla: solo De Gianni (8) e Gatti (3) segnano punti, per il resto solo 4 bonus-vittoria che salvano le Hard Workers da un record negativo di punteggio, ma non dall’ultimo posto.
venerdì 3 novembre 2006
Sul non impiego di Filippi e altro del derby
Un utente scrive: "Filippi viene dalle due sue partite migliori della stagione in cui è andata in doppia cifra e ha giocato più di 20 minuti. Che fiducia si sente a non essere neanche considerata in una partita cosi importante dopo due partite cosi buone?"
La contraddizione nelle mie parole è solo apparente: per evitare equivoci avrei forse dovuto precisare che parlavo delle titolari, non di tutte le giocatrici in generale. E' alle titolari che Bianchi vuole far sentire la sua fiducia incondizionata.
Io credo che Bianchi inizialmente pensasse a un impiego di Filippi, ma la partita all'inizio si era messa male e in quelle situazioni i piani possono variare. Il fatto è che per mettere una devi toglierne un'altra e Arcangeli non l'avrei tolta nemmeno io, perchè in un momento di mezzo sbandamento mi dà più garanzie di tutte. Togliere Polini nemmeno, perchè se servono rimbalzi, lavoro sporco e difesa dura meglio lei di Filippi, poi di nuovo dentro Ratti al momento giusto. Come ala piccola al posto di Micovic o Fumagalli? In difesa poi si rischiava ancora di più.
Sì, poteva darle anche quei 6-8 minuti che dici, ma se non era convinto che potesse dare qualcosa di importante in quel momento, meglio tenerla in panca piuttosto che dare minuti tanto per darli. Ma in fondo cambia così tanto?
Marcella avrà altre occasioni per contribuire, come ha già fatto a Treviso e con Cervia. Inutile farsi sangue amaro per un n.e. in una partita come questa. Come ha detto Bianchi, il suo compito è imparare da Arcangeli e tenersi pronta a sfruttare le occasioni.
Grazie Nonino e grazie ad altri che hanno gradito il mio resoconto (in particolare grazie a Miky Frantini che si è detta non offesa dal soprannome "Piccola Barkley", che oltretutto è legato a un giocatore ormai di un'altra epoca...), ma credo che sia tutto merito della bellezza della partita di mercoledì. E' chiaro che mo' bisogna tornare sulla terra e inseguire i 2 punti in giro per il Nord Italia fin da oggi.
Solo due cose a chiusura dell'argomento-derby: la prima, che ho dimenticato nel mio resoconto, è un'osservazione importante del vice-allenatore del Geas, Guzzi, che ha sottolineato l'errore commesso dalle sue nel 3° quarto, quando Carugate, a differenza degli altri periodi, era andata in bonus molto presto, e anziché cercare penetrazioni per sfruttare questa circostanza, Sesto ha insistito un po' troppo sul tiro da fuori. Infatti Signorini dalla panchina esortava a penetrare.
La seconda cosa è che mi è piaciuta la personalità di Laura Fumagalli. Ha sbagliato molto ma non si è mai nascosta e ha preso tante responsabilità. Si vedeva la sua voglia di essere protagonista, quasi a smentire chi pronosticava un suo finire nell'ombra in mezzo a tante compagne "di nome".
La contraddizione nelle mie parole è solo apparente: per evitare equivoci avrei forse dovuto precisare che parlavo delle titolari, non di tutte le giocatrici in generale. E' alle titolari che Bianchi vuole far sentire la sua fiducia incondizionata.
Io credo che Bianchi inizialmente pensasse a un impiego di Filippi, ma la partita all'inizio si era messa male e in quelle situazioni i piani possono variare. Il fatto è che per mettere una devi toglierne un'altra e Arcangeli non l'avrei tolta nemmeno io, perchè in un momento di mezzo sbandamento mi dà più garanzie di tutte. Togliere Polini nemmeno, perchè se servono rimbalzi, lavoro sporco e difesa dura meglio lei di Filippi, poi di nuovo dentro Ratti al momento giusto. Come ala piccola al posto di Micovic o Fumagalli? In difesa poi si rischiava ancora di più.
Sì, poteva darle anche quei 6-8 minuti che dici, ma se non era convinto che potesse dare qualcosa di importante in quel momento, meglio tenerla in panca piuttosto che dare minuti tanto per darli. Ma in fondo cambia così tanto?
Marcella avrà altre occasioni per contribuire, come ha già fatto a Treviso e con Cervia. Inutile farsi sangue amaro per un n.e. in una partita come questa. Come ha detto Bianchi, il suo compito è imparare da Arcangeli e tenersi pronta a sfruttare le occasioni.
Grazie Nonino e grazie ad altri che hanno gradito il mio resoconto (in particolare grazie a Miky Frantini che si è detta non offesa dal soprannome "Piccola Barkley", che oltretutto è legato a un giocatore ormai di un'altra epoca...), ma credo che sia tutto merito della bellezza della partita di mercoledì. E' chiaro che mo' bisogna tornare sulla terra e inseguire i 2 punti in giro per il Nord Italia fin da oggi.
Solo due cose a chiusura dell'argomento-derby: la prima, che ho dimenticato nel mio resoconto, è un'osservazione importante del vice-allenatore del Geas, Guzzi, che ha sottolineato l'errore commesso dalle sue nel 3° quarto, quando Carugate, a differenza degli altri periodi, era andata in bonus molto presto, e anziché cercare penetrazioni per sfruttare questa circostanza, Sesto ha insistito un po' troppo sul tiro da fuori. Infatti Signorini dalla panchina esortava a penetrare.
La seconda cosa è che mi è piaciuta la personalità di Laura Fumagalli. Ha sbagliato molto ma non si è mai nascosta e ha preso tante responsabilità. Si vedeva la sua voglia di essere protagonista, quasi a smentire chi pronosticava un suo finire nell'ombra in mezzo a tante compagne "di nome".
giovedì 2 novembre 2006
[A2] Memorabile derby: Carugate sbanca Sesto
Premessa
Prima di raccontare qualcosa su Geas-Carugate di ieri, devo rivolgere un appello.
A quelli che dicono che il basket femminile fa ridere, a quelli che “ai miei tempi si giocava 10 volte meglio”, a quelli che “nel femminile tra l’A2 e la C in fondo non c’è tutta ‘sta differenza di qualità”, eccetera eccetera: magari in altre circostanze avete ragione, ma per una volta non rompete la minchia, statevi zitti! :bleah:
Ieri al PalaFalck di Sesto abbiamo visto una partita bellissima, non solo perché decisa solo all’ultima azione dopo un testa a testa spacca-arterie, ritmi pazzeschi e agonismo alla morte, ma perché costellata da una serie di ottime giocate dal punto di vista tecnico, davvero cosa rara per un derby. Insomma una partita di qualità oltre che di quantità. Ciò non significa che non si siano visti errori e cappellate; ma aspettarsi di meglio da questa sfida credo fosse impossibile, almeno per uno spettatore neutrale. :B):
Non a caso Annalisa Censini, pur dopo una sconfitta bruciante, nel dopogara sorrideva e diceva di essere contenta della partita e dello splendido ambiente che le ha fatto da contorno. Non a caso Valerio Signorini, allenatore Geas, parlava di una partita che ha fatto bene al movimento femminile. :clap:
Il palazzetto era strapieno, con gente in piedi, e al di là del dato numerico che comunque è relativo (le tribune sono piccole), si sentiva la voglia del pubblico di vedere basket femminile di alto livello. E le attese sono state ripagate. Soprattutto all’intervallo, dopo due quarti offensivamente scintillanti, si sentivano commenti entusiasti da parte di tutti.
Persino il buon coach “Il culo di” De Tisi, noto forumista nonché neo-allenatore della squadra maschile di Carugate, ma soprattutto lodatore del tempo antico, esprimeva apprezzamenti per la qualità del gioco.
Il riscaldamento del Geas...
