(pubblicato anche su Basketnet.it)
Sette giornate, poco più di un mese di volatona finale per i playoff. Bilancio e prospettive nel girone Nord di A2, suddividendo le 7 candidate in due fasce secondo la classifica attuale.
LA LOTTA PER IL PRIMO POSTO. Hanno sbaragliato il campo fin dall'inizio, perdendo quasi solo tra loro: soltanto la caduta di un meteorite, o qualche cataclisma del genere, potrebbe tenere Marghera, Geas e Bologna fuori dai playoff.
Marghera (punti 40) è favorita per il primato finale. Tra tutte, ha dato l'impressione di maggior solidità, grazie a un collettivo bilanciatissimo (quando le affronti, impossibile prevedere quale tra le varie tra le varie Laffi, Baliutaviciute, Costa, Borroni ti farà più male nell'occasione), tonnellaggio superiore alla concorrenza (con un quintetto Falzari-Borroni-Baliutaviciute-Laffi-Cappuccio hanno un play di 1,75 e 4 elementi sopra l'1,80 con muscoli da vendere) ed esperienza di playoff. Ha un gioco che non concede tantissimo allo spettacolo, ma è proprio quello che serve per la post-season, in particolare in difesa dove può alzare una muraglia sotto canestro e stritolare le esterne con una pressione boia. Inoltre ha il doppio confronto favorevole con Bologna e parte da 1-0 (+5) contro il Geas nello scontro diretto in programma tra 8 giorni. Poi avrà 4 "pericolanti" in serie e chiuderà contro Reggio Emilia, partita alla quale potrebbe arrivare con il primato già sicuro (o magari con Reggio già eliminata) se battesse Sesto ed evitasse scivoloni.
Geas Sesto (punti 40): ha avuto lampi di livello assoluto (il più recente a Reggio Emilia), in cui ha giocato il miglior basket del girone; è in crescita di morale e sicurezza dopo il ritorno di Censini e il parziale rientro dell'allarme-schiena per Rios, che resta la vera "arma totale" a disposizione di coach Galli. Anche per le milanesi la forza è nelle tante bocche da fuoco (Frantini e Crippa oltre alle due già nominate), oltre che nella solidità di Ponchiroli e nella regia di Arturi, che come "play puro" è la migliore del girone. Se Calastri trova continuità, poi, nessuno ha una coppia di pivot come lei e Rios. Il Geas non dà però l'impressione, almeno finora, di avere la stessa durezza, fisica e mentale, di Marghera: nei playoff, dove il gioco spumeggiante lascerà presumibilmente posto alla "guerriglia", potrebbe pagarlo. E' anche vero, però, che finora la squadra ha avuto un rendimento in trasferta strepitoso (1 sola sconfitta, belle vittorie a Reggio, Cavezzo, Bologna, Udine), quindi ha già dato ampia prova di carattere. Intanto se la giocherà con Marghera per il primato, cercando di evitare altri stop (ci sono Cavezzo e Udine, ma entrambe in casa; e Udine potrebbe essere fuori dai giochi a quel punto) per non farsi superare da Bologna in caso di k.o. con le venete. Occhio anche alla trasferta di Muggia.
Bologna (punti 38): dopo il primato solitario a fine andata, ha avuto alti e bassi nella prima metà del ritorno, in coincidenza con l'infortunio di Mini, che ha lasciato un vuoto pesantissimo in regia (unica sostituta la '91 Nannucci, a parte il "riciclaggio" saltuario di Micovic nel ruolo, cosa a nostro avviso deleteria viste le caratteristiche dell'ex Parma). In più il "totem" Arnetoli, pur dominante per larghi tratti, accusa qualche passaggio a vuoto, non potendo reggere a tutta birra per più di 30-35 minuti. Il quintetto resta fortissimo, ma la panchina è corta e con tante under 18 in squadra è inevitabile non avere piena affidabilità nelle situazioni critiche. Tuttavia è stata brava a rialzarsi dopo i k.o. con Marghera e Sesto, andando a vincere a Crema e Reggio; e nonostante l'ultima sconfitta con Cavezzo il calendario consente ottimismo, perché dopo Udine avrà solo squadre da salvezza o, meglio ancora, già tranquille, sicché con un po' di fortuna può ancora giocarsela per il 1° posto; male che vada avrà il terzo, e nei playoff l'esperienza di Arnetoli può risultare decisiva. C'è poi l'incognita del rinforzo che dovrebbe arrivare (entro la fine della stagione regolare) al posto dell'incinta Pavoncelli: si parla di una lunga, magari anche un nome di spicco, ma quante giocatrici, realisticamente, potrebbero inserirsi in corsa e fare la differenza nei playoff?