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... e quello di Carugate
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Lasciando perdere per un attimo gli sdilinquimenti estatici e guardando alle cose concrete, il derby sancisce che Carugate vince la quinta in fila e per la prima volta nella sua storia è prima in classifica (Broni ha perso e quindi è stata agganciata), mentre il Geas, con 3 vinte e 3 perse, è comunque in linea con i suoi obiettivi. Da notare però che Carugate ha vinto 3 volate su 3 finora (anche con Bologna e Valtarese ha vinto all’ultima azione), mentre il Geas ne ha perse 2 su 2 (con Cervia l’altro stop di un punto). Come sempre, quindi, gli episodi e la sorte contano molto. :o:
Stasera meritava forse di più il Geas, che è sembrato giocare anche oltre i suoi limiti e le sue possibilità, mentre Carugate, sorniona, ha lasciato sfogare le avversarie all’inizio, sapendo di avere le armi per rimontare. E in volata la squadra più esperta ha vinto. In tribuna e nel dopopartita ho udito vari commenti sulle mosse tattiche delle due coppie d’allenatori (Signorini-Guzzi per Sesto e Bianchi-Poli per Carugate), ma io credo abbiano fatto un buon lavoro entrambi, perché tutte e 20 le giocatrici sono parse prontissime a giocare una partita come questa.
Si questiona molto sulle sole 7 ragazze ruotate da Bianchi, sul fatto che abbia insistito a tenere Micovic su Frantini che la bucherellava da ogni parte, ma credo che per lui sia molto importante comunicare la massima fiducia alle sue giocatrici, in modo che piano piano salgano di tono e prendano in mano la partita.
Filippi, come ho già detto, è un peccato che non abbia giocato, ma con Arcangeli senza problemi di falli e Polini importante per dare solidità, era difficile trovar spazio per Marcella, anche perché all’inizio Carugate sembrava soffrire psicologicamente e lei è una giocatrice più da fioretto che da battaglia.
NB: Un doveroso ringraziamento a Ezio Parisato, cronista principe del sito www.imbecilli.it , che mi ha prestato una penna salvandomi da un increscioso infortunio professionale... In compenso l’ho lautamente finanziato con la gabella da 20 euro che il figuro impone a chi vuol procurarsi il suo monumentale Almanacco del Basket Femminile Lombardo 2005/06… :lol:
Geas Sesto-Pentamedia Carugate 73-74 (27-18, 46-45, 57-58)
GEAS: Arturi 4 (1/4, 0/4, 2/2 tl), Censini 19 (4/12, 2/6, 5/6 tl), Kuzmaite 8 (4/8), Gatti 3 (0/1, 1/3), Ponchiroli 4 (2/4), Marulli ne, Rovida 4 (2/5), Calastri 4 (2/4), Crippa 0 (0/1 da 3), Frantini 27 (7/11, 3/7, 4/4 tl). All. Signorini. Totale tiri: 22/49 da 2, 6/21 da 3, 11/12 tl.
CARUGATE: Micovic 9 (1/2, 2/6, 1/3 tl), Lanfredi ne, Arcangeli 16 (5/9, 0/1, 6/9 tl), Filippi ne, Monticelli 8 (1/4, 2/4), Fumagalli 15 (3/9, 2/7, 3/5 tl), Polini 4 (2/3), Gottardi 13 (2/8, 2/3, 3/4 tl), Ratti 9 (3/5, 3/4 tl), Bonalumi ne. All. Bianchi. Totale tiri: 17/40 da 2, 8/21 da 3, 16/25 tl.
Il tabellone del PalaFalck con le protagoniste della partita
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1° quarto
Ritmi altissimi fin dalla prima azione, un “corri e tira” spettacolare perché la palla va dentro spesso e volentieri. La partenza del Geas è arrembante. Michela Frantini aggredisce la partita in un modo che la dice lunga sul suo carattere: tripla alla prima azione, poi un tiro dalla media, poi due liberi ed è già 7-2 dopo 2’. Carugate si trova davanti una “triangolo e due” con Micovic e Fumagalli marcate a uomo, ma anche quelle a zona del Geas stanno ben strette, sicché la Pentamedia, che parte anche stavolta con Monticelli in regia e Gottardi in panca, fatica a trovare riferimenti.
Ma il problema per le ospiti è soprattutto in difesa: Micovic si fa umiliare in maniera imbarazzante da Frantini, che le rifila un colpo dopo l’altro, sfruttando ogni metro di spazio: a fine 1° quarto ha già 12 punti, un mitragliamento impressionante. L’abbiamo vista giocare parecchie volte, ma la sua velocità di esecuzione ci sorprende ogni volta. :yes:
Ma arrivano anche un paio di buoni servizi per Kuzmaite in area, dove la lituana può sfruttare la netta differenza di centimetri (quasi 15) su Ratti. Carugate incassa un tremendo 12-0 nella parte centrale del periodo, coronato da un "uno-due" di Frantini e Censini dai 6,25 (su una dormita di Micovic in uscita da un blocco per Piccola Barkley, in contropiede per il Generale Censo) e dopo soli 6’30” siamo sul 21-8 Geas. Un ritmo da 120 punti finali per le rossonere, che non potrebbero giocare meglio di così, mentre le biancoblù sembrano aspettare che il ciclone passi, anziché provare a controbattere alla pari. Alla fine avranno ragione loro.
Emblematiche, comunque, altre due azioni: Arturi che penetra e segna senza il minimo aiuto difensivo; e un rimbalzo in attacco concesso da Carugate a Ponchiroli su un tiro da lei stesso effettuato dalla media: Vera ha tutto il tempo di seguire il suo tiro, prendere il rimbalzo e segnare da sotto: 25-12 dopo 8’. Carugate riesce solo a limitare i danni con Arcangeli e (finalmente) un buon servizio per Ratti che taglia, riceve in movimento e appoggia a tabellone: 27-18 al 10’.
La palla a due d'inizio gara tra Kuzmaite e Ratti
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2° quarto
Segna una svolta importante. Il Geas affretta qualcosa di troppo soprattutto con Censini, che alterna belle cose a forzature (chiuderà con 6/18 al tiro), mentre Frantini continua in modo divino per altri 5’ (a metà 2° quarto ha 19 punti con 4/5 da 2, 3/3 da 3 e 2/2 ai liberi!!), ma poi andrà incontro a un inevitabile calo. Con l’ingresso dei cambi più giovani, le ’89 Gatti e Crippa, il numero delle sbavature aumenta per le padrone di casa.
Al contrario Carugate, con l’entrata di Gottardi (9 punti nel 2° quarto) e di un’utilissima Polini che tiene botta da pivot, sale di tono e rimonta progressivamente, con un paio di invenzioni di talento di Micovic, finalmente capace di rispondere a tono alla scatenata Frantini, e poi con un bersaglio dalla media di Fumagalli per il primo pareggio (38-38 al 16’). Importante che si sblocchi Laura, anche lei molto vogliosa di ben fare, a giudicare dalle numerose responsabilità che si prende, ma un po’ troppa fretta in alcune scelte l’aveva costretta a un inizio non brillante. Altra chiave della partita è il passaggio a zona della Pentamedia, che si espone al rischio delle triple Geas, è vero, ma intanto riduce i canestri da sotto barbinamente incassati a uomo, e poi si giova del calo delle percentuali avversarie.
In questo frangente vediamo impegnate anche le nostre favorite Calastri e Rovida: :wub: per “Cala” un brutto errore da sotto subito rimediato con un rimbalzo in attacco e canestro, ma in generale le arrivano ben pochi palloni giocabili; per Nadia una bizzarra alternanza con Ponchiroli: ovvero quest’ultima gioca dall’inizio a metà 2° quarto, poi entra Rovida e non uscirà più fino alla fine.
I ritmi restano comunque forsennati e ne fa le spese... il secondo arbitro, Cosentino, che s’infortuna: deve continuare Montella da solo, fino alla fine, e se la caverà egregiamente.
Le prodezze individuali continuano a fioccare: ci mette il suo anche Gatti che infila da 7 metri e mezzo (43-38), ma Gottardi e Fumagalli replicano anche loro dall’arco (per “Fuma” splendida azione con scarico in transizione di Gottardi) ed è il primo sorpasso Carugate (43-45). L’ultima azione del tempo è del Geas. Ovviamente tutti sanno che la palla andrà a Censini che cercherà spazio e tirerà da 3. E ovviamente va proprio così. Però Polini qui commette un errore perché sul blocco non esce a dovere e il Generale infila una tripla stellare allo scadere del tempo: 46-45 Geas. Boato. Degna conclusione di due quarti super.
Milica Micovic cerca spazio per un passaggio, francobollata da Michela Frantini.
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Intervallo
Speranzoso di fare qualche incontro forumistico, il Comitato si apposta nel punto stabilito, ma l’unico che si presenta è “Paperinik”, la cui identità peraltro era già ben nota. In compenso però, oltre al già citato De Tisi, Meursault può salutare il duo Oscar Boschetti-Ennio Rosignoli che allena l’Opsa Bresso di Promozione, squadra alla quale è legato lo struggente ricordo, rievocato un paio d’anni fa in questo forum, del fallito tentativo di lanciare sua sorella nel mondo del basket. Sigh. Ma non è colpa dei due, beninteso, anzi. In tribuna notiamo tanti allenatori, tra cui Stefano Fassina del San Gabriele Milano, ma non tante giocatrici, evidentemente impegnate nei loro allenamenti. Scorgiamo però Marta Ceppi (ex Carugate ora a Valmadrera in B1) e la grande Renata Salvestrini, “pivottissima” prima a Sesto e poi a Carugate nelle ultime due stagioni della sua carriera appena conclusa. Comunque tutti contenti di quanto visto finora, salvo i partigiani della difesa che hanno da ridire. :angry:
Il pienone del PalaFalck di Sesto
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3° quarto
Continuare su quei livelli era impossibile, e infatti la ripresa segna un calo nella precisione e nella qualità del gioco. Ormai si intuisce che il Geas, pur facendo cose eccellenti, ha perso l’occasione di staccare Carugate, cui è bastato qualche sprazzo di classe per rientrare pienamente in partita. Inevitabile la fase di stallo, che inizia dopo che, tanto per cambiare, Frantini e Censini hanno riportato il Geas a +5 (53-48 al 23’). La difesa del Geas (con Gatti su Fumagalli) in questo frangente è molto buona, Carugate perde palloni e sbaglia una serie di tiri dalla media. Micovic sembra tagliata fuori dalla partita: non è che sbaglia tanto, è che semplicemente tira pochissimo e non segnerà per tutta la ripresa. Sesto poteva davvero fare un nuovo e forse decisivo break ma non vi riesce, resta a sua volta a secco (53-51 al 26’ con 3 errori di fila di un'imprecisa Arturi) e col senno di poi questo è stato probabilmente fatale.
In ogni caso, cala la lucidità ma non l’agonismo: lo specchio è una lotta a rimbalzo in cui Censini, dopo un errore da 3, si lancia come una furia a contrastare Polini, la quale sembra uscire vincitrice dalla mischia ma è “speronata” da Kuzmaite che la butta fuori campo: rimessa Geas tra le proteste. La stessa lituana si mangia due canestri da sotto che potevano dare nuovo slancio alle rossonere. Poco dopo rientra per lei Calastri, mentre Frantini si prende un po’ di riposo: forse non è un caso che proprio qui arrivi un momento-chiave con Monticelli e Fumagalli che piazzano due triple consecutive per il nuovo sorpasso di Carugate: 57-58 al 28’. Ormai alla Pentamedia sembrano bastare alcuni “flash” di talento per tener botta, mentre il Geas sbuffa, costruisce e si sbatte un casino, ma non raccoglie abbastanza. Tuttavia anche Carugate sciupa il buon momento sbagliando 4 liberi con Micovic, Arcangeli e Gottardi. Sicché a fine 3° quarto siamo ancora 57-58 e tutto è da decidere. Divertente un siparietto nell’ultimo minuto del quarto, quando Monticelli, con energia insospettata per uno scricciolo come lei, strappa il pallone a Censini, ma nella mischia finisce a terra e le è fischiato passi: l’inserviente del PalaFalck tarda a intervenire e il Generale Censo puntualmente lo cazzia, ordinandogli di entrare con lo spazzolone. Si riesce così a sorridere in una partita che è ormai all’arma bianca.
Ricezione spalle a canestro per Nadia Rovida, marcata dall'ex compagna (ad Alessandria 2 anni fa) Angela Arcangeli.
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4° quarto
Per Carugate è rientrata, dopo molta panchina, Ratti per Polini. Il Geas ha invece un quintetto tutto “Favorite del Comitato”, quello che noi impiegheremmo per 40’ su 40’ (scherzo): Arturi, Censini, Frantini, Rovida e Calastri. Dopo un paio di forzature di Censo, Cala ha uno scatto d’incazzatura e sull’azione successiva reclama vistosamente la palla in post basso: riceve e smazza un bell’assist per Rovida che segna i suoi primi 2 punti (nuovo vantaggio Geas sul 59-58). In un’azione sola si sbloccano entrambe le nostre amatissime! Infatti poco dopo Nadia, pur rischiando i passi con una finta a centro area, trova di tabella un altro canestro per il 63-60 al 32’.
Ma ecco che inizia a salire in cattedra Arcangeli, fin lì non negativa ma un po’ sfortunata nel tiro da fuori e comunque meno in evidenza rispetto ad altre. “Angie Arcangie” segna e subisce fallo da Calastri, impattando subito sul 63-63. La partita vive una nuova fiammata di spettacolo con un serrato botta e risposta in cui la cosa più bella la fa Frantini che, su un cambio difensivo, “rintrona” Arcangeli con una serie di finte e le piazza in faccia l’ennesimo canestro dalla media. Kuzmaite (rientrata per Cala che aveva appena segnato dai 4 metri su scarico di Frantini) da sotto e Censini con una super-serpentina in entrata danno nuovo slancio al Geas: 71-67 quando mancano 3’30” alla fine.
Carugate commette infrazione di 24” con una Micovic ormai fuori partita da lunghi minuti e per l’ennesima volta la cosiddetta “inerzia” sembra pienamente in mano a Sesto. Però non va così. La Pentamedia è tornata a zona e il Geas segnerà solo 1 punto di qui alla fine.
Inoltre Micovic, è vero che non riesce più a segnare, ma se non altro, capito di non essere in serata, riesce a non far danni evitando di prendersi ulteriori tiri che lascia alle compagne più in vena: chiuderà con 9 punti, 1/2 da 2 e 2/6 da 3, pochi tentativi rispetto al suo solito. Vogliamo dare credito a Milica che ciò sia avvenuto per sua scelta e non per caso. Fatto sta che anche questo fattore sarà importante nella vittoria di Carugate.
Censini cerca una penetrazione, Ratti va in aiuto (scusate la qualità della foto ma la mia digitale era preda pure lei di tachicardia)
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Poi è anche una questione di episodi, di piccole cose. Kuzmaite dà avvio alla serie di errori fallendo un (apparentemente) facile appoggio che valeva il +6. Di là, succede invece che Arcangeli fallisce due liberi, ma sul rimbalzo la palla arriva a Ratti (autrice poco prima di un importante 2/2 ai liberi), colpevolmente lasciata libera, che infila dai 5 metri un canestro pesantissimo: 71-69 a -2’30”. Uno svarione citato da Signorini come “peccato capitale” delle sue giocatrici.
In realtà il Geas sarebbe ancora avanti, ma inizia a perdere una serie di palloni che costeranno caro. Comincia Censini che sbaglia un passaggio, ma Fumagalli sbaglia la tripla del sorpasso. Battaglia sul rimbalzo lungo, Frantini (e chi se no?) ne esce con la palla in mano ma Censini affretta una tripla che va fuori: Fumagalli si ritrova con qualche metro di vantaggio, viene lanciata in contropiede, segna e subisce fallo dalla stessa Censini. Gran riscatto per “Fuma” che mette anche l’aggiuntivo per il sorpasso: 71-72 a –1’50”.