LA LOTTA PER IL QUARTO POSTO. Considerando Broni (24 punti) troppo lontana per potersi reinserire nella corsa, nonostante la crescita degli ultimi tempi, restano 4 squadre a contendersi l'ultima piazza-playoff.
Crema (punti 32): ha la possibilità di rendere strepitosa una stagione già esaltante, considerando che l'anno scorso centrò la salvezza diretta solo all'ultima giornata. La partenza di Conti non ha rovinato la corsa delle lombarde, che compensano con le fucilate delle esterne (Fumagalli in testa), con la solidità di Bergvalde e con l'agonismo la relativa fragilità sotto canestro, mentre in regia Monticelli non fa rimpiangere più di tanto la più quotata compagna trasferitasi a Pontedera. Il girone di ritorno è iniziato alla grandissima, con il raid di Udine e gli stop imposti a Sesto e Marghera nel "fortino" di casa (altro punto di forza delle ragazze di Bacchini): ha fallito solo con Bologna, ma ora, ospitando Reggio, ha la ghiottissima chance di spedire la più diretta inseguitrice a -4; se poi recuperasse anche il -6 dell'andata, sarebbe un virtuale +6 in classifica, anche se subito dopo c'è un nuovo scontro diretto con Cavezzo. Le ultime giornate paiono in discesa: solo pericolanti o squadre già quasi salve. Ma molto dipende appunto dalla partita con Reggio, sperando che la sosta pasquale non abbia spento il brillante periodo di forma.
Reggio Emilia (punti 30): ha il vantaggio di non essere rimasta ferma per Pasqua, disputando le Final Four di Coppa di Lega. Però non viene da un periodo esaltante: nel ritorno ha perso, e mediamente non di poco, con Cavezzo, Udine, Bologna e Geas, oltre a rischiare grosso a Carugate. Negli ultimi tempi sembra troppo aggrappata alla vena realizzativa di Twehues. D'altronde la squadra è molto giovane, è stata rivoluzionata in estate e tutto sommato il piazzamento attuale è positivo. Chiaro però che, essendoci la possibilità di andare ai playoff, sarebbe un peccato restarne fuori. Sa di non poter fallire a Crema: recuperare 4 punti in 6 giornate (o 6 se dovesse perdere anche la differenza canestri) sarebbe improbo, visto il calendario buono delle lombarde. Dovessero invece vincere le reggiane, il calendario è poi favorevole anche per loro; all'ultima c'è Bologna, che però potrebbe aver già definito il suo piazzamento.
Cavezzo (punti 28): a sua volta può giovarsi della partecipazione alle finali di Coppa. Ma finora è stata la più deludente tra le attese protagoniste del girone. Forse è anche colpa di chi, solo per il fatto di essere retrocessa dall'A1, la pronosticava "di default" tra le candidate a salire. In effetti, a ben guardare, nonostante la presenza della nazionale Zanoli e di una buona straniera come Mandache, l'organico non è superiore a quello delle altre "big", al di là dell'infortunio di Maranini, grave perdita ma alibi non del tutto sufficiente. Strano l'andamento delle Piovre: all'andata hanno perso tutti gli scontri diretti con le altre 6 candidate ai playoff, "sfogandosi" inutilmente contro squadre di medio-basso calibro (vedi il 100-50 inflitto a Carugate), al ritorno invece hanno messo a segno exploit di rilievo (l'ultimo con Bologna, ma anche Reggio), cancellandone però gli effetti con due evitabili scivoloni interni con Broni e Bolzano. In teoria la situazione è ancora del tutto rimediabile: bisogna però fare il colpaccio a Sesto domani, poi battere Crema e sperare nelle cadute delle rivali; ma il calendario non è certo agevole, perché c'è anche Udine da affrontare. Se riuscisse ad arrivare ai playoff, però, può far valere l'esperienza delle sue reduci dall'A1, oltre al rientro di Maranini.
Udine (punti 28): come e più di Reggio, appare in flessione nel ritorno, in cui ha vinto solo 4 partite su 8. Sanguinoso lo stop a Firenze, oltre a quelli nei big match con Reggio, Crema e Marghera (tutti interni, peraltro). La ricetta di Abignente è simile a quella che valse i playoff l'anno scorso (gioventù e 10-giocatrici-10 da ruotare), ma evidentemente sta funzionando meno, sia perché Budryte come straniera non vale Vanin, sia perché le tante giovani alternano in maniera disorientante una partita sì e una no, come del resto Giacomelli e Filippi che dopo la lituana sono le migliori marcatrici di squadra. Considerando il calendario "tosto" che l'attende (Bologna, Cavezzo e Sesto sulla sua strada) e lo stato di forma, sembrerebbe avere meno chances di tutte di riacciuffare la quarta piazza. Ma diamo credito a un gruppo che, sia pur con significativi elementi in più, ha saputo ottenere l'anno passato molto più di quanto ci si aspettasse.
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