Qui Signorini fa un cambio che ci lascia sorpresi: dentro Gatti per Arturi. Purtroppo la giovane play perde subito una palla e c’è un nuovo contropiede per Fumagalli che subisce ancora fallo da Censini. Due liberi pesantissimi per il +3, ma Laura li sbaglia entrambi. Quasi fatale la pronta punizione. E di chi? Ovviamente di Frantini che piazza un arresto e tiro dalla media. Boato del pubblico-Geas per l’ennesimo controsorpasso: 73-72 a 1 minuto esatto dalla fine.
Contropiede per Carugate
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Le coronarie dei neutrali sono a pezzi, figuriamoci quelle di chi parteggia per l’una o per l’altra squadra... Ma succede ancora di tutto: Gottardi fa un tiraccio da centro area che sbatte solo contro il tabellone. Ma ecco che a rimbalzo, d’astuzia, Arcangeli riesce ad arpionare la palla e a subire fallo. Dentro entrambi i liberi e Carugate avanti 73-74 a –50”.
Non si segnerà più. La prima a provarci è ancora Censini che sbaglia in entrata. La palla però è toccata fuori da Carugate, che poi spende 2 falli apposta per raggiungere il bonus, non si sa mai. Ancora un tiro forzato da Censini che va fuori a –30”, rimbalzo di Arcangeli e palla per la Pentamedia sul +1. Gottardi congela in palleggio mangiando secondi, poi però deve inventare qualcosa e non ci riesce, viene raddoppiata con decisione e butta una specie di passaggio che va fuori sul lato. Il peggio possibile: timeout Geas che avrà l’ultima palla a metà campo con 4 secondi a disposizione.
Naturalmente tutti i presenti, compresi i muri della palestra, sanno cosa sta per succedere: sulla rimessa riceverà Censini che proverà a inventare qualcosa. Infatti. Frantini rimette per Censo che sul lato sinistro corre verso il canestro, ma è tenuta bene da Fumagalli e sul raddoppio è costretta a tirare sbilanciata. Forse c’era uno scarico possibile per Kuzmaite, ma non era facile. Il tiro è fuori, sirena che suona e festa Carugate che su 40 minuti ne avrà trascorsi sì e no 5 al comando. Ma ce l’ha fatta. Geas a metà tra consapevolezza di aver fatto un’ottima partita e rimpianto per non aver colto una vittoria alla portata.
Frantini si appresta a effettuare l'ultima rimessa a 4" dalla fine
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Il problema è che nel finale, più che l’inesperienza delle rossonere (di errori Carugate ne ha fatti anche di più, specialmente dalla lunetta), è riemerso il vecchio vizio dell’anno scorso: nei momenti che contano, ci si affida quasi esclusivamente a Censini e Frantini. E dopo 40 minuti di lavoro allucinante che fanno questi due vulcani durante la partita, è normale che arrivino un po’ annebbiate, nella fattispecie soprattutto la prima. Problema che invece Carugate non ha, perchè è vero che le “big” giocano 35 minuti e passa, però la ripartizione delle responsabilità è piuttosto equilibrata e così la stanchezza, anche mentale, è minore. Ma questi sono discorsi che vengono dopo, al momento viene solo da applaudire per le emozioni vissute.
Dopopartita
Al classico rituale del “saluto alla balaustra” le nostre eroine sono prese d’assalto. Riusciamo giusto a scambiare due parole con l’Ale Calastri che però poi è richiesta da alcuni suoi compagni d’università. Si passa dunque alle altrettanto classiche interviste ai coach (e pure ai vice, già che ci siamo). Sintetizzo perché sennò facciamo notte.
Signorini: «E’ stata una partita bella intensa, che fa bene al movimento femminile. Spiace perdere di 1, preferirei aver perso di 15 che avevo meno rimpianti. Siamo più giovani, all’inizio abbiamo fatto pesare la freschezza, poi loro han sfruttato l’esperienza e noi abbiamo avuto un po’ di paura. Pesante l’errore al tagliafuori su Ratti che le ha consentito quel canestro fondamentale, ma sono contento di come abbiamo giocato. Con un’intensità così, a Cervia non avremmo mai perso. Brava Carugate a crederci sempre, nonostante con la triangolo e due fossimo riusciti a limitare Micovic e Fumagalli. Troppo dipendenti da Censini e Frantini nel finale? Normale, sono le due più esperte che abbiamo. Superiorità sotto canestro sfruttata solo in parte? Nel femminile in realtà non esistono divari enormi a livello fisico. Il nostro obiettivo, comunque, è crescere man mano. Quando vedrò 5 squadre saldamente dietro di noi in classifica allora potrò sentirmi tranquillo».
Bianchi: «Bello spettacolo? Forse per il pubblico... io ho sofferto! Partita degna di un derby. Chiave per noi è stata il passaggio a zona, anche se sembrava un azzardo perché Frantini ci stava impallinando, ma ho pensato che meglio di così non poteva fare... e infatti è calata. Noi dobbiamo sempre giocare a questi ritmi elevati, perchè ora stiamo bene fisicamente. Mi spiace di aver ruotato solo 7 giocatrici, ma hanno giocato bene tutte e 7. Subire sotto canestro era prevedibile, visto che abbiamo pochi centimetri, ma abbiamo contenuto bene i danni. Decisa dagli episodi? Sì, ma anche noi abbiamo sbagliato tanto. Brutta difesa all’inizio? Sì, ma è inevitabile, ho voluto una squadra di attaccanti e chi segna è difficile che sia anche un gran difensore. Ma con la volontà cresceremo anche in questo. Meglio di così non poteva andare, su un campo difficilissimo. Ora abbiamo un ciclo di partite difficili, se stiamo bene possiamo farcela con tutte. Intanto ci portiamo a casa questa vittoria: ho perso 10 anni di vita, ma per me vale 4 punti...»
C’è tempo per salutare i signori Rovida, intravedere mister Maiorano e infine scambiare un po’ di cd con foto di Binzago per Censo, Cala e Nadia che ammiro anche perchè riescono a essere sorridenti e disponibili nonostante la sconfitta-beffa (io non avrei parlato per ore, ma la grandezza si vede anche nello stile... mitiche!)
Nadia come sempre smagliante qualsiasi vestito indossi, ma attenzione a Cala che sfoggia una tenuta con cappello glamour e si merita una foto davanti alla sua nuova CalaMobile rossa, in realtà un cargo (come si vede dal finestrino chiuso sul dietro) con il quale sfreccia, devo dire, a velocità notevoli sulla strada tra il PalaFalck e la Tangenziale Nord, seminando il qui presente che la tallonava per imparare una strada migliore di quella tortuosissima che conosceva.
E questo è tutto per il nostro breve commento al derby.
Alessandra Calastri in posa davanti alla sua CalaMobile
Prima di raccontare qualcosa su Geas-Carugate di ieri, devo rivolgere un appello.
A quelli che dicono che il basket femminile fa ridere, a quelli che “ai miei tempi si giocava 10 volte meglio”, a quelli che “nel femminile tra l’A2 e la C in fondo non c’è tutta ‘sta differenza di qualità”, eccetera eccetera: magari in altre circostanze avete ragione, ma per una volta non rompete la minchia, statevi zitti! :bleah:
Ieri al PalaFalck di Sesto abbiamo visto una partita bellissima, non solo perché decisa solo all’ultima azione dopo un testa a testa spacca-arterie, ritmi pazzeschi e agonismo alla morte, ma perché costellata da una serie di ottime giocate dal punto di vista tecnico, davvero cosa rara per un derby. Insomma una partita di qualità oltre che di quantità. Ciò non significa che non si siano visti errori e cappellate; ma aspettarsi di meglio da questa sfida credo fosse impossibile, almeno per uno spettatore neutrale. :B):
Non a caso Annalisa Censini, pur dopo una sconfitta bruciante, nel dopogara sorrideva e diceva di essere contenta della partita e dello splendido ambiente che le ha fatto da contorno. Non a caso Valerio Signorini, allenatore Geas, parlava di una partita che ha fatto bene al movimento femminile. :clap:
Il palazzetto era strapieno, con gente in piedi, e al di là del dato numerico che comunque è relativo (le tribune sono piccole), si sentiva la voglia del pubblico di vedere basket femminile di alto livello. E le attese sono state ripagate. Soprattutto all’intervallo, dopo due quarti offensivamente scintillanti, si sentivano commenti entusiasti da parte di tutti.
Persino il buon coach “Il culo di” De Tisi, noto forumista nonché neo-allenatore della squadra maschile di Carugate, ma soprattutto lodatore del tempo antico, esprimeva apprezzamenti per la qualità del gioco.
Il riscaldamento del Geas...
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... e quello di Carugate
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Lasciando perdere per un attimo gli sdilinquimenti estatici e guardando alle cose concrete, il derby sancisce che Carugate vince la quinta in fila e per la prima volta nella sua storia è prima in classifica (Broni ha perso e quindi è stata agganciata), mentre il Geas, con 3 vinte e 3 perse, è comunque in linea con i suoi obiettivi. Da notare però che Carugate ha vinto 3 volate su 3 finora (anche con Bologna e Valtarese ha vinto all’ultima azione), mentre il Geas ne ha perse 2 su 2 (con Cervia l’altro stop di un punto). Come sempre, quindi, gli episodi e la sorte contano molto. :o:
Stasera meritava forse di più il Geas, che è sembrato giocare anche oltre i suoi limiti e le sue possibilità, mentre Carugate, sorniona, ha lasciato sfogare le avversarie all’inizio, sapendo di avere le armi per rimontare. E in volata la squadra più esperta ha vinto. In tribuna e nel dopopartita ho udito vari commenti sulle mosse tattiche delle due coppie d’allenatori (Signorini-Guzzi per Sesto e Bianchi-Poli per Carugate), ma io credo abbiano fatto un buon lavoro entrambi, perché tutte e 20 le giocatrici sono parse prontissime a giocare una partita come questa.
Si questiona molto sulle sole 7 ragazze ruotate da Bianchi, sul fatto che abbia insistito a tenere Micovic su Frantini che la bucherellava da ogni parte, ma credo che per lui sia molto importante comunicare la massima fiducia alle sue giocatrici, in modo che piano piano salgano di tono e prendano in mano la partita.
Filippi, come ho già detto, è un peccato che non abbia giocato, ma con Arcangeli senza problemi di falli e Polini importante per dare solidità, era difficile trovar spazio per Marcella, anche perché all’inizio Carugate sembrava soffrire psicologicamente e lei è una giocatrice più da fioretto che da battaglia.
NB: Un doveroso ringraziamento a Ezio Parisato, cronista principe del sito www.imbecilli.it , che mi ha prestato una penna salvandomi da un increscioso infortunio professionale... In compenso l’ho lautamente finanziato con la gabella da 20 euro che il figuro impone a chi vuol procurarsi il suo monumentale Almanacco del Basket Femminile Lombardo 2005/06… :lol:
Geas Sesto-Pentamedia Carugate 73-74 (27-18, 46-45, 57-58)
GEAS: Arturi 4 (1/4, 0/4, 2/2 tl), Censini 19 (4/12, 2/6, 5/6 tl), Kuzmaite 8 (4/8), Gatti 3 (0/1, 1/3), Ponchiroli 4 (2/4), Marulli ne, Rovida 4 (2/5), Calastri 4 (2/4), Crippa 0 (0/1 da 3), Frantini 27 (7/11, 3/7, 4/4 tl). All. Signorini. Totale tiri: 22/49 da 2, 6/21 da 3, 11/12 tl.
CARUGATE: Micovic 9 (1/2, 2/6, 1/3 tl), Lanfredi ne, Arcangeli 16 (5/9, 0/1, 6/9 tl), Filippi ne, Monticelli 8 (1/4, 2/4), Fumagalli 15 (3/9, 2/7, 3/5 tl), Polini 4 (2/3), Gottardi 13 (2/8, 2/3, 3/4 tl), Ratti 9 (3/5, 3/4 tl), Bonalumi ne. All. Bianchi. Totale tiri: 17/40 da 2, 8/21 da 3, 16/25 tl.
Il tabellone del PalaFalck con le protagoniste della partita
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1° quarto
Ritmi altissimi fin dalla prima azione, un “corri e tira” spettacolare perché la palla va dentro spesso e volentieri. La partenza del Geas è arrembante. Michela Frantini aggredisce la partita in un modo che la dice lunga sul suo carattere: tripla alla prima azione, poi un tiro dalla media, poi due liberi ed è già 7-2 dopo 2’. Carugate si trova davanti una “triangolo e due” con Micovic e Fumagalli marcate a uomo, ma anche quelle a zona del Geas stanno ben strette, sicché la Pentamedia, che parte anche stavolta con Monticelli in regia e Gottardi in panca, fatica a trovare riferimenti.
Ma il problema per le ospiti è soprattutto in difesa: Micovic si fa umiliare in maniera imbarazzante da Frantini, che le rifila un colpo dopo l’altro, sfruttando ogni metro di spazio: a fine 1° quarto ha già 12 punti, un mitragliamento impressionante. L’abbiamo vista giocare parecchie volte, ma la sua velocità di esecuzione ci sorprende ogni volta. :yes:
Ma arrivano anche un paio di buoni servizi per Kuzmaite in area, dove la lituana può sfruttare la netta differenza di centimetri (quasi 15) su Ratti. Carugate incassa un tremendo 12-0 nella parte centrale del periodo, coronato da un "uno-due" di Frantini e Censini dai 6,25 (su una dormita di Micovic in uscita da un blocco per Piccola Barkley, in contropiede per il Generale Censo) e dopo soli 6’30” siamo sul 21-8 Geas. Un ritmo da 120 punti finali per le rossonere, che non potrebbero giocare meglio di così, mentre le biancoblù sembrano aspettare che il ciclone passi, anziché provare a controbattere alla pari. Alla fine avranno ragione loro.
Emblematiche, comunque, altre due azioni: Arturi che penetra e segna senza il minimo aiuto difensivo; e un rimbalzo in attacco concesso da Carugate a Ponchiroli su un tiro da lei stesso effettuato dalla media: Vera ha tutto il tempo di seguire il suo tiro, prendere il rimbalzo e segnare da sotto: 25-12 dopo 8’. Carugate riesce solo a limitare i danni con Arcangeli e (finalmente) un buon servizio per Ratti che taglia, riceve in movimento e appoggia a tabellone: 27-18 al 10’.
La palla a due d'inizio gara tra Kuzmaite e Ratti
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2° quarto
Segna una svolta importante. Il Geas affretta qualcosa di troppo soprattutto con Censini, che alterna belle cose a forzature (chiuderà con 6/18 al tiro), mentre Frantini continua in modo divino per altri 5’ (a metà 2° quarto ha 19 punti con 4/5 da 2, 3/3 da 3 e 2/2 ai liberi!!), ma poi andrà incontro a un inevitabile calo. Con l’ingresso dei cambi più giovani, le ’89 Gatti e Crippa, il numero delle sbavature aumenta per le padrone di casa.
Al contrario Carugate, con l’entrata di Gottardi (9 punti nel 2° quarto) e di un’utilissima Polini che tiene botta da pivot, sale di tono e rimonta progressivamente, con un paio di invenzioni di talento di Micovic, finalmente capace di rispondere a tono alla scatenata Frantini, e poi con un bersaglio dalla media di Fumagalli per il primo pareggio (38-38 al 16’). Importante che si sblocchi Laura, anche lei molto vogliosa di ben fare, a giudicare dalle numerose responsabilità che si prende, ma un po’ troppa fretta in alcune scelte l’aveva costretta a un inizio non brillante. Altra chiave della partita è il passaggio a zona della Pentamedia, che si espone al rischio delle triple Geas, è vero, ma intanto riduce i canestri da sotto barbinamente incassati a uomo, e poi si giova del calo delle percentuali avversarie.
In questo frangente vediamo impegnate anche le nostre favorite Calastri e Rovida: :wub: per “Cala” un brutto errore da sotto subito rimediato con un rimbalzo in attacco e canestro, ma in generale le arrivano ben pochi palloni giocabili; per Nadia una bizzarra alternanza con Ponchiroli: ovvero quest’ultima gioca dall’inizio a metà 2° quarto, poi entra Rovida e non uscirà più fino alla fine.
I ritmi restano comunque forsennati e ne fa le spese... il secondo arbitro, Cosentino, che s’infortuna: deve continuare Montella da solo, fino alla fine, e se la caverà egregiamente.
Le prodezze individuali continuano a fioccare: ci mette il suo anche Gatti che infila da 7 metri e mezzo (43-38), ma Gottardi e Fumagalli replicano anche loro dall’arco (per “Fuma” splendida azione con scarico in transizione di Gottardi) ed è il primo sorpasso Carugate (43-45). L’ultima azione del tempo è del Geas. Ovviamente tutti sanno che la palla andrà a Censini che cercherà spazio e tirerà da 3. E ovviamente va proprio così. Però Polini qui commette un errore perché sul blocco non esce a dovere e il Generale infila una tripla stellare allo scadere del tempo: 46-45 Geas. Boato. Degna conclusione di due quarti super.
Milica Micovic cerca spazio per un passaggio, francobollata da Michela Frantini.
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Intervallo
Speranzoso di fare qualche incontro forumistico, il Comitato si apposta nel punto stabilito, ma l’unico che si presenta è “Paperinik”, la cui identità peraltro era già ben nota. In compenso però, oltre al già citato De Tisi, Meursault può salutare il duo Oscar Boschetti-Ennio Rosignoli che allena l’Opsa Bresso di Promozione, squadra alla quale è legato lo struggente ricordo, rievocato un paio d’anni fa in questo forum, del fallito tentativo di lanciare sua sorella nel mondo del basket. Sigh. Ma non è colpa dei due, beninteso, anzi. In tribuna notiamo tanti allenatori, tra cui Stefano Fassina del San Gabriele Milano, ma non tante giocatrici, evidentemente impegnate nei loro allenamenti. Scorgiamo però Marta Ceppi (ex Carugate ora a Valmadrera in B1) e la grande Renata Salvestrini, “pivottissima” prima a Sesto e poi a Carugate nelle ultime due stagioni della sua carriera appena conclusa. Comunque tutti contenti di quanto visto finora, salvo i partigiani della difesa che hanno da ridire. :angry:
Il pienone del PalaFalck di Sesto
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3° quarto
Continuare su quei livelli era impossibile, e infatti la ripresa segna un calo nella precisione e nella qualità del gioco. Ormai si intuisce che il Geas, pur facendo cose eccellenti, ha perso l’occasione di staccare Carugate, cui è bastato qualche sprazzo di classe per rientrare pienamente in partita. Inevitabile la fase di stallo, che inizia dopo che, tanto per cambiare, Frantini e Censini hanno riportato il Geas a +5 (53-48 al 23’). La difesa del Geas (con Gatti su Fumagalli) in questo frangente è molto buona, Carugate perde palloni e sbaglia una serie di tiri dalla media. Micovic sembra tagliata fuori dalla partita: non è che sbaglia tanto, è che semplicemente tira pochissimo e non segnerà per tutta la ripresa. Sesto poteva davvero fare un nuovo e forse decisivo break ma non vi riesce, resta a sua volta a secco (53-51 al 26’ con 3 errori di fila di un'imprecisa Arturi) e col senno di poi questo è stato probabilmente fatale.
In ogni caso, cala la lucidità ma non l’agonismo: lo specchio è una lotta a rimbalzo in cui Censini, dopo un errore da 3, si lancia come una furia a contrastare Polini, la quale sembra uscire vincitrice dalla mischia ma è “speronata” da Kuzmaite che la butta fuori campo: rimessa Geas tra le proteste. La stessa lituana si mangia due canestri da sotto che potevano dare nuovo slancio alle rossonere. Poco dopo rientra per lei Calastri, mentre Frantini si prende un po’ di riposo: forse non è un caso che proprio qui arrivi un momento-chiave con Monticelli e Fumagalli che piazzano due triple consecutive per il nuovo sorpasso di Carugate: 57-58 al 28’. Ormai alla Pentamedia sembrano bastare alcuni “flash” di talento per tener botta, mentre il Geas sbuffa, costruisce e si sbatte un casino, ma non raccoglie abbastanza. Tuttavia anche Carugate sciupa il buon momento sbagliando 4 liberi con Micovic, Arcangeli e Gottardi. Sicché a fine 3° quarto siamo ancora 57-58 e tutto è da decidere. Divertente un siparietto nell’ultimo minuto del quarto, quando Monticelli, con energia insospettata per uno scricciolo come lei, strappa il pallone a Censini, ma nella mischia finisce a terra e le è fischiato passi: l’inserviente del PalaFalck tarda a intervenire e il Generale Censo puntualmente lo cazzia, ordinandogli di entrare con lo spazzolone. Si riesce così a sorridere in una partita che è ormai all’arma bianca.
Ricezione spalle a canestro per Nadia Rovida, marcata dall'ex compagna (ad Alessandria 2 anni fa) Angela Arcangeli.
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4° quarto
Per Carugate è rientrata, dopo molta panchina, Ratti per Polini. Il Geas ha invece un quintetto tutto “Favorite del Comitato”, quello che noi impiegheremmo per 40’ su 40’ (scherzo): Arturi, Censini, Frantini, Rovida e Calastri. Dopo un paio di forzature di Censo, Cala ha uno scatto d’incazzatura e sull’azione successiva reclama vistosamente la palla in post basso: riceve e smazza un bell’assist per Rovida che segna i suoi primi 2 punti (nuovo vantaggio Geas sul 59-58). In un’azione sola si sbloccano entrambe le nostre amatissime! Infatti poco dopo Nadia, pur rischiando i passi con una finta a centro area, trova di tabella un altro canestro per il 63-60 al 32’.
Ma ecco che inizia a salire in cattedra Arcangeli, fin lì non negativa ma un po’ sfortunata nel tiro da fuori e comunque meno in evidenza rispetto ad altre. “Angie Arcangie” segna e subisce fallo da Calastri, impattando subito sul 63-63. La partita vive una nuova fiammata di spettacolo con un serrato botta e risposta in cui la cosa più bella la fa Frantini che, su un cambio difensivo, “rintrona” Arcangeli con una serie di finte e le piazza in faccia l’ennesimo canestro dalla media. Kuzmaite (rientrata per Cala che aveva appena segnato dai 4 metri su scarico di Frantini) da sotto e Censini con una super-serpentina in entrata danno nuovo slancio al Geas: 71-67 quando mancano 3’30” alla fine.
Carugate commette infrazione di 24” con una Micovic ormai fuori partita da lunghi minuti e per l’ennesima volta la cosiddetta “inerzia” sembra pienamente in mano a Sesto. Però non va così. La Pentamedia è tornata a zona e il Geas segnerà solo 1 punto di qui alla fine.
Inoltre Micovic, è vero che non riesce più a segnare, ma se non altro, capito di non essere in serata, riesce a non far danni evitando di prendersi ulteriori tiri che lascia alle compagne più in vena: chiuderà con 9 punti, 1/2 da 2 e 2/6 da 3, pochi tentativi rispetto al suo solito. Vogliamo dare credito a Milica che ciò sia avvenuto per sua scelta e non per caso. Fatto sta che anche questo fattore sarà importante nella vittoria di Carugate.
Censini cerca una penetrazione, Ratti va in aiuto (scusate la qualità della foto ma la mia digitale era preda pure lei di tachicardia)
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Poi è anche una questione di episodi, di piccole cose. Kuzmaite dà avvio alla serie di errori fallendo un (apparentemente) facile appoggio che valeva il +6. Di là, succede invece che Arcangeli fallisce due liberi, ma sul rimbalzo la palla arriva a Ratti (autrice poco prima di un importante 2/2 ai liberi), colpevolmente lasciata libera, che infila dai 5 metri un canestro pesantissimo: 71-69 a -2’30”. Uno svarione citato da Signorini come “peccato capitale” delle sue giocatrici.
In realtà il Geas sarebbe ancora avanti, ma inizia a perdere una serie di palloni che costeranno caro. Comincia Censini che sbaglia un passaggio, ma Fumagalli sbaglia la tripla del sorpasso. Battaglia sul rimbalzo lungo, Frantini (e chi se no?) ne esce con la palla in mano ma Censini affretta una tripla che va fuori: Fumagalli si ritrova con qualche metro di vantaggio, viene lanciata in contropiede, segna e subisce fallo dalla stessa Censini. Gran riscatto per “Fuma” che mette anche l’aggiuntivo per il sorpasso: 71-72 a –1’50”.
Qui Signorini fa un cambio che ci lascia sorpresi: dentro Gatti per Arturi. Purtroppo la giovane play perde subito una palla e c’è un nuovo contropiede per Fumagalli che subisce ancora fallo da Censini. Due liberi pesantissimi per il +3, ma Laura li sbaglia entrambi. Quasi fatale la pronta punizione. E di chi? Ovviamente di Frantini che piazza un arresto e tiro dalla media. Boato del pubblico-Geas per l’ennesimo controsorpasso: 73-72 a 1 minuto esatto dalla fine.
Contropiede per Carugate
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Le coronarie dei neutrali sono a pezzi, figuriamoci quelle di chi parteggia per l’una o per l’altra squadra... Ma succede ancora di tutto: Gottardi fa un tiraccio da centro area che sbatte solo contro il tabellone. Ma ecco che a rimbalzo, d’astuzia, Arcangeli riesce ad arpionare la palla e a subire fallo. Dentro entrambi i liberi e Carugate avanti 73-74 a –50”.
Non si segnerà più. La prima a provarci è ancora Censini che sbaglia in entrata. La palla però è toccata fuori da Carugate, che poi spende 2 falli apposta per raggiungere il bonus, non si sa mai. Ancora un tiro forzato da Censini che va fuori a –30”, rimbalzo di Arcangeli e palla per la Pentamedia sul +1. Gottardi congela in palleggio mangiando secondi, poi però deve inventare qualcosa e non ci riesce, viene raddoppiata con decisione e butta una specie di passaggio che va fuori sul lato. Il peggio possibile: timeout Geas che avrà l’ultima palla a metà campo con 4 secondi a disposizione.
Naturalmente tutti i presenti, compresi i muri della palestra, sanno cosa sta per succedere: sulla rimessa riceverà Censini che proverà a inventare qualcosa. Infatti. Frantini rimette per Censo che sul lato sinistro corre verso il canestro, ma è tenuta bene da Fumagalli e sul raddoppio è costretta a tirare sbilanciata. Forse c’era uno scarico possibile per Kuzmaite, ma non era facile. Il tiro è fuori, sirena che suona e festa Carugate che su 40 minuti ne avrà trascorsi sì e no 5 al comando. Ma ce l’ha fatta. Geas a metà tra consapevolezza di aver fatto un’ottima partita e rimpianto per non aver colto una vittoria alla portata.
Frantini si appresta a effettuare l'ultima rimessa a 4" dalla fine
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Il problema è che nel finale, più che l’inesperienza delle rossonere (di errori Carugate ne ha fatti anche di più, specialmente dalla lunetta), è riemerso il vecchio vizio dell’anno scorso: nei momenti che contano, ci si affida quasi esclusivamente a Censini e Frantini. E dopo 40 minuti di lavoro allucinante che fanno questi due vulcani durante la partita, è normale che arrivino un po’ annebbiate, nella fattispecie soprattutto la prima. Problema che invece Carugate non ha, perchè è vero che le “big” giocano 35 minuti e passa, però la ripartizione delle responsabilità è piuttosto equilibrata e così la stanchezza, anche mentale, è minore. Ma questi sono discorsi che vengono dopo, al momento viene solo da applaudire per le emozioni vissute.
Dopopartita
Al classico rituale del “saluto alla balaustra” le nostre eroine sono prese d’assalto. Riusciamo giusto a scambiare due parole con l’Ale Calastri che però poi è richiesta da alcuni suoi compagni d’università. Si passa dunque alle altrettanto classiche interviste ai coach (e pure ai vice, già che ci siamo). Sintetizzo perché sennò facciamo notte.
Signorini: «E’ stata una partita bella intensa, che fa bene al movimento femminile. Spiace perdere di 1, preferirei aver perso di 15 che avevo meno rimpianti. Siamo più giovani, all’inizio abbiamo fatto pesare la freschezza, poi loro han sfruttato l’esperienza e noi abbiamo avuto un po’ di paura. Pesante l’errore al tagliafuori su Ratti che le ha consentito quel canestro fondamentale, ma sono contento di come abbiamo giocato. Con un’intensità così, a Cervia non avremmo mai perso. Brava Carugate a crederci sempre, nonostante con la triangolo e due fossimo riusciti a limitare Micovic e Fumagalli. Troppo dipendenti da Censini e Frantini nel finale? Normale, sono le due più esperte che abbiamo. Superiorità sotto canestro sfruttata solo in parte? Nel femminile in realtà non esistono divari enormi a livello fisico. Il nostro obiettivo, comunque, è crescere man mano. Quando vedrò 5 squadre saldamente dietro di noi in classifica allora potrò sentirmi tranquillo».
Bianchi: «Bello spettacolo? Forse per il pubblico... io ho sofferto! Partita degna di un derby. Chiave per noi è stata il passaggio a zona, anche se sembrava un azzardo perché Frantini ci stava impallinando, ma ho pensato che meglio di così non poteva fare... e infatti è calata. Noi dobbiamo sempre giocare a questi ritmi elevati, perchè ora stiamo bene fisicamente. Mi spiace di aver ruotato solo 7 giocatrici, ma hanno giocato bene tutte e 7. Subire sotto canestro era prevedibile, visto che abbiamo pochi centimetri, ma abbiamo contenuto bene i danni. Decisa dagli episodi? Sì, ma anche noi abbiamo sbagliato tanto. Brutta difesa all’inizio? Sì, ma è inevitabile, ho voluto una squadra di attaccanti e chi segna è difficile che sia anche un gran difensore. Ma con la volontà cresceremo anche in questo. Meglio di così non poteva andare, su un campo difficilissimo. Ora abbiamo un ciclo di partite difficili, se stiamo bene possiamo farcela con tutte. Intanto ci portiamo a casa questa vittoria: ho perso 10 anni di vita, ma per me vale 4 punti...»
C’è tempo per salutare i signori Rovida, intravedere mister Maiorano e infine scambiare un po’ di cd con foto di Binzago per Censo, Cala e Nadia che ammiro anche perchè riescono a essere sorridenti e disponibili nonostante la sconfitta-beffa (io non avrei parlato per ore, ma la grandezza si vede anche nello stile... mitiche!)
Nadia come sempre smagliante qualsiasi vestito indossi, ma attenzione a Cala che sfoggia una tenuta con cappello glamour e si merita una foto davanti alla sua nuova CalaMobile rossa, in realtà un cargo (come si vede dal finestrino chiuso sul dietro) con il quale sfreccia, devo dire, a velocità notevoli sulla strada tra il PalaFalck e la Tangenziale Nord, seminando il qui presente che la tallonava per imparare una strada migliore di quella tortuosissima che conosceva.
E questo è tutto per il nostro breve commento al derby.
Alessandra Calastri in posa davanti alla sua CalaMobile
mercoledì 1 novembre 2006
Peluche League - commento alla 5. giornata
Un’altra giornata di magro e digiuno per l’esercito di 100 girls impegnate nella nostra Lega. Basti pensare che la miglior prestazione è, a sorpresa, di Brunetti con un bottino buono ma non stratosferico di 18 punti segnati più il bonus-vittoria. Come già preventivato a inizio stagione, il quasi raddoppio del numero dei nostri team fa sì che il valore medio di ognuno sia sceso rispetto all’anno scorso, ma quello che è strano è che il calo è netto anche rispetto alla prima giornata di quest’anno: mediamente 25 punti in meno per ogni squadra. Calo fisiologico, le straniere o che altro? Boh.
Quello di cui non ci possiamo lamentare, comunque, è l’equilibrio. Anche stavolta grandi volate in testa, al centro e in coda. Come la settimana scorsa s’impone Back to the Future, cui stavolta basta una Caracciolo buona anziché stellare come la volta prima, supportata da Valerio e Chiarella; ma è la meno quotata Gaglio, alla fine, a far la differenza portando il suo mattoncino.
Si arrende di misura Scintilla, ancora seconda (ma a furia di piazzamenti potrebbe anche ritrovarsi in testa prima o poi, come insegna il buon Nicky Hayden nel motomondiale) grazie a una Brunetti di cui ingiustamente avevamo detto che la settimana scorsa aveva fatto 18 punti solo grazie al fatto di essersi trovata di fronte il materasso Mesagne: lei replica facendo 18 punti anche stavolta. Poi c’è la solita, regolarissima Santonastaso e poco altro, ma di questi tempi è più che sufficiente per piazzarsi benone. Il rimpianto, per le Baby Sparks, è l’indisponibilità di entrambe le play (Mini out e Dutrieux n.e.), che sicuramente quando rientreranno saranno un bel valore aggiunto. Terzo posto che in fin dei conti è un lusso per il Peluche Team. E’ vero che bastavano 5 punti in più e c’era il primato, ma in realtà i punteggi individuali delle milanesi non sono stati niente di che, a parte una discreta Fumagalli e una non disprezzabile Calastri: ma è determinante l’en plein di bonus-vittoria visti i contemporanei successi di Geas e Carugate. Il problema è che domani le due squadre si affrontano e quindi va da sé che sarà impossibile ripetere il colpo di fortuna...
Resta di pochissimo fuori dal podio Delio. Le Lady Mules confermano di essere in flessione dopo il brillantissimo avvio di stagione, soprattutto perché Perseu non spacca più il mondo e alla slovena Mezgec le avversarie sembrano aver preso le misure dopo i primi exploit. Per fortuna del patron triestino, arrivano altre a sopperire: Buccianti in primis, ma anche Margiò e qualcosina dalle lunghe.
A metà classifica Puntello, che paga una volta di più la poca consistenza realizzativa delle esterne. In compenso c’è una Filippi che pare aver ingranato e c’è una Zambarda che può confermarsi una delle ’87 più promettenti. Certo è che per puntare a risalire dalle parti basse della classifica serviranno un paio di mosse di mercato. Subito dietro Pox & One. Le Poxemons sembrano in grado di fare di più, ma la giovanissima Crippa sta pagando una certa fragilità in trasferta rispetto ai cospicui bottini realizzati in casa, mentre Scanzani delude e nelle lunghe c’è poco.
In una maxi-parità dal 7° al 9° posto, troviamo Kikka che si impone al supplementare (cioè coi punti delle 5 escluse) su Mio Mao e, in una sorta di derby emiliano, su un Tignuzzo mai così a picco. Per le Tortellins è, giustamente, una bolognese come Coraducci a trascinare sorprendentemente la squadra, mentre Mio Mao, meno tragico che in altre occasioni grazie alla buona prova di Zampieri, viene però azzoppato nuovamente dalle assenze, e siccome Treviso non vince mai, i bonus-vittoria sono un’utopia dato che anche Ivrea e Muggia hanno perso. Insomma piove sul bagnato per le Kittens, che però, conoscendo l’attivismo del loro patron, potrebbero uscire trasformate dal mercato.
Mentre le Parmesans di Tignuzzo sono un grosso punto interrogativo perché, se è vero che il campione in carica era assai penalizzato in sede di scelte precampionato, è anche vero che nelle prime giornate il team aveva dato l’impressione di essere ancora in grado di lottare per le prime posizioni. Invece nelle ultime settimane le varie Azzellini, Mariani e Rossi sono crollate. Tignuzzo già freme per il mercato, ma la posizione di classifica non è tale da consentirgli di scegliere tra i primi, sicché non è detto che riesca a portare a termine grossi colpi.
Chiude la classifica di tappa Codue che stabilisce un nuovo record negativo di punti, tradito da Gorla e J.Cergol che finora qualcosina di buono l’avevano fatto in un contesto che comunque paga sempre le troppe assenze.
Quello di cui non ci possiamo lamentare, comunque, è l’equilibrio. Anche stavolta grandi volate in testa, al centro e in coda. Come la settimana scorsa s’impone Back to the Future, cui stavolta basta una Caracciolo buona anziché stellare come la volta prima, supportata da Valerio e Chiarella; ma è la meno quotata Gaglio, alla fine, a far la differenza portando il suo mattoncino.
Si arrende di misura Scintilla, ancora seconda (ma a furia di piazzamenti potrebbe anche ritrovarsi in testa prima o poi, come insegna il buon Nicky Hayden nel motomondiale) grazie a una Brunetti di cui ingiustamente avevamo detto che la settimana scorsa aveva fatto 18 punti solo grazie al fatto di essersi trovata di fronte il materasso Mesagne: lei replica facendo 18 punti anche stavolta. Poi c’è la solita, regolarissima Santonastaso e poco altro, ma di questi tempi è più che sufficiente per piazzarsi benone. Il rimpianto, per le Baby Sparks, è l’indisponibilità di entrambe le play (Mini out e Dutrieux n.e.), che sicuramente quando rientreranno saranno un bel valore aggiunto. Terzo posto che in fin dei conti è un lusso per il Peluche Team. E’ vero che bastavano 5 punti in più e c’era il primato, ma in realtà i punteggi individuali delle milanesi non sono stati niente di che, a parte una discreta Fumagalli e una non disprezzabile Calastri: ma è determinante l’en plein di bonus-vittoria visti i contemporanei successi di Geas e Carugate. Il problema è che domani le due squadre si affrontano e quindi va da sé che sarà impossibile ripetere il colpo di fortuna...
Resta di pochissimo fuori dal podio Delio. Le Lady Mules confermano di essere in flessione dopo il brillantissimo avvio di stagione, soprattutto perché Perseu non spacca più il mondo e alla slovena Mezgec le avversarie sembrano aver preso le misure dopo i primi exploit. Per fortuna del patron triestino, arrivano altre a sopperire: Buccianti in primis, ma anche Margiò e qualcosina dalle lunghe.
A metà classifica Puntello, che paga una volta di più la poca consistenza realizzativa delle esterne. In compenso c’è una Filippi che pare aver ingranato e c’è una Zambarda che può confermarsi una delle ’87 più promettenti. Certo è che per puntare a risalire dalle parti basse della classifica serviranno un paio di mosse di mercato. Subito dietro Pox & One. Le Poxemons sembrano in grado di fare di più, ma la giovanissima Crippa sta pagando una certa fragilità in trasferta rispetto ai cospicui bottini realizzati in casa, mentre Scanzani delude e nelle lunghe c’è poco.
In una maxi-parità dal 7° al 9° posto, troviamo Kikka che si impone al supplementare (cioè coi punti delle 5 escluse) su Mio Mao e, in una sorta di derby emiliano, su un Tignuzzo mai così a picco. Per le Tortellins è, giustamente, una bolognese come Coraducci a trascinare sorprendentemente la squadra, mentre Mio Mao, meno tragico che in altre occasioni grazie alla buona prova di Zampieri, viene però azzoppato nuovamente dalle assenze, e siccome Treviso non vince mai, i bonus-vittoria sono un’utopia dato che anche Ivrea e Muggia hanno perso. Insomma piove sul bagnato per le Kittens, che però, conoscendo l’attivismo del loro patron, potrebbero uscire trasformate dal mercato.
Mentre le Parmesans di Tignuzzo sono un grosso punto interrogativo perché, se è vero che il campione in carica era assai penalizzato in sede di scelte precampionato, è anche vero che nelle prime giornate il team aveva dato l’impressione di essere ancora in grado di lottare per le prime posizioni. Invece nelle ultime settimane le varie Azzellini, Mariani e Rossi sono crollate. Tignuzzo già freme per il mercato, ma la posizione di classifica non è tale da consentirgli di scegliere tra i primi, sicché non è detto che riesca a portare a termine grossi colpi.
Chiude la classifica di tappa Codue che stabilisce un nuovo record negativo di punti, tradito da Gorla e J.Cergol che finora qualcosina di buono l’avevano fatto in un contesto che comunque paga sempre le troppe assenze.
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